“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.

Apo Friuli: Udine ha ricordato Zamorani, ora anche Tricesimo onori Castenetto

(g.l.) Udine ha dedicato un piazzale alla memoria del giovane osovano Aldo Zamorani. E ora sarebbe opportuno che altrettanto facesse Tricesimo per rendere omaggio a Gianni Nicola Castenetto. Con questo auspicio l’Apo-Friuli ha ricordato ieri, nel giorno dell’anniversario, la tragica morte dei due ragazzi, ventenni, appartenenti al Battaglione Guastatori della Brigata Osoppo: il 22 marzo del 1945, a poche settimane dalla fine della seconda guerra mondiale morirono, infatti, a Salandri di Attimis Aldo Zamorani e Gianni Nicola Castenetto, i quali stavano prelevando l’esplosivo che sarebbe dovuto servire per un’azione di forza alle Carceri di via Spalato a Udine. Ma un improvviso scoppio li uccise entrambi assieme ai due anziani coniugi che erano i proprietari del casolare dove era nascosto il materiale esplosivo. Zamorani nato a Brescia, ma cittadino udinese, era figlio di Mario, discendente di una delle più prestigiose famiglie ebraiche italiane, e di Teresa Comelli, di Nimis. Mentre Castenetto era appunto tricesimano.
A settantasei anni di distanza, l’Associazione ricorda, dunque, il sacrificio e la testimonianza di questi due giovani brillanti, che sicuramente avrebbero potuto dare il loro importante contributo alla ricostruzione dell’Italia. Così non fu e due famiglie si trovarono nella disperazione a causa della tragica morte dei loro ragazzi.
«La Città di Udine – ha concluso il presidente dell’Apo, Roberto Volpetti – ha voluto lo scorso anno ricordare Aldo Zamorani intitolando a lui il nuovo piazzale posto fra via San Rocco e via Gabelli. Sarebbe bello che ora anche il Comune di Tricesimo, dove Gianni Nicola Castenetto era nato e viveva, si ricordasse di questo suo figlio, intitolandogli una strada o un altro luogo pubblico».
Al sacrificio dei due giovani osovani,  recentemente era stato dedicato anche un libro di Roberto Tirelli, frutto di un’approfondita ricerca storica, con l’introduzione dello stesso presidente Volpetti e le prefazioni dei sindaci di Attimis, Nimis e Udine – Sandro Rocco, Gloria Bressani e Pietro Fontanini -, ma finora la presentazione ufficiale del volume non è potuta avvenire a causa dei noti problemi dovuti all’emergenza sanitaria.

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In copertina, il presidente dell’Apo Friuli R0berto Volpetti (secondo da sinistra) durante una cerimonia.

Il decano dei barbieri e la giovane sarta sono i simboli dell’artigianato che resiste

La zona rossa non ferma le celebrazioni per San Giuseppe Artigiano, in programma per oggi 19 marzo. Se la tradizionale festa di consegna delle benemerenze è rinviata, il messaggio alle imprese del presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, arriverà anche stavolta. Più forte e determinato di sempre. E non sarà il solo. Accanto a Tilatti interverranno il presidente nazionale dell’associazione, Marco Granelli, il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. Non in presenza, ma in un video di 25 minuti che condensa anche quattro premiazioni simboliche a due artigiani – il decano dei barbieri friulani e una giovane sarta – e a due istituti di formazione – Bearzi e Civiform. Il video andrà in onda questo pomeriggio, alle 18, su Telefriuli e sarà poi rilanciato sui canali social dell’associazione.

Giovanni Trevisan, quasi 90 anni.

