Scuola, dal Piccolo Principe un aiuto a 500 bambini di sei Comuni pordenonesi

Prosegue l’impegno della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia a favore dei minori, con un contributo e un supporto alla loro esperienza scolastica quotidiana. Ogni giorno a 500 di essi, anche durante l’attuale emergenza sanitaria, viene fornito un servizio suddiviso in sei Comuni. Da ottobre, con le dovute precauzioni dettate dal Covid-19, sono riprese tutte le attività socio educative come il doposcuola, i servizi accoglienza pre e post scuola e il servizio di accompagnamento dei minori che optano per il trasporto scolastico (scuolabus). Ad essere coinvolti sono sei Comuni della Destra Tagliamento con cui la cooperativa sociale collabora da anni – Casarsa, Valvasone Arzene, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Zoppola e Sesto al Reghena – per un totale di oltre 500 bambini serviti.

“Grazie a tutti questi Comuni – ha informato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa – siamo riusciti a garantire con l’inizio del nuovo anno scolastico i nostri servizi rivolti ai minori in totale sicurezza grazie all’attenzione che poniamo a tutti i presidi per contrastare la diffusione del Coronavirus come il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e la suddivisione dei bambini in piccoli gruppi, ad esempio. Tutti i bambini si sono dimostrati molto rispettosi delle disposizioni e desiderosi di riprendere le attività con i coetanei – ha specificato Cesarin -, per poter garantire tutti i servizi ai Comuni che ne hanno fatto richiesta contiamo su una trentina di operatori oltre a diversi volontari che hanno continuato a svolgere le loro attività in presenza”.

A Casarsa, il Piccolo Principe gestisce il Servizio socio educativo comunale (detto anche “doposcuola”) che vede la collaborazione anche di altri partner quali i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce. Sono stati attivati due centri (uno a Casarsa e uno a San Giovanni) per un totale di 80 minori che frequentano il servizio, suddivisi in piccoli gruppi tracciabili. A Zoppola, la cooperativa casarsese è impegnata nella gestione del “doposcuola” comunale che prevede attività educative per tre pomeriggi a settimana (dalle 12.30 alle 16, con vigilanza durante la pausa mensa). Anche qui i bambini coinvolti sono circa un’ottantina. Oltre a questo apprezzato servizio per le famiglie, Il Piccolo Principe gestisce anche il momento della pre accoglienza scolastica e l’accompagnamento dei minori negli scuolabus.
Per quanto riguarda poi Valvasone Arzene, Il Piccolo Principe organizza per conto del Comune il servizio di pre accoglienza nelle primarie. Attività anche alla scuola dell’infanzia comunale di San Martino al Tagliamento e in quella di San Giorgio della Richinvelda, dove la cooperativa sociale si occupa della preaccoglienza e del “prolungamento d’orario” per le famiglie che ne fanno richiesta.
Il Comune di Sesto al Reghena ha invece affidato al Piccolo Principe i servizi di pre-scuola per le primarie e le secondarie di primo grado, come anche il servizio di accompagnamento per chi sceglie il trasporto con scuolabus.

“Ringraziamo tutti i Comuni con cui collaboriamo – ha concluso Cesarin – per la fiducia nei nostri confronti e per questa attenzione costante ai minori che, spesso a causa del Covid-19, hanno dovuto affrontare molte rinunce: noi crediamo che dare continuità a questi servizi sia davvero importante per sostenere le famiglie che sempre più in questa situazione stanno vivendo delle difficoltà, è importante garantire ai genitori servizi come il doposcuola oppure di pre-accoglienza scolastica o di prolungamento dell’orario, per aiutarli a conciliare il lavoro e la scuola come anche tutti quei servizi che aiutano a promuovere l’integrazione sociale e contribuiscono a dare sostegno alle famiglie nell’accompagnamento scolastico, specie di chi si trova più in difficoltà”.

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In copertina e qui sopra attività di doposcuola con il Piccolo Principe.

 

A Budoia un distributore di bevande etico che aiuta le persone in difficoltà

Nel municipio di Budoia è arrivato un nuovo distributore automatico di bevande calde EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Così, dopo il Comune di San Vito al Tagliamento, anche Budoia sceglie di optare per una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante.
Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei Comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena e San Martino).
“Siamo davvero felici per la nostra scelta – ha spiegato il sindaco Ivo Angelin -: aver dato questa possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare uno dei loro distributori automatici di bevande calde, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale ai nostri concittadini e dipendenti comunali. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile grazie ai distributori EquoSolda Fvg”.
Il servizio, inoltre, porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale. In questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di Budoia – ha affermato Cristina Vedovi, responsabile del progetto per la cooperativa casarsese – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che dopo San Vito al Tagliamento e Budoia, altri Comuni possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra il nuovo distributore automatico di Budoia.

