“Piazza Novecento”, disponibili online le mappe interattive di dieci città Fvg. “Altrememorie” invita a Campoformido

Sono online, su www.bottegaerrante.it, le mappe interattive, la linea del tempo e i podcast realizzati da Bottega Errante nell’ambito di “Piazza Novecento”, progetto firmato della stessa associazione culturale e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. «Siamo arrivati alla tappa finale del progetto – hanno spiegato da Bottega Errante -. Dopo dieci passeggiate in dieci città del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Venzone, Gorizia, Trieste, Aquileia, Udine, Pordenone, Torviscosa, Cividale, Tolmezzo) – grazie alla consulenza storica del professor Enrico Folisi e agli scatti del fotografo Paolo Brisighelli – abbiamo ora concluso anche la mappa interattiva (una per ogni piazza), e una linea del tempo, che siamo entusiasti di rendere disponibili per tutti sul nostro sito, assieme ai podcast».

MAPPE INTERATTIVE – L’utente, entrando sul sito, accedendo alla pagina dedicata, troverà dieci mappe per le dieci piazze che i cittadini hanno imparato a conoscere grazie a delle passeggiate gratuite condotte da storici, giornalisti e scrittori: guide d’eccezione che li hanno accompagnati, nei mesi scorsi, a visitare le città con gli occhi del Novecento, riscoprendone i luoghi significativi che ne hanno fatto la storia. All’interno di ciascuna tappa sarà possibile consultare foto d’archivio, video, immagini, testi scritti ad hoc dal professor Folisi che sintetizzano alcuni accadimenti avvenuti nella singola location nel secolo passato. Il visitatore potrà muoversi all’interno dello spazio della piazza e fermarsi virtualmente su un palazzo, una fontana, un teatro e consultare contenuti inediti che raccontano le principali vicende storiche e sociali.
LINEA DEL TEMPO – «Con lo stesso principio, ma partendo dalla prospettiva del tempo, a disposizione degli utenti ci sarà anche una linea del tempo interattiva dove, alle singole date chiave del Novecento, saranno associati materiali d’archivio, immagini e video in una sorta di cronologia storica che testimonia come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato al centro di avvenimenti globali», hanno raccontato ancora gli ideatori del progetto.
PODCAST – Nella stessa sezione del sito sarà disponibile anche il podcast “Piazza 900”: in quattro puntate, realizzate in collaborazione con Radio Onde Furlane, e scritte, curate e raccontate da Monica Mosolo, a partire da una piazza simbolica di ciascuno dei capoluoghi del Fvg, attraverso una narrazione più soggettiva, le piazze prenderanno voce, fornendo informazioni storiche ma anche suggestioni, emozioni e punti di osservazione nuovi. Dopo gli appuntamenti di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’ultimo sarà a Udine martedì 4 marzo, alle 8.30.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli; con i contributi di Pro loco Venzone, Caffaro industrie spa, Pro Loco Aquileia; grazie al partenariato dei Comuni di Udine e di Pordenone, dell’Università degli Studi di Udine DIUM, dell’Associazione èStoria, dell’Associazione Tiere Motus; con la collaborazione dei Comuni delle singole città e della casa editrice Bottega Errante Edizioni srl oltre alle sopracitate realtà.

