Duino Aurisina, domenica invito sul monte Hermada alla scoperta dello “sciacallo dorato” del Carso triestino

Per “Quanto vale un petalo?”, appuntamenti sulla biodiversità, domenica 15 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione dalle 9.30 alle 13 sul Monte Ermada, a Duino Aurisina: tema “Il Carso e lo sciacallo dorato”. La guida Barbara Bassi illustrerà le caratteristiche dell’ambiente carsico, mentre la naturalista Monica Skapin, che nella zona ha svolto la sua tesi di laurea sperimentale sullo sciacallo dorato nel Carso triestino, parlerà dei ruolo dei predatori naturali e della loro coesistenza con l’agricoltura locale.

Una escursione tra le rocce carsiche.


In programma un facile percorso di circa 6 km, con 150 metri di dislivello, tra boschi, doline pittoresche e scorci panoramici sul mare e il Carso. Mentre Monica Skapin – laureata in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura all’Università di Trieste – racconterà le osservazioni svolte sul campo tramite delle fototrappole. per approfondire la biologia e l’ecologia dello sciacallo dorato, un affascinante canide presente sul Carso triestino.
Ritrovo alle ore 9.10, nel parcheggio del Campo sportivo di Visogliano. Quote di partecipazione: interi 12 euro; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di sei. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le   divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina e qui sopra due immagini dello “sciacallo dorato” del Carso triestino.

(Foto Università di Trieste)

Decadimento cognitivo, oggi a Trieste incontro con Alberto Benussi a CasaViola: ecco come la scienza sta riscrivendo la diagnosi del professor Alzheimer

Prosegue a CasaViola, la struttura della de Banfield dedicata ai caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo o Alzheimer, il nuovo ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per accompagnare i caregiver stessi lungo il percorso della diagnosi e l’affiancamento nella cura con strumenti concreti, informazioni e occasioni di dialogo diretto con specialisti del settore. Un’iniziativa che nasce dal bisogno, sempre più diffuso, di avere punti di riferimento chiari in un ambito complesso e spesso emotivamente faticoso come quello delle malattie neurodegenerative.

Folto pubblico a CasaViola.


Dopo il primo, partecipatissimo incontro dello scorso lunedì sulle demenze e le cure palliative, si prosegue oggi, 19 gennaio, alle 17.30, con l’appuntamento sul tema “Dalla genetica ai biomarcatori: come la scienza sta riscrivendo la diagnosi di Alzheimer”, con il professor Alberto Benussi, neurologo e professore associato all’Università di Trieste. L’incontro offrirà una panoramica chiara e aggiornata su come stanno cambiando le possibilità di diagnosi e prevenzione della malattia: dalla diagnosi precoce e biologica all’utilizzo dei biomarcatori e delle nuove tecniche di imaging cerebrale, fino al tema della genetica e del rischio familiare. Un’occasione preziosa per trasformare informazioni spesso frammentarie in conoscenza consapevole, utile per orientarsi con maggiore lucidità.
Il ciclo di incontri apre nuove possibilità di confronto, offrendo ai caregiver uno spazio protetto in cui fare domande, sciogliere dubbi e acquisire maggiore consapevolezza per affrontare le scelte che il percorso di malattia inevitabilmente comporta. Sono incontri in presenza, aperti a tutta la cittadinanza e condotti da professionisti e professioniste esterni, espressione della rete dei servizi e della ricerca sul territorio per mettere in dialogo saperi diversi – clinici, assistenziali, scientifici – e restituire alle famiglie una visione più ampia, accessibile e umana della cura. Gli incontri proseguiranno tra febbraio e marzo con altri quattro incontri.
In programma intanto anche le altre attività offerte dalla struttura: in particolare, sempre oggi, ma alle 15, il nuovo appuntamento con i “Lunedì in città”, iniziativa settimanale su prenotazione ad ingresso libero (040.362766 o mail a casaviola@debanfield.it) dove, per le due ore successive, la persona con demenza sarà affidata agli operatori che le guideranno in attività ricreative e di stimolazione cognitiva.

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In copertina, il professor Alberto Benussi dell’Università di Trieste.