A San Vito al Tagliamento stop alla plastica: Comune green e solidale

Il Comune di San Vito al Tagliamento sceglie di essere più green, solidale, sostenibile e inclusivo e lo fa optando per nuovi tipi di distributori automatici senza bicchieri in plastica, sostituita con la carta e con i fondi di caffé riutilizzati in agricoltura: da febbraio, infatti, negli edifici di competenza comunale, le “macchinette” che distribuiscono bevande calde e snack sono equosolidali, fornite e gestite da EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa. Si tratta di cinque nuove postazioni che hanno trovato sede in Municipio, Biblioteca Civica, edificio ex Bozzoli sede dei Servizi Sociali e dell’Ufficio politiche giovanili, al Palazzetto dello Sport di Ligugnana e alla sede degli Amministratori di sostegno.

“Abbiamo con convinzione fatto questa scelta etica e sostenibile – ha affermato il sindaco Antonio Di Bisceglie – dando la possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare in cinque luoghi comunali i loro distributori automatici, perché desideriamo far convivere il nostro stile di vita con prodotti d’origine che possano rientrare nella linea equosolidale. Inoltre, il servizio porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale, motivo in più per credere fermamente in questa scelta”. Motivazioni etiche ed inclusive, ma non solo, spinte anche dalla volontà di salvaguardare il Pianeta, visto che il servizio è ulteriormente “sostenibile” in quanto sono stati eliminati i bicchieri di plastica a favore di quelli più ecologici di carta.

Equosolda Fvg è un servizio nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena, San Martino). Inoltre, in questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di San Vito – ha detto Cristina Vedovi, responsabile del progetto – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda Fvg, un progetto in cui crediamo molto perché ha diverse finalità. Innazitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Tutti i prodotti distribuiti nelle nostre “macchinette” sono di altissima qualità. Il caffè proviene dal circuito equosolidale della cooperativa sociale Libero Mondo e poi torreffatto in una piccola realtà del Piemonte, ma poi ci sono anche i prodotti biologici, per vegani, prodotti locali, quelli per i celiaci. Inoltre i fondi di caffè raccolti dai nostri operatori sono riutilizzati dalla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito per la concimazione naturale delle coltivazioni e delle piante. Un circuito virtuoso che unisce i due servizi della cooperativa in una logica senza sprechi”.
Con all’attivo più di 80 distributori sia in provincia di Pordenone che di Udine, Equosolda Fvg è l’unica cooperativa sociale specializzata nel vending (distribuzione automatica) in regione.

Ai distributori automatici con il sindaco Di Bisceglie prima dell’emergenza sanitaria.

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In copertina, ecco uno scorcio di San Vito al Tagliamento.

Tutor videocollegati per il doposcuola: è il “modello Casarsa”

A Casarsa della Delizia i ragazzi del doposcuola non vengono lasciati soli, ma possono beneficiare per i compiti a casa di tutor in videocollegamento. Il Servizio di Sostegno Socio Educativo del Comune, infatti, non si ferma per l’emergenza Covid-19 e, pur cambiando modalità, prosegue la sua attività di sostegno ai minori, in particolare a quelli in difficoltà diventando un modello di riferimento. Sono 74 quelli seguiti nella gestione dei compiti e non solo, anche garantendo un sostegno dal punto di vista emotivo, e 55 le rispettive famiglie coinvolte.

La didattica a distanza.

