“Riuniti in un solo corpo”, a Udine il nuovo libro di Lidia Arreghini: riflessione inedita sul trapianto di midollo osseo

Non sarà una semplice presentazione, ma un evento speciale, quello organizzato da Admo Fvg – con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – per venerdì 21 marzo, alle 16, in sala Ajace a palazzo D’Aronco, a Udine. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti.
Dopo i saluti di Paola Rugo, presidente di Admo Fvg, e l’intervento della dottoressa Donatella Londero, responsabile del registro IBMDR del Fvg, la filosofa friulana Lidia Arreghini presenterà il suo ultimo lavoro: “Riuniti in un solo corpo” (edizioni Pragma), volume che riporta un’inedita riflessione sul significato più profondo del trapianto di midollo osseo. Il testo raccoglie le testimonianze di donatori, riceventi e professionisti sanitari, proponendo un’analisi filosofica sul trapianto che va oltre la dimensione medica, esplorando le sue implicazioni umanistiche ed esistenziali: «Questo libro – ha spiegato Paola Rugo – offre una prospettiva più profonda sull’esperienza di chi vive il trapianto, sia come donatore che come ricevente, ma non solo: le testimonianze dei professionisti sanitari, che ogni giorno affrontano questa realtà, ci mostrano come sia necessario bilanciare empatia e professionalità in momenti tanto delicati».
L’evento rappresenta dunque una grande occasione di riflessione e di impegno civile per tutti coloro che desiderano approfondire il tema della donazione e del trapianto, da un punto di vista umano e filosofico. «Le testimonianze riportate – come ha sottolineato Luca Nave, che ne ha curato la prefazione – permettono di avvicinarsi al vissuto delle persone che sono “unite” in un solo corpo, di empatizzare il loro vissuto e di comprendere i pensieri, le paure e le speranze che l’esperienza di malattia e di guarigione suscitano». Si tratta quindi della stessa esperienza vista da diverse prospettive, che svela i retroscena di un legame profondo e indissolubile: quello tra donatore e ricevente. Non un semplice scambio di cellule, ma un’unione che trascende la fisicità e dura per tutta la vita. «Una connessione in grado di ricreare la realtà perduta del simbolo, che investe nuovamente l’umanità con tutta la sua ambivalenza», come ha ricordato l’autrice.
Terminata la presentazione del volume (che potrà essere anche acquistato, con una parte del ricavato devoluta all’Admo Fvg) seguirà una tavola rotonda con gli interventi di esperti sul tema della donazione e del trapianto. Mentre alle 17.20 è in programma una Lectio magistralis di Umberto Curi, professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova, su “Dono e perdono”. A chiudere la giornata le testimonianze di donatori e riceventi di cellule staminali emopoietiche.

Per ulteriori informazioni contattare Admo Fvg via mail: segreteria@admofvg.it

Emergenze idrogeologiche, oggi a Pordenone confronto con Teatro Verdi e Cai per R-Evolution Green

Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi Pordenone con R-Evolution Green, la rassegna ideata e organizzata assieme al Club Alpino Italiano, e curata dal docente di Geografia all’Università degli Studi di Padova Mauro Varotto, che chiama a raccolta esperti, scrittori, climatologi e storici per riflettere su una nuova idea di Montagna. In cartellone oggi, alle 18, al Ridotto del Verdi un incontro che affronta uno dei temi di maggiore attualità di questi ultimi anni in relazione ai cambiamenti climatici: quello delle emergenze idrogeologiche.

