A 50 anni dal terremoto, Rizieri De Tina e Luigi Gloazzo allora giovani sacerdoti in prima linea oggi a Venzone ricordano con Glesie Furlane la tragedia e la rinascita

(g.l.) Quel giovane prete del 1976, con basettoni e capelli neri, oggi è un anziano sacerdote di 81 anni da poco compiuti. E all’indomani del terremoto di mezzo secolo fa era uno dei preti più attivi della Chiesa udinese guidata dal grande arcivescovo Alfredo Battisti. Con lui, da oltre quattro decenni parroco di Nimis – anche se non più con la responsabità economica dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio -, c’era anche don Luigi Gloazzo, più giovane di tre anni, da un quarto di secolo abbondante direttore della Caritas diocesana e da anni parroco di Povoletto. Ed entrambi animeranno questo pomeriggio un importante incontro che si terrà a Venzone, a palazzo Orgnani Martina, con inizio alle 15.30, dando un significativo inizio alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario di quel sisma che devastò mezzo Friuli. E Venzone e la vicina Gemona furono i centri più colpiti, divenuti poi protagonisti di una rapida e imponente ricostruzione, esemplare, tanto da essere indicata agli occhi del mondo come “modello Friuli”.


Rizieri De Tina, all’epoca parroco di Coia e Sammardenchia, e Luigi Gloazzo, in quel ’76 cappellano nella sua originaria Castions di Strada e poi parroco di Ciseriis e Zomeais – e quindi entrambi diretti collaboratori di monsignor Francesco Frezza, originario di Nimis e indimenticabile arciprete di Tarcento -, rievocheranno quei duri e intensi momenti successivi alle scosse del 6 maggio (e poi di settembre), anche ricordando il celebre motto che monsignor Battisti – «prima le fabbriche, poi le case e le Chiese» – fece proprio dopo averlo ascoltato il 10 maggio 1976, quattro giorni dopo la prima scossa distruttrice, da due grandi sacerdoti friulani, don Antonio Bellina e don Giuseppe Cargnello, «nella riunione – ricorda don Rizieri – che tutti noi sacerdoti facemmo nella cappella del Seminario». I due sacerdoti, a Nimis dal lontano novembre 1978 appena due anni dopo il sisma, saranno relatori dell’incontro dal titolo “Cu la int. Testemoniance di predis in prime linie tes tendopolis dal taramot dal ‘76”, appuntamento che fa parte del ciclo organizzato da Glesie Furlane «con l’intento – sottolinea La Vita Cattolica – di offrire “un’altra voce” e una prospettiva inedita nel percorso verso le celebrazioni in occasione dei 50 anni dal terremoto del 1976».
De Tina e Gloazzo porteranno, dunque, la loro testimonianza di preti in prima linea e sempre a fianco della gente nei difficili giorni che seguirono quell’indimenticabile 6 maggior 1976, ma anche negli anni della ciclopica ricostruzione che in poco tempo ha dato un volto nuovo al Friuli. Testimonianza che monsignor De Tina ha già anticipato in una bellissima intervista fattagli dal giornalista Stefano Damiani e trasmessa in questi giorni da Radio Spazio, ma che può si facilmente riascoltare reperendola sulla rete di Internet.

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In copertina, don Rizieri De Tina nei giorni successivi al terremoto del 1976; all’interno, nelle due foto di Bruno Fabretti il sacerdote assieme a don Luigi Gloazzo (monsignor Luigi Murador e don Flaviano Veronesi) durante la cerimonia d’ingresso nella Pieve di Nimis, accolti dall’arcivescovo Alfredo Battisti, nel novembre 1978 due anni dopo il sisma.

AreaDanza, oggi il borgo di Venzone sarà un invitante palcoscenico a cielo aperto

Il borgo di Venzone si trasformerà in palcoscenico a cielo aperto con l’inaugurazione della sedicesima edizione di AreaDanza_urban dance festival, ideato e curato dalla Compagnia Arearea e realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero della Cultura, del Comune di Udine, che lo ha inserito nella programmazione di UdinEstate 2025, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine e in collaborazione con la Pro Venzone. Oggi, la città-fortezza ospiterà una giornata straordinaria dedicata alla danza contemporanea, all’arte performativa e alla riscoperta del territorio attraverso il movimento. Un programma intenso e coinvolgente accompagnerà il pubblico dalla mattina alla sera, trasformando gli spazi urbani in luoghi di incontro tra artisti, cittadini e visitatori.