IL MESSAGGIO
«Il momento è difficile, ma rinnoviamo alle imprese il nostro sostegno e la nostra vicinanza. Nessuno deve sentirsi abbandonato. Nessuno lasciato indietro. Confartigianato c’è e sta facendo il possibile per portare le istanze di ogni singola categoria ai tavoli che contano – dichiara il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Per uscire dalla pandemia abbiamo bisogno che la campagna vaccinale sia portata rapidamente a termine e che altrettanto rapidamente arrivino gli indennizzi alle imprese, fondamentali per onorare gli impegni con i fornitori. Un pensiero particolare lo rivolgiamo alle imprese che in zona rossa hanno dovuto sospendere l’attività. Sono 3.287 su un totale di 27.801 in regione, 1.546 in provincia di Udine su 13.784. L’auspicio è che questo stop duri poco e che grazie agli aiuti possano riprendere il cammino interrotto. Non ultimo ricordiamo chi in quest’anno terribile non ce l’ha fatta. Ringraziamo le istituzioni che ci hanno supportato. E ancora tutto il personale sanitario, che ha lavorato in prima linea a rischio della propria salute»». A Tilatti si sono uniti come detto Granelli, Fedriga e Bini. «La distanza non ci deve far sentire lontani, ma più uniti che mai – ha esordito il leader nazionale di Confartigianato, Marco Granelli -. Nulla, dopo la pandemia, sarà più come prima. Dovremo prepararci a cambiare, ad accettare le sfide dell’innovazione per le nostre imprese. Non sarà facile, ma dovremo farlo, sostenuti da chi ha la responsabilità delle scelte politiche, tanto a livello nazionale quanto locale». Un impegno al quale non si sottrae il governatore Massimiliano Fedriga, che nel suo messaggio assicura il proprio impegno. «Oltre ai ristori dati a molte attività, la Regione si sta battendo con il Governo perché nel nuovo decreto vengano inserite tutte le necessità di ristori al fine permettere la sopravvivenza di queste realtà che sono il tessuto portante dell’economia del Friuli Venezia Giulia».

Ambra Tilatti, 32 anni.

I PREMI
Sono come detto oltre 27mila le imprese artigiane in regione, 13mila in provincia di Udine. Tante, tutte meritevoli di un riconoscimento. Tilatti ha quindi deciso di premiarne due per premiarle tutte. Ha scelto Giovanni Trevisan e Ambra Tilatti, lui di Buttrio e lei di Remanzacco, lui quasi 90enne e lei di 32 anni, lui barbiere e lei sarta. «Sono la sintesi perfetta della resilienza dei nostri artigiani, della voglia di fare, della creatività e del sacrificio. Giovanni continua a lavorare anche se si prepara a compiere 90 anni e potrebbe da tempo godersi in pace la pensione, Ambra ha scelto di tornare in Friuli, dopo varie esperienze all’estero e di aprire la sua attività, in un giorno che tutti vorremmo dimenticare: il 9 marzo 2020, il primo del lockdown, ma anche il primo di una nuova impresa. Una delle 682 nate l’anno scorso – continua il presidente -, poche rispetto a qualche anno fa, ma un numero consistente se inserito nel contesto della pandemia». Confartigianato Udine ha quindi voluto consegnare un riconoscimento anche all’Istituto salesiano Bearzi di Udine e al Civiform di Cividale, «perché se possiamo contare su giovani competenti e preparati lo dobbiamo a loro, a queste due istituzioni della formazione sul nostro territorio che anche in questo periodo difficilissimo non hanno abdicato un solo giorno alla loro missione e continuano a lavorare per i giovani, per il loro e il nostro futuro».

Il video delle premiazioni andrà in onda questo pomeriggio, alle 18, su Telefriuli e sarà poi rilanciato sui canali social dell’associazione.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti e qui sopra una sede di Confartigianato Fvg.

L’orientamento al lavoro per gli studenti: sold out i webinar della Cciaa Pn-Ud

Anche 300 studenti collegati contemporaneamente, tantissime prenotazioni da tutte le scuole dei territori di Udine e Pordenone per le prossime date. Sono davvero attesi e seguiti i webinar del ciclo che la Camera di Commercio di Pn-Ud, con i suoi uffici specializzati di I.Ter Formazione e Concentro, sta proponendo con l’obiettivo di aiutare i ragazzi nella complessa attività di avvicinamento al mondo dell’impresa e del lavoro. Le tematiche proposte sono varie. Il 3 marzo ha avuto moltissima risposta l’incontro dal titolo “I numeri sepolti sotto la nostra spazzatura”, puntata dedicata al risparmio energetico, all’uso efficiente delle risorse, all’economia di recupero e al riciclo, così come quello del 9 marzo, specifico su scuola e lavoro e su come passare dalla formazione alla professione, tra mercato del lavoro e competenze digitali.
«I seminari raccolgono una media di 40 classi iscritte ciascuno – spiegano dall’ente camerale – e, dopo la diretta su piattaforme Zoom o Meet, mettiamo i video a disposizione di tutti sul nostro canale YouTube, UP!Economia, in modo che chiunque possa recuperarli in qualsiasi momento. Cerchiamo di concentrarci su tematiche che supportino gli studenti a vedere più da vicino il mondo del lavoro e dell’impresa, capiscano come avvicinarvisi e come prepararsi in modo molto realistico, pratico e concreto a ciò che possono trovare una volta fatto “il salto”. Con la consapevolezza che la formazione non finisce certamente quando si comincia a lavorare».

