La Fondazione Carigo conferma i 3 milioni destinati al territorio

In un periodo storico quanto mai complesso, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia rafforza la sua vicinanza alla comunità locale, confermando in 3 milioni di euro le risorse che nel 2021 verranno destinate al supporto del territorio e delle sue progettualità. E’ quanto emerge dal Documento di Programmazione Annuale 2021, predisposto dal Consiglio di amministrazione e approvato all’unanimità dal Consiglio di indirizzo della Fondazione, con il quale viene definita la pianificazione delle risorse e degli interventi da mettere in campo per rispondere alle esigenze della comunità di riferimento.
“La pandemia ha travolto come un’onda il nostro tessuto sociale e produttivo, accelerando le innovazioni, distruggendo e poi trasformando, costringendo al cambiamento”, commenta il presidente della Fondazione, Roberta Demartin, che aggiunge: “Siamo di fronte a una sfida epocale, ma dobbiamo riuscire a farvi fronte, e in questo la Fondazione è confortata dalle scelte, che oggi si confermano essere state lungimiranti, effettuate negli ultimi anni. La priorità assegnata al mondo giovanile, scolastico e del volontariato, nonché le decisioni prudenti e previdenti adottate in tema di investimenti, oggi dimostrano tutta la loro validità e attualità. Infatti, la forte attenzione degli ultimi anni alla tutela del patrimonio ha permesso, nonostante la sfavorevole situazione economica attuale, di confermare 3 milioni di euro a supporto del territorio. Così come dimostra tutta la sua forza innovatrice il riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che per noi rappresenta, a partire dai documenti programmatici del 2018, il riferimento ideale, la cornice entro cui muoversi ed agire, se si vuole veramente contribuire a fare la differenza, a maggior ragione ora”.

La sede della Fondazione Carigo.

L’analisi dei bisogni del territorio, su cui si basa la programmazione per il 2021, pone necessariamente in primo piano l’emergenza pandemica, e vede dunque confermate le priorità all’Istruzione e al Volontariato – cui vengono destinati rispettivamente 900 mila e 780 mila euro –, ma allo stesso tempo ha portato ad individuare nello Sviluppo locale uno dei settori strategici per il prossimo anno, specie in relazione al rilancio del territorio dal punto di vista economico. Ecco, dunque, che le risorse destinate a questo settore sono passate dal 18,5 al 20% del totale, per un totale di risorse pari a 600 mila euro, in aumento rispetto al 2019 di quasi 280 mila.
Rimangono inalterati i fondi destinati all’Arte e alla Cultura, pari ancora a 600 mila euro, a conferma dell’importante ruolo che la Fondazione Carigo ha svolto e svolge in questo settore al quale, anche in questo anno di blocco di gran parte delle manifestazioni ed eventi culturali, non ha fatto mancare il proprio concreto contributo.
Viene, altresì, confermato l’importante sostegno finanziario al mondo dell’Università, sostenuto sia attraverso fondi del settore Educazione, sia con fondi della Ricerca scientifica, alla quale sono destinati 120 mila euro.

“Lo scenario economico corrente e atteso è fortemente influenzato dagli effetti negativi della diffusione della pandemia e dalle incertezze sull’andamento futuro dei mercati, con inevitabili ripercussioni sul rendimento del portafoglio finanziario della Fondazione e sul relativo rischio nel medio termine. Ne consegue l’aspettativa per un rendimento prospettico contenuto e per una volatilità elevata, che richiederà di mantenere costantemente aggiornati i presidi a tutela del patrimonio della Fondazione. Come sottolineato dal presidente, le decisioni adottate dalla Fondazione negli ultimi anni nell’ottica della conservazione del patrimonio, del contenimento dei rischi del portafoglio, insieme agli accantonamenti effettuati, ci consentono oggi di arginare gli effetti negativi sui risultati conseguenti alla pandemia”, commenta il direttore generale, Rossella Digiusto. “Inoltre – aggiunge -, in un’ottica prudenziale e di trasparenza dei dati la Fondazione ha ritenuto, anche per quest’anno, di non avvalersi della possibilità, prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di neutralizzare temporaneamente gli effetti negativi delle minusvalenze dei titoli non durevoli”.