Sofia Farina

Andrea Zannini


A dialogarne assieme la fisica dell’atmosfera Sofia Farina e lo scrittore e docente di Storia dell’Europa all’Università di Udine, Andrea Zannini, che si confrontano su “Acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte: risorse idriche e cambiamenti climatici tra storia e futuro”. Al centro del dialogo una riflessione sul fatto che eventi estremi e alluvioni a cadenza pluridecennale aumenteranno la loro frequenza nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale, alternandosi a periodi di siccità sempre più intense e prolungate. La gestione dell’acqua e dei deflussi avrà dunque un ruolo centrale nella montagna del futuro: in particolare il ruolo delle dighe e degli invasi idroelettrici (vecchi e nuovi) è destinato ad assumere una valenza strategica all’interno dei piani di adattamento e mitigazione.
Il confronto tra una climatologa e uno storico consentirà di approfondire il ruolo passato, presente e futuro dei bacini idroelettrici, invitando ad un ripensamento della loro funzione e gestione a partire dai contestati progetti in corso: montagna e pianura possono salvarsi soltanto insieme. L’ingresso è libero. Per info e prenotazioni www.teatroverdipordenone.it
R-Evolution Green è organizzata dal Teatro Verdi Pordenone con il Club Alpino Italiano con la partnership di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone, con il sostegno particolare di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone Udine e il patrocinio di Uncem, Fondazione Dolomiti Unesco, Comunità di Montagna della Prealpi Friulane Orientali e Parco Naturale Dolomiti Friulane e con la media partnership del portale web L’AltraMontagna.

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In copertina, un’immagine del bellissimo lago di Sauris originato da un bacino idroelettrico.

(Foto blog_magicsauris@maxranchi)

Vicino/lontano mont oggi al via a Paluzza protagonista il sociologo Stefano Allievi

Al via la quarta edizione di vicino/lontano mont, la rassegna che vicino/lontano dedica alle Terre Alte. Oggi, 26 settembre, a Paluzza nella Chiesa di San Giacomo, dopo l’inaugurazione con il saluto dei sindaci dei cinque Comuni che ospitano quest’anno la rassegna, vicino/lontano mont 2024 apre i battenti alle 18.30 con la conferenza-spettacolo “Di acque e di terra. Migrazioni e altri movimenti” del sociologo dell’Università di Padova, Stefano Allievi. Un viaggio affascinante nel mondo del movimento delle popolazioni: tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e Africa, tra squilibri demografici e cambiamento climatico, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri. Un discorso di ampio respiro, pacato e informato, che supera le contrapposizioni ideologiche, capace di collegare le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente. La ricca parte audiovisuale, che fa uso anche di foto e video originali, è curata da un gruppo internazionale di giovani artisti di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione creato da Benetton.
Alle 21, a Treppo Carnico alla Galleria d’arte moderna Enrico de Cillia, nell’incontro “Italia selvatica” realizzato in collaborazione con Leggimontagna, il presidente del distretto venatorio della Carnia Vittorino Dorotea, il pianificatore del territorio e ricercatore senior di Eurac Research di Bolzano Andrea Omizzolo, il vicepresidente del Progetto Lince Italia Renato Pontarini e lo scrittore e divulgatore, esperto di foreste e animali selvatici Daniele Zovi – moderati dal giornalista Rai Giacomo Plozner – discuteranno di come affrontare e gestire quella rinnovata vicinanza tra uomo, animali selvatici e grandi carnivori che tanto allarma l’opinione pubblica.
La rassegna si realizza grazie alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alla Fondazione Friuli, alla Comunità di Montagna della Carnia, al Bim-Consorzio del Tagliamento e ai cinque comuni ospitanti, con il sostegno di PrimaCassa, Carnia Industrial Park, Marmi Bertacco e Legacoop Fvg.

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In copertina, il professor Stefano Allievi di Padova. (Foto Luca d’Agostino)

