Terremoto 50, la Protezione civile avrà a Gemona un polo per la cultura della resilienza mettendo a frutto un’intesa fra Regione Fvg e Università di Udine

«Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro grazie a quell’esperienza: ecco perché la Regione ha dato impulso, insieme all’Università, a questa scuola di alta formazione, per dare vita a un’infrastruttura non soltanto fisica, ma anche di conoscenza, necessaria per affrontare le emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo». Lo ha affermato il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a margine dell’inaugurazione a Gemona del Friuli di UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano. La struttura, ospitata nello storico Palazzo Fantoni, si propone come un catalizzatore di conoscenza e un laboratorio di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi, dai disastri naturali alle crisi socio-economiche.
«Il nostro problema come “sistema Paese” è la programmazione strutturale, dove siamo in forte deficit rispetto ad altri. Siamo tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma non siamo altrettanto capaci di compiere una programmazione di lungo periodo per prevenire o affrontare le crisi prima che si presentino. Poiché la politica non può farlo da sola, serve una rete multidisciplinare e il grande supporto di centri di eccellenza come l’Università di Udine per andare in questa direzione: questo non è un progetto per ricordare il terremoto, ma che guarda anche al futuro, grazie all’esperienza di quel terremoto», ha spiegato poi Fedriga.
Ad intervenire all’evento inaugurale, aperto da Andrea Cafarelli, delegato del rettore per la sede gemonese, e concluso dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, sono stati anche gli assessori alla Protezione civile Riccardo Riccardi e alle Finanze Barbara Zilli. Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato la radice ideale del progetto: «Dobbiamo capire che la tecnica è figlia della cultura: è la grande lezione che il cavalier Marco Fantoni ci ha lasciato e farlo qui, a Palazzo Fantoni con l’Università al centro, è un’azione estremamente importante. Questa è la sfida vera: abbiamo bisogno di un nuovo ‘building’ che non tenga conto della singola materia e della singola relazione in modo verticale, perché è un approccio in cui uno, da solo, non vince». L’assessore ha fornito una precisa analisi quantitativa delle emergenze che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia, evidenziando una preoccupante accelerazione dei fenomeni critici. Il bilancio complessivo dal 1994 a oggi, vede il riconoscimento di 9 emergenze nazionali in Friuli Venezia Giulia. Per la gestione di queste crisi sono stati investiti complessivamente 1 miliardo di euro, fondi che hanno alimentato l’apertura di migliaia di cantieri sul territorio. Negli ultimi 7 anni, ovvero tra il 2018 e il 2025, la Regione ha registrato un’accelerazione, affrontando ben 3 emergenze nazionali: la tempesta Vaia, la tempesta di grandine del 2023 e la recente alluvione dell’Isontino.

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Nasce il Resilience Officer

«Abbiamo bisogno di un approccio multidisciplinare che superi i compartimenti stagni e questa scuola laboratoriale potrà dare un impulso fondamentale alla costruzione di un sistema integrato e resiliente». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi a margine della firma con il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari a palazzo Fantoni, siglata in occasione della presentazione della Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile a Gemona. L’accordo formalizza l’avvio di un percorso formativo di alta qualificazione volto a delineare il profilo del “Resilience Officer”, una figura strategica per favorire l’integrazione tra governance, competenze tecniche e capacità operative all’interno del sistema regionale di emergenza. L’iniziativa, che vede la collaborazione del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura e della Cattedra Unesco dell’ateneo udinese, si svilupperà attraverso un corso intensivo di 40 ore destinato a un massimo di 30 partecipanti. Il programma prevede moduli didattici residenziali presso il Centro servizi per le foreste e attività della montagna (CeSFAM) di Paluzza e una giornata conclusiva di simulazione presso la sede della Protezione civile di Palmanova. Per la realizzazione del progetto, l’Amministrazione regionale ha autorizzato uno stanziamento complessivo di 32mila euro a carico del Fondo regionale per la protezione civile. L’obiettivo dell’intesa è valorizzare l’eredità storica della ricostruzione del Friuli, trasformandola in un modello di prevenzione moderno e proattivo in linea con le strategie delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri Attraverso questa sinergia, la Regione punta a consolidare un sistema di Protezione civile d’avanguardia, capace di superare le logiche verticali e di operare in uno spazio multidisciplinare integrato.

