Da oggi a Faedis il via alle assemblee della Coop Casarsa

Al via da oggi, 21 luglio, le assemblee della Coop Casarsa, solida realtà attiva da un secolo: nata nel 1919 come spaccio di paese, ora è un gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, contando oltre 16 mila soci (284 quelli che si sono aggiunti lo scorso anno). La prima riunione è infatti convocata alle 19.30 nella sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), mentre giovedì 23, stessa ora, si terrà al Centro parrocchiale di Francenigo (per la provincia di Treviso). Infine, domenica 26 luglio, alle 10, nel Teatro Pasolini di Casarsa (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). L’assemblea si terrà nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. I partecipanti riceveranno un buono valido per un omaggio nei punti vendita.
La cooperativa – guidata da Mario Praturlon – è attiva a Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e ha elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.
“Un appuntamento importante – ha detto Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma che è pure un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

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In copertina la sede principale della Coop Casarsa e qui sopra il presidente Mauro Praturlon.

Coop Casarsa, da martedì le assemblee. Praturlon: un segnale di fiducia

Una realtà solida e attiva da un secolo: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, chiama per la consueta assemblea annuale i suoi oltre 16 mila soci (sono stati 284 i nuovi associati nello scorso anno). Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa dell’emergenza Coronavirus è slittato a fine luglio.

Gli appuntamenti sono fissati per martedì 21 luglio, alle 19.30, nella Sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), giovedì 23 alle 19.30 nella sala del Centro parrocchiale di Francenigo (per i soci della provincia di Treviso) e infine domenica 26 alle 10 al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). Le assemblee si terranno nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. Ai soci che interverranno sarà donato un buono per ritirare un omaggio nei punti vendita.

“Un appuntamento importante – ha commentato il presidente Mauro Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma anche un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.

La sede di Casarsa.

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In copertina, il presidente della cooperativa Mario Praturlon.

Malignani superstar con due startup (green e tecnologica)

Malignani superstar. Al termine di una finale per la prima volta interamente digitale e interregionale, che ha coinvolto Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, ben due su tre dei progetti vincitori sono stati quelli dell’Istituto di Udine: i vincitori del premio regionale Migliore Impresa JA di Impresa in azione sono andati a LeafLife e Comphouse, due startup a vocazione green e tecnologica create nell’ambito del programma di educazione all’imprenditorialità di Junior Achievement Italia. Che, nonostante l’emergenza Covid-19, non si è mai fermato, come la collaborazione con Cciaa di Pordenone-Udine, che ne condivide i valori, sostenendo i programmi di JA Italia, assieme alle associazioni territoriali di Confcommercio, Confindustria e Confartigianato.
Gli studenti dei due percorsi d’impresa ideati dal Malignani di Udine hanno convinto la giuria, formata da rappresentanti di aziende e professionisti (per la nostra regione c’erano il presidente del Comitato Giovani Imprenditori della Cciaa, Fabio Passon, il professor Emanuele Bertoni, delegato dell’ufficio scolastico regionale, e il responsabile del Centro Studi della Cciaa Pn-Ud, Mario Passon), suddivisa in tre panel e chiamata a valutare le idee presentate da 10 gruppi di studenti dell’Emilia Romagna, tre del Veneto e quattro del Fvg (di cui tre del Malignani e una del Ceconi). Altro vincitore il progetto Techvision dell’Istituto Luzzatti di Venezia.

«Siamo davvero orgogliosi dei nostri ragazzi – ha commentato il presidente della Cciaa di Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo -. Nonostante questo momento complesso e tutte le conseguenze che proprio su di loro sono ricadute, con l’isolamento, la chiusura delle scuole e la formazione a distanza, hanno saputo comunque impegnarsi nel progetto Ja realizzando interessantissimi percorsi d’impresa. Il loro impegno è per noi anche un forte simbolo di rinascita e speranza per il futuro. I dati sull’iniziativa imprenditoriale, in questo bimestre, non sono affatto incoraggianti, qui in Fvg, dunque confidiamo in questi giovani, nel loro entusiasmo, nelle loro idee e nella loro voglia e determinazione di fare impresa. Un’impresa che saprà sicuramente tener conto di quanto questa emergenza ci ha insegnato, mettendo insieme sviluppo, rispetto, sostenibilità e innovazione».

