Emergenza e commercio aperto. Ma da oggi in Fvg nuovo giro di vite

di Gi Elle

Nuovo giro di vite, in Friuli Venezia Giulia, nelle restrizioni individuate per frenare la diffusione del Coronavirus. Il governatore, Massimiliano Fedriga, ha infatti firmato – informa Arc – una nuova ordinanza che dalla giornata odierna, oltre a vietare di uscire per passeggiate o per attività sportive all’aperto, impone ai sindaci la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione pubblici o aperti al pubblico, nonché lo stop, ogni domenica, di tutti gli esercizi commerciali di qualsiasi natura, fatte salve le farmacie, le parafarmacie e le edicole. Il testo dell’ordinanza ha validità appunto da oggi 20 marzo fino al 3 aprile, salvo proroghe. Per quanto concerne l’accesso agli esercizi aperti al pubblico, è limitato a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.

Ma quanti sono in Italia gli esercizi che continuano a rimanere aperti nell’emergenza sanitaria? Sono mezzo milione quelli commerciali e quelli dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che funzionano in base al decreto del Governo anti-Coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull’intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari – come si rileva da una nota diffusa dall’ente camerale di Pordenone-Udine – si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633).
Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso, questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano, però, anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti.

Ampia la disponibilità di esercizi commerciali dedicati al cibo e alle bevande anche nel Lazio: oltre 24mila quelli presenti con 44mila dipendenti. Nella regione della Capitale, in cui un po’ tutte le tipologie di vendita alimentare sono rappresentate, si concentra il maggior numero di discount a livello nazionale: 363 con quasi 4mila dipendenti. La regione è anche al secondo posto per diffusione di Ipermercati (90 con quasi 2mila lavoratori) e al terzo posto (dopo Campania e Sicilia) per presenza di Supermercati (oltre 2.500 con più di 21mila lavoratori).A seguire per capillarità di punti vendita alimentari la Sicilia (quasi 21mila con oltre 32mila dipendenti e il primato nazionale per numero di Supermercati) e la Puglia (oltre 18mila e 28mila lavoratori).
La nota della Camera di commercio friulana ricorda, infine, che sfiorano quota 47mila e i 96mila dipendenti le farmacie, parafarmacie e i punti vendita dedicati agli articoli sanitari e per l’igiene ai quali i provvedimenti di contrasto al Coronavirus chiedono di restare aperti al pubblico. I numeri più elevati si trovano in Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia. La Lombardia ha il numero maggiore di farmacie, la Campania quello delle parafarmacie e di punti vendita di articoli medicali e ortopedici, la Sicilia quelli di prodotti igienico-sanitari.

La Camera di commercio di Udine.

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Camera di Commercio Pn-Ud: mail ingannevoli su indagine Excelsior

In queste settimane, alle Camere di Commercio stanno pervenendo segnalazioni, da parte di imprese e studi professionali, di avere ricevuto, tramite Pec, una comunicazione con oggetto “Questionario Febbraio 2020”. Il testo della mail cita Unioncamere e Anpal, e afferma che si sta realizzando assieme alle Camere territoriali «un monitoraggio – si legge in queste mail – relativo alle previsioni di assunzione per il trimestre febbraio 2020 – marzo 2020». Il testo della Pec ricorda inoltre che «la presente rilevazione fa parte delle indagini con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale e, rammentandole che la Sua impresa fa parte del campione interessato dalla ricerca, La informiamo che riceve la presente comunicazione perché il questionario di Sua competenza non ci risulta ancora consegnato attraverso i canali previsti».

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine informa, attraverso una nota, che “si tratta di una comunicazione ingannevole, che non riguarda le indagini in corso di Unioncamere. Peraltro, la terza indagine mensile Excelsior del 2020 (previsioni per aprile – giugno 2020), non è stata avviata in Friuli Venezia Giulia, analogamente alle altre regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emila Romagna) interessate dalle misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19″.

La Cciaa ricorda infine che, per informazioni sull’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere-Anpal, bisogna fare riferimento sempre il sito https://excelsior.unioncamere.net. In caso di ricezione di comunicazioni dal contenuto dubbio, è possibile contattare, per il territorio di Pordenone e Udine, il Centro Studi – Ufficio Statistica per verificarne l’autenticità (tel. 0432.273200/219, mail statistica@ud.camcom.it).

