Terremoto del Friuli, varato dalla Regione il programma dei Cinquant’anni. Fedriga: una ferita profonda, ma è nato un “modello” riconosciuto da tutti

«Il terremoto del Friuli è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza. Non a caso oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare, ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non è solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto, ma anche per dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito il Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (1976-2026), nell’auditorium del Polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine, organizzati dalla Regione Fvg attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri, Università di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione, Fondazione per la sussidiarietà Ets, Ogs-Istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni terremotati e Sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni dichiarati disastrati. Il programma aggiornato è consultabile attraverso il banner nella home page del sito istituzionale della Regione Fvg.


È stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a delineare il percorso con «celebrazioni che non resteranno chiuse nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’Estero per raccontare un’esperienza che è diventata un modello unico al mondo. Abbiamo pensato a un anno “lungo” nel quale cercheremo di raccontare questa “storia difficile”, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo, cercando di far emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del “modello Friuli”», ha esordito l’assessore. «L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e “l’uomo dell’emergenza”, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato». «Il successo della ricostruzione è attribuito a una catena istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni», ha sottolineato il vicepresidente della Regione, ricordando «quella battaglia politica sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’. Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle priorità. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le Chiese» fu una scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la “desertificazione” delle aree colpite».
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Università, nata da «un movimento popolare positivo» per formare una classe dirigente capace di gestire la «cultura della resilienza», il riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e dell’Europa è diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo «come ci ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros». E poi la Protezione civile, «cioè lo sforzo con il quale Giuseppe Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere dopo e prima. Quindi l’attività della prevenzione, con la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’è un passaggio estremamente importante del presidente Adriano Biasutti e del presidente Antonio Comelli che verrà ricordato – ha rimarcato Riccardi -: la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà: la vera convenienza di quella scelta risiedeva nella volontà ferrea di difendere le radici profonde di questa terra».
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiterà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei Vescovi italiani, e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Università di Udine, nata appunto da un “movimento popolare positivo” per formare una classe dirigente capace di gestire la “cultura della resilienza” e la Protezione Civile con il volontariato. «Quest’anno il Consiglio regionale discuterà una legge sul volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e insostituibile», ha concluso Riccardi.


Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e la collega alle Finanze Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al sindaco di Gemona Roberto Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976: presente, inoltre, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha rimarcato di «sentire forte il lascito della lezione della ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione ed investimenti infrastrutturali». Zilli ha osservato, invece, che «le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti».
I saluti introduttivi sono stati portati dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, con interventi del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni del Terremoto Roberto Revelant e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Nel corso della cerimonia il governatore Fedriga ha premiato il vincitore del concorso promosso dalla Protezione civile regionale e aperto alle classi quarte e quinte dei Licei artistici e Istituti tecnici ad indirizzo Grafica e Comunicazione della nostra regione. Fedriga ha assegnato il riconoscimento a Davide Giroldo, della classe 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons per aver creato il miglior logo commemorativo che rappresentasse la memoria dell’evento sismico, la resilienza della comunità, il percorso di rinascita e il legame con il territorio. Fedriga ha sottolineato che «è molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra, che non vuole far vivere un ricordo di quei momenti drammatici e della ricostruzione semplicemente come un doveroso ricordo del passato, ma come una forte testimonianza nel presente. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra». Il logo vincitore – premiata con 5mila euro la classe – è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà le attività della Regione Fvg per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

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In copertina, il logo commemorativo vincitore; all’interno, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga, la premiazione del Liceo Artistico di Cordenons, presente l’assessore Riccardo Riccardi responsabile della Protezione civile Fvg, e il folto pubblico.

