Covid-19, i medici della Fimmg Fvg pronti per la quarta dose di vaccino

I medici di medicina generale sono pronti a effettuare le vaccinazioni con la cosiddetta quarta dose (seconda dose booster) del vaccino anni Covid-19 per gli over 60 e soggetti fragili sia nei propri ambulatori che a domicilio per i pazienti che hanno difficoltà di spostamento: anche in regione la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti) dà la propria disponibilità per la somministrazione le cui liste di prenotazione saranno aperte da oggi 14 luglio.
«Non solo adesso per la quarta dose – spiega il segretario regionale della Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – ma anche in autunno, quando da ottobre ci sarà da somministrare in contemporanea sia il vaccino anti-influenza che quello contro il Covid-19 aggiornato alla variante Omicron, i nostri medici di medicina generale saranno pronti per dare il proprio contributo alla medicina territoriale. Se c’è un insegnamento che la pandemia ci ha lasciato è che bisogna affrontare il virus dando una risposta unitaria. Ecco quindi che, in accordo con il nostro sindacato nazionale, pure qui in Friuli Venezia Giulia siamo pronti a dare un contributo concreto con i nostri medici che aderiranno alla proposta. Un servizio che riteniamo molto utile, specialmente in questo momento di ripresa dei contagi soprattutto tra la popolazione anziana, che qui in regione è molto ampia».

Fernando Agrusti

C’è soddisfazione
per le Usca prorogate

Lotta al Covid-19: soddisfazione per la proroga delle Usca fino al 31 dicembre da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. Il segretario regionale dottor Fernando Agrusti: «Proponiamo alla Regione di avviare nel frattempo un tavolo per programmare il lavoro a stretto contatto tra medici di medicina generale e le nuove Uca».
L’annuncio da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso il vicepresidente Riccardo Riccardi, di prolungare sino a fine 2022 le Usca – unità speciali di continuità assistenziale che tanto erano state utili nella fase dell’emergenza sanitaria nella gestione domiciliare delle persone positive al Covid-19 – prevedendo anche il mantenimento della stessa paga trova il plauso della Fimmg Fvg. Il sindacato dei medici di medicina generale aveva infatti avanzato questa proposta la scorsa settimana in modo da gestire al meglio il passaggio di consegne tra le Usca e le nuove Uca (unità di continuità assistenziale), che in base al decreto ministeriale numero 77 saranno sempre più chiamate a compiti di assistenza domiciliare in coordinamento con i medici di medicina generale.
«Ci aveva lasciato perplessi – spiega il segretario regionale della Fimmg Fvg, dottor Fernando Agrusti – il fatto che per gli stessi compiti un medico delle Uca prendesse un compenso minore delle Usca: come medici non ne facevamo una questione monetaria, ovviamente, ma di coerenza del servizio. Ben venga quindi questa proroga decisa dalla Regione, anche su nostra proposta, con un periodo di tempo che permetterà di definire meglio pure la gestione organizzativa del rapporto tra medici di medicina generale e Usca, visto che si lavorerà a stretto contatto nell’ottica di una medicina territoriale sempre più vicina ai cittadini. Per questo proponiamo l’avvio in tempi rapidi di un tavolo di confronto che da qui a dicembre definisca sul territorio regionale i nuovi compiti delle Uca e il loro rapporto con i medici di medicina generale. I medici di medicina generale sono stati in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria e continueranno a fare il loro dovere, non ci tiriamo di certo indietro in questo momento di ripresa dei contagi soprattutto tra la popolazione anziana, che qui in Friuli Venezia Giulia è molto ampia».

 

Anziani, La Quiete di Udine manterrà invariate le rette nel nuovo anno

La Quiete di Udine mantiene invariate le rette per il 2022: le tariffe per gli ospiti, quindi, non subiranno alcun aumento nonostante il 2021 abbia fatto registrare da un lato l’aumento dei costi di gestione per garantire i massimi livelli di sicurezza anti-Covid e, dall’altro, una riduzione del numero di anziani presenti.
«In un anno difficile e faticoso per tutti – spiega il presidente Alberto Bertossi – abbiamo deliberato di confermare le medesime rette per il 2022. Si tratta di una decisione presa con unanimità, compattezza e condivisione di intenti da parte di tutto il consiglio di amministrazione: un piccolo gesto, ma significativo, per venire incontro ai residenti e alle loro famiglie, ed evitare così un ulteriore aggravio dei costi da sostenere, dopo l’aumento di 50 centesimi al giorno che era stato applicato per il 2021, proprio per sostenere i maggiori costi di gestione durante la pandemia».
Grazie ai rigidi protocolli di sicurezza ormai collaudati e alle vaccinazioni, infatti, la situazione Covid nelle strutture de La Quiete è sotto controllo: ad oggi, si registra un solo ospite positivo in Rsa su 580 posti letto disponibili e due positivi tra il personale infermieristico. Il personale, 370 operatori in servizio e 30 collaboratori tecnici, è tutto vaccinato, tranne due persone che sono già state sospese secondo le normative di legge. Le rette restano quindi le stesse del 2021, ovvero 66,6 euro al giorno per un totale di circa 1.998 euro al mese. La tariffa scende a 64,1 euro al giorno per la fascia Isee 1 e a 65,1 euro al giorno per la fascia Isee 2.

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In copertina, la sede della residenza per  anziani La Quiete di Udine.