Giovanni Da Pozzo

Grazie a questi progetti innovativi, i “nostri” studenti parteciperanno alla prima storica finale nazionale virtuale BIZ Factory, il 5 giugno prossimo, attraverso un evento digitale in cui affronteranno virtualmente le classi finaliste delle altre regioni italiane per il titolo di Migliore Impresa JA 2020.
Attenzione all’ambiente e alle persone, come detto, al centro di tutti i migliori progetti d’impresa presentati dai ragazzi. «La nostra impresa, chiamata LeafLife-JA – spiegano gli studenti del Malignani valutati dal Panel A sul sito di Impresa in Azione, rinviando al sito https://leaflifecoinfo.wixsite.com/website –, realizza un sistema integrato che monitora la quantità di acqua delle piante in vaso, realizzato in bioplastica ecosostenibile. Ci rivolgiamo a tutte le persone che desiderano ottimizzare la cura delle proprie piante, limitando gli inutili sprechi di acqua, rendendo possibile la convivenza tra natura e tecnologia». Per quanto riguarda CompHouse, il progetto ha anche un nome simpatico, in friulano: Ledanâr 2.0 (in sostanza, la versione moderna e smart del compost più tradizionale). Si tratta di «una compostiera – spiegano gli studenti rinviando per dettagli al sito https://aziendacomphouse.wixsite.com/home – progettata per garantire la risoluzione di disagevoli problematiche rilevate nei composter attualmente sul mercato, quali l’emanazione di cattivi odori, la lentezza del processo di decomposizione e la scarsa praticità che si può riscontrare sia nell’estrazione del compost che nella pulizia della compostiera stessa». Più di 250 studenti dal Fvg hanno partecipato al programma senza farsi fermare dall’emergenza di questi mesi. Insegnanti e Dream Coach, per cui si ringraziano l’impegno e l’entusiasmo dei manager d’azienda volontari delle associazioni del territorio – Confcommercio, Confindustria, Confartigianato –, hanno potuto guidare i ragazzi nello sviluppo del loro progetto anche a distanza grazie alla forte expertise maturata negli anni da Junior Achievement nell’ambito della didattica digitale. Attraverso la tecnologia hanno potuto dar vita a vere e proprie Startup creandone il relativo prodotto o servizio, che hanno presentato, a una giuria qualificata alla Fiera regionale, la finale locale di Impresa in azione.
Grazie a questi progetti innovativi, gli studenti parteciperanno come detto alla prima finale nazionale virtuale BIZ Factory, il 5 giugno affrontando le classi finaliste delle altre regioni italiane per il titolo di Migliore Impresa JA 2020. La classe vincitrice avrà, inoltre, l’opportunità di percorrere il ponte verso l’Europa che questa iniziativa offre e avrà l’onore di rappresentare l’Italia a livello europeo nella JA Europe Company of the Year Competition in una stimolante esperienza virtuale internazionale in Portogallo.

IMPRESA IN AZIONE è il più diffuso programma di educazione imprenditoriale per tutte le tipologie di scuola superiore, riconosciuto dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) come “Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO)”. In 17 anni ha coinvolto oltre 100 mila studenti italiani, 400 mila all’anno in tutta Europa e, in Italia, ha generato nell’anno scolastico 2018/2019 oltre 750 mini-imprese di studenti, ognuna delle quali ha realizzato un prodotto o un servizio con un buon potenziale di mercato. In Friuli – Venezia Giulia Impresa in Azione è sviluppato grazie al prezioso contributo di Accenture, BNY mellon, BTMU, Campari, EY, HSBC, Italia Camp, Tim, Zurich, Unioncamere.
Riconosciuto dalla Commissione Europea come “la più efficace strategia di lungo periodo per la crescita e l’occupabilità dei giovani”, nell’anno scolastico 2018/2019 ha visto la partecipazione di oltre 14.000 studenti, con l’aiuto di oltre 400 volontari aziendali.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini dell’edificio d’ingresso dell’Istituto Malignani a Udine.