AL MATTINO – La giornata si aprirà alle 8.30, sotto la Loggia del Municipio, con “La Danza del risveglio”, una pratica aperta a tutti, indipendentemente dal livello di esperienza, guidata da Roberto Cocconi che inviterà il pubblico a risvegliare corpo e mente. A partire dalle 10.30, le vie del borgo accoglieranno “Le Vie di Carta – Creative, Local, Dance!”, un itinerario performativo ideato dalla Compagnia Arearea in collaborazione con la compagnia laziale Twain physical dance theatre. Un progetto che sancisce una collaborazione triennale dedicata alla Carta, e che mira a esplorarne le molteplici declinazioni attraverso una ricerca condivisa. Gli spettatori saranno condotti tra vicoli, piazze e scorci del centro storico, dove la danza dialogherà con l’identità di Venzone, celebrandone la memoria e la vitalità.

AL POMERIGGIO – Nel pomeriggio, le performance si concentreranno fra la Loggia e la piazza del Municipio. Alle 15.30, si comincerà sotto la Loggia con “Outsiders”, della Compagnia Francesca Selva – Concorda Impresa Sociale. Lo spettacolo si svilupperà da una imbastitura coreografica di base che poi sarà adattata e si modellerà al luogo. Ne nascerà una creazione site specific unica.
Seguirà, alle 16, nella stessa location, “Binario 17” di Giusy Cocozza e Pasquale Cofone per ErsiliaDanza. I due danzatori esploreranno la profondità dell’animo umano e il valore della connessione sincera. L’opera metterà in luce la bellezza e le difficoltà delle relazioni in un contesto di competizione.
Alle 17, ancora in piazza del Municipio, andrà in scena “¿Are You Okay Up There?”, creazione di Beatrice Pellizzato e Silke Kloostermann in collaborazione con WhatWeAre a cura di ADEB: un duetto che racconterà il legame imprevedibile tra la mente razionale e l’intuizione. Le due forze si cominceranno a fondere progressivamente, rivelando all’interno del conflitto un’armonia subconscia.
Il pomeriggio proseguirà con “Collective Trip 7.0 – 2° e 3° movimento” di Claudio Malangone e Borderlinedanza, in scena alle 17.30 sotto la Loggia, per concludersi, alle 18, con AreaJam: un momento di libera espressione danzata a cura della Compagnia Arearea, dove la musica e il gesto si fonderanno in un’esperienza condivisa.
Venzone vivrà così una giornata di arte diffusa, dove il patrimonio culturale e il linguaggio del corpo si uniranno per offrire al pubblico un’esperienza intensa, partecipativa e aperta a tutti.

Sarà possibile accedere agli spettacoli acquistando i biglietti online sul sito arearea.it. Il biglietto intero per singolo spettacolo avrà un costo di 15 euro; 12 euro ridotto per soci Arearea, studenti UniUd, under 25, over 65; 10 euro ridotto persone con disabilità (include anche un posto gratuito per l’accompagnatore). È inoltre prevista una promozione speciale valida nelle giornata del 22 giugno: con 2 spettacoli nella stessa giornata 12 euro a spettacolo; 3 o più spettacoli nella stessa giornata, 10 a spettacolo. Invece “La Danza del risveglio” e “¿Are you okay up there?” saranno a ingresso gratuito. Per chi non potesse procedere all’acquisto online, la biglietteria sarà attiva in loco il giorno di spettacolo presso la Loggia del Municipio.

Per informazioni: 345.7680258 oppure lostudio@arearea.it

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In copertina e all’interno due danzatrici nel bellissimo centro storico di Venzone.

“Piazza Novecento”, disponibili online le mappe interattive di dieci città Fvg. “Altrememorie” invita a Campoformido

Sono online, su www.bottegaerrante.it, le mappe interattive, la linea del tempo e i podcast realizzati da Bottega Errante nell’ambito di “Piazza Novecento”, progetto firmato della stessa associazione culturale e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. «Siamo arrivati alla tappa finale del progetto – hanno spiegato da Bottega Errante -. Dopo dieci passeggiate in dieci città del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Venzone, Gorizia, Trieste, Aquileia, Udine, Pordenone, Torviscosa, Cividale, Tolmezzo) – grazie alla consulenza storica del professor Enrico Folisi e agli scatti del fotografo Paolo Brisighelli – abbiamo ora concluso anche la mappa interattiva (una per ogni piazza), e una linea del tempo, che siamo entusiasti di rendere disponibili per tutti sul nostro sito, assieme ai podcast».