Prossimo appuntamento, in scaletta il 17 marzo, ha il titolo “Le donne, la matematica e gli stereotipi” e affronta proprio il tema degli stereotipi sul lavoro e come superarli. A testimoniarlo, una serie di imprenditrici e professioniste come Oriana Mansutti (Inaf – Istituto Nazionale di Astrofisica, segue la gestione del segmento di terra scientifico di una missione dell’Agenzia Spaziale Europea), Samantha Candoni (Gestisce un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi a Tolmezzo), Romina Romano (diplomata in meccanica meccatronica ed energia all’istituto Malignani di Udine e studia Ingegneria a Modena), Filomena Avolio (titolare di una impresa che si occupa di consulenza in ambito web e social e socia di una start-up innovativa che si occupa di intelligenza artificiale). Quindi il 24 marzo, dalle 9 alle 10, si parlerà di “Innovazione e tradizione: le idee che fanno l’impresa”. Interverranno Filippo Causero di Foxwin Srl, Daniele Delle Case di Addi.Fit srl, Ambra Tilatti di Adelaide 1931 e Angelo Shyrbi di Shyrbi Studio.

Infine, ancora due appuntamenti già in scaletta per il 31 marzo e il 30 aprile: il primo con l’imprenditore innovativo Gianpiero Riva, che entrerà nel tema #TheSocialDilemma, titolo del noto docufilm sul mondo social che racconta (e mette in guardia) sul funzionamento e sull’uso di questi strumenti. Riva parlerà agli studenti soprattutto di come sviluppare e coltivare i propri talenti in quest’epoca digitale, su come utilizzare i social in modo efficace senza diventarne dipendenti e su come comunicare le proprie passioni e fare rete online. L’appuntamento di aprile si concentrerà invece su Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e vedrà l’intervento di rappresentanti di Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Quest’ultimo appuntamento sarà in diretta streaming sempre sul canale YouTube della Camera di Commercio, cioè UP!Economia.

Per le scuole che intendessero avere informazioni ulteriori e iscriversi è sufficiente mandare una mail ad alternanza.ud@pnud.camcom.it

 

