Tutti i sindaci Fvg oggi a Udine per il Coronavirus

Friuli Venezia Giulia in stato di allerta per l’emergenza Coronavirus. La Regione ha infattu convocato per oggi, alle 14, nell’auditorium della sede di via Sabbadini, a Udine, tutti i sindaci delle quattro ex province per condividere le misure più idonee da adottare per affrontare la preoccupante crisi sanitaria. Intanto, la Protezione civile Fvg è stata attivata dalla Presidenza della Giunta regionale e segue a stretto contatto con le altre strutture di competenza l’evoluzione della situazione al fine di garantire la massima efficacia in caso di necessità.

Chiamare il 112

In questa fase – evidenzia la Regione attraverso una nota Arc – è utile rimanere aggiornati seguendo esclusivamente le fonti informative istituzionali e attivarsi fin da subito con comportamenti adeguati alla situazione, promuovendo azioni di autoprotezione ed evitando inutili allarmismi. Pertanto, chi dovesse avvertire sintomi influenzali come febbre, raffreddore, mal di gola e tosse o avesse frequentato persone e luoghi sospetti, è invitato a chiamare il numero unico di emergenza 112: un infermiere assisterà telefonicamente e indicherà il percorso di indagine ottimale alla risoluzione del caso specifico. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare la diffusione del virus sono contenute nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il cui testo integrale è a disposizione sulla pagina Facebook ufficiale della Regione.

Misure uniformi

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura degli Atenei di Trieste e Udine, sono stati adottati altri provvedimenti di prevenzione. Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione e rinvio di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Sono queste, infatti, alcune delle misure più importanti, analoghe a quelle che saranno previste per le zone colpite dal Coronavirus, e che il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di poter adottare per il contenimento del rischio.

È quanto ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga subito dopo la videoconferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Capo Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. L’ordinanza dovrà essere firmata dal governatore e dal premier. Il presidente della Giunta era in collegamento dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova assieme al vicegovernatore con delega alla Salute e l’assessore all’Istruzione e ricerca, Riccardo Riccardi, nonché rappresentanti delle Forze armate, Ufficio scolastico regionale e del trasporto pubblico locale.
Il governatore ha posto la questione di non creare situazioni di disparità tra cittadini che vivono a pochi chilometri di distanza: la popolazione del Friuli occidentale ha infatti scambi quotidiani con il vicino Veneto ed è necessario, è stato sottolineato, che vengano adottate misure uniformi. Per cui le ordinanze della Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia verranno condivise per consentire misure omogenee.

Tra le altre misure richieste dal Friuli Venezia Giulia vi sono la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e la previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in regione da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Massima precauzione

Il Friuli Venezia Giulia – riferisce ancora l’Arc – è ad oggi l’unica Regione che sta adottando misure di massima precauzione pur non avendo ancora sul proprio territorio nemmeno un caso conclamato di persona affetta da Coronavirus. Il governatore ha rimarcato come questo sia il comportamento più tempestivo e virtuoso da affrontare in tempi di altissima mobilità delle persone e di fronte a quella che è ormai un’emergenza nazionale.

In merito alle due strutture individuate per essere attrezzate e rese disponibili qualora ci fosse la necessità di spazi per isolare persone che non possano restare in quarantena al proprio domicilio è stato spiegato che quella di Muggia, all’ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, è in attesa di autorizzazione definitiva e potrà contare su 41 posti con stanze dotate di servizi igienici, mentre quella di Tricesimo nella foresteria del Castello nei pressi del Santuario della Madonna Missionaria potrà ospitare altre eventuali 28 persone.
Canali specifici di accesso ai Pronto soccorso per chi manifesta sintomi di carattere influenzale e supporto infermieristico dalle ore 8 alle 20 al personale del Numero unico (Nue) 112 sono alcune delle altre iniziative che la Regione Fvg ha adottato da settimane.
Dall’attivazione del supporto infermieristico al personale del Numero unico avvenuto il 27 gennaio scorso le chiamate sono state in media una al giorno, ma dal 21 febbraio il numero è impennato: nella sola giornata di sabato le persone che hanno chiamato sono state 160 e di queste il 47 per cento sono state filtrate dal personale infermieristico presente nella centrale del Nue. Nella giornata di ieri, invece, le chiamate sono state 250, di cui 134 sono state filtrate.