MAPPE INTERATTIVE – L’utente, entrando sul sito, accedendo alla pagina dedicata, troverà dieci mappe per le dieci piazze che i cittadini hanno imparato a conoscere grazie a delle passeggiate gratuite condotte da storici, giornalisti e scrittori: guide d’eccezione che li hanno accompagnati, nei mesi scorsi, a visitare le città con gli occhi del Novecento, riscoprendone i luoghi significativi che ne hanno fatto la storia. All’interno di ciascuna tappa sarà possibile consultare foto d’archivio, video, immagini, testi scritti ad hoc dal professor Folisi che sintetizzano alcuni accadimenti avvenuti nella singola location nel secolo passato. Il visitatore potrà muoversi all’interno dello spazio della piazza e fermarsi virtualmente su un palazzo, una fontana, un teatro e consultare contenuti inediti che raccontano le principali vicende storiche e sociali.
LINEA DEL TEMPO – «Con lo stesso principio, ma partendo dalla prospettiva del tempo, a disposizione degli utenti ci sarà anche una linea del tempo interattiva dove, alle singole date chiave del Novecento, saranno associati materiali d’archivio, immagini e video in una sorta di cronologia storica che testimonia come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato al centro di avvenimenti globali», hanno raccontato ancora gli ideatori del progetto.
PODCAST – Nella stessa sezione del sito sarà disponibile anche il podcast “Piazza 900”: in quattro puntate, realizzate in collaborazione con Radio Onde Furlane, e scritte, curate e raccontate da Monica Mosolo, a partire da una piazza simbolica di ciascuno dei capoluoghi del Fvg, attraverso una narrazione più soggettiva, le piazze prenderanno voce, fornendo informazioni storiche ma anche suggestioni, emozioni e punti di osservazione nuovi. Dopo gli appuntamenti di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’ultimo sarà a Udine martedì 4 marzo, alle 8.30.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli; con i contributi di Pro loco Venzone, Caffaro industrie spa, Pro Loco Aquileia; grazie al partenariato dei Comuni di Udine e di Pordenone, dell’Università degli Studi di Udine DIUM, dell’Associazione èStoria, dell’Associazione Tiere Motus; con la collaborazione dei Comuni delle singole città e della casa editrice Bottega Errante Edizioni srl oltre alle sopracitate realtà.

Monica Mosolo

Altrememorie 2025 prosegue con tre nuove restituzioni pubbliche di altrettanti progetti di residenza. Tre punti di vista e di analisi differenti che trovano il loro incontro nella location che ospiterà gli appuntamenti con il pubblico: lo spazio Le(Serre a Campoformido (strada delle Betulle 21/12). Il 2 marzo, alle 11, il duo Scartoni/Donati rifletterà sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo.
SCARTONI/DONATI – A cura di duepunti in collaborazione con C.A.G. Pozzuolo del Friuli, attraverso l’intermedialità dei linguaggi e la decostruzione di pratiche relazionali, rifletteranno sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo. Durante la restituzione si assisterà a un momento di confronto sul processo attivato nei luoghi stessi in cui hanno operato e con le persone coinvolte.
MONTESANTO/SORANZIO – Federica Montesanto e Ilaria Soranzio, protagoniste di un’altra residenza curata sempre da duepunti, trasformeranno elementi visivi e simbolici della periferia in strutture grafiche e compositive, tra astrazione e riconoscibilità. Il tutto sarà esposto e raccontato allo spazio Le(Serre il 16 marzo alle 11. La periferia, spesso percepita come margine, si trasformerà, nel loro lavoro, in una piattaforma di indagine dove il linguaggio dell’arte genererà nuove letture e possibilità di appartenenza. Grazie all’incontro tra le pratiche di stampa serigrafica e graphic design, che caratterizzano il lavoro delle due artiste, ci si potrà interrogare sul rapporto tra memoria, segni e stratificazioni visive del territorio.
SUL TORRE – A chiudere l’edizione del 2025 di Altrememorie sarà il lavoro di Giovanni Chiarot e Matteo Carli portato al pubblico il 21 marzo, alle 18, una nuova esposizione. I due artisti si occuperanno di una ricerca a più livelli sul bacino idrografico ed emozionale del fiume Torre, una residenza a cura di Zeroidee APS. Un punto di vista in ascolto di chi il fiume lo abita e lo vive. Attraverso il medium della fotografia, dell’intervista e della cartografia, sarà esposto un processo di ricerca che è ai suoi inizi e che intende crescere e svilupparsi nel tempo. “Sul Torre” è un’attività di indagine artistica multidisciplinare che indaga il fiume con l’obiettivo di restituirne una geografia complessa e stratificata.
Il progetto è realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli e in collaborazione con Zeroidee APS, duepunti APS, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, HEKA, Menti Libere. Info: Facebook, leserre.co

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In copertina, Benito Mussolini a Torviscosa nel 1938; all’interno, piazzale XXVI Luglio nel 1920 a Udine: foto della collezione di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli.