“Le minori entrate sono principalmente imputabili al mancato dividendo di alcune partecipazioni, in particolare quella di Intesa Sanpaolo, che, al pari di tutte le banche europee, ha annullato la distribuzione dei dividendi nell’esercizio 2020 su indicazione della Bce, per affrontare le problematiche di natura economica scaturite dalla diffusione del virus: l’auspicio, al momento difficile da prevedere, è di tornare ad una condizione di normalità nel 2021”, prosegue il direttore generale. “Oltre a tale riduzione dei dividendi, anche la tassazione influisce largamente sulle disponibilità della Fondazione. L’incremento negli ultimi anni della fiscalità sui dividendi percepiti dalle Fondazioni, passati dall’essere tassati su una base imponibile pari al 5% del loro ammontare a quella attuale del 100%, ha infatti fortemente contratto le risorse a disposizione della comunità. Ecco dunque che diventa sempre più strategico per la Fondazione potenziare la sua attenzione verso interventi, quali il finanziamento di azioni a sostegno del patrimonio artistico e culturale pubblico, che godono del cosiddetto Art bonus, di promozione del welfare di comunità, oltre che diretti al finanziamento della ricerca scientifica, per i quali siano previsti meccanismi di deducibilità fiscale, anche attraverso il riconoscimento di crediti di imposta dedicati”.
“Tutto ciò però non sarà sufficiente – chiosa da ultimo il presidente Roberta Demartin – se non vi sarà la consapevolezza di tutti che solo da azioni condivise possano originare soluzioni efficaci e durature, avendo in mente un’idea di territorio aperto al futuro, con una forte spinta all’innovazione non solo tecnologica ma soprattutto sociale”.

Il centro storico di Gorizia.

—^—

In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.

A regime l’app Eilo per le prenotazioni evitando assembramenti

Eilo, la nuova app per facilitare le imprese nella gestione delle prenotazioni e nell’evitare code e assembramenti, disponibile e scaricabile sia su Google Play (per dispositivi Android) sia sull’App Store (per Apple), è stata scelta tra gli altri anche dall’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro e fino a settembre sarà utilizzata per prenotare e accedere a tutti gli eventi della rassegna estiva, che comprende anche concerti con nomi quali Nina Zilli, Le Vibrazioni, Leo Gassman e Samuel dei Subsonica.

Dopo il necessario periodo di testing, Eilo è dunque entrata a regime ed è a disposizione di tutti. Da un lato i privati cittadini, che vogliano prenotare attività e servizi all’interno delle imprese come ristoranti, bar, estetisti, parrucchieri innanzitutto, ma anche artigiani, uffici e qualsiasi altro tipo di attività (come gli eventi, per esempio) necessiti il contingentamento degli ingressi per rispettare le misure anti-Covid. Dall’altro, gli imprenditori, esercenti, artigiani, professionisti che vogliano rendere più semplice la gestione degli ingressi di pubblico nei loro locali. “Cerca, prenota, accedi” è la promessa che accompagna il nome dell’app Eilo (www.eilo.it), che è sostenuta nel suo avvio – ed è dunque gratuita per tutti fino al 31 dicembre – dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, «con la speranza – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo – di rendere la vita un po’ più facile alle nostre piccole e medie imprese, già alle prese con tantissime disposizioni da rispettare».

Tra le novità più recenti: Eilo ha sviluppato una versione educational dell’app, per le scuole e le università, e sta già stringendo i primi accordi sul territorio regionale.
Per ottenere Eilo è sufficiente scaricare l’app sul proprio smartphone. L’utente “cittadino privato” può scoprire rapidamente quali sono le attività vicine, usando anche filtri per cercare fra le diverse categorie o trovare l’attività che interessa per nome. Quindi può selezionare il servizio che vuole prenotare, scegliere data e ora e indicare per quante persone effettuare la prenotazione. Al momento dell’appuntamento, è sufficiente presentarsi e scansionare il Qr Code all’ingresso del locale per accedere. In questo modo, l’imprenditore visualizzerà subito la prenotazione e sarà quindi agevolato nel gestire gli ingressi e le permanenze di persone nel locale, evitando assembramenti. Dalla parte dell’impresa, basta registrarsi sull’app e compilare i dati della propria attività e dell’organizzazione degli appuntamenti, quindi stampare il Qr ed esporlo sull’ingresso.

