Vicino/lontano mont, anteprime da oggi al via. A Salârs di Ravascletto le tradizioni e i riti nell’obiettivo di Ulderica Da Pozzo

Vicino/lontano mont, la rassegna che Vicino/lontano dedica alle Terre Alte, riprende il suo cammino tra le montagne del Friuli Venezia Giulia con una breve serie di eventi di anteprima – dal 25 al 28 luglio – che toccheranno Ravascletto, Paluzza, Treppo Ligosullo, Sutrio e Cercivento. I cinque Comuni della Carnia saranno poi sede della quarta edizione della rassegna, che si terrà a fine settembre e avrà per tema l’abitare. «La scelta di concentrare l’attività nella Valle del Bût – spiegano gli organizzatori – ha anche il senso di una simbolica “restituzione” a un’area che ha sempre accolto con entusiasmo le iniziative di vicino/lontano mont e che ora soffre le conseguenze, economiche e relazionali, della frana che a inizio dicembre scorso ha interrotto il collegamento con l’Austria».
Il calendario delle anteprime si apre oggi, alle 18, a Salârs di Ravascletto, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Sui sentieri delle tradizioni. I riti di montagna tra terra acqua e fuoco” di Ulderica Da Pozzo. In esposizione, nella sua Cjasa da Duga, immagini che offrono la possibilità di entrare nell’intimo delle comunità montane e di essere coinvolti in ritualità che si rinnovano ancora oggi e sono testimonianza di pratiche di resistenza. L’autrice dialogherà con l’antropologa culturale Marta Pascolini. I Guriuz, formazione estemporanea che unisce Johnny Dario, maestro del coro popolare Villachorus, e alcune coriste, eseguirannocanti della tradizione locale legati alla ritualità popolare. La mostra sarà visitabile fino all’11 agosto. Domani, alle 18, a Paluzza, vicino/lontano mont – nell’ambito del Progetto Interreg Alpine Space “Beyond Snow” – ospita “Chi resta, chi va, chi viene e chi torna”, secondo dei tre Open Talk organizzati dalla Comunità di Montagna della Carnia e dalla cooperativa sociale Cramars dedicati rispettivamente ai temi del turismo, della demografia e del lavoro in rapporto al cambiamento climatico. Interverranno due assegnisti di ricerca dell’Università di Udine, Marta Tasso e Alberto Cervesato, insieme a Maurizio Dematteis, in collegamento da remoto, direttore responsabile del webmagazine Dislivelli.eu e vincitore del Premio Speciale Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco a Leggimontagna 2023 per “Inverno liquido”, scritto a quattro mani con Michele Nardelli. La partecipazione del pubblico sarà stimolata anche attraverso sondaggi in tempo reale via smartphone.
Sabato 27, alle 10 a Treppo Ligosullo (ritrovo nella Biblioteca comunale) in calendario troviamo “Libri selvatici”, un incontro di narrazione e laboratorio all’aperto per bambine e bambini dai 4 ai 10 anni a cura di 0432 associazione culturale. Nel pomeriggio, alle 17, Cjasa da Duga, a Salârs di Ravascletto, ospiterà l’incontro “L’ecologia profonda di Arne Næss, filosofo e alpinista”, a cura della Società Filosofica Italiana-Sezione Fvg per “Filosofia in Città 2024. Pensare il presente”. Con gli interventi di Beatrice Bonato, presidente della SFI Fvg, le letture di Stefano Ryzardus Rizzardi e il freestyle rap di DJ Tubet verrà presentato il pensiero innovativo e radicale del fondatore dell’ecologia profonda, o ecosofia, alla quale oggi guardano con crescente interesse diversi movimenti e correnti ecologiste. In serata, alle 21, all’Ort di Sior Matie di Sutrio, accompagnati dalle note dei Vecjazz, formazione jazz non professionista, il filosofo e saggista Paolo Costa, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento, e il presidente dell’Ordine degli architetti di Udine Paolo Bon converseranno sul senso autentico dell’andare in montagna nell’incontro “L’arte dell’essenziale”, titolo dell’ultimo libro di Costa, edito da Bottega Errante. Domenica 28, alle 18, a Cercivento, il programma prevede la lettura scenica itinerante (partenza da Cjase da Int) “Cercivento”, con Alessandro Maione e Jacopo Morra. Tratta da Prima che sia giorno (Cercivento) di Carlo Tolazzi e dedicata a Valter Fracas, ex sindaco di Cercivento prematuramente scomparso a inizio luglio, la lettura si concluderà dinanzi al cippo in pietra presso il cimitero, che ricorda i quattro alpini incriminati con la disonorevole accusa di insubordinazione agli ordini e fucilati il 1° luglio del 1916. Infine, nel giorno del ventesimo anniversario della morte di Tiziano Terzani, il giornalista e scrittore alla cui memoria vicino/lontano ha dedicato il Premio letterario internazionale che da sempre accompagna il festival di maggio, un affettuoso ricordo: alle 21, al Cinema Teatro Daniel di Paluzza, chiuderà il calendario delle anteprime di vicino/lontano/mont la proiezione, a ingresso libero, del film documentario di Mario Zanot “Tiziano Terzani: il viaggio della vita”, che ne ripercorre la straordinaria vicenda umana e professionale.
In agosto e settembre vicino lontano/mont continuerà a snodarsi e a viaggiare anche in altre località montane della regione in un percorso strutturato di collaborazione con Leggimontagna, iniziando così il processo di trasformazione graduale in un progetto annuale permanente. Il focus sull’abitare programmato per fine settembre vuole essere un ulteriore, significativo passo in questa direzione. Resterà centrale l’attenzione su fenomeni globali che incidono sempre di più sulla morfologia dei paesaggi e sulle attività di chi abita e vive nelle Terre Alte, non solo della regione.