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Riccardi ha sottolineato, poi, il drastico aumento del profilo di rischio mettendo a confronto i periodi: se nei primi 24 anni (dal 1994 al 2018) si sono verificate 6 emergenze, negli ultimi 7 anni se ne sono registrate 3, evidenziando come i dati dimostrino che il profilo del rischio sta aumentando con fenomeni più frequenti, violenti e circoscritti, rendendo non più sostenibile un modello basato solo sul ripristino del patrimonio pubblico. Quattro i concetti chiave che l’esponente della Giunta Fedriga ha esposto nell’analisi delle esigenze per il futuro: l’evoluzione del decisore – «è necessario il passaggio dalla figura del burocrate a quella del tecnocrate, un project manager con poteri semplificati che sappia guidare i processi di trasformazione»; la riforma delle regole – «la condizione di “straordinarietà” insita nei commissariamenti deve diventare ordinarietà per superare l’incapacità di spesa causata da norme che oggi frenano la sicurezza»; la gestione del rischio – con l’aumento della frequenza e violenza dei fenomeni, non è più sufficiente il solo ripristino del danno, ma serve un nuovo modello di assistenza che integri pubblico e sistema assicurativo, e su questo la Regione – ha ricordato Riccardi – molto ha fatto su impulso del governatore Fedriga»; la fine del “singolarismo” – «la prevenzione non deve più essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare, coinvolgendo in modo integrato tutti i servizi primari e le competenze professionali».
Per l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, intervenuta alla cerimonia portando anche i saluti dell’assessore all’Università e Ricerca Alessia Rosolen, «tenere viva l’esperienza del 1976 significa avere la lungimiranza di creare strumenti innovativi. Il Friuli, territorio cantiere per tanti anni, continua oggi a essere un cantiere virtuoso di costruzione del futuro e della sicurezza, dando ai giovani ulteriori occasioni di crescita professionale e di innovazione. In questi 50 anni – ha aggiunto Zilli – la comunità friulana, grata e riconoscente, ha rinsaldato e rafforzato il filo che lega la sua storia a quella dell’Università di Udine, istituzione che è testimone del patrimonio valoriale che da quell’evento drammatico è nato e ha dato frutto, testimoniato dall’inaugurazione di oggi». A presentare ufficialmente UNIUD RESILHub è stato Stefano Grimaz, titolare della Cattedra Unesco e direttore della Scuola, che ha illustrato l’approccio “science-based ed experience-based” del polo, mentre Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg, ha presentato il profilo del “Resilience Officer” operante nel Comitato regionale per le emergenze (Corem) e che sarà oggetto del primo corso della scuola.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale a Gemona.

(Foto Università di Udine)

Criptovalute tra informazione, sicurezza e opportunità: sabato a Udine una lezione gratuita con i professori Miculan e Miani

Capire le criptovalute, senza tecnicismi e con strumenti concreti per orientarsi in modo consapevole. È questo l’obiettivo di “Le Criptovalute: Informazione, Sicurezza e Opportunità”, la lezione gratuita organizzata da Fvg Comunità digitale, il progetto che porta il digitale nella vita quotidiana dei cittadini in modo semplice, assistito e inclusivo. L’appuntamento è per sabato 28 febbraio, alle ore 10 in sala Ajace, nel palazzo municipale di Udine. A guidare il pubblico saranno Marino Miculan, professore di Informatica all’Università di Udine ed esperto di informatica e sistemi blockchain, e Stefano Miani, docente di Economia e Finanza: un’occasione per trasformare la curiosità in competenza.
“In un momento in cui le criptovalute sono sempre più presenti nel dibattito pubblico e nelle scelte economiche delle persone, è fondamentale offrire occasioni di informazione chiare e accessibili”, afferma Gea Arcella, assessore a Smart City e Innovazione digitale. “Come amministrazione vogliamo promuovere una cultura digitale diffusa e consapevole, che metta i cittadini nelle condizioni di comprendere opportunità e rischi, evitando semplificazioni fuorvianti. Abbiamo rafforzato il programma di incontri pubblici proprio per dare maggiori strumenti ai nostri cittadini, soprattutto quelli che non hanno elementi per affrontare il presente con consapevolezza o vogliono approfondire temi specifici”.
L’evento divulgativo si propone di offrire una chiave di lettura accessibile a un pubblico non specialistico, fornendo gli strumenti necessari per orientarsi con consapevolezza in un settore spesso percepito come complesso. Il dialogo spazierà dai fondamenti tecnico-scientifici della blockchain alle dinamiche economico-finanziarie che governano i mercati delle criptovalute. Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/capire-le-criptovalute-informazione-sicurezza-e-opportunita/

Il Municipio di Udine.

Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS, dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e dall’ALSI – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.
L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale”, con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura PNRR 1.7.2.