Fondazione Morpurgo Hoffman e Cria nell’ex casetta delle suore a Udine

Con il completamento delle aree esterne e della fornitura dei mobili, si sono conclusi a Udine i lavori di ristrutturazione della ex “casetta delle suore”, l’immobile al civico 8-10 di via Pracchiuso dove alloggiava il personale che prestava servizio nell’attiguo ospedale militare. L’edificio ospiterà la nuova sede della Fondazione Morpurgo Hoffman Onlus e sarà fulcro del “Progetto Parco Servizi diffusi – La corte nel borgo” e, in prospettiva di sviluppo, del Cria, il Centro di ricerca per l’invecchiamento attivo, un incubatore di sviluppo per nuovi modelli e buone pratiche nell’assistenza, nella cura e nel sostegno a pazienti e famiglie.
La casa di proprietà de La Quiete è stata concessa alla Fondazione per 30 anni sulla base di un progetto condiviso con l’ex consiglio di amministrazione della Asp presieduto da Stefano Gasparin con l’impegno a ristrutturare il vecchio immobile e renderlo idoneo a tutte le future attività. La progettazione dell’opera di ristrutturazione è partita nel 2018 con il finanziamento dei costi di progetto da parte della Fondazione Friuli attraverso il “Bando Restauro 2018”. La progettazione è stata affidata con gara pubblica allo Studio Rigo di Udine con la supervisione dell’architetto Raffaele Shaurli come Rup incaricato dal Comune. L’esecuzione dei lavori, sempre attraverso procedura di affidamento pubblico, è stata realizzata dall’impresa di costruzioni Di Betta per un investimento totale, tra progetto, lavori e arredi, di 650mila euro.
“A conclusione del nostro mandato triennale – ha spiegato il presidente uscente della fondazione, Aurelio Ferrari – siamo orgogliosi di poter vedere completato l’ottimo lavoro di ristrutturazione della nuova sede: non è solo una riqualificazione dell’edificio, ma una valorizzazione che riguarda via Pracchiuso e l’intero quartiere che risponde così alla propria storica vocazione di assistenza, aggregazione e ritrovo”. “Lo stop forzato del cantiere per quasi 3 mesi a causa del primo lockdown – spiega la vicepresidente della Fondazione Michela Bacchetti – ha allungato un po’ i tempi della realizzazione iniziata a fine giugno 2019, ma siamo molto soddisfatti delle tempistiche e del risultato finale dei lavori che hanno dovuto fare i conti con tutte le difficoltà e le restrizioni dovute all’emergenza Covid che non ha impedito al Cda di concentrasi sull’avvio delle prime iniziative di ricerca”.
Nel frattempo, la Fondazione ha collaborato con la Asp, che aveva costituito un proprio board scientifico formato da medici, professori e professionisti del mondo sanitario e socio-assistenziale in collaborazione con l’Università di Udine e altri istituti accademici e partendo dall’osservazione e dall’analisi della operatività quotidiana nella struttura “La Quiete” ha individuato procedure specifiche per trattare gli anziani affetti dal diabete all’interno delle residenze. Le linee guida suggerite prevedono la formazione del personale dedicato all’assistenza del paziente affetto dalla malattia cronica con la finalità di ridurre gli accessi al pronto soccorso, l’eliminazione di ricoveri inappropriati, il monitoraggio e la prevenzione delle complicanze e, quindi, un miglioramento della qualità della vita e una riduzione della spesa sanitaria.
Ora completata la ristrutturazione, la Fondazione potrà ampliare le proprie attività a favore delle persone anziane con particolare riferimento a quelle più fragili, per continuare a perseguire l’obiettivo di realizzare un centro di ricerca in ambito geriatrico.

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In copertina, la casa di via Pracchiuso ristrutturata dall’impresa Di Betta.

 

Genitorialità consapevole, dopo 50 anni l’Aied rilancia la sua sensibilizzazione

Oggi, 10 marzo, l’Italia festeggia un anniversario storico: mezzo secolo dalla decisione della Corte Costituzionale che, dopo 18 anni di impegno, lotte giuridiche e iniziative di disobbedienza civile dell’Aied – l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica con sezioni anche a Udine e a Pordenone -, aboliva l’articolo 553 del Codice Rocco (divieto di propaganda e utilizzo dei mezzi atti a impedire la procreazione), determinando in Italia la legalità dell’uso dei sistemi anticoncezionali.


Cinquant’anni, quindi, del diritto alla libertà di scelta, per le donne e le famiglie: libertà di autodeterminazione della genitorialità e della sessualità. Oggi però la rivoluzione contraccettiva in Italia – sottolinea l’Aied – è lontana dal potersi considerare compiuta: la pratica della contraccezione ormonale in Italia – che include pillola, cerotto contraccettivo, anelli, spirali medicate – secondo l’Atlas europeo 2020 (che ha misurato l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell’Europa geografica) colloca l’Italia in 26ma posizione, molto distante da Gran Bretagna, Francia e Spagna, e molto più vicino a Paesi come la Turchia e l’Ucraina. L’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva. Se in Europa l’educazione sessuale è materia scolastica dal 1955 in Svezia, dal 1970 in Austria, dal 1995 in Germania, dal 2001 in Francia, dal 2017 nel Regno Unito, in Italia si registra ancora totale assenza di informazione sulla sfera della sessualità nei programmi scolastici. Come noi, in Europa, solo Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania. Inoltre, il 68% dei ragazzi e il 76% delle ragazze non si si è mai rivolto a un Consultorio. Per questo, nella Giornata internazionale della donna Aied, l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica fondata nel 1953, rilancia la sua campagna di sensibilizzazione per la genitorialità consapevole e l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane. «La cultura contraccettiva ha dimostrato di favorire il deperimento del ricorso delle donne all’aborto e una maggiore consapevolezza nella pianificazione delle scelte di genitorialità – spiega il presidente Aied, Mario Puiatti –. Per questo nelle date sensibili dell’8 e del 10 marzo 2021 Aied rilancia affinché l’Italia finalmente decida di adeguarsi agli standard europei e alle linee guida Oms in materia di modalità “formali” per l’educazione sessuale, affettiva ed emotiva dei giovani nelle scuole».