A spiegare com’è nata Eilo è l’amministratore delegato della strartup friulana Pietro Antonini. «L’idea alla base di Eilo è agevolare il cittadino fornendo un’unica app per prenotare tutti i servizi di cui ha bisogno. Attraverso le funzionalità di controllo degli accessi diventa, inoltre, uno strumento di monitoraggio attivo fondamentale per aiutare le attività in termini di sicurezza. Un focus particolare è legato al mondo degli eventi e delle pubbliche manifestazioni che, in questo periodo, necessitano di un maggiore controllo per garantire la sicurezza dei partecipanti».

Coronavirus in Fvg tra allerta sanitaria e crisi economica

di Gi Elle

Il Coronavirus è dunque arrivato anche in Friuli Venezia Giulia, dove per ora si conta una decina di contagi. Ma, rispetto all’emergenza sanitaria in atto, le procedure adottate stanno funzionando e producono gli effetti sperati, consentendo di isolare con tempestività i casi ritenuti sospetti, validarne l’eventuale positività e ricostruire la filiera di contatti avvenuti sul territorio per limitare la diffusione: lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che nella mattinata di ieri dalla sede della Protezione civile di Palmanova ha partecipato in videoconferenza al Comitato operativo presieduto dal commissario straordinario Angelo Borrelli. Finora dei nessuno dei casi risultati positivi ai tamponi presenta sintomi tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, ma tutti sono tenuti sotto stretta osservazione nei rispettivi domicili. Le autorità sanitarie hanno individuato e circoscritto la catena di contatti avuti dai casi positivi nei giorni scorsi e posto in isolamento preventivo anche le persone con le quali i pazienti hanno avuto rapporti più frequenti, indipendentemente dalla presenza di sintomi. I tamponi sinora effettuati sul territorio sono stati 215, le persone poste in quarantena domiciliare sono 68. E ora ecco un giro d’orizzonte su altre situazioni e problematiche, attingendo dalle informazioni Arc.

Attenzione sempre alta

Nel rispetto dell’emergenza nazionale, il Sistema sanitario regionale (Ssr) e la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia proseguono il loro lavoro adempiendo alle direttive in vigore, tenendo alta l’attenzione e monitorando la situazione. Questo il concetto espresso a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a margine della videoconferenza con il Governo dedicata all’emergenza Coronavirus. La Regione Fvg ha spiegato che restano attive tutte le misure adottate dal Ssr e dalla Protezione civile, come il servizio emergenza 112 del Nue, il numero verde, gli interventi per i Pronto soccorso, il triage e il potenziamento delle strutture per le malattie infettive.

Scuole e Università chiuse

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni. Lo stabilisce, intervenendo su Università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell’infanzia, un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento, esecutivo dalla mezzanotte, rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica

Vertice con le banche

Il governatore Fedriga e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli oggi incontreranno i rappresentanti del sistema bancario regionale, al fine di condividere alcune azioni congiunte in relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle conseguenti ricadute sul tessuto economico. La Regione intende, infatti, garantire in tempi brevi risposte concrete alle aziende penalizzate dalla difficile situazione economica derivante dall’individuazione in Italia e nel resto d’Europa di focolai di coronavirus e delle relative misure di contenimento dell’infezione. In tale contesto per la Regione è quindi fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione con il sistema bancario del Friuli Venezia Giulia, per garantire alle aziende in difficoltà il necessario supporto.  L’incontro, fissato per le ore 12, si terrà a Trieste nella sala multimediale della sede della Regione, in via dell’Orologio 1.