Per informare al meglio la popolazione la Regione Fvg ha annunciato che disporrà da oggi punti stampa periodici per aggiornare quotidianamente i cittadini con la massima trasparenza.

Primi provvedimenti

Intanto, il ministro della Salute ha firmato, d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia, l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei Comuni di Vò e Mira, e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da oggi fino al 1° marzo compreso.
Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Come dicevamo, è stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.
Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Igiene indispensabile

Le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria, come ricorda la Regione Fvg, sono: lavarsi spesso le mani (a tal proposito viene raccomandato di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assiste persone malate; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il Numero unico di emergenza 112 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonché alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali. Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

Altre informazioni possono essere assunte al link https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi /informazione-coronavirus.

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In copertina, la riunione del Comitato d’emergenza regionale nella sede della Protezione civile a Palmanova. (Foto Arc Pozzetto)

Coronavirus, allarme anche in Fvg: ecco come comportarsi

Coronavirus, è allarme anche in Friuli Venezia Giulia. Perché, dopo i casi di contagio manifestatisi in Lombardia e in Veneto, che hanno causato anche le prime vittime italiane, ci sono dieci pazienti in osservazione (sette a Udine e tre a Trieste) per accertare se i sintomi che presentano vanno collegati all’epidemia scoppiata in Cina oppure no. Fortunatamente, “dalle prime notizie che abbiamo i test sono negativi”, ha riferito il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, al termine di un vertice a Palmanova con la Protezione civile, alla presenza dell’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, titolare anche della stessa Pc.

Massimiliano Fedriga (a destra) con il vice Riccardo Riccardi e Gianna Zamaro, direttore Salute Fvg.

“Abbiamo attivo il monitoraggio sul Coronavirus sette giorni su sette e abbiamo agito ovunque con il massimo grado di prevenzione, sempre in contatto con il ministero della Salute, cercando di usare una cautela un po’ più alta rispetto agli esiti in corso”, ha detto Fedriga. “I sette casi a Udine e tre a Trieste – ha precisato, come si legge in una nota dell’Ansa – sono stati subito presi in carico, ma non sottovalutiamo nessun tipo di segnalazione che ci giunge alle strutture sanitarie del Fvg”. In caso di “sospetto anche mimino – ha aggiunto – è importante chiamare subito il 112 ancora prima di rivolgersi al pronto soccorso e al medico di base”.
Sulla base di questa situazione, il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardi, d’intesa con lo stesso presidente Fedrida, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo di Protezione civile avvenuta oggi.

Lo stato d’emergenza

Con il decreto dello stato di emergenza la Regione – come si legge in una nota Arc – potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza. In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

In attesa delle linee guida del Governo centrale, le manifestazioni pubbliche in Friuli Venezia Giulia quali ad esempio il Carnevale e le paralimpiadi previste a Lignano Sabbiadoro, non saranno sospese ma la Regione è pronta, una volta ricevuta la proposta dell’Esecutivo nazionale, ad effettuare le valutazioni di merito per la piena tutela dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.  E’ uno dei messaggi del governatore del Fvg emersi a seguito del collegamento con il Comitato operativo alla Protezione Civile sul Coronavirus, che si è svolta alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei rappresentanti delle Regioni.  In quell’occasione, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha chiesto una maggior intensificazione dei controlli ai valichi di frontiera oltre alle linee guida per la gestione delle manifestazioni pubbliche.
Sul primo punto il governatore ha preso atto della risposta del premier secondo cui, al momento, rispetto alle informazioni acquisite e al livello di contagio, la misura è da escludere ma ha manifestato la disponibilità del governo centrale ad un confronto con le Regioni di frontiera per un approfondimento sulla tematica.

Morphology of the novel coronavirus

https://en.wikipedia.org/wiki/Coronavirus_disease_2019

 

Contattare il 112

Contattare il 112 se si ritiene di essere in una situazione sospetta, non recarsi dal medico di base e in pronto soccorso. Gli esperti risponderanno e faranno una prima analisi dando le valutazioni adeguate al caso. Sono le prime indicazioni emerse dalla conferenza stampa, con il governatore e il vicegovernatore della Regione, che si è tenuta nella sede della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a Palmanova dove si è riunito il comitato operativo per l’emergenza sanitaria Coronavirus (nome scientifico COVID-19) con i professionisti della salute.

