Villaggio del Pescatore, dal dinosauro al coccodrillo: oggi a Trieste c’è un focus sulle nuove scoperte paleontologiche

Grazie ai fondi raccolti nel 2021 dal Comune di Trieste in collaborazione con la ditta Zoic – eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni – un gruppo di ricerca composto dall’Università di Bologna, l’Università di Trieste, Ispra, Elettra Sincrotrone Trieste e la stessa Zoic srl ha potuto analizzare ogni singolo reperto estratto dal Villaggio del Pescatore, come se fosse visto per la prima volta. Tutto il materiale è stato esaminato da esperti di diversi settori (anatomia, geologia, chimica, botanica) per ottenere un quadro di insieme dell’ecosistema che si è preservato sul sito. Questo lavoro, che ha unito i dati raccolti durante gli scavi con le nuove scoperte, ha permesso di avere una fotografia di dettaglio di ciò che davvero sappiamo sul sito e sugli animali e piante che preserva.


Durante lo studio dei reperti, alcuni hanno sorpreso per l’eccellente qualità di preservazione non solo esterna ma anche interna. In altre parole, molti fossili ci avevano svelato solo in parte la loro storia perché ci si era limitati a studiare la loro forma esterna. Negli ultimi anni i paleontologi hanno lavorato sempre di più con gli esperti delle scansioni tomografiche, uno strumento che permette di vedere nei minimi dettagli l’interno delle ossa fossilizzate senza danneggiarle. Grazie alla collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste è stato possibile vedere i fossili del Villaggio del Pescatore come se la roccia che li ha preservati fosse trasparente. La prima indagine è stata fatta sul becco di Antonio, il celebre dinosauro Italiano trovato al Villaggio del Pescatore, l’esperimento è stato un successo e i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il complesso sistema di vasi sanguigni di un dinosauro estinto da 80 milioni di anni.
La seconda indagine si è concentrata su un altro esemplare ritrovato sul Sito Paleontologico: Si tratta del cranio di un piccolo coccodrillo chiamato Acynodon. Anche se l’aspetto di Acynodon ricorda molto quello dei coccodrilli attuali, i suoi denti sono davvero unici. È grazie allo studio dei denti che è stato possibile capire il tipo di alimentazione di questa strana creatura scoprendo così la fauna presente nel Cretaceo.
Durante un incontro pubblico in programma oggi, alle 17.30, all’Urban Center di Corso Cavour 2/2 a Trieste (I piano), i ricercatori coinvolti nel progetto – Diego Dreossi, Maurizio Polentarutti di Elettra Sincrotrone, il professor Federico Fanti, Marco Muscioni dell’Università di Bologna e Flavio Bacchia della Zoic srl – illustreranno nel dettaglio l’esito di questi studi e molto altro ancora: ci spiegheranno le tecniche di preparazione, come sono state effettuate le indagini e perché le nuove scoperte sono così importanti per continuare a studiare l’evoluzione del nostro territorio. L’evento introdotto dal vicesindaco con delega alle Attività economiche, Teatri e Partecipate del Comune di Trieste, Serena Tonel, è aperto a tutti e rappresenta un’importante occasione per conoscere le scoperte più recenti nel campo della paleontologia e la loro rilevanza per il territorio.

L’evento sarà anche tramesso in diretta streaming: https://us02web.zoom.us/j/84108476344?pwd=cyQvS4Fmw8xuJjMXpI59amsbAel0eP.1

Confcooperative, Castagnaviz resta presidente. Il Premio regionale Sostenibilità ad Andrea Segrè e a quattro scuole superiori del Fvg

L’assemblea di Confcooperative Fvg, riunitasi a Gorizia, ha confermato all’unanimità Daniele Castagnaviz alla presidenza dell’organizzazione per il prossimo quadriennio. «I miei primi quattro anni di presidenza sono stati caratterizzati dalla pandemia e dalle sue gravi conseguenze sociali ed economiche – ha commentato Castagnaviz –. La conferma si inserisce in una situazione geopolitica di drammatici conflitti, perciò, il mio impegno sarà rinnovato nella ricerca di consolidamento e crescita delle nostre imprese cooperative».

