Casarsa, crescono i tre tigli nel parco giochi di San Giovanni. E i bambini della “Monsignor Giacomo Jop” fanno festa

Crescono i tre tigli piantumati dall’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia nel parco giochi di via Aviotte, a San Giovanni, nel corso della Festa degli Alberi 2024. E quest’anno i bimbi della Scuola d’infanzia “Monsignor Giacomo Jop”, sempre in occasione della giornata internazionale dedicata al verde, assieme alle loro maestre sono tornati a salutarli con una semplice e sobria cerimonia. Un modo, fanno sapere dalla Materna, per onorare e celebrare l’importanza delle piante nella vita di tutti.


Alla festa hanno partecipato anche il sindaco Claudio Colussi e il vice Ermes Spagnol in compagnia di un gruppo di nonni dei bambini. «I tigli che abbiamo piantato – ha detto il primo cittadino – rappresentano il futuro, come anche rappresentano il futuro queste bambine e questi bambini che ogni giorno imparano qualcosa di nuovo e crescono per diventare protagonisti della nostra comunità. Un plauso alle insegnanti e alla scuola Jop per queste attività all’aria aperta che stimolano la curiosità e conoscenza del mondo nei più piccoli».
Gli alunni hanno adornato le piante con disegni, ghirlande di elementi naturali e dedicato loro alcune canzoni. La Materna Jop conta, in questo anno scolastico, oltre 90 bambini iscritti dai 2 ai 6 anni, i quali condividono la vita all’aria aperta come filo rosso dell’approccio educativo, come fonte inesauribile di ricchezza, diversità ed esplorazione. A testimonianza di ciò, nella scuola ci sono anche numerosi progetti di arricchimento dell’offerta formativa che vedono gli esseri viventi e la natura come fulcro dell’attività: per esempio la pet therapy e le uscite didattiche nei parchi e luoghi dal particolare rilievo ambientale.

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In copertina e all’interno tre immagini delle Festa degli alberi a San Giovanni di Casarsa.

 

Celebrata anche a Casarsa la Festa della Liberazione con l’omaggio ai partigiani caduti. Mastracco: “Valori da custodire”

A Casarsa della Delizia, ieri mattina, nel Cimitero del capoluogo, un corteo, aperto dal Gonfalone comunale scortato dalle Associazioni d’Arma, ha raggiunto la tomba dei partigiani casarsesi dove l’assessore Samuele Mastracco, delegato dal sindaco Claudio Colussi, ha deposto una corona floreale assieme al comandante dei Carabinieri della Stazione di Casarsa, Donato Perrone. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol con altri esponenti della Giunta e del Consiglio comunale, il tenente colonnello Cristiano Soncin, dell’Aves Rigel, e Adele Francescutti, sindaco del Consiglio dei Ragazzi, oltre a diversi esponenti della società civile e militare (tra i quali Bersaglieri e Alpini) di Casarsa e cittadini. Dopo un intervento dell’Anpi – che ha ricordato i sacerdoti partigiani e i giorni di lutto per Papa Francesco – l’assessore Mastracco ha così concluso la cerimonia: «Oggi celebriamo una data fondamentale della nostra storia: il 25 aprile, Festa della Liberazione. È doveroso ricordare che, proprio il 25 aprile del 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale nei territori ancora occupati dai nazifascisti. Le forze partigiane furono chiamate all’azione: l’obiettivo era chiaro, porre fine all’oppressione, riconquistare la libertà. Fu un momento cruciale: entro il primo maggio, l’italia settentrionale fu finalmente liberata.
La Liberazione segnò la fine dell’occupazione tedesca, della dittatura fascista e di cinque lunghi anni di guerra. Questa storia non va dimenticata. Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani, una giornata di memoria e di speranza. Non ha e non deve avere colore politico: è il simbolo dell’unione, della condivisione e della libertà riconquistata a caro prezzo. Casarsa, come il resto del Friuli, occupato dall’esercito tedesco e inserito nella zona d’operazioni del Litorale Adriatico si liberò il 28 aprile 1945. La libertà che oggi viviamo è frutto del coraggio e del sacrificio di chi ci ha preceduti. Padri, madri, nonni e nonne che hanno lottato perché noi potessimo vivere in un Paese libero e democratico. Onoriamo la loro memoria, custodiamo i loro valori».

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In copertina e all’interno due momenti della cerimonia commemorativa presieduta dall’assessore Samuele Mastracco nel cimitero di Casarsa della Delizia.

Casarsa ha ricordato Guidalberto Pasolini e le altre vittime dell’Eccidio di Porzûs

Casarsa della Delizia ieri ha reso omaggio, nel cimitero del capoluogo, alla memoria di Guidalberto Pasolini, fratello del poeta e scrittore Pier Paolo, accomunando nel ricordo anche le altre vittime dell’Eccidio alle malghe di Porzûs (febbraio 1945). Guidalberto Pasolini – “Ermes” il nome in codice da partigiano della Brigata Osoppo – fu ucciso ad appena 19 anni nel contesto di quel tremendo fatto di sangue che contrassegnò la fine della Seconda guerra mondiale. Le sue spoglie sono custodite, assieme a quelle degli altri partigiani casarsesi, in una tomba monumentale dinanzi alla quale il sindaco Claudio Colussi, assieme alla delegazione della Associazione Partigiani Osoppo – Friuli, ha posto una corona di alloro in loro ricordo. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol con altri rappresentanti dell’amministrazione comunale ed esponenti delle associazioni d’Arma del territorio, nonché il presidente del Centro studi Pasolini Marco Salvadori.


«La deposizione della corona di alloro sulla tomba di Pasolini – ha detto Colussi – è un gesto di omaggio e riconoscenza per il suo sacrificio, un modo per ricordare che la lotta per la libertà e la democrazia è un impegno che non deve mai venire meno».
Contestualmente, è stato letto un messaggio che il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato alla presidente onoraria dell’Associazione Partigiani Osoppo – Friuli, Paola Del Din, e al presidente dello stesso sodalizio, Roberto Volpetti, in occasione degli 80 anni dall’Eccidio, in cui si ricorda – oltre al fatto storico che vide l’agguato dei partigiani del Gruppo di azione patriottica a quelli dell’Osoppo – che «la democrazia non ha timore nel confrontarsi con la propria storia. Ricordare è un atto di giustizia e di verità: di questo innanzitutto si nutre il desiderio di libertà. Dal sacrificio di ogni partigiano caduto è nato il percorso compiuto nella democrazia dal popolo italiano e dal popolo europeo».

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In copertina e all’interno due momenti dell’omaggio del sindaco Colussi alla tomba del partigiano Guidalberto Pasolini.