Aiuti alle aziende

Superamento del regime “de minimis” per sostenere gli aiuti alle aziende, quattro milioni di euro a Confidi per nuove garanzie a favore delle imprese aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. Ma anche sospensione per un anno del pagamento della quota capitale delle rate in scadenza di qualsiasi finanziamento agevolato concesso a valere sui fondi di rotazione amministrati dal Comitato di gestione del Frie ed infine attenzione agli operatori culturali affinchè possano modificare progetti già programmati. Sono questi alcuni dei principali provvedimenti che la Giunta regionale, su proposta del governatore Fedriga, ha approvato per fronteggiare l’emergenza. Le decisioni assunte andranno a modificare alcuni articoli del testo di legge Sviluppoimpresa che l’Aula sarà chiamata a discutere e approvare nella seduta di Consiglio di questa settimana. In quella sede, una volta che il provvedimento avrà ottenuto il via libera con le relative variazioni proposte dalla Giunta, le misure diventeranno immediatamente esecutive. Innanzitutto, l’Esecutivo regionale ha deciso che gli aiuti alle imprese non vengano concessi in applicazione – e con i limiti – della regola “de minimis”, superando quindi alcuni vincoli riguardanti le cifre massime concedibili alle singole aziende come regolamentato dalla legislazione europea. In secondo luogo, è stata prevista la possibilità di concedere, a valere sui Fondi di rotazione per gli interventi anticrisi a favore dei settori artigiano, manifatturiero, edile, commerciale, turistico e dei servizi, specifici finanziamenti agevolati per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine conseguenti all’emergenza in atto. I sostegni potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

Interventi per la cultura

Un’altra misura prevista dalle decisioni della Giunta, permetterà alle imprese danneggiate dalla crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica da Coronavirus che già beneficiano di finanziamenti agevolati concessi a valere sui fondi di rotazione, la sospensione del pagamento di una rata se annuale o per periodo analogo se la rata è commisurata su frazione d’anno. L’Esecutivo ha deciso poi di assegnare 4 milioni di euro ai Confidi per la concessione di garanzia alle imprese che attualmente si trovano in situazioni di difficoltà legate al coronavirus. Tale cifra va ad aggiungersi a ulteriori risorse stanziate in passato per fronteggiare le crisi creditizie e che saranno ora destinate anche a sostenere le imprese coinvolte nella crisi in corso. Infine un ulteriore provvedimento è stato adottato a favore degli operatori culturali che stanno risentendo, al pari delle imprese, dei disagi derivanti dalle limitazioni imposte per far fronte al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto. In via d’urgenza l’Esecutivo ha deciso di consentire agli operatori culturali, beneficiari di finanziamenti regionali, di modificare il programma delle attività dei progetti finanziati e di rendicontare anche le spese sostenute o da sostenere in conseguenza dalla sospensione di eventi, manifestazioni e attività per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

No a confini amministrativi

La Regione ha chiesto al Governo di prendere in considerazione il superamento dei confini amministrativi relativamente alla demarcazione delle aree interessate dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus, tenendo conto delle diverse situazioni epidemiologiche o le diverse distanze dai focolai, all’interno di una stessa regione. Evidenziando la problematica, la Regione ha fatto l’esempio della parte di territorio del Friuli Venezia Giulia più prossima alla provincia di Treviso, che rappresenta il cluster del Veneto, in cui nelle ultime ore si è registrato il maggior numero di casi. Nell’occasione la Regione, ribadendo la massima collaborazione con il Governo e il Comitato scientifico, ha anche rivolto un ringraziamento agli operatori della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e a quelli del sistema sanitario regionale per l’impegno prodotto in questo particolare momento di pressione, culminato nell’ultima settimana con la messa in atto degli adempimenti relativi all’ordinanza siglata in condivisione con il Ministero della Salute. Un provvedimento, come ha spiegato la Regione, che è servito all’intera macchina organizzativa del Friuli Venezia Giulia per preparare le strutture ad affrontare un eventuale aggravamento del fenomeno, predisponendo tutta una serie di importanti misure, come ad esempio la separazione dei flussi nei Pronto soccorso e il piano di potenziamento dei ricoveri in terapia assistita.