La cooperativa Il Piccolo Principe che gestisce il servizio comunale, oltre all’impegno dei propri educatori, ha ideato un nuovo progetto chiamato “Adotta un alunno” di sostegno a distanza. Al fianco degli educatori professionali, che in queste settimane non hanno mancato di seguire i frequentanti il servizio, ora si sono uniti anche i volontari dell’Associazione “Il Noce” che potranno aiutare uno degli alunni in videochiamata da casa, monitorati comunque dagli educatori del servizio. Un “modello Casarsa” che sta facendo scuola.
“Già a metà marzo – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe e coordinatore del Ssep -, dopo una prima ricognizione dei bisogni e delle criticità presentate dalla didattica a distanza, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo casarsese, i nostri educatori hanno cercato di trovare delle soluzioni per continuare a stare vicino e supportare gli alunni in difficoltà che con la sospensione delle scuole avrebbero rischiato di incrementare le criticità e le lacune. Inoltre, molti dei nostri volontari ci hanno rimandato la tristezza di non poter svolgere l’attività e la preoccupazione verso i ragazzi di cui conoscevano le difficoltà scolastiche. Allora abbiamo pensato di proporre loro questa iniziativa, ‘Adotta un alunno’, con cui potranno continuare a seguire un alunno che già seguivano nel corso della normale attività, telefonandogli e videochiamandolo, proprio come farebbe un tutor personale. Potranno così mettere a disposizione i propri strumenti personali (pc o tablet, smartphone) e aiutare lo studente nello svolgimento dei compiti ma anche facendogli sentire tutta la vicinanza di cui ha bisogno fornendo un senso di ‘normalità’ in questa situazione anomala. Tutto questo sempre in collaborazione con i nostri educatori che in queste settimane – ha fatto sapere il presidente – hanno continuato la loro attività, mantenendo i contatti con le famiglie e i minori, aiutandoli nello svolgimento dei compiti a distanza, aiutandoli nell’iscrizione alle piattaforme proposte dalla scuola o all’uso intelligente e utile degli strumenti che avevano a disposizione per cercare di sostenere le famiglie e non farle sentire sole in questo momento così delicato di emergenza”. Il nuovo servizio utilizzerà diversi strumenti social quali videochiamate di gruppo, chiamate telefoniche, messaggi e videochiamate con WhatsApp, e-mail. Ma anche registrazioni audio a seconda della disponibilità e capacità d’uso che ogni alunno e famiglia possiede. La scuola si è attivata fornendo ad alcune famiglie pc o tablet in comodato d’uso gratuito.
“Siamo molto fieri di tutto quello che stiamo facendo – ha affermato Cesarin – e anche di questa nuova iniziativa ‘Adotta un alunno’ che denota grande collaborazione e l’esistenza di una vera e propria rete di sostegno verso i minori presenti a Casarsa. Ringraziamo di cuore la scuola per tutto il lavoro che stanno facendo gli insegnanti, l’assistente sociale del Comune che ci supporta per i casi più critici e che presentano anche altre difficoltà, e l’amministrazione comunale sempre al nostro fianco”. Parole confermate dalla stessa amministrazione comunale. “Rende orgogliosi vedere come la straordinarietà di questa situazione – ha affermato Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali -, anziché scoraggiare chi è abituato ad aiutare gli altri, abbia incentivato la ricerca di nuove soluzioni anche più impegnative. Ciò dimostra la volontà di ognuno di voler supportare il prossimo per il bene comune ed è solo così che riusciremo a superare questa emergenza. Il ‘modello Casarsa’ è sicuramente un esempio per tutti i Comuni del nostro ambito”.

Il Ssep è un servizio comunale che vede la collaborazione, oltre che de Il Piccolo Principe anche di altri partner quali i Servizi Sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce insieme ad altri sodalizi locali. Vi partecipano 38 minori frequentanti le scuole primarie e 36 le scuole secondarie di primo grado. Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa, ha l’obiettivo di sostenere e supportare i bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Gli studenti sono supportati da 4 operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari. Dal 1986 ad oggi, del doposcuola hanno fruito più di 800 minori.

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In copertina, l’educatrice Sara De Biase al lavoro a Casarsa.

Casarsa, il doposcuola è tutto ok ma porte aperte ad altri volontari

Con l’arrivo delle tanto sospirate vacanze natalizie, si è conclusa a Casarsa della Delizia la prima parte del doposcuola, importante e molto apprezzato servizio rivolto anche quest’anno a una settantina di bambini e ragazzi di un’età compresa tra i 6 e i 14 anni. Il servizio, denominato Sostegno socio-educativo pomeridiano (Ssep), è promosso e sostenuto dal Comune e ha come partner la cooperativa Il Piccolo Principe, i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce assieme ad altri sodalizi locali. Tra i partecipanti, 37 minori sono frequentanti le scuole primarie e 33 le secondarie di primo grado.
“Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che gestisce il doposcuola -, è un servizio molto importante per tutta la comunità perché ha l’obiettivo di sostenere e supportare i nostri bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Ringraziamo i tanti volontari che prestano il loro indispensabile servizio all’interno del doposcuola e facciamo appello a chi volesse dedicare del tempo ai bambini di Casarsa e San Giovanni di farsi avanti: abbiamo sempre bisogno di nuovi volontari. Assicuriamo che l’esperienza può davvero essere gratificante e arricchente”. “Noi che abbiamo a cuore il futuro dei nostri bambini di Casarsa e San Giovanni – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore comunale alle Politiche sociali -, siamo orgogliosi come amministrazione comunale di dare continuità e sostenere il doposcuola. Il nostro grazie va anche agli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa, per la loro collaborazione e a tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.
Il servizio di doposcuola viene svolto in due sedi: in quella dell’associazione Il Noce a Casarsa e al centro sociale di San Giovanni e propone percorsi di educazione e socializzazione tra i minori, mira a favorire l’acquisizione di competenze per lo studio e promuove l’integrazione sociale. Nel Comune di Casarsa il servizio viene svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono supportati da tre operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari: 17 provengono dall’associazione Il Noce, 6 giovani dal servizio civile solidale, 2 volontarie del servizio di volontariato europeo (Albania e Spagna), 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 3 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale. Dal 1986 ad oggi, il doposcuola ha coinvolto più di 800 minori.