Daniele Castagnaviz


Confcooperative, in regione, rappresenta 508 imprese, con 22.242 addetti e 152.480 soci cooperatori. I ricavi aggregati del sistema giungono a 1,27 miliardi di euro. Le cooperative sociali sono 157, seguite dalle cooperative della filiera agroalimentare e pesca (118) e dalle cooperative di lavoro e servizi (106). Crescono, anno dopo anno, le cooperative attive nella cultura e nel turismo (67) mentre sono 40 le cooperative di consumo e dettaglianti e di utenza. Le Bcc, a seguito delle diverse fusioni avvenute, sono oggi 8 (cui si aggiunge l’Associazione regionale delle Bcc), ripartite fra i due Gruppi Bancari Cooperativi nazionali, ma con numeri di soci e raccolta in aumento costante (87.901 i soci: erano meno di 60mila 10 anni fa, con una crescita di quasi il 50%).
«Il viaggio verso la transizione ecologica richiede responsabilità – ha aggiunto il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini -. Perciò il tema della sostenibilità deve vedere tutti uniti. La crisi climatica è un problema reale come pure la limitazione delle risorse naturali. Serve una necessaria connessione tra ambiente ed economia con il forte sostegno della ricerca e dell’Università».
Al termine dei lavori assembleari, è seguita la cerimonia di assegnazione del Premio Regionale Sostenibilità (prima edizione) che ha visto protagonista il professore dell’Università di Bologna ma di origine triestina, Andrea Segrè, per “il suo impegno ultraventennale sui temi del contrasto allo spreco alimentare e della promozione dell’economia circolare”.
La Giuria presieduta del professore Francesco Marangon, docente all’Università di Udine, ha poi provveduto a selezionare le idee e i progetti di quattro gruppi di studenti tra i 14 partecipanti allo specifico Concorso, che sono i seguenti:

1° Premio – Assegnato a un gruppo del Liceo delle Scienze Applicate “Albert Einstein” di Cervignano, rappresentato dagli studenti Nicola Vernole, Joele Sguassero, Matteo Ranut, Gabriele Puntin e Federico Fabris. Sono stati loro a realizzare il video premiato, sulla cooperativa “D.E.S. Distretto Economia Solidale – Friûl di mieç”, di Mereto di Tomba, un esempio significativo di cooperativa di comunità.

2° Premio – Assegnato alla classe 4a, sempre del Liceo “Albert Einstein”, di Cervignano, che ha realizzato una campagna Instagram raccontando la cooperativa “Go Bike Tour” e il tema della mobilità sostenibile. “Go Bike Tour” è una cooperativa di Monfalcone guidata in maniera dinamica da un gruppo di giovani che sviluppano percorsi di cicloturismo.

3° Premio – Vengono conferiti, a pari merito, due premi: alla classe 5a dell’indirizzo “Relazioni internazionali per il marketing” dell’Isis Brignoli-Einaudi-Marconi di Staranzano che ha visitato la cooperativa “Albergo diffuso di Sauris”, e agli studenti della classe 5a CE del Liceo “Caterina Percoto” di Udine, che hanno proposto un elaborato sulla cooperativa “Pavees” di Udine la quale gestisce, fra gli altri, la Riserva naturale del Lago di Cornino, valorizzandone l’impegno per la tutela della biodiversità.

Gli studenti premiati a Gorizia.


Oltre all’ospite d’onore Borut Florjančič, presidente dell’Unione Cooperative Slovene, all’Assemblea hanno partecipato 120 delegati e Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia; l’assessore al Lavoro, Formazione, Ricerca, Università e Famiglia del Fvg, Alessia Rosolen; la senatrice Francesca Tubetti; i consiglieri regionali Massimiliano Moretuzzo, Serena Pellegrino e Massimiliano Pozzo; il vicesindaco di Gorizia, Chiara Gatta; Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg; Adino Cisilino, presidente dell’Agci Fvg, e Roberto Benvenuto, direttore della Pastorale Sociale Goriziana.