Monica Mosolo

Altrememorie 2025 prosegue con tre nuove restituzioni pubbliche di altrettanti progetti di residenza. Tre punti di vista e di analisi differenti che trovano il loro incontro nella location che ospiterà gli appuntamenti con il pubblico: lo spazio Le(Serre a Campoformido (strada delle Betulle 21/12). Il 2 marzo, alle 11, il duo Scartoni/Donati rifletterà sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo.
SCARTONI/DONATI – A cura di duepunti in collaborazione con C.A.G. Pozzuolo del Friuli, attraverso l’intermedialità dei linguaggi e la decostruzione di pratiche relazionali, rifletteranno sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo. Durante la restituzione si assisterà a un momento di confronto sul processo attivato nei luoghi stessi in cui hanno operato e con le persone coinvolte.
MONTESANTO/SORANZIO – Federica Montesanto e Ilaria Soranzio, protagoniste di un’altra residenza curata sempre da duepunti, trasformeranno elementi visivi e simbolici della periferia in strutture grafiche e compositive, tra astrazione e riconoscibilità. Il tutto sarà esposto e raccontato allo spazio Le(Serre il 16 marzo alle 11. La periferia, spesso percepita come margine, si trasformerà, nel loro lavoro, in una piattaforma di indagine dove il linguaggio dell’arte genererà nuove letture e possibilità di appartenenza. Grazie all’incontro tra le pratiche di stampa serigrafica e graphic design, che caratterizzano il lavoro delle due artiste, ci si potrà interrogare sul rapporto tra memoria, segni e stratificazioni visive del territorio.
SUL TORRE – A chiudere l’edizione del 2025 di Altrememorie sarà il lavoro di Giovanni Chiarot e Matteo Carli portato al pubblico il 21 marzo, alle 18, una nuova esposizione. I due artisti si occuperanno di una ricerca a più livelli sul bacino idrografico ed emozionale del fiume Torre, una residenza a cura di Zeroidee APS. Un punto di vista in ascolto di chi il fiume lo abita e lo vive. Attraverso il medium della fotografia, dell’intervista e della cartografia, sarà esposto un processo di ricerca che è ai suoi inizi e che intende crescere e svilupparsi nel tempo. “Sul Torre” è un’attività di indagine artistica multidisciplinare che indaga il fiume con l’obiettivo di restituirne una geografia complessa e stratificata.
Il progetto è realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli e in collaborazione con Zeroidee APS, duepunti APS, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, HEKA, Menti Libere. Info: Facebook, leserre.co

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In copertina, Benito Mussolini a Torviscosa nel 1938; all’interno, piazzale XXVI Luglio nel 1920 a Udine: foto della collezione di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli.

Qui sopra, infine, due opere di Altrememorie: crediti di Donati-Scartoni.

“Carnevâl a Nimis” domani al via ma oggi c’è l’originale anteprima a Città Fiera

(g.l.) Giovedì grasso con importante anteprima oggi del Carnevale di Nimis che, per la prima volta, sarà presente a Città Fiera portando nel “tempio dei negozi” alle porte di Udine lo spirito della grande festa in maschera che invita già da domani sera nel maxi-tendone di piazza 29 Settembre. L’appuntamento nel centro commerciale più grande del Friuli Venezia Giulia sarà dalle 16 alle 19, in piazza Rondò (piano terra), che ospiterà manifestazioni carnevalesche da oggi al 4 marzo. Come annuncia la Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak, sarà «un pomeriggio di pura magia e divertimento». E poi aggiunge: «Grazie alla collaborazione con il Città Fiera, porteremo lo spirito del nostro Carnevale direttamente nel cuore del centro commerciale con tante attività per i più piccoli: Baby dance per scatenarsi a ritmo di musica, Laboratori creativi per dare spazio alla fantasia, Trucca bimbi per trasformarsi nel proprio personaggio preferito, Spettacolo di magia per incantare grandi e piccini, Zucchero filato per una dolce pausa».
Dopo questa sicuramente riuscitissima puntata fuori sede, il “Carnevâl a Nimis” prenderà dunque il via domani con una invitante serata in maschera, preceduta dall’inaugurazione della manifestazione alla 20.30. Tra le proposte di sabato ricordiamo, invece, il debutto del Trenino del Gusto che propone un viaggio alla scoperta dei sapori nel paese pedemontano. Il tutto in attesa della grande sfilata dei gruppi allegorici di domenica pomeriggio. Quindi, il gran finale martedì grasso, 4 marzo, quando ci sarà anche l’estrazione della ricca lotteria che, pure quest’anno, pone quale primo premio una bella autovettura.

E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici

È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.


Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.


«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.

LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.

I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.

Beni Marsure, sta per nascere a Povoletto (area artigianale nord) un grande parco solare. Il presidente Dallagnese: sono previste importanti ricadute economiche

di Mariarosa Rigotti

Un parco solare a Povoletto nell’area artigianale nord della località alle porte di Udine. Una realtà ormai prossima: sta, infatti, prendendo definizione un progetto di cui si deve il merito all’Amministrazione Beni Marsure che porterà significative ricadute sul territorio segnando un ulteriore apporto alla comunità nei suoi 350 anni di storia celebrati con varie iniziative nel 2024. L’Ente – come ricorda il suo presidente Paolo Dallagnese –, già alla fine di settembre del 2022, aveva prospettato la possibilità di questa realizzazione durante un incontro pubblico, e nell’occasione fu anche consegnata una borsa di studio a Giulia Degano «una studentessa meritevole di Povoletto, ai tempi anche nel Gruppo Giovani Messaggero Veneto», ricorda lo stesso presidente.