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

Educazione finanziaria: cinque studenti udinesi primeggiano a Roma

Su 20 posti per studenti da tutta Italia, ben cinque se li sono aggiudicati quelli del Friuli Venezia Giulia, vincendo una tre-giorni intensiva alla Winter School di Roma nell’ambito del progetto #iopensopositivo, dove approfondire i temi dell’educazione finanziaria. Cecilia Nadalini del Liceo classico Stellini, Carlo Novello del liceo scientifico Marinelli, Luca Morandini, Paola Mulligh e Valentina Fabbro, dell’Istituto Tecnico Deganutti, sono infatti risultati tra i migliori a livello nazionale al test in educazione finanziaria dello speciale percorso informativo e formativo, promosso in regione dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, voluto dal Ministero dello Sviluppo economico e da Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il progetto si propone, appunto, di diffondere in modo innovativo le conoscenze finanziarie tra i giovani che frequentano i tre anni conclusivi della scuola di secondo grado e lo scorso ottobre c’era stata la tappa udinese in Sala Valduga, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione e a un test interattivo avviando il percorso formativo. Da lì sono stati poi selezionati i migliori risultati a livello nazionale, per far parte della Winter School all’Universitas Mercatorum.

I ragazzi sono stati informati sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e di rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi quando si intraprendono investimenti e si avviano iniziative di micro-imprenditorialità.
L’adesione al progetto e alla piattaforma di gioco-test www.ipensopositivo.eu è stata capillare su tutto il territorio italiano. Sono stati incontrati oltre 1.500 studenti del triennio finale delle scuole superiori, da Udine a Catania, passando per Brescia, Firenze e Bari. Gli eventi del progetto, catalizzati dalle Camere di commercio del territorio, dagli uffici di Alternanza Scuola-Lavoro e dal Salone dello Studente hanno permesso un’ampia promozione che ha coinvolto giovani studenti e professori interessati. Il percorso didattico in piattaforma, fruibile da desktop o mobile, composto da sei moduli, ha approfondito in modo innovativo le conoscenze finanziarie attraverso contenuti sviluppati seguendo un percorso narrativo in graphic animation.

L’iniziativa finale di tre giorni ha visto coinvolti gli studenti in lezioni con docenti dell’Universitas Mercatorum sui temi di finanza e gestione d’impresa; sono stati inoltre invitati giovani startupper che hanno testimoniato la propria esperienza di imprenditorialità. La tre-giorni si è conclusa con un’attività che ha visto gli studenti impegnati in prima persona nella creazione di un business plan traducendo, infine, l’idea imprenditoriale in un elevator pitch.

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In copertina e qui sopra l’incontro all’Universitas Mercatorum.

San Giovanni, Malignani a rischio. “Ma chi esce da qui ha il lavoro assicurato”

di Gi Elle

La sopravvivenza del Malignani di San Giovanni al Natisone è a rischio, ma si tratta di una eventualità che va scongiurata con tutte le forze perché chi esce da questo istituto “ha il lavoro assicurato”. Per cui, “facciamo il possibile per rilanciare questa scuola”, perché se chiude “perdiamo tutti”. Più chiaro di così non poteva essere l’appello del sindaco, Carlo Pali, al termine di un vertice indetto per individuare una proposta di rilancio dell’importante istituzione scolastica superiore. Insomma, Comune, scuola e sindacato scendono in campo con convinzione per evitarne la chiusura, e quindi per creare le condizioni per una sua valorizzazione e ripresa.

Confartigianato in prima fila – Tutti insieme, dunque, per garantire un futuro a questa sede staccata del Malignani. Confartigianato-Imprese Udine si schiera in prima fila accanto all’amministrazione civica che ha chiamato a raccolta i vertici della scuola, i Comuni limitrofi, le associazioni sindacali dei lavoratori oltre a quelle datoriali, per mettere a sistema le rispettive forze con l’obiettivo di rilanciare la sede scolastica, il cui futuro è annualmente ipotecato dal piano di dimensionamento che prevede un minimo di studenti per le sedi periferiche. Un miraggio per la scuola di San Giovanni al Natisone che oscilla tra i 70 e gli 80 studenti. “Ogni anno – spiega il dirigente scolastico del Malignani, Andrea Carletti – chiediamo alla Regione una deroga sapendo di essere sotto il tetto richiesto. Al di là dei numeri, la nostra scuola è un presidio importante per il territorio, che non ha altri istituti scolastici. Prima di chiuderla bisogna andare con i piedi di piombo e l’Ufficio scolastico regionale lo sa bene”.

Potenziali studenti – All’arco della scuola, Confartigianato Udine ha portato l’indagine condotta dall’Ufficio studi dell’associazione che dimostra, numeri alla mano, come la sede staccata disponga di un consistente bacino di potenziali studenti. In totale, considerati i ragazzi residenti nei Comuni dell’ex distretto della sedia con l’aggiunta di alcuni altri situati sulla direttrice ferroviaria Udine-Gorizia, di età compresa tra i 10 e i 16 anni, il bacino totale di studenti oscilla tra le 400 e le 500 unità l’anno. Di questi, considerate le percentuali di studenti dell’area iscritti a istituti professionali per l’industria e l’artigianato (8,8%) e agli istituti industriali (14,3%) in Fvg, quelli che potrebbero iscriversi ai due indirizzi di studio del Malignani di San Giovanni vanno dai 100 ai 111 al massimo. “Significa – commenta il presidente zonale del Friuli Orientale di Confartigianato-Imprese Udine, Giusto Maurig – che dal punto di vista demografico i numeri per i corsi ci sono e ci saranno anche nei prossimi anni”. Nonostante questo le imprese faticano, ormai da tempo, a trovare profili adeguati alle proprie necessità.

