Commercio e ristorazione in crisi: riecco i buoni spesa di Valvasone Arzene

di Markus Maurmair*

Ritornano a Valvasone Arzene i buoni spesa straordinari: un’iniziativa che l’Amministrazione comunale utilizza da oltre 10 anni e che, con l’avvento dell’emergenza sanitaria nazionale, è stata riproposta in tutta Italia. Ovviamente non si ha la presunzione di affermare che il progetto di Valvasone Arzene sia stato preso ad esempio dal Governo, ma è certo che questa forma di sostegno al reddito stia dimostrando diversi risvolti positivi che hanno trovato il consenso generale, visto l’impiego generalizzato da Pantelleria fino al Brennero.


Per i cittadini di Valvasone Arzene è oramai una consuetudine vedersi integrare il proprio reddito con dei voucher che potranno essere utilizzati per acquisti, e non solo nel periodo natalizio, nelle attività commerciali del paese. E con questa formula si risponde agli appelli diffusi ad aiutare le botteghe di paese contro lo strapotere degli acquisti online. Infatti, i buoni spesa potranno essere impiegati solo nei negozi di Valvasone Arzene con l’esclusione di acquisti in superalcolici, tabacchi, giochi d’azzardo e lotterie (slot, enalotto ecc.).
Di fatto, il vantaggio è duplice poiché, oltre ad aiutare le famiglie con redditi più contenuti, si garantisce un’integrazione ai ricavi delle aziende locali le cui vetrine corrispondono a famiglie del paese. Inoltre, quest’anno con la speranza che ci siano degli allentamenti nelle misure di contenimento nel periodo natalizio, l’auspicio è che le famiglie si rivolgano anche ai bar e ristoranti di Valvasone Arzene, così da sostenere il comparto segnato da una crisi indotta dai blocchi che rischia di lasciare un disastro economico.
Il meccanismo è semplice e rodato. Le famiglie devono presentare domanda al Comune di Valvasone Arzene, anche via e-mail, entro il 30 novembre 2020, e se rientranti in categorie suddivise per reddito e numero di componenti, si vedranno riconoscere dei voucher i cui importi sono variabili e crescenti in ragione del minor reddito e dei componenti del nucleo familiare. Ad esempio, un nucleo di 5 persone con reddito inferiore ai 30.000 euro lordi riceverà 220 euro per le spese di Natale.
Le opportunità di spesa sono state ampliate mettendo a disposizione una convenzione con le attività del paese che prevede uno sconto sui prezzi in genere praticati ma anche l’estensione a strutture come la Scuola materna Giovanni XXIII.
Per questo esercizio finanziario sono stati stanziati 15.000 euro per i buoni spesa straordinari che sommati ai 22.000 euro riservati ai buoni spesa alimentari originati dai provvedimenti governativi e ad altri 60.000 euro stanziati per integrazioni dei ricavi delle imprese locali fanno comprendere lo sforzo che l’Amministrazione comunale sta attuando per sostenere un comparto vitale per le Comunità di Valvasone Arzene. Senza dimenticare le riduzioni della Tari e dell’occupazione del suolo pubblico.
Tutto ciò è stato possibile grazie a scelte di risparmi come nel caso della rinuncia alle luminarie natalizie, ma anche a operazioni finanziarie concesse da Cassa Depositi e Prestiti e alla rinuncia ai contributi annuali decisa da parte delle associazioni del paese. Un’unione di intenti che ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno per uscire dall’emergenza sanitaria con un tessuto commerciale e imprenditoriale che rappresenta uno dei valori aggiunti di Valvasone Arzene.

*Markus Maurmair è il sindaco di Valvasone Arzene. Pubblichiamo molto volentieri questo suo intervento che illustra la importante iniziativa proposta da oltre dieci anni dal Comune della Provincia di Pordenone e che viene opportunamente ripetuta in questo grave momento di emergenza sanitaria.

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In copertina, Valvasone durante il Settembre medioevale e all’interno il sindaco Markus Maurmair.