Terremoto del Friuli, varato dalla Regione il programma dei Cinquant’anni. Fedriga: una ferita profonda, ma è nato un “modello” riconosciuto da tutti

«Il terremoto del Friuli è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza. Non a caso oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare, ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non è solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto, ma anche per dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito il Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (1976-2026), nell’auditorium del Polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine, organizzati dalla Regione Fvg attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri, Università di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione, Fondazione per la sussidiarietà Ets, Ogs-Istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni terremotati e Sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni dichiarati disastrati. Il programma aggiornato è consultabile attraverso il banner nella home page del sito istituzionale della Regione Fvg.


È stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a delineare il percorso con «celebrazioni che non resteranno chiuse nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’Estero per raccontare un’esperienza che è diventata un modello unico al mondo. Abbiamo pensato a un anno “lungo” nel quale cercheremo di raccontare questa “storia difficile”, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo, cercando di far emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del “modello Friuli”», ha esordito l’assessore. «L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e “l’uomo dell’emergenza”, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato». «Il successo della ricostruzione è attribuito a una catena istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni», ha sottolineato il vicepresidente della Regione, ricordando «quella battaglia politica sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’. Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle priorità. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le Chiese» fu una scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la “desertificazione” delle aree colpite».
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Università, nata da «un movimento popolare positivo» per formare una classe dirigente capace di gestire la «cultura della resilienza», il riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e dell’Europa è diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo «come ci ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros». E poi la Protezione civile, «cioè lo sforzo con il quale Giuseppe Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere dopo e prima. Quindi l’attività della prevenzione, con la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’è un passaggio estremamente importante del presidente Adriano Biasutti e del presidente Antonio Comelli che verrà ricordato – ha rimarcato Riccardi -: la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà: la vera convenienza di quella scelta risiedeva nella volontà ferrea di difendere le radici profonde di questa terra».
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiterà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei Vescovi italiani, e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Università di Udine, nata appunto da un “movimento popolare positivo” per formare una classe dirigente capace di gestire la “cultura della resilienza” e la Protezione Civile con il volontariato. «Quest’anno il Consiglio regionale discuterà una legge sul volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e insostituibile», ha concluso Riccardi.


Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e la collega alle Finanze Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al sindaco di Gemona Roberto Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976: presente, inoltre, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha rimarcato di «sentire forte il lascito della lezione della ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione ed investimenti infrastrutturali». Zilli ha osservato, invece, che «le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti».
I saluti introduttivi sono stati portati dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, con interventi del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni del Terremoto Roberto Revelant e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Nel corso della cerimonia il governatore Fedriga ha premiato il vincitore del concorso promosso dalla Protezione civile regionale e aperto alle classi quarte e quinte dei Licei artistici e Istituti tecnici ad indirizzo Grafica e Comunicazione della nostra regione. Fedriga ha assegnato il riconoscimento a Davide Giroldo, della classe 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons per aver creato il miglior logo commemorativo che rappresentasse la memoria dell’evento sismico, la resilienza della comunità, il percorso di rinascita e il legame con il territorio. Fedriga ha sottolineato che «è molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra, che non vuole far vivere un ricordo di quei momenti drammatici e della ricostruzione semplicemente come un doveroso ricordo del passato, ma come una forte testimonianza nel presente. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra». Il logo vincitore – premiata con 5mila euro la classe – è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà le attività della Regione Fvg per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

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In copertina, il logo commemorativo vincitore; all’interno, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga, la premiazione del Liceo Artistico di Cordenons, presente l’assessore Riccardo Riccardi responsabile della Protezione civile Fvg, e il folto pubblico.

Ausir, ecco le tre borse di studio del Premio Nicola Turello (sindaco di Pozzuolo) assegnate a Lorenzo Ciabelli, Giuseppe Marazza e Sara Zermano

La gestione più sostenibile del vetro e dei rifiuti urbani, il miglioramento qualitativo della distribuzione della risorsa idrica, l’impatto dei cambiamenti climatici sul sistema fognatura-impianto: la seconda edizione del Premio Nicola Turello istituito da Ausir ha premiato a Udine, in Aula Pasolini di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, tre laureati magistrali dell’Università di Udine. Lorenzo Ciabelli, Giuseppe Marazza e Sara Zermano si aggiudicano un premio di laurea di 2 mila euro ciascuno.