Eccidio di via Ghega, domani Trieste ricorda a Palazzo Rittmeyer (oggi Conservatorio) la strage nazista del 1944

Era il 23 aprile 1944, una data tristemente impressa nella storia di Palazzo Rittmeyer, a Trieste, oggi sede del Conservatorio Giuseppe Tartini. Ma 81 anni fa, nel periodo di occupazione della città da parte delle truppe naziste, l’edificio era stato requisito dalle autorità germaniche e trasformato nel Soldatenheim, la “Casa del soldato”. In quella drammatica giornata si consumava la strage nazista di cui sono rimaste raccapriccianti testimonianze fotografiche, con i corpi di 51 cittadini civili penzolanti dallo scalone interno del Palazzo, e altri cadaveri appesi dalle finestre della facciata, come monito ai cittadini. “L’eccidio di via Ghega” – così da allora si tramanda il terribile episodio – ancora una volta sarà commemorato nella giornata del 23 aprile, per iniziativa del Conservatorio Tartini di Trieste, che, spiega il Direttore Sandro Torlontano, «vuole onorare la memoria delle cittadine e dei cittadini italiani e sloveni barbaramente trucidati, e soprattutto alimentare una cultura di convivenza armoniosa e rispettosa fra comunità contermini. Per questo rinnoviamo il nostro emozionato ricordo di intesa con il Comune di Postumia, città dalla quale provenivano molte vittime dell’eccidio, alla presenza di autorità istituzionali delle due Municipalità, con la partecipazione dei nostri studenti e docenti, insieme agli allievi della Scuola di Musica di Postumia».
L’appuntamento, ottantuno anni dopo, è alle 9 di domani mattina, all’esterno di Palazzo Rittmeyer, dove verranno deposte le corone commemorative, con l’annunciata partecipazione del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del sindaco di Postumia Igor Marentič, di autorità e associazioni civili. Subito dopo ci si sposterà nello Scalone del Palazzo, triste teatro della strage, dove echeggerà il suono della campanella del Conservatorio che interromperà le lezioni, ricordando l’ora fatale del 23 aprile di 81 anni fa. Le autorità convenute, i docenti, gli studenti e il pubblico prenderanno parte, proprio lungo lo Scalone del Conservatorio, a un emozionante momento musicale in memoria delle vittime dell’Eccidio di Via Ghega, proposto dal Quartetto d’archi formato dalle studentesse del Conservatorio Maddalena Didonè e Marharita Shakunova violino, Giulia Naccari viola e Andrijana Dabovic violoncello. L’Ensemble, in forze alla classe di musica d’insieme per strumenti ad arco guidata dal docente Paolo Ciociola, eseguirà l’Adagio di Tommaso Albinoni.
Quindi la commemorazione si sposterà al secondo piano del Conservatorio Tartini, nell’aula magna, per i saluti istituzionali del presidente del Conservatorio, notaio Daniela Dado, del direttore Sandro Torlontano, e delle autorità istituzionali e dei rappresentanti delle associazioni ospiti. Un intervento di carattere storico sarà portato da Patrick Karlsen, professore associato di Storia contemporanea al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Trieste. A conclusione della commemorazione è previsto un momento musicale a cura degli studenti della Scuola di Musica di Postumia.

Info e dettagli www.conts.it tel. 040.6724911.

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In copertina, la facciata del Conservatorio Tartini che ricorda l’Eccidio.

Alice Richter confermata coordinatrice dei Giovani cooperatori Alpe Adria

Sono 219 i giovani cooperatori nei consigli d’amministrazione delle 392 cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. Una discreta presenza che comprende, in particolare, 35 presidenti di cooperativa. Sono stati loro, nel corso di un incontro a Bagnaria Arsa, a confermare Alice Richter come coordinatrice del Gruppo Giovani cooperatori. Richter, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, è referente per le attività educative in natura della cooperativa sociale triestina Querciambiente.