Valvasone Arzene protesta: “Un borgo non è una città, rivedere subito il Dpcm”

di Gi Elle

Valvasone Arzene è uno Borghi più belli d’Italia, un vanto del Friuli Venezia Giulia. Ma è appunto un “borgo”. Tuttavia, lo Stato, con le norme anti-Covid, lo equipara alle grandi città e metropoli. Una decisione che non trova per niente d’accordo il sindaco Markus Maurmair che chiede, interpretando un sentimento molto diffuso anche fra gli altri amministratori dei piccoli paesi friulani, una immediata revisione del decreto governativo di domenica scorsa. “L’ultimo Dpcm – scrive infatti in una nota -, seppur partendo da presupposti comprensibili per la gravità della situazione dei contagi, desta grandi perplessità per l’impatto che avrà sui settori della ristorazione e della cultura”.

Il sindaco Markus Maurmair.

Gli orari imposti a bar e ristoranti con apertura alle 5 di mattina e, soprattutto, la chiusura alle 18 hanno – sottolinea con amarezza – il senso della beffa e celano anche il presupposto al contenimento delle forme di sostegno”. E aggiunge: “Dal punto di vista oggettivo non si comprende il senso del provvedimento che cela un alto grado di diffidenza nelle capacità di regolamentazione dei titolari di bar e ristoranti. Ad esempio, si poteva lasciare le aperture dei ristoranti prevedendo solo ed esclusivamente il servizio al tavolo con una effettiva tracciabilità dei presenti e un numero massimo di clienti per tavolo o in alternativa l’asporto”.

“Ancora più disarmante – rincara il primo cittadino di Valvasone Arzene – è che si faccia di tutta l’erba un fascio poiché le disposizioni sono sì generali, ma non tengono conto della conformazione del Paese che è composto da grandi città ma, soprattutto, da tanti piccoli paesi dove i bar e i ristoranti oggettivamente non rappresentano il presupposto per pericolosi assembramenti, quelli per capirci con cui siamo martellati ogni giorno dalla televisione. Ad esempio, penso al confronto tra le attività presenti a Milano e quelle di un piccolo borgo come Valvasone Arzene dove gli imprenditori quotidianamente e in modo professionale si sono spesi per garantire quanto disposto dalle autorità sanitarie facendo stare seduti i clienti, registrando i loro nominativi, pulendo al loro rialzarsi e che non hanno causato alcun focolaio di contagio. E così è per tanti tantissimi paesi del nostro Friuli“.

Allora perché non rivedere subito il Dpcm – propone Markus Maurmair – dando orari per taglia di Comune così da seguire il Paese reale evitando di concentrarsi solo e soltanto sulle città. Questa omologazione uccide: basterebbe prevedere orari differenziati a seconda della popolazione e dell’importanza turistica o della densità degli abitanti a riconoscimento del principio previsto in Costituzione che risponde al nome di sussidiarietà… Da Sindaco sarei chiamato ad assumermi la responsabilità di decidere, ma ritengo che gli imprenditori saprebbero riconoscere l’autorevolezza del ruolo di autorità sanitaria che viene richiamato a corrente alterna a seconda delle circostanze condividendo modalità e orari di apertura ma almeno non vedrebbero compromessa la prosecuzione delle proprie aziende. Tante volte lo Stato ha pensato alle città metropolitane o alle grandi città oggi avrebbe l’occasione di dimostrare attenzione anche ai piccoli borghi che fanno grande l’Italia”.

“L’altro ambito incomprensibile – conclude il sindaco di Valvasone Arzene – è il blocco della cultura con cinema e teatri chiusi. Anche in questo ambito chi negli ultimi mesi ha frequentato questo meraviglioso mondo ha verificato con mano le mille attenzioni poste e non solo nelle grandi strutture. Ancora una volta la mancanza di sensibilità verso la cultura pare celare un sentimento di sfiducia che desta non poca preoccupazione”.

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In copertina, Valvasone durante la bella rievocazione medioevale.