Qui sopra, infine, due opere di Altrememorie: crediti di Donati-Scartoni.

“Il Natale di Rebecca” oggi invita a Feletto, poi a Venzone e a Nimis

(g.l.) Quattro gli appuntamenti con “Il Natale di Rebecca”, il magico spettacolo proposto dalla Compagnia dei Riservati, protagoniste Sonia Cossettini ed Elena Genio che accompagneranno il pubblico in una bellissima avventura a tema natalizio che sicuramente piacerà a grandi e piccoli: Rebecca è, infatti, una bambina che la notte di Natale viaggia in un mondo fantastico popolato da creature colorate e divertenti. Tre gli allestimenti in provincia di Udine, dopo il via di ieri sera a Fanna nel Pordenonese.


Pertanto, nel tardo pomeriggio di oggi, alle ore 17.30, il ritrovo è al Teatro “Paolo Maurensig” di Feletto Umberto, mentre venerdì 27 dicembre, alle 16.30, lo spettacolo sarà nel Palazzo comunale di Venzone. Quindi, il giorno successivo, 28 dicembre, gran finale assieme al Dj Tubet e al suo rap raggae friulano, con ritrovo alle 17.30 nel Teatro parrocchiale di Nimis (di fronte al Duomo).
Lo spettacolo della Compagnia dei Riservati beneficia di varie collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Il Festival AreaDanza alla ricerca di assistenti alla logistica under 35

La Compagnia Arearea di Udine sta cercando quattro assistenti per supportare l’organizzazione e la logistica di AreaDanza: il festival di danza urbana che da 15 anni ha come obiettivo primario la valorizzazione degli spazi storici e urbani del Friuli Venezia Giulia attraverso il linguaggio della danza e della performance site-specific. L’evento, per la sua nuova edizione sarà arricchito anche da “Creative, Local, Dance!”, progetto di creazione di performance site-specific nate dall’incontro con i locali storici di Udine e Venzone.
MANSIONI – Le persone selezionate – nelle giornate del 22 e 23 giugno a Udine e Venzone e il 1°, 5 e 6 luglio a Udine – si occuperanno di supportare l’organizzazione generale del festival, dell’assistenza nella pianificazione e nell’esecuzione degli eventi programmati, dell’assistenza logistica alle compagnie ospiti e ai partecipanti al festival, della gestione della biglietteria.
REQUISITI – Fra i requisiti richiesti ci sono il domicilio e/o la residenza in Friuli Venezia Giulia e un’età massima di 35 anni, oltre a una buona conoscenza dell’inglese. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.arearea.it
CANDIDATURE – Gli interessati possono inviare il proprio curriculum vitae e una lettera di presentazione entro il 30 aprile prossimo all’indirizzo info@arearea.it. I candidati che supereranno la prima fase di selezione saranno invitati alla seconda fase di colloqui entro il 5 maggio. I colloqui avranno luogo tra il 6 e il 10 maggio. L’esito dei colloqui sarà reso noto entro il 15 maggio successivo.

Per ulteriori chiarimenti o informazioni, contattare all’indirizzo info@arearea.it oppure al numero +39 345.7680258.

A quasi cinquant’anni dal terremoto la ricostruzione resta d’esempio: il Friuli è sempre grato a Giuseppe Zamberletti

«La ricostruzione post-terremoto 1976 in Friuli è stata e continua a essere modello non solo in Italia, ma nel mondo per quelle che sono state normative, modalità, organizzazione, gestione e tempi di esecuzione. Portare avanti questo esempio è doveroso: lo dobbiamo ai padri di questo miracolo e, in modo particolare, al commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, del quale ricorre oggi il quinto anniversario dalla scomparsa. A quasi 50 anni di distanza, quello friulano è un territorio completamente rinato, che ha fatto tesoro di quell’esperienza tanto drammatica, mettendola a frutto a favore anche della ricerca e di quanti stanno lavorando per trovare soluzioni sempre migliori e all’avanguardia per gestire le situazioni di emergenza». Lo ha detto, ieri pomeriggio, l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, a Venzone all’assemblea ordinaria dell’Associazione dei Comuni terremotati e sindaci del terremoto, sodalizio che si è riunito per il rinnovo delle cariche e per ricordare la figura dell’onorevole Zamberletti. Presenti, tra gli altri, il presidente vicario uscente dell’Associazione, Loris Cargnelutti.