All’appuntamento assembleare hanno portato i loro saluti, Serena Mizzan, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Elisa Pizzamiglio, sindaco di Bagnaria Arsa, e Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale Fvg. Giovanni Grandi, professore di filosofia morale dell’Università di Trieste, ha proposto una riflessione sul tema: “Democrazia, amicizia sociale e giovani”. Erano presenti anche i rappresentanti dei giovani di Confindustria Alto Adriatico, di Confapi e di Confcooperative Pordenone. I lavori si sono conclusi con l’intervento di Andrea Sangiorgi, presidente nazionale del Gruppo Giovani Cooperatori.
«L’età media delle figure apicali delle cooperative italiane è di 55 anni. Nell’ottica del ricambio generazionale e del passaggio di competenze è quindi fondamentale la formazione dei futuri dirigenti», ha aggiunto il direttore di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi. «I prossimi mesi – ha detto Alice Richter –, con l’apporto trainante del Gruppo in termini di stimoli e idee, saranno dedicati alla costruzione di un progetto di lungo termine indirizzato a promuovere il movimento cooperativo e i suoi principi ispiratori».
Per coadiuvare i lavori della coordinatrice, sono stati eletti i consiglieri Roberta Bartolini, Roberta Del Prete, Chiara Giacomello, Sebastian Hector, Federico Mansutti, Lorenzo Sanzin e Anna Sola. Il Gruppo Giovani cooperatori di Confcooperative Alpe Adria rappresenta i cooperatori under 40 presenti nei consigli di amministrazione delle imprese aderenti. Con la loro azione, promuovono i valori del movimento cooperativo presso le giovani generazioni e la società civile; puntano a rafforzare il ruolo dei giovani nelle imprese cooperative, in particolar modo ai livelli dirigenziali; sostengono il ruolo dei giovani negli organismi di rappresentanza del mondo cooperativo, a livello settoriale, territoriale e nazionale.

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In copertina, Alice Richter; all’interno, la coordinatrice con il direttivo neo-eletto.

Villaggio del Pescatore, dal dinosauro al coccodrillo: oggi a Trieste c’è un focus sulle nuove scoperte paleontologiche

Grazie ai fondi raccolti nel 2021 dal Comune di Trieste in collaborazione con la ditta Zoic – eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni – un gruppo di ricerca composto dall’Università di Bologna, l’Università di Trieste, Ispra, Elettra Sincrotrone Trieste e la stessa Zoic srl ha potuto analizzare ogni singolo reperto estratto dal Villaggio del Pescatore, come se fosse visto per la prima volta. Tutto il materiale è stato esaminato da esperti di diversi settori (anatomia, geologia, chimica, botanica) per ottenere un quadro di insieme dell’ecosistema che si è preservato sul sito. Questo lavoro, che ha unito i dati raccolti durante gli scavi con le nuove scoperte, ha permesso di avere una fotografia di dettaglio di ciò che davvero sappiamo sul sito e sugli animali e piante che preserva.


Durante lo studio dei reperti, alcuni hanno sorpreso per l’eccellente qualità di preservazione non solo esterna ma anche interna. In altre parole, molti fossili ci avevano svelato solo in parte la loro storia perché ci si era limitati a studiare la loro forma esterna. Negli ultimi anni i paleontologi hanno lavorato sempre di più con gli esperti delle scansioni tomografiche, uno strumento che permette di vedere nei minimi dettagli l’interno delle ossa fossilizzate senza danneggiarle. Grazie alla collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste è stato possibile vedere i fossili del Villaggio del Pescatore come se la roccia che li ha preservati fosse trasparente. La prima indagine è stata fatta sul becco di Antonio, il celebre dinosauro Italiano trovato al Villaggio del Pescatore, l’esperimento è stato un successo e i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il complesso sistema di vasi sanguigni di un dinosauro estinto da 80 milioni di anni.
La seconda indagine si è concentrata su un altro esemplare ritrovato sul Sito Paleontologico: Si tratta del cranio di un piccolo coccodrillo chiamato Acynodon. Anche se l’aspetto di Acynodon ricorda molto quello dei coccodrilli attuali, i suoi denti sono davvero unici. È grazie allo studio dei denti che è stato possibile capire il tipo di alimentazione di questa strana creatura scoprendo così la fauna presente nel Cretaceo.
Durante un incontro pubblico in programma oggi, alle 17.30, all’Urban Center di Corso Cavour 2/2 a Trieste (I piano), i ricercatori coinvolti nel progetto – Diego Dreossi, Maurizio Polentarutti di Elettra Sincrotrone, il professor Federico Fanti, Marco Muscioni dell’Università di Bologna e Flavio Bacchia della Zoic srl – illustreranno nel dettaglio l’esito di questi studi e molto altro ancora: ci spiegheranno le tecniche di preparazione, come sono state effettuate le indagini e perché le nuove scoperte sono così importanti per continuare a studiare l’evoluzione del nostro territorio. L’evento introdotto dal vicesindaco con delega alle Attività economiche, Teatri e Partecipate del Comune di Trieste, Serena Tonel, è aperto a tutti e rappresenta un’importante occasione per conoscere le scoperte più recenti nel campo della paleontologia e la loro rilevanza per il territorio.

L’evento sarà anche tramesso in diretta streaming: https://us02web.zoom.us/j/84108476344?pwd=cyQvS4Fmw8xuJjMXpI59amsbAel0eP.1

A Trieste il Caffè oggi incontra il cinema dopo il grande interesse suscitato dal Cenacolo tutto dedicato ai tempi spaziali

(f.s.) Secondo appuntamento questo pomeriggio, 21 marzo, alle ore 16.30, con la rassegna “Cinema e Caffè”, nella sala auditorium dell’Itis di Trieste (via Pascoli 31, entrata all’angolo di via Conti), a cura dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, in collaborazione con la stessa Itis. La proiezione proposta in quest’occasione sarà “Bagdad Cafè” (Germania-Usa, 1987, 95’), film commedia diretto da Percy Adlon, con Marianne Sägebrecht, Jack Palance, CCH Pounder, Christine Kaufmann, Monica Calhoun, Darron Flagg, G. Smokey Campbell, Hans Stadlbauer. Storia di una turista tedesca, Jasmin, che, dopo una lite col marito avvenuta durante una sosta in auto nel Deserto del Mojave, prende la sua valigia, scende dall’auto e s’incammina sulla strada polverosa che la condurrà verso il Bagdad Café, un motel-distributore-bar piuttosto malmesso, frequentato da personaggi pittoreschi. Lo gestisce Brenda, afroamericana dalla forte personalità che ha cacciato di casa il marito dopo una lite…
La proiezione sarà a ingresso libero, ma, per opportuna disposizione, considerando la prevedibile presenza anche di ospiti anziani dell’Istituto, sarà richiesto di indossare prudenzialmente una mascherina “chirurgica” protettiva. Per la capienza limitata della sala si consiglia anche la prenotazione, telefonando al numero 371.5414048.
Sempre all’Itis, intanto, è ancora visitabile la mostra dedicata ai caffè storici di Trieste, esposta nel Salone Bar, che propone bellissime foto d’epoca dei nostri caffè, messe a disposizione dalla società Hausbrandt e dalla Fondazione Assicurazioni Generali; tutti i giorni, con ingresso libero, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Entrambe le iniziative sono curate da Bruno Vajente di AMdC con Mariagrazia Stepan e sono state realizzate grazie alla preziosa ospitalità e collaborazione dell’Istituto Triestino per gli Interventi Sociali.

Il presidente Pistrini con Anna Gregorio.

Da ricordare, poi, il grande successo del recente quinto “Cenacolo del Caffè”, tenutosi nei giorni scorsi all’Hotel Savoia Excelsior, e che ha visto apprezzatissima protagonista la professoressa Anna Gregorio Michelazzi, docente di Astrofisica all’Università di Trieste, coordinatrice dei team strumentali di grandi missioni scientifiche spaziali (Planck, Euclide) dell’Agenzia Spaziale Europea, membro del consiglio di amministrazione di Elettra-Sincrotrone, di Sissa-Medialab e altri organismi, valutatore esperto della Commissione Europea, nonché co-fondatrice e responsabile della strategia di Picosats, società spin-off dell’Università che opera nel campo dei piccoli satelliti.
La scienziata concittadina, che ha parlato sul tema “Verso il mondo del caffè dallo spazio, fra ricerca e industria”, dopo una breve ma importante analisi della storia della presenza dell’uomo nello Spazio fino alla più recente “New Space Economy”, ha illustrato, con la sua grande esperienza e documentazione, le enormi possibilità offerte all’umanità tutta, e a favore di molteplici settori di ricerca, dall'”esame” della terra “vista” e studiata dalle altezze dello Spazio. Trattando in particolare, dell’attuale “agricoltura di precisione” che, dai satelliti e stazioni orbitanti, permette di studiare nei dettagli la situazione dei campi agricoli terrestri e delle piantagioni di caffè per trarne preziosi referti e indicazioni. In questo caso, ponendo di fatto la ricerca spaziale al servizio dell’industria del caffè come pure di altri settori economici, indagini queste a scopi prettamente “civili” nelle quali si è particolarmente specializzata – ha precisato la Gregorio – proprio l’Agenzia Spaziale Europea.
Nel corso della conferenza, un vivo interesse e simpatia hanno destato le immagini di Samantha Cristoforetti che, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale orbitante attorno alla Terra, predispone e poi degusta, con tutta l’abilità richiesta dalla condizione di assenza di gravità, un caffè preparato con la speciale macchina appositamente costruita dalla Argotec di Torino assieme alla Lavazza e all’Agenzia Spaziale Italiana, in grado di poter funzionare nelle particolarissime condizioni di questi viaggi nello Spazio.
Grandi consensi dunque per la professoressa Gregorio Michelazzi, una personalità eclettica, non solo scienziata di fama ma anche appassionata sportiva (velista convinta, sciatrice, subacquea e viaggiatrice), inserita da Forbes fra le 100 donne manager italiane di maggior successo nonché pluripremiata da numerosi altri riconoscimenti italiani e internazionali. Eppure “semplice” e alla mano, nel segno della più tipica triestinità.
La settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Il prossimo “Cenacolo” sarà, sempre all’Hotel Savoia, giovedì 4 aprile, alle 17.30, con l’intervento di Antonella Caroli Palladini su “Porto Vecchio: viaggio di ritorno ai magazzini del caffè”. Tutti gli appuntamenti sono visibili anche sui social media dell’Associazione Museo del Caffè (sito web: https://www.amdctrieste.it, info: amdctrieste@gmail.com