I rappresentanti dell’esecutivo – come informa l’Arc – hanno rimarcato l’adozione delle misure preventive che in regione sono già attive da alcune settimane con un monitoraggio 7 giorni su 7. Sul territorio, è stato sottolineato, viene posto il massimo grado di attenzione utilizzando una cautela più alta rispetto ai rischi in corso per non sottovalutare alcuna segnalazione.
Il governatore ha informato sugli attuali sette casi sospetti a Udine e tre a Trieste che, al momento, risultano negativi e ha inoltre ricordato che si stanno seguendo tutti i protocolli attivati anche a livello nazionale. Il governatore si è poi soffermato sul potenziamento della struttura del 112 attraverso la consulenza di specialisti infettivologi per rispondere alle esigenze della popolazione.
Sono attivati tutti i percorsi idonei per gestire la parte preventiva e si stanno individuando i siti adatti se dovesse emergere un’eventuale necessità di isolamento. Si sta predisponendo, inoltre, un sistema di interazione con gli esperti a favore della cittadinanza, attraverso canali innovativi, anche online, per avere confronti puntuali con gli operatori del settore. A breve verrà diffusa la distribuzione di materiale informativo per illustrare il miglior comportamento da adottare in caso di situazione sospetta.
Il vicegovernatore ha rimarcato l’alta attenzione sull’emergenza Coronavirus (nome scientifico COVID-19) , tanto da ricordare l’immediata presa in carico di una persona di Lodi presente ieri sera in regione, risultata poi negativa al test. Il governatore ha comunicato, infine, di aver fatto richiesta a livello nazionale di prevedere controlli anche sui confini terrestri, al fine di monitorare gli ingressi sul territorio nazionale visto che le misure preventive adottate dal governo italiano non sono omogenee a livello europeo.

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In copertina, ecco il padiglione d’ingresso dell’ospedale di Udine.

 

 

Poltrone prelievi donate all’ospedale. Riccardi alla Lilt: “Siete insostituibili”

“L’apporto del volontariato è insostituibile”: lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale ed assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, presenziando ieri pomeriggio, a Udine, a una breve cerimonia nel corso della quale sono state consegnate al day hospital del dipartimento di oncologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia tre poltrone per prelievi, delle quali da tempo il personale medico e infermieristico aveva segnalato la necessità. Si tratta di innovative e confortevoli sedute che consentono una migliore accessibilità del malato alle procedure cliniche ed una maggiore comodità sia per il paziente che per l’operatore. L’acquisto delle poltrone (valore complessivo di oltre 8 mila 600 euro) è stato fatto dalla sezione friulana della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che ha finalizzato in questa direzione le generose donazioni di pazienti oncologici, ex pazienti e loro parenti, integrati dalla disponibilità della Banca di Udine.

Per l’Azienda sanitaria udinese erano presenti il vicecommissario e direttore sanitario, dottoressa Laura Regattin, ed il dottor Luca Lattuada. Per il dipartimento di oncologia il direttore dell’area ambulatoriale, dottor Mauro Mansutti, la dottoressa Alessandra Bin, responsabile dell’assistenza, e Raffaella Donato, coordinatore infermieristico. Presente pure il dottor Giovanni Barillari, assessore alla salute del Comune di Udine. Per la Lilt friulana erano presenti invece il presidente Giorgio Arpino, la vicepresidente Sandra Dri ed alcuni volontari. La Banca di Udine era rappresentata dal direttore, ragionier Giordano Zoppolato.

“Forse è uno slogan abusato, ma noi della Lilt ripetiamo sempre che dietro ad ogni malattia c’è una persona”, ha detto nel suo intervento l’ingegner Arpino, il quale ha sottolineato lo sforzo importante che la Lilt ha messo in campo per sostenere, oltre che la prevenzione in tutti i suoi aspetti, anche quelle attività che non rientrano ancora nelle logiche del servizio pubblico: caso emblematico il supporto psico-oncologico a pazienti e loro familiari, servizio per il quali negli ultimi sei anni la Lega italiana contro i tumori ha speso oltre 360 mila euro.
L’architetto Riccardi ha dato atto dell’impegno delle Associazioni di volontariato e della Lilt in particolare: “Senza di voi – ha detto rivolto ad Arpino e ai volontari presenti – non ce la faremmo ad arrivare dappertutto”.  Un riconoscimento a questo prezioso supporto – ha aggiunto il vicepresidente della Giunta, che in mattinata aveva partecipato con il presidente Massimiliano Fedriga alla posa della prima pietra del quarto e quinto lotto del nosocomio udinese – è la recente nomina da parte dell’esecutivo dell’ingegner Arpino in seno al Comitato etico unico regionale previsto dalla riforma sanitaria.