Massima coesione politica

Un appello a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale affinché si realizzi una coesione più ampia possibile, al fine di sensibilizzare il Governo a prendere quelle misure di carattere economico che le categorie produttive del Friuli Venezia Giulia chiedono allo scopo di affrontare la crisi causata dall’emergenza. Questo il concetto espresso a Trieste dal governatore Fedriga. Come ha sottolineato la Regione, in questo momento sarebbe controproducente per il territorio fomentare attacchi strumentali e speculazioni politiche che rischiano di penalizzare fortemente una richiesta di sostegno economico che solo il Governo può garantire. Ciò anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione regionale sta già provvedendo, al massimo delle sue possibilità, a destinare risorse e strumenti con i quali aiutare le imprese a superare le complicazioni generate dal clima di incertezza che stiamo attraversando.

—^—

Il Comitato operativo su Coronavirus a Palmanova. (Foto Ciampalini)

La Cassa Rurale Fvg oggi a Cervignano premia gli studenti

La Cassa Rurale Fvg assegnerà 76 borse di studio ai ragazzi meritevoli che, durante l’anno scolastico 2018-2019, hanno frequentato con profitto le scuole medie, superiori e l’Università. Alla cerimonia, che si terrà oggi, alle 18, all’hotel Internazionale di Cervignano, prenderanno parte numerose autorità. Ospite d’onore la campionessa del mondo di spada Mara Navarria.
«Anche quest’anno – sottolinea il presidente, Tiziano Portelli – la Cassa Rurale Fvg sostiene con grande convinzione, tramite questa iniziativa, gli studenti del territorio. La nostra regione è in grado di offrire grandi opportunità ai ragazzi meritevoli e noi continueremo a essere al loro fianco, nella convinzione che un istituto di credito vicino al territorio, com’è il nostro, debba puntare proprio sui giovani per lo sviluppo futuro».
Sono in tutto 25 gli alunni delle scuole medie che hanno conseguito, nel 2019, il diploma di scuola media inferiore, con valutazione finale di 9 o 10. Gli studenti riceveranno una borsa di studio intitolata a monsignor Adamo Zanetti, fondatore, nel 1896, della Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio di Fiumicello. Agli studenti delle scuole superiori, invece, saranno consegnate 10 borse di studio intitolate sempre alla memoria di Adamo Zanetti.
All’assegnazione del premio hanno potuto concorrere i ragazzi diplomati con un punteggio a partire da 90/100. Per i ragazzi, invece, che hanno conseguito una laurea triennale o magistrale con un punteggio pari o superiore a 105/110, saranno elargite 41 borse di studio (23 per la laurea triennale e 18 per quella magistrale) intitolate alla memoria di monsignor Luigi Faidutti, fondatore, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, delle Casse Rurali di Lucinico, Farra e Capriva. La novità dell’edizione 2019 è che la possibilità di concorrere all’aggiudicazione dei premi è stata estesa a tutti gli studenti di facoltà universitarie triennali e magistrali sia nazionali che estere.

La consegna di borse di studio in aprile. (Foto Pierluigi Bumbaca)

—^—

In copertina, la campionessa del mondo di spada Mara Navarria sarà oggi l’ospite d’onore.

 

Un sostegno ai ragazzi che studiano: da CiviBank le “borse” previdenziali

di Gi Elle

Debutta a Cividale, prima peraltro anche a livello nazionale, una formula innovativa con cui dare sostegno ai ragazzi che studiano, assicurando quindi un concreto aiuto pure alle loro famiglie. Consapevole che “del doman non v’è certezza”, soprattutto in campo previdenziale, CiviBank, presieduta da Michela Del Piero, ha infatti messo in atto una originale iniziativa – che costituisce appunto in Italia una vera e propria novità -, istituendo a favore dei propri soci (oltre 16 mila) un bando per borse di studio ‘previdenziali’ che si è concluso con l’assegnazione delle stesse a 17 giovani vincitori, i quali se le sono aggiudicate per merito scolastico in relazione a vari titoli di studio, dal diploma di scuola secondaria di primo grado sino alla laurea, conseguiti nell’anno scolastico o accademico 2017-18.

