A Vedronza Domenico e Livia ricordano quel sì di 50 anni fa a Sella Carnizza

(g.l.) Grande festa oggi in una famiglia di Vedronza. I coniugi Domenico Muchino e Livia Clemente celebrano, infatti, 50 anni di vita insieme, ricordando quel sì pronunciato nel lontano 1972 nella storica chiesetta di Sant’Anna a Sella Carnizza, in Val Resia. Una lunga vita a due contrassegnata da inevitabili difficoltà, ma anche da momenti felici che la coppia dell’Alta Val Torre ha condiviso con gioia. L’ambito traguardo del mezzo secolo di matrimonio sarà festeggiato assieme al figlio e ai parenti più cari.
Della stessa Vedronza è Domenico, mentre la sua Livia è originaria di Uccea, piccola frazione del Comune Resia, ma che all’epoca faceva parte di quello di Lusevera. E per coronare il loro sogno d’amore i giovani sposi scelsero proprio la chiesetta situata nella suggestiva località montana, a 1100 metri di quota. Quel rito fu un vero e proprio evento per la valle, visto che in Sant’Anna non si celebrava un matrimonio da ben due secoli e mezzo. Per cui anche questo è un motivo in più oggi per festeggiare le nozze d’oro. Agli sposi le congratulazioni e gli auguri anche da parte di 2017-26.friulivg.it.

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In copertina, i coniugi Muchino, Livia e Domenico,  e qui sopra l’articolo che cinquant’anni fa ricordava il loro matrimonio a Sella Carnizza nella chiesetta di Sant’Anna.

Alta Val Torre, la piccola Cesariis ricorda le 10 vittime del terremoto di 45 anni fa

(g.l.) Cesariis è una delle più piccole frazioni del Comune di Lusevera, una manciata di case con appena cinquanta abitanti: un segno inequivocabile di quello spopolamento che anche le montagne della pur bellissima Alta Val Torre risentono. Ebbene, sotto le macerie del terremoto del 1976 furono ben dieci le vittime, una proporzione enorme se raffrontata all’esiguo numero di residenti, sebbene quasi mezzo secolo fa ce ne fossero di sicuro alcuni più di oggi.
E proprio, in occasione del 45° anniversario del sisma, la piccola comunità si è riunita dinanzi al monumento ai Caduti per ricordare i suoi morti. Don Giovanni Menosso ha celebrato la messa di suffragio e al termine è seguito l’omaggio civile con la deposizione di una corona d’alloro e con i brevi interventi di circostanza del sindaco Luca Paoloni e del consigliere regionale Edy Morandini. Nell’occasione, due alunne della scuola di Vedronza hanno recitato una poesia dedicata a quella indimenticabile sera del 6 maggio 1976, quando d’un tratto mezzo Friuli fu devastato dalle scosse causate dal risveglio dell’Orcolat nelle viscere sottostanti il monte San Simeone, in linea d’aria a pochi chilometri di distanza da questi suggestivi paesini bagnati dal Torre che nasce proprio qui, ai piedi del monte Musi.
Il toccante componimento è intitolato “Tra le braccia di un gigante” ed è stato scritto da Gianfranco Ellero che, con vibranti parole, è riuscito a far rivivere l’emozione e la commozione di quei terribili momenti. Da allora, sono passati appunto 45 anni, i paesi sono stati prontamente ricostruiti e oggi sono ancora più belli e accoglienti. Ma, come si diceva, soffrono di quel gravissimo fenomeno dell’abbandono che riguarda tutta la montagna friulana. E che pare, purtroppo, irreversibile!

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In copertina e qui sopra tre immagini della toccante cerimonia a Cesariis nel 45° anniversario del terremoto.