Il colle del Castello di Udine è opera dell’uomo: se ne parla oggi a Pozzuolo

(g.l.) Secondo una vecchia leggenda, il colle del Castello di Udine sarebbe stato fatto costruire da Attila, re degli Unni, per potersi godere meglio lo “spettacolo” dell’incendio della romana Aquileia. A parte questa “ricostruzione” che ai più potrebbe apparire fantasiosa – la terra per innalzare l’altura sarebbe stata messa assieme dagli stessi soldati del “flagellum Dei” utilizzando i propri elmetti! -, pare comunque assodato che il rilievo, peraltro la più consistente e significativo nella pianura del Medio Friuli, sia opera dell’uomo. Tant’è che se ne parlerà questo pomeriggio nella vicina Pozzuolo, nella Palazzina di piazza Julia, con inizio alle 20.30. Il professor Alessandro Fontana, del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, tratterà infatti il tema “Il colle del Castello di Udine la più grande collina artificiale della Preistoria europea”. L’incontro, che beneficia dell’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, è organizzato da Aghe di Poç – Gruppo di ricerche storiche di Pozzuolo del Friuli con il sostegno della civica amministrazione. L’ingresso è libero e l’ambiente sarà climatizzato, viste le temperature di questi giorni.

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In copertina, il colle del Castello di Udine nella bella immagine della locandina.

Dal viaggio immaginario a Pieris per bambini e famiglie alla trasferta veneta tra i casoni e le acque a Piove di Sacco

di Mariarosa Rigotti

Ricca di proposte l’estate del Centro teatro animazione e figure di Gorizia, con in programma anche una trasferta in Veneto. Proposte che si collocano prima dell’Alpe Adria Puppet Festival, che quest’anno toccherà anche il cuore della Bisiacaria con le sue “Vetrine” nella sessione estiva. Ma andiamo con ordine.

Roberto Piaggio


Intanto, domani, 26 giugno, alle 17.30, a Pieris (San Canzian d’Isonzo), precisamente nella sala polifunzionale della casa delle Associazioni (via Marconi 1), andrà in scena, con ingresso gratuito, “Qui e là” uno spettacolo per bambini dai 3 anni e loro famiglie: si tratta di un viaggio immaginario, ideato da Roberto Piaggio, direttore artistico del Cta, in cui i piccoli saranno accompagnati dal canto “a cappella” di Adriana Vasquez. Come viene anticipato, sarà «un’avventura tra il “qui” e il “là”. E se il “qui” è quasi tutto quello che si tocca con mano, il “là” spesso ci rimanda a un altrove, a un luogo di cui sappiamo l’esistenza ma che non conosciamo: l’aldilà, l’isola che non c’è, l’universo… insomma spazi ignoti e inesplorati. Il “là” può indicare anche mondi e storie tutte da scoprire o spazi che ci fanno paura perché sconosciuti». Va anche aggiunto che questo spettacolo rappresenta una nuova produzione del sodalizio e riprende un tema proposto anni fa con successo in una scuola di Udine. Questa volta è dedicata espressamente ai bambini delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo delle elementari. Comunque, per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o scrivere a organizzazione@ctagorizia.it

Cristina Grazioli e Silvia Battaglio


Mentre, passando alla trasferta veneta, il Cta dal 28 al 30 giugno sarà ospite del festival “Scene di Paglia – Festival dei casoni e delle acque” a Piove di Sacco (Padova). Saranno proposti tre lavori di e con Claudio Montagna. Così, venerdì, alle 21, al casone Ramei, sarà la volta di “Tarzan” una produzione del Cta in collaborazione con Teatro e Società (Torino). Quindi, sabato, alle 22, alla Corte Benedettina a Correzzola in prima regionale Montagna sarà protagonista di Modàfferi (produzione Teatro e Società, Torino). Infine, il 30 giugno, ancora al casone Ramei, alle 18.30 e alle 21, Montagna proporrà una produzione del Cta, “Orecchie d’asino e Tarzan”. Ma per il 30, va segnalata un’altra proposta, che vedrà la partecipazione pure di Cristina Grazioli, docente dell’Università di Padova che è stata ospite dell’Alpe Adria Festival. Infatti, alle 22, andrà in scena “La sposa blu” di e con Silvia Battaglio, scrittura di scena liberamente ispirata a Barbablù di Charles Perrault. A seguire, ci sarà l’incontro “Le stanze di Barbablù Quando il teatro apre le porte segrete” con le stesse Grazioli e Battaglio.
Una significativa partecipazione, dunque, quella al Festival di Piove di Sacco per una importante realtà del nostro territorio come il Cta. Infatti, il Festival Scene di paglia nato nel 2009, proprio nella località veneta, nel tempo si è esteso tra le province di Padova e Venezia, ed ha come obiettivo «portare l’arte scenica e performativa in spazi non usuali, permettendo al teatro di dialogare con il territorio e con le sue tradizioni, facendone strumento di incontro e confronto».