Verso la Fase 2: scatta il sostegno Civibank alle imprese del Nordest

Da domani, lunedì, anche in Friuli Venezia Giulia saranno allentate alcune delle tante misure di sicurezza adottate per il contenimento del Coronavirus. Ma quella che ormai viene definita ripartenza scatterà dal 4 maggio prossimo: infatti, dovrebbe essere imminente l’annuncio dei provvedimenti da parte del Governo. E, proprio in vista dell’avvio di quella che ormai tutti conoscono come Fase 2 dell’emergenza Covid-19, ricordiamo che il cda di Civibank presieduto da Michela Del Piero ha stanziato un primo plafond di 20 milioni di euro per sostenere i comparti produttivi del Nordest messi a dura prova dalle restrizioni adottate a livello nazionale per fronteggiare la pandemia.
Alle misure di sospensione previste dal DL 18/2020 e dall’Accordo Abi per il Credito si affianca, dunque, un primo plafond a cui potranno accedere le aziende appartenenti a tutti i settori economici allo scopo di consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire prima possibile.
CiviBank, in costante contatto con i Consorzi di Garanzia Fidi territoriali e con le istituzioni pubbliche, ha inoltre allestito una squadra di specialisti con l’obiettivo di supportare le Filiali nel trasmettere e veicolare in maniera efficace alla clientela privata, alle imprese e alle categorie datoriali tutte le misure di sostegno che Regione, Stato ed UE stanno predisponendo.
Il plafond stanziato rientra nell’ambito più ampio degli strumenti di sostegno all’economia locale che Civibank ha adottato anche in coordinamento con le iniziative di Sistema, in particolare le nuove linee di garanzia previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dai Confidi.
Le 64 filiali della banca operative in Friuli Venezia Giulia e Veneto restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito internet dell’Istituto sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, Michela Del Piero, presidente della Banca di Cividale.

 

Gli artigiani Fvg: “Il Salone del mobile facciamolo in rete”

di Gi Elle

L’arredo? E’ una grande risorsa del Friuli Venezia Giulia dove vale il 18% del Prodotto interno lordo. E se c’è una manifestazione promozionale cui le nostre aziende tengono moltissimo questa è senza dubbio il Salone del mobile di Milano, saltato come tutte le più importanti rassegne a causa di Coronavirus. Ma dai nostri artigiani ecco una originale proposta: facciamolo in rete, regalando una vetrina sempre illuminata ai produttori.
Ma questa è soltanto una delle proposte formulata al governo nazionale. L’appello, infatti, è chiaro: in vista della ripresa, lo Stato sostenga le imprese del settore arredo, fiori all’occhiello delle esportazioni Made in Italy, e rifinanzi il fondo per l’export artigiano. Lo ha chiesto il friulano Mauro Damiani, presidente nazionale di Confartigianato Arredo, al sottosegretario degli Affari esteri, Manlio Di Stefano, al recente tavolo cui hanno preso parte le principali associazioni di categoria, il presidente di Ice, Carlo Maria Ferro, e l’ambasciatore Lorenzo Angeloni, dg per la promozione del sistema paese.