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In copertina, Ulderica Da Pozzo protagonista da oggi a Salârs.

Vicino/lontano mont, un’anteprima a Udine nel parco di Sant’Osvaldo

Torna questa estate vicino/lontano mont, la rassegna itinerante di vicino/lontano dedicata alla montagna. La terza edizione, sempre curata da Claudio Pellizzari, prenderà il via il 19 luglio a Udine e si concluderà sabato 23 settembre a Dordolla. Toccherà diverse località della montagna friulana – tra cui Tolmezzo, Villa di Verzegnis, Paluzza, Raveo, Taipana, Venzone, Tualis, Cave del Predil e Ovaro – dove saranno proposti, anche in collaborazione con alcuni partner, momenti di riflessione e intrattenimento, nelle forme e nei linguaggi più diversi, sui temi della montagna e delle sue genti. Sono previsti, tra l’altro, percorsi di ricognizione dei luoghi, passeggiate guidate e performance musicali e di spettacolo all’aperto, a beneficio di residenti e visitatori.
Un’importante anteprima, in forma di convegno, è in programma domani, 30 giugno, alle 16 alla Comunità Nove, al Parco di Sant’Osvaldo a Udine, nell’ambito della “Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo”. “I margini al centro. Confronto sulle povertà educative” è l’argomento che vede il confronto tra il sociologo Giovanni Carrosio e Andrea Morniroli del Forum Disuguaglianze Diversità, con la partecipazione di Federico Angelo Pirone, assessore alla Cultura, Istruzione e Università della Città di Udine. L’istanza nasce dall’esame delle criticità e delle esperienze di innovazione sociale delle aree interne del Paese e incontra il tema delle marginalità urbane. «I luoghi ai margini, le aree interne e periferiche – spiega Giovanni Carrosio – sono spazi di critica e di sperimentazione sociale, dove avanzano altri modelli di sviluppo: rappresentano dei laboratori capaci di produrre soluzioni e di contaminare, innovandoli, gli altri contesti territoriali».
L’incontro, introdotto da Claudio Pellizzari, curatore di vicino/lontano mont, e coordinato da Paolo Felice, presidente di Legacoopsociali Fvg, prende spunto dal libro di Giovanni Carrosio I margini al centro. L’Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione (Donzelli 2019), per creare un’occasione di confronto sul tema delle povertà educative e aprire un dialogo tra montagna e città. Realizzato in collaborazione con Legacoopsociali Fvg, Comunità Nove, Coop sociale Itaca, Innovalp, è costruito per favorire la partecipazione attiva di insegnanti, educatori e operatori del sociale che sono invitati a partecipare per condividere esperienze e progetti di sviluppo locali.

Ingresso libero. Informazioni: www.vicinolontano.it

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In copertina e all’interno due immagini della Comunità Nove di Sant’Osvaldo a Udine.