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In copertina e qui sopra due immagini del film “Bagdad Cafè” in programma oggi all’Isis.

Artigianato e violenza economica, a Udine domani un convegno e poi l’apertura di uno sportello dedicato

“Violenza economica, questa sconosciuta”. Un incontro per smascherare una delle forme più insidiose e silenti della violenza di genere. A organizzarlo, domani 12 dicembre, alle 18, nel salone del Popolo del Comune di Udine, è il Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine con l’intento di far conoscere meglio questo fenomeno sommerso e poco indagato e per offrire alle donne degli strumenti concreti a loro supporto. Tra questi uno sportello dedicato che vedrà la luce a breve, nella sede di Confartigianato Persone in via Ronchi 20, a Udine, grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra il Movimento Donne Impresa di Udine e l’Associazione “IDI Iotunoivoi Donne Insieme” che sarà siglato al termine dell’evento informativo.
«La violenza economica si basa su atti di controllo nei confronti delle donne con l’obiettivo di limitare l’accesso all’indipendenza economica impedendone l’emancipazione, la crescita personale e culturale – spiega la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio -. Si tratta di una forma subdola e potente di sopraffazione che le porta a dipendere economicamente dagli altri».
Ai saluti dell’assessore alle Pari opportunità del Comune di Udine, Arianna Facchin, e della stessa Avolio, seguiranno gli interventi di Roberta Nunin, docente di Diritto del lavoro all’Università di Trieste e presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Udine, e di Gianluca Loffredo, responsabile della filiale di Udine di PerMicro, per poi finire con le conclusioni affidate al presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti.
Durante la serata verrà presentato il progetto pilota di educazione finanziaria, empowerment e accompagnamento all’imprenditoria per donne vittime di violenza intitolato “Women to be free”. E come detto verrà siglato un protocollo d’intesa per l’apertura di uno sportello espressamente dedicato alla violenza economica. «Obiettivo dello sportello – spiega Filomena Avolio – è quello di accogliere e sostenere donne che subiscono o hanno subito ogni forma di violenza, avviando percorsi di orientamento al lavoro e incoraggiandole a realizzarsi libere dalla violenza, in un’autonomia economica e lavorativa e in percorsi di empowerment che le aiutino a rafforzare la loro posizione sia nel mondo del lavoro che nella vita privata».
«Io come presidente, con le mie collaboratrici e volontarie del Centro Antiviolenza di Udine siamo molto soddisfatte di questa nuova collaborazione propositiva – commenta dal canto suo la presidente dell’associazione I “IDI Iotunoivoi Donne Insieme”, Alice Boeri -: un segnale concreto che il territorio è attento, sensibile e soprattutto pronto a fare rete e agire per affrontare, gestire ed eliminare la violenza di genere. Il primo passo fondamentale per conseguire la libertà femminile è sicuramente l’ascolto e la prossima apertura dello sportello con Confartigianato va in questa direzione».

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In copertina, Filomena Avolio presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine.