Del progetto se ne parlerà, dunque, il 17 febbraio, alle 20.15, in un ulteriore incontro ospitato al centro giovanile “Amici della solidarietà” di Povoletto. Come spiega ancora Dallagnese: «Abbiamo indetto una conferenza pubblica per illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». Ma il presidente di Beni Marsure ricorda anche l’iter che ha portato alla realizzazione del progetto «dopo aver preventivamente informato l’amministrazione comunale ed averne parlato con le associazioni più rappresentative di Povoletto capoluogo. Il tutto, ovviamente, condizionato dall’ottenimento di tutte le autorizzazioni da parte degli organi competenti. Di fatto, l’ipotesi di realizzare a Povoletto un parco solare si è concretizzata essendo stata rilasciata l’autorizzazione unica regionale che lo consente».
Come detto, il parco solare sorgerà nell’area artigianale Povoletto nord e, spiega ancora Dellagnese, sarà «dove molte aziende sono operative da decenni avendo costruito i propri stabilimenti anche su terreni ceduti dall’Amministrazione Beni Marsure. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 7320 kw su un’area di circa 75.000 mq sulla quale è stato concesso il diritto di superficie ad una primaria azienda austriaca». Quanto alle ricadute sulla zona: «Oltre alla remunerazione economica – continua il leader di Beni Marsure – l’Ente ha pattuito con la parte superficiaria la concessione di alcuni benefit di cui il più significativo ha già stabilita la destinazione alla Parrocchia di Povoletto: illuminazione della cella campanaria della chiesa ed orologio sui quattro lati, più il conferimento batteria di accumulo all’impianto fotovoltaico già presente nel Centro Giovanile del capoluogo».


Come detto, lunedì 17 febbraio ci sarà una conferenza pubblica utile – conclude, appunto, Dallagnese – per «illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». E c’è anche una sottolineatura sul progetto dall’Amministrazione Beni Marsure: «Ritenendo in questo modo di contribuire alla transizione energetica, si precisa che l’occasione andava colta al volo anche alla luce della propria natura che non è speculativa, ma orientata alla crescita del tessuto sociale, associativo, parrocchiale di Povoletto capoluogo come ampiamente dimostrato in tre secoli e mezzo di storia».

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In copertina e all’interno due immagini dell’area su cui sorgerà il parco solare. Infine, il presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese con Giulia Degano.

Udine, domani l’Istituto Bearzi festeggerà i suoi 85 anni con musicisti del Triveneto

(m.ri.) Giornata molto importante quella di domani per il Bearzi di Udine, nella ricorrenza della Madonna Candelora. Il benemerito istituto festeggia, infatti, gli 85 anni di fondazione celebrando nel contempo San Giovanni Bosco, la cui memoria ricorreva, come è noto, il 31 gennaio. Come già annunciato, saranno protagonisti nella celebrazione il coro della parrocchia del Bearzi stesso e un folto gruppo di musicisti, sia giovani allievi delle scuole salesiane, sia adulti diplomati anche ex allievi, provenienti dal Triveneto, che animeranno la Messa delle 11. Ideatore e organizzatore dell’iniziativa è il salesiano Aldo Castenetto, lui stesso musicista, che pure l’anno scorso diresse la compagine; da ricordare che don Aldo è originario di Cassacco ed è tornato in Friuli a prestare la sua opera nell’istituto udinese dopo anni di servizio a Mestre. E questa è, appunto, una iniziativa che si inserisce nel ricco programma di festa e di preghiera previsto per domani. Giornata importante, dicevamo, alla quale tutti sono invitati.

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In copertina, don Aldo Castenetto mentre dirige l’orchestra triveneta.