Una cartolina per Nûdem Durak: questa sera la sua presentazione a Udine

Oggi, 9 dicembre, alle 18, al Caffè Caucigh di via Gemona, 36, il gruppo Udine per Nûdem – che unisce varie anime della società civile, il festival vicino/lontano e le Librerie in Comune di Udine, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei prigionieri di coscienza – presenta l’iniziativa “Una cartolina per Nûdem Durak”.
Nûdem Durak è una cantante curda nata in Turchia. Nel 2015 è stata arrestata con l’accusa assurda di promuovere il terrorismo. Condannata a 19 anni di carcere – dove le è proibito suonare – vi ha già passato sette anni, a centinaia di chilometri dalla sua famiglia e dai suoi amici. Una campagna internazionale chiede la riapertura del processo a favore di una giusta difesa. Per lei si sono mossi, tra gli altri, Roger Waters – che ha cercato di farle avere una delle sue chitarre -, Geena Davis, Pete Townshend, Peter Gabriel e Brian May. Il gruppo Udine per Nûdem, per sostenerla, ha ideato l’iniziativa di solidarietà che verrà presentata oggi dalla musicista Bruna Perraro e dal ricercatore dell’Università di Udine Federico Venturini.
Bruna Perraro partecipa attivamente alla campagna di solidarietà internazionale “Free Nûdem Durak“ e a lei ha dedicato il brano Donna chiama libertà. Federico Venturini è esperto in ecologia sociale e processi partecipativi. Ha fatto parte delle delegazioni internazionali di pace di İmrali organizzate dalla Commissione civica dell’Eu-Turchia e ha curato il volume La vostra libertà e la mia. Abdullah Öcalan e la questione curda nella Turchia di Erdoğan (con J. Miley, Edizioni Punto Rosso, con copertina di Zerocalcare).

Tra le 100 donne dell’anno
secondo Bbc News

Sepideh Gholian è una giovane iraniana. Una ragazza come tante, come quelle che in questi mesi manifestano coraggiosamente il loro dissenso contro il regime teocratico del loro Paese che le vuole velate e sottomesse al potere di una religione sessuofobica e liberticida. il 18 novembre 2018, mentre seguiva lo sciopero dei lavoratori della più grande raffineria di zucchero dell’Iran, è stata arrestata assieme al leader sindacale Esmail Bakhshi e a una ventina di lavoratori. Condannata a cinque anni di carcere dalla Corte d’appello di Teheran, ha rifiutato di inoltrare richiesta di perdono alla guida suprema, l’ayatollah Khamenei. È attualmente detenuta nel carcere di Evin, a Teheran. Durante la prigionia ha scritto un diario che è riuscita a far avere al sito di informazione IranWire, dove è apparso in persiano e in parziale traduzione inglese. Ed è proprio il coraggio di questa sua testimonianza che Bbc Nes ha messo in luce nelle motivazioni. Il festival vicino/lontano e le Librerie in Comune hanno pubblicato, grazie a un crowdfunding e con il patrocino di Amnesty International Italia, la traduzione italiana dell’originale persiano. I diari dal carcere (Gaspari editore, traduzione e note di Fabrizio Foschini) sono stati presentati in anteprima al festival vicino/lontano 2021. Il ricavato della vendita del libro è destinato a coprire le spese legali di Sepideh Gholian. Una quota è stata devoluta ad Amnesty International, che in 60 anni di attività ha contribuito a liberare oltre 50 mila “prigionieri di coscienza”.

FABRIZIO FOSCHINI – Dottore di ricerca in Storia, Istituzioni e Relazioni Internazionali dell’Asia, in particolare dei Paesi di lingua persiana e dell’Afghanistan, dove ha condotto progetti di ricerca nell’ambito della storia orale e della situazione politica, sociale e culturale. Collabora con l’Afghanistan Analysts Network, The United States Institute of Peace, The Heart of Asia Society ed Emergency. Dal 2014 è anche interprete di lingua Dari/Farsi per richiedenti asilo e rifugiati. Ha tradotto e annotato i Diari dal carcere di Sepideh Gholian (Gaspari Editore 2021).

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In copertina, Nûdem Durak: è una cantante curda nata in Turchia. 