La sezione friulana della Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) onlus, intitolata ad “Elio ed Enrico Morpurgo”, opera ad Udine dal 1925 (è una delle sezioni più antiche d’Italia). Le due sedi di Udine sono aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.

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In copertina e qui sopra il presidente Arpino con l’assessore Riccardi.

L’affido familiare oggi a Pasian di Prato sale sul palco

S’intitola “Pelle su pelle” ed è uno spettacolo teatrale di maschera e musica – finanziato tramite il bando regionale sulle iniziative culturali a favore dei giovani –  che affronta il tema della modalità “partecipata” dell’affido familiare, analizzando ogni singola fase del delicato iter, dalla bozza iniziale di progetto alla conclusione dello stesso, con il felice ritorno del minore nella famiglia d’origine.
Ideata, scritta e diretta da Federica Sansevero, la performance invita a riflettere sull’essenza della maternità  e sulla necessità del dono come vincolo comunitario: l’affido partecipato si basa infatti sul dialogo aperto con tutti i soggetti protagonisti dell’esperienza (famiglia d’origine, ragazzo, famiglia affidataria), che vengono coinvolti e ascoltati in ogni fase del percorso.


Dopo due mesi di prove negli spazi di villa Mauroner, a Tissano, lo spettacolo ha esordito con una prova aperta per gli esperti del settore; ha fatto seguito una replica a beneficio degli studenti dell’Isis Caterina Percoto di Udine. E oggi “Pelle su pelle” sarà finalmente aperto al pubblico, che potrà assistere a questo interessante e istruttivo momento di teatro nell’auditorium di Pasian di Prato, alle 20.30: in scena Ivan Buttazzoni, Federica Sansevero, Abidin Lanza, il chitarrista Raffaello Indri (che firma le musiche) e Flavia Quass (voce). Luci e scenografia sono a cura di Dennis Mazzolin.
Successivamente inizierà un percorso con il Servizio Sociale dei Comuni del Torre, in collaborazione con il Distretto Sanitario di Tarcento, la cooperativa sociale Athèna e l’associazione La Viarte, che sfocerà nella riproposizione della performance in una nuova forma. Sono partner del progetto anche i mediatori culturali Acli. Partecipare alla costruzione di un piano di affido significa sostenere le famiglie di origine nel momento di fragilità – consentendo loro di mantenere un ruolo attivo, assieme agli altri attori -, aiutare il minore a comprendere cosa sta accadendo e le famiglie affidatarie a confrontarsi con le paure e le resistenze nei confronti di quelle d’origine dei minori, facendo i conti con i propri pregiudizi. Tutto questo grazie al ruolo di operatori che diventano facilitatori e promotori di relazioni.

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In copertina e all’interno tre immagini dello spettacolo in programma stasera.

Tutela del risparmio spiegata da Civibank ai ragazzi di Udine

“Il risparmio come strumento utile per uno sviluppo sostenibile del Paese”. Lo ha richiamato Maurizio Gattesco, direttore commerciale di Civibank, aprendo i lavori dell’incontro su “Economie e sostenibilità per i cittadini del domani” che ha visto confluire all’auditorium Zanon di Udine centinaia di studenti degli istituti Zanon e Malignani per celebrare a livello locale la 95a Giornata mondiale del risparmio la cui cerimonia ufficiale si è svolta in concomitanza a Roma alla presenza del ministro del Tesoro, Gualtieri, e del governatore della Banca d’Italia, Visco.
L’articolo 47 della nostra Costituzione sancisce la tutela del risparmio in tutte le sue forme. I risparmi delle famiglie rappresentano complessivamente un elemento di forza che va accuratamente tutelato. Ecco perché CiviBank, promotrice del meeting  udinese, ha escluso nei giorni scorsi l’applicazione di interessi negativi sui depositi.