Verso la vita adulta, domani a Udine Grandi sui problemi dell’adolescenza

Sempre più digitali, immersi nello schermo di uno smartphone, catturati da un continuo flusso di notifiche e immagini, costantemente altrove: spesso adolescenti e giovani sembrano abitanti di un altro mondo, difficile da raggiungere e comprendere. Eppure, chiedono silenziosamente aiuto: imparare ad ascoltarli è il tema dell’incontro aperto al pubblico “Verso la vita adulta: accompagnare alla maturazione interiore”, che avrà luogo domani, 15 giugno, alle 18 nella sala Spazio Venezia di via Stuparich, Udine.
L’appuntamento avrà come ospite d’eccezione Giovanni Grandi, professore associato di Filosofia morale all’Università di Trieste e tra i fondatori dell’iniziativa “Parole O_Stili” per la promozione di stili di comunicazione non violenti online. L’incontro è parte del progetto “Crescendo” organizzato dal Consorzio di Cooperative Sociali Il Mosaico grazie al contributo della Fondazione Friuli e in collaborazione con Asufc, Convitto Salesiano San Luigi, Sidef Fvg e Diesse Fvg.
“Il progetto Crescendo cerca di intercettare i bisogni del nostro territorio, – commenta Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico – e uno dei più forti è la necessità, da parte di genitori ed educatori, di venir supportati rispetto al rapporto con giovani e adolescenti. Nei nostri incontri aperti a tutta la cittadinanza, abbiamo il piacere di ospitare relatori di spessore come il Professor Grandi, che negli anni ha approfondito tale tematica mettendo al centro l’importanza per i giovani dell’ascoltare e del sapersi ascoltare, riuscendo ad affrontare i tumulti interiori che possono sembrare talvolta ingovernabili”.
Ed è proprio qui che gli adulti giocano un ruolo importante, rappresentando un punto di riferimento prezioso nella misura in cui offrono gli strumenti per ascoltare in profondità se stessi, al fine di percorrere con più determinazione e meno ansia i passi verso la maturità.

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In copertina, il professor Giovanni Grandi dell’Università degli studi di Trieste.

 

Da Casarsa a Berlino: ecco Daniela Gatto traduttrice medico-scientifica

Prosegue con un’esperienza di vita da Berlino, uno dei cuori pulsanti d’Europa, il ciclo d’incontri di febbraio per il progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Prossimo appuntamento domani 17 febbraio, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube.
Interverrà Daniela Gatto, originaria di Casarsa della Delizia, traduttrice medico-scientifica dall’inglese e dal tedesco all’italiano. Una laurea alla Ssmlt (Sezione di Studi in Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) dell’Università di Trieste e un Master alla Università Ca’ Foscari di Venezia, oltre a numerose certificazioni in curriculum. Ora nel suo lavoro di traduzione, redazione e interpretariato, si concentra su medicina, farmaceutica e scienze della vita. Ha vissuto in Argentina, Norvegia, Stati Uniti e da 11 anni è residente nella capitale tedesca, dalla quale racconterà anche come i corregionali stiano vivendo il lockdown causa epidemica da Covid-19. In Germania Daniela Gatto da anni è parte attiva della rete di corregionali di recente emigrazione che fanno riferimento all’Efasce. Dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e con il presidente Gino Gregoris.

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In copertina e qui sopra la traduttrice casarsese Daniela Gatto.

 

Europa, quale futuro? Quattro appuntamenti su Radio Onde Furlane

Si intitola “Europa. Quale futuro?” e si propone di diffondere, tra i cittadini e in particolare tra i più giovani, la cultura democratica e i valori fondamentali dell’Unione Europea per promuovere coscienza, partecipazione e cittadinanza attiva. L’iniziativa, realizzato dal Centro di documentazione europea ‘Guido Comessatti’ dell’Università di Udine e dal Centro di documentazione europea dell’Università di Trieste con la collaborazione della cooperativa Informazione Friulana e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si sviluppa nella seconda metà di gennaio e consiste in una serie di quattro trasmissioni su Radio Onde Furlane, la “radio libare dai furlans” e in una tavola rotonda virtuale in programma il prossimo 28 gennaio.
Il primo appuntamento è fissato per domani 18 gennaio, alle 8.30 (con repliche martedì 19 alle 13.30 e mercoledì 20 alle 17.30), con la partecipazione dei responsabili scientifici dei Centri di documentazione europea dei due atenei, Claudio Cressati e Stefano Amadeo.
Il programma, curato e condotto da Marco Stolfo, assegnista di ricerca in storia delle dottrine politiche all’Università di Udine, continua, sempre alle 8.30, giovedì 21 gennaio alle 8.30 (con repliche venerdì 22 alle 13.30 e sabato 23 alle 17.30) e lunedì 25 gennaio alle 8.30 (con repliche martedì 26 alle 13.30 e mercoledì 27 alle 17.30) e si conclude venerdì 29 alle 8.30 (con repliche sabato 30 gennaio alle 17.30 e domenica 31 alle 10).

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In copertina, ecco la corona di stelle simbolo dell’Unione Europea.