Terremoto 50, la Protezione civile avrà a Gemona un polo per la cultura della resilienza mettendo a frutto un’intesa fra Regione Fvg e Università di Udine

«Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro grazie a quell’esperienza: ecco perché la Regione ha dato impulso, insieme all’Università, a questa scuola di alta formazione, per dare vita a un’infrastruttura non soltanto fisica, ma anche di conoscenza, necessaria per affrontare le emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo». Lo ha affermato il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione a Gemona del Friuli di UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano. La struttura, ospitata nello storico Palazzo Fantoni, si propone come un catalizzatore di conoscenza e un laboratorio di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi, dai disastri naturali alle crisi socio-economiche.
«Il nostro problema come “sistema Paese” è la programmazione strutturale, dove siamo in forte deficit rispetto ad altri. Siamo tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma non siamo altrettanto capaci di compiere una programmazione di lungo periodo per prevenire o affrontare le crisi prima che si presentino. Poiché la politica non può farlo da sola, serve una rete multidisciplinare e il grande supporto di centri di eccellenza come l’Università di Udine per andare in questa direzione: questo non è un progetto per ricordare il terremoto, ma che guarda anche al futuro, grazie all’esperienza di quel terremoto», ha spiegato poi Fedriga.
Ad intervenire all’evento inaugurale, aperto da Andrea Cafarelli, delegato del rettore per la sede gemonese, e concluso dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, sono stati anche gli assessori alla Protezione civile Riccardo Riccardi e alle Finanze Barbara Zilli. Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato la radice ideale del progetto: «Dobbiamo capire che la tecnica è figlia della cultura: è la grande lezione che il cavalier Marco Fantoni ci ha lasciato e farlo qui, a Palazzo Fantoni con l’Università al centro, è un’azione estremamente importante. Questa è la sfida vera: abbiamo bisogno di un nuovo ‘building’ che non tenga conto della singola materia e della singola relazione in modo verticale, perché è un approccio in cui uno, da solo, non vince». L’assessore ha fornito una precisa analisi quantitativa delle emergenze che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia, evidenziando una preoccupante accelerazione dei fenomeni critici. Il bilancio complessivo dal 1994 a oggi, vede il riconoscimento di 9 emergenze nazionali in Friuli Venezia Giulia. Per la gestione di queste crisi sono stati investiti complessivamente 1 miliardo di euro, fondi che hanno alimentato l’apertura di migliaia di cantieri sul territorio. Negli ultimi 7 anni, ovvero tra il 2018 e il 2025, la Regione ha registrato un’accelerazione, affrontando ben 3 emergenze nazionali: la tempesta Vaia, la tempesta di grandine del 2023 e la recente alluvione dell’Isontino.

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Nasce il Resilience Officer

«Abbiamo bisogno di un approccio multidisciplinare che superi i compartimenti stagni e questa scuola laboratoriale potrà dare un impulso fondamentale alla costruzione di un sistema integrato e resiliente». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi a margine della firma con il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari a palazzo Fantoni, siglata in occasione della presentazione della Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile a Gemona. L’accordo formalizza l’avvio di un percorso formativo di alta qualificazione volto a delineare il profilo del “Resilience Officer”, una figura strategica per favorire l’integrazione tra governance, competenze tecniche e capacità operative all’interno del sistema regionale di emergenza. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura e della Cattedra Unesco dell’ateneo udinese, si svilupperà attraverso un corso intensivo di 40 ore destinato a un massimo di 30 partecipanti. Il programma prevede moduli didattici residenziali presso il Centro servizi per le foreste e attività della montagna (CeSFAM) di Paluzza e una giornata conclusiva di simulazione presso la sede della Protezione civile di Palmanova. Per la realizzazione del progetto, l’Amministrazione regionale ha autorizzato uno stanziamento complessivo di 32mila euro a carico del Fondo regionale per la protezione civile. L’obiettivo dell’intesa è valorizzare l’eredità storica della ricostruzione del Friuli, trasformandola in un modello di prevenzione moderno e proattivo in linea con le strategie delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri Attraverso questa sinergia, la Regione punta a consolidare un sistema di Protezione civile d’avanguardia, capace di superare le logiche verticali e di operare in uno spazio multidisciplinare integrato.

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Riccardi ha sottolineato, poi, il drastico aumento del profilo di rischio mettendo a confronto i periodi: se nei primi 24 anni (dal 1994 al 2018) si sono verificate 6 emergenze, negli ultimi 7 anni se ne sono registrate 3, evidenziando come i dati dimostrino che il profilo del rischio sta aumentando con fenomeni più frequenti, violenti e circoscritti, rendendo non più sostenibile un modello basato solo sul ripristino del patrimonio pubblico. Quattro i concetti chiave che l’esponente della Giunta Fedriga ha esposto nell’analisi delle esigenze per il futuro: l’evoluzione del decisore – «è necessario il passaggio dalla figura del burocrate a quella del tecnocrate, un project manager con poteri semplificati che sappia guidare i processi di trasformazione»; la riforma delle regole – «la condizione di “straordinarietà” insita nei commissariamenti deve diventare ordinarietà per superare l’incapacità di spesa causata da norme che oggi frenano la sicurezza»; la gestione del rischio – con l’aumento della frequenza e violenza dei fenomeni, non è più sufficiente il solo ripristino del danno, ma serve un nuovo modello di assistenza che integri pubblico e sistema assicurativo, e su questo la Regione – ha ricordato Riccardi – molto ha fatto su impulso del governatore Fedriga»; la fine del “singolarismo” – «la prevenzione non deve più essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare, coinvolgendo in modo integrato tutti i servizi primari e le competenze professionali».
Per l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta alla cerimonia portando anche i saluti dell’assessore all’Università e Ricerca Alessia Rosolen, «tenere viva l’esperienza del 1976 significa avere la lungimiranza di creare strumenti innovativi. Il Friuli, territorio cantiere per tanti anni, continua oggi a essere un cantiere virtuoso di costruzione del futuro e della sicurezza, dando ai giovani ulteriori occasioni di crescita professionale e di innovazione. In questi 50 anni – ha aggiunto Zilli – la comunità friulana, grata e riconoscente, ha rinsaldato e rafforzato il filo che lega la sua storia a quella dell’Università di Udine, istituzione che è testimone del patrimonio valoriale che da quell’evento drammatico è nato e ha dato frutto, testimoniato dall’inaugurazione di oggi». A presentare ufficialmente UNIUD RESILHub è stato Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco e direttore della Scuola, che ha illustrato l’approccio “science-based ed experience-based” del polo, mentre Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg, ha presentato il profilo del “Resilience Officer” operante nel Comitato regionale per le emergenze (Corem) e che sarà oggetto del primo corso della scuola.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale a Gemona.

(Foto Università di Udine)

Open Dialogues, Udine è sempre più una capitale della geopolitica: cala il sipario sulla quarta edizione e si guarda già al 2027. Da Pozzo: «Un successo che cresce»

«Si chiude oggi la quarta edizione di Open Dialogues for the Future, ma è un rilancio. Siamo orgogliosi del percorso fatto e diamo già appuntamento alla quinta edizione il prossimo anno». Con questo annuncio Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha ufficialmente chiuso i lavori di una due-giorni, organizzata dall’ente con la collaborazione di The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, che ha trasformato il Friuli Venezia Giulia in un osservatorio privilegiato sulla geopolitica e la geoeconomia. Da Pozzo ha voluto ringraziare il tessuto produttivo e le istituzioni per un confronto che «accresce la consapevolezza di fronte a sfide che toccano direttamente la nostra economia e le nostre imprese». Rampini, nelle sue conclusioni, ha ribadito come Udine sia diventata «una tappa fondamentale per decriptare la complessità del presente», sottolineando l’importanza di mantenere vivo un dialogo che unisca rigore accademico e pragmatismo economico. E soprattutto con uno sguardo rivolto ai giovani.
La quarta edizione si è, dunque, conclusa con un tutto esaurito per entrambe le giornate di giovedì 5 e venerdì 6 marzo: Chiesa di San Francesco, sede dell’evento, sempre “sold out” e centinaia di accessi anche al live streaming trasmesso dal sito ufficiale opendialogues.eu e canale YouTube @camcompnud (dove è possibile sempre rivedere i filmati integrali), ma anche sul canale 511 e in streaming online su Sky Tg 24, che quest’anno è stato media partner dell’evento, con Corriere della Sera, Ansa Fvg e Gruppo Nord Est Multimedia – Messaggero Veneto. Open Dialogues for the Future ha goduto del supporto anche di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, nonché del patrocinio di Unioncamere e Ministero delle Imprese e Made in Italy, e ha visto la partecipazione di una trentina di relatori esperti e accademici da tutto il mondo, in presenza a Udine o in video-collegamento.

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Per i laureati under 30

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine rinnova il proprio impegno nel ricambio generazionale e nel potenziamento delle competenze tecniche a servizio del territorio. L’Ente ha infatti indetto una procedura concorsuale pubblica, per titoli ed esami, finalizzata all’assunzione a tempo pieno di un’unità di personale con contratto di apprendistato della durata di 36 mesi. Il profilo ricercato, di elevata qualificazione, è quello di Funzionario per i servizi anagrafici e di regolazione del mercato, con un focus specifico sulla figura di Esperto in Servizi Anagrafici, Pubblicità Legale e Fascicolo Informatico. La scelta della tipologia contrattuale sottolinea la volontà dell’Amministrazione di investire sulla formazione “on the job” di profili ad alta specializzazione: al termine del triennio di apprendistato, infatti, è prevista la possibilità di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In linea con la normativa vigente per questa specifica forma di inserimento, il bando si rivolge a giovani che abbiano compiuto 18 anni e non abbiano ancora superato i 29 anni d’età. Per rafforzare il legame con il tessuto locale e le istituzioni accademiche di riferimento, il concorso è riservato a candidati residenti o domiciliati in un Comune del Friuli Venezia Giulia o del Veneto, oppure a coloro che abbiano conseguito il titolo accademico richiesto presso un’Università o Facoltà con sede nelle medesime regioni. Sotto il profilo formativo, i candidati devono essere in possesso di una laurea in materie giuridico-economiche, secondo le specifiche classi di laurea dettagliate nel bando integrale. La procedura selettiva permetterà inoltre di valorizzare titoli di merito, quali ulteriori percorsi accademici o pregresse esperienze professionali coerenti con il ruolo. Il nuovo funzionario opererà in un’area strategica per l’Ente, occupandosi di gestione dei dati d’impresa, trasparenza e digitalizzazione dei processi amministrativi, ambiti cruciali per la competitività del sistema economico locale. Gli interessati possono consultare i dettagli della selezione, i requisiti d’accesso e la descrizione delle attitudini richieste nella sezione “Amministrazione Trasparente – Bandi di concorso” del sito istituzionale www.pnud.camcom.it, nonché all’Albo camerale on-line. La domanda di partecipazione dovrà essere inviata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale governativo InPa, accedendo tramite SPID, CIE o CNS. Il termine ultimo per l’inoltro delle candidature è fissato per le ore 23.59 del 4 aprile 2026.

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L’ultima mattinata del forum ha attraversato i quadranti del pianeta. I lavori si sono aperti con il messaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, letto dal coordinatore di Open Dialogues Filippo Malinverno di Ambrosetti. Il ministro ha richiamato l’attenzione sulle ore drammatiche vissute in Medioriente: «Questa crisi ha un impatto diretto sulla nostra sicurezza nazionale, sulla tutela delle decine di migliaia di italiani presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e sugli approvvigionamenti energetici globali», ha detto. Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia: «Siamo in prima linea, in Europa e nel G7, perché il Medioriente torni ad essere un’area di stabilità, dialogo e sviluppo».
Il focus si è poi spostato sull’America Latina con Sandra Borda (Universidad de los Andes), che in conversazione con Federico Rampini ha analizzato l’operazione Maduro e la nuova “dottrina Donro”. «Questa è la prima volta che l’America del Sud vive un intervento militare aperto», ha spiegato Borda riferendosi al Venezuela, aggiungendo una nota critica sulla politica Usa: «La mia sensazione è che gli Stati Uniti si sentano sempre più a loro agio con il regime in Venezuela. Se avremo un’amministrazione democratica dopo Trump, credo che avremo lo stesso approccio del passato: semplice indifferenza». Sull’avanzata di Pechino nel continente, l’analisi di Borda è stata netta: «La Cina ha costruito una strategia molto, molto abile in America Latina perché hanno capito che questo è il posto giusto per fare affari. Non vogliono alleanze politiche, vogliono solo business». Un’espansione che Washington ha ignorato per troppo tempo: «Gli Stati Uniti hanno deciso di non prestare molta attenzione a ciò che stava accadendo per molti anni e penso che ora sia un po’ troppo tardi per fermare la presenza degli investimenti cinesi».
Il finale è stato affidato al panel sulla difesa europea e al drammatico caso ucraino. In videocollegamento da Kiev con Filippo Malinverno, Iryna Terekh (ceo di Fire Points Ucraina) ha riportato l’uditorio alla realtà di un conflitto, «ben lontano dalla conclusione», ha affermato la giovane ingegnere impegnata nella difesa del suo Paese. Terekh ha sottolineato con forza la determinazione del suo popolo: «Sostenere chi si difende non è solo solidarietà, è la difesa dei principi che permettono la nostra prosperità», ricordando che la resilienza ucraina è oggi il primo baluardo della sicurezza continentale. Con l’eco delle parole di Iryna Terekh e la promessa di una quinta edizione nel 2027, Open Dialogues for the Future si conferma, dunque, un appuntamento importante per comprendere come le scosse geopolitiche distanti migliaia di chilometri ridisegnino, ogni giorno, anche il futuro della regione.

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo, il coordinatore Filippo Malinverno e il direttore scientifico Federico Rampini alla chiusura del Forum. All’interno, altre due immagini dell’ultima giornata.

Le donne raccontano, al Visionario di Udine venerdì si chiuderà la sesta edizione di “Dimmi”. Ma ci sarà anche un incontro alla Libreria Friuli

È giunta alla sua conclusione anche la sesta edizione di “Dimmi – Le donne raccontano”: un percorso di pensiero e formazione rivolto in particolare alle nuove generazioni che, attraverso discipline diverse (filosofia, storia, letteratura, diritto), approfondisce il sapere femminile e la storia delle donne. Nata da un’idea di Puntozero società cooperativa – promossa da Alchemilla, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Bottega Errante, Università degli Studi di Verona, associazione Venezia e Istituto comprensivo Macor di Romans d’Isonzo – anche questa edizione 2026 è stata ricca di attività, incontri pubblici, laboratori nelle scuole, conferenze, talk e approfondimenti, aperti a tutta la cittadinanza. Il prossimo venerdì 13 marzo, la giornata conclusiva, si articolerà in due momenti aperti al pubblico, entrambi a ingresso gratuito fino a esaurimento posti ed entrambi parte del programma promosso per l’8 marzo dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine.

LIBRERIA FRIULI – Si comincerà alle 16 alla Libreria.Coop Friuli di Udine (via dei Rizzani) con l’incontro: “Abitare il disordine”. Sarà un pomeriggio di confronto condiviso sull’agire creativo che trasforma gli spazi. A partire da esperienze vissute, immagini e racconti, il pubblico sarà invitato a intrecciare sguardi e pratiche per riconoscere le qualità degli spazi che permettono alla partecipazione di accadere, anche attraverso piccoli disordini. A intervenire sarà Francesca Gentile, ricercatrice e drammaturga di comunità, co-founder di Alchemilla, docente di progettazione culturale all’Università Cattolica di Milano e all’Università degli Studi di Pavia. L’incontro sarà concepito come un grande cerchio di parola che coinvolgerà le persone che hanno lavorato al progetto e il pubblico presente, in un momento autentico di restituzione e ascolto reciproco.

CINEMA VISIONARIO – La giornata proseguirà alle 19.30 al cinema Visionario con la proiezione del film “Si dice di me” che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Udine. Il documentario racconta l’esperienza trentennale di Marina Rippa che, attraverso laboratori teatrali nei quartieri complessi di Napoli, ha creato uno spazio vitale di condivisione e liberazione per molte donne. Il laboratorio diventa luogo in cui corpo e voce si fondono per rendere visibile l’invisibile, superando limiti culturali e stereotipi. In un momento buio della vita di Marina, sarà proprio l’abbraccio delle “sue” donne a dimostrare la forza di un legame che va oltre il teatro, in un percorso di emancipazione e autodeterminazione che trasforma lo spazio scenico in luogo sacro di ribellione e riscatto. Al termine della proiezione dialogheranno con il pubblico la regista Isabella Mari e Marina Rippa, fondatrice di f.pl. femminile plurale.

Maggiori informazioni su ledonneraccontano.it

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In copertina, la regista Isabella Mari attesa venerdì al Visionario di Udine.

Duino Aurisina, domenica invito sul monte Hermada alla scoperta dello “sciacallo dorato” del Carso triestino

Per “Quanto vale un petalo?”, appuntamenti sulla biodiversità, domenica 15 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione dalle 9.30 alle 13 sul Monte Ermada, a Duino Aurisina: tema “Il Carso e lo sciacallo dorato”. La guida Barbara Bassi illustrerà le caratteristiche dell’ambiente carsico, mentre la naturalista Monica Skapin, che nella zona ha svolto la sua tesi di laurea sperimentale sullo sciacallo dorato nel Carso triestino, parlerà dei ruolo dei predatori naturali e della loro coesistenza con l’agricoltura locale.

Una escursione tra le rocce carsiche.


In programma un facile percorso di circa 6 km, con 150 metri di dislivello, tra boschi, doline pittoresche e scorci panoramici sul mare e il Carso. Mentre Monica Skapin – laureata in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura all’Università di Trieste – racconterà le osservazioni svolte sul campo tramite delle fototrappole. per approfondire la biologia e l’ecologia dello sciacallo dorato, un affascinante canide presente sul Carso triestino.
Ritrovo alle ore 9.10, nel parcheggio del Campo sportivo di Visogliano. Quote di partecipazione: interi 12 euro; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di sei. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le   divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina e qui sopra due immagini dello “sciacallo dorato” del Carso triestino.

(Foto Università di Trieste)

Otto marzo, in cento alla “marcia in rosa” a Casarsa della Delizia dopo un incontro dedicato alla salute della donna

Non una singola celebrazione, ma un percorso di appuntamenti che attraversa tutto il mese di marzo per riflettere sul ruolo, sulla salute e sui diritti della donna. La Città di Casarsa della Delizia – attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità insieme all’Assessorato alle Politiche sociali e della Famiglia e con le realtà del territorio – ha avviato con i primi due eventi il cartellone “Non solo 8 marzo”: in tutto quattro appuntamenti che intrecciano prevenzione sanitaria, partecipazione civica e proposta culturale. A sostenere il progetto comunale è una rete territoriale ampia e strutturata che coinvolge lo Sportello InformaDonna, FAI, Spazio Donne il Servizio Sociale dei Comuni – Ambito territoriale Tagliamento, l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Anci Fvg Tavolo Politiche di Genere e numerose associazioni locali, tra cui Il Piccolo Principe, Il Noce, Gruppo Primavera 90, Pro Casarsa della Delizia, Avis Casarsa – San Giovanni e La Fenice Aps.


Il programma si è aperto venerdì, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, con l’incontro informativo “Insieme in salute”, grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alle Pari Opportunità insieme all’Assessorato alle Politiche sociali e della Famiglia, come hanno ricordato nei saluti gli assessori Cristina Gallo e Aurora Gregoris. Medici e specialisti hanno dialogato con il pubblico su prevenzione, diagnosi e nuove terapie per il tumore al seno: tra i relatori Dino Tonin, direttore UOC Chirurgia, Lia Pisegna Cerone, chirurgia senologica, Francesca Swoopes, fisiatra della SC Riabilitazione, e Giuliana Elisabetta Francescutti della SSD Senologia.
Ieri, 8 marzo, nella Giornata internazionale della Donna, 100 persone hanno partecipato invece alla 12ª edizione della “Camminata in Rosa”: un percorso di cinque chilometri aperto con partenza dal Giardino del Progetto Giovani. Un gesto simbolico e concreto per ribadire l’importanza delle pari opportunità, con l’invito a indossare un tocco di rosa. Alla partenza saluti dell’assessore Cristina Gallo e presentazione del Progetto Spazio Donne da parte di Daiana Turla de Il Piccolo Principe.
Si proseguirà ora venerdì 13 marzo con la lettura scenica di “Casa di bambola” di Henrik Ibsen. Caterina Comingio e il musicista Matteo Biason daranno voce alla figura di Nora, icona della liberazione femminile. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Biblioteca civica “Nico Naldini” e l’associazione Le Muse Orfane Aps, rientra nella rassegna regionale “Antiche Dimore 2025-2026 Vento”. Ingresso libero. Gran finale giovedì 26 marzo al Teatro Pasolini con la commedia “Gente di facili costumi”, interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume, per la regia di Luca Manfredi. Uno spettacolo brillante che affronta con ironia temi come solitudine e dignità. L’iniziativa è promossa dal Comune di Casarsa della Delizia in collaborazione con Ert Fvg. Biglietti: interi 20 euro, ridotti 18 euro, under 25 a 10 euro (circuito ERT). Informazioni e prenotazioni alla Biblioteca civica (0434.873981).

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In copertina, il via alla Camminata in rosa a Casarsa; all’interno, l’incontro sanitario.

“Tè per te”, a Sesto al Reghena celebrato l’8 marzo con la neonata commissione per le Pari Opportunità del Comune

“Tè per te” è l’evento con cui la neonata Commissione Pari Opportunità del Comune di Sesto al Reghena si è presentata alla comunità in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Ieri, 8 marzo, nella Barchessa piccola di Piazza Barbo chi ha partecipato si è portata la propria tazza da tè preferita. Si è potuto così bere il té insieme per scambiare idee, raccontarsi e ascoltare.
La Commissione Pari Opportunità del Comune di Sesto al Reghena è stata costituita nel corso del 2025, con i primi passi mossi proprio nei giorni vicini allo scorso 8 marzo su iniziativa dell’Amministrazione comunale. La presidente è Carla Beriotto, mentre la vicepresidente è Valentina Papais. Membri di diritto sono il sindaco Zaida Franceschetti, Franca Odorico, consigliere comunale delegata alle pari opportunità per la maggioranza consiliare, ed Elena Milan per la minoranza. Per la società civile ne fanno parte Misha Nonis, Dina Sovran, Valentina Papais, Debora Rallo e Gloria Ellero. Rappresentano l’ambito sanitario Carla Beriotto e Federica Gregoris. Sabina Zaramella porta la sua esperienza come appartenente all’ordine degli avvocati, mentre Elisa Tocchet ne fa parte come rappresentante dell’associazionismo locale e Caterina Favaro per le realtà lavorative ed economiche.

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In copertina e all’interno due immagini dell’incontro di ieri a Sesto al Reghena.

Arlef soddisfatta per i cartelli trilingui ritornati sulla ferrovia Udine-Cividale. Il progetto Anin e la polemica sulle mappe

Nelle stazioni ferroviarie della linea Udine-Cividale sono stati reinstallati i cartelli trilingui. La rimozione della segnaletica era stata determinata dai lavori di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, nel contesto del passaggio di gestione della linea da FUC – Ferrovie Udine-Cividale a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, subentrata per legge nella gestione dell’infrastruttura e del servizio. «Questo importante successo è il risultato di un lavoro di gruppo portato avanti con costanza e puntualità e messo in opera in pochi mesi. RFI ha recepito rapidamente le richieste inviate da Arlef, attraverso una lettera formale, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E la sua dirigenza ha rilanciato con idee anche per il futuro che contiamo di far diventare realtà», ha affermato Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.
Con la posa dei nuovi cartelli, la stazione della città ducale – e con essa tutte le altre che fanno parte della linea – torna quindi a esprimere pienamente la propria identità linguistica e culturale. La presenza della segnaletica trilingue (friulano, italiano, sloveno) rappresenta infatti non solo un gesto di attenzione verso il patrimonio linguistico locale, ma anche uno strumento efficace di marketing territoriale. I cartelli trilingui tornano così a essere parte integrante del racconto del territorio: un elemento capace di accogliere viaggiatori e visitatori e di parlare loro, da subito, della cultura e dell’identità di quel luogo. Elementi, questi, che contribuiscono a valorizzare anche il patrimonio linguistico, da un lato, e la specificità del Friuli e della sua storia, dall’altro.

Intanto, il presidente Eros Cisilino, rispondendo all’intervento del consigliere regionale Enrico Bullian, ha ribadito la posizione dell’Arlef sulle mappe di Anìn, progetto pluriennale legato alla valorizzazione della lingua e dell’identità friulana. «Trovo che la polemica sollevata dal consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Enrico Bullian, non sia condivisibile perché la scelta di utilizzare proprio quella mappa, nell’ambito di un progetto pluriennale ampiamente voluto e condiviso, non è certo frutto di una libera interpretazione dell’Arlef ma di valutazioni collegiali approfondite», ha spiegato. Per fare chiarezza dopo quanto dichiarato da Bullian, l’Agenzia ha infatti diffuso un’immagine che pone, una accanto all’altra, con didascalie ben identificabili, due diverse mappe del Friuli. Come lo stesso Cisilino ha chiarito: «La mappa a sinistra, al momento sotto osservazione, è stata realizzata sulla base della definizione storico-geografica fornita da una fonte autorevole qual è la Treccani. A destra – ha proseguito il presidente dell’Arlef – è raffigurata la cartina che traccia i confini dell’area cosiddetta friulanofona. Come è facilmente apprezzabile, le due non coincidono perfettamente».
Approfondendo ulteriormente l’argomento, il presidente dell’Arlef ha ricordato ancora, citando la celebre e centenaria enciclopedia, che «il Friuli è descritto come il territorio che va dal fiume Livenza al Timavo. Un territorio (storico) in cui c’è chi parla italiano, friulano, sloveno, tedesco o veneto, bisiaco compreso. Detto ciò – ha rimarcato ancora Cisilino – c’è da dire che fra i Comuni di lingua friulana, c’è anche Monfalcone e pure Sagrado, che si trovano in Bisiacaria, ma chiesero specificamente di entrare in quella delimitazione in occasione della stesura della Legge 482 del 1999, anticipata dalla Legge regionale 15 del 1996. Non è, pertanto, un caso se anche dalla Bisiacaria arrivano domande per aderire alle celebrazioni annuali della Patria del Friuli, proprio perchè il Friuli non si limita all’area friulanofona ma a quella più ampia definita da criteri storici. Credo pertanto – ha chiuso – che Arlef nel realizzare le mappe di Anìn abbia agito con trasparenza e rigore, rispettando senza dubbio alcuno tutte le diversità che, come ricorda la norma, hanno pari dignità e non si escludono a vicenda».

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In copertina, il cartello trilingue ricomparso nella stazione dei treni a Cividale.

Casarsa della Delizia ieri ha ricordato in cimitero i bombardamenti di 81 anni fa alla fine della Seconda guerra mondiale

A 81 anni dai tragici fatti l’Amministrazione Comunale della Città di Casarsa della Delizia ha ricordato tutte le vittime – tra le quali anche bambini e giovani – dei bombardamenti aerei alleati che colpirono la cittadina non solo il 4 marzo 1945 ma anche nei mesi precedenti. Ieri nel cimitero di Casarsa alla presenza del sindaco Claudio Colussi e delle autorità civili, religiose e militari è stato deposto un omaggio floreale sul memoriale dedicato a tutte le vittime civili, realizzato nel 2025 dall’artista Massimo Poldelmengo e ispirato alla poesia di Pier Paolo Pasolini “A planzin lì vis” (Piangono le viti) che il poeta compose in ricordo dei morti di quel tragico bombardamento che avvenne soli due mesi prima dalla fine della Seconda guerra mondiale.

«Come lo scorso anno – ha detto il sindaco Colussi -, quando abbiamo svelato il memoriale, abbiamo voluto ricordare le vittime della nostra Comunità nel terribile frangente del Secondo conflitto, che tanto dolore portò a Casarsa. Come Amministrazione comunale vorremmo che questo divenisse ogni anno un appuntamento non solo per ricordare ma anche per riflettere, visto che le guerre proseguono tuttora. Infatti come 81 anni fa le bombe anche adesso continuano a cadere e come allora le vittime innocenti sono quelle civili, a partire dai bambini».
Presenti diversi familiari delle vittime di allora, invitati dall’Amministrazione comunale, tra cui la poetessa Anellina Colussi che ha letto alcuni suoi versi, in friulano casarsese e in italiano, dedicati a quel giorno. Il parroco don Lorenzo ha benedetto gli intervenuti, tra i quali il tenente colonnello Lauro Massari del V Reggimento Aves Rigel, il tenente colonnello Gerardo Secco dell’XI Reggimento Bersaglieri, il luogotenente Donato Perrone comandante dei Carabinieri di Casarsa, oltre al vicesindaco Ermes Spagnol e al consigliere comunale Giuliano Novello. Presente anche il Gruppo Alpini di Casarsa San Giovanni, esponenti delle altre associazioni d’Arma e dell’Associazione nazionale vittime Civili di Guerra – Sezione provinciale di Pordenone.
Inoltre, lo scorso anno era stato dato alle stampe il Diario del bombardamento aereo del 4 marzo 1945 scritto da Ermes Colussi “Pagura” all’indomani dei fatti, in edizione curata da Anellina Colussi e Roberto Colussi. Anche quest’anno il volume – grazie alla volontà di Battista Colussi, figlio maggiore di Ermes, e della Pro Casarsa della Delizia Aps con il presidente Antonio Tesolin – è stato donato alla scuola media di Casarsa.

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In copertina e all’interno immagini della commemorazione nel cimitero di Casarsa.

Operazione Batiscafo Trieste, domani il film debutta in anteprima assoluta all’Ariston. Sabato la replica per la città

Debutta in anteprima assoluta domani 6 marzo, a Trieste (Cinema Ariston, ore 18 ingresso su invito) con replica sabato 7 marzo alle 17 (ingresso libero aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili) il film Operazione Batiscafo Trieste, lungometraggio (50’, colori + b/n) scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, commissionato dal Comune di Trieste e prodotto da Movie&Theatre con Rai Cinema e Armundia. Un documentario internamente dedicato alla tecnologia immersiva ad alta innovazione concepita 70 anni fa per il Batiscafo che, nel lontano 1960, toccava il punto più estremo della crosta terrestre, l’abisso Challenger nella Fossa delle Marianne alla profondità di 10.916 metri. Solo nel 2019 questo record straordinario è stato ritoccato, di appena 12 metri, dal sommergibile di Victor Vescovo che ha raggiunto i 10.928 metri nelle stesse acque. Progettato in Svizzera per iniziativa degli esploratori e scienziati Auguste Piccard e Jacques Piccard, costruito a Trieste, Monfalcone, Terni e Castellammare di Stabia, il Batiscafo Trieste diventa adesso una storia per il grande schermo. Il film ripercorre la sua genesi, il varo e l’emozionante impresa delle Marianne il 23 gennaio 1960, ma anche l’avventura recentissima della sua ricostruzione in copia 1:1 per riportarlo nel cuore della città in cui ha preso vita, l’arrivo in piazza Unità nell’autunno 2025, l’idea di trasformarlo in una permanente icona di scienza per la pace e la collaborazione internazionale. Nel film portano la loro testimonianza, per la prima volta riuniti in un documentario, Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli degli esploratori Jacques Piccard e Don Walsh, i primi uomini a spingersi negli abissi del Challenger. Da allora l’originale del Batiscafo Trieste si trova a Washington, al Museo Navale della Marina Americana. Una storia tutta italiana che ha anticipato i temi della “geopolitica del mare”, capace di conquistare negli anni Sessanta la copertina di Life, affascinando 7 milioni di lettori. Dopo l’anteprima di Trieste, il film sarà proiettato a Roma, martedì 10 marzo nell’Aula dei gruppi parlamentari presso la Camera dei Deputati alle 17. Il film farà quindi tappa a Napoli, mercoledì 11 marzo, alle 17.30 presso la Fondazione Banco di Napoli. Quindi un’ulteriore proiezione è prevista a Milano, martedì 17 marzo alle 19 al Cinema Arlecchino. E a fine mese il documentario si spingerà oltreoceano: il 30 marzo sarà proiettato a New York, presso l’Istituto Italiano di Cultura e il 31 marzo a Washington nella sede dell’Ambasciata italiana. Prenotazioni per la proiezione di sabato 7 marzo su piattaforma eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/operazione-batiscafo-trieste-tickets-1983769090752?aff=oddtdtcreator

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Da oggi “La Lezione”

Uscirà nelle sale cinematografiche italiane da oggi 5 marzo “La Lezione”, il nuovo film diretto da Stefano Mordini, tratto dall’omonimo romanzo di Marco Franzoso. Interpretato da Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Marlon Joubert ed Eugenio Franceschini, il film è prodotto da Picomedia e Vision Distribution, in collaborazione con Sky e con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, oltre che con il sostegno della Fvg Film Commission – PromoTurismoFvg. Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2025, nella sezione Grand Public il 22 ottobre, “La Lezione” debutta ora nelle sale italiane, raccontando una storia di tensione psicologica, potere e fragilità interiore ambientata tra le architetture e le atmosfere uniche di Trieste. Le riprese della pellicola sono avvenute nel capoluogo giuliano per una settimana nel febbraio 2025, toccando numerose aree del centro storico, e successivamente si sono concluse a Roma. Il progetto ha visto il coinvolgimento di 20 maestranze locali e professionisti del territorio, integrandosi con il tessuto produttivo e creativo della città. A Trieste la produzione ha lavorato in diverse location del centro cittadino, tra cui via Giulio Cesare, via Fabio Severo e Foro Ulpiano, piazza Carlo Goldoni e Scala dei Giganti, piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa e Galleria Protti, il quartiere di Cavana con via San Sebastiano, via del Pesce e via delle Mura, l’area del Ponterosso, via Rossini e via Bellini, oltre a piazza Virgilio Giotti, via Cesare Battisti, l’Antico Caffè San Marco e la Strada Vicentina – Napoleonica. L’uscita in sala di La Lezione conferma il ruolo di Trieste e del Friuli Venezia Giulia come location strategiche per il cinema italiano, capaci di offrire scenari distintivi e supporto professionale per produzioni di rilevanza nazionale, grazie alla sinergia tra enti, istituzioni, imprese e professionisti locali.

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Operazione Batiscafo Trieste punta i riflettori su un’icona scolpita nella memoria scientifica del Novecento, e che oggi trova nuova vita attraverso lo sguardo del cinema. Il regista Massimiliano Finazzer Flory ha seguito le fasi della rinascita dell’unità sommergibile: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei capannoni bergamaschi della M23, alle mani sapienti che ne hanno ricostruito le linee, fino all’atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali. Il viaggio cinematografico nella storia del Batiscafo Trieste non è un semplice diario tecnico, ma un racconto poetico che intreccia immagini dall’Istituto Luce e memoria, capace di restituire la tensione epica dell’impresa e l’emozione di veder risorgere un gigante degli abissi. Le telecamere hanno registrato non solo bulloni e lamiere, ma anche lo spirito di chi, settant’anni dopo, ha voluto restituire al presente il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez. Il risultato è un documentario che racconta l’intenso lavoro dietro la ricostruzione e la movimentazione fino a Trieste. La proiezione offrirà al pubblico una vera e propria esperienza estetica e civile: la possibilità di guardare negli occhi l’avventura del Trieste, attraverso la lente del cinema, e di sentirne vibrare ancora oggi, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace. Nel film parlano, fra gli altri: Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques Piccard e Don Walsh che pilotarono il Trieste nell’immersione della Fossa delle Marianne. E ancora Julie Kowalsky, Direttrice del National Museum of the United States Navy, il promotore del progetto Giorgio Rossi, Assessore alle Politiche della Cultura e Turismo del Comune di Trieste, l’Ad di M23 Bruno Peracchi che ha coordinato la ricostruzione del Batiscafo, il giornalista e scrittore Antonio Ferrara, l’archivista delle acciaierie Terni Valeria Sabbatucci, lo storico Enrico Halupca e il testimone dell’epoca Cosimo Cosenza. Il trailer del documentario è disponibile per tutti sul canale youtube del Comune di Trieste e sul sito museodiegodehenriquez.it del Museo della guerra per la pace intitolato a Diego de Henriquez, il collezionista triestino amico personale di Auguste e Jacques Piccard. Fu lui a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del Batiscafo, ed è nel Museo a lui dedicato che il Batiscafo troverà, nel corso del 2026, una collocazione definitiva ed emblematica.

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In copertina, Bertrand Piccard e il regista Massimiliano Finazzer Flory; all’interno, due rare foto d’epoca legate alla straordinaria impresa.

Magnano in Riviera, si sblocca finalmente la tanto attesa rotatoria della Casote: tempi ormai brevi per cantierare l’opera tra Pontebbana, Tarcentina e Juliense

«Con la rotatoria della Casote restituiamo al territorio un’opera attesa da molti anni, che nasce da una visione di sicurezza, sostenibilità e integrazione tra mobilità veicolare e mobilità lenta. Abbiamo lavorato per superare le difficoltà legate ai passaggi istituzionali e aggiornare un progetto strategico, rendendolo finalmente cantierabile». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, spiegando che è in fase di conclusione la procedura di aggiudicazione della gara d’appalto per la realizzazione della nuova rotatoria nella località denominata appunto Casote (“Cjasote” in friulano), sita nel Comune di Magnano in Riviera, all’intersezione tra la SS 13 Pontebbana, la SS 356 Tarcentina e la SR UD 46 Juliense.
L’intervento, promosso e attuato dall’Ente di decentramento regionale di Udine con il sostegno della Regione Fvg, rappresenta un’opera attesa da oltre dieci anni e finalizzata alla messa in sicurezza e alla razionalizzazione di uno dei nodi viari più trafficati dell’area. «Un’opera che contribuirà concretamente a migliorare la qualità della vita dei cittadini, riducendo la congestione e valorizzando la rete ciclopedonale regionale – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – . È il risultato di una collaborazione efficace tra Regione, Edr e Amministrazioni locali, che dimostra come la programmazione condivisa possa tradursi in opere utili e durature».

Cristina Amirante


Il progetto, originariamente previsto dalla Provincia di Udine e successivamente rallentato dal complesso processo di riordino istituzionale delle competenze in materia di viabilità, è stato negli ultimi anni aggiornato, rifinanziato e riportato a piena operatività grazie all’impegno della Regione Fvg, dell’Edr di Udine e dell’Amministrazione comunale di Magnano. L’opera è finanziata con fondi regionali per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro, di cui circa 431 mila euro destinati ai lavori principali di realizzazione della rotatoria e del primo tratto di pista ciclabile, mentre le restanti risorse sono destinate alle somme a disposizione e al completamento del collegamento ciclabile, subordinato al parere dell’Autorità di Bacino per le aree soggette a rischio idraulico.
Il progetto prevede la realizzazione di una rotatoria a quattro bracci, con diametro esterno di circa 50 metri, anello di circolazione largo 9 metri, nuove corsie di immissione e uscita, l’eliminazione dell’attuale impianto semaforico e un complessivo riassetto dell’area. Sono inoltre previsti: due golfi per le fermate del trasporto pubblico locale, con marciapiedi e collegamenti ciclopedonali; nuovi percorsi ciclopedonali di larghezza pari a 2,50 metri; attraversamenti pedonali protetti organizzati in due fasi; un piccolo parcheggio scambiatore in prossimità delle fermate; la sistemazione a verde delle aiuole; un nuovo impianto di illuminazione pubblica; il rifacimento di un tratto della rete idrica, a cura di Cafc, il Consorzio acquedotto Friuli Centrale.
L’intervento consentirà di ridurre in modo significativo i tempi di attesa, migliorare la fluidità del traffico, aumentare la sicurezza per pedoni e ciclisti e contenere i rischi legati alle elevate velocità dei veicoli lungo la SS 13. Una volta completate le procedure di aggiudicazione, si procederà alla stipula del contratto e alle operazioni propedeutiche alla consegna dei lavori, con l’avvio del cantiere previsto nei prossimi mesi. Come ha assicurato l’assessore Amirante, la Regione Fvg continuerà a monitorare tutte le fasi dell’intervento, confermando il proprio impegno per il potenziamento della sicurezza stradale, il miglioramento della mobilità e lo sviluppo equilibrato del territorio.

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In copertina e qui sopra due immagini attuali dell’incrocio sulla Pontebbana.

Tutto pronto per Open Dialogues 2026: Udine ospita due giornate per “leggere” il mondo che cambia. Domani il via parlando della guerra scoppiata in Iran

Udine, questa settimana, torna a farsi “sala di lettura” del presente e di riflessione per il futuro. In un momento in cui lo scenario geopolitico continua a mutare rapidamente, con nuovi elementi di forte incertezza e instabilità e con l’attenzione internazionale nuovamente concentrata anche sulla situazione iraniana e mediorientale, Open Dialogues for the Future 2026 chiama a raccolta una trentina fra analisti, studiosi e protagonisti del mondo economico e istituzionale per mettere a fuoco ciò che sta cambiando e come questi cambiamenti incidono sull’Europa e sull’Italia e come tutto ciò influenza i sistemi produttivi regionali. La due-giorni sarà ospitata nella Chiesa di San Francesco, a Udine, con avvio dei lavori domani 5 marzo dalle 10 (registrazioni dalle 9.30) e prosecuzione fino al tardo pomeriggio; venerdì, il programma riprenderà dalle 10 e si concluderà entro la tarda mattinata.
Dallo scenario geopolitico e geoeconomico tra vecchi e nuovi conflitti alla prova della difesa europea all’attualità della situazione mediorientale, dai focus su States e Cina alle trasformazioni legate all’Intelligenza artificiale. Sono questi i temi al centro della quarta edizione del forum, che quest’anno si è assicurato anche importanti videocollegamenti: il pomeriggio del primo giorno per un’analisi in diretta proprio sul conflitto in corso da sabato, con Vali Nasr, accademico iraniano-americano che aiuterà il pubblico a capire meglio il mondo persiano e, a seguire, l’intervento di due relatrici saudite, mentre in chiusura della mattina del secondo giorno con Iryna Terekh, fondatrice e ceo della più importante azienda ucraina nella produzione di droni.

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Imprese e start up giovanili

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande a valere sul bando regionale dedicato alle imprese e alle start up giovanili, che possono essere inviate fino alle 16 del 25 marzo prossimo. Le istanze devono essere presentate alla Camera di commercio competente per ambito territoriale esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale messo a disposizione dalla Regione Fvg. «Come Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa Pn-Ud – commenta il presidente dell’organo consultivo Luca Rossi – collaboriamo ben volentieri a promuovere questo bando e invitiamo tutte le imprese giovani che hanno i requisiti previsti a partecipare, per non lasciarsi scappare questa importante occasione di sviluppo offerta dalla Regione». Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese giovanili e le start up giovanili, ovvero imprese costituite da non più di 60 mesi al momento della domanda. Per impresa giovanile si intende una società di capitali o di persone in cui la maggioranza delle quote o azioni è detenuta da giovani o da altre imprese giovanili e la maggioranza degli amministratori è giovane; una società cooperativa in cui la maggioranza dei soci e degli amministratori è giovane; oppure un’impresa individuale il cui titolare è giovane. È richiesta la sede legale o un’unità operativa in cui si realizza il progetto sul territorio regionale. Il progetto di impresa giovanile finanziato da bando prevede un importo minimo di spesa ammissibile non inferiore a 10mila euro. L’intensità massima del contributo è del 50% della spesa ammissibile, salvo che l’impresa o startup abbia richiesto un’intensità minore. Il limite massimo del contributo concedibile per ciascuna domanda è di 40mila euro. Le domande sono istruite per ambito territoriale e i contributi sono concessi secondo procedimento valutativo a sportello. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Camera di commercio di Pordenone Udine www.pnud.camcom.it, sezione Contributi regionali, e sul portale della Regione Friuli Venezia Giulia. Per le imprese del territorio di Udine è possibile contattare l’ufficio Agevolazioni delegate ai numeri 0432.273829-522-282 o scrivere a contributi.ud@pnud.camcom.it. Per le imprese del territorio di Pordenone i riferimenti sono 0434.381237-224-277-221 e l’indirizzo contributi.pn@pnud.camcom.it

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Ospiti del presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo e del direttore scientifico del Forum Federico Rampini, con la moderazione di Filippo Malinverno (coordinatore Open Dialogues per The European House – Ambrosetti), interverranno Alberto Felice De Toni (sindaco di Udine), Bruno Malattia (presidente Fondazione Friuli), Michelangelo Agrusti (vicepresidente Cciaa Pn-Ud), Andrea Prete (presidente Unioncamere), Sergio Emidio Bini (assessore attività produttive e turismo Regione Fvg), Greta Cristini (analista geopolitica, reporter e scrittrice), Gilles Gressani (Direttore Le Grand Continent), Arduino Paniccia (presidente ASCE Venezia), Veronica De Romanis (professoressa di Economia europea, Stanford University Firenze), Luigi Buttiglione (ad LB Macro), Dominik P. Jankowski (Deputy Secretary general for Policy and Outreach Assemblea Parlamentare Nato), Jan Techau (Director of Eurasia Group’s Europe team), Stefano Pontecorvo (presidente Leonardo), Alessandro Melis (Idc Foundation Endowed Chair; Architecture, New York Tech), Gerard Baker (Editor-At-Large Wall Street Journal), Elizabeth Truss (già Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Regno Unito), Nile Gardiner (direttore Margaret Thatcher Center for Freedom and Bernard and Barbara Lomas Fellow, The Heritage Foundation) e Sandra Borda (professoressa associata Universidad de los Andes).
In videocollegamento interverranno inoltre Matteo Zoppas (presidente Agenzia Ice), Markus Kerber (già direttore generale Federation of German Industries, Bdi); le saudite Emon Shakoor (venture capitalist e imprenditrice; ceo Blossom Accelerator) e Ghadah Amer Alhamoud (Chief international affairs, Ministry of Industry and Mineral Resources dell’Arabia Saudita), Vali R. Nasr (Majid Khadduri Professor of Middle East studies and international affairs, Johns Hopkins University School of advanced international studies); Marco Pavone (associate professor of aeronautics and astronautics, Stanford University; director of Autonomous Vehicle Research, Nvidia), Tai Ming Cheung (direttore Uc Institute on Global Conflict and Cooperation) e l’ucraina Iryna Terekh (ceo e fondatrice, Fire Points). Al forum saranno trasmessi anche i videomessaggi di Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Commissione europea) e Giuseppe Cavo Dragone (Ammiraglio di Squadra della Marina militare e presidente Comitato militare Nato).


Open Dialogues è promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Partner istituzionali e sostenitori dell’iniziativa sono Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Open Dialogues gode inoltre del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per partecipare è necessario iscriversi (fino a esaurimento posti) esclusivamente tramite il modulo online su www.opendialogues.eu. I posti in presenza stanno raggiungendo il numero massimo disponibile. Per chi non potrà essere in sala, tutti i panel saranno trasmessi anche in diretta streaming, sempre sul sito ufficiale e sul canale YouTube della Cciaa Pn-Ud. Tutte le informazioni sono aggiornate su www.opendialogues.eu, sul sito www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, la chiesa di San Francesco che ospiterà gli incontri; all’interno, immagini della passata edizione con il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Terremoto 50, anche il Giro d’Italia con la tappa Gemona-Piancavallo onorerà le vittime. Riccardi: sarà evento indelebile

«Il Giro d’Italia è una delle manifestazioni più popolari di questo Paese e la tappa di quest’anno, con una partenza simbolica dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona – che abbiamo l’onore di avere in carico dall’Esercito e sarà fulcro degli eventi più importanti del 50mo del terremoto – ha tutti gli ingredienti per non essere una tappa tra tante, ma una che crediamo rimarrà dentro di noi perché in questa occasione ricordiamo un’esperienza che è stata un tornante nella storia di questa terra e del suo popolo». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, durante l’incontro operativo svoltosi ieri a palazzo Belgrado, a Udine, con i sindaci e i coordinatori dei volontari della Protezione civile per definire i dettagli logistici del passaggio della 20ma Tappa del Giro d’Italia uomini, la Gemona 1976-2026 con arrivo a Piancavallo, e il 31 maggio e 1 giugno 2026 le Tappe del Giro Women.


L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato la profondità dell’impegno regionale per l’appuntamento del 2026, precisando che “abbiamo sulle spalle un’altra sfida con un doppio peso e valore: ricordare nel migliore dei modi le persone che sono mancate ed essere all’altezza di Enzo Cainero”, ricordando il compianto patron di tante tappe della “carovana rosa”. La ventesima tappa maschile, in programma sabato 30 maggio, partirà proprio da Gemona per arrivare sul Piancavallo dopo 200 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello. Un momento particolarmente significativo precederà il via, quando la carovana si fermerà per una commemorazione davanti al cimitero monumentale di Gemona per onorare le quattrocento vittime del sisma del 1976.
«La Regione metterà in campo tutte le forze possibili che non si riducono alle sole risorse economico-finanziarie – ha assicurato l’assessore -, ma alla messa in campo del modello di organizzazione che vede il sistema di Protezione civile come sempre in prima linea, con a fianco i nostri Comuni, i nostri sindaci e naturalmente i protagonisti che sono i volontari, chiamati a fare assistenza alla persona». L’imponente macchina organizzativa vedrà coinvolti 45 Comuni e un investimento complessivo di 15 milioni di euro per la viabilità del Giro maschile e circa un milione per le due tappe del Giro Women, previste per il 31 maggio e il 1° giugno.
Sul fronte della sicurezza, la Motostaffetta friulana e il Soccorso alpino presidieranno i punti più critici, come la doppia ascesa al Piancavallo. Riccardi ha voluto ribadire la gratitudine dell’Amministrazione regionale verso tutti gli attori coinvolti, sottolineando che «rinnovare la gratitudine mia personale, del presidente Fedriga e di tutti coloro che se ne occupano significa essere a totale disposizione per sostenere e affiancare tutte le attività che riguardano un appuntamento importante, delicato e complesso. Abbiamo il peso di un esito positivo della manifestazione, ma anche il dovere di farlo simbolicamente ricordando quell’evento e soprattutto nel rispetto delle persone che sono mancate». L’appuntamento per la presentazione ufficiale delle tappe, alla presenza dei direttori del Giro maschile e femminile è fissato per venerdì 27 marzo, su invito, alla caserma Feruglio di Venzone.

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In copertina, ciclisti impegnati nel Giro 2025 e all’interno l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fedriga.

Alla scoperta del Carso, domenica con le donne in festa escursione da Trebiciano alla suggestiva dolina di Orlek in Slovenia

Come è noto, la cooperativa Curiosi di natura festeggia i 25 anni di attività. E, in anteprima della sua stagione di primavera, per “Piacevolmente Carso” domenica 8 marzo, Festa internazionale della donna, propone un’escursione dalle 9.30 alle 13.30 da Trebiciano alla spettacolare dolina di Orlek, in Slovenia. Vicina a Sežana, profonda 100 metri, larga 250 e dalle pareti a picco, la dolina di Orlek è stata dichiarata “monumento naturale” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.


Il percorso è in parte tra i boschi, tra il giallo dei cornioli in fiore. Sul fondo della conca di Orlek cresce un bosco di carpini bianchi, e tra le rocce coperte dal muschio spiccano le fioriture precoci del bosco di dolina.
Il percorso è di 7,5 km, su un dislivello di soli 100 metri, ma sono consigliate scarpe da trekking o con suole antiscivolo. Ritrovo alle ore 9.10, nello spiazzo vicino al cimitero di Trebiciano. Raggiungibile da Trieste con il bus n. 51 (partenza da Piazza della Libertà – Stazione autocorriere, ore 8.20; arrivo alle 8.43). Quote di partecipazione: interi € 12; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Appuntamento, poi, domenica 15 marzo a Duino Aurisina, per un’escursione dalle 9.30 alle 13.30 sul Monte Ermada. Per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, con una guida naturalistica e Monica Skapin, che nella zona ha realizzato la sua tesi di laurea sullo sciacallo dorato nel Carso triestino. Si parlerà del ruolo dei predatori e della loro coesistenza con l’agricoltura locale. Ritrovo alle 9.10, nel parcheggio del Campo sportivo di Visogliano.

“Piacevolmente Carso” è organizzato da Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, una escursione a Orlek sul Carso sloveno, un angolo della famosa dolina e la fioritura del corniolo.

A Casarsa della Delizia la visita del nuovo questore di Pordenone. Il sindaco Colussi: una importante collaborazione

Il nuovo questore di Pordenone, Graziella Colasanto, ha fatto visita al Municipio di Casarsa della Delizia accolta dal sindaco Claudio Colussi assieme al vicesindaco Ermes Spagnol, agli assessori Paola Zia e Aurora Gregoris e al segretario comunale Anna Dazzan.
«Un incontro istituzionale – commenta il sindaco Colussi – in cui abbiamo potuto presentare al questore la nostra realtà comunale e confermarle il proficuo lavoro di collaborazione con le Forze dell’ordine che come Amministrazione stiamo portando avanti. È stato poi un piacere scoprire i legami familiari della dottoressa Colasanto con il Friuli occidentale, territorio che conosce bene. Un momento di dialogo istituzionale molto positivo».

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In copertina, il nuovo questore di Pordenone Graziella Colasanto con il sindaco Claudio Colussi e l’amministrazione di Casarsa.

Sesto al Reghena, nuovo spazio a servizio del campo sportivo della “Ramuscellese”. Il sindaco: strutture per tutta la comunità

Un nuovo spazio a servizio del campo sportivo di Ramuscello, sede delle partite casalinghe della Sap Ramuscellese calcio, militante nella Seconda categoria: è quello inaugurato domenica dall’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena. Un intervento, a vantaggio di tutta la comunità, che ha visto l’acquisto di box prefabbricati, la loro installazione e l’allacciamento delle utenze, nonché la sistemazione dell’area circostante con la stabilizzazione della superficie tramite un pavimento di pietra in blocchi calpestabili. Il tutto per una spesa di 75 mila euro, sostenuta tramite fondi comunali.


Il nastro, al termine della partita Ramuscellese-Trivignano, è stato tagliato dal sindaco Zaida Franceschetti assieme all’assessore allo sport Rachele Trevisanut e al consigliere comunale delegato alla sport Mauro Turchetto. Con loro il presidente della Ramuscellese Patrizio Tolfo e il parroco don Ciprian che ha benedetto la struttura. Presenti anche l’assesore alla polizia locale Federico Odorico e i consiglieri comunali Matteo Ceron e Franca Odorico. Numerosa la partecipazione degli abitanti di Ramuscello.
«Le condizioni precedenti di quest’area – ha spiegato la prima cittadina – non erano funzionali all’attività sportiva. C’era esigenza, da parte della Ramuscellese e delle altre associazioni che usufruiscono del campo, di uno spazio dove immagazzinare parte del proprio materiale sportivo e anche di un punto di riferimento dove ritrovarsi con i sostenitori in occasione delle partite. Per questo abbiamo deciso d’intervenire con un’azione d’ampio respiro risistemando tutta questa zona a supporto del campo da calcio. Come Amministrazione comunale puntiamo alla valorizzazione delle nostre aree sportive, vista l’importanza che rivestono anche per la socializzazione dei giovani. Grazie alla società sportiva Ramuscellese con il suo presidente per la collaborazione, al parroco per la presenza e a tutta la cittadinanza di Ramuscello per la partecipazione all’evento inaugurale: ora il nuovo intervento è consegnato a loro, a vantaggio di tutta la comunità».

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In copertina, il sindaco Zaida Franceschetti riceve dal presidente Patrizio Tolfo la maglia della Ramuscellese; all’interno, la prima cittadina con Odorico, Turchet, Tolfo e Ciprian.

Grande debutto all’estero nel 2026, in Estonia brilla la stella di Tara Dragaš (Asu): oro alla palla, argento alle clavette

Prima uscita internazionale della stagione ed è subito podio per Tara Dragaš. L’atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, che veste la divisa delle Fiamme Oro, è stata una delle protagoniste del Grand Prix di Tartu 2026, andato in scena all’University of Tartu Sports Hall, nel fine settimana.
La diciannovenne friulana ha conquistato la medaglia d’oro alla palla, con uno splendido esercizio valutato 27.350, che l’ha collocata, appunto, sul gradino più alto del podio; e l’argento alle clavette con il punteggio di 28.300, alle spalle della polacca Liliana Lewinska. Mentre nel concorso generale individuale (all around), Dragaš ha chiuso al quarto posto con 107.000 punti complessivi. Determinanti, ai fini del podio, alcune imprecisioni e due errori significativi al nastro. Un risultato che, tuttavia, le ha garantito l’accesso a ben tre finali di specialità: cerchio, palla e clavette.
Un debutto internazionale che segna un ritorno importante dopo il periodo post-operatorio e che lascia intravedere prospettive incoraggianti per il prosieguo della stagione, come ha ricordato Magda Pigano, vicedirettrice dell’Asu e tecnica di ritmica che l’ha accompagnata in campo gara: «La gara di Tartu era complessa di per sé, con quattro attrezzi concentrati in un’unica giornata per l’all around. Nel generale Tara ha pagato alcune imprecisioni e due errori al nastro che hanno inciso sulla classifica finale – ha spiegato -, ma il quarto posto le ha aperto le porte di tre finali. Il bilancio totale è molto soddisfacente. Alla palla Tara ha eseguito un esercizio eccellente. Alle clavette ha confermato il valore del suo programma. Abbiamo ricevuto anche molti complimenti da diverse nazioni. Per lei – ha chiuso – era fondamentale rompere il ghiaccio dopo il periodo difficile post operatorio. È felice, e noi con lei. Questo è un inizio che fa ben sperare».
I complimenti a Tara sono arrivati anche dal presidente della polisportiva friulana, Alessandro Nutta: «Tara ha dimostrato carattere, qualità tecnica e una crescita importante. Le medaglie conquistate a Tartu rappresentano un segnale forte e positivo per l’intera stagione. Un risultato che è anche frutto delle condizioni ottimali di lavoro create in palestra grazie alla riorganizzazione della sezione e all’attivazione del CAT (ndr. i Centri di Allenamento Tecnico, delle strutture federali che offrono programmi di allenamento avanzato, individuati dalla FGI stessa) promosso dalla Federazione Ginnastica d’Italia, che ha dato nuovo impulso tecnico. A Tara e allo staff vanno i complimenti per aver portato ancora una volta i nostri colori sul podio internazionale». Tara Dragaš inaugura così il 2026 con un risultato che conferma il suo talento e rilancia le sue ambizioni azzurre nel circuito internazionale.

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In copertina, l’atleta friulana Tara Dragaš durante la premiazione in Estonia.

Terremoto 50, da oggi “Orcolat” sarà proiettato in tutt’Italia. Zilli: nel film un ponte di memoria per il Paese intero

«Questo film non è solo un racconto del passato, ma un messaggio vivo che attraversa il tempo per parlarci di chi siamo. Attraverso le voci di chi ha scritto pagine indelebili della nostra terra, restituiamo al Friuli il suo respiro più profondo, lasciando ai giovani un’eredità vibrante fatta di radici e coraggio: un’anima collettiva che oggi si svela al Paese intero». Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della seconda anteprima di “Orcolat” al Cinema sociale di Gemona, in collaborazione con la Cineteca del Friuli e alla presenza del regista Federico Savonitto, del produttore Marco Caberlotto e del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione del Friuli, Roberto Revelant.

Barbara Zilli


Dopo il debutto a Pordenone, la pellicola — nella cornice del 50° anniversario del sisma — si appresta a raggiungere le sale di tutta Italia a partire da oggi. Oltre alle undici proiezioni già programmate in Friuli Venezia Giulia, l’opera varcherà i confini regionali con tappe previste in Veneto, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia, portando il messaggio della resilienza friulana a tutto il Paese.
Narrato dalla voce di Bruno Pizzul, il documentario raccoglie le testimonianze di icone come Dino Zoff, Manuela Di Centa e Fabio Capello, assieme a intellettuali e artisti come Paolo Rumiz, Tullio Avoledo e Davide Toffolo. Il progetto, che esplora la forza della ricostruzione e le ombre dei primi soccorsi incarnati dalla figura di Giuseppe Zamberletti, trasforma il dolore in patrimonio condiviso anche grazie alle musiche di Elisa e dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Realizzato da Kublai Film in co-produzione con Rai Cinema, il film ha beneficiato del sostegno della Regione Fvg attraverso il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, la Fvg Film Commission e la collaborazione dell’Arlef.

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In copertina, il Duomo di Venzone completamente distrutto dal terremoto di 50 anni fa e oggi mirabile simbolo della ricostruzione.

Dubai sotto attacco, Efasce sente subito i pordenonesi che vivono negli Emirati. Tubaro: hanno tutta la nostra solidarietà

Preoccupazione in Friuli Venezia Giulia per i corregionali che vivono a Dubai in questi giorni sotto attacco. Efasce Pordenonesi nel mondo si è, infatti, messo subito in contatto con il Segretariato di Dubai, città degli Emirati Arabi Uniti colpita nel contesto della risposta dell’Iran all’attacco di Usa e Israele al regime degli ayatollah. «Abbiamo contattato – riferisce il presidente Angioletto Tubaro – i nostri corregionali, ricevendo prime indicazioni che stanno bene, anche se la preoccupazione è tanta. Come ho avuto modo di dire loro, li seguiamo da lontano come distanza fisica, ma vicinissimi con il pensiero».

Angioletto Tubaro


Il Segretariato EfasceE di Dubai è uno dei più recenti a essersi costituiti e riunisce una quindicina di persone originarie della provincia di Pordenone che lavorano negli Emirati Arabi Uniti. Da poco la presidenza è passata da Francesca Forner a Letizia Santin. In queste ore i corregionali hanno ricevuto messaggi di avvertimento dalle autorità, con indicazioni quali non sostare vicino alle finestre o sulla spiaggia.

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In copertina, una esplosione a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.

(Foto Corriere della Sera)

Alzheimer, quando arriva una diagnosi di demenza: oggi a Trieste con CasaViola si parla del ruolo dello psicologo

Prosegue nella sede di CasaViola, in via Filzi a Trieste – la struttura della Fondazione associativa de Banfield dedicata ai caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo o Alzheimer -, il ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per offrire strumenti concreti, informazioni e occasioni di confronto diretto con specialisti del settore. Un percorso nato per accompagnare familiari e caregiver lungo le diverse fasi della malattia, rispondendo al bisogno sempre più diffuso di orientamento e supporto in un ambito complesso e profondamente coinvolgente sul piano umano ed emotivo. Oggi 2 marzo, alle 17.30, è in programma l’incontro “Il ruolo dello psicologo e del neuropsicologo nel percorso della demenza”, con l’intervento di Daria Ghersetti, neuropsicologa e psicoterapeuta, dirigente psicologo al Distretto Trieste 2 di Asugi.


Quando arriva una diagnosi di demenza, infatti, non sono coinvolte soltanto la memoria e le funzioni cognitive della persona: cambiano gli equilibri familiari, le emozioni e le abitudini quotidiane. In questo percorso delicato, lo psicologo e il neuropsicologo rappresentano un punto di riferimento fondamentale non solo per la persona colpita, ma anche per chi se ne prende cura, offrendo sostegno, orientamento e strumenti per affrontare i cambiamenti legati alla malattia. L’incontro offrirà un’occasione per comprendere più a fondo cosa significa presa in carico psicologica e quale sia il contributo specifico della neuropsicologia all’interno del percorso di cura. Verranno approfonditi il valore della valutazione neuropsicologica, utile non solo ai fini diagnostici ma anche per monitorare l’evoluzione della malattia e costruire interventi mirati, e il ruolo del supporto psicologico lungo tutte le fasi del percorso, dalla comunicazione della diagnosi all’accompagnamento continuativo della persona e della famiglia.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla psicoeducazione e agli strumenti concreti per affrontare le difficoltà della vita quotidiana, gestire i disturbi comportamentali e migliorare la qualità della vita, con particolare attenzione ai bisogni dei caregiver, al sostegno emotivo e alla prevenzione del sovraccarico assistenziale. Gli incontri di CasaViola rappresentano uno spazio protetto di dialogo e ascolto, aperto alla cittadinanza, in cui porre domande, chiarire dubbi e acquisire maggiore consapevolezza per affrontare le scelte che il percorso di malattia comporta. Professionisti e professioniste esterni, espressione della rete dei servizi e della ricerca sul territorio, mettono in dialogo competenze cliniche, assistenziali e scientifiche per offrire alle famiglie una visione della cura più accessibile e centrata sulla persona. Gli incontri proseguiranno martedì 17 marzo, sempre alle 17.30 a CasaViola, con Luca Maschietto che tratterà Il Medico di Famiglia come alleato del caregiver. La partecipazione agli incontri è libera, caldamente consigliata la prenotazione: 040.362766 o mail a casaviola@debanfield.it

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In copertina e all’interno immagini di due incontri di CasaViola a Trieste.

Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.

A Casarsa della Delizia “Non solo 8 marzo”: un mese di iniziative per diritti, salute e cultura al femminile

Non una singola celebrazione, ma un percorso di appuntamenti che attraversa tutto il mese di marzo per riflettere sul ruolo, sulla salute e sui diritti della donna. La Città di Casarsa della Delizia – attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità assieme all’Assessorato alle Politiche sociali e della Famiglia e con le realtà del territorio – lancia il cartellone “Non solo 8 marzo”: quattro appuntamenti che intrecciano prevenzione sanitaria, partecipazione civica e proposta culturale. Tra i momenti in programma anche lo spettacolo con Flavio Insinna, protagonista a fine mese al Teatro Pasolini. A sostenere il progetto comunale è una rete territoriale ampia e strutturata che coinvolge lo Sportello InformaDonna, Fai, Spazio Donne il Servizio Sociale dei Comuni – Ambito territoriale Tagliamento, l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Anci Fvg Tavolo Politiche di Genere e numerose associazioni locali, tra cui Il Piccolo Principe, Il Noce, Gruppo Primavera 90, Pro Casarsa della Delizia, Avis Casarsa – San Giovanni e La Fenice Aps.

Cristina Gallo


«Con questo palinsesto vogliamo offrire occasioni concrete di incontro e riflessione che vadano oltre la data simbolica dell’8 marzo – sottolinea l’assessore alle Pari Opportunità, Cristina Gallo –. Il nostro obiettivo è promuovere una cultura del rispetto e dell’autonomia, sostenendo le donne sia sul piano della salute sia su quello della partecipazione sociale e culturale. Grazie alla collaborazione con la Rete territoriale di sostegno alle donne, Casarsa si conferma un presidio attivo per i diritti e la dignità di ogni persona. Con questo nuovo programma proseguiamo il cammino sul tema della prevenzione che avevamo già iniziato in occasione del calendario di appuntamenti per il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne. C’è infine grande attesa anche per lo spettacolo con Flavio Insinna che ci farà riflettere su dignità, pregiudizi e ascolto reciproco, mostrandoci il valore umano che si nasconde dietro ogni maschera sociale. Come amministrazione comunale, insieme al sindaco Claudio Colussi, siamo convinti che questi siano momenti dedicati non solo alle donne ma aperti anche agli uomini, per generare condivisione».
Il programma si aprirà venerdì 6 marzo, alle 20.30, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, con l’incontro informativo “Insieme in salute”, grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alle Pari Opportunità insieme all’Assessorato alle Politiche sociali e della Famiglia. Medici e specialisti dialogheranno con il pubblico su prevenzione, diagnosi e nuove terapie per il tumore al seno: tra i relatori Dino Tonin, direttore UOC Chirurgia, Lia Pisegna Cerone, chirurgia senologica, Francesca Swoopes, fisiatra della SC Riabilitazione, e Giuliana Elisabetta Francescutti della SSD Senologia. L’ingresso è libero.
Domenica 8 marzo, nella Giornata internazionale della donna, spazio alla partecipazione collettiva con la 12ª edizione della “Camminata in Rosa”: un percorso di cinque chilometri aperto a tutti, con partenza alle 9.30 dal Giardino del Progetto Giovani. Un gesto simbolico e concreto per ribadire l’importanza delle pari opportunità, con l’invito a indossare un tocco di rosa. La partecipazione è gratuita. Alla partenza verrà presentato il Progetto Spazio Donne
Si proseguirà venerdì 13 marzo con la lettura scenica di “Casa di bambola” di Henrik Ibsen. Caterina Comingio e il musicista Matteo Biason daranno voce alla figura di Nora, icona della liberazione femminile. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Biblioteca civica “Nico Naldini” e l’associazione Le Muse Orfane Aps, rientra nella rassegna regionale “Antiche Dimore 2025-2026 Vento”. Ingresso libero.
Gran finale giovedì 26 marzo al Teatro Pasolini con la commedia “Gente di facili costumi”, interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume, per la regia di Luca Manfredi. Uno spettacolo brillante che affronta con ironia temi come solitudine e dignità. L’iniziativa è promossa dal Comune di Casarsa della Delizia in collaborazione con Ert Fvg. Biglietti: interi 20 euro, ridotti 18 euro, under 25 a 10 euro (circuito Ert). Informazioni e prenotazioni alla Biblioteca civica (telefono 0434.873981).

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In copertina, i distintivi della “marcia in rosa” organizzata a Casarsa per la Festa internazionale della Donna.

Valle di Soffumbergo, nella Pro Loco rinnovata un direttivo “rosa”. Presidente ancora Gianfranco Specia: al lavoro per salvaguardare i castagneti storici

Una squadra rinnovata, giovane e soprattutto al femminile. La Pro Loco di Valle di Soffumbergo, il suggestivo borgo del Comune di Faedis noto come “Balcone del Friuli, ha eletto il nuovo consiglio direttivo per il mandato 2026-2030, segnando un dato significativo: il 70 per cento dei componenti è, appunto, composto da donne. Alla guida dell’associazione, per il terzo mandato consecutivo, è stato confermato Gianfranco Specia: una scelta nel segno della continuità, per portare avanti i progetti avviati, ma anche per accompagnare una fase di rinnovamento.


«Sono onorato della fiducia rinnovata e particolarmente orgoglioso di questa nuova squadra – ha affermato il presidente Specia –. La presenza femminile così forte non è solo un dato numerico, ma una risorsa in termini di creatività e concretezza. Insieme ai soci fondatori, che custodiscono la memoria dell’associazione, e alle nuove energie, lavoreremo per rendere il nostro borgo sempre più attrattivo». Il presidente ha indicato anche le priorità: «Punteremo su nuovi eventi, ma anche sulla tutela del territorio. Ci impegneremo nella salvaguardia dei castagneti storici: non è solo manutenzione del bosco, è un investimento sulla nostra identità».
Il nuovo direttivo è composto da nove membri. Accanto al presidente Specia, c’è Elisa Cromaz che con i suoi 35 anni è la giovane vicepresidente. Il direttivo è completato da altre quattro consigliere: Laura Martinuzzo, Giada Specia, Jessica Burin, Elisabetta Zanin. E, infine, dai tre storici fondatori della Pro Loco: Maria Grazia Luvisoni, Oriana Donda e Giovanni Specia, già presidente della Pro Loco.
Il calendario 2026 ha già un appuntamento di rilievo: il 3 luglio è in programma “La Notte in Giallo”, evento dedicato alla valorizzazione della gastronomia del Friuli orientale. L’iniziativa vuole essere più di una cena: un percorso tra sapori locali e paesaggio, capace di unire promozione del territorio e convivialità. Ovviamente, a ottobre, ci sarà la storica Festa delle Castagne e del Miele di Castagno, inserita dall’Unpli tra le Sagre di qualità d’Italia. Accanto agli eventi tradizionali, tutti confermati, una delle priorità del quadriennio sarà la tutela ambientale. La Pro Loco è infatti impegnata nel recupero dei castagneti storici di Valle di Soffumbergo, simbolo del territorio. Il progetto è già partito con la piantumazione di castagni autoctoni grazie a un bando della Comunità di montagna del Torre e Natisone e con la supervisione dell’Ersa. L’obiettivo è preservare la biodiversità, anche attraverso lo studio dei genotipi originari, e trasformare i boschi in spazi dedicati all’educazione ambientale e a un turismo attento e sostenibile.

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In copertina, volontariato della Pro Loco in prevalenza femminile; all’interno, l’inaugurazione della tradizionale sagra.

A Sesto al Reghena la rinascita dei locali sfitti con l’avvio di attività commerciali, artigianali e di servizio. I nuovi incentivi

L’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena, attraverso l’Assessorato al Commercio, ha avviato il secondo Bando per la concessione di contributi a fondo perduto per l’avvio di attività commerciali, artigianali e di servizio nei locali sfitti. Un’iniziativa che mira a rafforzare i piccoli negozi utilizzati dai residenti per gli acquisti di prossimità sul territorio locale, contrastando così la desertificazione commerciale. Destinatari gli imprenditori che intendono avviare una nuova unità locale di una propria impresa già esistente o gli aspiranti imprenditori che intendono avviare la propria nuova attività. Le categorie ammesse sono la vendita al dettaglio di vicinato con superficie fino a 250 metri quadrati, di somministrazione di cibi e bevande o di attività di servizi alla persona. L’attività deve aver sede in un locale sfitto da più di 6 mesi situato sul territorio comunale. Le spese ammissibili sono quelle per le utenze, lo stipendio del personale, il canone d’affitto o per l’acquisto dei locali. Stanziati 10 mila euro. Scadenza delle domande il 31 agosto 2026. Informazioni sul sito www.comune.sesto-al-reghena.pn.it, dove è pubblicato il Bando integrale.


Il precedente Bando – realizzato in collaborazione con Confcommercio Pordenone – nel corso del 2025 aveva visto accedere al contributo tutte e cinque le attività che si erano candidate, per un importo totale di 25 mila euro. Le inaugurazioni avevano interessato in ordine cronologico il Panificio Pandemonio delle Delizie (Sesto ), Armonie&Incanti abbigliamento e accessori by Niki (Sesto), Raja’s minimarket alimentari (Ramuscello), Nail salon Manicoccola by Serena (Bagnarola) e Delice gelateria (Sesto).
«Come avvenuto l’anno scorso – spiega l’assessore al commercio Valentina Bortolus – anche questa seconda edizione del Bando è stata preceduta da un censimento dettagliato dei locali rimasti sfitti: in base a quanti ne abbiamo trovati, abbiamo definito lo stanziamento economico per il 2026. In ogni caso, come accaduto nel 2025, l’iniziativa può essere rimodulata e integrata mediante dotazioni aggiuntive al fine di aumentarne l’efficacia. Confidiamo che il Bando possa attrarre imprenditori aumentando così l’offerta di piccoli negozi a vantaggio delle nostre comunità. Il nostro ufficio commercio segue poi gli imprenditori aggiudicatari nei vari passi della fase di apertura. L’azione s’inserisce in un quadro generale di bandi a favore del commercio locale grazie anche alle iniziative del Distretto Terre del Tagliamento e della Regione Fvg: un momento davvero favorevole».
«Come Amministrazione comunale – aggiunge il sindaco Zaida Franceschetti – siamo convinti che una presenza commerciale attiva e diffusa sia fondamentale anche per tenere vive le relazioni sociali tra le persone. Un’iniziativa quindi dall’ampio respiro socio-economico, partendo dalle esigenze concrete della nostra realtà locale e in sinergia con le associazioni di categoria, a partire da Confcommercio. La prima edizione del bando ha suscitato grande interesse, anche da parte di altri Comuni che potrebbero prendere spunto dalla nostra iniziativa». L’Amministrazione comunale fa inoltre sapere che è allo studio anche un bando ulteriore che possa sostenere invece i negozi già attivi.

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In copertina e all’interno, due inaugurazioni legate al primo bando: un minimarket e un salone di bellezza.

“Poesia blu jazz”, oggi a Gorizia il libro di Rosinella Celeste da poco applaudita a Nimis per una poesia tutta sul Ramandolo

(g.l.) “Poesia blu jazz” è il titolo di uno dei libri più conosciuti e apprezzati di Rosinella Celeste Lucas, poetessa e scrittrice che abita a Fiumicello, nella Bassa friulana, ma le cui radici lontane sono nel Mezzogiorno d’Italia. Il volume sarà presentato questo pomeriggio, 28 febbraio, durante un incontro che si terrà alle 16 alla Vineria Decanter d’Arte e Territorio – Rooms Relais Art, in Borgocastello 3 a Gorizia, la città che da poco ha concluso l’esaltante esperienza internazionale, assieme alla contermine Nova Gorica, di Capitale europea della cultura 2025.
Tra le attività poetiche-letterarie di Rosinella Celeste Lucas un posto di rilievo occupano anche le liriche dedicate alle produzioni tipiche del Friuli e in particolare ai vini e ai loro vitigni. Una sua bella poesia dedicata al Ramandolo, il primo Docg del Vigneto Fvg, è stata declamata recentemente a Nimis tra gli applausi in occasione della Grande Verticale che la storica Città del vino ha organizzato con successo assieme alla coordinamento regionale delle Cdv nell’ambito del programma messo a punto per l’anno in corso.

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In copertina, la poetessa e scrittrice Rosinella Celeste Lucas con i suoi libri.

Ater Pordenone, a Fiume Veneto prelevano energia elettrica dal contatore condominiale. Il presidente Candido: un fatto grave che condanniamo

Sul recente caso accaduto a Fiume Veneto – in cui alcuni locatari si erano collegati al contatore energetico delle parti comuni, utilizzando così la corrente elettrica del condominio per i propri consumi – Ater Pordenone informa che periodicamente vengono effettuati controlli su tutti gli immobili di sua competenza.
«Nel corso dei controlli dei quadri elettrici – sottolinea il presidente Mauro Candido – eventuali manomissioni vengono ben presto individuate. E, come fatto immediatamente nel caso di Fiume Veneto, provvediamo alla denuncia presso le autorità competenti. Riteniamo che tali atti siano un fatto grave e agiamo a tutela dell’azienda, ma anche degli altri locatari e condomini, la stragrande maggioranza, che invece si comportano in maniera corretta. Siamo sempre pronti a intervenire per evitare conseguenze, non solo di natura economica, ma anche relative alla sicurezza delle persone, dovute a tali comportamenti».
Gli uffici Ater Pordenone fanno sapere che si sta operando la verifica di alcune altre situazioni analoghe sul territorio provinciale. Per chi compie tali atti, l’ipotesi di reato è quella di furto aggravato dalla violenza esercitata sulle cose.

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In copertina, il presidente dell’Ater Pordenone Mauro Candido.

Onde Furlane, oggi la radio celebra il “riviel de Joibe Grasse” ricordando la sollevazione popolare del 27 febbraio 1511

Quella del 27 febbraio 1511 è una delle giornate più importanti della storia del Friuli. Proprio in quel giorno cominciò la più grande rivolta popolare passata alla storia con il nome di “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, fu caratterizzata dalla rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali, e proprio per questa ragione il suo anniversario viene celebrato da Radio Onde Furlane come un giorno di festa, per sé e per l’intero Friuli, con il nome di Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti) e con un palinsesto speciale.

Carli Pup

Margherita Cogoi

Mauro Missana

Una tradizione, dunque, che si ripete anche quest’anno, dal mattino sino a sera, con una serie di trasmissioni che tra approfondimenti tematici, informazione e musica, sui 90 Mhz e in streaming all’indirizzo web radioondefurlane.eu, stimoleranno la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli. Già dalle 8 il palinsesto è introdotto da Carli Pup, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa editrice di Onde Furlane, e da Mauro Missana, direttore responsabile dell’emittente. Alle 8.30l’atte nzione sarà puntata sul diritto alla salute con un approfondimento a cura di Giorgia Zamparo, che si confronterà sul tema con il medico Guglielmo Pitzalis. Seguirà, alle 9, uno spazio dedicato a lavoro e disabilità, in cui Caterina Giau metterà a confronto le esperienze di Luca Fontana, presidente del consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, Francesca Stella di Diversamente Bistrot e Maria Cristina Schiratti, presidente dell’Anffas di Udine. Alle 9.30 si parlerà più in generale di occupazione e diritti dei lavoratori con gli interventi del ricercatore dell’Ires, Alessandro Russo, e del segretario della Cgil per la Provincia di Udine, Emiliano Giareghi. Alle 10 è previsto un confronto a più voci, a cura di Margherita Cogoi, con Roberto Mezzaroma, Guglielmo Rapino e Lisa Savoia, sul diritto di manifestazione del pensiero con iniziative organizzate nello spazio pubblico e sulle sue limitazioni, anche in forma di repressione. La mezzora successiva sarà dedicata ai diritti ambientali e alla difesa delle acque in uno spazio, coordinato da Mauro Missana, in cui interverranno Franceschino Barazzutti del Comitato “Salviamo il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni”, lo storico militante di Ecologia Sociale Paolo De Toni e l’idrobiologo Andrea Marin.
La seconda parte della mattinata, dalle 11 alle 13, sarà totalmente dedicata ai diritti linguistici e nazionali. Il primo dei quattro speciali sarà dedicato alle comunità di lingua tedesca del Friuli con Junio Sicco che dialogherà con Alfredo Sandrini del Kanaltaler Kulturverein, Lucia Protto del Centro etnografico di Sauris, Stefania Piller Hoffner, assessore del Comune di Sappada, e Fabrizio Dorbolò, vicesindaco di Paluzza. Il secondo, a cura di Milena Zamarian, riguarderà la comunità slovena, con gli interventi di Antonio Banchig, vicepresidente della SKGZ per la Provincia di Udine nonché giornalista del Novi Matajur, e di Cristina Pavletič e Anthony Devetak, provenienti dal Carso goriziano. La comunità friulana sarà al centro dei due approfondimenti successivi: prima Carli Pup dialogherà con Donato Toffoli su diritti linguistici e politiche di tutela e poi Enrico Turloni si confronterà con Daniele Puntel e Gabriele Violino dell’Associazion Sportive Furlane.
Dalle 13 sarà protagonista la musica friulana e internazionale, mentre alle 14 ci sarà uno spazio dedicato alla Joibe Grasse del 1511 con la lettura storica curata di Barbara Minen. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 20, i vari approfondimenti della mattinata saranno riproposti in replica, a partire da quelli dedicati a diritti dei disabili e lavoro e a salute e sanità. Alle 15.30 il tema dei diritti sarà affrontato in musica con una puntata speciale di Golden Years a cura di Andrea Ioime, mentre la serie di repliche degli peciali del mattino riprenderà alle 16.30 con la riproposizione dell’approfondimento dedicato a sport e comunità friulana.

Terremoto 50, la caserma Goi-Pantanali di Gemona sarà il fulcro delle celebrazioni commemorative di maggio

«La Caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli sarà il fulcro delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del Terremoto del 1976 e tra Regione, Protezione civile Fvg, Esercito italiano e tutti gli altri soggetti coinvolti, c’è totale sintonia e il massimo spirito collaborativo». Lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione di ieri mattina alla caserma Di Prampero di Udine, quartier generale della Brigata Alpina “Julia”, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione dei grandi eventi previsti per mantenere vivo il ricordo del sisma del 1976 e della successiva ricostruzione.

Riccardi e il governatore Fedriga.


«Oltre alla Santa Messa in ricordo delle vittime celebrata dal cardinale Zuppi prevista per il 3 maggio, negli spazi della Goi-Pantanali si terranno anche la seduta straordinaria del Consiglio regionale del 6 maggio e, il giorno successivo, il concerto gratuito di Andrea Bocelli dedicato alla capacità di rinascita della nostra comunità – ha confermato Riccardi -. Dalla caserma il 30 maggio partirà, inoltre, la tappa del Giro d’Italia, mentre dal 19 al 21 giugno ospiterà il Raduno Triveneto degli Alpini 2026, che vedrà la partecipazione di oltre 25mila Penne Nere. La struttura di Gemona sarà inoltre la sede della grande esercitazione internazionale della Protezione civile prevista per ottobre, che confermerà l’efficacia del “modello Friuli” nella gestione delle emergenze».
Ringraziando l’Esercito per aver messo a disposizione la caserma, l’assessore ha confermato che «si tratta di un impegno rilevante sotto il profilo organizzativo, ma la collaborazione interistituzionale è ottima e tutti sono animati da quel forte spirito di squadra, come è giusto che sia per questa importante ricorrenza». Ricordando i rilevanti stanziamenti regionali per le celebrazioni dell’anniversario del Terremoto, Riccardi ha confermato infine che agli eventi in programma sono state invitate le più alte cariche dello Stato e di certo non mancheranno esponenti del Governo.

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In copertina, il monumento che ricorda gli alpini morti sotto le macerie della caserma Goi-Pantanali di Gemona.

Criptovalute tra informazione, sicurezza e opportunità: sabato a Udine una lezione gratuita con i professori Miculan e Miani

Capire le criptovalute, senza tecnicismi e con strumenti concreti per orientarsi in modo consapevole. È questo l’obiettivo di “Le Criptovalute: Informazione, Sicurezza e Opportunità”, la lezione gratuita organizzata da Fvg Comunità digitale, il progetto che porta il digitale nella vita quotidiana dei cittadini in modo semplice, assistito e inclusivo. L’appuntamento è per sabato 28 febbraio, alle ore 10 in sala Ajace, nel palazzo municipale di Udine. A guidare il pubblico saranno Marino Miculan, professore di Informatica all’Università di Udine ed esperto di informatica e sistemi blockchain, e Stefano Miani, docente di Economia e Finanza: un’occasione per trasformare la curiosità in competenza.
“In un momento in cui le criptovalute sono sempre più presenti nel dibattito pubblico e nelle scelte economiche delle persone, è fondamentale offrire occasioni di informazione chiare e accessibili”, afferma Gea Arcella, assessore a Smart City e Innovazione digitale. “Come amministrazione vogliamo promuovere una cultura digitale diffusa e consapevole, che metta i cittadini nelle condizioni di comprendere opportunità e rischi, evitando semplificazioni fuorvianti. Abbiamo rafforzato il programma di incontri pubblici proprio per dare maggiori strumenti ai nostri cittadini, soprattutto quelli che non hanno elementi per affrontare il presente con consapevolezza o vogliono approfondire temi specifici”.
L’evento divulgativo si propone di offrire una chiave di lettura accessibile a un pubblico non specialistico, fornendo gli strumenti necessari per orientarsi con consapevolezza in un settore spesso percepito come complesso. Il dialogo spazierà dai fondamenti tecnico-scientifici della blockchain alle dinamiche economico-finanziarie che governano i mercati delle criptovalute. Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/capire-le-criptovalute-informazione-sicurezza-e-opportunita/

Il Municipio di Udine.

Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS, dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e dall’ALSI – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.
L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale”, con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura PNRR 1.7.2.

Competere sui mercati globali con l’Intelligenza artificiale: giovedì e venerdì due appuntamenti formativi per le aziende a Udine e Pordenone

L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando anche il modo in cui le imprese affrontano i mercati internazionali. Sempre più operatori dell’export evidenziano come questi strumenti permettano di velocizzare l’analisi dei Paesi target, migliorare la comunicazione multilingua e ottimizzare tempi e costi delle attività promozionali all’estero. In questo scenario si inserisce il percorso formativo promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, partner di Enterprise Europe Network, iniziativa, gratuita e rivolta alle imprese del territorio, che si terrà in due date alternative: giovedì 26 febbraio nella sede camerale di Udine (via Morpurgo 4, dalle 9 alle 17) e venerdì 27 febbraio nella sede di Pordenone (corso Vittorio Emanuele II 56, stesso orario).
Obiettivo del corso è offrire strumenti concreti e immediatamente applicabili per integrare l’Ia generativa nelle strategie di marketing e sviluppo sui mercati esteri. Piattaforme come ChatGPT, Perplexity AI e Claude saranno utilizzate in esercitazioni pratiche per simulare analisi di mercato, creazione di contenuti commerciali in più lingue e pianificazione di campagne digitali internazionali. Guidati da Andrea Boscaro, fondatore di The Vortex ed esperto di marketing digitale, i partecipanti affronteranno una parte introduttiva sui fondamenti dell’intelligenza artificiale e un laboratorio operativo basato su casi reali di digital export. Sarà, inoltre, dedicato spazio all’uso consapevole degli strumenti, alla qualità degli output, alla gestione dei dati e alla definizione di prompt efficaci.
Le prime imprese iscritte che ne faranno richiesta potranno accedere a una consulenza personalizzata gratuita per approfondire l’applicazione dell’IA generativa nel proprio contesto aziendale. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.pnud.camcom.it. Per informazioni è possibile contattare in Cciaa Pn-Ud gli uffici di Promos Italia al numero 0432.273534 o 0432.273531, mail udine@promositalia.camcom.it, oppure Tef internazionalizzazione a Pordenone al numero 0434.381250, mail internazionalizzazione.pn@pnud.camcom.it

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In copertina, un precedente incontro alla Camera di Commercio Pordenone-Udine.

“Interferenze”, le nevrosi dell’era digitale in un cabaret surreale venerdì a Pordenone con I Teatri dell’Anima

Un cabaret surreale che mette a nudo le nevrosi dell’era digitale arriva a Pordenone grazie al Festival “I Teatri dell’Anima”. Appuntamento il 27 febbraio, alle ore 20.30, nella Sala Oratorio Beata Vergine delle Grazie, con lo spettacolo “Interferenze”, l’ultima fatica della Compagnia della Testa. Archiviato il successo della tappa di gennaio della rassegna dedicata ai teatri in miniatura Lambe Lambe — affascinanti scatole per uno spettatore alla volta che hanno incantato il pubblico con la loro intimità — la dodicesima edizione de “I Teatri dell’Anima” cambia scala e registro. Si torna alla coralità del palco tradizionale con un’altra anteprima imperdibile: venerdì prossimo, alle ore 20.30, la sala di via delle Grazie 17 ospiterà appunto “Interferenze”, l’inossidabile spettacolo della Compagnia della Testa. L’evento è organizzato da EtaBeta Teatro in collaborazione con l’Associazione San Gregorio e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone.
«Il successo dei primi appuntamenti conferma quanto il pubblico ami questa formula di teatro diffuso – ha commentato Andrea Chiappori, direttore artistico della rassegna –. Dopo questi due appuntamenti invernali a Pordenone, la rassegna proseguirà il suo percorso nei territori coinvolti, guardando già ad una primavera ed estate ricca di novità e sorprese. I Teatri dell’Anima non si ferma: continueremo a muoverci tra otto Comuni e tre Province per offrire un’esperienza culturale che sia, prima di tutto, un momento di condivisione e confronto inclusivo».
Definita dagli autori una “Commedia 2.0”, la pièce è un viaggio ironico tra le distrazioni e i rumori di fondo della nostra esistenza. In una scenografia popolata da tablet, smartphone e vecchie tv, l’attore Francesco Cevaro (anche regista) trascina il pubblico in un “delirio” verbale fatto di giochi di parole e freddure surreali (in pieno stile bergonzoniano), come l’enigmatico dilemma: “Se uno schermidore vuole fare un proposito durante la Quaresima deve per forza fare un fioretto?”. A dare ritmo a questo caos creativo interviene la musica dal vivo di Marco Andreoni. Il chitarrista e cantante interpreta brani ironici del repertorio cantautorale italiano, creando una continua “interferenza” tra note e parole che trasforma i problemi quotidiani — amore, solitudine, lavoro — in momenti di puro divertimento.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni: cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina, i due protagonisti dello spettacolo di venerdì sera a Pordenone.

“Vuoto alla soglia”, a Sesto al Reghena fra le storiche mura abbaziali in arrivo la personale dell’artista Marco Tracanelli

A Sesto al Reghena, uno dei Borghi più belli d’Italia, sarà inaugurata sabato 7 marzo, alle 17.30, “Vuoto alla soglia”, personale di Marco Tracanelli patrocinata dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Associazione Culturale Sexto. L’esposizione sarà visitabile con ingresso libero nel salone abbaziale, in Piazza Castello, fino al 29 marzo dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La vernice ospiterà anche la performance “Contano i centimetri” interpretata da Lucia Bagnarol.

Marco Tracanelli

“L’esclusa”

«Una mostra – afferma il sindaco Zaida Franceschetti – che invita a riflettere sul tema del passaggio, della sospensione non solo tra un luogo e l’altro ma pure tra uno stato d’animo e l’altro. Un racconto pittorico, quello di Marco Tracanelli, che ospitiamo con piacere nel nostro borgo che è tra i più belli d’Italia e che si conferma con questa iniziativa scrigno ideale per ospitare progetti artistici, anche grazie alla preziosa collaborazione con le associazioni culturali. Gli spazi del Salone Abbaziale, così fondamentali per la nostra storia, valorizzeranno ulteriormente le opere d’arte che saranno esposte». «Di Marco Tracanelli – aggiunge l’assessore alla cultura Elisa Coassin – da tempo apprezzo non solo la qualità della sua ricerca pittorica, ma anche la coerenza umana e artistica: la capacità di non scendere a compromessi, di non inseguire il consenso, esprimendosi attraverso una rara versatilità espressiva e mantenendo sempre una forte tensione concettuale e una profondità che parla a tutti. Gli sarò sempre grata anche per aver scelto Sesto al Reghena per l’opera Empatia/Compassione, che ha rappresentato uno dei momenti più intensi vissuti in Piazza Castello negli ultimi anni. Non è un caso che realtà associative del territorio capaci di visione come l’Associazione Culturale Sexto e la Pro Sesto scelgano di promuovere il suo lavoro, che fa crescere una comunità non solo dal punto di vista culturale, ma anche umano».
Tracanelli, artista visivo e autore teatrale, da anni è impegnato in una ricerca che attraversa pittura, installazione e riflessione performativa. La mostra “Vuoto alla soglia” indaga il tema della soglia come luogo di passaggio, di sospensione e di possibile trasformazione. Il vuoto non è inteso come assenza o mancanza, ma come spazio attivo, carico di tensione, in cui l’immagine si ritrae lasciando emergere una dimensione di attesa e di attraversamento. Le opere che saranno esposte a Sesto al Reghena – dipinti e installazioni – costruiscono un percorso che invita il visitatore a rallentare lo sguardo, a sostare, a confrontarsi con ciò che non è immediatamente visibile o narrabile. La materia pittorica, spesso ridotta all’essenziale, dialoga con il silenzio architettonico del salone abbaziale, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di esperienza più che di semplice visione. La scelta di questa location non è infatti casuale: la sua stratificazione storica e simbolica amplifica il senso di soglia, rendendo il vuoto un elemento condiviso tra opera, spazio e spettatore. In questo contesto, la mostra si configura come un invito a interrogare il rapporto tra presenza e assenza, tra immagine e memoria, tra ciò che resta e ciò che si perde.

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In copertina, un’intensa “Pietà” raccontata dall’artista Marco Tracanelli.

Carnia laboratorio d’Europa, musica, arti performative e inclusione sociale. Domenica un grande evento a Ovaro

Da alcuni mesi la Carnia è al centro di uno studio internazionale che mira a valutare come le arti performative, la musica, ma anche il teatro e la danza, possano sviluppare l’alfabetizzazione culturale, promuovendo conoscenza, inclusione e coesione sociale: d@rts – dialoguing arts (cultural literacy for social inclusion) – finanziato dal programma Horizon dell’Ue (2021-2027), il Programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione – si è posto l’obiettivo di trovare risposte a diverse domande attivando dei percorsi laboratoriali-artistici all’interno di comunità di Italia, Serbia, Germania e Norvegia.

L’EVENTO – Domenica 1° marzo, in un grande evento itinerante aperto a tutti e gratuito, sarà possibile “assistere” agli esiti di quanto è emerso dal progetto, sul territorio promosso dalla Cooperativa Puntozero in collaborazione con il Centro Studi Interculturali del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona. La giornata sarà suddivisa in tre momenti in altrettante località afferenti al Comune di Ovaro, in tutte le tappe è prevista una mostra interattiva sul progetto e sui suoi esiti, sfruttando installazioni interattive dedicate alle capacità di comprendere, dialogare e convivere nelle differenze, già presenti sul territorio dal 21 febbraio. In quanto alle attività itineranti, si comincerà alle 10 a Clavais, in piazza e Villa Ines. Alle 11.30, ci si sposterà a Muina, al Bar Cooperativa. Mentre alle 17, l’appuntamento è a Ovaro, al Centro di aggregazione giovanile (in località Spin, via Vidrina di Chialina), dove è in programma una grande festa finale con esibizioni musicali, in collaborazione con Villachorus e Coro SutrioInCanta. Prevista animazione, giochi e un goloso rinfresco.

LA RICERCA – Rivolto a persone di tutte le età, attraverso il progetto d@rts sono state realizzate attività di ricerca condotte da operatori locali volte ad analizzare come la musica d’insieme possa favorire l’acquisizione e il potenziamento delle competenze della Cultural Literacy, come per esempio l’ascolto, l’empatia, la collaborazione, riconoscere i pregiudizi, gestire i conflitti. In particolare si sono tenuti dei laboratori musicali per bambini a Ravascletto; altri laboratori e percorsi musicali di organo per adolescenti di Sutrio e Paluzza; e un percorso di musica d’insieme aperto a tutte le fasce d’età ad Ovaro.

L’ESPERTA – «La ricerca – ha spiegato Cristina Balloi, ricercatrice in pedagogia generale e sociale, coordinatrice per l’Università di Verona del progetto d@rts – ha coinvolto un gruppo di bambine e bambini e un gruppo di adulti e adolescenti che, attraverso un approccio partecipativo, hanno contribuito alla costruzione degli esiti del progetto. Dallo scorso giugno i due gruppi si sono ritrovati per fare musica insieme, guidati da artiste e artisti che, in collaborazione con il team dei ricercatori, hanno facilitato la connessione tra pratiche artistiche e attività scientifica. Tutti i partecipanti e le partecipanti sono stati parte attiva del processo contribuendo alle diverse fasi di raccolta e analisi dei dati. Oltre ai gruppi impegnati nelle attività musicali – ha continuato ancora la ricercatrice che si è occupata del progetto assieme alla collega Licia Lombardo -, è stato costituito un comitato locale che ha avuto la funzione di decidere, insieme allo staff di progetto, gli aspetti logistici e comunicativi, con l’obiettivo di favorire nuove connessioni e una più ampia diffusione delle attività svolte nella comunità. Quello del primo marzo sarà senz’altro un importante momento di condivisione, all’insegna di narrazione, musica, attivazione e arte rivolti a persone di tutte le fasce d’età».

Grado, imminente il via ai lavori di restauro del campanile della Basilica. Intervento conservativo anche per i preziosi mosaici del pavimento

di Giuseppe Longo

Imminente a Grado il via alle opere di restauro dell’imponente campanile della Basilica patriarcale. “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale oggi in distribuzione, riferisce infatti che dopo l’approvazione dei lavori conservativi da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e della Curia arcivescovile di Gorizia, “potrà prendere ufficialmente avvio un importante intervento di restauro che interesserà il campanile della Basilica di Sant’Eufemia, simbolo inconfondibile della nostra comunità ed elemento identitario del profilo della città”. Come si ricorderà, alla fine della scorsa estate era stata segnalata una caduta di frammenti dalla storica struttura, tanto che si era dovuto provvedere tempestivamente al transennamento dell’area sottostante al fine di scongiurare ogni rischio per la pubblica incolumità. Immediato, quindi, l’avvio della procedura, da parte degli uffici parrocchiali, per la richiesta delle verifiche di stabilità e per impostare l’iter burocratico inerente alla sistemazione di un bene così prezioso.

Monsignor Paolo Nutarelli


Come scrive monsignor Paolo Nutarelli, il progetto si articolerà in due momenti distinti: «Fase 1 – marzo/giugno 2026 (appalto d’urgenza). Si procederà al restauro delle facciate esterne, dalla base fino alla cella campanaria, con particolare attenzione ai mattoni e gli inserti lapidei a vista che caratterizzano i prospetti del campanile. Saranno, inoltre, effettuate prove tecniche sulla meccanica dell’Angelo segnavento, elemento storico e simbolico che da secoli veglia sull’Isola». Quindi la Fase 2 che si svilupperà tra marzo e giugno del prossimo anno. «Riguarderà – precisa l’arciprete – il restauro degli interni ed eventuali interventi di consolidamento strutturale, nonché il rinnovamento delle scale e relativi piani di sbarco. Saranno interessate anche la cuspide, l’Angelo e le bifore della cella campanaria. È probabile che, al termine dei lavori, non sarà più possibile il passaggio delle auto nell’area adiacente al campanile, per garantire maggiore tutela e sicurezza del monumento. Si tratta di un intervento necessario per preservare un bene che non è soltanto di carattere monumentale ma profondamente spirituale e comunitario. Parallelamente, è in programma anche un intervento di restauro conservativo del prezioso pavimento musivo della Basilica. Attualmente si è in attesa dei necessari permessi da parte della Sovrintendenza e della Curia. Il costo stimato dell’intervento è di circa 30 mila euro, interamente a carico della Parrocchia».
«Prendersi cura della Basilica e del suo campanile – conclude monsignor Nutarelli – significa custodire la memoria, la fede e la storia di un popolo. Non è solo un cantiere: è un gesto di responsabilità verso le generazioni future». Non resta, quindi, che aspettare il prossimo mese quando scatteranno le prime procedure per la complessa operazione di restauro della torre, inconfondibile simbolo identitario di Grado anche se, purtroppo, da diversi anni non è possibile ascoltare il meraviglioso concerto delle sue campane, per cui la comunità e i tanti ospiti che si sono affezionati al ritmo delle tradizioni isolane devono accontentarsi di un suono registrato.

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In copertina, il campanile della Basilica e qui sopra i magnifici mosaici interni.

“Friuli svelato”, mercoledì a Casarsa il libro che racconta la Guerra fredda periodo cruciale del nostro Novecento

Una terra strategica nel quadro della difesa Nato durante la Guerra fredda, dove ancora adesso numerose opere fortificate raccontano quel periodo cruciale della storia del Novecento: questo il racconto del libro “Friuli svelato – Documenti ed opere della Guerra fredda” che sarà presentato a Casarsa della Delizia mercoledì 25 febbraio, alle 18, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich (ingresso libero).
L’opera è stata curata da Pietro Maccagnano, Francesco Callegaro e Antonia Piva, i quali hanno avuto accesso a documenti d’archivio ancora inediti con cui, assieme all’analisi delle strutture fortificate a difesa della pianura friulana, hanno dato vita una narrazione non solo della situazione militare ma anche di quella sociale, culturale e artistica di quegli anni. L’evento è organizzato dall’Amministrazione comunale attraverso la Biblioteca civica Nico Naldini assieme all’Associazione nazionale Fanti d’Arresto. Il libro è pubblicato da Editrice storica con il patrocinio dell’Esercito e della Regione Fvg tramite il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia.
«Abbiamo voluto questo momento – afferma il sindaco Claudio Colussi – in quanto gli anni della Guerra fredda rappresentano una parte importante nella storia della nostra comunità, che all’epoca accolse migliaia di militari di leva e di carriera che prestavano servizio nelle nostre caserme. Tra questi il generale Pietro Maccagnano, nostro concittadino, che assieme agli altri autori ha dato vita a un racconto storico vivo e ricco di aspetti anche inediti, tutti da scoprire. Una serata dedicata alla storia recente del nostro territorio a cui invitiamo tutta la cittadinanza».

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In copertina, il monumento ai Caduti nel centro di Casarsa della Delizia.

Il centro di Udine è già “vestito” con le installazioni di Open Dialogues 2026 il forum che indaga sul futuro economico

Una trama di connessioni che attraversa confini e continenti: è quella che Open Dialogues for the Future 2026 porterà di nuovo a Udine il 5 e 6 marzo prossimi e che da questi giorni comincia a prendere forma anche nello spazio urbano. Sono stati installati, infatti, i primi totem con il logo della quarta edizione, corredati di qr code per accedere direttamente al sito ufficiale e al modulo di iscrizione, insieme agli adesivi di direzione che accompagnano cittadini e visitatori verso la sede dell’evento.

Le installazioni sono visibili in piazza Libertà, piazzetta del Lionello e piazza Venerio, proprio accanto alla Chiesa di San Francesco, che quest’anno sarà la sede unica della due-giorni di lavori. Un modo per “allestire la città” e riportare Udine al centro del confronto sui nuovi equilibri globali, con un’iniziativa voluta dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Anche le colonne della sede camerale di Udine affacciate sulla piazza sono state allestite con la scenografia dell’evento.
Al fianco della Camera di Commercio, anche per questa edizione, ci sono i partner istituzionali Regione, Comune di Udine e Fondazione Friuli, con il patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Open Dialogues for the Future si conferma una piattaforma di confronto che coinvolgerà anche quest’anno una trentina di analisti, accademici, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo economico per leggere le trasformazioni in atto: dalle nuove dinamiche politiche negli Stati Uniti ai conflitti ancora aperti in Ucraina e Medio Oriente, fino ai mercati emergenti come quello dell’Arabia saudita e all’impatto dell’Intelligenza artificiale su competitività, sicurezza e innovazione.
I panel sono a ingresso gratuito con iscrizione obbligatoria (ma facilissima e veloce da fare) tramite modulo online disponibile sul sito ufficiale dell’evento, www.opendialogues.eu, dove è consultabile il programma aggiornato in tempo reale.

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In copertina e all’interno alcune immagini di Udine “vestita” con i colori del Forum che avrà sede nella Chiesa di San Francesco.

Tarcento riscopre i suoi 900 anni di storia fra i nonni della Opera Pia Coianiz: il racconto di Paolo Pellarini e le note della fisarmonica di Massimo Pividori

(g.l.) Tarcento oggi riscopre il suo passato e dove poteva farlo se non fra i suoi anziani che sono la memoria storica di una comunità? In occasione della ricorrenza dei 900 anni della cittadina, l’Opera Pia Coianiz ha infatti organizzato per questo pomeriggio, 21 febbraio, alle ore 15, un evento culturale sul tema “La Perla del Friuli” a cura dell’ingegner Paolo Pellarini con l’accompagnamento musicale di Massimo Pividori, direttore artistico del Gruppo Fisarmonicisti di Tarcento – Ensemble Flocco Fiori. Un pomeriggio quindi molto invitante – aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso libero – che intreccia la storia della cittadina pedemontana con la sempre coinvolgente musica della fisarmonica, proposta appunto dal maestro Pividori che proporrà una scelta di brani intonato alla felice circostanza che, appunto, vuole ripercorrere con i nonni il passato della località.

Una panoramica su Tarcento…

… e lo storico Duomo.

Uno dei siti più antichi del Comune di Tarcento è senza dubbio quello del Castello di Coia, i cui ruderi dominano sulla suggestiva collina che sovrasta tutto l’abitato e fanno da sfondo ogni anno, la sera dell’Epifania, all’accensione del famoso “Pignarul Grant”: il maniero dei Frangipane fu costruito in età medioevale, esattamente nel 1313, e venne distrutto da un terremoto nel 1520, come ricorda una targa apposta sui suoi resti. I primi documenti che citano Tarcento risalgono al XII secolo, ma la cittadina ha senza dubbio origini molto più antiche. E uno degli edifici storici più interessanti e preziosi è la Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, il cui impianto attuale è settecentesco, ma il sito religioso affonda le sue radici nell’antichità come dimostrano i resti delle prime fondamenta, visibili all’interno del Duomo, rinvenuti durante gli scavi condotti in occasione dei restauri e delle ristrutturazioni post-sismiche. Ma, meglio fermarci qui per lasciar parlare proprio l’ingegner Pellarini, profondo conoscitore della storia del nostro Friuli e quindi anche di Tarcento. Appunto tra le note della fisarmonica del maestro Pividori.

Massimo Pividori

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In copertina, i ruderi del Castello di Coia uno dei siti più antichi di Tarcento.

A Casarsa della Delizia marzo debutterà con la Giornata ecologica. L’assessore Pisani: un ambiente sano e più vivibile

Appuntamento domenica 1 marzo – dalle 8.30 alle 12 – con la Giornata Ecologica e di Cura del Territorio organizzata dall’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia attraverso l’Assessorato all’Ambiente e in collaborazione con le associazioni del territorio. Possono partecipare tutti i cittadini che lo vorranno presentandosi dotati di giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte. I punti di ritrovo saranno all’Ecopiazzola comunale in via Turridetta; nella piazzetta di Runcis; al Capannone di Versutta. La giornata sarà dedicata alla pulizia di aree verdi, strade e spazi pubblici.
«L’attività di pulizia – spiega l’assessore all’ambiente Antonio Pisani – si svolgerà nell’ambito di alcune zone individuate precedentemente e che saranno indicate la mattina stessa sulla base del numero dei partecipanti. L’ultima edizione svolta aveva permesso la raccolta di 340 kg di rifiuti. Già da ora va il nostro ringraziamento come Amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, a tutti coloro che prenderanno parte alla Giornata. Questa iniziativa dimostra come la tutela del territorio sia una responsabilità condivisa che sollecita l’impegno di tutti per garantire un ambiente sano e vivibile sia nel presente che per le future generazioni».

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In copertina, una panoramica dall’alto del territorio di Casarsa della Delizia.

“Testimoni”, la collana editoriale Efasce presenta a Pordenone il primo libro 2026 dedicato a Vittorio Infanti e alla sua vita avventurosa nelle due Americhe

Pordenonesi nel Mondo dà il via al ciclo 2026 delle presentazioni letterarie della sua collana editoriale Testimoni. La linea – che raccoglie memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento – gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Il primo appuntamento del nuovo anno, in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani, sarà venerdì 27 febbraio alle 18 nella sede dello stesso istituto in via Roveredo 20b a Pordenone (preferibile prenotare il proprio posto scrivendo a info@efasce.it).

Angioletto Tubaro


Al centro della serata le memorie di Vittorio Infanti, nato nel 1930 a Vissignano di Bagnarola di Sesto al Reghena che, dopo i drammatici eventi legati al secondo conflitto mondiale, nel Dopoguerra visse una vita avventurosa e non priva di controversie tra Sud e Nord America, culminata con il successo imprenditoriale nel campo mobiliero (alla guida della Infanti chair manufacturing di Staten Island) e nel matrimonio con l’americana Betty. Infanti è scomparso il 1 gennaio 2025 a New York. La sua vita è stata raccolta dal professor Angelo Bertolo. Poi la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce ha scelto questo racconto per la collana Testimoni e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo dell’Ente, ha curato il libro che porta il titolo “Vittorio Infanti: un uomo, cento storie” (progetto grafico Giovanna Lunazzi, stampa tipografia Menini). Durante la presentazione Marzotto racconterà la storia dell’imprenditore dialogando con il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro e con l’ingegner Franco Scolari direttore del Polo tecnologico Alto Adriatico.
«Si tratta di vita vera, di esperienze reali vissute dal protagonista – spiega il presidente Angioletto Tubaro -: un testo pieno di colpi di scena, avvincente, non necessariamente con un lieto fine. Vittorio Infanti è stato indubbiamente figlio del suo tempo in molti ragionamenti e comportamenti e, dalla lettura delle sue considerazioni su vari argomenti, emerge uno spaccato fedele della società del Secondo Dopoguerra. Con questa testimonianza Efasce dimostra ancora una volta di saper cogliere gli aspetti più intimi e profondi dell’ emigrazione del secolo scorso, con protagonisti veri, messi a nudo non solo nei pregi ma anche nei difetti. Un’opera del genere non nasce per caso, ma da un lavoro di preparazione accurato e certosino che ha visto come protagoniste la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce, e la professoressa Elena Marzotto, componente del consiglio direttivo, che ringrazio di cuore. Un ringraziamento particolare al professor Angelo Bertolo, che ha raccolto la testimonianza di Vittorio Infanti». L’incontro al Polo Tecnologico vedrà anche la partecipazione del Duo musicale AccorDòs e la lettura scenica di Michela Passatempo che reciterà alcuni brani scelti del libro. Seguirà brindisi.

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In copertina, il bellissimo libro di Efasce dedicato alla vita di Vittorio Infanti.

Esilarante intrigo familiare al Ruffo di Sacile con gli attori di Asolo Teatro: grande successo per Scenario 2026

Prosegue con grande successo di pubblico e alto gradimento per gli spettacoli sul palco la rassegna “Scenario 2026” promossa dal Piccolo Teatro Città di Sacile grazie al sostegno della Fondazione Friuli, con il patrocinio e contributo del Comune di Sacile. Domani, 21 febbraio, alle 21 è attesa al Teatro Ruffo la Compagnia Asolo Teatro, che interpreterà la commedia brillante “Xe tuta colpa de Donnafugata”, testo di Simona Ronchi nell’adattamento veneto e regia di Rossana Mantese.
Nel maggio del 1974, la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste, proprio mentre la legge sul divorzio irrompe nella vita del paese. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, “Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni inattese tra amici e parenti. Ma il colpo di scena arriva durante una cena di beneficenza, quando la comparsa improvvisa e avvolta nel mistero di una donna che si presenta come Donnafugata getta tutti nello scompiglio, tra dubbi, gelosie, segreti e desideri mai confessati. Ci sarà tempo per divertirsi, ma anche per interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza.

Prenotazione biglietti attiva ai recapiti del Piccolo Teatro, tel/whatsapp 366 3214668 – mail: piccoloteatrosacile@gmail.com.
Per info: www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, una scena della divertente commedia in arrivo al Teatro Ruffo.

Teatralmente, domani a Cordenons con gli attori di Pianiga: quei “39 Scalini” che invitano all’auditorium Aldo Moro

Il cartellone di “Teatralmente”, la rassegna curata da EtaBeta Teatro e giunta alla quattordicesima edizione, propone per domani, 21 febbraio, un appuntamento dedicato al teatro amatoriale d’eccellenza. Alle 20.45 l’auditorium del Centro Culturale “Aldo Moro” di Cordenons ospiterà la compagnia veneta Amici del Teatro di Pianiga, impegnata nella messa in scena de “I 39 Scalini”.

La pièce, tratta dal celebre testo di Patrick Barlow e diretta da Marco Sartorello, promette ritmo serrato e cambi di scena fulminei. La precisione dei tempi comici e l’abilità degli interpreti nel dar vita a una pluralità di personaggi diventano il motore di uno spettacolo che intreccia ironia e tensione in un crescendo coinvolgente. Al centro della vicenda c’è Richard Hannay, uomo d’affari canadese che, dopo un incontro fortuito a Londra con una donna misteriosa, si ritrova invischiato in un caso di omicidio. Accusato ingiustamente, sarà costretto a una fuga rocambolesca per dimostrare la propria innocenza e smascherare i veri colpevoli, in un continuo equilibrio tra suspense e comicità.
L’evento è realizzato con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Cordenons e della Regione Friuli Venezia Giulia. Biglietto unico a 5 euro. Informazioni e approfondimenti sono disponibili sul sito ufficiale etabetateatro.org

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In copertina e all’interno alcune scene dello spettacolo in arrivo a Cordenons.

Cooperativa Esibirsi, Pordenone è la prima città in Italia (rispetto ai residenti) con il lavoro in cultura e spettacolo. Presto la sede operativa sarà a Morsano

Pordenone è la prima città in Italia per numero di contratti di lavoro nel comparto cultura e spettacolo rapportato ai residenti: un dato ancora più significativo alla luce del ruolo di Capitale Italiana della Cultura che assumerà nel 2027. Merito di questo primato va alla cooperativa Esibirsi (aderente a Confcooperative Pordenone), che ha sede legale in città e che con i suoi 12.800 soci artisti (ognuno, appunto, con un contratto di lavoro nel comparto) è la più grande di tutta Italia nel settore cultura e spettacolo. Tra essi anche nomi noti come Olly, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. Il 2025 si è chiuso con 29,3 milioni di euro di fatturato e la gestione delle pratiche di 120 mila eventi realizzati dai suoi soci nel corso dell’anno.
La cooperativa è stata fondata 24 anni fa da Giuliano Biasin e Lucio Bot, che assieme a Luigi Buggio compongono l’attuale consiglio di amministrazione. Nel corso del 2025 ha rafforzato anche la propria struttura interna, arrivando a 9 dipendenti in organico (Cda compreso), con un team attualmente in fase di ampliamento per far fronte alla costante crescita dei servizi.
«Tra i progetti più significativi dell’anno appena passato – riferiscono i membri del Cda – spicca l’inaugurazione del CoWorkShow, coworking dedicato al mondo dello spettacolo e della creatività, nato per creare un network di professionisti in grado di gestire eventi “chiavi in mano”. L’operazione ha rappresentato anche un importante intervento di rigenerazione urbana, con il recupero di due locali storici del centro di Morsano al Tagliamento – un’ex macelleria e un ex studio fotografico – rimasti sfitti per molti anni. A dicembre, inoltre, Esibirsi ha acquisito l’edificio che ospitava la Banca Intesa Sanpaolo in piazza Daniele Moro sempre a Morsano, destinato a diventare la nuova sede operativa della cooperativa: un investimento strategico che riaccenderà un’altra insegna spenta da oltre un anno nel cuore del paese. La nuova struttura sarà in asse con gli attuali uffici e con il CoWorkShow, andando a disegnare una vera e propria “via della creatività”. Nel 2027, anno di Pordenone Capitale Italiana della Cultura, Esibirsi compirà 25 anni: una coincidenza che vorremmo trasformare in un’iniziativa aperta alla città, da costruire ovviamente in collaborazione con l’Amministrazione comunale, alla quale la proporremo prossimamente».
«La storia di Esibirsi – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Fabio Dubolino – dimostra che anche partendo dal cuore del Nordest si possano offrire, grazie a impegno e passione, servizi di qualità per tutta Italia. I tanti artisti che hanno deciso di associarsi alla cooperativa sono testimonianza di come abbiano fiducia in questa realtà che ne cura gli aspetti burocratici permettendo loro di concentrare la maggior parte delle energie nel generare musica, spettacolo, cultura. Quasi 13 mila soci ai quali si aggiungono tutti quelli delle altre cooperative del settore che sono nostre aderenti. Una storia di successo da un territorio che, tra poco meno di un anno, sarà la Capitale Italiana della Cultura».
La quotidiana attività operativa della cooperativa genera inoltre una raccolta continua di dati su lavoro artistico, eventi e contrattualistica che costituisce, di fatto, un osservatorio statistico permanente sul settore, offrendo una fotografia reale e aggiornata dell’economia dello spettacolo dal vivo in Italia. «Questi risultati dimostrano come un modello cooperativo radicato nel territorio possa generare valore economico, occupazione qualificata e sviluppo culturale diffuso – concludono Biasin, Bot e Buggio -. Esibirsi continua a crescere restando fedele alla propria missione: mettere al centro gli artisti e costruire, insieme a loro, un ecosistema sostenibile per lo spettacolo dal vivo in Italia».

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In copertina, Giuliano Biasin, Lucio Bot e Luigi Buggio sono i leader della cooperativa Esibirsi di Pordenone.

A Nimis un Carnevale tutto da ricordare: con il ritorno dei carri allegorici la sfilata nata all’indomani del terremoto ritrova finalmente lo smalto degli anni migliori

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Evviva, il Carnevale di Nimis ritorna ai suoi vecchi splendori!», avevano commentato con entusiasmo i social, a metà gennaio, quando la Pro Nimis ha annunciato, nell’ambito del ricco programma del Carnevale 2026, il tanto atteso ritorno dei carri allegorici. E così quel felice auspicio si è tramutato in realtà, anche grazie alle ottime condizioni meteo che, a parte sabato scorso – il maltempo non ha, però, ostacolato l’apprezzatissimo “Trenino del Gusto” -, ha regalato giornate bellissime, da inizio primavera, che, non solo hanno facilitato la complessa organizzazione, ma hanno richiamato, specialmente alla sfilata di domenica pomeriggio, migliaia di persone. Ma anche ieri, ultimo giorno di festeggiamenti – ricorrendo quello che, secondo la tradizione friulana, è noto come “Carnevalon” -, la serata sotto l’ampio tendone allestito in piazza 29 Settembre è stata meta sempre di un pubblico foltissimo e di tante maschere, singole o a gruppi, che hanno ancora una volta messo in mostra fantasia, creatività e tanta voglia di divertirsi in quello che, da sempre, è conosciuto come il periodo più allegro dell’anno. E che nel Comune di Nimis era cominciato il 5 gennaio, vigilia epifanica, con la liberazione del Pust di Cergneu che ora, con l’inizio della Quaresima – oggi si celebra il Mercoledì delle Ceneri – torna nel triste “Cantun” fino al suo nuovo “risveglio” agli albori del 2027.


Tantissima gente pure ieri sera, anche per la molto attesa estrazione della lotteria e dei suoi meravigliosi premi, primo dei quali la Fiat Panda esposta sul sagrato del Duomo dalla festa dell’Immacolata. Grande trepidazione per quei numeri che alcuni bambini prelevavano dal cestello rotante consegnandoli al bravo Luigi Bertolla che li annunciava. Prima di dare al via alla alla cerimonia della “dea bendata” il sindaco Fabrizio Mattiuzza ha portato il saluto del Comune di Nimis ai partecipanti alla serata conclusiva di questo Carnevale 2026 che, nato all’indomani del terremoto di mezzo secolo fa, ha appunto ritrovato lo smalto di un tempo, qualificandosi come la principale manifestazione del paese pedemontano tanto da meritare d’essere sempre più sostenuta e incoraggiata. La Pro Loco guidata da Mario Srebotuyak, con i suoi bravissimi collaboratori, si è spesa infatti al massimo, fruendo prima di tutto del pieno appoggio della civica amministrazione, soprattutto attraverso il giovane assessore Davide Michelizza.
Ma il clou di “Carnevâl a Nimis” è stato, come si diceva, domenica pomeriggio, quando si è snodato per le vie del paese quel magnifico “serpentone”, pieno di colori e allegria, con ben diciassette tra carri allegorici e gruppi. Come già riferito attraverso i social, la qualificata giuria – che si è onorata della presenza anche del consigliere regionale Edy Morandini – ha premiato il mega-carro di Pravisdomini – quello proveniente da più lontano, ai confini con il Veneto -, dal titolo “L’altro mondo” per la coreografia, mentre il premio fantasia è andato al carro di Buja “Il tempo” e quello per la tradizione a quello di Borgo Cecchin “El camarin dal nono” con l’attribuzione del “Tomat”, la caratteristica maschera lignea del Tarcentino. Il premio per la satira è stato assegnato, invece, al folto gruppo dei generosi volontari di Ora Nimis – prezioso il loro lavoro a favore dei bambini durante le vacanze estive – che ha presentato “I manifestanti”. Un premio è andato, inoltre, al gruppo sloveno “I Kurenti di Ptuj”. Quattro, infatti, le compagnie arrivate da oltreconfine: dalla vicina repubblica anche il gruppo Harije, mentre dalla più lontana Croazia hanno sfilato “I batteristi Carolosboom” e i simpatici “Izvor”.

Ottima, poi, la rappresentanza interna che, oltre al carro di Cergneu “Nostalgia 90” e al gruppo della piccola Vallemontana “I minions”, ha presentato l’allegra combriccola “Contaden cjoc”, il “Castrum Nem-Afs” della classe Terza A della scuola elementare, e “Gnomi e funghi” dell’asilo e del nido parrocchiali “Monsignor Beniamino Alessio”. Una festa di bambini in maschera è scesa anche dalla montagna con “La magia di Taipana”. E per quanto riguarda ancora la partecipazione locale va citata quella di Maglia Nera, la benemerita associazione di bikers guidata da Massimiliano Misdaris che si premura di garantire la percorribilità dei sentieri nel comprensorio del monte Bernadia e non solo. Il suo titolo: “Bik(e)ings”. Ma il lungo corteo mascherato – aperto dalle effervescenti note della Banda di Cassacco e presentato dalle appropriate descrizioni di Antonella Bozzato – ha visto molto applauditi anche i grandi e sontuosi carri di Treppo Piccolo “Lotta tra la Fenice e la Morte” e di Treppo Grande “Le meraviglie di Venezia”, oltre alla sempre scanzonata Banda degli Splumats.
«La sfilata – ha commentato il sindaco Mattiuzza – è stata un vero successo, risultato tutt’altro che scontato se si considera la complessità organizzativa di un evento che richiede grande attenzione anche sotto il profilo della viabilità e della sicurezza. Un sentito ringraziamento va alla Pro Loco del Comune di Nimis, agli uffici comunali, in particolare all’ufficio di polizia locale e all’operatore comunale, alle associazioni coinvolte, alle forze dell’ordine, e a tutti i volontari che con passione, competenza e generosità rendono possibili questi preziosi momenti di comunità. Sono davvero orgoglioso della riuscita della manifestazione: la straordinaria partecipazione della nostra comunità è stata la vera forza di questa bellissima giornata». E ha aggiunto: «Nimis oggi si è riempita di colori, musica e partecipazione: la sfilata di Carnevale ha richiamato un pubblico numeroso e festoso, restituendo al nostro paese il clima di un Carnevale atteso e profondamente sentito dalla comunità». Insomma, un grande successo, quello che mancava da diversi anni – l’ultima sfilata con i carri allegorici era stata nel 2017 – e che le limitazioni imposte dalla triste esperienza pandemica avevano ulteriormente impedito. Nimis è dunque ripartita alla grande, tra generali apprezzamenti: un risultato esaltante che aiuterà a fare ancora meglio fin dalla prossima edizione. E così Nimis sarà sempre più “il paese del Carnevale”, ponendosi tra le mete più gettonate del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno, la fine (Pravisdomini) e l’inizio della mascherata in piazza 29 Settembre e in via Matteotti, ancora una piccola parte della folla che ha applaudito la sfilata, il saluto del sindaco Fabrizio Mattiuzza ieri sera, ultimo di Carnevale, presente un foltissimo pubblico sotto il tendone; la presentatrice Antonella Bozzato, il “Tomat” e gli altri premi.

(Tutte le foto di carri, gruppi e relative premiazioni si possono rivedere sui post Facebook)

Festival Bike-in del Friuli Venezia Giulia chiama registi under35 con “Cinebike Shorts” il concorso di cortometraggi su sviluppo sostenibile e senso di futuro

Corti che raccontano viaggio, territorio e futuro sostenibile. Cinebike, il festival Bike-in del Friuli Venezia, è alla ricerca di autrici e autori di cortometraggi per la quarta edizione di Cinebike-Shorts, il concorso che vuole promuovere i giovani cineasti e la realizzazione di opere dedicate allo slow travel, allo sviluppo sostenibile e al senso del futuro.

L’edizione 2026 di Cinebike, già programmata dall’11 al 20 giugno, conferma i tre luoghi del festival, ovvero Palmanova, Aquileia e Collio-Brda. Anche l’obiettivo resta il medesimo: unire l’utilizzo della bicicletta e della mobilità lenta all’esperienza cinematografica e, allo stesso tempo, promuovere tematiche legate al “viaggiare lentamente” e alla consapevolezza ecologico-ambientale.
Il concorso internazionale Cinebike-Shorts è rivolto a registi under 35 che possono inviare il proprio film entro il 31 marzo. La giuria qualificata e indipendente del Festival assegnerà un premio in denaro al miglior cortometraggio e tutte le opere selezionate saranno disponibili per tutta la durata del Festival su MyMovies One, la principale piattaforma italiana di streaming dove possono essere votate dal pubblico. Il giorno della proiezione verrà assegnato il Premio del Pubblico. Anche quest’anno c’è spazio per la sezione speciale Cinebike Shorts Educational riservata a cortometraggi realizzati nell’ambito di percorsi di educazione cinematografica all’interno di istituti scolastici o workshop sul linguaggio audiovisivo. In questo caso è aperto a film di qualsiasi genere e il premio sarà assegnato da una giuria composta da studenti delle scuole di secondo grado del territorio.
Il programma completo di Cinebike 2026 verrà presentato più avanti e, come nelle scorse edizioni, non includerà solo le proiezioni e cinema all’aperto nell’arena bike-in, ma anche presentazioni di libri, pedalate con gli autori, musica, degustazioni a km0, mostre e itinerari naturalistici che permetteranno di scoprire il territorio in una chiave allo stesso tempo ecologica e stimolante. Il concorso Cinebike Shorts è organizzato dalla Soc. Coop. Videomante con il supporto del Comune di Palmanova. Tutte le informazioni, il bando e le modalità di iscrizione sono consultabili su www.cinebikefest.it

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In copertina e all’interno, due immagini della passata edizione di Cinebike.

(Foto Alice Durigatto)

Al Palmanova Designer Village atteso il famoso Carnevale di Muggia, ma ci sarà anche la Fatina del Sole amata dai bimbi

Grande festa sabato prossimo, 21 febbraio, a Palmanova Designer Village che si colora di allegria con lo storico Carnevale muggesano e si riempie di musica con l’ospite speciale Lucilla. Appuntamento a partire dalle 15 con la sfilata in maschera del Carnevale di Muggia, la baby dance e, gran finale alle 16.30 con un’ospite speciale: Lucilla, la “Fatina del Sole” del canale YouTube Alman Kids con oltre 1 milione di iscritti e centinaia di milioni di visualizzazioni, salirà sul palco del Village. Lucilla canterà alcuni dei suoi brani più amati e anche la sua ultima canzone dedicata proprio al Carnevale.
Ovviamente tutti, grandi e piccini, sono attesi in maschera e potranno partecipare alla sfilata delle otto compagnie del Carnevale di Muggia che invaderanno il Village: Bellezze Naturali, Bulli e Pupe, La Bora, Brivido, Lampo, Mandrioi, Ongia e Trottola porteranno le loro bellissime coreografie e i colori sgargianti dei loro travestimenti accompagnate dalla musica delle storiche bande carnevalesche. In caso di maltempo l’evento sarà rinviato al sabato successivo, 28 febbraio.

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In copertina, Lucilla la “Fatina del Sole” attesa sabato a Palmanova Village.

Enrico Mattei, giovedì a Pordenone ultimo incontro con l’Irse protagonista l’esperto geopolitico Alessandro Aresu

Con una analisi di ampio respiro sull’azione e la “legacy” di Enrico Mattei in rapporto alla politica estera italiana in tema di energia – fra ambizioni, occasioni perdute e attuali prospettive – giunge a conclusione giovedì 19 febbraio, alle 15.30 a Casa Zanussi, la rassegna “Enrico Mattei. Politica, energia e visione tra Mediterraneo e Medio Oriente”, promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, curata dallo storico Samuel Boscarello. Un ciclo di incontri che aiuta a comprendere la portata e l’eredità delle intuizioni portate avanti da Enrico Mattei, nel 2026 che segna i 120 anni dalla sua nascita e nelle stagioni che hanno segnato la nascita del Piano Mattei per l’Africa, progettato dal Governo italiano.

Alessandro Aresu


Giovedì prossimo, atteso protagonista della rassegna sarà il saggista ed esperto di geopolitica Alessandro Aresu, finalista del Premio Strega Saggistica 2025 e consigliere scientifico della rivista Limes. Il mito di Mattei ieri e oggi: ambizioni e occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia sarà il tema della conversazione, condotta da Samuel Boscarello. Filo rosso dell’intervento sarà l’indagine sull’azione di Mattei in politica estera: la volontà di costruire un’Italia grande potenza industriale e il superamento del “complesso di inferiorità nazionale” attraverso l’investimento in formazione e ricerca, elementi nei quali si specchiano le ambizioni e le occasioni perdute dell’Italia. Proprio perché il mito di Mattei ha lasciato un’impronta indelebile, anche oggi assistiamo, seppure in un diverso scenario storico, alla ripresa delle sue idee di sviluppo, con formule come il “Piano Mattei” che ne riprendono in chiave attuale la visione strategica. Aresu è un fine conoscitore dei rapporti tra capitalismo, tecnologia e politica internazionale, ambiti incrociati dalla figura di Mattei. Con la sua guida, ripercorreremo le ambizioni e le occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia, in una congiuntura politica nella quale Enrico Mattei è addirittura divenuto il simbolo del nuovo piano del governo italiano verso l’Africa. Alessandro Aresu scrive per Le Grand Continent e altre riviste, è stato consulente per la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari esteri, l’Agenzia Spaziale Italiana.

La partecipazione all’incontro è gratuita, prenotazioni: https://bit.ly/irse_enricomattei

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In copertina, Enrico Mattei: a Pordenone si conclude il ciclo a lui dedicato.

“Curiosi di natura” domenica invita sul sentiero Riselce del Carso Triestino. Un aiuto per l’emergenza di Cormons

La cooperativa Curiosi di natura di Trieste festeggia i 25 anni di attività. E, come anteprima della stagione di primavera, per “Piacevolmente Carso” propone domenica 22 febbraio un’escursione, dalle 9.30 alle 13, sul “Il sentiero Riselce”, a Sgonico. Un percorso naturalistico in un geosito del Carso, tra boscaglie e prati, con le prime fioriture di crochi ed ellebori. Si passerà per due spettacolari doline, originate dal cedimento della volta di antiche grotte: la dolina “Riselce”, che con le sue pareti a strapiombo, alte 40 metri, è una delle più spettacolari del Carso Triestino. E una più piccola, le cui ripide pareti di roccia sono meta di arrampicatori.


Percorso di 5 km, pianeggiante, con tratti di sentiero sassoso: sono necessarie scarpe con suola antiscivolo. Ritrovo alle ore 9.10 davanti al Municipio di Sgonico (raggiungibile con il bus 46). Costi di partecipazione: interi € 12; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Appuntamento successivo domenica 8 marzo, dalle 9.30 alle 13.30, per una camminata da Trebiciano alla dolina di Orlek, in Slovenia. Vicina a Sežana, profonda 100 metri e dalle pareti a picco, è stata dichiarata “monumento naturale” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Ritrovo alle 9.10 nello spiazzo vicino al cimitero di Trebiciano (bus n. 51 da Trieste).
Curiosi di natura ricorda infine di aver aderito alla sottoscrizione al fondo “Emergenza alluvionale di Cormons”, gestito dal Comune collinare a favore della popolazione colpita dall’alluvione di novembre. Donazioni possono essere effettuate tramite bonifico bancario sul conto intestato a “Comune di Cormons”, con causale “Emergenza alluvionale Cormons novembre 2025. Erogazione liberale”, IBAN IT53P0708563930000000565367. “Piacevolmente Carso” è organizzato da Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, un’immagine della suggestiva dolina Riselce sul Carso Triestino.

Da Gaza al Congo, la testimonianza umanitaria di Gennaro Giudetti giovedì sera a San Vito al Tagliamento

Che cosa significa, oggi, scegliere di stare dalla parte degli ultimi nei contesti di conflitto, grave carestia o disastro ambientale? A questa domanda cercherà di rispondere Gennaro Giudetti, operatore umanitario di fama internazionale e vincitore del Premio Nadia Toffa 2024, attivo da Gaza al Congo, dall’Afghanistan alla Siria, protagonista dell’incontro pubblico “Il lavoro umanitario. Racconti da contesti di conflitto”, che si terrà giovedì 19 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento. L’ingresso alla serata è libero, ma è consigliata la prenotazione tramite il modulo disponibile online.
L’evento, organizzato dalla Cooperativa sociale Il Piccolo Principe in collaborazione con il Comune di San Vito al Tagliamento, si avvale del supporto di una fitta rete di partner: Il Noce, Libera presidio Ilaria Alpi Miran Hrovatin di San Vito e Casarsa, il Tavolo Immigrati del Comune di San Vito al Tagliamento, Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienti). L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto InTessere , finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il FAMI (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) a cui partecipa la cooperativa stessa.
Gennaro Giudetti non è solo un testimone, ma una voce autorevole nel dibattito sui diritti umani. Operatore umanitario dall’età di 19 anni, ha prestato servizio per Medici Senza Frontiere, Operazione Colomba e agenzie delle Nazioni Unite come Fao e Oms. Il suo impegno lo ha portato nei teatri di crisi più caldi: dall’Afghanistan alla Siria, dallo Yemen al Congo, dal Venezuela fino alla Striscia di Gaza, dove tra il 2024 e il 2025 ha coordinato per l’OMS la logistica degli aiuti, documentando in prima persona la devastazione dei bombardamenti. Autore del libro “Con loro, come loro”, vincitore del Premio Nadia Toffa 2024, Giudetti racconterà la sua scelta di vita, le competenze necessarie per operare in scenari di guerra e la crisi profonda che oggi attraversa il diritto internazionale.
«Per la nostra cooperativa, ospitare Gennaro Giudetti significa riportare l’attenzione sull’essenza stessa della solidarietà – afferma Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – Il suo racconto ci spinge a riflettere su cosa possiamo fare noi come comunità locale per dare forza ai diritti fondamentali di ogni uomo e donna, partendo proprio dal nostro territorio. Tematiche che nascono dalla continua riflessione e sollecitazione che deriva anche dal nostro servizio di Accoglienza profughi e richiedenti protezione internazionale che gestiamo ormai da 10 anni».
L’importanza istituzionale dell’appuntamento è ribadita dall’amministrazione sanvitese: «Siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa – afferma l’assessore alla vitalità Andrea Bruscia -. Ascoltare una testimonianza diretta di chi ha operato al Parlamento Europeo e all’Onu è un’opportunità preziosa per la nostra cittadinanza. È un invito a non voltarsi dall’altra parte e a riscoprire, anche nei segnali di speranza che emergono tra le macerie, il valore della cooperazione e della pace». L’incontro non si fermerà alla cronaca della guerra. Giudetti approfondirà come le organizzazioni umanitarie interagiscono con le istituzioni e le fazioni locali, ma soprattutto cercherà di far emergere quei gesti di solidarietà che resistono anche sotto le bombe, tra diverse Ong e religioni, offrendo una visione non scontata del lavoro sul campo. Come detto, l’ingresso alla serata è libero, ma è consigliata la prenotazione tramite il modulo disponibile online.

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In copertina, l’operatore umanitario Gennaro Giudetti con un bambino di Gaza.

Povoletto, luce sulla Strage di Peteano che anticipò gli “anni di piombo”: domani a Marsure un incontro con Enrico Petris

Domani, 7 novembre, alle 21, villa Mangilli Schubert – a Marsure di Povoletto – ospiterà un’interessante conferenza del professor Enrico Petris, incentrata su una delle pagine più complesse e meno raccontate della storia del Friuli: il secondo appuntamento del progetto “Avamposto” punterà i riflettori sulla strage di Peteano e sul clima teso e misterioso che attraversò questa terra nei primi anni Settanta. Ricordiamo che nella frazione di Sagrado il 31 maggio 1972 tre carabinieri attirati da un’auto sospetta furono uccisi dalla esplosione della vettura.
Petris non inquadrerà il dramma di Peteano, appunto, come un episodio isolato, ma lo inserirà in un quadro più ampio e inquietante, che rese il Friuli – spesso percepito come contesto periferico – un osservatorio centrale e persino un laboratorio anticipatore di ciò che sarebbe poi accaduto nel resto d’Italia. Nel 1972, tra Peteano, il dirottamento di Ronchi e l’attentato all’oleodotto di San Dorligo, il territorio visse una stagione che rappresentò – sottolinea il professore – «un’avanguardia tragicamente espressiva» delle tensioni politiche e sociali che avrebbero segnato gli “anni di piombo”.
«Non si può comprendere quel periodo – anticipa ancora il professore – senza guardare alla cornice internazionale: il Friuli, stretto tra confini fisici e ideologici, fu al tempo stesso frontiera e crocevia della Guerra Fredda: qui si espressero organizzazioni paramilitari come Gladio e si intrecciarono infiltrazioni dei servizi segreti e movimenti civili, in un incrocio tuttora oscuro».

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In copertina, l’auto distrutta dalla bomba che il 31 maggio 1972 uccise tre carabinieri; qui sopra, villa Mangilli Schubert.

La luce ritrovata, terapie innovative per la vista: Francesca Simonelli da oggi a Trieste parlerà delle malattie della retina

Sarà dedicato alle nuove frontiere della ricerca e della cura nelle malattie genetiche della retina l’incontro dal titolo “La luce ritrovata: terapie innovative per la vista”, organizzato dalla Genetica Medica DSM dell’Università degli Studi di Trieste, come attività di divulgazione scientifica al grande pubblico, e da ABC Bambini Chirurgici in occasione del ventennale della sua fondazione. Ospite d’eccezione Francesca Simonelli, uno dei massimi esperti a livello internazionale sullo studio e la cura delle distrofie retiniche ereditarie, malattie genetiche rare che colpiscono la retina e portano, spesso sin dall’infanzia, a una progressiva perdita della vista.
La presenza della scienziata da oggi a Trieste è legata al convegno “Terapie chirurgiche innovative in ambito pediatrico”, promosso da ABC e dall’Università di Trieste con il patrocinio del Burlo Garofalo, programmato per domani, 6 novembre. Per l’occasione, gli organizzatori hanno voluto offrire alla cittadinanza un momento di incontro e divulgazione, estendendo il dialogo tra mondo scientifico e pubblico.
Le terapie innovative di cui parlerà la professoressa Simonelli al pubblico triestino — come la terapia genica e gli approcci di medicina personalizzata — aprono nuove prospettive per molte persone affette da forme ereditarie di cecità, in particolare bambini e adolescenti, per i quali una diagnosi precoce ed un intervento tempestivo possono fare la differenza tra luce e oscurità.
La collaborazione di ABC Bambini Chirurgici a questo evento assume un significato profondo: unire alla dimensione della cura pediatrica e dell’accoglienza quello della divulgazione sul fronte della ricerca scientifica più avanzata, rafforzando il legame tra clinica, esperti e cittadini. Come sottolineano i promotori, eventi come questo rappresentano “un modo per condividere la conoscenza, ma anche per trasmettere fiducia: perché la ricerca è una promessa di futuro che passa attraverso la collaborazione e la consapevolezza”. L’appuntamento Caffè Scienza di oggi, 5 novembre, a ingresso libero fino a esaurimento dei 65 posti disponibili – Modernist Bistrò di corso Italia 12, ore 17.30 -, offrirà al pubblico un’occasione preziosa per conoscere da vicino i progressi delle terapie innovative nelle perdite visive e confrontarsi con una delle protagoniste della ricerca oftalmologica internazionale.

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In copertina, la professoressa Francesca Simonelli che da oggi sarà a Trieste.