Pro Loco Fvg tra fiscalità e contributi regionali: questa sera a Tolmezzo il secondo appuntamento informativo

Fiscalità e contributi regionali nel Terzo settore, a cominciare dalle Pro Loco che, tramite il volontariato, sono un “motore” insostituibile nelle nostre comunità. Dopo l’incontro di ieri a Villa Manin di Passariano, il calendario degli incontri proseguirà oggi, 14 gennaio, alle 19.45, nella sala consiliare di Tolmezzo, mentre lunedì prossimo l’appuntamento è a Turriaco, pure nella sala consiliare, alle 18.45; quindi, martedì 20 gennaio a Manzano nell’Antico Foledor Boschetti-della Torre alle 19.15. L’ultimo incontro programmato si terrà, invece, lunedì 26 gennaio a Porcia nel Centro socio-assistenziale (sala Diemoz), alle 18.45.
La partecipazione è aperta non solo ai rappresentanti delle Pro Loco, ma anche ai rispettivi commercialisti/consulenti fiscali e ad altre associazioni interessate alle tematiche trattate.. «Un ciclo di incontri – ricorda il presidente Pietro De Marchi – organizzato dopo l’entrata finalmente in vigore della parte fiscale della riforma del Terzo settore e della pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate della bozza di circolare sulla disciplina fiscale degli enti. Argomenti questi di cruciale interesse non solo per le nostre aderenti storiche, ma anche per le nuove arrivate, visto che stiamo raggiungendo quota 250 Pro Loco iscritte al Comitato regionale. Per loro come per altri esponenti del mondo del Terzo settore abbiamo pensato, assieme al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, questi momenti riguardanti tutte le ultime novità fiscali e di contributi. Anche questa attività è prestata nell’ambito dei servizi gratuiti erogati dallo Sportello Sos Eventi Fvg che, grazie a fondi regionali, gestiamo a Villa Manin per tutto il Terzo settore del Friuli Venezia Giulia».

Per ulteriori chiarimenti info@prolocoregionefvg.it o attraverso il portale istituzionale dell’Unione delle Pro Loco Fvg

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In copertina, il presidente dell’Unione delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi.

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

Dino Persello oggi celebra gli 80 anni del Gruppo sportivo Varianese ponendo un nuovo accento sui valori del volontariato

(g.l.) Proprio inarrestabile l’attività artistica di Dino Persello! Dopo il recente appuntamento a Ragogna, dove ha offerto preziosi spunti di riflessione sull’importanza del volontariato, l’attore e regista sandanielese oggi, 22 novembre, renderà omaggio anche agli 80 anni del Gs Varianese, tornando a mettere l’accento su quanto sia prezioso l’impegno di chi dedica un po’ del suo tempo libero per il bene della comunità in cui vive.
Così, questa sera invita a partecipare al Racconto emozionale, teatral-musicale sui magici 80 anni del Gruppo sportivo Varianese. Nella frazione di Basiliano, l’incontro si terrà alle 20.30, al secondo piano dell’edificio comunale di piazza Patriarcato. Le parole di Persello saranno accompagnate dalle note della fisarmonica del concittadino Nicola Pascolo: saranno presenti protagonisti e testimoni di questa storia straordinaria vissuta in uno dei paesi del nostro Friuli.

Il valore del volontario e delle Pro Loco (nei piccoli paesi) oggi a Ragogna: sulla scena Dino Persello e Pasqualino Petris

(g.l.) E ora Dino Persello dà appuntamento a due passi da casa. L’attore, ma anche scrittore e narratore, di San Daniele (nativo però della vicinissima Dignano) questa sera sarà impegnato nella contermine Ragogna dove proporrà uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti: il valore, il significato e l’importanza del volontariato in una comunità, davvero vitale se questa è piccola e con poche risorse finanziarie. S’intitola, infatti, “Ragogna Pro Loco’s” il racconto emozionale teatral-musiciale in programma alle 17.30 tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato appunto e cultura del bello. L’incontro con le parole, sempre coinvolgenti, di Dino Persello accompagnate dalla fisarmonica di Pasqualino Petris si terrà nella sala della Biblioteca comunale, Lo spettacolo, come sempre a ingresso libero, è sostenuto dalla civica amministrazione di Ragogna e della Comunità Collinare del Friuli e viene proposto nell’ambito della bella manifestazione culturale “Racconti di comunità… in collina”.

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In copertina, l’attore sandanielese Dino Persello atteso oggi a Ragogna.

