Ufficio scolastico, l’Aclif è con la Regione: così salviamo lingua friulana e autonomia

Plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (vi aderiscono 141 Comuni) alla volontà espressa da parte della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – tramite l’assessore all’istruzione Alessia Rosolen che ha scritto al ministro Valditara – di assumere le competenze dell’Ufficio scolastico, regionalizzandolo. Dal presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, arriva anche soddisfazione per il fatto che da parte dell’amministrazione regionale si voglia compiere questo passo per valorizzare le lingue minoritarie, non solo per una finalità culturale ma anche perché tramite la specialità si possono ottenere deroghe per i numeri di studenti per classe. «E questo oltre che per sloveno e tedesco – aggiunge Sergon – deve essere riconosciuto da Roma sempre più anche alle aree di lingua friulana: siamo a fianco dell’assessore Rosolen nelle sue richieste».
L’Assemblea ha appena ricevuto anche risposta a una sua lettera da parte dello stesso Ufficio scolastico circa i numeri di classi in deroga attivate in questo anno scolastico appena avviato: sono state 68 sul territorio regionale. «Grazie all’Ufficio scolastico con la dirigente generale Daniela Beltrame per la risposta e per quanto realizzato – sottolinea Sergon -: da queste 68 classi ripartiamo in vista del prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni si concretizzeranno a gennaio, auspicando che il numero di deroghe si possa ampliare venendo incontro per esempio non solo alle aree montane, ma anche a quelle zone di collina e di pianura dove si parla friulano e c’è il rischio di accorpamento di plessi e chiusura di classi».
Aclif quindi è pronta a sostenere l’Amministrazione regionale in questo cammino. «Perché – conclude Sergon – questa Regione può restare a Statuto speciale se, e solo se, saprà difendere le sue minoranze linguistiche esistenti, anche in ambito scolastico. Non dimentichiamo infatti che senza di esse, questa Regione, rischia la sua specialità. Autonomia che ricordiamo ha anche un valore europeo, visto che le quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia italiano, sloveno, tedesco e friulano sono anche riconosciute dall’Unione europea. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale, ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma posta nel cuore dell’Europa non solo a livello geografico ma anche culturale e sociale».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

MANOVRA – PITTONI (LEGA), CANCELLATO DECLASSAMENTO UFFICIO SCOLASTICO FVG

«Abbiamo cancellato il declassamento dell’Ufficio scolastico del Friuli-Venezia Giulia».

Lo annuncia, non senza soddisfazione, il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura al Senato nonché presidente della Lega FVG, che della lotta per salvare l’Ufficio scolastico aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia.

«La norma – spiega Pittoni – è nella legge di Bilancio approvata a palazzo Madama, che non potrà subire correzioni nell’ultimo passaggio alla Camera. Ringrazio Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga che mi hanno fornito gli strumenti per centrare un risultato che consentirà di fermare la deriva di cui è vittima la struttura scolastica regionale da quando nel 2012 fu votata la spending review. L’Ufficio scolastico è ormai ridotto a una scatola vuota, che richiede d’urgenza una robusta iniezione di risorse umane ed economiche (non a caso gli ultimi due direttori sono letteralmente scappati). Altrimenti diverrà impossibile conservare il primato di diplomati e laureati tra i migliori del Paese, come attestano le indagini internazionali. In Friuli Venezia Giulia sono ben quattro le lingue riconosciute come ufficiali: italiano, friulano, sloveno e tedesco. Una regione con una così alta varietà linguistica non può essere governata con il pieno raggiungimento delle finalità istituzionali da un ufficio scolastico che non sia retto da un direttore generale che possiede i necessari poteri amministrativi per consentire – conclude Pittoni – il regolare funzionamento dell’intero sistema».