«Padre della Protezione civile, nata proprio nella nostra regione, sulle macerie del sisma del 1976, Zamberletti resta nei nostri cuori – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -. La sua opera pionieristica ha segnato una svolta determinante nei processi della ricostruzione post-terremoto. Un uomo dalle doti straordinarie, di profonda umanità, dal pensiero lungimirante, che ho avuto l’onore di conoscere. Con Zamberletti, al quale va la riconoscenza di un popolo che lui prima di tutti ha saputo riconoscere come comunità in grado di agire con forza, coraggio e determinazione, si è aperta una nuova era. Il terremoto del 1976 ha segnato un prima e un dopo, lasciandoci la grande eredità: di non dimenticare chi eravamo per poter costruire ancora oggi chi vogliamo essere».
«La nuova assemblea dell’Associazione dei sindaci, che si costituisce oggi, ci proietta verso il cinquantesimo anniversario del terremoto nel 2026 – ha detto ancora Barbara Zilli -. Sarà il momento in cui ricordare ancora cosa è stato il sisma in Friuli e soprattutto cosa ci ha lasciato: non solo il dolore e il sacrificio, ma soprattutto la consapevolezza che la resilienza, lo spirito di comunità e la capacità di rimboccarsi le maniche e guardare avanti è ancora patrimonio indiscusso e proprio delle nostre comunità. Un grazie va a tutti i sindaci riuniti a Venzone oggi, che portano avanti con orgoglio l’eredità che i primi cittadini del 1976 hanno lasciato loro».
L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto rimarcare con forza come il modello della ricostruzione sia diventato esempio in Italia e in altre aree dell’Europa e del mondo, tanto che recentemente un gruppo di studi europeo ha fatto tappa in Friuli proprio per studiare la resilienza del territorio. «Ciò che venne compiuto più di cinquant’anni fa resta ancora un esempio, a futura memoria sia di quanti vissero quell’esperienza sia di chi allora non c’era ma che ha ora, sotto gli occhi, quanto venne compiuto con grande lungimiranza – ha aggiunto l’assessore regionale -. Allora il Friuli Venezia Giulia fu antesignano di quello che fu un evento eccezionale e per il quale il territorio è ancora grato verso chi non solo condivise, ma mise in atto quella scommessa. Il pensiero è rivolto oggi alle giovani generazioni, che devono avere sempre più padronanza del territorio sotto il profilo urbanistico e come tutela di un patrimonio di valore inestimabile qual è l’identità di una comunità».

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In copertina, il commissario straordinario del Friuli terremotato Giuseppe Zamberletti e all’interno i sindaci della ricostruzione con l’assessore Barbara Zilli.