A Nimis l’addio a Ica che ora riposa accanto a Nino scomparso 45 anni fa: dalla tradizione familiare dei “botârs” al successo della Tane da l’Ors

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nino Garlant, bottaio per tradizione di famiglia a Nimis, morì improvvisamente, quarantenne, nell’ormai lontano 1979, lasciando la giovanissima moglie e due bimbi che, purtroppo, non hanno conosciuto il loro papà. E ora Ica si è ricongiunta a lui, dopo 45 anni dalla sua scomparsa che, ricordo, aveva suscitato tanta commozione. Stamane, infatti, durante una breve cerimonia nel cimitero del capoluogo, le ceneri di Rozalia Benta, morta a 74 anni, sono state deposte accanto al feretro del marito.
A Ica – così era conosciuta da tutti la vedova di origine rumena – era stato dato un saluto due settimane fa a Udine, nel cimitero urbano di San Vito, ma i figli Marco e Paolo hanno desiderato che l’urna con quel che resta della madre tornasse a Nimis, nel paese dove Rozalia era arrivata molto giovane, integrandosi rapidamente nella nuova comunità, imparando subito alla perfezione l’italiano e il friulano. Poi, a pochi anni dal matrimonio, la improvvisa perdita del marito, che portava avanti la storica attività artigianale di famiglia assecondando la produzione paesana del vino: quella dei “botârs”. Per cui, il nuovo capannone costruito in via Divisione Julia, molto più grande del laboratorio a fianco della casa paterna di via dei Conti, era stato trasformato in un accogliente locale, “La Tane da l’Ors”, divenuto ben presto famoso in tutto il Friuli. Ica, infatti, era stata molto brava e capace: la prematura morte del marito non l’aveva piegata, ma aveva saputo reagire con forza e carattere, allevando i due bambini e portando avanti con grande successo la nuova attività che, soprattutto la domenica pomeriggio, richiamava così tante persone da far sembrare che nella laterale di via Garibaldi ci fosse una sagra.
E ora anche sulla vita di Ica è calata, peraltro prematuramente, la sera e le sue ceneri sono tornate a Nimis, nel paese del marito che – come ha ricordato don Rizieri De Tina in un breve saluto alla defunta – aveva voluto diventasse anche il suo, seppur lontano dalla Romania e dai suoi cari, proprio per seguire Nino con il quale aveva deciso di vivere e formare una famiglia.

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In copertina, un ritratto di Rozalia Benta, da tutti conosciuta come Ica, morta a 74 anni.

Tanta bella musica domenica a Udine per celebrare gli 85 anni dell’Istituto Bearzi e la ricorrenza di San Giovanni Bosco. Don Aldo Castenetto: è il volto bello della fede

di Mariarosa Rigotti

Ci sarà anche tanta buona musica per celebrare, domenica 2 febbraio, a Udine gli 85 anni di fondazione dell’Istituto Bearzi e la festa di San Giovanni Bosco: ne saranno protagonisti il coro della Parrocchia del Bearzi stesso e una compagine di musicisti, sia giovani allievi delle scuole salesiane, sia adulti diplomati anche ex allievi, provenienti dal Triveneto, che animeranno la Messa delle 11. Ad anticipare quanto accadrà, nell’occasione, è il salesiano Aldo Castenetto, ideatore dell’iniziativa, lui stesso musicista, che anche l’anno scorso diresse la formazione; da ricordare che don Aldo è originario di Cassacco ed è tornato in Friuli a prestare la sua opera nell’istituto udinese dopo anni di servizio a Mestre. E questa è, appunto, una iniziativa che si inserisce nel ricco programma di festa e di preghiera.

San Giovanni Bosco


– Allora, don Aldo, come prima cosa: come è nato questo progetto?
«Nel nostro stile salesiano la musica è sempre stata importante, come strumento educativo e di aggregazione. Nella nostra storia di congregazione abbiamo avuto grandi musicisti. In tutte le nostre case e scuole si valorizza la dimensione musicale. Spesso risulta più immediato seguire il filone della musica pop e rock, che è più vicina alla sensibilità giovanile: da anni mi interrogavo su come poter coinvolgere in un’esperienza musicale e salesiana i giovani musicisti che arrivano, invece, dal mondo delle bande filarmoniche e delle orchestre».
– Ma quando avete iniziato questo percorso?
«Dopo numerosi piccoli tentativi nelle realtà locali in cui operavo, negli ultimi due anni c’è stata la possibilità di collaborare, a Mogliano, al Meeting giovani del Triveneto. In quella occasione, assieme ad un altro salesiano musicista, Gilberto Driussi, è nata un’idea: perché non coinvolgere in modo più trasversale i giovani musicisti che già fanno qualcosa nelle loro scuole e oratori locali? Così, abbiamo pensato di suonare e cantare durante l’Eucarestia, provando a proporre una realizzazione esteticamente bella e nuova dei canti che già abitualmente i giovani eseguono durante le celebrazioni. Fin dalla prima esperienza hanno partecipato ragazzi di Udine, Verona, San Donà di Piave, Chioggia, Mogliano Veneto, Castelfranco e Mestre. Quello che abbiamo proposto fin da subito ai musicisti era di vivere un’esperienza di crescita personale, musicale e spirituale, oltre che “concertistica”. E fin da subito abbiamo avuto molta soddisfazione».