Imprenditorialità, formazione e scenari con Paolo Mieli al Giovanni da Udine

È un unicum a livello nazionale, l’unico corso di alta formazione erogato da un ateneo pubblico italiano per formare imprenditori e classe dirigente d’impresa: è il master Executive Mba dell’Università di Udine realizzato con Confindustria Udine. Oggi, 13 maggio, alle 19.30, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si celebrano i 62 studenti delle tre classi che per prime hanno concluso un percorso di studio durato due anni e che hanno potuto così seguire corsi di altissimo livello incontrando prestigiosi docenti provenienti da tutto il mondo.
«Il master ha avuto un enorme successo tanto che in 3 anni abbiamo attivato 8 classi, una delle quali a Milano. I docenti di chiara fama che vi insegnano sono stati selezionati in Italia e all’estero per il loro alto profilo. La partnership tra Università di Udine e altre associazioni industriali nazionali ha consentito ai discenti l’accesso ad un ecosistema di relazioni ad alto potenziale», spiega il professor Marco Sartor, direttore del corso, iniziativa pensata per chi ha un impiego a tempo pieno e si svolge un weekend al mese per 300 ore.
Sul palco del Giovanni da Udine, il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier intervisterà i tre class president, ovvero i rappresentanti delle rispettive classi del master che potranno raccontare la propria esperienza da studenti degli ultimi due anni. Si tratta di tre friulani: Cristina Matiussi, titolare della Engen Meccanica di Manzano, Cristian Marcis, direttore logistica in Bormioli Pharma, e Kelly Liva, responsabile pianificazione in De’Longhi. Riflessioni saranno affidate a Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo Danieli e di Confindustria Udine, tre lauree honoris causa, una attribuita dall’Ateneo friulano.
A chiudere gli interventi, salirà sul palco Paolo Mieli, giornalista, saggista e grande esperto di politica e storia. Durante la lectio magistralis, presenterà il suo ultimo libro “Il tribunale della storia. Processo alle falsificazioni” in cui, da Fidel Castro a Mussolini, passando per Vittorio Emanuele III, Filippo V e perfino Gesù di Nazareth, spiega in cosa consista l’applicazione di un metodo «giudiziario» per una rivisitazione dei fatti e delle figure della storia. Tema quanto più attuale nel delicato momento storico internazionale che stiamo vivendo e che quindi sfocerà in una riflessione di Mieli sulla guerra in Ucraina. Al termine degli interventi ci sarà la vera e propria celebration in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 62 studenti saranno chiamati sul palco dallo speaker per le foto di rito assieme al Magnifico Rettore dell’Università di Udine e per il tradizionale lancio del tocco.

L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano. L’ingresso in teatro è libero con prenotazione obbligatoria ed emissione (gratuita) del biglietto attraverso circuito vivatocket.it

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In copertina, il giornalista e scrittore Paolo Mieli è atteso oggi al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

 

Futuro dei giovani nelle aree marginali: una riflessione con Vicino/lontano mont

Prosegue Vicino lontano mont, il nuovo spazio di riflessione dell’associazione culturale Vicino/lontano a cura di Claudio Pellizzari. Questo fine settimana al Teatro Daniel di Paluzza – Comune capofila di “Futuro Alta Carnia”, programmazione locale della Strategia Nazionale Aree Interne – due appuntamenti dedicati ai giovani, coordinati da Stefania Marcoccio e Vanni Treu della Cooperativa sociale Cramars di Tolmezzo, partner locale di una rete nazionale attenta a nuove modalità per mettere il presente dei giovani al servizio del futuro.
Oggi, alle 18, l’incontro “Un passo di lato: la Generazione RIFAI”, con la partecipazione di giovani siciliani, piemontesi e friulani. I ragazzi della Rete Italiana dei giovani Facilitatori delle Aree Interne, organizzazione costituita da persone non solo under 40 distribuite lungo tutta la Penisola italiana, intendono diventare il megafono delle esigenze, delle necessità, dei sogni e delle sfide dei giovani che vivono nelle aree marginali italiane, possessori di sogni concreti e idee radicali.
La rivincita delle aree interne richiede impegno, dedizione e un lavoro che rivoluzioni il modo di pensarle, mettendo i giovani al centro. RIFAI pensa che un futuro migliore sia possibile rimanendo a vivere e lavorare nelle Aree Interne del nostro Paese. Dopo la prima chiamata all’azione di Valloriate in Piemonte, una seconda occasione per attivisti, ricercatori, operatori economici per contribuire a valorizzare le Aree Interne a partire dai propri interessi e competenze, partecipando in prima persona alle decisioni sul futuro. Significativo portarli in Carnia, a Paluzza, proprio dove negli anni scorsi iniziò il percorso di “Futuro Alta Carnia” con Fabrizio Barca. I giovani saranno accompagnati da Silvia Bongiovanni, organizzatrice del festival piemontese Nuovi Mondi, e da Maurizio Dematteis, responsabile della segreteria dell’associazione Dislivelli.
Domenica 12 settembre, sempre alle 18 al Teatro Daniel, verrà presentata la ricerca nazionale promossa da “Riabitare l’Italia” denominata Giovani Dentro. La domanda fondamentale oggetto della ricerca è che cosa spinge i giovani dai 18 ai 39 anni a restare, tornare e scegliere le aree interne? Per scoprirlo, un sondaggio su più di 3000 giovani che hanno scelto di (ri)abitare questi territori e dedicarsi alla loro rivalutazione.
L’indagine Giovani Dentro propone un’analisi concreta delle motivazioni, degli interessi, dei bisogni formativi e professionali della popolazione giovane che resta o torna ad abitare le aree marginali, interne e montane funzionale all’avvio da parte dei decisori pubblici di strategie di sviluppo che investano sul capitale umano di questi territori. Lo studio è promosso dall’Associazione Riabitare l’Italia, con il cofinanziamento della Fondazione Peppino Vismara e Coopfond, in partnership con il CREA per la RRN, il GSSI, EURAC Research, CPS e l’Osservatorio Giovani dell’Università di Salerno. L’indagine presenta anche uno specifico focus sul settore agro-silvo-pastorale per raccogliere elementi utili al lancio di una scuola concepita secondo modelli esperienziali a sostegno dei progetti dei giovani pastori delle aree interne del Paese. La presentazione di Paluzza permetterà anche una riflessione sul ruolo delle giovani donne.
La ricerca verrà presentata da Giulia Cutello, già Junior Researcher all’Istituto per lo sviluppo regionale di Eurac Research, socia di Riabitare l’Italia e parte del team del progetto Giovani Dentro. Saranno con lei Elisa Chillura, presidente della Rete RIFAI e Paolo Felice, vicepresidente di Legacoop Fvg e membro del Cda di Coopfond.