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In copertina e qui sopra immagini del doposcuola a Casarsa della Delizia.

Il doposcuola fa ancora centro a Casarsa gradito da famiglie e volontari

Bilancio positivo per il doposcuola pomeridiano del Comune di Casarsa della Delizia. Il Centro di aggregazione giovanile, nel giardino di palazzo De Lorenzi Brinis (sede del Progetto Giovani), ha ospitato la 14a festa “Ecco a voi il doposcuola” e la cooperativa Il Piccolo Principe ha tracciato un bilancio di questo servizio, usufruito da 59 famiglie, promosso e sostenuto dal Comune e che vede come partner anche i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce in collaborazione con altre associazioni locali.
“Anche quest’anno abbiamo voluto festeggiare insieme a tutti i nostri bambini, ai loro genitori, alle insegnanti referenti del progetto, agli assessori comunali, educatori e volontari, la fine del doposcuola – ha affermato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa -. Cogliamo così l’occasione anche per ringraziare i tanti volontari, quest’anno sono stati ben 33, che si sono dati da fare per aiutarci in questo servizio così importante per la nostra comunità. La festa è andata bene, buona la partecipazione delle famiglie e, grazie anche al sole, abbiamo festeggiato in allegria con un grande momento di condivisione”.

Il Ssep (Sostegno socio educativo pomeridiano), altrimenti conosciuto più comunemente come doposcuola, è infatti un servizio storico per la comunità casarsese: attivato dall’associazione Il Noce 33 anni fa, è diventato in seguito un servizio del Comune con la compartecipazione di scuole, cooperativa e associazione e ha l’obiettivo di sostenere e supportare i ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali.
Quest’anno, nelle due sedi di Casarsa e San Giovanni, erano iscritti ben 75 minori. Il servizio si è svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono stati supportati da 6 operatori qualificati, affiancati da 33 volontari: 17 volontari dell’associazione Il Noce, 4 giovani volontari del servizio civile solidale, 1 volontaria del servizio di volontariato europeo, 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 5 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale.
“È un orgoglio per l’amministrazione comunale – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali – aver proposto anche quest’anno il Ssep, servizio che riteniamo fondamentale per la nostra comunità e che è nostra intenzione continuare a mettere a disposizione dei ragazzi di Casarsa. Per noi rimane importante sviluppare le potenzialità di ciascuno, e questo è possibile – ha affermato  l’assessore – solo grazie all’interazione fra i diversi attori che intervengono nell’educazione e nella crescita dei ragazzi; in primis ci teniamo a sottolineare la stretta collaborazione con gli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa. Inoltre ringraziamo anche tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.

La festa di fine servizio è seguita venerdì 31 maggio e ha visto, oltre ai ringraziamenti e saluti dai partner progettuali, un momento di gioco per i bambini a cura degli educatori del Progetto giovani e dei volontari del Servizio civile solidale regionale e il tradizionale pic-nic con i piatti preparati dalle famiglie dei ragazzi che quest’anno ha avuto come tema “Il mondo in tavola: il riso e la farina che uniscono il mondo”.   “Quest’anno ad ogni famiglia che aveva deciso di partecipare alla festa finale – ha fatto sapere Cesarin -, abbiamo consegnato un pacchettino di riso o uno di farina, con uno di questi alimenti ciascuno ha preparato un piatto tipico del proprio Paese d’origine, salato o dolce. A tutte le famiglie che hanno cucinato un piatto tradizionale, è poi stato dato un premio. Si è trattato di un bel momento di condivisione e di integrazione culturale perché ognuno ha potuto assaggiare piatti tipici delle tradizioni culinarie di tutto il mondo, unite però da due ingredienti principali: il riso e la farina, ingredienti che accomunano delle ricette di tutti i continenti e che vogliono appunto simboleggiare una delle tante cose che ci uniscono e che mettono armonia come avviene solitamente attorno ad un tavolo imbandito per una cena”.

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In copertina, un ragazzo casarsese assistito dal servizio di doposcuola.