Il premio è intitolato alla memoria di Nicola Turello, primo presidente dell’Ausir ed ex sindaco di Pozzuolo del Friuli prematuramente scomparso ad inizio 2024. Ausir è l’Autorità unica regionale per il servizio idrico integrato e per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, un’Agenzia cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni della regione Friuli Venezia Giulia per l’esercizio delle funzioni pubbliche relative ad acqua e rifiuti. Ciabelli, laureato in ingegneria gestionale, ha vinto il premio con la tesi dal titolo: “Ottimizzazione della raccolta del vetro a Trieste: analisi ambientale e modellazione logistica”, mentre Marazza e Zermano, entrambi laureati in Ingegneria per l’ambiente, il territorio e la protezione civile, si sono aggiudicati il premio rispettivamente per la tesi “Sistema fognatura-impianto in relazione ai cambiamenti climatici: un caso studio” e “Modello di distribuzione della risorsa idrica con processo di clorazione: un caso studio in Medio Friuli”.
«Questi premi non sono solo un riconoscimento al merito accademico, – ha sottolineato il presidente di Ausir, Andrea Delle Vedove – sono un investimento nella capacità di portare soluzioni innovative, rigore scientifico e responsabilità civile dentro le scelte che riguardano l’ambiente, le infrastrutture e la gestione sostenibile delle risorse in ambiti strategici per il futuro ambientale della nostra regione. Spero che la figura di Nicola Turello possa accompagnare il percorso professionale di questi giovani come esempio di dedizione, competenza e impegno verso la comunità».

Nicola TurelloNicola Turello


Ognuna delle 17 tesi partecipanti è stata valutata per la rilevanza dell’argomento trattato, la fattibilità della proposta, l’originalità o contenuto d’innovazione e, infine, per il rigore metodologico applicato, la chiarezza e la correttezza espositiva. La commissione giudicatrice era composta dai professori Antonio Massarutto, Dipartimento di Scienze economiche e statistiche, Patrizia Simeoni, Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, e Pier Marco Rosa Salva, Dipartimento di Scienze economiche e statistiche.
«Come presidente dell’Ausir, Nicola Turello aveva avuto modo di avviare numerose collaborazioni con il nostro Ateneo, e riteniamo doveroso ricordarlo con questa iniziativa – ha commentato il professor Alessandro Gasparetto, direttore del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura -. Sono state premiate tesi di laurea innovative che riguardano la sostenibilità ambientale, tematica di notevole rilevanza per la nostra Regione, e a cui l’Università di Udine ha conferito una collocazione centrale all’interno del proprio piano strategico. Vivissime congratulazioni ai tre vincitori, per i quali auspichiamo un brillante percorso professionale ispirato ai principi della sostenibilità, studiati e applicati nelle loro tesi di laurea».

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In copertina e all’interno i tre giovani premiati con il riconoscimento dell’Ausir.

Chiandetti, grande storia dell’editoria creata dal nulla 65 anni fa da Luigi: bellissima festa a Reana anche per il mezzo secolo di Agenda Friulana segno di speranza e rinascita dopo il terremoto

di Giuseppe Longo

REANA DEL ROJALE – Volete sapere qual è un grande friulano? Non ci sono dubbi: è Luigi Chiandetti. Protagonista nella carta stampata e nell’editoria da una vita e che continua a esserlo, perché, pur alla soglia dei novant’anni portati meravigliosamente bene, non manca una giornata nella sua inseparabile Tipografia a Reana del Rojale, quella che ha costruito a piccoli passi ma senza fermarsi mai, dal nulla, con la sua amata Vilma. Lo conosco esattamente da mezzo secolo, a quell’epoca la sua era ancora un’aziendina di quindici anni di vita. E non c’era stato ancora il terremoto, ma erano gli anni in cui il Friuli, uscito dalle ferite dell’ultima guerra, cresceva in fretta e con entusiasmo. Poi, il 6 maggio 1976, la terribile mazzata del sisma, la paura di stare davanti alle macchine, con la porta era sempre aperta per darsela a gambe appena arrivava una nuova scossa. E in quel doloroso contesto, soprattutto per i mille morti che ha causato, è nata anche Agenda Friulana come segno di speranza, di quel “tigni dur e mai molà” di cui la gente friulana va fiera, tanto da realizzare in pochissimi anni una ricostruzione esemplare, conosciuta ovunque come “modello Friuli”. E anche Gigi è stato un artefice di questo miracolo – a quell’epoca era anche amministratore comunale – che ha fatto rinascere, crescere e incredibilmente progredire la nostra terra dotandola di infrastrutture pubbliche impensabili (basti pensare soltanto all’autostrada Alpe Adria e alla doppia ferrovia Pontebbana) e culturali, come l’Università di Udine o meglio del Friuli. E oggi la Cartostampa Chiandetti, capitanata dai figli Cristina e Alessandro con il prezioso apporto di Elisa, per la quale il nonno è veramente un faro di luce sempre acceso, è un’azienda fiore all’occhiello del Friuli, offrendo ogni giorno prodotti di alta qualità e precisione, grazie a tecnologie sempre più evolute, e all’alta professionalità di dirigenti e maestranze. Di cui proprio Agenda Friulana, che compie appunto mezzo secolo, è un bellissimo esempio, che meritava d’essere festeggiato nella magnifica serata che ha riempito il pur ampio auditorium “Monsignor Giovanni Pigani”, un altro grande rojalese esemplare nella storia della Chiesa e della musica nel nostro Friuli.