I ragazzi vincitori delle borse di studio e la presidente di CiviBank, Michela Del Piero. 

Le particolari borse di studio intendono promuovere l’educazione al risparmio e contribuire allo sviluppo della cultura previdenziale dei giovani, nonché a dare un riconoscimento ai soci e/o loro figli distintisi proprio negli studi. La speciale formula adottata dispone l’apertura di una posizione sul fondo pensione Arca Previdenza (primaria società di fondi di investimento delle banche popolari) collegata alla borsa di studio in un frangente in cui è particolarmente sentito il problema relativo alle prospettive della previdenza pubblica.
Oltre ad ottemperare ai criteri ispiratori della propria natura cooperativistica nel favorire i clienti-soci nell’esercizio della propria attività istituzionale, CiviBank ha così inteso rispondere a quel diffuso timore tra i giovani circa il loro futuro sbocco pensionistico.
A tal fine è stato deliberato un plafond di 30 mila euro suddiviso in questo modo: 15 borse di studio da destinare a chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado, 10 riservate ai diplomati di scuola secondaria di secondo grado, 5 da destinare ai diplomati con laurea triennale e 10 a coloro che hanno raggiunto la laurea magistrale. Per i laureati, in particolare, si prospetta un importo di 1.000 euro per il diploma con un punteggio non inferiore a 105/110, di 2.000 per il punteggio di 110/110 e di 2.400 per il 110/110 e lode. Si è voluto in tal modo stimolare gli studenti a percorrere l’intero ciclo scolastico, dalle Medie all’Università.

Il regolamento del bando era visionabile sul sito della banca (www.civibank.it) mentre la domanda andava redatta su apposito modulo scaricabile dal sito stesso o ritirabile in tutte le 67 filiali dell’Istituto di credito cividalese operative in sette province del Nordest. L’ufficio marketing della banca ha raccolto i moduli pervenuti e ha elaborato la graduatoria dei meritevoli. Nel corso di una cerimonia avvenuta nella sede centrale, a Cividale, presenti il vicedirettore generale Gianluca Picotti e il responsabile commerciale di Arca Fondi Marco Parmiggiani, si è proceduto all’assegnazione di 17 borse di studio  ad altrettanti vincitori del bando.
Infine, da ricordare che a corollario di questa formula innovativa si colloca anche un particolare prestito di CiviBank fino a 2.000 auro a tasso zero della durata di un anno per i soci o loro figli finalizzato allo studio, tasse universitarie e attività sportiva.

Ecco la sede centrale di CiviBank.

—^—

In copertina, la Banca Popolare fu fondata a Cividale nel lontano 1886.

 

UNIVERSITA’ – PITTONI (LEGA), SUPERARE NUMERO CHIUSO A MEDICINA E’ POSSIBILE

«Premesso che la prima questione da affrontare riguarda l’adeguamento dei fondi per la specializzazione, superare il numero chiuso nei corsi universitari di medicina è possibile.
La sperimentazione proposta dall’Università di Ferrara può rappresentare la seconda gamba dell’operazione avviata col percorso di “biologia con curvatura biomedica”, ideato e sperimentato dal liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria sin dal 2011».
Lo afferma il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega, che venerdì scorso a Ferrara ha partecipato alla discussione sul progetto.
«La proposta dell’Ateneo emiliano ispirata al modello francese – spiega Pittoni – prevede alcuni esami mirati in un arco di tempo definito, così da scoraggiare i “perditempo” (che puntano sulla fortuna) e con la garanzia di maggiore efficacia rispetto agli attuali quiz per individuare attitudine e qualità dei candidati.
Da parte sua la sperimentazione “da Vinci”, quest’anno presente in 80 licei classici e scientifici distribuiti in tutte le regioni, prevede 150 ore di lezione nel triennio (50 per ogni annualità) in cui i ragazzi possono verificare quanto sono portati a tale tipo di studi (abbandona più di uno studente su tre).
Insieme le due esperienze possono quindi costituire un filtro qualitativo in grado da una parte di contenere i numeri e dall’altra – conclude Pittoni – di giustificare nuovi investimenti, così da non dover escludere chi merita».