E proprio oggi l’Aied ripartirà con la sua campagna di sensibilizzazione in tutta Italia sui temi della maternità consapevole, una conquista che è patrimonio comune di civiltà. Alle 12 caricherà sulla sua pagina facebook il cartoon celebrativo #lapillola50, realizzato da due giovani artiste, Nadia De Velo e Silvia Ferrari, socie Aied: un racconto d’animazione che si rivolge alle giovani e ai giovani di oggi, per ripercorrere la conquista di 50 anni fa. E l’intero mese di marzo sarà targato Aied: uno sforzo supplementare di informazione e sensibilizzazione. Tappa di riferimento, martedì 30 marzo alle 18, sarà l’evento digitale Blister 21, rivolto a donne e uomini, ragazze e ragazzi di ogni latitudine, per un confronto aperto sui temi dell’educazione sessuale, affettiva ed emotiva rivolta all’adolescenza.

Con una sentenza della Corte costituzionale il 10 marzo 1971 veniva abrogato l’articolo 553 che vietava e puniva «la propaganda dei mezzi atti a impedire la procreazione», prevedendo un anno di reclusione per chi si fosse reso responsabile del reato di “propaganda”, ma anche dell’utilizzo dei contraccettivi. La parte rimanente di quel Titolo X del Codice Rocco (Reati contro l’integrità e la sanità della stirpe) sarebbe stata abrogata solo nel 1978, con l’approvazione della legge 194 sull’aborto. Nel 1975 fu promulgata la legge istitutiva dei consultori pubblici e, nello stesso anno, la riforma del Diritto di famiglia siglava il passaggio dalla patria potestà alla potestà genitoriale, equiparato in doveri e dignità le figure del padre e della madre. In assenza di un impegno pubblico, l’Aied varò il primo fotoromanzo italiano «di servizio». Luigi De Marchi, segretario Aied, fu ideatore e regista dell’iniziativa, nel 1973. Il ruolo protagonista del primo «fotoracconto lampo», “Il segreto”, fu affidato all’attrice Paola Pitagora, la Giulia dei “Pugni in tasca” di Marco Bellocchio. Nella prima scena al marito che, seduto su un letto in disordine, esclamava contrariato: «Così non si può andare avanti! Quando ti abbraccio sei sempre fredda, svogliata», Paola Pitagora rispondeva: «Come potrei essere diversa? Sempre con l’angoscia di restare inguaiata … E poi tu t’interrompi sempre sul più bello». In un fotogramma successivo i due sono nuovamente a letto, sorridenti, appagati. Finalmente, esclama lei, ho potuto «abbandonarmi a te senza timore e gustare per la prima volta il piacere supremo». Orgasmo è un termine ancora quasi proibito in bocca a una donna, tanto è vero che lo sceneggiatore lo ha addolcito con una perifrasi enfatica. L’Aied apriva nel 1956 il primo consultorio a Roma, e via via in altre città d’Italia: sono oggi 20 i consultori Aied diffusi ad ogni latitudine del Paese, da Bolzano a Messina, per offrire consulenza alle donne sui metodi anticoncezionali. Ecco le sezioni Aied in Italia: Albenga, Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Genova, L’Aquila, La Spezia, Messina, Mestre, Milano, Napoli, Novara, Pisa, Pordenone, Roma, Sassari, Udine, Verona.

Info www.aied.it

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In copertina, manifestazione femminile di mezzo secolo fa in una foto di Tano D’Amico.