«Chiandetti rappresenta uno dei migliori esempi di impresa artigiana del Friuli Venezia Giulia: una realtà familiare capace di attraversare le generazioni, innovare senza perdere le proprie radici e valorizzare, attraverso il lavoro artigiano, la cultura e la memoria del territorio», ha sottolineato, infatti, anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto alla serata celebrativa per i 65 anni di attività della Tipografia Chiandetti e per il mezzo secolo di Agenda Friulana, presentata nell’occasione dalla giornalista Paola Treppo.
L’evento ha ripercorso la storia dell’azienda fondata nel 1960 da Luigi Chiandetti e il valore simbolico della pubblicazione annuale, nata nel 1976, appunto l’anno del terremoto, come strumento di speranza e custodia dell’identità locale, divenuta negli anni un vero e proprio scrigno di memoria collettiva. L’edizione 2026 prosegue questa missione culturale, arricchita anche da una rubrica dedicata all’Ente Friuli nel Mondo, guidato dal concittadino e sindaco emerito Franco Iacop. Nel suo intervento, l’assessore Bini – che ha voluto omaggiare Luigi Chiandetti con una targa ricordo che l’ha commosso – ha sottolineato anche l’impegno della Regione a sostegno del comparto artigiano del Friuli Venezia Giulia, «riconosciuto a livello nazionale per le proprie eccellenze locali e per l’abilità delle proprie maestranze». Inoltre, l’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato l’importanza del passaggio generazionale e il forte legame con la comunità di Reana e con il Friuli, che «hanno reso questa azienda un simbolo della friulanità in Italia e anche all’estero, vera e propria custode di tradizioni, storia e paesaggi del nostro territorio».


Alla bellissima serata, presentata con garbo e proprietà da Elisa Mauro (amministrazione e pubbliche relazioni) assieme a Gabriele Marcuzzi (settore commerciale), e impreziosita dagli “stacchi” musicali di flauto e violoncello “prestati” per l’occasione dai Filarmonici Friulani, sono intervenuti il sindaco di Reana del Rojale, Anna Zossi, il presidente di CrediFriuli Stefano Fruttarolo, il presidente di Confartigianato Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il citato presidente di Friuli nel mondo. Tutti, pur con accenti diversi sintonizzati sulle rispettive competenze, si sono soffermati sulla vita e sugli indiscutibili successi collezionati in 65 anni di vita dall’azienda di Luigi Chiandetti. Il quale ne ha fatta veramente tanta di strada da quando l’ho conosciuto nel lontano 1975, quando riforniva di carta e buste intestate l’allora Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezie Giulia, nel quale ero stato appena assunto, e veniva personalmente a portare quelle scatole, che rivedo ancora, man mano che le scorte si esaurivano. E un anno dopo Gigi, da sempre inesauribile fucina di idee e iniziative, dava vita proprio ad Agenda Friulana, alla quale tutti auguriamo almeno altri cinquant’anni di vita. Tutto è stato possibile grazie al suo entusiasmo e alla sua grandissima dedizione al lavoro assieme alla sua cara Vilma, che purtroppo non c’è più (l’avrebbe sicuramente commossa la festa di sabato), ma anche ai tanti, bravissimi, collaboratori di ieri e di oggi che alla fine sono saliti sul palco per una magnifica foto ricordo con il loro Gigi.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini mentre consegna la targa a Luigi Chiandetti; all’interno, la foto ricordo con tutti i dipendenti di ieri e di oggi, Paola Treppo che presenta Agenda Friulana numero 50, i musicisti dei Filarmonici Friulani, il saluto del sindaco Anna Zossi, le foto ricordo con Confartigianato e Friuli nel mondo, il saluto di Stefano Fruttarolo per CrediFriuli, il “patriarca” Gigi con la sua famiglia, con i figli Cristina e Alessandro e con l’amata nipote Elisa.