Le giornate sono organizzate da vicino/lontano e Cramars con la collaborazione dell’ANPI Val But “Aulo Magrini”, di innovalp.tv e Secab, con il patrocinio del Comune di Paluzza e della Comunità di Montagna della Carnia.

 

Udine, grande festa in Teatro per il Terzani a Franklin Foer

È senz’altro l’evento clou della 15ma edizione del festival vicino/lontano la consegna del Premio Terzani 2019 al giornalista e scrittore Franklin Foer per “I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi”, lucida analisi della grande sfida cui siamo chiamati dalle Big Tech del giornalista e scrittore statunitense (Longanesi). La presidente della Giuria Angela Terzani consegnerà il riconoscimento a Foer questa sera, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso di una serata-evento, da sempre il momento più atteso di vicino/lontano.

Tiziano Terzani con la moglie Angela.

Franklin Foer dialogherà con il giornalista Gad Lerner intorno ai temi del libro, che mette al centro del suo ultimo saggio-denuncia la questione del monopolio che i giganti della Silicon Valley, padroni della rete, esercitano sul sistema della comunicazione globale e del mercato. La serata – per la regia di Gianni Cianchi – sarà contrassegnata dalle incursioni in ottave, sul tema del libro vincitore, di David Riondino ed Enrico Rustici.  Foer, in un linguaggio accessibile a tutti, ci mette in guardia sui pericoli di un’informazione manipolatoria, che minaccia di trasformare il volto della democrazia in una forma inedita di autoritarismo. Foer ci invita a non rassegnarci e a organizzare una sia pur minima forma di ribellione individuale per dissociarci ogni tanto dalla macchina e concederci qualche momento di lettura su carta, solitaria e silenziosa, lontano dal rumore totalizzante della rete e dalla sorveglianza digitale. Un atto di resistenza dal basso, che potrebbe contribuire a far sopravvivere una tecnologia alternativa, la cultura stampata sulla carta.

Il giornalista Gad Lerner.

«È con un sentimento di onore e di umiltà – ha dichiarato Franklin Foer – che ricevo questo Premio. Onorato di essere parte dell’eredità di Tiziano Terzani. Il mio libro è una polemica. Riguarda quattro aziende che si sono radicate profondamente nelle nostre vite. Sono ovunque. Ciò che queste aziende ci stanno togliendo è proprio ciò che primariamente dobbiamo preservare e proteggere: la nostra individualità. Ci hanno privati di una delle cose più importanti: la nostra libertà di scelta».
Franklin Foer, giornalista e scrittore statunitense, è nato nel 1974 ed è fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e del giornalista Joshua Foer. È uno dei redattori di punta della prestigiosa rivista di cultura, scienza e attualità “The Atlantic”. In passato è stato editor di “The New Republic” (2006-2016) e collaboratore delle riviste “New York” e “Slate”.
La Giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Peter Popham, Marino Sinibaldi.