Adriana Vasquez

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In copertina, Claudio Montagna che sarà protagonista a Piove di Sacco.

Festival dei burattini a Ravenna con libro dedicato a Maria Signorelli la “signora” del Centro Vittorio Podrecca di Cividale

di Mariarosa Rigotti

“SguardiItineranti”, ciclo di proposte firmato dall’Università di Padova – per la precisione il Dipartimento di Studi linguistici e Letterari e il Dipartimento dei Beni culturali (decente referente Cristina Grazioli), in collaborazione con Associazione culturale teatro e Azioni, presenta una nuova proposta, in questa occasione non in Lombardia o Toscana, ma in Emilia Romagna. Sarà una trasferta per per assistere a ben tre spettacoli che fanno parte della 49ma edizione del Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare!, che si animerà dal 22 al 26 maggio in contemporanea a Ravenna e a Gambettola.
Un festival con direzione artistica del Teatro del Drago/Famiglia d’arte Monticelli, che vedrà anche la presentazione di un volume dedicato a Maria Signorelli – la cui preziosa raccolta di burattini si può ammirare a Cividale al Centro internazionale “Vittorio Podrecca – Teatro delle meraviglie di Maria Signorelli -, un volume di Giuseppina Volpicelli”, figlia della ”signora dei burattini” che sarà in dialogo con il critico Alfonso Cipolla. L’opera, a cura della Volpicelli, è intitolata “Piccoli personaggi grandi incanti. Maria Signorelli, il teatro di figura e il suo Novecento”.

Il Centro Vittorio Podrecca a Cividale.


Mentre, tornando a “SguardiItineranti”, entro il 5 maggio ci si può iscrivere per l’uscita prevista proprio per il primo giorno del festival il 22 maggio, scrivendo a info@associazioneacta.com partendo sempre da via della Pace (autostazione). Un’uscita di sicuro interesse. Infatti, Il Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare! – viene sottolineato dagli organizzatori – è uno tra i più longevi festival interamente dedicati al Teatro di Figura in Italia e nel mondo. Nato a Cervia nel 1975, dal 2011 si sposta nella città di Ravenna e in altre località romagnole (principalmente nel Forlivese e nel Cesenate). La proprietà del marchio e la direzione artistica del Festival sono, dal 2015, del Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli di Ravenna in collaborazione con i Comuni ospitanti, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero della Cultura. Così, nel corso degli anni, il Festival è diventato punto di riferimento e appuntamento immancabile per burattinai, marionettisti, pupari e narratori tradizionali, nonché per artisti e compagnie emergenti coinvolti nella ricerca di nuovi linguaggi per l’immagine e la figura, studiosi del teatro, critici, amatori e spettatori.

Alfonso Cipolla


In questa edizione sono, dunque, previsti sessanta spettacoli portati in scena da ben 32 compagnie provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero (Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Israele, Repubblica Ceca), in cartellone anche tre mostre, una installazione, laboratori per adulti e bambini, un corso di alta formazione, una conferenza internazionale, presentazioni di libri.
Nel ricchissimo cartellone, anche una chicca: un laboratorio per adulti dedicato alla costruzione di una baracca pantografo all’ex macello di Gambettola a cura di Maurizio Mantani e il workshop Physical Puppet Theatre di danza e figura per professionisti. Ma va pure ricordato che al Festival, nella sezione per adulti, saranno presentati sei lavori, tre a “firma femminile” con diverse tecniche del teatro. Inoltre, in questo contesto anche la presenza della professoressa Cristina Grazioli dell’Ateneo patavino – vi insegna Teatri di figura, Storie ed estetiche e Storia ed estetica della luce in scena – che parteciperà il 23 maggio alla conferenza internazionale sul tema “Figure di donna” (Biblioteca Classense di Ravenna, dalle 10 ma anche su zoom) che sarà a a cura di Cariad Astles, Yael Rasooly e, appunto, della Grazioli stessa. Nella medesima giornata a palazzo Rasponi, sempre a Ravenna (alle 15), presentazione del podcast “Le donne raccontastorie” a cura della burattinaia Margherita Cennamo, Francesca Tancini e Nader Ghazvinizad, e del citato libro che Giuseppina Volpicelli ha scritto su sua madre e che ne parlerà, appunto, con il professor Cipolla.