Don Aldo Castenetto alla sua prima Messa.


– Ha detto che l’esperienza prima di tutto le sembra significativa per i musicisti, oltre che per i fedeli. Cosa intende con questo?
«Dunque, per poter realizzare qualcosa di bello era necessario anche un certo livello di professionalità: ecco, allora, che abbiamo pensato di affiancare i giovani studenti con alcuni musicisti professionisti. La cosa bella è che alcuni di loro erano ex allievi dei salesiani: giovani che avevano cominciato a suonare in oratorio e che poi hanno continuato gli studi fino al diploma e a una carriera musicale professionale. Così, per un giovane musicista, magari alle prime esperienze di orchestra, poter suonare con persone molto competenti, e poterlo fare in un contesto di amicizia e gratuità che si sposa con la professionalità penso sia sano, soprattutto nella cultura di oggi. Accanto a questo sono convinto che la musica, e la musica di insieme in particolare, parli di Dio e avvicini a Dio: l’esperienza dell’eseguire musica sacra può aiutare dei giovani musicisti cristiani a esprimere la loro fede, condividere la loro spiritualità suonando insieme e forse anche riscoprirla, proprio attraverso la musica».


– Un’altra domanda, ci sono giovani che fanno 200 chilometri per venire a suonare al Bearzi, professionisti che partecipano all’esperienza e si mettono accanto a ragazzi: non le sembra sproporzionato rispetto al numero di persone che godranno di questo evento?
«Mi piace vedere questa esperienza come una testimonianza concreta di quell’eccesso che ogni esperienza artistica ed estetica comunica, e che è anche la firma di Dio. La bellezza è sempre esorbitante, la meraviglia è sempre eccessiva. Penso che sia educativo, per i musicisti che partecipano, riconoscere la bellezza di quello che fanno al di là dell’eventuale “sede prestigiosa”. Allo stesso tempo, penso che questo renda ancora più speciali la sorpresa e l’emozione di chi parteciperà all’Eucarestia».
– Allora, don Aldo, invita tutti alla Messa delle 11 di domenica 2 febbraio al Bearzi?
«Certamente. Sarà un’occasione per pregare in modo diverso e scoprire il volto bello della fede».

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In copertina, una panoramica sull’Istituto Bearzi di Udine che festeggerà 85 anni.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Arlef ha pubblicato il bando per gli enti locali

Iniziato il conto alla rovescia per la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2025 l’Agenzia, secondo a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 50 mila euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl”. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni, libri, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio 2025, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it; per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

Lingua friulana a scuola – Con il nuovo anno torna puntuale l’appuntamento con l’iscrizione a scuola dei bambini. Proprio in quel frangente, si tratti di adesione alla scuola dell’infanzia, alla primaria oppure alla secondaria di primo grado, fino al 10 febbraio, i genitori potranno decidere di aderire all’insegnamento del friulano per i propri figli, per tutta la durata del ciclo scolastico. Una scelta che, lo scorso anno, è stata presa da ben il 78% delle famiglie, grazie a una sempre maggiore consapevolezza sui vantaggi linguistici, cognitivi e culturali di un’educazione plurilingue. Un’opportunità vera e propria in Friuli, se si pensa che una bambina o un bambino che studia il friulano impara meglio anche la lingua inglese, acquisisce maggiori abilità logico-matematiche e creative. Non è dunque un caso se la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”.
Il percorso didattico del friulano è di almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta da parte dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana andrà espressa al momento dell’iscrizione online sul portale del MIUR www.istruzione.it/iscrizionionline (nel caso della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado) o su un modulo cartaceo (nel caso della scuola dell’infanzia). Ma le segreterie dei singoli istituti sono sempre a disposizione per maggiori delucidazioni.
A supporto dell’attività didattica in classe c’è Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Un investimento per il futuro della lingua promosso dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, donato a tutti gli alunni che scelgono di imparare il friulano a scuola. Per le classi 1a e 2a, è stato realizzato un volume di avvicinamento graduale alla lingua. Per le 3a, 4a e 5a uno con approfondimenti sulla storia e geografia friulana, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto in una dimensione plurilingue, grazie all’inserimento dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola sia un’opportunità, va ricordato che a dircelo è la scienza, la quale sostiene come crescere con più lingue, già dalla tenerissima età, permetta di imparare con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese, ma non solo. Insomma, una vera e propria risorsa cognitiva di cui fare tesoro. Le evidenze scientifiche dimostrano, inoltre, come i bambini bilingui maturino una più alta capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, e ancora, si adattino con più naturalezza ai cambiamenti, oltre ad avere una più ampia apertura verso l’altro. E poi c’è la salute del cervello: utilizzando più lingue si mantiene giovane ed elastico, rallentando i rischi di demenza e Alzheimer.