E stamani dalle 8.30 al Giovanni da Udine si rinnova l’appuntamento con il Concorso Scuole Tiziano Terzani: Buoni esempi / cattivi esempi: come e quanto possono diventare “contagiosi”? è il tema dell’edizione 2019. Parteciperanno Angela Terzani Staude, Marinella Chirico e la Civica Accademia ‘Nico Pepe’ di Udine che come ogni anno metterà in scena uno spettacolo sul tema del concorso per la regia di Claudio de Maglio, che condurrà anche la mattinata. Alle 17, nel Salone del Popolo, “In America. Cronache da un mondo in rivolta”, i reportage finora inediti di Tiziano Terzani dagli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta. Li ha raccolti e li racconterà il biografo di Terzani, Àlen Loreti.

L’attore David Riondino.

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In copertina, il giornalista e scrittore statunitense Franklin Foer. 

Medici senza Frontiere oggi il ritorno a “vicino/ lontano”

Ancora una volta Medici senza Frontiere partecipa al Festival vicino/lontano Premio Terzani, che accompagna ormai da dieci edizioni. Appuntamento fino a domani a Udine, con tre incontri che toccheranno diversi temi, dalle epidemie di Ebola in Africa e di colera in Yemen alle sfide e i successi dell’azione umanitaria in contesti di emergenza, come la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan.
Stamani, alle 11.30, nell’Oratorio del Cristo in Largo Ospedale Vecchio 10/2, si terrà l’incontro di approfondimento “Vecchie e nuove epidemie. La scienza non basta”, con il medico Nevio Zagaria, che ha lavorato per oltre 20 anni con l’Oms, e Roberto Scaini, medico impegnato dal 2011 con Msf in diversi contesti di emergenza, con la moderazione del genetista Michele Morgante.
Scaini racconterà la sua esperienza in prima linea nelle emergenze Ebola che hanno colpito tre paesi dell’Africa Occidentale nel 2014 e la Provincia dell’Equatore nella Repubblica Democratica del Congo da maggio a luglio del 2018. Sempre in RdC è ancora in corso una nuova epidemia scoppiata nell’agosto scorso nella Provincia del Nord Kivu, con 1.400 casi registrati e 890 morti negli ultimi 9 mesi. Scaini, parlerà anche di epidemie in contesti di guerra come lo Yemen, da cui è rientrato recentemente, dove nei primi tre mesi del 2019 i casi di colera sono aumentati fino a oltre 7.000.

“La guerra oggi è causa di epidemie che credevamo scomparse, come il morbillo, ed è un ostacolo per la risposta ad epidemie sia vecchie che nuove”, spiega Roberto Scaini.  “In Yemen, ad esempio – prosegue -, servono campagne di vaccinazione per evitare epidemie di malattie prevenibili, ma il conflitto ha danneggiato o distrutto metà degli ospedali e reso i farmaci praticamente introvabili”.
Se le realtà in cui si trova ad operare Msf sembrano spesso molto lontane, bella l’occasione del mattino di domani, alle 9.30,per una conversazione più ravvicinata con Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia, alla colazione organizzata al Caffè Contarena in via Cavour 1 e moderata dal giornalista Lorenzo Marchiori. Claudia Lodesani, medico infettivologo, dal 2002 con Msf, racconterà la sua esperienza sul campo in grandi emergenze come l’Ebola e lo tsunami, i conflitti in Yemen e Repubblica Centrafricana, o i contesti dimenticati come la Repubblica Democratica del Congo o il Sud Sudan, fino ai progetti sulla migrazione in Italia. Quindici anni di impegno fatto di tante sfide e dilemmi.

Il dottor Roberto Scaini.