Addio all’ex questore Pietro Comelli: originario di Torlano, a Udine i funerali

di Giuseppe Longo

Era partito da Torlano, ma poi aveva fatto tanta strada, sempre a servizio dello Stato, meritando generale apprezzamento in tutti i prestigiosi incarichi ricoperti a Trieste e nel suo Friuli, ma anche in Emilia Romagna. Si è spento, a 80 anni, all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” in seguito all’aggravamento delle condizioni di salute, il dottor Pietro Comelli, dirigente generale della Polizia ed ex questore di Udine, originario appunto di una nota famiglia della frazione di Nimis. I funerali saranno celebrati lunedì pomeriggio, alle 17, nella Chiesa parrocchiale udinese di Sant’Andrea, a Paderno, dove domani, alle 18.30, sarà invece recitato il rosario in suo suffragio.
«Il dottor Piero Comelli classe 1943 – ricorda Giordano Biserni, presidente dell’Asaps – aveva frequentato il primo corso della gloriosa accademia del Corpo delle Guardie di Ps. A seguire, dal 1973 al 1999, Comelli ha percorso vari ruoli di vertice nei ranghi della Polizia di Stato. Funzionario preparato e assai stimato. Integerrimo in ogni qualifica e grado che ha rivestito specie a tutela della sua Polizia Stradale dove ha trascorso molti anni nella sua carriera, concludendo da direttore del Caps di Cesena. Poi è stato nominato questore di Forlì e di Udine dove risiedeva. Le condoglianze dell’Asaps alla moglie Renata e la figlia Cristina».
Pietro Comelli, laureatosi in scienze politiche all’Università di Padova, durante la sua presenza alla guida della Questura di Udine dovette affrontare anche momenti molto difficili, come quello dell’attentato di viale Ungheria, la tristemente famosa strage di Natale del 1998, quando pianse la morte di tre giovani poliziotti. Inoltre, in quegli anni era in piena attività anche Unabomber, il criminale dei tubi esplosivi sulle spiagge friulane, del quale si è tornato a parlare in questi ultimi mesi in seguito alla riapertura delle indagini.

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In copertina, Pietro Comelli nella sua uniforme: si è spento a 80 anni.

Confcooperative Fvg, la sostenibilità come nuovo modello di sviluppo: domani mattina un rapporto a Udine