 

Preoccupano i disservizi postali: Maurmair sollecita un incontro

I disservizi di Poste Italiane sono nel mirino del sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair, il quale ha inviato una lettera per sollecitare un incontro urgente al presidente dell’Anci Fvg, Dino Favot, che è pure primo cittadino di Prata di Pordenone, e per opportuna conoscenza al Responsabile delle Relazioni Istituzionali del Nord Est, Marco Giannelli Savastano. Va ricordato che il 30 giugno scorso si era tenuto il primo incontro del tavolo di confronto tra Anci Fvg e Poste Italiane spa al seguito del quale era stata concordata una nuova riunione per fine luglio così da consentire alle stesse Poste di effettuare verifiche e reperire le informazioni richieste, come il cronoprogramma dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche e l’installazione di nuovi postamat nei Comuni ancora sprovvisti, oltre a valutare le tempistiche di ripresa complessiva di tutti gli sportelli presenti in regione con gli orari antecedenti all’emergenza sanitaria.
Maurmair osserva che “sono trascorsi i mesi di luglio, agosto e settembre, ma non è ancora stato convocato un nuovo incontro che negli intenti doveva essere con cadenza ciclica fino al superamento delle situazioni più critiche e verificato dagli articoli sulla stampa locale che continuano a esserci problematiche connesse a chiusure totali o aperture parziali di sportelli postali come nei casi di Pinzano al Tagliamento, Claut, San Vito al Tagliamento, Brugnera e Casarsa della Delizia”. Rileva, quindi, che “alcuni interventi di riqualificazione degli accessi degli uffici postali sono stati realizzati al fine di eliminare le barriere architettoniche, ma si ha notizia di uno o forse due nuovi postamat installati quando sono ancora numerosi i Comuni sprovvisti e che l’emergenza sanitaria sta riprendendo piede, per cui diventeranno ancora più indispensabili queste forme di servizio”, sottolineando altresì che, “seppur ci sia stata la buona volontà, che va riconosciuta a Poste Italiane spa, rispetto la distribuzione dei prelievi delle pensioni con anticipazioni delle scadenze negli ultimi giorni antecedenti il primo del mese così da programmare per lettere dell’alfabeto l’accesso agli sportelli, si segnalano ancora numerose code nelle giornate di scadenza e con persone costrette a sostare all’esterno degli sportelli con forti disagi soprattutto per le fasce più deboli quali gli anziani”.
Evidenziato, infine, che “ancora oggi si ricevono evidenze di recapiti tardivi della corrispondenza con disagi segnalati in particolare per le raccomandate”, il sindaco di Valvasone Arzene, come detto, chiede “l’attivazione di una riunione urgente del tavolo di confronto tra Poste Italiane spa e Anci Friuli Venezia Giulia così da poter dar seguito agli intendimenti manifestati a inizio anno di proficua collaborazione nell’interesse degli utenti di tutta la regione”.

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In copertina, il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair.

A Budoia un distributore di bevande etico che aiuta le persone in difficoltà

Nel municipio di Budoia è arrivato un nuovo distributore automatico di bevande calde EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Così, dopo il Comune di San Vito al Tagliamento, anche Budoia sceglie di optare per una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante.
Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei Comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena e San Martino).
“Siamo davvero felici per la nostra scelta – ha spiegato il sindaco Ivo Angelin -: aver dato questa possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare uno dei loro distributori automatici di bevande calde, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale ai nostri concittadini e dipendenti comunali. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile grazie ai distributori EquoSolda Fvg”.
Il servizio, inoltre, porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale. In questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di Budoia – ha affermato Cristina Vedovi, responsabile del progetto per la cooperativa casarsese – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che dopo San Vito al Tagliamento e Budoia, altri Comuni possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra il nuovo distributore automatico di Budoia.