“Per chi fa questo lavoro è importante riuscire a conservare l’entusiasmo anche nelle situazioni più difficili”, spiega Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia “Non è facile vedere le cose in maniera positiva mentre si risponde ad un’epidemia o si opera in un paese in guerra. Ma quando vedi un bambino che guarisce, sai che stai facendo la cosa giusta e non c’è altro posto in cui vorresti essere”.  Né le avventure della scienza né le battaglie per la libertà sarebbero state possibili senza il concorso di qualche forma di entusiasmo. Di questo si parlerà domani, alle 16, nell’ex chiesa di San Francesco, nell’incontro “Le vie dell’entusiasmo”, un viaggio emozionale raccontato attraverso l’esperienza di mondi diversi a confronto, quello dell’impegno umanitario, della cultura e della scuola con Claudia Lodesani, presidente di Msf, Angelo Floramo, medievista e scrittore ed Eugenia Canfora, dirigente scolastica. A animare questo dibattito sull’entusiasmo, quale slancio che permette di dare ai progetti individuali e collettivi l’energia per tradursi in azioni efficaci, Pietro del Soldà, filosofo e conduttore della trasmissione quotidiana di Rai Radio 3 “Tutta la città ne parla”.

In Largo Ospedale Vecchio, fino a domani, dalle 10 alle 19 è aperta la Casetta Info Point Msf, dove è possibile trovare ulteriori materiali informativi sulle attività di Medici Senza Frontiere e provare la #MSFExperience, un viaggio tra alcuni dei progetti sul campo di Msf, attraverso l’ausilio di visori a 360° con realtà aumentata.
Durante l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale nel 2015 sono state contagiate 28.646 persone. Msf è stata in prima linea fin dai primi giorni dell’epidemia, impiegando fino a 4.000 operatori nazionali e 325 internazionali, di cui oltre 70 italiani. Per rispondere all’attuale epidemia nella regione del Nord Kivu in Repubblica Democratica del Congo, Msf è presente a Kayna e Lubéru, nei due Centri di isolamento per l’Ebola nelle città di Bwanasura e Bunia, nella provincia di Ituri. A Goma, Msf supporta la preparazione alle emergenze, rafforzando il sistema di sorveglianza epidemiologica e garantendo l’adeguato isolamento dei casi sospetti.
In Yemen è in corso il più grande intervento di Msf in una zona di conflitto, con più di 2.200 operatori internazionali e locali che lavorano in 12 ospedali e centri sanitari, fornendo supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di Msf hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera.

Claudia Lodesani in Burundi.

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In copertina, il dottor Scaini mentre visita un bimbo in Yemen.

L’Italia tra ansia di futuro e contagio del passato oggi a Udine

Nel conto alla rovescia per le elezioni dell’Europarlamento, la 15ma edizione del festival vicino/lontano si apre oggi,  16 maggio, a Udine, con un articolato focus che inquadra la crisi dell’istituzione europea nel suo rapporto con l’empasse di un’Italia incapace di affrontare le sfide globali. Oltre 250 protagonisti, e un centinaio di eventi in cartellone fino a domenica, ci mostreranno il mondo attraverso la lente del “contagio”, parola-chiave delll’edizione 2019: fra i protagonisti Nicola Gratteri, Jan Zielonka, Francesca Mannocchi, Floriana Bulfon, Pietro Del Soldà, Giorgio Zanchini, Guido Crainz, Stefano Allievi, Alessio Romenzi, Claudia Lodesani. E, ancora, Eugenia Carfora, Raffaele Simone, Anton Giulio Lana, David Puente, Federica Angeli, Giampaolo Rossi, David Parenzo, Massimo Polidoro, David Riondino, Angelo Floramo, Bernardo Valli, Paolo Legrenzi e Claudio Zampa.
Alle 17, nella sede della Fondazione Friuli, Lucio Caracciolo presenterà –  in anteprima a vicino/lontano – l’ultimo numero della rivista LiMes da lui diretta, intitolato Anti-europei: assieme allo storico Tiziano Bonazzi e al giurista, esperto di diritto internazionale, Maurizio Maresca, moderati da Guglielmo Cevolin, si chiederà quanto i nazionalisti e i sovranisti già al potere in molti Stati dell’Unione potranno contribuire alla sua disgregazione, condizionando in maniera significativa le prossime elezioni europee.