Gattesco ha illustrato i risultati di un’indagine Acri-Ipsos dello scorso anno, che confermano che la propensione al risparmio delle famiglie italiane, ovvero un desiderio di risparmio molto forte che coinvolge l’86% degli italiani, sebbene soltanto Il 39% delle famiglie affermi di essere riuscito effettivamente a risparmiare.
Quando gli italiani pensano al risparmio i rimandi sono soprattutto positivi (82%), legati all’idea della tranquillità (39%), della tutela (21%) o della saggezza (19%). Risparmiare rappresenta per gli italiani un atteggiamento di vita legato al quotidiano, che si traduce in un’attenzione continua che parte dalle piccole cose e arriva alle più grandi, piuttosto che una costante rinuncia o una rincorsa allo sconto.
Per il 51% degli italiani un aspetto fondamentale del risparmio è legato all’educazione delle giovani generazioni ad una vita consapevole ed equilibrata, per abituarli a programmare e a pensare al futuro più prossimo o al dopo pensione. Il risparmio, infatti, è anche molto legato all’idea di futuro e al pensiero di cosa succederà: gli italiani risparmiano soprattutto per tutelarsi dai rischi futuri e per farsi trovare pronti per il domani. In Italia, infatti, il risparmio è il maggiore asset economico del Paese.

L’indagine approfondisce anche il mondo delle aziende in quanto protagoniste del mondo produttivo ed eventualmente oggetto di investimento dei risparmiatori. Secondo il 79% degli italiani queste devono essere attente alle conseguenze della propria attività sull’ambiente e sul tessuto sociale, sollecitando un atteggiamento sostenibile e responsabile. “In sintesi – ha concluso Gattesco –  possiamo affermare che il risparmio è sostenibilità per il futuro e responsabilità nei confronti delle nuove generazioni“.

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In copertina e qui sopra un momento dell’incontro con Civibank all’Istituto Zanon a Udine.

Appello dei presidenti Opi su Sores Fvg: “Serve sicurezza”

Sulla situazione alla Sores Friuli Venezia Giulia abbiamo ricevuto una nota dei presidenti Opi – Ordine professioni infermieristiche delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine che volentieri pubblichiamo:

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine esprimono profonda preoccupazione per i recenti avvenimenti che hanno portato alle dimissioni del Direttore della SORES e per la profonda crisi che si è consolidata all’interno di uno dei centri nevralgici nel sistema dell’emergenza urgenza del Friuli Venezia Giulia. In particolare il Presidente OPI di Trieste dr. Flavio Paoletti, pur consapevole della difficoltà di trovare personale già inserito nel sistema emergenza/urgenza, afferma che «aver proposto di acquisire risorse umane attraverso un’agenzia interinale che nel suo annuncio ricerca “infermieri professionali con funzioni di back office e lo smistamento di ambulanze tramite centralino” concorre ad alimentare incertezza e una possibile riduzione della qualità del servizio».
La Presidente OPI di Gorizia dr.ssa Gloria Giuricin, condivide l’importanza della Centrale unica regionale, ma chiede un intervento organico, strutturato e che tenga nel tempo. Non si dovrebbe togliere personale dalle strutture aziendali per rinforzarne altre. Così si spostano i problemi senza risolverli.
Sono estremamente preoccupato, ribadisce il Presidente di Pordenone dr. Luciano Clarizia, per questa condizione e come OPI intraprenderemo ogni interlocuzione al fine di riportare il tutto all’interno di un alveo di maggior tranquillità.Secondo il Presidente di Udine dr. Stefano Giglio, le preoccupazioni ci portano a pensare che oltre gli importanti problemi che gravitano nella gestione delle risorse umane, anche il cittadino ne potrebbe risentire. La sicurezza operativa che il professionista infermiere, obbligatoriamente formato ed esperto, comporta nella gestione di importanti eventi, determina l’apporto qualitativamente necessario a far sì che si raggiungano ottimi risultati nella soluzione degli interventi in emergenza/urgenza.
I Presidenti degli OPI del Friuli Venezia Giulia si oppongono fortemente a quanti ritengono che il sistema emergenza- urgenza non si riduca ad una banale attività di centralino di smistamento ambulanze. Se poi le competenze infermieristiche e la professionalità le lasciamo giudicare ad un’agenzia interinale. «Ci impegneremo affinché ci si renda definitivamente conto che l’infermiere esperto non può essere sostituito da qualsiasi professionista, anche inesperto, soprattutto in quelle realtà ove la qualità, le competenze maturate con appositi percorsi formativi, sono determinanti nella risoluzione dei problemi di salute in regime di emergenza urgenza. Auspichiamo la pronta presa di posizione da parte delle amministrazioni regionali ed aziendali affinché si possa riportare l’attività operativa della SORES entro margini di assoluta certezza e piena sicurezza delle operatività».