«Abbiamo discusso degli investimenti che il governo intende mettere sul piatto per sostenere l’export e i processi di internazionalizzazione delle imprese – fa sapere Damiani -. Tra le diverse richieste che abbiamo fatto a Di Stefano c’è quella di rifinanziare il fondo per l’export artigiano, che già esiste, ma al momento è privo di risorse: prevede la concessione di contributi a fondo perso fino al 70% degli investimenti realizzati dalle imprese artigiane per andare all’estero. Con il mercato interno in forte difficoltà e i consumi in contrazione a causa del ridotto potere d’acquisto degli italiani, l’export rappresenta un’occasione irrinunciabile per le imprese del settore, comprese quelle artigiane».
In Fvg sono 1.579 in tutto, di cui circa la metà – il 49% – sospese con Dpcm a causa dell’epidemia di Coronavirus. Terminato il lockdown la parola d’ordine sarà rimettersi in cammino, pena la perdita di ulteriori attività dopo la selezione, pesante, già operata dalla crisi economico-finanziaria nell’ultimo decennio: da 1.983 del 2009 lo stock di imprese in Fvg è sceso infatti a 1.570 (-20,8%) nel 2019, con importanti ripercussioni anche sulla forza lavoro che oggi è pari a 5.648 unità di cui 3.630 dipendenti. «In Friuli Venezia Giulia l’arredo vale il 18% del Pil regionale, in proporzione più del Veneto e della Lombardia. Dobbiamo mettere a frutto questa vocazione – afferma ancora Damiani, appoggiato dal presidente di Confartigianato Imprese Fvg, Graziano Tilatti – con gli artigiani protagonisti della rinascita».

Digitalizzazione, reti d’impresa, e-commerce sono alcune delle parole d’ordine per cavalcare e non subire la Fase 2 ormai alle porte. «Tra le altre proposte che abbiamo fatto al governo c’è il Salone del mobile online: non si può fare a Milano? Facciamolo in rete, regalando una vetrina sempre illuminata alle aziende del settore». Altro aspetto, la tassazione. «Abbiamo chiesto che ce ne sia una agevolata per le imprese che aumenteranno il fatturato realizzato all’estero rispetto a quello dell’anno precedente» fa sapere ancora Damiani che spiega: «Se oltre confine facevo 100 e quest’anno riesco a fare 120, quel 20 in più lo Stato me lo deve tassare meno».
Messe le proprie richieste sul tavolo, la pattuglia delle imprese artigiane si rimbocca le maniche, sperando nell’assist del governo convinta che «per uscire da questo periodo di emergenza, costato caro al Paese in termini di immagine e credibilità, dovrà promuovere l’immagine dell’Italia all’estero, mettendo in risalto l’ottima reputazione delle piccole botteghe, una realtà tutta italiana che deve diventare una bandiera del Paese al pari del food e della moda. Raccontiamo al mondo – conclude il presidente di Confartigianato Arredo – la straordinaria capacità delle nostre botteghe di fare cose eccelse».

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In copertina, il friulano Mauro Damiani, presidente nazionale di Confartigianato Arredo.

Venti milioni per le imprese travolte dal Coronavirus

di Gi Elle

Oltre all’emergenza sanitaria, ne stiamo vivendo un’altra, di certo non meno importante: è quella economica generata dalla crisi pesantissima che stanno vivendo pressoché tutti i settori produttivi. E a mancare in questa difficilissima fase è la liquidità la cui carenza è stata scatenata dall’assenza pressoché totale di introiti che la maggioranza delle aziende, con attività sospesa, ha dovuto purtroppo registrare.
In soccorso delle imprese colpite dall’emergenza Coronavirus, è pertanto da segnalare l’iniziativa di Civibank che ha appena stanziato un primo plafond di 20 milioni di euro per sostenere il nostro tessuto economico messo a dura prova dal Covid-19. Così, alle misure di sospensione previste dal DL 18/2020 e dall’Accordo Abi per il Credito, si affianca questo fondo a cui potranno accedere – come informa un comunicato – le aziende appartenenti a tutti i settori di attività economica allo scopo di consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire prima possibile. Quando, cioè, saranno allentate le misure di sicurezza che, come è noto, sono state appena prorogate fino al 13 aprile. Vale a dire fino alle festività pasquali.