Vicino/lontano 2019 si inaugura oggi, alle 18, nella storica sede di Largo Ospedale Vecchio con il saluto dei promotori: assieme al presidente dell’Associazione vicino/lontano, Guido Nassimbeni, interverranno il presidente del Consiglio regionale Mauro Zanin, l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot, il prorettore dell’Ateneo udinese, Angelo Montanari, e il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini.
Alle 19 nell’ex chiesa di San Francesco “Europa: i molti germi di una crisi”: il dialogo inaugurale offrirà uno sguardo dinamico sull’Europa e il progressivo “contagio” che l’ha investita, a partire dalla crisi finanziaria del 2008, che rischia di mettere in crisi la stessa democrazia in molti dei suoi componenti. Si confronteranno il politologo dell’Università di Oxford Jan Zielonka, il giornalista Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, e lo storico Guido Crainz, interpellati e coordinati da Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano.
Quando hanno iniziato a manifestarsi le prime avvisaglie del processo e come sta rispondendo la politica? I primi sintomi iniziano a manifestarsi già all’indomani del 1989, e si aggravano nel 2004, con l’allargamento dell’Unione a dieci nuovi Paesi con realtà economiche, istituzionali e culturali disomogenee. Quasi tutti facevano parte dell’Europa a lungo “sequestrata” dal comunismo sovietico. Portavano in dote tre pericoli a lungo sottovalutati: nazionalismo, populismo e la tentazione di governi forti. L’anno dopo, Francia e Paesi Bassi affossavano con un referendum il progetto di Costituzione europea: si fermava così il processo di unificazione politica e si accentuava il primato dell’economia. Un errore reso drammatico dalla crisi finanziaria internazionale, che ha prodotto sconvolgimenti nei rapporti sociali, insicurezza e paura.

Lo storico Guido Crainz.

E l’Italia? Senza quasi accorgersene è finita nel mezzo del ring dove Stati Uniti e Cina si contendono il titolo mondiale di superpotenza, ed è ancora alla ricerca di una strategia all’altezza delle sfide globali. La necessità di affrontare le mai risolte emergenze del paese sarà al centro della sempre attesissima lectio magistralis di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica LiMes: alle 21, sempre nell’ex chiesa di San Francesco, introdotto dal giurista Guglielmo Cevolin. Lucio Caracciolo ha titolato la sua lectio “Il contagio del passato: l’Italia ha (ancora) un futuro?”: il tempo dell’improvvisazione è scaduto. Serve uno Stato ricentrato e finalmente compiuto, dove poteri e responsabilità siano immediatamente visibili e imputabili. Invece discutiamo di devolvere altre funzioni alle Regioni, immaginando città-Stato o sognando regressioni preunitarie – riedizioni del Lombardo-Veneto e nostalgie borboniche. Un modo per evitare di affrontare le vere emergenze del Paese: il persistente divario economico Nord-Sud e anzi il suo aggravarsi, l’invecchiamento della popolazione e la gestione dei flussi migratori, il controllo mafioso di interi pezzi di territorio, Nord incluso.
Proprio il tema dell’illegalità – con un’analisi aggiornata su corruzione, connivenze istituzionali, micro e macro criminalità a diffusione globale – sarà al centro della giornata di domani 17 maggio: alle 21.30 sempre in San Francesco si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che ha attecchito e si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Ci saranno il procuratore della Repubblica di Catanzaro, in prima linea contro la ‘ndrangheta, Nicola Gratteri; assieme a lui la giornalista di Repubblica Federica Angeli, sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia, e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”. Federica Angeli, nella mattinata di domani, sarà anche tra i protagonisti – al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – de “Il piacere della legalità?”, momento conclusivo del percorso formativo rivolto agli studenti e ai detenuti sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Il progetto, coordinato da Liliana Mauro, giunge quest’anno alla sua 12ma edizione e coinvolge otto istituti superiori di Udine e una serie di istituzioni pubbliche e private. Fra gli ospiti anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano dj Tubet.

E fin da oggi, all’Università di Udine (sede dei Rizzi) si proietterà in loop il documentario “Meme: tra viralità e comunicazione”, a cura di Constraint Magazine Udine. Il termine meme deriva dal greco mímēma (imitazione) ed è stato coniato nel 1976 dal biologo evolutivo Richard Dawkins per indicare un elemento di una cultura o civiltà che si diffonde attraverso l’imitazione. Al tempo di Internet e dei social network il termine è associato a un’immagine, una frase, un video, un’espressione – spesso modificati in senso ironico – che si propagano in maniera virale e spontanea sul Web. La diffusione avviene rapidamente perché sono gli stessi utenti della rete a farlo girare tra i propri contatti, generando un vero e proprio effetto a catena, come se fosse un virus. Un documentario, trasmesso in loop, ripercorre il cambiamento del nostro modo di comunicare. Il programma di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it

Il politologo di Oxford Jan Zielonka.

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In copertina, Lucio Caracciolo oggi sarà protagonista a Udine.