Casarsa, Piccolo Principe senza stop per i giovani di 4 Comuni

Nessuno stop alle attività per i giovani, durante il periodo di lockdown per l’emergenza Covid-19, da parte della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che attualmente coordina le proposte educative per giovani e adolescenti nei Comuni di Casarsa della Delizia, Valvasone Arzene, San Martino al Tagliamento e Zoppola. Sono cambiate le modalità, ma è proseguita l’attività con diverse iniziative proposte dagli educatori come i giochi di società a distanza (sfruttando le videochat) e pure i contest artistici e le chiacchierate libere, per sopperire al periodo di grande difficoltà che i giovani dai 12 ai 25 anni hanno dovuto vivere a causa dell’isolamento sociale, la chiusura delle scuole e allo stop di tutte le attività sportive. Anche il volontariato è continuato in quei servizi della cooperativa sociale in cui è stato possibile garantire il distanziamento sociale. E ora si guarda al futuro, studiando nuove attività in presenza, nel rispetto delle normative, garantendo così una graduale ripresa della socializzazione alle fasce più giovani della popolazione.

“Sfruttando le più comuni piattaforme di videochat – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile del settore giovani – sono nate diverse proposte a distanza: dai tradizionali giochi di società, riadattati in modalità web, alle attività d’espressione creativa e artistica delle proprie idee su tematiche proposte dagli educatori, ma anche occasioni di incontro a distanza per chiacchierare con leggerezza, la prosecuzione di attività di gruppo, avviate mesi prima, e finalizzate a realizzare idee, frutto della fantasia dei ragazzi. Il settore giovani, inoltre, ha deciso di continuare ad offrire opportunità di volontariato ai giovani, proseguendo in particolare le esperienze già avviate e ritagliando, nei servizi della cooperativa in cui è stato possibile, attività specifiche, realizzabili per il momento a distanza ma ricche di significato. I ragazzi e i giovani possono essere interlocutori preziosi con cui dialogare e da coinvolgere attivamente per costruire assieme il mondo che verrà: sono, infatti, ben consapevoli dell’importanza della corresponsabilità e del concetto di comunità , quale uniche risposte a problemi sempre più comuni”. Non solo, sono anche proseguite le attività in collaborazione con le scuole. “Un esempio importante da questo punto di vista – ha aggiunto l’esponente della cooperativa sociale – è la prosecuzione delle attività dei consigli comunali dei ragazzi, mantenuta nei Comuni di Casarsa e di Valvasone Arzene e San Martino, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno dei giovani consiglieri e farli sentire parte della comunità, grazie a idee e suggerimenti, proposti da loro”.
Al centro degli obiettivi del Piccolo Principe, a Casarsa, la volontà di tutelare e promuovere il benessere dei ragazzi, di accompagnarli e in alcuni casi sorreggerli nel loro cammino di crescita, sapendoli ascoltare e imparando ad accogliere le loro domande. “La grande sfida ora – ha concluso Elisa Paiero – sarà adattare nuovamente il servizio alle prossime fasi che vedono una graduale ripresa della socializzazione e la possibilità quindi di realizzare in presenza alcune attività: una sfida a cui il settore sta già pensando da settimane e su cui è pronto ad avanzare diverse proposte innovative, grazie alla collaborazione del territorio, delle associazioni e delle agenzie educative. Mai come ora abbiamo la consapevolezza di quanto sia importante lavorare in rete nella propria comunità, mettendo a disposizione le proprie competenze specifiche per comporre assieme un unico grande puzzle, capace di dare risposta ai diversi bisogni del proprio territorio”.

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In copertina, Espressioni di libertà del Progetto Giovani a Casarsa.

A San Vito al Tagliamento stop alla plastica: Comune green e solidale

Il Comune di San Vito al Tagliamento sceglie di essere più green, solidale, sostenibile e inclusivo e lo fa optando per nuovi tipi di distributori automatici senza bicchieri in plastica, sostituita con la carta e con i fondi di caffé riutilizzati in agricoltura: da febbraio, infatti, negli edifici di competenza comunale, le “macchinette” che distribuiscono bevande calde e snack sono equosolidali, fornite e gestite da EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa. Si tratta di cinque nuove postazioni che hanno trovato sede in Municipio, Biblioteca Civica, edificio ex Bozzoli sede dei Servizi Sociali e dell’Ufficio politiche giovanili, al Palazzetto dello Sport di Ligugnana e alla sede degli Amministratori di sostegno.

