Beni Marsure, dal libro dedicato alla loro Povoletto da Conchione e Bazzaro alla gratitudine all’emerito Luigino Merluzzi

di Mariarosa Rigotti

Giornata significativa, quella di oggi, per l’Amministrazione Beni Marsure di Povoletto. Infatti alle 12, nel capoluogo, il centro giovanile “Amici della solidarietà” ospiterà la cerimonia di conferimento del titolo di consigliere emerito a Luigino Merluzzi. La giornata odierna è, però, solo una fra le tante significative promosse dall’ente benemerito.

Così, tra le altre, va ricordata la recente presentazione del volume “Povoletto passeggiando per le vie del mio paese” , edito da “La Libreria” di Pietro Boer di Cividale che, come ricorda il presidente Paolo Dallagnese, è «frutto della scrittura di Francesco Conchione ed Edi Bazzaro di Povoletto». Va ricordato che la pubblicazione del libro è avvenuta anche grazie al determinante contributo dell’Amministrazione Beni Marsure. Inoltre, come sottolinea lo stesso Dallagnese, «copia sarà distribuita a tutte le famiglie di Povoletto capoluogo».
E riguardo alla presentazione dell’opera, va ricordato che, dopo l’introduzione di Francesco Conchione, che è appunto, uno degli autori, era seguito il saluto del sindaco Giuliano Castenetto per l’amministrazione comunale; quindi, aveva preso la parola il presidente Dallagnese ricordando «quanto siano importanti questi supporti cartacei o visivi per trasferire ai posteri la storia di Povoletto». Successivamente, era intervenuto il giornalista e docente Walter Tomada illustrando i contenuti del libro e sottolineandone «la facilità della lettura e la fluidità espressiva utilizzata».
Da ricordare, infine, che la presentazione era stata ospitata in una corte caratteristica di via Roma messa a disposizione dalla famiglia Sebastianutto e con il sostengo della Pro Loco e Circolo Culturale San Clemente. Mentre, oggi, come detto, l’appuntamento è al centro giovanile.

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In copertina, il libro dedicato a Povoletto e all’interno un momento della sua presentazione mentre parla Paolo Dallagnese che ha accanto i due autori con il professor Walter Tomada.

“Feminis furlanis fuartis”, a Martignacco domani il libro di Erika Adami per festeggiare la Giornata della Donna

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comune di Martignacco, in collaborazione con Arlef e Club per l’Unesco di Udine, presenterà il libro “Feminis furlanis fuartis” (La Patrie dal Friûl). L’incontro si terrà domani, 8 marzo, alle ore 18.30 nella Sala Caduti di Nassiriya, situata in via Delser 33, nel capoluogo. L’evento letterario vedrà la partecipazione dell’autrice Erika Adami, che dialogherà con Walter Tomada, Marco Stolfo e Martina Campagnolo. Inoltre, saranno presenti Elisa Copetti e Donatella Nonino, che arricchiranno il dibattito con i loro preziosi contributi.
“Feminis furlanis fuartis” è un’occasione unica per celebrare le donne e la loro forza attraverso la letteratura e il dialogo. L’incontro offrirà, infatti, spunti di riflessione e momenti di condivisione, mettendo in luce le esperienze e le storie delle donne friulane.
L’evento a ingresso libero, accessibile anche a persone con disabilità e con mobilità ridotta, rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della cultura e della letteratura friulana, nonché per celebrare la Giornata Internazionale della Donna in modo significativo. Una serata, insomma, all’insegna della cultura, del dialogo e della celebrazione dell’universo femminile.

I Codutti antica famiglia del Friuli stasera saranno raccontati in un libro a Moruzzo

(g.l.) Codutti? Certamente è uno dei cognomi storici più noti e diffusi sotto il Castello di Udine, simbolo della Piccola Patria. E a questa casata uno scrittore che si chiama proprio così ha voluto dedicare un libro, tanto che è nato “I Codutti antica famiglia del Friuli – La storia di una stirpe le cui origini si perdono nel Medio Evo e giungono fino ad oggi”, pubblicato dalla casa editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato.
Il volume di Stefano Codutti sarà presentato proprio oggi, 17 febbraio, alle 20.30, nella sala consiliare del Municipio di Moruzzo. Interverranno Renzo Driussi, assessore comunale alla cultura; Maura Pontoni, referente editoriale; Mariangela Toppazzini, ex docente di lettere, nonché storica del Friuli Collinare e già presidente dell’Università della Libera Età di Moruzzo; Walter Tomada, giornalista, scrittore, storico e professore di lettere.
“Questa è la storia di un’antica famiglia friulana- scrive proprio la professoressa Toppazzini – raccontata con impegno e passione da uno dei suoi figli. L’autore non racconta solo dei Codutti, ma partecipa attraverso i suoi antenati alla storia di una comunità più ampia radicata in Friuli negli ultimi otto secoli evidenziando squarci di un Friuli non da tutti conosciuto, come il passaggio di Dante e Leonardo da Vinci per il Friuli e quando a Udine viene istituita l’antica fiera di San Canciano. Così attraverso una piacevole narrazione di storie non solo private induce il lettore ad approfondire una storia di più ampio raggio”.
L’incontro, patrocinato dal Comune di Moruzzo, beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Lusevera ricorda don Domenico Zannier intitolando una via al vecchio parroco