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In copertina, la premiazione del professor Segrè (a destra, il confermato presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz).

Confcooperative Federsolidarietà Fvg: Luca Fontana riconfermato alla guida

Luca Fontana è stato riconfermato, per un nuovo quadriennio, alla presidenza di Confcooperative Federsolidarietà Fvg. La nomina è stata approvata all’unanimità dall’assemblea delle cooperative della Federazione di settore, riunitasi a Zugliano, che rappresenta le cooperative sociali del Fvg, associate alla centrale Confcooperative. Un comparto rappresentato da 154 imprese con 7.800 soci e 8.439 addetti.
«La cooperazione sociale di Federsolidarietà è diffusamente presente sull’intero territorio regionale – ha detto Fontana che è anche il presidente della cooperativa sociale Thiel di Fiumicello -. Il numero di cooperative, quasi raddoppiato in dieci anni, si è consolidato nell’ultimo triennio durante i quali hanno ripreso a crescere i dati relativi a fatturato e addetti. Dal 2005 a oggi siamo passati da 109 cooperative a 154 cooperative e da un fatturato aggregato di 97,2 milioni di euro ai 263 milioni attuali, organizzandoci per rispondere ai bisogni presenti ed emergenti. Abbiamo saputo resistere alle diverse crisi, non abbiamo delocalizzato, abbiamo mantenuto i posti di lavoro, in particolare quelli delle persone svantaggiate e abbiamo investito in termini tecnologici, sociali, intellettuali nelle nostre comunità».
«Dopo la ricostruzione materiale seguita al terremoto, si pone oggi un’altra domanda: quella di una ricostruzione immateriale e di una ricomposizione complessiva di cui la Regione si fa promotrice e che deve trovare grandi luoghi di elaborazione, uno dei quali è la cooperazione sociale che deve assolutamente essere ringraziata per non essersi tirata indietro negli ultimi due durissimi anni – ha aggiunto il vicegovernatore del Fvg, Riccardo Riccardi, intervenendo all’Assemblea -. Perciò, per rafforzare la cooperazione sociale e il suo impatto anche economico occorre insistere su tre priorità: sviluppare il mutualismo e l’inclusione; proseguire nella forte collaborazione tra pubblico e privato e assicurare la sostenibilità delle scelte».
Durante i lavori sono anche intervenuti, oltre al presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz; al segretario generale dell’organizzazione, Nicola Galluà; anche il presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata; il professor Paolo Venturi, dell’Università di Bologna, direttore di Aicoon; il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot e quello di Federsanità Anci Fvg, Giuseppe Napoli.

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In copertina, Luca Fontana riconfermato alla presidenza e qui sopra un momento dell’assemblea riunitasi a Zugliano.

La cooperazione ritorna a pordenonelegge

Anche quest’anno Confcooperative Pordenone è a fianco di Pordenonelegge.it, la festa del libro con gli autori tra i più importanti appuntamenti letterari d’Italia e non solo: per la ventesima edizione del festival, in programma dal 18 al 22 settembre, l’Unione dei cooperatori del Friuli occidentale sosterrà tre importanti incontri per riflettere e confrontarsi attorno al mondo della cooperazione e alle opportunità di sviluppo sociale ed economico che esso può fornire alla società. Non solo: quest’anno Confcooperative Pordenone ha anche aderito allo speciale progetto delle lettere che formano la parola Pordenonelegge, le quali, riprodotte in grandi dimensioni, sono state sparse lungo le vie e piazze della città.
“Un modo – ha commentato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – per essere ancora di più dentro alle dinamiche del festival: abbiamo scelto la lettera O, centrale per ben due volte nella parola coop, a testimonianza di quanto crediamo nell’importanza della nostra presenza a Pordenonelegge, vera e propria “fucina” di idee. Ci confronteremo sulle cooperative di comunità, allo stesso tempo antico quanto moderno strumento di sviluppo locale, con il professor Pier Angelo Mori e il ricercatore Jacopo Sforzi, sul futuro dell’Africa con l’analista Giuseppe Daconto e infine, con il professor Zamagni, analizzeremo la storia del movimento cooperativo. Tre incontri a ingresso libero ai quali, insieme alla Fondazione Pordenonelegge, aspettiamo tutte le persone interessate”.