Il terzo rapporto “MutaMenti 2023” accende un faro su: “Friuli Venezia Giulia e Veneto, lenta/mente verso la sostenibilità”, all’insegna del “disallineamento”, una spia di come il sistema produttivo, economico e sociale delle due regioni faccia fatica a cogliere le opportunità offerte dai cambiamenti. Secondo il curatore, il professor Daniele Marini dell’Università di Padova: «La demografia è particolarmente critica in questi territori poiché non solo perdiamo popolazione, ma facciamo fatica ad attrarne. Su 238 regioni europee esaminate dalla Fondazione Nord Est per capacità di attirare laureati, il Veneto è al 77° posto e il Friuli VG all’84°». Nella nostra regione, in più, pur in presenza di un calo demografico dell’1,5%, il consumo di suolo aumenta dell’1%. Dalla ricerca, però, emerge anche come, a fronte delle sfide cruciali poste dalla sostenibilità, il sistema economico delle due regioni sembra aver mosso alcuni importanti passi in avanti. I dati Istat, infatti, evidenziano come le imprese manifatturiere del NordEst che hanno intrapreso azioni di sostenibilità sono il 61,8% contro il 59,5% di quelle italiane.
«In questo contesto – sottolinea Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg, organizzazione partner del lavoro di ricerca assieme a FondoSviluppo Fvg – le imprese cooperative sono particolarmente impegnate sul tema poiché il 69,3% delle stesse ha attivato almeno una iniziativa per lo sviluppo sostenibile. Un segnale significativo verso la consapevolezza dell’importanza della transizione ecologica». Sostenuta dalla Bcc Pordenonese e Monsile, “MutaMenti 2023” è un’indagine approfondita che fotografa l’evoluzione e le prospettive del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, comparate con l’Italia.
«Lo studio rappresenta per il territorio, dati alla mano, una grande opportunità – precisa Loris Paolo Rambaldini, presidente della Bcc. L’opportunità di conoscere l’evoluzione non solo del tessuto socio-economico, ma anche delle tendenze in atto, che siano in grado di condizionare lo sviluppo futuro. Grazie a “MutaMenti” riusciamo a tracciare un percorso utile per osservare la nostra rotta nei settori della produzione più disparati, partendo dall’analisi della demografia, della produzione, del passaggio generazionale, della struttura dell’impresa. Abbiamo constatato – precisa Rambaldini – quanto questo modello di analisi funzioni in modo costruttivo in ottica prospettica».
Una presentazione e un approfondimento dei contenuti è stato organizzato per domani 5 febbraio, alle ore 9,30, nel Palazzo della Regione (Sala Pasolini), a Udine. Con il professor Marini, interverranno i colleghi dell’Università di Padova, Gianpiero Dalla Zuanna e Gianluca Toschi; Monica Cominato, dell’Università di Vicenza, e l’esperto del mercato del lavoro, Maurizio Rasera. A seguire una tavola rotonda, coordinata da Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, con Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze; Salvatore Amaduzzi, delegato del Rettore dell’Università di Udine per la sostenibilità e lo stesso Castagnaviz.
Secondo i ricercatori di “MutaMenti”, la sostenibilità costituisce il nuovo paradigma per lo sviluppo. Così come l’avvento dell’era della digitalizzazione, richiede soprattutto una “discontinuità” nelle logiche di azione. Ciò significa che non è richiesta “semplicemente” una messa a punto o un efficientamento dell’economia. È, invece, necessario assumere un approccio multidimensionale il cui perno risiede nella sostenibilità: una visione diversa del futuro, una capacità di fare previsioni flessibili e adattabili, la condivisione di un nuovo orizzonte di valori con la ricerca di una diversa idea di comunità. “MutaMenti” è un’analisi che intende essere uno strumento utile a quanti il territorio lo vivono e contribuiscono a farlo vivere.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz.

La crescita economica ora è in affanno: Fvg costretto a rallentare la sua corsa

È un Friuli Venezia Giulia con ombre e luci quello si è svelato ai ricercatori di MutaMenti 2022, coordinati da Daniele Marini, professore di Sociologia dei processi economici dell’Università di Padova, caratterizzato da un costante rallentamento delle performance, seppur tendenzialmente positive. La struttura demografica è in sofferenza e, dicono i ricercatori, per mantenere costante il numero di lavoratori del Nord Est, il saldo migratorio, ogni anno, dovrà essere positivo per almeno 50 mila unità. Una questione collegata è quella del mercato del lavoro che è in crescita, ma segnala anche un assottigliamento del bacino delle forze lavoro locali e una contrazione dei flussi migratori che ha lasciato scoperte intere filiere produttive: agricoltura, costruzioni, turismo. Le esportazioni sono cresciute del 17,1 per cento rispetto al 2019 e l’aumento del Pil regionale, nel 2023, dovrebbe attestarsi sul +1,6 per cento. Nei settori produttivi inizia a farsi sentire il peso delle multinazionali sulle economie locali che, per il Friuli Venezia Giulia, creano il 12,7 per cento del valore aggiunto (-1,1 per cento) e il 15,4 per cento dei fatturati, con il tema della “bassa capacità attrattiva degli investimenti” sempre all’ordine del giorno.