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In copertina, un’ambulanza impiegata negli interventi di emergenza e urgenza. 

Allarme artigianato in Fvg: il settore tornato a 50 anni fa

Allarme artigianato in Friuli Venezia Giulia. Le lancette dell’importante settore economico-produttivo sono infatti tornate indietro di quasi 50 anni. E’ dal 1971 che in regione non si rilevava uno stock d’imprese così basso: meno di 28 mila unità. La discesa, iniziata nel 2006, sembra non volersi arrestare. Dopo aver infranto la quota psicologica delle 30mila unità nel 2012, la caduta è proseguita nel 2014 trascinando il numero d’imprese sotto quota 29mila e ancora nel 2019, quando a gennaio le aziende artigiane sono scese sotto le 28mila unità.  A settembre di quest’anno erano 27.845, poco meno della metà in forze nell’ex provincia di Udine (13.773), il resto tra quelle di Pordenone (7.276), Trieste (4.395) e Gorizia (2.401).
A dirlo è l’ultima elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine realizzata sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere che fotografa l’andamento delle “botteghe” sul lungo periodo. La variazione a livello tendenziale (differenza di stock rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente) resta negativa e lo è ininterrottamente dal primo trimestre del 2007. Ciò significa che, al di là delle oscillazioni congiunturali e stagionali, che in trimestri recenti hanno mostrato qualche segnale di ripresa, l’andamento del numero di imprese artigiane in regione è negativo da ben 12 anni.

Graziano Tilatti

Il calo si deve alle cancellazioni, in crescita del 9,5% rispetto allo scorso anno, di gran lunga maggiori rispetto alle iscrizioni di nuove imprese che sono a loro volta aumentate dell’1,7%, non abbastanza però da sterilizzare il dato negativo. Nei primi nove mesi dell’anno sono state 1.474 le nuove iscrizioni contro 1.672 cancellazioni di sedi d’impresa per un saldo di -198 unità, il peggior dato dal 2015.
Rispetto all’ultimo biennio è in ripresa la dinamica complessiva nei flussi in ingresso e uscita delle imprese. La speranza è che, nei prossimi mesi, diminuisca il numero di cancellazioni e prosegua il trend positivo delle iscrizioni di nuove aziende.
Perché l’auspicio non resti tale servono politiche nazionali e regionali che rilancino l’iniziativa imprenditoriale – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Tra i giovani ma non solo. A questo proposito la riduzione del cuneo fiscale annunciata dal governo per la prossima manovra finanziaria è un primo passo, utile ma insufficiente a garantire un effetto leva sulla massa delle imprese artigiane che per due terzi non hanno lavoratori dipendenti. Fare impresa – continua Tilatti – deve essere più facile e conveniente rispetto a oggi. Solo così possiamo pensare di tagliare davvero le radici del sommerso che sottraggono gettito fiscale e contributivo al bilancio pubblico. Servono norme, ma serve soprattutto un diverso clima, di vicinanza alle aziende che oggi invece sono trattate alla stregua di nemici da abbattere. Qualcuno ricorda, in questi anni di crisi, i sacrifici fatti dalla piccola impresa e dall’artigianato per salvaguardare i posti di lavoro? O ancora, ricorda quanti, soffocati dalle banche e dai mancati pagamenti, non potendo onorare i propri impegni hanno scelto di togliersi la vita? Vogliamo dar inizio a una nuova stagione come quella? Noi artigiani no – dice con durezza Tilatti -. Abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla, sperando di avere al fianco non un nemico ma un alleato”.

Passando dal governo nazionale a quello regionale, Tilatti ringrazia “l’amministrazione presente e quelle passate per quanto fatto” e sprona l’esecutivo Fvg “a fare ancora di più”. “Oltre a confermare e potenziare gli incentivi in essere – conclude – servono interventi infrastrutturali, non solo sulle piattaforme materiali, ma anche e soprattutto su quelle immateriali: per fare impresa oggi l’accesso a reti performanti è vitale, anche e soprattutto per le piccole attività”.

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In copertina, un artigiano del legno  all’opera a Sutrio, in Carnia.