“Udine Città della Pace”, il Premio del Club per l’Unesco compie 25 anni e andrà a Ritorno all’Essere Umani: mercoledì a Palazzo D’Aronco festa per la consegna

(g.l.) Compie un quarto di secolo il Premio “Udine Città della Pace” promosso e organizzato dal Club per l’Unesco di Udine che, invece, sta vivendo il 40° anno di attività. Il prestigioso riconoscimento quest’anno è stato assegnato all’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani (Reu), fondata da Luca Fontanini ed Emanuela Sozio. La sua consegna avverrà durante una pubblica cerimonia che si terrà mercoledì prossimo, 17 dicembre, alle 17, nel Salone del Popolo nel Municipio nel capoluogo friulano. «La popolazione – afferma Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine – è invitata a partecipare e a condividere questo momento di riconoscimento, che non è soltanto un atto formale, ma un’occasione per ritrovarsi. Sarà un incontro aperto e inclusivo, in cui ciascuno potrà sentirsi parte di un percorso comune verso una cultura della pace e della cura. Un invito a esserci, insieme, come fili di una stessa trama che nel rispetto continua a tessere il futuro della nostra terra».

Renata Capria D’Aronco


Da sempre impegnato nella costruzione di ponti con gli attori della società civile, il Club per l’Unesco di Udine conferisce, dunque, il Premio 2025 all’associazione Reu per il valore del suo lavoro di sensibilizzazione e formazione rivolto a professionisti e cittadini. «L’associazione premiata – spiega Renata D’Aronco – promuove una cultura della cura autentica della persona, attraverso percorsi che integrano i contesti tecnico-sanitari con il dialogo multiculturale tra medicina, scienze umane e filosofia. Il motto “con cura e per la cura” esprime la visione filosofica, culturale e sociale che guida tutte le attività dell’associazione».
La presidente D’Aronco, assieme al direttivo del Club per l’Unesco di Udine, rivolge pertanto un sentito ringraziamento alla Giuria che lei stessa presiede e che è composta da Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine; Dorino Favot, presidente Anci Fvg; Bruno Malattia, presidente Fondazione Friuli e Angelo Montanari, magnifico rettore dell’Università di Udine per «il qualificato contributo valutativo e l’autorevole impegno profuso nella selezione dei candidati». La decisione della Giuria riconosce, infatti, il valore del lavoro svolto da Reu, messo in luce anche dalla terza edizione del convegno “Al di qua”, che ha visto la partecipazione di Carmela De Fusco (direttore Soc Cure Palliative ASUFC) e di Paola Ponton (presidente Nucleo Etico per la Pratica Clinica Asufc). Nel corso dell’evento è stato evidenziato un interrogativo tanto necessario quanto attuale: la necessità di tornare a essere, come una costellazione, autenticamente umani in ogni fase della vita nel prendersi cura di se stessi e degli altri.
«Questa venticinquesima edizione del Premio – sottolinea infine la presidente – assume un significato particolare poiché coincide con il 947º anniversario dell’atto di nascita della Patria del Friuli e con il 40º anniversario del Club per l’Unesco di Udine, che fa parte della Ficlu (ente accreditato al Miur). Una doppia ricorrenza per il Friuli che celebra nell’eccellenza multidisciplinare la continuità di un impegno costante nella promozione della scienza, della cultura della pace e del dialogo». Come detto, la cerimonia di premiazione, aperta a tutta la cittadinanza, si terrà nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, a Udine, mercoledì pomeriggio.

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In copertina,  Luca Fontanini ed Emanuela Sozio fondatori dell’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani.

Big Data e Intelligenza Artificiale alla portata di tutti: domani a Udine una lezione aperta di Gian Luca Foresti