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In copertina, la bandiera del Friuli (la prima a destra) esposta nel Municipio di Udine.

Tarvisio, oggi il “Concerto di Natale” con l’Orchestra Thomas Schippers: un viaggio… in slitta nella musica d’Europa

(g.l.) Tarvisio imbiancata per Natale, con suggestioni che soltanto la neve in queste feste, le più belle e sentite dell’anno, sa regalare. E in questa meravigliosa cornice si cala perfettamente “Eine Musikalische Schlittenfahrt”, il tintinnante viaggio in slitta descritto con le note da Leopold Mozart, il padre del Genio di Salisburgo. Ma questo è soltanto un brano del bellissimo programma, tutto intonato al clima natalizio, che il maestro Carlo Grandi ha messo a punto per il concerto che l’Orchestra Thomas Schippers – protagonista l’anno scorso di un’applauditissima serata all’Arena Paruzzi – proporrà questa sera, alle 21, nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, un gioiello gotico del quindicesimo secolo affidato da pochi mesi alle cure del nuovo parroco Emanuele Paravano.

L’Orchestra Schippers un anno fa a Tarvisio.


La serata si aprirà con un magnifico brano di Johann Sebastian Bach e si svilupperà poi in una ricca e affascinante scaletta che attinge alle nostre tradizioni natalizie, ma anche del mondo germanico, con particolare riferimento alla Mitteleuropa, e dei Paesi scandinavi. Un itinerario, insomma, che lungo tre secoli va dal periodo barocco a quello romantico fino ad approdare al Novecento. Il concerto è stato organizzato dal Comune di Tarvisio nell’ambito dell’invitante programma messo a punto soprattutto a beneficio dei tanti turisti che frequentano il capoluogo della Valcanale nelle festività di fine anno.
Nuovo impegno, dunque, per il maestro Grandi che proprio ieri sera è stato molto applaudito a Udine, nella splendida sede del Museo di arte contemporanea di Casa Cavazzini, in un affascinante concerto violinistico assieme alla sorella Laura. In queste settimane, inoltre, con gli Archi della Schippers ha proposto numerosi concerti dedicati alle Stagioni del Carso Isontino e tutti di grande successo. E ora appuntamento a Tarvisio, fulcro delle vacanze invernali sulle montagne del Friuli orientale a stretto contatto con l’Austria e la Slovenia – i famosi “Tre Confini” -, cioè con quel mondo mitteleuropeo che risuonerà proprio nel programma musicale di questa sera.

Il Duo Grandi ieri a Udine.

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In copertina, una suggestiva immagine della Chiesa di Tarvisio sotto la neve.