Michela Del Piero


L’Istituto di credito, guidato da Michela Del Piero, e in costante contatto con i Consorzi di Garanzia Fidi dei nostri territori e con le istituzioni pubbliche, ha inoltre strutturato una squadra di specialisti che ha l’obiettivo di supportare le Filiali, nel trasmettere e veicolare in maniera efficace ai nostri clienti privati, alle imprese ed alla comunità, tutte le misure di sostegno che Regione, Stato e Unione Europea stanno predisponendo. Il plafond rientra, quindi, nell’ambito più ampio degli strumenti di sostegno alle esigenze finanziarie della clientela e dei territori che Civibank sta strutturando anche in coordinamento con le iniziative di Sistema, ed in particolare le nuove linee di garanzia previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dai Confidi.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e Veneto – conclude la nota dell’Istituto creditizio – restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet di Civibank sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, Civibank ha stanziato per le imprese in crisi un primo plafond di 20 milioni di euro.

Dalla prima casa al reddito perso: Civibank sospende i mutui

Si amplia il ventaglio di misure di sostegno messo in campo da Civibank per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica in atto. Il Dl 18/2020 (“Cura Italia”) inerente la sospensione dei mutui interviene per gli accadimenti più gravi che possono coinvolgere i mutuatari e le loro famiglie (morte, perdita del lavoro, grave invalidità) tramite il Fondo di solidarietà mutui “prima casa”.
In questo delicato momento esistono altre motivazioni che possono portare a difficoltà temporanee nel pagamento delle rate dei mutui, per questo, al di là dei provvedimenti di legge, la Banca presieduta da Michela Del Piero offrirà ai propri clienti, per motivate ragioni, basate principalmente su un’effettiva momentanea riduzione o assenza di reddito, la possibilità di sospendere temporaneamente il rimborso delle rate dei finanziamenti.
Il periodo di sospensione non esclude il futuro ricorso ad altre forme di aiuto, anche pubblico, che potrà essere messo a disposizione nell’emergenza contingente. E proprio in considerazione dell’emergenza in atto, al fine di assicurare la massima tempestività possibile nella risposta, Civibank intende definire un iter accelerato e semplificato delle procedure di istruttoria delle richieste di sospensione dei finanziamenti per le famiglie, che consentirà di andare ulteriormente incontro alle esigenze dei richiedenti.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet dell’Istituto sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Camera di Commercio Pn-Ud: mail ingannevoli su indagine Excelsior

In queste settimane, alle Camere di Commercio stanno pervenendo segnalazioni, da parte di imprese e studi professionali, di avere ricevuto, tramite Pec, una comunicazione con oggetto “Questionario Febbraio 2020”. Il testo della mail cita Unioncamere e Anpal, e afferma che si sta realizzando assieme alle Camere territoriali «un monitoraggio – si legge in queste mail – relativo alle previsioni di assunzione per il trimestre febbraio 2020 – marzo 2020». Il testo della Pec ricorda inoltre che «la presente rilevazione fa parte delle indagini con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale e, rammentandole che la Sua impresa fa parte del campione interessato dalla ricerca, La informiamo che riceve la presente comunicazione perché il questionario di Sua competenza non ci risulta ancora consegnato attraverso i canali previsti».

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine informa, attraverso una nota, che “si tratta di una comunicazione ingannevole, che non riguarda le indagini in corso di Unioncamere. Peraltro, la terza indagine mensile Excelsior del 2020 (previsioni per aprile – giugno 2020), non è stata avviata in Friuli Venezia Giulia, analogamente alle altre regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emila Romagna) interessate dalle misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19″.

La Cciaa ricorda infine che, per informazioni sull’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere-Anpal, bisogna fare riferimento sempre il sito https://excelsior.unioncamere.net. In caso di ricezione di comunicazioni dal contenuto dubbio, è possibile contattare, per il territorio di Pordenone e Udine, il Centro Studi – Ufficio Statistica per verificarne l’autenticità (tel. 0432.273200/219, mail statistica@ud.camcom.it).

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

Regione Fvg al Governo: sostegno all’economia dopo i danni Coronavirus

La Regione Fvg intende sostenere le attività economiche del territorio colpite dalla crisi legata all’emergenza Coronavirus attraverso misure di aiuto e contributi oltre il limite prestabilito dalla Commissione europea con il regime “de minimis”. È quanto comunicato al ministro dello Sviluppo economico dal governatore Massimiliano Fedriga, il quale -come informa l’Arc – ha rimarcato l’eccezionalità degli eventi conseguenti all’emergenza epidemiologica che stanno colpendo il tessuto produttivo regionale: carenza di forniture per le attività manifatturiere, crollo del settore turistico e contrazione delle attività commerciali.
Contestualmente il presidente della Regione ha richiesto al ministro un confronto urgente per condividere interventi straordinari di sostegno economico a favore del territorio Fvg ritenendo che, nell’ambito dei fondi già stanziati a livello nazionale con il decreto legato all’emergenza sanitaria in atto, si tenga adeguatamente conto delle diverse criticità locali.

“Riaprire le scuole”

Al momento il Friuli Venezia Giulia non registra casi positivi al Coronavirus. L’aggiornamento è stato reso noto al termine del Comitato operativo in collegamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. In Friuli Venezia Giulia – riferisce l’Arc – sono stati effettuati finora 160 tamponi e i casi sotto osservazione sono una dozzina. Nessuna decisione in merito alla riapertura delle scuole per lunedì è stata presa finora, ma la posizione dell’Amministrazione regionale va nella direzione di una riduzione delle restrizioni dell’ordinanza, guardando con pragmatismo alla ricerca di un recupero della normalità, pur continuando a garantire attiva la macchina dell’emergenza del Servizio sanitario regionale. In queste ore il Friuli Venezia Giulia sta cercando una convergenza su questo obiettivo, tenendo in considerazione le posizioni delle altre Regioni, e in particolare quella del vicino Veneto, cercando di raggiungere una scelta condivisa.La Regione, è stato ribadito, è consapevole della necessità di comunicare con tempestività la decisione riguardante la riapertura delle scuole, per consentire alle famiglie di organizzarsi, ma è stato anche precisato che si tratta di un’ordinanza che andrà presa d’intesa con le Regioni su proposta del ministero della Salute.

I numeri telefonici attivi

Ricordiamo che, oltre al numero telefonico 112 riservato alle emergenze (da contattare in caso di sintomi riconducibili al Coronavirus, quali febbre uguale o superiore ai 37,5°C, mal di gola e tosse), sarà possibile contattare anche il numero verde 800500300 per chiarimenti e delucidazioni sulle indicazioni comportamentali previste dall’ordinanza ministeriale. Come ha sottolineato la Regione, con questo sistema si punta a offrire un ulteriore strumento di risposta alle richieste dei cittadini a fronte dell’emergenza sanitaria in atto.

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In copertina, il governatore Fvg Massimiliano Fedriga.

Tutti i sindaci Fvg oggi a Udine per il Coronavirus

Friuli Venezia Giulia in stato di allerta per l’emergenza Coronavirus. La Regione ha infattu convocato per oggi, alle 14, nell’auditorium della sede di via Sabbadini, a Udine, tutti i sindaci delle quattro ex province per condividere le misure più idonee da adottare per affrontare la preoccupante crisi sanitaria. Intanto, la Protezione civile Fvg è stata attivata dalla Presidenza della Giunta regionale e segue a stretto contatto con le altre strutture di competenza l’evoluzione della situazione al fine di garantire la massima efficacia in caso di necessità.

Chiamare il 112

In questa fase – evidenzia la Regione attraverso una nota Arc – è utile rimanere aggiornati seguendo esclusivamente le fonti informative istituzionali e attivarsi fin da subito con comportamenti adeguati alla situazione, promuovendo azioni di autoprotezione ed evitando inutili allarmismi. Pertanto, chi dovesse avvertire sintomi influenzali come febbre, raffreddore, mal di gola e tosse o avesse frequentato persone e luoghi sospetti, è invitato a chiamare il numero unico di emergenza 112: un infermiere assisterà telefonicamente e indicherà il percorso di indagine ottimale alla risoluzione del caso specifico. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare la diffusione del virus sono contenute nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il cui testo integrale è a disposizione sulla pagina Facebook ufficiale della Regione.

Misure uniformi

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura degli Atenei di Trieste e Udine, sono stati adottati altri provvedimenti di prevenzione. Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione e rinvio di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Sono queste, infatti, alcune delle misure più importanti, analoghe a quelle che saranno previste per le zone colpite dal Coronavirus, e che il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di poter adottare per il contenimento del rischio.

È quanto ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga subito dopo la videoconferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Capo Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. L’ordinanza dovrà essere firmata dal governatore e dal premier. Il presidente della Giunta era in collegamento dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova assieme al vicegovernatore con delega alla Salute e l’assessore all’Istruzione e ricerca, Riccardo Riccardi, nonché rappresentanti delle Forze armate, Ufficio scolastico regionale e del trasporto pubblico locale.
Il governatore ha posto la questione di non creare situazioni di disparità tra cittadini che vivono a pochi chilometri di distanza: la popolazione del Friuli occidentale ha infatti scambi quotidiani con il vicino Veneto ed è necessario, è stato sottolineato, che vengano adottate misure uniformi. Per cui le ordinanze della Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia verranno condivise per consentire misure omogenee.

Tra le altre misure richieste dal Friuli Venezia Giulia vi sono la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e la previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in regione da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Massima precauzione

Il Friuli Venezia Giulia – riferisce ancora l’Arc – è ad oggi l’unica Regione che sta adottando misure di massima precauzione pur non avendo ancora sul proprio territorio nemmeno un caso conclamato di persona affetta da Coronavirus. Il governatore ha rimarcato come questo sia il comportamento più tempestivo e virtuoso da affrontare in tempi di altissima mobilità delle persone e di fronte a quella che è ormai un’emergenza nazionale.

In merito alle due strutture individuate per essere attrezzate e rese disponibili qualora ci fosse la necessità di spazi per isolare persone che non possano restare in quarantena al proprio domicilio è stato spiegato che quella di Muggia, all’ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, è in attesa di autorizzazione definitiva e potrà contare su 41 posti con stanze dotate di servizi igienici, mentre quella di Tricesimo nella foresteria del Castello nei pressi del Santuario della Madonna Missionaria potrà ospitare altre eventuali 28 persone.
Canali specifici di accesso ai Pronto soccorso per chi manifesta sintomi di carattere influenzale e supporto infermieristico dalle ore 8 alle 20 al personale del Numero unico (Nue) 112 sono alcune delle altre iniziative che la Regione Fvg ha adottato da settimane.
Dall’attivazione del supporto infermieristico al personale del Numero unico avvenuto il 27 gennaio scorso le chiamate sono state in media una al giorno, ma dal 21 febbraio il numero è impennato: nella sola giornata di sabato le persone che hanno chiamato sono state 160 e di queste il 47 per cento sono state filtrate dal personale infermieristico presente nella centrale del Nue. Nella giornata di ieri, invece, le chiamate sono state 250, di cui 134 sono state filtrate.

Per informare al meglio la popolazione la Regione Fvg ha annunciato che disporrà da oggi punti stampa periodici per aggiornare quotidianamente i cittadini con la massima trasparenza.

Primi provvedimenti

Intanto, il ministro della Salute ha firmato, d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia, l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei Comuni di Vò e Mira, e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da oggi fino al 1° marzo compreso.
Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Come dicevamo, è stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.
Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Igiene indispensabile

Le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria, come ricorda la Regione Fvg, sono: lavarsi spesso le mani (a tal proposito viene raccomandato di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assiste persone malate; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il Numero unico di emergenza 112 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonché alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali. Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

Altre informazioni possono essere assunte al link https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi /informazione-coronavirus.

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In copertina, la riunione del Comitato d’emergenza regionale nella sede della Protezione civile a Palmanova. (Foto Arc Pozzetto)