Che bella festa a Grado al compleanno della Basilica. Con monsignor Nicola Ban protagonista il volontariato isolano

(g.l.) Doveva essere soltanto la festa della Basilica patriarcale di Grado, con le celebrazioni per ricordare il 1445° anniversario della sua dedicazione a Sant’Eufemia di Calcedonia. Ma oltre a uno sguardo, doveroso, al passato – è sempre bello e importante sapere da dove siamo arrivati! -, la giornata rievocativa si è rivelata anche un tributo al presente, con un segno di riconoscenza alle espressioni di volontariato che costantemente, e senza stancarsi mai, animano l’Isola.

L’arciprete Paolo Nutarelli – all’altare con il cervignanese monisgnor Nicola Ban, ritornato fra gli amici “graisani” per ricordare i suoi 25 anni di sacerdozio – ha sottolineato, infatti, come la Basilica richiami la bellezza di essere Comunità ed ha ringraziato tutte le Associazioni presenti in presbiterio che, appunto, testimoniano l’importanza del volontariato. «Mettendo i propri talenti al servizio del prossimo e con sentimento di appartenenza – ha osservato don Paolo -, ognuno può essere mattone per edificare la Comunità che in questo luogo loda il Signore». Tutti i sodalizi isolani erano intervenuti con i loro labari e gonfaloni offrendo un’immagine suggestiva nella sobria solennità del massimo tempio cittadino. A far festa con loro anche il sindaco Giuseppe Corbatto con altre autorità dell’Isola e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Capitaneria di Porto.
Intenso e molto partecipato il rito, reso ancora più bello dai canti della Corale orchestrale “Santa Cecilia” che, con la direzione del maestro Anello Boemo, ha eseguito la monumentale “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi: ospite graditissimo il Coro “In Dulci Jubilo” di Reana del Rojale e Paluzza. Come detto, la Messa è stata presieduta da monsignor Nicola Ban, presbitero da un quarto di secolo e che proprio a Grado si impegnò molto come seminarista. «È bello pensare che il suo fruttuoso cammino pastorale è iniziato proprio nella nostra Comunità», ha osservato don Nutarelli. Tanti i gradesi che hanno voluto fare festa con monsignor Ban, il quale era accompagnato anche dai genitori che sempre gli sono stati vicini nel suo cammino di fede al servizio della Chiesa e del prossimo. Alla fine, quella di domenica scorsa si è trasformata in una bellissima, triplice festa: della Basilica e del volontariato isolano, appunto, ma anche di un sacerdote che proprio a Grado ha sperimentato, fruttuosamente, il suo mettersi a disposizione di una comunità.

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In copertina e all’interno tre bellissime immagini della celebrazione in Basilica.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Pezzarini e consiglieri Pro Loco Fvg a Bruxelles con l’europarlamentare Lizzi: appello a sostenere il volontariato

Valter Pezzarini, presidente del Comitato Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, ha compiuto l’annunciata visita istituzionale alla sede del Parlamento Europeo a Bruxelles assieme a una delegazione del consiglio del Comitato, ospiti dell’europarlamentare friulana Elena Lizzi. «L’incontro – ha spiegato Pezzarini, all’ultimo impegno da presidente regionale – ha rappresentato un’opportunità per presentare a livello europeo le iniziative del nostro mondo formato da volontari dediti a comunità e territori. Durante la visita, sono stati discussi temi relativi al ruolo delle Pro Loco nel promuovere il turismo locale e le sue tradizioni e tipicità enogastronomiche, nonché delle sfide e opportunità del settore nel contesto europeo attuale. Temi che ci toccano da vicino essendo il Friuli Venezia Giulia terra transfrontaliera. Grazie all’onorevole Lizzi per l’ospitalità in questa sede così prestigiosa».