“Abbiamo con convinzione fatto questa scelta etica e sostenibile – ha affermato il sindaco Antonio Di Bisceglie – dando la possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare in cinque luoghi comunali i loro distributori automatici, perché desideriamo far convivere il nostro stile di vita con prodotti d’origine che possano rientrare nella linea equosolidale. Inoltre, il servizio porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale, motivo in più per credere fermamente in questa scelta”. Motivazioni etiche ed inclusive, ma non solo, spinte anche dalla volontà di salvaguardare il Pianeta, visto che il servizio è ulteriormente “sostenibile” in quanto sono stati eliminati i bicchieri di plastica a favore di quelli più ecologici di carta.

Equosolda Fvg è un servizio nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena, San Martino). Inoltre, in questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di San Vito – ha detto Cristina Vedovi, responsabile del progetto – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda Fvg, un progetto in cui crediamo molto perché ha diverse finalità. Innazitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Tutti i prodotti distribuiti nelle nostre “macchinette” sono di altissima qualità. Il caffè proviene dal circuito equosolidale della cooperativa sociale Libero Mondo e poi torreffatto in una piccola realtà del Piemonte, ma poi ci sono anche i prodotti biologici, per vegani, prodotti locali, quelli per i celiaci. Inoltre i fondi di caffè raccolti dai nostri operatori sono riutilizzati dalla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito per la concimazione naturale delle coltivazioni e delle piante. Un circuito virtuoso che unisce i due servizi della cooperativa in una logica senza sprechi”.
Con all’attivo più di 80 distributori sia in provincia di Pordenone che di Udine, Equosolda Fvg è l’unica cooperativa sociale specializzata nel vending (distribuzione automatica) in regione.

Ai distributori automatici con il sindaco Di Bisceglie prima dell’emergenza sanitaria.

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In copertina, ecco uno scorcio di San Vito al Tagliamento.

Oltre 300 ragazzi ai Punti Verdi 2019 del Piccolo Principe

Un’estate animata e divertente per oltre 300 minori con i Punti Verdi 2019 organizzati dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe nei Comuni di Casarsa della Delizia, Zoppola, San Giorgio della Richinvelda, Valvasone Arzene. Ad essere intrattenuti non solo i bambini dai 6 agli 11 anni, ma anche quelli delle scuole secondarie di primo grado che hanno come punto di incontro le “Mattine al Pg” a Casarsa e, novità di quest’anno, il Summer Project a Valvasone Arzene.
Con il 1° luglio è partito il Punto Verde del Comune di Casarsa che anima 83 bambini dai 6 agli 11 anni  (massimo 75 bambini a settimana), per un totale di cinque settimane di attività. Il servizio comunale, che viene svolto nei locali della scuola primaria di Casarsa, è gestito dalla cooperativa sociale attraverso una coordinatrice e 5 operatori. Gli animatori verranno appoggiati da 30 giovani volontari, 4 ragazzi del servizio civile solidale e 2 del servzio volontario europeo.
“Il tema prescelto quest’anno è le “emozioni” – ha spiegato la coordinatrice Sara Francescut -, ogni settimana ne verrà approfondita una prendendo spunto da due film “Inside Out” e “Emoji. Accendi le emozioni”. E faremo tanti laboratori: danza, teatro, scenografia e vi saranno alcune collaborazioni con associazioni locali…”. Sono previste anche alcune gite: la prima al Rampy Park di Piancavallo (insieme anche ai bambini frequentanti il Punto Verde di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda), un’altra al Parco archeologico didattico del Livelet a Revine Lago e poi verrà organizzato un gemellaggio con il Punto Verde di Zoppola. Nello stesso periodo sono iniziate anche le attività di “Mattine al PG”, centro estivo dedicato ai ragazzi che hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado. I ragazzi iscritti sono coinvolti in giochi, laboratori manuali ed attività di gruppo tutte le mattine dal lunedì al venerdì.
La cooperativa casarsese Il Piccolo Principe gestisce anche il Punto Verde del Comune di Zoppola e coordina il centro estivo di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, quest’ultimo su richiesta della scuola dell’infanzia Immacolata Concezione della Parrocchia di Rauscedo.
A Zoppola le attività sono iniziate il 1 luglio e termineranno il 2 agosto prossimo. “Quest’anno sono 112 bambini iscritti, fra i 6 e gli 11 anni. – ha spiegato il coordinatore del Punto Verde zoppolano Giacomo Trevisan – I ragazzi, guidati da 6 animatori e da 3 volontarie affronteranno il tema della cura e del rispetto dell’ambiente, a partire da quello vissuto quotidianamente. Andremo alla scoperta di ciò che ci circonda, attraverso giochi e attività improntate al riciclo e al combattere gli sprechi ”. Vi sarà poi la gita la Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e all’EcoMuseo Lis Aganis, mentre ieri c’è stata l’uscita in piscina a Cordenons. A Rauscedo, invece, i quaranta bambini partecipanti della scuola primaria lavoreranno con giochi e laboratori sul tema “Verde è vita” coordinati da tre animatori e una decina di volontari.
Infine, novità di quest’anno, per la prima volta il progetto Giovani PG2 dei Comuni di Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento ha organizzato il centro estivo “Summer Project” dedicato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. I ragazzi potranno trascorrere tre mattine (martedì, mercoledì e giovedì) dalle ore 9.30 alle ore 13.30 in allegria tra giochi, laboratori e attività negli spazi della scuola primaria di Valvasone Arzene, con la presenza degli educatori del Progetto Giovani PG2 di Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento.