Vicino/lontano mont, un’anteprima a Udine nel parco di Sant’Osvaldo

Torna questa estate vicino/lontano mont, la rassegna itinerante di vicino/lontano dedicata alla montagna. La terza edizione, sempre curata da Claudio Pellizzari, prenderà il via il 19 luglio a Udine e si concluderà sabato 23 settembre a Dordolla. Toccherà diverse località della montagna friulana – tra cui Tolmezzo, Villa di Verzegnis, Paluzza, Raveo, Taipana, Venzone, Tualis, Cave del Predil e Ovaro – dove saranno proposti, anche in collaborazione con alcuni partner, momenti di riflessione e intrattenimento, nelle forme e nei linguaggi più diversi, sui temi della montagna e delle sue genti. Sono previsti, tra l’altro, percorsi di ricognizione dei luoghi, passeggiate guidate e performance musicali e di spettacolo all’aperto, a beneficio di residenti e visitatori.
Un’importante anteprima, in forma di convegno, è in programma domani, 30 giugno, alle 16 alla Comunità Nove, al Parco di Sant’Osvaldo a Udine, nell’ambito della “Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo”. “I margini al centro. Confronto sulle povertà educative” è l’argomento che vede il confronto tra il sociologo Giovanni Carrosio e Andrea Morniroli del Forum Disuguaglianze Diversità, con la partecipazione di Federico Angelo Pirone, assessore alla Cultura, Istruzione e Università della Città di Udine. L’istanza nasce dall’esame delle criticità e delle esperienze di innovazione sociale delle aree interne del Paese e incontra il tema delle marginalità urbane. «I luoghi ai margini, le aree interne e periferiche – spiega Giovanni Carrosio – sono spazi di critica e di sperimentazione sociale, dove avanzano altri modelli di sviluppo: rappresentano dei laboratori capaci di produrre soluzioni e di contaminare, innovandoli, gli altri contesti territoriali».
L’incontro, introdotto da Claudio Pellizzari, curatore di vicino/lontano mont, e coordinato da Paolo Felice, presidente di Legacoopsociali Fvg, prende spunto dal libro di Giovanni Carrosio I margini al centro. L’Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione (Donzelli 2019), per creare un’occasione di confronto sul tema delle povertà educative e aprire un dialogo tra montagna e città. Realizzato in collaborazione con Legacoopsociali Fvg, Comunità Nove, Coop sociale Itaca, Innovalp, è costruito per favorire la partecipazione attiva di insegnanti, educatori e operatori del sociale che sono invitati a partecipare per condividere esperienze e progetti di sviluppo locali.

Ingresso libero. Informazioni: www.vicinolontano.it

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In copertina e all’interno due immagini della Comunità Nove di Sant’Osvaldo a Udine.

Tra i muri di Pioverno, l’autunno di Terenzano e il 1918 a Bevazzana

“Passeggiata tra i muri” è la invitante proposta che arriva da Pioverno, piccola frazione di Venzone, per oggi 5 novembre, con inizio alle 14.30. Il ritrovo sarà presso la sede della Pro Loco in via Cavazzo 9, quindi il percorso si svilupperà per circa due chilometri tra gli storici muri secco della campagna circostante realizzati nel tempo dai contadini a servizio dei terreni agricoli. L’iniziativa rientra fra quelle inserite nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e fa parte del Progetto muri poderali.

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L’Associazione Culturale “QuadranteArte”, nel contesto dei festeggiamenti di San Martino, patrono di Terenzano, con il patrocinio del Comune di Pozzuolo del Friuli, ha organizzato una Mostra d’arte collettiva di Pittura e Scultura dal titolo “I caldi colori d’autunno” che si terrà da oggi al 20 novembre. Inaugurazione sabato prossimo, alle 15, a cura della dottoressa Caterina Roia. Questi gli orari di apertura: oggi dalle dalle 18 alle 19; domani dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; domenica 13 novembre dalle 9 alle 19; sabato 19 dalle 16 alle 19; domenica 20 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Domenica 13 novembre, inoltre, extempore (stesso titolo): ore 9 timbratura dei supporti,­ ore 17.30 premiazione; sarà ospite lo scultore Gianfranco Gasparotto che esporrà le proprie opere e lavorerà sul posto. Espongono: Banello Alfea, Bastianutti Carla, Bega Paola, Bernardis Armanda, Bin Elena, Cadeddu Roberto, Cattivello Katthy, Chiavon Paolo, De Sabbata Avelino, Esposito Vera, Ferluga Marisa, Galli Manuela, Jacuzzi Maria Oliva, Lirussi Paola, Marson Giovanni, Morassutto Vanilla, Nazzi Daniela, Nazzi Liliana, Picheo Anna, Praturlon Loreta, Qualizza Marina, Roccuzzo Victor, Roia Giampaola, Sillani Lucia, Tamos Bruno, Varagona Valeria, Zamburlini Lucia. Extempore: Bastianutti Carla, Bin Elena, Cadeddu Roberto, Morassutto Vanilla, Roia Giampaola.

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Oggi, nella cornice di Casa Allegra, in via Volton, 5, a Bevazzana, appuntamento alle 18 con l’incontro sul tema “I Guerra Mondiale 1914-18”, moderatore Vito Sutto. L’iniziativa è a cura della Galleria d’arte “La Cantina” di via Generale Radaelli, 6, a Latisana. Quindi, sabato prossimo, 12 novembre, alle ore 18, Giuseppe Sciuto presenterà il libro di Manuela Piovesan “L’uomo delle stelle”. Letture della professoressa Daniela Di Giusto, accompagnamento musicale di Giovanni Toniatti Giacometti e Gianni Favro. Infine, venerdì 18 novembre, alle 18, presentazione del nuovo disco “Classico in laguna” sonate veneziane anonime di fine ‘700, realizzato dal fortepianista Marius Bartoccini. Esecuzione dal vivo su un fortepiano originale del 1832. Opere in permanenza di maestri della galleria con mostra fotografica di Maria Tea Morello in corso fino al 18 novembre. Orari galleria: da lunedì a sabato dalle 17 alle 19; domenica e lunedì chiuso.