«Un incontro qui a Bruxelles – ha commentato Elena Lizzi – utile anche per un futuro di collaborazione che possa coinvolgere le attività del volontariato che le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia rappresentano con grande professionalità e umanità».
La visita di due giorni ha permesso ai rappresentanti delle Pro Loco regionali di conoscere la realtà operativa del Parlamento europeo a poche settimane dal voto per il suo rinnovo previsto per inizio giugno. Con l’europarlamentare Lizzi c’è stato il momento per un confronto sulla situazione non solo delle Pro Loco ma in generale del volontariato regionale, alle prese con il rinnovamento generazionale e le sfide dell’era post-pandemia.
Pezzarini e i consiglieri sono ora attesi dall’Assemblea regionale elettiva, prevista – come già annunciato – per sabato 23 marzo a Codroipo al teatro “Benois De Cecco”, alle 9.30. All’ordine del giorno, oltre alla relazione del presidente uscente, anche la presentazione del bilancio consuntivo d’esercizio.

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In copertina e all’interno due immagini della visita della delegazione Pro Loco Fvg a Bruxelles ospite dell’europarlamentare corregionale Elena Lizzi.

Vigili del fuoco volontari più efficienti: sono un motivo di sicurezza per l’estate a Lignano Sabbiadoro, ma anche a Grado

«L’Amministrazione regionale ha sempre ritenuto decisiva e importante la presenza h24 del Corpo dei Vigili del Fuoco a Lignano durante la stagione di maggiore afflusso perché implica non solo un fatto prioritario, ovvero la sicurezza per i cittadini, ma anche un forte motivo di attrattività in quanto territori con presidi capillari incentivano i turisti a sceglierli come destinazione privilegiata». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione dei lavori di ampliamento della caserma del Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Lignano Sabbiadoro, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario agli Interni con delega ai Vigili del Fuoco, Emanuele Prisco.

Il Distaccamento nasce nel 1970 e oggi vede attivi una ventina di pompieri volontari, cui si aggiunge – nei mesi della stagione estiva – una squadra permanente di cinque membri, visto l’incremento esponenziale di popolazione durante l’estate. Il distaccamento conta mediamente 500 interventi l’anno. Il comandante provinciale di Udine Giorgio Basile ha fatto notare che gli interventi negli ultimi dieci anni (2013-2023)sono aumentati del +46%.
I lavori di ristrutturazione, per un importo complessivo di 780 mila euro a carico del Comune, hanno creato un’autorimessa da 300 metri quadri e un magazzino, e hanno portato al completo rifacimento degli impianti interni, dei servizi igienici e degli impianti idrici. L’operazione è il risultato della collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Lignano Sabbiadoro e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Udine che ha portato ad un accordo di programma con cui è stato possibile trasferire i fondi finanziari. «A questo si abbina il costante finanziamento che la Regione prevede, anche se su questa materia non ha competenza diretta – ha aggiunto Fedriga – sia per il Distaccamento estivo di Lignano che per quello di Grado».
Il governatore ha quindi riservato un ringraziamento speciale ai volontari, per cui ha sottolineato un’attenzione di lunga data. «Uno dei primi emendamenti presentati in Commissione lavoro di cui facevo parte – ha ricordato a margine dell’inaugurazione – è stato una misura di tutela in caso di infortuni occorsi ai volontari dei Vigili del Fuoco: si tratta di un’eccellenza nazionale che si sviluppa ancora di più in Friuli Venezia Giulia, terra modello per la presenza della sua Protezione civile e di un radicato volontariato diffuso».

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In copertina, l’ampliata caserma dei pompieri volontari di Lignano Sabbiadoro; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale durante l’intervento del governatore Fedriga.

Laluna insegna i valori del volontariato agli studenti del liceo Le Filandiere

Insegnare i valori del volontariato: l’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia apre le porte agli studenti del liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento per insegnare l’inclusività e il valore del rendersi utile senza aspettarsi nulla in cambio. Il progetto, denominato “Discovering volunteering – Giornate d’incontro con le realtà del territorio”, è inserito nel Piano Estate per la scuola e ha visto due giornate (il 21 e il 24 giugno) in cui gli studenti frequentanti tre classi di tutti gli indirizzi del liceo (scientifico, linguistico e delle scienze applicate), su base volontaria, hanno potuto partecipare ad attività interattive e laboratoriali, giochi di ruolo con l’assistenza dell’insegnante Liviana Bortolussi e del personale de Laluna: Alessandra Presicce (terapista occupazionale), di Lucia Mancini e Edoardo Macuz (che si occupano del verde e della gestione di Ortoattivo) e di un gruppo di giovani volontari dell’associazione. Al gruppo si è aggiunta anche la collaborazione dell’Unità Educativa Territoriale (Transition Team), ovvero di un gruppo di ragazzi con disabilità che partecipano ad alcune attività de Laluna con gli educatori della cooperativa Itaca.