Viviamo circondati da dati e informazioni che non vediamo, ma che influenzano la salute, la sicurezza, i servizi e le scelte di ogni giorno. “Il potere invisibile dei dati: Big Data e Intelligenza Artificiale” è il titolo della lezione gratuita organizzata da “FVG Comunità digitale”, il progetto che ha lo scopo di portare il digitale nella vita del cittadino comune in modo facile e ben assistito, senza lasciare indietro nessuno.
Appuntamento, pertanto, a Udine nel Salone del Popolo del Comune di Udine (via Lionello 1) domani, 22 novembre, alle 10 con la lectio di Gian Luca Foresti, professore ordinario di Informatica all’Università di Udine e direttore del Master in Intelligence e Tecnologie Emergenti. Foresti illustrerà con linguaggio divulgativo come i Big Data e l’intelligenza artificiale servano a leggere questi dati “nascosti” e trasformarli in strumenti utili per migliorare la vita delle persone. Interverranno anche Gea Arcella, assessore all’innovazione del Comune di Udine, e Antonio Piva, presidente di Aica, l’associazione in cui professionisti dell’informatica, docenti, studenti, enti pubblici e privati si confrontano sul sapere, il lavoro e le prospettive della società sui temi del digitale.
«In un momento storico in cui la trasformazione digitale attraversa ogni ambito della nostra vita, iniziative come FVG Comunità digitale rappresentano un passo fondamentale per accompagnare i cittadini in questo cambiamento con consapevolezza e competenza. – evidenzia l’assessore. – La lezione del professor Foresti ci aiuterà a comprendere meglio il “potere invisibile” dei dati e dell’intelligenza artificiale, tecnologie che possono migliorare in modo concreto la qualità dei servizi, la sicurezza e il benessere delle persone, purché siano conosciute e utilizzate in modo responsabile. Come Comune di Udine crediamo fermamente che nessuno debba essere lasciato indietro nel percorso verso la digitalizzazione e puntiamo ad offrire ai cittadini strumenti, corsi gratuiti e occasioni di formazione accessibili a tutte le età».
Il progetto “FVG Comunità digitale”, in collaborazione con il Comune di Udine, consiste in webinar ed eventi divulgativi per conoscere le nuove tecnologie e anche nell’erogazione di micro-corsi formativi gratuiti. Per conoscere le proprie carenze e il proprio fabbisogno formativo in tema di digitale, il progetto “FVG Comunità digitale” mette a disposizione online anche il servizio di auto-valutazione delle competenze digitali (http://laprora.micertificoicdl.it/). Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS e dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e l’ALSI – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.
L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale” con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura Pnrr 1.7.2.

Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/big-data/

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In copertina, il professor Gian Luca Foresti dell’Università di Udine.

Criptovalute, a Casarsa si torna a parlarne: nuovo incontro domani per capire come orientarsi dal portafoglio digitale all’uso quotidiano

Dopo l’ottima partecipazione registrata all’incontro di maggio, a Casarsa della Delizia si torna a parlare di criptovalute. Domani, 21 ottobre, alle 20.30, al Ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini, Forum Democratico propone infatti un nuovo incontro dal titolo “Criptovalute in pratica: dal portafoglio digitale all’uso quotidiano”, pensato per chi vuole capire come usare davvero le valute digitali nella vita di tutti i giorni. A condurre la serata sarà Egidio Palmieri, docente all’Università di Udine, che guiderà i partecipanti in un percorso concreto tra wallet, sicurezza, pagamenti digitali e casi d’uso reali.
“Questo secondo incontro nasce dalla forte partecipazione e dalle numerose domande ricevute dopo il primo evento – spiega Pierluigi Rosa, presidente di Forum Democratico -. Abbiamo capito che c’è un reale bisogno di chiarezza su strumenti che stanno entrando nelle nostre vite quotidiane. Con un approccio pratico e accessibile, vogliamo fornire ai cittadini gli strumenti per orientarsi in un mondo in rapida evoluzione come quello delle criptovalute.”
Il relatore guiderà il pubblico in un approccio più concreto e operativo, rivolto a chi, incuriosito dal primo evento, desidera capire meglio come usare le criptovalute nella vita di tutti i giorni. Per cui, nel corso della serata si affronteranno in modo semplice e diretto tre aspetti fondamentali del mondo delle criptovalute. Si parlerà innanzitutto di sicurezza e portafogli digitali. Si passerà poi a come acquistare e utilizzare le cripto. Infine, spazio agli usi concreti nella vita quotidiana, con esempi pratici che mostrano dove e come le criptovalute possano già oggi essere impiegate, mettendo in luce sia le potenzialità che i limiti di questo strumento in continua evoluzione. L’iniziativa è organizzata da Forum Democratico in collaborazione con Amministrazione comunale, Pro Casarsa, Progetto Giovani e Coogito Consulta Giovani, nonché con il sostegno di Banca 360 Fvg.

Per maggiori informazioni: forumdemocraticocasarsa@gmail.com

Un “ponte” tra l’Ateneo di Udine e l’Università delle LibeEtà Fvg: più di 300 studenti nel nuovo progetto formativo