(g.l.) Un vero peccato che un improvviso ritorno dell’inverno, con pioggia, neve e vento, abbia condizionato la cerimonia per la intitolazione della via principale di Lusevera alla memoria di don Domenico Zannier, che fu parroco della località dell’Alta Val Torre dal 1960 al 1972. Ma il maltempo non ha minimamente scalfito il valore e il significato della festa, ritmata dagli interventi del sindaco Luca Paoloni, che ha reso ufficialmente omaggio all’indimenticato sacerdote scomparso poco più di cinque anni fa. Mentre a tratteggiare la figura del prete, ma anche del poeta e uomo di cultura, è stato il professor Walter Tomada, giornalista e direttore de “La Patrie dal Friul”. La cerimonia è stata, inoltre, rallegrata dalle musiche di Andrea Del Favero e Glauco Toniutti.

Nato a Pontebba nel 1930, Domenico Zannier fu ordinato prete l’8 luglio del 1956. Cooperatore parrocchiale a Sutrio fino al settembre del 1958, fu poi cappellano a Pradamano (fino al settembre ’59) e in seguito a Pocenia e a Castions di Strada, fino al 1960, per poi essere nominato dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato parroco di Lusevera, comunità che guidò appunto per dodici anni, fino al 1972, divenendo quindi insegnante di scuola media e ritirandosi a vivere nella sua casa di Maiano, dove intensificò l’attività letteraria che lo portò anche alla candidatura al Premio Nobel. Ma, nonostante questa sua imponente levatura culturale, don Domenico Zannier per tutti era rimasto soltanto pre’ Meni, prevalendo il suo modo d’essere, semplice, affabile, gioviale e di grande compagnia, tanto che in molti paesi è ricordato ancora con affetto e simpatia. Come appunto a Lusevera e nell’Alta Val Torre.

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In copertina e qui sopra la targa della via intitolata a pre’ Meni; all’interno, tre immagini della cerimonia a Lusevera.

“Contea 2021”, Gorizia multiculturale in due incontri con Arlef a Gusti Off

È confermata anche quest’anno la collaborazione fra l’Agenzia regionale per la lingua friulana e il Comune di Gorizia nell’ambito di “Gusti Off”, come è stata chiamata l’edizione 2021 di Gusti di Frontiera. Si rinnova così la pluriennale presenza dell’Arlef nel capoluogo isontino. L’Agenzia sarà presente, con due iniziative, nel calendario di “Contea”, il ricco contenitore di incontri e iniziative letterarie, per parlare del territorio e delle sue specificità. Gorizia è infatti un crocevia di lingue, e non solo, fra i più significativi della regione e per questo senz’altro luogo ideale per discutere di plurilinguismo, storia e cultura.
Il primo appuntamento è in programma oggi, alle 16, al ridotto “Macedonio” del Teatro Giuseppe Verdi. Nell’occasione, partendo dal volume che dà il titolo all’incontro, “Il Friûl Vie pai secui” (Corvino Edizioni, 2021), gli autori Walter Tomada e Fausto Zof, moderati da William Cisilino, direttore dell’Arlef, assieme a Michele Calligaris dello Sportello regionale per la lingua friulana, cercheranno di far conoscere al pubblico quella porzione di storia del capoluogo isontino che non è mai stata letta sui libri di scuola. L’incontro è infatti sottotitolato: “Gurize, là che il Friûl si vierç a la Europe”.
Spetterà sempre a Calligaris, domani 25 settembre, alle 16.30, in sala Dora Bassi, raccontare “Gurize: une storie, tantis lenghis. Pluralisim linguistic e culturâl di une impuartante crosere de Europe”. Sarà l’occasione per ricordare l’unicità di Gorizia, dove si incontrano e incrociano molti idiomi, in cui il plurilinguismo è appunto realtà da sempre, una città teatro di una storia che ha dato un nuovo volto all’Europa intera e che per il Paese tutto è una vera e propria porta a Est. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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In copertina, il Castello di Gorizia è il simbolo storico e culturale del capoluogo isontino.