Arturo Malignani ed Ettore Majorana nel nuovo thriller fantascientifico (domani Studio Celiberti) di Davide Borgobello

Arriva in libreria, sulle principali piattaforme digitali, “Crossroads Hotel”, l’attesissimo thriller fantascientifico firmato da Davide Borgobello, che conferma il suo talento nel creare trame dense di mistero, colpi di scena e riflessioni profonde. Il romanzo, tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea”, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Siae, che destina il 10% dei compensi per “copia privata” a supporto della creatività e della promozione culturale, sarà presentato ufficialmente domani, 20 dicembre, alle ore 18, nello Studio Celiberti, in Via Fabio di Maniago,  a Udine, alla presenza dell’autore (a causa del numero limitato di posti, è richiesta la prenotazione inviando una mail a distribuzione@kappavu.it). “Crossroads Hotel” sfida i confini del tempo e dello spazio, intrecciando il reale con l’immaginario in una narrazione avvincente e stratificata. Attraverso personaggi tormentati e una trama che si dipana tra eventi storici e suggestioni visionarie, il romanzo invita i lettori a interrogarsi sul significato delle scelte umane e sui legami invisibili che attraversano la storia.
Fulcro della narrazione è la misteriosa città di Darsenna, teatro di avvenimenti che sfuggono alla logica e che coinvolgono personaggi complessi e sfaccettati: un parroco misterioso, un poliziotto caduto in disgrazia, un giovane barista al suo ultimo giorno di lavoro. E attorno a loro, figure enigmatiche come Ettore Majorana e Arturo Malignani, che intrecciano il proprio destino con quello della città e dell’inquietante “Crossroads Hotel”, dove ogni risposta sembra aprire nuove domande. Ettore Majorana, il grande fisico (con Enrico Fermi nel celeberrimo gruppo dei “Ragazzi di Via Panisperna”), scomparso nel 1938 in circostanze mai chiarite, è al centro di uno degli enigmi irrisolti più affascinanti e misteriosi della storia italiana. Arturo Malignni, inventore e pioniere udinese, famoso per aver rivoluzionato la tecnologia dell’illuminazione, arricchisce il romanzo con la sua figura visionaria e innovatrice, legata a sorprendenti intrecci con il tempo e la scienza.
Con una scrittura densa e suggestiva, Borgobello accompagna il lettore in un viaggio tra scienza, storia e speculazione, costruendo un puzzle narrativo che tiene incollati fino all’ultima pagina. L’universo narrativo di “Crossroads Hotel” non si limita alle pagine del libro, ma si espande attraverso un articolato progetto multimediale. I lettori possono infatti esplorare la città immaginaria di Darsenna attraverso un sito web dedicato (https://www.crossroadshotel.it/darsenna/), pagine social (su Facebook e Instagram è in atto una campagna promozionale innovativa che rende Darsenna tangibile grazie alla produzione di immagini realistiche della città, generate con intelligenza artificiale) e contenuti, appunto, multimediali che arricchiscono l’esperienza del romanzo. Video esclusivi, storytelling interattivo e ambientazioni virtuali consentono di immergersi nel mondo di Darsenna. Attraverso un livello di gioco creato nel metaverso The Sandbox e ai progetti collegati si offre al lettore una prospettiva nuova e coinvolgente sulla narrazione. Un’idea innovativa che combina letteratura e tecnologia per creare un dialogo continuo con i lettori.

Davide Borgobello, nato a Gemona del Friuli nel 1989, pubblica la sua prima raccolta di racconti nel 2008. Si diploma in sceneggiatura cinematografica alla Roma Film Academy, dove si dedica alla scrittura e alla produzione audiovisiva. Dal 2016 torna in Friuli, dove sperimenta con successo diversi linguaggi narrativi, dal cortometraggio alla narrativa. Il suo primo romanzo, “Le verità degli incubi” (2022), ha riscosso ampi consensi di critica, vincendo il premio “Narrativa indipendente” e arrivando finalista al Giallo Festival di Bologna. Nel 2023 pubblica la raccolta “Dove tutto rimane. Racconti di un futuro già passato”, con Kappa Vu Edizioni, confermandosi una delle voci più interessanti della narrativa contemporanea italiana.

Kappa Vu Edizioni, casa editrice indipendente friulana attiva da oltre trent’anni, si distingue per l’attenzione alla valorizzazione di autori locali e temi legati alla storia, alla cultura e alla società del territorio. Con un catalogo che spazia dalla narrativa alla saggistica, Kappa Vu si conferma un punto di riferimento per i lettori alla ricerca di opere di qualità e dal forte radicamento culturale.

Il libro di Davide Borgobello, oltre che in libreria, è sulle principali piattaforme digitali e in pre-order al sito della Kappa Vu Edizioni (https://shop.kappavu.it/KV/prodotto/crossroads-hotel/).

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In copertina, lo scrittore gemonese Davide Borgobello autore del thriller fantascientifico.