Smart cities, a CiviEsco due bandi europei per 40 milioni di euro

Nata a Udine nel 2016, CiviEsco srl, la energy service company di CiviBank, si è aggiudicata assieme a due consorzi internazionali due call europee, dopo aver partecipato ai relativi bandi Ue legati alle “smart cities”, per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro che impegnerà la newco udinese nei prossimi tre anni nel formulare piani economico-finanziari e soluzioni innovative su progetti programmati ad Amsterdam, Lipsia, Helsinki e Bilbao. L’esperienza che CiviEsco maturerà in queste città europee individuate come “Lighthouse” (interventi modello) sul tema “smart city” sarà possibile poi replicarla anche nel Nordest d’Italia dove opera la stessa CiviBank.

La presidente Michela Del Piero.

E’ stata la presidente dell’istituto di credito cividalese, Michela Del Piero, ad annunciare tale risultato in apertura del convegno “Megatrends e innovazione: come finanziare la nuova economia” svoltosi ieri a Udine per iniziativa di CiviEsco con il patrocinio della Regione Fvg. I nuovi impegni europei si affiancano a quelli già in essere sul “climate action Italy”  finanziati dalla Bei con 30 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di opere civili in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Nel corso dei lavori del convegno udinese, è emerso che la sola transizione energetica italiana (“green economy”) si stima  possa generare valori della produzione in cinque anni per circa 370 miliardi di euro, oltre ai 129 miliardi di valore aggiunto ed all’incremento di 2,2 milioni di unità lavorative. I comparti interessati sono soprattutto l’edilizia e l’impiantistica coinvolti direttamente nei processi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati tra cui i condomini che beneficiano dell’Ecobonus. Secondo un recente studio dell’Università di Udine, in Friuli Venezia Giulia si registrano 165 mila edifici costruiti prima del 1960 sui quali, ipotizzando interventi di riqualificazione pari a 40 mila euro ciascuno, si innescherebbe un volume di interventi pari a 6,6 miliardi.  Da parte sua, Crif rileva  che le unità residenziali esistenti (dato al 2016) in Friuli Venezia Giulia sono 722.512 e in Veneto 2.624.670. Di questi, una percentuale del 62% richiede una ristrutturazione.

Folta platea al convegno udinese.

Da soli, questi numeri danno l’idea della grande opportunità per chi investe, per chi cerca investitori e per chi ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Tuttavia, gli Stati nazionali e l’Unione Europea non hanno tutte le risorse necessarie per attivare gli investimenti. Il referente del Servizio gestione fondi comunitari della Regione Fvg Francesca Sibilla,nel suo intervento,  si è soffermata sulla crescente importanza dei finanziamenti europei con riferimento al Por Fesr 2014-2020. mentre le altre  relazioni tecniche sono state affidate a Gianluca Minella di Deutsche Bank Londra, Edo Omic del Council of Europe Dvelopment Bank (Ceb), Alessandra Cassisi e Angelo Giordano di CiviEsco, Martina De Sole e Luigi Della Sala dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea (Ecn), Daniele Zini di October e Carlo Allevi di WeAreStarting. Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Massimo Bolzicco, direttore di CiviEsco. “Il convegno – ha spiegato, infine, lo stesso Bolzicco – ha inteso illustrare  con esempi reali quali strategie a livello europeo si stanno approntando per integrare la finanza pubblica, anche locale, con quella privata, ricercando quelle sinergie tra capitali, crescita economica e sostenibilità che velocizzino il raggiungimento degli obiettivi della green economy“.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, esempio di risparmio energetico con pannelli solari su un edificio pubblico in Fvg.

Le Pro Loco Fvg cercano 60 giovani per il Servizio civile

Le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia cercano 60 giovani per un anno di Servizio civile universale da dedicare ai progetti “Conoscenza, esperienza, crescita: intrecci di artigianato ed arte del Friuli Venezia Giulia” e “Cultura esperienziale: viaggio tra ambiti storici, artistici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia” (rientranti nel Settore Patrimonio storico artistico e cultura – Area Valorizzazione storie e culture locali).
I progetti si svolgeranno in 31 sedi tra singole Pro Loco e Consorzi degli ambiti delle ex province di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia nonché a Villa Manin di Passariano sede del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.
Per iscriversi i candidati dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età, il diploma quinquennale e non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno. Iscrizioni entro le 14.00 di Giovedì 10 ottobre in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Tutte le info sul bando sono disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it o contattando  l’e-mail serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Ai selezionati sarà richiesto un impegno di 25 ore settimanali (su 6 giorni) per un anno, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio dei progetti è previsto entro l’aprile del 2020.