Mercoledì 18 settembre, primo giorno di festival, alle 15.30 negli spazi dell’ex Tipografia Savio, magnifico esempio di recupero di un ambiente d’archeologia industriale, si partirà con “Dal Senegal all’Italia: pensieri sostenibili per un futuro migliore”. Presente Giuseppe Daconto (responsabile dell’Area analisi economica e sviluppo di Fondosviluppo di Confcooperative nazionale), autore del libro “Pensieri sostenibili ai piedi di un baobab” (edizioni La Meridiana) il quale, dialogando con il giornalista Davide Francescutti, racconterà il suo viaggio in terra d’Africa e le possibili vie per uno sviluppo sociale ed economico rispettoso della realtà locale di questo grande continente.
Viaggiare è guardare al mondo con nuove lenti. Un viaggio a Dakar, che è diventato permanenza e incontri. A partire dalle impressioni vissute da Giuseppe Daconto, una riflessione sul dialogo tra noi e i “mondi lontani”: quali temi, economici e sociali, di oggi sono dirimenti? Come guardare allo sviluppo diversamente? Più sostenibile, secondo la logica dell’Agenda 2030, e quindi generativo e cooperativo? L’Africa, continente dinamico e bacino di risorse per il nostro futuro, ha molto da insegnare.

Giovedì 19 settembre, alle 20.30 nella Sala Convegni del Palazzo della Camera di Commercio si terrà invece l’incontro “Imprese di comunità. Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale”. Saranno presenti gli autori del libro “Imprese di comunità” (edito da Il Mulino) Pier Angelo Mori e Jacopo Sforzi. Dialogando con il sociologo Paolo Tomasin, permetteranno di conoscere potenzialità di questa forma d’impresa, a partire proprio dalla cooperativa, che si mette a completo servizio della comunità in cui è inserita. Pier Angelo Mori è professore ordinario di Economia politica nell’Università di Firenze mentre Jacopo Sforzi, PhD in Sociologia economica all’Università di Brescia, è ricercatore all’Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises) di Trento.
Alternativa sia all’impresa capitalistica che alla pubblica amministrazione, l’impresa di comunità poggia su due pilastri: la partecipazione della società civile alla produzione e alla gestione di beni e servizi; il perseguimento dell’interesse generale per una determinata comunità locale. In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale.

Domenica 22 settembre, ultimo giorno di festival, alle 17 nel Ridotto del Teatro Verdi, si terrà infine l’incontro “Economia cooperativa, paese civile”. Il giornalista Piercarlo Fiumanò, capo servizio dell’economia de Il Piccolo, intervisterà Stefano Zamagni, professore di Economia all’Università di Bologna, membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali e del Pontificio Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nonché presidente dell’Agenzia italiana del Terzo Settore fino al 2012. Un viaggio attraverso i secoli per raccontare valori fondanti e prospettive sociali della cooperazione, partendo dall’ultima opera del professore “Responsabili. Come civilizzare il mercato” (edizioni Il Mulino).
Dalle prime iniziative solidaristiche del ‘700 ai grandi gruppi cooperativi del mondo contemporaneo, la cooperazione ha rappresentato una forma di impresa che opera nel mercato, ma persegue fini mutualistici, con una propria identità e propri modi di finanziamento. Zamagni ha studiato il vantaggio comparato della cooperazione nelle moderne economie di mercato e il suo contributo al riscatto dell’Italia.

Ecco, da sinistra, i professori Daconto, Zamagni e Sforzi.

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In copertina, infopoint di pordenonelegge in Contrada Maggiore, nel centro storico.