Il Punto Verde di Casarsa.

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In copertina, ecco la bellissima gita al Rampy Park di Piancavallo. 

In Friuli Venezia Giulia alla riscoperta delle proprie radici

Alla fonte delle proprie radici friulane: sono 66 i partecipanti al tour tra i maggiori centri regionali dei due progetti che l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) dedica, come ogni estate, ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. I due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) sono finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e si svolgeranno sino alla fine di luglio.
Clou del programma il 42° Incontro dei corregionali all’Estero che si terrà, come già annunciato, il 27 e 28 luglio a Caneva, ma nel frattempo i partecipanti (provenienti da 6 Paesi ovvero Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania) stanno vivendo una serie di interessanti esperienze in alcuni dei luoghi e istituzioni più significativi del territorio regionale.
Come a Spilimbergo, dove hanno visitato la Scuola Mosaicisti del Friuli o a Cordenons dove, grazie al cofinanziamento del Comune, hanno visitato dopo essere stati accolti dal sindaco Andrea Delle Vedove i Magredi svolgendo anche attività di “land art” e “stone balancing” (arte di mettere in equilibrio sassi e pietre sul greto fluviale). Ma non solo: le visite stanno toccando anche Pordenone dove, accolti dal vicesindaco Eligio Grizzo, sul lago della Burida hanno pagaiato con le donne operate di tumore al seno, e con il loro allenatore Mauro Baron, che proprio attraverso questa attività sportiva portano avanti socializzazione e terapia allo stesso tempo.

Foto ricordo dopo la visita alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.

Dopo una puntata a Venezia, ecco nell’ordine Cavasso Nuovo con il Museo dell’emigrazione, San Vito al Tagliamento, Barcis, Sacile, Polcenigo, Aquileia, Grado, Maniago con il museo dell’arte fabbrile e Frisanco, oltre a Valvasone Arzene, Trieste (incontrando l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti) e Redipuglia.
I partecipanti di Ri-Scoprire il Friuli sono accompagnati da Simonetta De Paoli e Sara Bertelle, i giovani dai professori Daniela Turchet e Andrea Massarut. Coordinatrice delle visite la professoressa Luisa Forte con il contributo di Elena Marzotto. Da segnalare inoltre i ragazzi che operano come mediatori culturali per accompagnare il gruppo, provenienti dal liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento con il progetto “Scuola / Lavoro”: Anna Moro, Miriam Basso, Giorgia Franzo, Silvia Morson, Alessia Bomben e Agnese Dal Piaz, più il coetaneo pordenonese Jacopo Stefanato.

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In copertina e qui sopra i ragazzi ospiti sui Magredi di Cordenons.