Ricordiamo che tutte queste iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto dalla professoressa Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, uno dei caratteristici muri a secco realizzati nella storia a Pioverno.

 

Contaminazioni, Piante pioniere a Venzone tra le “macerie” di sisma e virus

E ora Contaminazioni Digitali arriva a Venzone per mettere a fuoco quel parallelo che esiste tra le macerie del terremoto di 45 anni fa e quelle che sta lasciando nelle nostre vite il Coronavirus. È ricominciato, infatti, lo scorso 30 giugno ad Aquileia, il viaggio alla scoperta degli spazi urbani dei piccoli centri, grazie alla nuova edizione, la quinta, del Festival multidisciplinare, itinerante e diffuso, che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani, promosso dal Comune di Turriaco e organizzato dell’associazione Quarantasettezeroquattro. Dopo l’apertura sulle note della Dante Symphonie, Contaminazioni Digitali è proseguito nelle piazze del Comune capofila dell’iniziativa, Turriaco, il primo e il 2 luglio.

Il Duomo è rinato…

L’EVENTO – Oggi invece 4 luglio, alle 11, 17 e 19, la carovana del Festival farà nuova tappa in Friuli con “Piante pioniere: Venzone” (partenza dalla loggia del Municipio per gruppi di massimo 20 persone): una narrazione a cielo aperto con cuffie wireless, che si propone a piantare il seme della riflessione grazie a un parallelo fra le macerie causate dal terremoto e quelle generate dalla pandemia, oggi. Un progetto del Collettivo Wundertruppe (accompagnato, fra le altre, dalla voce di Natalie Norma Fella, che ne è anche autrice), promosso all’interno della rassegna “Tracce. I linguaggi del contemporaneo raccontano il passato”, in cui il pubblico sarà accompagnato in luoghi simbolo della cittadina. «Visiteremo Venzone – ha spiegato Natalie Norma Fella -, in particolare il centro storico, e andremo alla scoperta di tre diversi luoghi simbolo del post terremoto, tra cui: il Duomo, ricostruito com’era, dov’era; la scuola, riedificata da zero; la Chiesa di San Giovanni, con le sue rovine a cielo aperto, ancora immobili”, dopo il 6 maggio 1976». Un luogo, quest’ultimo, che è diventato casa di quelle Piante pioniere” che danno il nome al progetto: «Loro nascono fra i sassi e ricreano un habitat nuovamente vivibile anche ad altre piante. Qui sono cresciute fra le ferite di una catastrofe e sono state capaci di nascere e colonizzare uno spazio, all’apparenza inospitale, in cui anche altre piante potranno ora crescere e vivere. Partendo da questa metafora, rifletteremo insieme al pubblico su quale sarà il futuro per la generazione post Covid: Dovremo ricostruire tutto daccapo? Partire da dove eravamo rimasti? Ricominciare in maniera diversa? Quella a cui stiamo assistendo è un’altra ricostruzione, impalpabile, ma necessaria, dopo una catastrofe altrettanto dolorosa e che ci ha posto davanti a fragilità che non credevamo di avere».

… ma non San Giovanni.

DUINO AURISINA – Il Festival multimediale proseguirà il suo viaggio artistico mercoledì 7 luglio, arrivando a Duino Aurisina, dove, alle 20, si terrà il primo spettacolo site specific, risultato di una residenza artistica di due settimane nell’ambito del progetto Per-Forma, promosso da Quarantasettezeroquattro e finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (bando creatività), in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina, Casa Cave, Karsiart, Cave Romane. Le Cave di marmo diventeranno lo strabiliante palcoscenico in cui una danzatrice, una scultrice, un videomaker e un sound designer, che racconteranno una terra, una comunità e l’imprenditoria del territorio.