Il progetto Pro-Ben “Health on campus – ricerca e modelli multidisciplinari integrati di promozione del benessere psicofisico nella popolazione universitaria”, programma nazionale, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca – che si prefigge di accrescere il livello di benessere degli studenti, appunto, ed al quale aderisce anche l’Università degli Studi di Udine -, ha stimolato la nascita di una proficua sinergia tra l’ateneo friulano e l’Università delle LiberEtà Fvg.
In funzione dell’indagine “Benessere in campus” l’Università ha distribuito agli studenti un questionario sul tema: obiettivo era raccogliere, in forma anonima, una serie di dati scientifici ritenuti essenziali per indagare sui disagi e sulle difficoltà degli universitari, per valutare l’efficacia dei servizi di presa in carico già attivi e per delineare e orientare azioni finalizzate a creare una nuova e diffusa cultura del benessere. «Obiettivo dell’iniziativa è comprendere il vissuto psicologico dei ragazzi, perché il benessere mentale non è un lusso bensì parte integrante del diritto allo studio e della qualità della vita universitaria», spiega il professor Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene all’Università di Udine e responsabile scientifico del progetto.
A chi si è prestato a partecipare all’iniziativa finalizzata a promuovere il benessere mentale, l’ateneo ha offerto un ventaglio di incentivi e di opportunità, tra i quali rientravano le tante proposte erogate dall’Università delle LiberEtà di Udine. «Ben 339 ragazzi – spiega la presidente di quest’ultima, Pina Raso – hanno scelto la nostra realtà come bonus dopo la compilazione del questionario: la notizia che ci ha sorpreso e gratificato. Tutti hanno ottenuto il tesseramento gratuito all’Università delle LiberEtà; 60, inoltre, avranno anche una pre-opzione per i viaggi di progetto finanziati tramite il programma Erasmus+ e altri 20 hanno ricevuto un buono di 20 euro per l’iscrizione ad uno dei tantissimi corsi da noi organizzati nell’arco dell’anno. Le prime iscrizioni sono già arrivate: parecchi degli studenti che si sono indirizzati verso di noi non conoscevano l’Università delle LiberEtà e sono rimasti molto colpiti dalla ricchezza dell’offerta erogata; altri, invece, ne avevano già sentito parlare. Per noi – conclude – si tratta di un’occasione davvero preziosa, che speriamo di poter progressivamente consolidare». La presidente Raso si ripromette di incontrare a breve i giovani che hanno formalizzato l’iscrizione, per conoscerli e per capire cosa li abbia indotti a scegliere l’opzione dell’Università delle LiberEtà e, di conseguenza, quali siano le aspettative che nutrono al riguardo.

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In copertina, alcuni dei partecipanti a un corso di pittura delle LiberEtà in Fvg.

Fvg Comunità digitale, oggi a Udine le nuove opportunità con Luca Chittaro

“Oltre il Reale: come Realtà Virtuale ed Aumentata cambiano Formazione e Salute” è il titolo della lezione magistrale gratuita organizzata da “Fvg Comunità digitale”, il progetto che ha lo scopo di portare il digitale nella vita del cittadino comune in modo facile e ben assistito, senza lasciare indietro nessuno. Appuntamento a Udine in Sala Ajace stamane, 11 ottobre, alle 10 con la lezione magistrale tenuta da Luca Chittaro, professore ordinario di Interazione Uomo-Macchina, Realtà Virtuale ed User Experience all’Università di Udine, dove nel 1998 ha fondato il laboratorio di ricerca Human-Computer Interaction Laboratory (HCI Lab) di cui è direttore.
Il progetto “Fvg Comunità digitale”, in collaborazione con il Comune di Udine, consiste in webinar ed eventi divulgativi per conoscere le nuove tecnologie e anche nell’erogazione di micro-corsi formativi gratuiti, tutti disponibili sulla piattaforma https://www.associazionelaprora.it/punto-digitale-facile/. La lezione del professor Chittaro tratterà di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, ovvero quell’insieme di tecnologie che permettono la fusione tra mondo fisico e mondo virtuale. Saranno illustrati con linguaggio divulgativo i principali risultati della ricerca e dell’applicazione di queste tecnologie alla Formazione e alla Salute.
«Le sfide proposte dall’Ia alla pubblica amministrazione riguardano la formazione verso i cittadini affinché siano consapevoli ed informati dei loro diritti nell’utilizzo di questi strumenti – ha sottolineato l’assessore alla Smart City e Innovazione Digitale, Gea Arcella -. L’Amministrazione comunale di Udine ha avviato un percorso strutturato di innovazione digitale, che punta a modernizzare i servizi pubblici, semplificare le pratiche burocratiche e migliorare la qualità della vita urbana. L’inclusione digitale è una priorità per la nostra amministrazione. Grazie a questi incontri e alla presenza dei Punti di Facilitazione Digitale vogliamo offrire ai cittadini strumenti concreti per sviluppare competenze fondamentali nell’era digitale».
Per conoscere le proprie carenze e il proprio fabbisogno formativo in tema di digitale, il progetto “Fvg Comunità digitale” mette a disposizione online anche il servizio di auto-valutazione delle competenze digitali (http://laprora.micertificoicdl.it/). Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS e dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e l’Alsi – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.

L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale” con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura PNRR 1.7.2. Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/realta-virtuale-realta-aumentata-e-metaverso/

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In copertina, il professor Luca Chittaro dell’Università di Udine.