“Un’esperienza ricca – ha spiegato Valter Pezzarini, presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia – quella che proponiamo ai giovani: infatti, oltre all’impegno sociale che potranno dedicare alle comunità in cui opereranno, offriremo loro un percorso formativo che potrà essere utile pure per la loro futura vita professionale. Infatti negli anni passati i nostri progetti di servizio civile, a partire dal 2003, hanno coinvolto oltre 450 giovani sul territorio regionale e diversi di loro sono rimasti poi attivi come volontari nelle loro Pro Loco ma alcuni hanno trovato lavoro in ambito turistico grazie anche a quanto imparato nell’anno trascorso insieme a noi. In queste settimane stanno concludendo il loro percorso i partecipanti al progetto “Il Patrimonio culturale materiale e immateriale del Friuli Venezia Giulia in immagini, suoni e parole online&offline”: un bel gruppo (nella foto qui sotto e in copertina, ndr) che ha dato molto alle realtà in cui ha operato”.

Ecco le sedi e i numeri di posti del nuovo bando: Aquileia (2 posti), Aviano (2), Buttrio – Pro Loco Buri (1), Camino Al Tagliamento – Pro Loco Il Var (1), Casarsa della Delizia (4), Cordovado (2), Codroipo – Comitato Regionale del FVG Unpli (3), Cormòns – Pro Loco Castrum Carmonis (2), Fogliano Redipuglia (3), Fontanafredda (1), Gemona del Friuli – Pro Loco Glemona (1), Latisana (2), Manzano (2), Moggio Udinese – Pro Loco Moggese (2), Monfalcone (1), Mortegliano – Pro Loco Comunità di Mortegliano Lavariano e Chiasiellis (2), Mortegliano – Consorzio Pro Loco Sericus (1), Pasian di Prato (2), Pordenone (2), Pozzuolo Del Friuli (2), Sacile (4), San Daniele del Friuli (3), San Pietro al Natisone – Pro Loco Nediške Doline – Valli Del Natisone (2), Sesto al Reghena (2), Spilimbergo (2), Sutrio (1), Tramonti di Sopra (2), Trieste (3), Val Resia (1), Toppo Consorzio Arcometa (1), Consorzio Friuli Collinare (1).

 

 

 

Pubblico impiego: bando dei Conservatori di Udine e Trieste

Udine e Trieste collegate in una virtuosa sinergia amministrativa, unica a livello nazionale:  si rinnova il format per reclutamento di personale ideato e promosso dai Conservatori musicali delle due città. Le due Istituzioni di Alta formazione musicale, appartenenti al sistema universitario regionale, promuovono infatti nuovamente – era già successo due anni fa – un bando congiunto a integrazione dei rispettivi organigrammi per la formazione di graduatorie utili al reclutamento di personale a tempo determinato di durata annuale.
I vincitori del bando ricopriranno il ruolo di assistente nell’Alta formazione artistica e musicale – sezione del Comparto istruzione e ricerca.   I profili ricercati sono quelli di diplomati delle scuole secondarie superiori: si richiede in particolare una preparazione in diritto amministrativo, con riferimento anche al diritto d’accesso, alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza e al regolamento europeo sulla privacy, oltre alla conoscenza della normativa di comparto e alla conoscenza della lingua inglese. Aspetto peculiare della sinergia fra i due Conservatori è che la destinazione d’impiego potrà poi interessare l’una o l’altra Istituzione.
La scadenza di partecipazione è martedì 20 agosto, entro il termine perentorio delle ore 12. Le graduatorie prevedono validità triennale e potranno essere utilizzate da altri Conservatori e Accademie italiane.
La domanda di ammissione alla procedura selettiva potrà avvenire attraverso presentazione diretta, al  Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste (via Ghega, 12)  entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 20 agosto 2019, oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento o ancora attraverso posta elettronica certificata – Pec. Sono successivamente previste una eventuale prova pre-selettiva il 30 agosto, una prova pratica il 10 settembre e successivamente una prova orale, info e bando con calendario delle prove:
https://conts.it/cons/reclutamento/personaleTA_e_altre_selezioni

Il Tomadini di Udine.

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In copertina, Open day al Conservatorio Tartini di Trieste.