 

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)

Ecco il calendario 2021 di “Oltre lo Sport” che a Udine aiuta atleti speciali

É fresco di stampa il calendario 2021 degli amici dell’associazione “Oltre lo Sport” di Udine che, dal 1993, attraverso l’attività sportiva e le materie ludiche, lavora quotidianamente, grazie ai suoi volontari, per favorire l’inserimento dei ragazzi disabili psicointellettivi nella società. Come di consueto, anche quest’anno, l’incasso raccolto dalla vendita del calendario da muro (12 euro a copia) sarà destinato al sostegno delle attività di questi atleti speciali che durante l’anno sono impegnatissimi negli allenamenti delle più disparate discipline, dalla scherma alla ginnastica ritmica, passando per il nuoto e il bowling.
“É stato un anno complicato – ha spiegato Elda Del Dò, presidente della onlus -. Come tutti, ci siamo trovati costretti, in più riprese, a bloccare le nostre attività a causa dell’emergenza sanitaria. Per loro è stata particolarmente dura. Pur comprendendo la necessità di stare a casa e di vedersi solo attraverso lo schermo di un cellulare o di uno smartphone, prima, mantenere una certa distanza interpersonale, poi, ed essere costretti a rinunciare all’attività sportiva, alle risate in compagnia e agli abbracci, è stato per i nostri ragazzi ancor più complicato che per noi”.
Nonostante tutto, quando la situazione e le normative lo hanno permesso, gli “Oltre Lo Sport” (Muriel, Fabio, Valentina, Diana, Antonino, Valentino, Jo, Tiziana, Andrea, Dino, Zakhar) sono riusciti anche a ritagliarsi qualche giornata di semi-normalità ed ecco che, in quelle circostanze, sono state scattate le immagini del calendario in cui i ragazzi sono in compagnia di simpatici rapaci che hanno avuto modo di “conoscere”, durante un pomeriggio trascorso all’asd “Ali nella notte”, scuola di falconeria sportiva e trekking didattico-naturalistico con rapace al pugno, di Forgaria nel Friuli.
Per chi fosse interessato, è possibile acquistare il calendario contattando il 338.6972077. In alternativa, è possibile comprare la propria copia recandosi alla sede dell’Associazione Sportiva Udinese (via Lodi 1, Udine) partner di “Oltre Lo Sport”.

In Fvg ci sono 40 Comuni senza parrucchiere e ben 63 senza estetista

Succede ai tempi di Coronavirus e di Friuli Venezia Giulia declassato a zona arancione. Dove, allontanarsi del proprio Comune di residenza per andare dal parrucchiere o dall’estetista non si può, a meno che nello stesso i due servizi siano assenti. In quel caso allora sì, lo spostamento è consentito, ma solo nei Comuni contigui. E se nemmeno in quelli c’è un parrucchiere o un’estetista? Impossibile. E invece no. L’ultima indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine ha posizionato la lente d’ingrandimento proprio sulla collocazione delle imprese del comparto benessere, in particolare parrucchieri ed estetisti, scoprendo che i casi di Comuni privi degli uni e degli altri sono tutt’altro che una rarità e che esistono anche paesi in cui il servizio non è disponibile nemmeno sconfinando in un Comune contiguo.
Su 215 Comuni, in Friuli Venezia Giulia sono 40 quelli sprovvisti di parrucchiere: 25 a Udine, con Drenchia che non dispone del servizio nemmeno nei Comuni contigui, 4 a Gorizia, 2 a Trieste e 9 a Pordenone. La lista si fa più lunga guardando agli estetisti, assenti da ben 63 Comuni: 39 in provincia di Udine, dove Drenchia, Grimacco, Resia, Resiutta e Stregna non ne hanno a disposizione nemmeno nei Comuni contigui, 7 in provincia di Gorizia, 2 in provincia di Trieste e 15 in provincia di Pordenone con Erto e Casso che non dispongono di estetiste neanche nei Comuni limitrofi. L’elenco dei Comuni contigui si può consultare sul sito di Confartigianato Udine (https://www.confartigianatoudine.com/in-primo-piano/spostamenti-comuni-contigui).