Sos tecnici – Confartigianato-Imprese Udine lo denuncia ancora una volta report alla mano. “Per gli indirizzi di studio più direttamente correlati con le proposte del Malignani – spiega Maurig -, le maggiori difficoltà di reperimento di manodopera si incontrano per la riparazione dei veicoli (55,2%), per gli impiantisti termoidraulici (51,3%), l’elettronica (50%) e la meccanica (49,2%), l’elettronica e l’elettrotecnica (49,3%).  Per i diplomati a indirizzo meccanica, meccatronica ed energia la percentuale di assunzioni di difficile reperimento si attesta sul 47,3%, per quelli con qualifica di formazione o diploma professionale a indirizzo legno la percentuale è del 40,3%”. Cifre (fornite dal sistema Excelsior di Unioncamere) che confermano dunque l’attuale carenza sul mercato del lavoro di profili coerenti con gli indirizzi di studio proposti dal Malignani e questo a dispetto della necessità di personale delle imprese, comprese le 623 imprese della filiera legno-arredo ancora attive nel distretto, di cui 2 su 3 sono artigiane, che da sole danno lavoro a oltre 2.100 addetti.

Il sindaco Carlo Pali.

Progetto di rilancio – A discuterne si sono ritrovati il sindaco Carlo Pali assieme al responsabile della sede staccata del Malignani, Alberto Della Piana, alla responsabile della Cisl di Udine, Renata della Ricca, e al segretario della Cgil di Udine, Natalino Giacomini, a Paolo Zorzenone di Confapi Fvg e ancora ai capogategoria provinciali dei seggiolai e dell’arredo di Confartigianato-Udine, Alberto Dalmasson e Mauro Damiani, oltre al consigliere del Movimento giovani Nicola Giarle e al presidente di zona Giusto Maurig. Dal tavolo sono emerse diverse proposte. “Anzitutto verificheremo se sia possibile modificare e istituire nuove tratte del trasporto pubblico locale per collegare meglio la sede scolastica al territorio – ha dichiarato a margine dell’incontro il sindaco -. Bisogna poi che raccontiamo meglio la realtà di questa scuola, erroneamente identificata come un plesso che sforna professionalità di basso livello, quando invece produce tecnici di spessore capaci di governare le ultime macchine a controllo numerico. Per capirci – ha aggiunto Pali – uno che esce dal Malignani di San Giovanni ha il lavoro assicurato. Cerchiamo, dunque, insieme di stimolare le iscrizioni. Valutando anche la possibilità di istituire un Its, un percorso formativo post-diploma, che dia al territorio figure specializzate. Insomma, facciamo il possibile per rilanciare questa scuola perché se chiude non perde solo San Giovanni al Natisone, perdiamo tutti”.

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In copertina e qui sopra esercitazioni di allievi in laboratorio e al computer.

Il collegamento tra scuola e lavoro: firmato patto a Udine

Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Anpal Servizi (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) lavoreranno insieme per offrire sempre più efficaci percorsi di alternanza scuola lavoro – i nuovi “Pcto” -, ossia i “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”. I due enti hanno infatti sottoscritto un protocollo di intesa, nell’ambito del “Progetto Tutor per l’Alternanza”, che sancisce la collaborazione per favorire la migliore operatività dei progetti per gli studenti sui territori di Pordenone e Udine, per assicurare loro l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro e migliorarne i percorsi di transizione.
La collaborazione tra Camera e Anpal si realizzerà anche attraverso l’organizzazione di esperienze di orientamento rivolte agli studenti, la sperimentazione sul territorio di modelli innovativi di alternanza scuola-lavoro, l’individuazione nel Registro nazionale alternanza scuola lavoro della piattaforma informatica sulla quale far convergere le necessità di incrocio fra istituzioni scolastiche e imprese, con opportuna incentivazione delle relative iscrizioni. Ci si impegnerà anche in un’attività di ricerca sistematica per l’individuazione di panel mirati di imprese, in base a indicatori condivisi e attualizzati sui reali fabbisogni formativi ed occupazionali, utilizzando estratti di banche dati messi a disposizione dalle Camera di Commercio, attraverso Unioncamere  e il progetto Excelsior. L’idea di fondo è assumere un ruolo sempre attivo nella promozione delle attività della nuova alternanza, avvicinando le imprese ai percorsi scolastici, contribuendo allo sviluppo del sistema economico locale.
«Si rafforza ancora l’impegno della nostra Camera di Commercio per sviluppare un miglior collegamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola e dell’impresa – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. Questo tassello arricchirà e qualificherà ulteriormente la nostra fitta programmazione di iniziative nell’ambito dell’orientamento al lavoro e alle professioni, a vantaggio tanto degli studenti quanto delle nostre imprese».

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.