TURRIACO – Gran finale a Turriaco, dove la carovana di Contaminazioni Digitali si tornerà a spostare, dal 9 all’11 luglio, con moltissimi appuntamenti fra cui – solo per citarne alcuni – “A come Srebrenica”, spettacolo di e con Roberta Biagiarelli (anteprima del Dedica festival 2021 a Paolo Rumiz), in programma il 9 luglio alle 21.30 in piazza Libertà; la lectio “L’amore e la conoscenza di sé. Un confronto con Platone”, di Pietro Del Soldà, conduttore di “Tutta la città ne parla”, il programma di Rai Radio3, e penna della Domenica del Sole24Ore, il 10 alle 21, in piazza Libertà; e l’evento che vedrà per protagonista Pino Roveredo (alle 19 di domenica 11 luglio) che affronterà, a suo modo, il racconto degli amori ideali a partire dai testi di alcuni grandi cantautori italiani, da Fabrizio de Andrè a Giorgio Gaber e che chiuderà la quinta edizione di Contaminazioni digitali.

FESTIVAL URBANO – Contaminazioni digitali, spin-off di I In\visible Cities, è un progetto a cura del Comune di Turriaco, organizzato dall’associazione 4704, co-finanziato da Regione Friuli-Venezia Giulia, Camera di Commercio della Venezia Giulia e da Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo, un fondo privato gestito da Fondazione Cesvi – organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub. È in rete con Intersezioni e Bando Open Creazione Urbana contemporanea. Il progetto è organizzato in collaborazione con ARS. Arti, relazioni, scienze. Il progetto Ars. Arti Relazioni Scienze e promosso dal comune di Gradisca d’Isonzo con il finanziamento della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Info: contaminazionidigitali | Facebook | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina e qui sopra due immagini di Piante pioniere per  Contaminazioni Digitali a Venzone.

 

Julia, rientrata a Venzone la bandiera dall’Afghanistan. Zilli: alpini d’esempio

“Gli Alpini, orgoglio della gente friulana, non costituiscono solo una forza di pace capace di garantire la sicurezza all’interno di scenari internazionali ma anche un presidio che interviene a favore della popolazione con innumerevole iniziative a carattere comunitario”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli a margine della cerimonia svoltasi ieri alla caserma Feruglio di Venzone in occasione del rientro della bandiera di guerra dell’8° Reggimento dall’Afghanistan. L’altro giorno, nella base di Camp Arena, a Herat, la Brigata “Folgore”, al comando del generale Beniamino Vergori è infatti subentrata alla “Julia”, comandata dal generale Alberto Vezzoli, nell’ambito del Train Advice Assist Command West (TAAC-W), Comando Nato a guida italiana della missione in Afghanistan “Resolute Support”.

Barbara Zilli con il colonnello Franco Del Favero a Venzone.

“È per me un onore poter essere qui oggi – ha detto Zilli, come si legge in una nota Arc – a salutare il rientro in Friuli Venezia Giulia della bandiera di guerra dell’8° Reggimento Alpini, che torna a casa a Venzone. In questi mesi di impegni in Afghanistan, avete operato per il bene della popolazione locale, portando non solo i necessari aiuti materiali ma anche insegnamenti e indicazioni per permettere a chi vive in quei territori di crescere e prendere per mano le proprie vite. Avete portato con voi – ha aggiunto ancora l’assessore regionale – lo spirito della gente friulana che tanto vi ama e vi stima e che, orgogliosamente, vi è sempre accanto. Siete un esempio di fedeltà alla bandiera, di attaccamento ai valori, di grande operosità ma anche di coraggio, elemento che non può mancare per difendere la pace”.
L’8° Reggimento era partito per Afghanistan a metà luglio; oltre all’attività di peace keeping, da allora ad oggi gli uomini e le donne della Julia hanno realizzato 12 progetti per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. Non va dimenticato poi che la scorsa estate, grazie all’impegno della Regione Fvg, dalla sede della Protezione civile di Palmanova partirono alla volta di Herat materiali per un valore complessivo pari a circa 150 mila euro. A bordo del container erano stati caricati 40 tonnellate di generi alimentari, distribuiti poi tra le città di Herat, Ghor, Badghis, e Farah. A ciò si aggiunsero per gli ospedali della zona, a supporto del contrasto alla pandemia, 8 ventilatori polmonari, 770 tute monouso ospedaliero, 1600 guanti monouso, 700 occhiali protettivi, 900 flaconi con gel igienizzante per le mani, 13500 mascherine chirurgiche, 500 flaconi con liquido antisettico, 1350 copriscarpe monouso, 700 visiere protettive e 125 saturimetri.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia di ieri alla caserma Feruglio di Venzone.