40 COMUNI FVG SENZA PARRUCCHIERI (DRENCHIA A ZERO ANCHE NEI CONTIGUI)

Bordano
Cavazzo Carnico
Chiopris-Viscone
Chiusaforte
Dogna
Drenchia
Forni Avoltri
Grimacco
Lauco
Lusevera
Malborghetto Valbruna
Montenars
Preone
Prepotto
Raveo
Resia
Resiutta
Rigolato
Sauris
Savogna
Stregna
Sutrio
Taipana
Verzegnis
Treppo Ligosullo
Doberdò del Lago
Dolegna del Collio
Moraro
San Floriano del Collio
Monrupino
Sgonico
Andreis
Budoia
Castelnovo del Friuli
Cavasso Nuovo
Cimolais
Erto e Casso
Frisanco
Tramonti di Sopra
Tramonti di Sotto

63 COMUNI FVG SENZA ESTETISTE (6 COMUNI A ZERO ANCHE NEI CONTIGUI)
Ampezzo
Bordano
Cavazzo Carnico
Cercivento
Chiusaforte
Dogna
Drenchia
Faedis
Flaibano
Forni Avoltri
Grimacco
Lauco
Lusevera
Moggio Udinese
Montenars
Paluzza
Prato Carnico
Preone
Prepotto
Pulfero
Ragogna
Ravascletto
Raveo
Resia
Resiutta
Rigolato
San Leonardo
San Vito al Torre
Sauris
Savogna
Socchieve
Stregna
Taipana
Torviscosa
Trivignano Udinese
Venzone
Verzegnis
Zuglio
Treppo Ligosullo
Capriva del Friuli
Doberdò del Lago
Dolegna del Collio
Medea
Moraro
San Pier d’Isonzo
Savogna d’Isonzo
Monrupino
Sgonico
Andreis
Arba
Barcis
Castelnovo del Friuli
Cimolais
Claut
Clauzetto
Erto e Casso
Fanna
Frisanco
Tramonti di Sopra
Tramonti di Sotto
Vito d’Asio
Vivaro
Vajont

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In copertina e all’interno il lavoro di estetista e parrucchiere.

Donne cooperatrici in Fvg: alla loro guida confermata Paola Benini

Confcooperative Fvg ha rinnovato la composizione della propria Commissione Donne cooperatrici. Confermata come coordinatrice regionale Paola Benini, della cooperativa Hattiva Lab di Udine.
Per le quasi 600 cooperative aderenti a Confcooperative in regione, il numero di donne lavoratrici raggiunge il 52 per cento, un dato significativamente superiore alla quota del 37 per cento che si registra nel complesso del mercato del lavoro: «La partecipazione femminile al lavoro continua a crescere negli anni. Restano però ancora insoluti il problema della conciliazione vita-lavoro e del gender gap nell’accesso ai vertici delle imprese, anche se come Confcooperative registriamo che almeno 120 presidenti di cooperative sono donne, un dato ancora non soddisfacente, ma rilevante rispetto alle altre tipologie d’impresa – spiega Paola Benini -. Culturalmente c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Esistono numerosi strumenti normativi e contrattuali che consentirebbero di diffondere in azienda pratiche di conciliazione tra il lavoro e l’attività di cura familiare: la loro conoscenza è purtroppo ancora limitata. Una scarsa diffusione di strumenti di conciliazione costituisce, ormai, un fattore limitante dello sviluppo delle imprese della nostra regione», conclude la coordinatrice.
Vicecoordinatrice della Commissione è Mirella Berdini (Cooperativa Consumatori Premariacco). Le altre componenti sono: Chiara Artico (Pu.ma), Renata Purpura (Civiform), Laura Pizzini (cooperativa Puntozero), Laura Mirolo (cooperativa sociale L’Ancora), Paola Marano (cooperativa sociale Karpos), Laura Bertolin (Cantina Ramuscello e San Vito), Giuseppina Piccinonna (cooperativa sociale Aesonthius), Patrizia Moratto (cooperativa sociale Il Guscio), Vera Gulic (cooperativa sociale La Quercia), Agnese Francescato (Cooperativa Acli), Serena Mizzan (Immaginario Scientifico), Rossella Taurian (Cantina La Delizia), Susi Baita (Latteria di Cividale) e Sara Banelli (Nordest Servizi).

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In coopertina, la rieletta coordinatrice regionale Paola Benini.