Sono alcuni dei numeri e degli indicatori contenuti nel rapporto: “Friuli Venezia Giulia e Veneto, la sindrome del piano inclinato”, presentato a Codroipo, nella sala della Cantina di Rauscedo, durante un’affollata assemblea, da Confcooperative Fvg, in collaborazione con Bcc Pordenonese e Monsile e Fondosviluppo Fvg.
«Il piano inclinato rappresenta la nuova normalità dello sviluppo della società e dell’economia caratterizzata dall’instabilità, dove l’eccezionalità diventa normalità – ha spiegato Marini -. Una situazione che genera disorientamento, ma può offrire nuove opportunità. Consapevolezza, qualità ed ecosistemi territoriali sono i criteri da assumere per lo sviluppo futuro».
«Questa ricerca che Bcc Pordenonese e Monsile promuove per il secondo anno consecutivo sarà uno strumento di analisi utile e anticipatore di strategie future – ha affermato il presidente della Bcc, Antonio Zamberlan -. Abbiamo valutato interessante l’opportunità di conoscere a fondo le due regioni nelle quali la Banca opera, per focalizzarci sulle prospettive dello sviluppo e del cambiamento. In questo scenario, quindi, un’attenta e profonda analisi socio-economica può aiutarci nelle scelte che saremo chiamati a fare in ottica di assistenza alle famiglie, alle imprese e più in generale al tessuto economico e sociale del Nord Est: un territorio ricco di idee, di professionalità, ma anche di criticità prospettiche su cui intervenire».


«Nessuno si salva da solo, hanno ribadito i ricercatori e, dunque, anche se la cooperazione non è esente dalla situazione d’instabilità che si prolunga nel tempo, l’agire cooperativo può far parte della soluzione in una visione del necessario lavoro in rete», ha aggiunto Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg.
«Dire che nei momenti di cambiamento esistono difficoltà, ma pure molte opportunità, non è una banalità – ha sottolineato nelle sue conclusioni, Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative -. Per quanto riguarda le nostre imprese, penso alle cooperative energetiche, alle cooperative di comunità che possono rappresentare un contributo allo spopolamento della collina e della montagna, a quelle che si occupano del welfare (in affiancamento al pubblico) e all’agroalimentare di qualità».
Alla presentazione della ricerca (pubblicata da Marsilio), sono anche intervenuti: Chiara Gargiulo (Università di Padova), Monica Cominato (Università di Vicenza), Maurizio Rasera (di Veneto Lavoro) e Gianluca Toschi (Università di Padova). Alla tavola rotonda coordinata dalla giornalista Elena Del Giudice, hanno partecipato anche Alessia Rosolen (assessore regionale al Lavoro), Walter Lorenzon (Associazione regionale delle Bcc) e Cristiana Compagno (Università di Udine).
«L’emergenza demografica e il fenomeno migratorio sono stati spesso gestiti e circoscritti alle campagne elettorali e per anni si è assistito ad un’inerzia politica. Si tratta di temi che devono essere affrontati con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse: una sfida che richiede iniziative trasversali da mettere in campo su tutti i settori e con la collaborazione di tutti gli attori del territorio che vada oltre le prossime annualità», ha detto Alessia Rosolen. «L’emergenza demografica incide su molti aspetti della nostra vita – ha aggiunto -: dal punto di vista previdenziale, scolastico, occupazionale e dei servizi alla persona. Accanto a questo tema vi è quello migratorio dove è mancata una politica capace di controllare e gestire arrivi e permanenza collegandoli alla collaborazione e alla crescita del territorio come avviene in Germania, ad esempio. È necessario puntare su chi arriva nel nostro Paese per vivere, lavorare e formarsi».
«Si tratta di una sfida – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – che l’Amministrazione regionale considera centrale per il nostro territorio. I cosiddetti Paesi giovani, in espansione, che presentano livelli di preparazione e formazione alti sono quelli dell’Est Europa: dobbiamo osservarli con attenzione non solo per l’esigenza di manodopera di cui abbiamo bisogno ma per rendere sempre più attrattivo un sistema regionale che deve essere in grado di mantenere sul territorio i giovani».
Rosolen ha poi evidenziato rispetto ai molti dati presentati, come il Friuli Venezia Giulia sia una delle poche regioni in cui è migliorato il gap tra occupazione femminile e maschile, frutto anche delle importanti risorse immesse dalla Regione nel sistema e incrementate rispetto al 2018 per favorire famiglia, istruzione, occupazione. «In questi anni abbiamo voluto dare un’impostazione – ha concluso l’assessore – costruendo una rete integrata rispetto ai servizi legati al lavoro, ai percorsi di formazione, al sistema dell’istruzione, alla famiglia, incentrata sulla consapevolezza che senza l’uno l’altro non c’è. Un patto rilevante per crescita e sviluppo riguarda quello con il tessuto economico e produttivo: l’alleanza con le aziende non deve venire meno anche sul fronte formativo». Da un lato Rosolen ha quindi ricordato il superamento di una metodologia praticata nel passato con cui venivano attivati percorsi di formazione all’interno di politiche attive sul lavoro senza un monitoraggio a monte delle reali possibilità di impiegare chi usciva da quei percorsi formativi, dall’altro la necessità delle aziende di investire sul capitale umano, «un patto importante su cui basare l’alleanza tra la politica e i portatori di interesse per un coordinamento costante fra politiche e territorio».