“Grazie al Piano Estate per la scuola – ha spiegato Erika Biasutti, direttrice dell’associazione – un piccolo gruppo di quattro studenti del liceo sanvitese hanno potuto visitare la nostra sede e fare conoscenza degli utenti ospitati alla Cjasaluna Paola Fabris. Hanno partecipato alla raccolta della lavanda che poi hanno insacchettato e dei piselli coltivati nei nostri orti. Hanno conosciuto gli asinelli del progetto di pet therapy Ortoattivo e fatto merenda insieme ad un gruppo di utenti. È stato davvero un bel momento di condivisione e di conoscenza reciproca che speriamo si possa ripetere anche in futuro, ringraziamo il Liceo Le Filandiere e le insegnanti Liviana Bortolussi e Luisa Forte per la sensibilità e per l’attenzione a sensibilizzare i più giovani sulla tematica del volontariato. Noi crediamo infatti – ha concluso Biasutti – che aiutare gli altri sia una preziosa dote umana che va insegnata e sostenuta ed è bello che la scuola parli di solidarietà ai propri studenti facendola diventare una parte importante dello stile di vita d’ogni cittadino”.

Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, i progetti di propedeutica all’autonomia abitativa di Fiume Veneto e di Sacile, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia”, dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Oltre a questi, ha all’attivo un progetto di cohousing sociale con sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto che ha come principi ispiratori la solidarietà, il vicinato attivo e il sostegno reciproco. Inoltre, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina e all’interno alcuni ragazzi del liceo sanvitese durante l’interessante esperienza all’associazione Laluna.

 

Dal volontariato all’arte e ai beni culturali 110 mila euro dalla Fondazione Carigo

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia conferma il proprio sostegno alle realtà attive del territorio, soprattutto in un momento in cui è fondamentale fornire ad associazioni ed enti il supporto necessario a proseguire le proprie attività, nonché a mettere in campo azioni per far fronte alle tante esigenze delle nostre comunità.
È stata infatti attivata la Sessione erogativa, che resterà disponibile fino al 23 marzo prossimo, con cui la Fondazione sosterrà le azioni di volontariato, filantropia e beneficenza e le attività culturali e artistiche locali.
“Nell’attuale momento di persistente incertezza, è più che mai fondamentale la vicinanza della Fondazione alle tante realtà locali”, sottolinea la presidente Roberta Demartin, che aggiunge: “Dopo aver prontamente risposto alle nuove esigenze emerse a seguito della pandemia – in ambito sociale, sanitario, educativo, nonché di supporto al settore culturale – la Fondazione vuole potenziare ulteriormente il proprio sostegno al territorio rendendo disponibili nuove risorse, fondamentali per permettere al nostro ricco tessuto associativo di mettere in campo, nonostante le difficoltà, le proprie attività”.
Sono complessivamente 110 mila euro le risorse destinate al territorio dalla Sessione erogativa: 50mila dedicati alle azioni nell’ambito del volontariato, filantropia e beneficenza, e 60mila nell’ambito dell’arte, attività e beni culturali.
Tramite la sessione erogativa generale viene sostenuta l’attività ordinaria di associazioni e istituzioni del territorio isontino e le iniziative in ambito sociale e culturale. Per essere ammesse le richieste devono essere relative ad attività o iniziative che sono state avviate o saranno avviate tra gennaio e dicembre 2021. I contenuti e le modalità di presentazione sono illustrati sul sito della Fondazione www.fondazionecarigo.it/bandi. Le richieste devono essere presentate e inviate esclusivamente online.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.