Stories for Passengers, appuntamento con l’attrice Aida Talliente oggi a Udine. Poi il viaggio continuerà a Gorizia

Il viaggio continuerà a trasformarsi in esperienza e incontro grazie a SFP – Stories for Passengers, il progetto transfrontaliero – finanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal Gect Go – ideato da Puntozero (Italia) e PiNA (Slovenia) che trasforma ogni spostamento in un’esperienza immersiva, all’insegna della narrazione. SFP – Stories for Passengers oltre a portare storie e narrazioni sui treni e sugli autobus del Friuli Venezia Giulia e della Primorska, aprirà le porte a due nuovi eventi in programma a Udine e a Gorizia nel mese di ottobre.

L’8 OTTOBRE – Il primo appuntamento, “Con le storie addosso. Incontro tra professionalità diverse che accolgono le narrazioni dell’altro”, sarà ospitato oggi, alle 18, dalla Libreria Moderna di Udine (via Cavour 13). Puntozero, in collaborazione con Comunità Nove, proporrà un incontro che desidera mettere al centro il tema dell’accoglienza delle storie personali legate alla salute mentale. A partire da due racconti scritti da Astrid Casali per l’applicazione Tracks – Stories for Passengers, l’attrice Aida Talliente darà voce ai testi con un reading che aprirà il dialogo tra diverse professionalità. Martina Meduri (medico psichiatra CSM Udine Sud), Berenice Pegoraro (cooperativa Itaca) e la stessa Aida Talliente rifletteranno insieme su come la narrazione possa farsi strumento di ascolto e condivisione. L’incontro sarà parte del festival “Disturbo? Fragile, maneggiare con cura”, promosso dalla Cooperativa Itaca di Udine in collaborazione con il Dsm Asuiud. L’evento sarà gratuito e a ingresso libero.

IL 24 OTTOBRE – Il viaggio continuerà poi con “Tracks: le storie in viaggio”, in programma il 24 ottobre, sempre alle 18, allo Spazio Cluster Multimedialità di Gorizia (Viale D’Annunzio 3). In questa occasione il pubblico scoprirà come è nata l’applicazione Tracks e come le storie hanno preso forma per accompagnare i passeggeri durante gli spostamenti quotidiani. Interverranno Carlo Zoratti, curatore delle narrazioni, Jacopo Bottani, autore dei racconti “Treno dei ricordi” e “La scopa”, e Stefano Giacomuzzi, regista che ha realizzato il video-documentario dedicato al progetto. Dopo la presentazione, i partecipanti saranno invitati a vivere un’esperienza diretta: a bordo dell’autobus urbano della linea 8, ascolteranno gratuitamente la storia “La scopa”, portando con sé gli auricolari del proprio smartphone. Anche questo evento, a cui seguirà un rinfresco, sarà gratuito e i biglietti dell’autobus verranno messi a disposizione dei presenti.

L’APP GRATUITA – Il progetto unisce il viaggio, alla narrazione. Grazie all’app Tracks, disponibile gratuitamente per smartphone (sia per Apple che per Android), è possibile ascoltare racconti sonori originali (grazie alle voci di Daniele Fior, Tanja Fior, Marjuta Slamič Adriano Giraldi, Anuša Kodelja, Sandro Pivotti, Maria Grazia Plos, Vladimir Jurc, Filip Štepec, Maximilian Merrill, Robin Merrill) ambientati nei territori di confine tra Friuli Venezia Giulia e Primorska e ispirati dalla storia delle ferrovie e degli autobus delle regioni, attorno alle città gemelle di Gorizia e Nova Gorica, e dai passeggeri che hanno viaggiato in queste terre. Ogni traccia è progettata per accompagnare una specifica linea. Le tratte coinvolte dal progetto comprenderanno linee ferroviarie – come Udine-Gorizia, Trieste-Gorizia, Venezia-Udine, fino a Trieste-Lubiana e Lubiana-Trieste – e linee di autobus urbani ed extraurbani tra Gorizia, Nova Gorica, Lubiana, Capodistria e l’aeroporto di Ronchi dei Legionari. Alcune storie, inoltre, sono state pensate dagli autori per dei luoghi di passaggio come il bar della stazione di Cormons o una fermata dell’autobus dell’aeroporto del Fvg.

CONTENUTI AUDIO – Le narrazioni – disponibili in italiano, sloveno e inglese – sono il frutto di una collaborazione tra autrici e autori dei due Paesi (Jacopo Bottani, Astrid Casali, Valentina Diana, Zeno Du Ban, Gilberto Innocenti, Anuša Kodelja, Manca Kok & Tery Žeželj, Sandro Pivotti, Filip Štepec, Neja Tomšič), che hanno attinto da storia, cronaca, cultura e tradizione locale per dar voce a paesaggi e persone. Ogni traccia audio è stata progettata per accompagnare una tratta specifica – sia in andata che in ritorno – creando un legame tra racconto e territorio. Pur essendo accessibili ovunque, le narrazioni mostrano la loro potenza immersiva quando ascoltate nel luogo per cui sono state scritte, trattandosi di contenuti audio creati in site specific. Non è un caso, dunque, se nel corso dei viaggi sonori gli utenti saranno invitati a utilizzare degli oggetti di uso comune, compiere delle piccole azioni e muoversi nello spazio in cui si trovano. Tracks – Stories for Passengers sarà dunque un’occasione unica per scoprire il territorio transfrontaliero attraverso l’ascolto e per trasformare il tempo del viaggio in uno spazio di immaginazione.

Per info https://storiesforpassengers.eu

—^—

In copertina, Stories for Passengers in una foto di Bartolomeo Rossi.

Nimis e Lannach “gemelli” per almeno altri 35 anni! Che bella festa alle Pianelle per rinnovare i legami di amicizia. Arrivederci in ottobre nel paese stiriano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ci troviamo qui riuniti per celebrare una ricorrenza che possiamo definire storica per le nostre due comunità: trentacinque anni fa, il 10 di settembre, veniva siglato il gemellaggio tra i nostri due Comuni ed oggi siamo perciò a festeggiare assieme, con gioia e commozione, questo importante traguardo. Nel corso di questi anni i legami fra i nostri due Comuni si sono stretti attorno ai principi di libertà, fraternità, democrazia, pace e cooperazione. Credo di poter affermare che le due comunità hanno saputo dare piena e concreta attuazione a questi nobilissimi principi, coinvolgendo nell’esperienza del gemellaggio tante associazioni, tante famiglie e tantissimi cittadini, raggiungendo obiettivi importantissimi (penso all’ottenimento del Diploma europeo e della Bandiera europea)». Sono le parole con cui il commissario straordinario Giuseppe Mareschi ha esordito nel suo indirizzo di saluto alla comunità di Lannach giunta a Nimis, con il borgomastro Josef Niggas, per celebrare il 35° anniversario del gemellaggio sottoscritto ufficialmente nell’ormai lontano 1989, in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini, nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore partito bambino da Nimis con la sua famiglia e che aveva proprio nel Castello di Lannach lo studio-laboratorio.

«Sono persone che grazie anche al gemellaggio – ha ripreso il dottor Mareschi – hanno potuto maturare una vera coscienza europea. Il percorso di unificazione europea deve certamente ancora compiersi e molto resta da fare in termini politici, economici e sociali, ma esperienze come la nostra dimostrano che non c’è un’altra via per garantire ai nostri popoli ed al mondo intero un futuro di serenità e di prosperità. Non dimentichiamo, infatti, che l’Unione Europea ha consentito ai nostri popoli di vivere il più lungo periodo di pace dai tempi di Ottaviano Augusto. Posso dire che le due comunità credono fortemente in questo progetto e si impegnano perché lo stesso continui a crescere. Le amicizie che si sono formate, le esperienze che sono state vissute, le storie che sono state scritte in questi trentacinque anni testimoniano più di qualunque discorso ed oltre ogni commemorazione che la scelta di percorrere la strada del gemellaggio era e rimane corretta. La consapevolezza di aver saputo e voluto dare un piccolo ma prezioso contributo per la realizzazione di quell’ideale europeo, per il quale si impegnarono personalità illustri del nostro continente, è motivo di orgoglio da un lato e di responsabilità dall’altro». E ha aggiunto: «Ringrazio pertanto tutti coloro che si sono finora impegnati perché il nostro gemellaggio viva e dia frutti, e penso ai sindaci – Germana Comelli, chi scrive, Renato Picogna, Danilo Gervasi, Walter Tosolini, Gloria Bressani e Giorgio Bertolla, ndr – ed agli amministratori che si sono succeduti, alle tante associazioni ed alle tantissime famiglie che negli anni sono state coinvolte. Un grazie e un affettuoso saluto al professor Rodolfo Zilli per il suo generoso e indefesso impegno a favore del gemellaggio, al borgomastro Max Röck e al sindaco Walter Tosolini. Sono certo che l’affetto che ci lega e che il gemellaggio suggella, testimoniato proprio da questa grande e spontanea partecipazione che da ormai trentacinque anni caratterizza gli incontri fra le nostre due comunità, ci aiuterà a scrivere negli anni a venire nuove bellissime pagine della nostra storia insieme. Viva il gemellaggio, viva l’Europa Unita e viva Lannach!». Il commissario ha quindi concluso: «Abbiamo pensato a un ricordo per questa giornata, ma l’artista cui abbiamo commissionato l’opera la sta ultimando. La porteremo a Lannach il prossimo mese. Però un omaggio al sindaco: Nimis è Citta del vino. Ogni anno organizziamo un evento “Diamo un taglio alla sete”. Una grande iniziativa di amicizia e solidarietà da tutto il mondo che, attraverso l’acquisto di vino, finanzia e realizza pozzi di acqua dolce in Africa. Ma che vino! È un vino solidale, ottenuto da più uve donate da enologi di tutta Italia. Buonissimo. Ed è proprio lo spirito del nostro gemellaggio: unire mondi e persone diverse per realizzare, con generosità, un armonico insieme. E infine grazie alla Pro Loco di Nimis per quello che hanno preparato per noi».

Applauditissime le parole di Giuseppe Mareschi – incaricato di amministrare il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative della prossima primavera – anche da parte della rappresentanza di Lannach che ne ha appreso il significato grazie alla simultanea traduzione di Angelika Pfister, la direttrice della Biblioteca civica. Cosa che ha fatto anche con il successivo saluto del borgomastro Niggas, il quale ha sottolineato quanto la cittadina stiriana tenga a questo rapporto di amicizia con Nimis e si impegni per mantenerlo sempre vivo e conservarlo nel tempo. Almeno per i prossimi 35 anni, ha aggiunto qualcuno con una battuta che però non si discosta certamente dalla realtà, perché significa “per sempre”. Niggas ha, pertanto, dato appuntamento agli amici friulani il 6 ottobre a Lannach quando, in occasione della festa paesana – come appunto la “Sagre des Campanelis” a Nimis – saranno rinnovati i patti del gemellaggio sottoscritti qui su una bella pergamena, portata dalla stessa delegazione austriaca, dal commissario comunale e dal Bürgermeister.
La breve ma simpatica e significativa cerimonia sotto il pronao del Santuario delle Pianelle – conclusa da un apprezzatissimo pranzo predisposto proprio dalla Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak – aveva fatto seguito alla Messa solenne per la ricorrenza della Natività della Madonna celebrata da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza del vincolo di amicizia che ormai da tanti anni lega i due paesi, donando infine un ricordo al sindaco Niggas: quel Cristo morto e risorto, presente in tutte le case della Parrocchia, che testimonia il trionfo della vita e quindi del bene sul male, quale sprone a credere in un futuro di pace e di fratellanza fra i popoli. Valori che sono insiti nello stesso gemellaggio e che saranno ribaditi nel prossimo mese, appunto, a Lannach. Ricordando ancora una volta quel grande friulano, Rodolfo Zilli, nel cui nome le due comunità si sono incontrate e sono diventate saldamente amiche.

—^—

In copertina, il borgomastro di Lannach e il commissario di Nimis firmano la pergamena con cui si rinsalda il gemellaggio sottoscritto 35 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da monsignor De Tina, i discorsi dei sindaci e cittadini dei due paesi che hanno partecipato alla bella cerimonia sotto il portico del Santuario.

Arlef, in un video Raffaele Puppo il giovane infermiere che all’ospedale di San Daniele parla ai pazienti in friulano

La diversità linguistica porta con sé un grande valore, anche sociale. È questo il messaggio del video promosso dal Network to Promote Linguistic Diversity (NPLD), in occasione della Giornata della Lingua Madre, istituita dall’Unesco nel 1999 e che sarà celebrata oggi, 21 febbraio. A testimoniarlo sono gli operatori sanitari di molte minoranze linguistiche, che quotidianamente utilizzano la propria lingua madre nell’ambito della professione e nel rapporto con i pazienti.
Per la sua realizzazione, il Network – che tutela e promuove le lingue minoritarie e regionali di tutta Europa e collabora con l’Unione Europea – ha lanciato un appello ai propri partner, chiedendo appunto ad ognuno una clip con la testimonianza di un operatore sanitario. L’Arlef ha scelto Raffaele Puppo, infermiere nel reparto di Medicina dell’Ospedale di San Daniele. Il 28enne, originario del Friuli collinare, racconta quanto per lui sia importante dialogare in friulano con i pazienti, perché ciò crea un rapporto di maggiore vicinanza e lo aiuta a trasformare l’ambiente ospedaliero, di per sé un po’ freddo e distaccato, in qualcosa di più familiare. Un tema, quello della relazione con il paziente nella lingua del cuore e delle emozioni, che Puppo conosce molto bene, essendo stato anche oggetto della sua tesi di laurea. Il video dell’NPLD è diffuso attraverso i canali della Unione Europea ed è visionabile sul profilo Facebook dell’Arlef.

Giornata Internazionale della Lingua Madre Istituita dall’Unesco nel 1999 per promuovere la diversità linguistica, culturale e il multilinguismo, la Giornata Internazionale della Lingua Madre è in programma il 21 febbraio di ogni anno per ricordare un grave fatto di cronaca avvenuto, proprio in questa giornata, nel 1952: quattro studenti bengalesi dell’Università di Dacca (ed altri che si unirono successivamente) furono uccisi per mano della polizia di quello che allora era il Pakistan orientale, mentre rivendicavano l’ufficialità della loro lingua, il bengali. Questa ricorrenza è dunque l’occasione per conoscere, riconoscere e valorizzare le lingue del nostro vivere quotidiano (a scuola o al lavoro) e riflettere sulla ricchezza del plurilinguismo.

—^—

In copertina, l’infermiere Raffaele Puppo che compare nel video diffuso dall’Arlef.

Ufficio scolastico, l’Aclif è con la Regione: così salviamo lingua friulana e autonomia

Plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (vi aderiscono 141 Comuni) alla volontà espressa da parte della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – tramite l’assessore all’istruzione Alessia Rosolen che ha scritto al ministro Valditara – di assumere le competenze dell’Ufficio scolastico, regionalizzandolo. Dal presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, arriva anche soddisfazione per il fatto che da parte dell’amministrazione regionale si voglia compiere questo passo per valorizzare le lingue minoritarie, non solo per una finalità culturale ma anche perché tramite la specialità si possono ottenere deroghe per i numeri di studenti per classe. «E questo oltre che per sloveno e tedesco – aggiunge Sergon – deve essere riconosciuto da Roma sempre più anche alle aree di lingua friulana: siamo a fianco dell’assessore Rosolen nelle sue richieste».
L’Assemblea ha appena ricevuto anche risposta a una sua lettera da parte dello stesso Ufficio scolastico circa i numeri di classi in deroga attivate in questo anno scolastico appena avviato: sono state 68 sul territorio regionale. «Grazie all’Ufficio scolastico con la dirigente generale Daniela Beltrame per la risposta e per quanto realizzato – sottolinea Sergon -: da queste 68 classi ripartiamo in vista del prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni si concretizzeranno a gennaio, auspicando che il numero di deroghe si possa ampliare venendo incontro per esempio non solo alle aree montane, ma anche a quelle zone di collina e di pianura dove si parla friulano e c’è il rischio di accorpamento di plessi e chiusura di classi».
Aclif quindi è pronta a sostenere l’Amministrazione regionale in questo cammino. «Perché – conclude Sergon – questa Regione può restare a Statuto speciale se, e solo se, saprà difendere le sue minoranze linguistiche esistenti, anche in ambito scolastico. Non dimentichiamo infatti che senza di esse, questa Regione, rischia la sua specialità. Autonomia che ricordiamo ha anche un valore europeo, visto che le quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia italiano, sloveno, tedesco e friulano sono anche riconosciute dall’Unione europea. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale, ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma posta nel cuore dell’Europa non solo a livello geografico ma anche culturale e sociale».

—^—

In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

A Casarsa giovani ungheresi da oggi ospiti dei loro coetanei friulani

Dall’Ungheria per conoscere i coetanei italiani ospiti a Casarsa della Delizia: grazie a un progetto dell’Unione europea, un gruppo di giovani magiari (circa 50 persone) da oggi al 23 aprile potrà svolgere uno scambio culturale nella cittadina friulana, dialogando sul mondo dell’informazione. Durante la tre giorni ci saranno presentazioni, dibattiti, workshop interattivi sul tema del progetto, ovvero il contrarso alle fake news e alla disinformazione nel mondo digitale. Non solo: l’occasione sarà utile anche per far loro conoscere la realtà casarsese, dall’eredità pasoliniana al tessuto cooperativistico e associazionistico senza dimenticare una visita alla Sagra del Vino in corso proprio in questi giorni.
L’evento è realizzato dalle Politiche giovanili di Casarsa della Delizia in sinergia con ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, AICCRE Federazione Friuli Venezia Giulia e per la parte ungherese da iASK Institute of Advanced Studies Köszeg (cittadina a ridosso del confine con l’Austria), Kőszegi Testvérvárosi Egyesület. Il progetto è finanziato dal bando Citizens, Equality, Rights and Values Programme (CERV) della Commissione europea.
“Siamo davvero lieti – afferma il consigliere delegato alle Politiche giovanili, Manola Bellinato – di ospitare questo gruppo di giovani ungheresi e far conoscere loro la nostra realtà, all’interno di un progetto dal respiro europeo. Gli approfondimenti che svolgeranno insieme ai nostri giovani sul tema così importante del contrasto alle fake news saranno utili per un percorso condiviso che proseguirà poi con la prossima visita dei nostri rappresentanti in Ungheria. Come servizio Politiche giovanili, seguendo il programma dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Colussi, continuiamo con impegno a sviluppare questa e altre iniziative d’ampio respiro e formative per i nostri ragazze e ragazzi”.

 

Bosnia ed Erzegovina, a Valvasone punto sullo sviluppo con Confcooperative

L’area dei Balcani torna d’attualità, tra voglia di una maggiore integrazione con l’Unione Europea e tensioni mai sopite del tutto: punto cruciale la Bosnia ed Erzegovina, realtà sempre alla ricerca di un dialogo con partner europei. Dialogo che con il Friuli occidentale è attivo da tempo grazie al progetto Wel.come del Consorzio Leonardo che riunisce coop sociali aderenti a Confcooperative Pordenone. I recenti sviluppi del progetto, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, saranno presentati domani 12 gennaio, alle 16.30, nel Castello di Valvasone.
«Wel.come – spiega il presidente di Leonardo e Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un progetto che punta a creare un welfare di comunità e promozione dell’economia sociale in Bosnia ed Erzegovina, anche grazie al rapporto con realtà che fungono un ruolo guida sul territorio, dall’Università di Sarajevo alla Caritas. Faremo il punto di quanto realizzato in questi anni di rapporto con ong e partner bosniaci, i quali ci hanno ospitato e sono stati a loro volta nostri ospiti per condividere buone pratiche. Inoltre, tracceremo i futuri sviluppi vista anche l’estrema attualità con cui si è tornato in queste settimane a parlare di Balcani».
Dopo i saluti iniziali i lavori vedranno la presentazione del progetto e il video-collegamento con i partner bosniaci. Saranno presentati attività e risultati e ci saranno le testimonianze dei beneficiari. Seguirà rinfresco per i partecipanti. Il convegno è organizzato da Consorzio Leonardo, Comune di Valvasone Arzene, Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe, Confcooperative Pordenone, Caritas Bosne I Hercegovine, Associazione Youth For Peace, Università degli Studi Di Sarajevo, Camera di Commercio Pordenone-Udine.

—^—

In copertina, Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone e di Leonardo.

 

La nuova Europa dopo la Grande Guerra: a Trieste mostra storica e oggi convegno

Fino all’11 ottobre è la città di Trieste ad ospitare, in esclusiva nazionale, l’evento espositivo a cielo aperto che sta girando le capitali europee, la mostra “Dopo la Grande Guerra. Una nuova Europa 1918 – 1923”, promossa dall’European Network Remembrance and Solidarity in collaborazione con l’Unione Europea e con un team internazionale di studiosi e storici: un percorso espositivo allestito nel cuore di Trieste, in Largo Panfili, dedicato ai nuovi scenari prodotti in Europa dopo la Grande Guerra, attraverso la Conferenza di Parigi e la sua complessa eredità: regioni e città contese, confini in bilico, equilibri precari che hanno portato vent’anni dopo al secondo conflitto mondiale, e che tuttora si proiettano sul nostro tempo.


Ieri è avvenuta l’inaugurazione ufficiale della mostra, allestita in sinergia con il Circolo della Stampa e con la media partnership del quotidiano Il Piccolo, dopo aver girato in 12 Paesi europei circuitando da Berlino a Vienna a Praga, da Varsavia a Dublino, Vilnius, Tallin, Sarajevo. In esposizione il pubblico potrà trovare centinaia di fotografie, documenti e altri materiali d’archivio, che raccontano la storia dei territori dell’Europa centrale e le storie di chi ha vissuto il periodo del primo dopoguerra, determinante per la definizione dei nuovi assetti continentali. Rileggere la storia per capire il nostro tempo è appunto l’obiettivo del percorso espositivo: «Moltissime – sottolinea il curatore della mostra, Bartosz Dziewanowski – le analogie fra le sfide che le persone affrontavano nel 1918 e il nostro tempo. Problemi con la democrazia, crisi pandemica, crisi economica e un Paese, l’Ucraina, che nuovamente è costretto a combattere per la sua indipendenza». Aggiunge Luciano Santin, presidente del Circolo della Stampa: «Trieste, città di frontiera, è stata contesa per tutto il ‘900, subendo spinte esogene che ne hanno fatto la città da redimere, la testa di ponte per l’espansione dell’Italia a Est, il terminal della cortina di ferro e il “flashpoint of Europe”. È un luogo di incontro o di scontro, tertium non datur. È un sismografo sensibilissimo ad accadimenti che paiono distanti».
Oggi, 23 settembre, alle 17, al Circolo della Stampa di Trieste è in programma un convegno sul tema della “Memoria delle regioni contese dopo la Grande Guerra”: un focus di stretto interesse per i territori dell’Europa centro-orientale e la stessa città di Trieste. Interverranno i docenti Grzegorz Berendt (Università di Danzica); Štefan Čok (Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste), Attila Pók (Institute of Advanced Study di Kőszeg), Andrea Zannini (Università di Udine): il dialogo sarà condotto da Bartosz Panek, Free Range Productions.
Il dibattito che accompagna la presentazione ufficiale della mostra all’aperto “Dopo la Grande Guerra: una nuova Europa 1918-1923” ha l’obiettivo di discutere la complessa eredità della Conferenza di pace di Parigi, ossia le regioni contese. La norma fondamentale che regolava il nuovo ordine era la possibilità di autodeterminazione, tuttavia fu concessa principalmente ai vincitori. Inoltre, a causa della complicata struttura etnica dell’Europa centro-orientale, era impossibile tracciare linee di confine chiare e soddisfacenti per tutti. In molti casi i confini furono tracciati con l’uso di misure militari e senza indire plebisciti. Un’altra decisione controversa fu la creazione di città libere. Nacquero così diverse regioni contese: Trieste, Danzica, Memel, Slesia, Pomerania e Transilvania sono solo alcuni esempi. Queste città appartengono alla complessa eredità della Grande Guerra. Anche oggi gli interventi in lingua straniera saranno tradotti per il pubblico con interpretazione consecutiva.

INFO: https://enrs.eu/afterthegreatwar

—^—

In copertina e all’interno immagini della mostra e della sua inaugurazione, oltre a due belle fotografie storiche.

 

L’Europa e il suo futuro sotto la lente di Università di Udine e Radio Onde Furlane

Continuano le iniziative realizzate dal Centro di documentazione europea “Guido Comessatti” dell’Università di Udine, con la collaborazione della cooperativa Informazione Friulana e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, per promuovere la partecipazione dei cittadini alla Conferenza sul futuro dell’Europa, avviata ufficialmente dall’Unione Europea un mese fa. Il programma de “La Conferenza sul futuro dell’Europa. Un nuovo slancio per la democrazia europea”, che comprende un serie di cinque trasmissioni su Radio Onde Furlane e tre dibattiti online dedicati ai principali temi-chiave riguardanti l’Europa di oggi e di domani, è stato inagurato lo scorso 31 maggio, mentre questa settimana propone per giovedì 10 giugno il secondo evento della serie “Il futuro è nelle tue mani. Fai sentire la tua voce”.

Una sede dell’Ateneo friulano.


Con inizio alle ore 15.30, sulla piattaforma Microsoft Teams ci sarà un webinar con un confronto a più voci sul tema L’Europa dei diritti. Ne parleranno Claudio Cressati, docente di Storia delle dottrine politiche e responsabile scientifico del Cde “Guido Comessatti” e le giuriste dell’Ateneo friulano Elisabetta Bergamini e Alessia Cozzi, mentre Daniela Cattalini, responsabile documentalista del Cde, avrà il compito di illustrare il funzionalmento della piattaforma web (https://futureu.europa.eu/) mediante la quale è possibile partecipare alla Conferenza sul futuro dell’Europa, presentando suggerimenti, indicazioni e proposte per progettare l’avvenire del continente e delle sue istituzioni e per potenziare e sviluppare la sua unità politica. Il link per partecipare all’incontro sarà pubblicato sulla pagina web del Cde: https://www.uniud.it/it/servizi/servizi-studiare/biblioteche/sedi_orari_biblioteche/biblioteca-del-centro-di-documentazione-europea-cde.

Intanto, domani 7 giugno alle 8.30 (con repliche martedì 8 alle 13.30 e mercoledì 9 alle 17.30), sulle frequenze di Radio Onde Furlane (sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz e in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu), sarà proposta anche la seconda puntata di “Europe in Divignî”, trasmissione curata e condotta da Marco Stolfo, giornalista e assegnista di ricerca in Storia delle dottrine politiche all’Università di Udine, impegnato anche nel coordinamento degli eventi online.
Il percorso radiofonico continuerà poi nelle prossime settimane: lunedì 14 giugno alle 8.30 (con repliche martedì 15 alle 13.30 e mercoledì 16 alle 17.30); lunedì 21 giugno alle 8.30 (con repliche martedì 22 alle 13.30 e mercoledì 23 alle 17.30) e lunedì 28 giugno alle 8.30 (con repliche martedì 29 alle 13.30 e mercoledì 30 alle 17.30). Tutte le trasmissioni saranno disponibili in podcast all’indirizzo www.spreaker.com/user/ondefurlane.

Il 24 giugno si terrà il terzo dibattito della serie “Il futuro è nelle tue mani. Fai sentire la tua voce”, in cui diversi rappresentanti dell’associazionismo si confronteranno su L’Europa dei cittadini, concludendo il ciclo avviato lo scorso 3 giugno con incontro dal titolo L’Europa dei giovani i cui protagonisti principali sono stati i ragazzi di due classi terze (Geometri e Costruzioni Ambiente Territorio) dell’Isis Magrini Marchetti di Gemona e della classe 3A Linguistico/EsaBac del Liceo Percoto di Udine, con il coordinamento degli insegnanti Angelo Floramo e Claudia Malisano e la partecipazione di Francesco Deana, docente di Diritto dell’Unione europea dell’Ateneo friulano.

I dibattiti online saranno successivamente disponibili sul canale Youtube PlayUniud https://www.youtube.com/c/PlayUniud
Per ulteriori informazioni: cde@uniud.it 

 

 

Montagna dell’Alto Friuli: oggi online l’evento conclusivo contro le marginalità

Sarà online oggi 26 marzo, alle 17.30, l’evento conclusivo del Progetto EM2 – Education in Square marginality, cofinanziato dall’Unione europea e partecipato dalla cooperativa sociale Cramars e da Confartigianato-Imprese Udine assieme a partner di Slovenia, Lettonia e Ungheria. Il progetto punta a rafforzare la motivazione e a migliorare le opportunità lavorative di chi vive una doppia condizione di marginalità: personale, dettata dalle difficoltà di occupazione e da svantaggi fisici e psicologici, e geografica, dovuta a una localizzazione lontana dai centri urbani. In provincia di Udine ha interessato in particolare modo l’Alto Friuli, dunque la zona della montagna dove la marginalità geografica si accoppia spesso a scarse possibilità occupazionali. Due condizioni che si è cercato di superare attraverso un bilancio delle competenze e dell’autoconsapevolezza dei Neet (ovvero i giovani non impegnati nello studio, né nel lavoro, così come agli adulti poco qualificati alla ricerca di occupazione) e il coinvolgimento di istituzioni locali, apparati pubblici e sindacati stringendo un patto di comunità che ha chiamato ognuno di questi a fare la propria parte in un quadro di azioni congiunte finalizzate a migliorare la qualità di vita e le pratiche sociali del territorio.
Avviato a settembre 2019 e assolutamente innovativo poiché ha coinvolto al contempo istituzioni, aziende e comunità per raggiungere un obiettivo di crescita sociale comune, il progetto EM2 si è sviluppato in 26 eventi informativi che hanno visto la partecipazione di oltre 500 persone delle Terre Alte friulane.
Come detto, l’evento prenderà il via alle 17.30 in modalità online (per partecipare è necessario compilare il form scaricabile dal sito internet www.confartigianatoudine.com). Ai saluti introduttivi di Stefania Marcoccio, presidente della Coop Cramars, e del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, seguiranno l’illustrazione del progetto a cura di Sara Danelon, responsabile di Em2 per Cramars, i saluti dei partner internazionali, il racconto Gian Luca Gortani, segretario dell’associazione di categoria, delle visite alle botteghe-scuola e ancora le testimonianze di un beneficiario del progetto, di una delle imprese coinvolte e ancora di un’amministrazione comunale. Per finire, sarà presentato il “Memorandum of understanding” che formalizza la futura collaborazione tra Confartigianato Udine e Cramars per nuovi, ulteriori progetti a favore di persone con fragilità occupazionali.

 

Cultura, le risorse europee saranno strategiche per lo sviluppo di Gorizia

“Gorizia sarà la capitale di un territorio senza confini. La recente assegnazione a Nova Gorica-Gorizia del titolo di Capitale europea della Cultura 2025 rappresenta un’occasione imperdibile che dobbiamo cogliere appieno, gestendo al meglio sia le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per la programmazione 2021-2027 che quelle straordinarie per fronteggiare la pandemia”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, incontrando a Gorizia il sindaco Rodolfo Ziberna e il presidente di Informest – Agenzia per lo sviluppo e la cooperazione economica internazionale Boris Dijust.
“A Gorizia arriveranno finanziamenti ingenti grazie alla nuova Programmazione europea e al Next Generation Eu che – ha ricordato Zilli, come si legge in una nota Arc -, l’Amministrazione comunale potrà utilizzare per alcuni progetti strutturali, necessari per riqualificare la città in ottica turistica e per rafforzare anche la cooperazione con la Slovenia”. “L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo impone risposte rapide ed efficaci. In tal senso Informest riveste un ruolo strategico per la Regione, soprattutto – ha specificato l’assessore – per tutte quelle attività legate alla progettazione europea e all’attuazione di politiche di sviluppo della cooperazione a livello nazionale, internazionale e comunitario”. “Siamo certi – ha detto Zilli in conclusione – che l’Agenzia saprà accettare al meglio le sfide che abbiamo davanti, a vantaggio dei cittadini e delle imprese del nostro territorio”.

L’assessore Zilli col sindaco Ziberna.

—^—

In copertina, il Castello di Gorizia simbolo della città isontina.