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini del convegno tenutosi a Codroipo.

 

Confcooperative e instabilità, a Codroipo domani la sindrome del “piano inclinato”

S’intitola “MutaMenti 2022. Friuli Venezia Giulia e Veneto: la sindrome del piano inclinato”, la seconda edizione del progetto di ricerca voluto da Bcc Pordenonese e Monsile, con il supporto di FondoSviluppo Fvg. Daniele Marini (professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova) ha coordinato una trentina di ricercatori, professionisti, imprenditori e giornalisti per produrre una fotografia dell’evoluzione delle prospettive delle due regioni, comparate con l’Italia. Un’analisi completa (dall’economia alla demografia; dall’occupazione alla crescita; dall’istruzione ai flussi migratori) che intende essere uno strumento utile a quanti il territorio lo vivono e contribuiscono a farlo vivere.
Su iniziativa di Confcooperative Fvg, i risultati del lavoro di ricerca (edito da Marsilio) verranno illustrati nella mattinata di domani 2 febbraio, a partire dalle ore 10,, nella sala convegni della Cantina di Rauscedo, a Codroipo (via Zompicchia 10). Dopo i saluti di Antonio Zamberlan, presidente della Bcc Pordenonese e Monsile, e un’introduzione di Marini, sono in programma gli interventi di Chiara Gargiulo (Università di Padova), Monica Cominato (Università di Vicenza), Maurizio Rasera (di Veneto Lavoro) e Gianluca Toschi (Università di Padova). A seguire, una tavola rotonda coordinata dalla giornalista Elena Del Giudice, con Alessia Rosolen (assessore regionale al Lavoro), Daniele Castagnaviz (presidente regionale di Confcooperative), Walter Lorenzon (Associazione regionale delle Bcc) e Cristiana Compagno (Università di Udine). In conclusione sono previsti gli interventi del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e di Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.
«Il piano inclinato rappresenta la nuova normalità dello sviluppo della società e dell’economia caratterizzata dall’instabilità, dove l’eccezionalità diventa normalità – spiega Marini -. Una situazione che genera disorientamento, ma che può offrire nuove opportunità. Consapevolezza, qualità, ed ecosistemi territoriali sono i criteri da assumere per lo sviluppo futuro».

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In copertina, Daniele Marini  professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova.