Il futuro della cardiologia moderna a Udine: diagnosi e terapia domani un congresso scientifico a Buttrio con oltre 170 medici specializzati

A Udine si incontra il futuro della cardiologia moderna che richiede strumenti diagnostici sempre più avanzati e un approccio realmente integrato tra specialisti. È in questa direzione che si muove il congresso “L’imaging cardiaco integrato nella pratica clinica”, in programma domani, 6 febbraio, al Delparco Hotel di Buttrio: un’intera giornata di lavori che riunirà oltre 170 medici tra relatori, moderatori e discenti, con il patrocinio di Siecvi Fvg, dell’Ordine dei Medici di Udine e dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.
L’incontro, con il coordinamento scientifico del dottor Giorgio Faganello e del dottor Gianluca Piccoli – responsabili rispettivamente della Cardiologia e della Diagnostica per immagini del Policlinico Città di Udine – approfondirà il ruolo dell’imaging come snodo fondamentale per una medicina cardiovascolare sempre più efficace, tempestiva e centrata sul paziente. Il congresso è pensato per favorire il confronto tra professionisti e valorizzare un modello di assistenza in cui l’integrazione tra competenze e tecnologie diventi la chiave per una cardiologia più moderna, efficace e vicina ai bisogni reali delle persone. I relatori provengono da ambiti diversi: cardiologia, medicina di base, medicina interna e radiologia, in uno spirito di collaborazione reciproca ed in cui l’obiettivo finale è mettere il paziente al centro del percorso assistenziale, garantendo tempistiche più rapide sia nella diagnosi che nella cura.
“L’obiettivo è duplice – spiegano Faganello e Piccoli – diffondere le conoscenze della patologia, della diagnosi e della terapia delle più comuni patologie legate al cuore e promuovere l’uso consapevole, e integrato delle metodiche strumentali con un’attenzione verso la sostenibilità del rapporto tra richiesta ed offerta. Il futuro di questa specialità è fatto di tecnologia all’avanguardia, approccio multidisciplinare e lavoro in team di specialisti che seguono il paziente in ogni fase del percorso diagnostico e terapeutico con l’obiettivo della massima personalizzazione delle cure.”
Il congresso esplorerà l’integrazione e la sinergia, nei moderni percorsi diagnostici tra TC, risonanza magnetica ed ecocardiografia avanzata nel contesto di quattro scenari clinici di grande rilevanza a cui corrispondono quattro panel di lavoro durante la giornata di lavori: cardiomiopatie, cardiopatia ischemica cronica, cardiomiopatia nella medicina sportiva ed infine, la prevenzione cardiovascolare.

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In copertina, Giorgio Faganello e Gianluca Piccoli responsabili della Cardiologia e della Diagnostica per immagini del Policlinico Città di Udine.

“Swirl and Twirl”, a Udine centinaia di atlete da 23 Paesi e 45 club: ancora podio esaltante per le padrone di casa Asu

A Udine in gara c’erano 360 atlete provenienti da 23 Paesi. Un appuntamento, l’International RG Tournament “Swirl and Twirl” organizzato da Asu, oramai imperdibile per le atlete dei piccoli attrezzi di ogni continente. Ancora una volta le ginnaste bianconere hanno conquistato ottimi piazzamenti portando in alto i loro due colori. Il torneo Internazionale di ginnastica ritmica è stato ospitato dalla sede dell’Associazione Sportiva Udinese, portando in città le atlete di 45 club.


«Mi congratulo non solo con le nostre ragazze per i risultati, ma anche con tutto lo staff impegnato nell’organizzazione che, ancora una volta, è stata ottima», ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta, rimarcando come questo appuntamento sia oramai diventato una importante prova in previsione delle competizioni federali. Questa edizione sarà da ricordare per l’inserimento della sezione maschile: Gianni Ballardini e David Perez si sono sfidati sulla pedana dell’Asu, e ad averne la meglio è stato lo spagnolo di Torrepaterna, Perez, con 46.434.
Fra le molte classifiche da segnalare in particolare quella delle senior A (2008+) con Tara Dragaš (59.633) che ha sbaragliato la concorrenza. A seguirla la francese Lily Ramonaxto (53.266), una delle atlete dell’Accademia di Asu. Ottimo piazzamento per Isabelle Tavano quinta con 50.767, bronzo alla palla. Per il gruppo Senior A 2009, oro per la bianconera Gaia Zurlo (51.150), prima al cerchio e seconda alle clavette; 4° posto Matilde Marcon (argento al cerchio). Mentre nel gruppo Senior A 2010 con 51.666, Adele Asquini, non ha dato spazio alle avversarie lasciando sul secondo gradino del podio, Yseult Zavagno (Pole IL de France), atleta della nazionale di Francia, già atleta ASU nella stagione 2020-2021.
Più in generale è stato un Torneo positivo per tutte le atlete Asu: Adele Asquini, Elowen Chialastri, Stella Iacumin, Cristina Fabro, Chiara Bernardis, Nicole Efros, Giulia Grigolini, Eleonora Miraglia, Greta Lavaroni, Aurora Bicaku, Angela Antoniali, Elena Pilosio, Asia Basello, Carlotta Turcato, Sara Martinuzzi, Greta Martinuzzi, Greta Maria Suma, Lucia Calienno, Veronica Cosoli, Arianna Morotto, Chiara Francovigh, Sofia Bagatto, Giorgia Ridolfo, Sofia Barone, Melissa Bura, Rebecca Schiavone, Agata Moreale, Chiara Mariella, Matilde Nonino, Beltrame Martina, Lidia Secondi, Sophie Cosaro, Yasmina El Hajoui. In particolare per le ginnaste dell’Accademia, che continuano a dar prova del grande lavoro che svolgono quotidianamente sotto la guida di Špela Dragaš, Valeria Pysmenna e della coreografa Laura Miotti.
Da segnalare anche l’alto valore dei giudici. Assieme alla tecnica dell’Asu Špela Dragaš (Slovenia), giudice internazionale di 1° livello, sia per le gare individuali che per le gare di squadra, c’erano anche la sua connazionale Alena Yakubouskaya (RGI 1), il bulgaro Stefan Ivanov; (RGI2), il ceco Havel Krystof (RGI 3), lo spagnolo Soriano Jose David (RGI3) la montenegrina Vesna Radonjic (RGI 2), oltre che al Dtr del Fvg Luca Danesin (RGI3) e Magda Pigano (RGI 3).

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In copertina e all’interno le atlete dell’Asu sul podio delle gare udinesi.

Udine, dopo il Diversamente Bistrot (che successo, anche con il catering) ora Anffas propone il “mercatino del riciclo”

Dopo l’apertura di Diversamente Bistrot nell’ottobre 2024, l’Anffas Udine continua a rafforzare il proprio impegno per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo lanciando una nuova iniziativa aperta a tutti: il Mercatino del Riciclo.

A partire da oggi 31 gennaio dalle 9 alle 12.30, e poi tutti gli ultimi sabati del mese, all’esterno del Diversamente Bistrot, in Corte Savorgnan 9 a Udine, sarà possibile acquistare oggetti di seconda mano selezionati, con l’obiettivo di dare nuova vita a ciò che non viene più utilizzato, promuovendo una cultura del riuso e della sostenibilità. Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto all’associazione Anffas Udine a sostegno dei suoi progetti. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato da Diversamente Bistrot, locale gestito interamente dall’Anffas Udine che, al momento, prevede la presenza di tre tutor e di sette persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che si alternano durante l’orario di apertura settimanale (dal martedì al venerdì dalle 8 alle 20, lunedì e sabato dalle 8 alle 15).
“In questi 15 mesi – spiega la presidente di Anffas Udine, Maria Cristina Schiratti – abbiamo creato una clientela affezionata che si rivela entusiasta degli ottimi piatti che proponiamo a pranzo, ma risulta anche contagiata dalla gioia delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo che sono orgogliose e soddisfatte di lavorare al Bistrot”. Grandi soddisfazioni sono arrivate anche dal servizio di catering offerto da Diversamente Bistrot, sempre più richiesto per eventi sul territorio regionale. “Il catering– prosegue la responsabile – rappresenta una risorsa preziosa: ci permette di far conoscere il lavoro dei ragazzi anche fuori dal locale e di garantire una maggiore continuità occupazionale. Negli ultimi mesi siamo stati presenti in eventi ad Aquileia, dove il nostro staff ha servito circa 300 persone, e a Calici di Stelle, con ottimi riscontri”.
Il Mercatino del Riciclo diventa così un ulteriore tassello di un progetto più ampio, che unisce inclusione, lavoro, sostenibilità e partecipazione attiva della comunità. “Proprio per questo invitiamo tutti gli udinesi e i frequentatori del centro storico a sostenere Anffas Udine a passare in via Savorgnan anche in occasione del nostro Mercatino, oltre che magari per una buona colazione o un aperitivo”, conclude Maria Cristina Schiratti.

ANFFAS UDINE
Via A. Diaz 60 – 33100 Udine
Tel. 0432 299180 – Fax 0432 509152
E-mail: anffasudine68@gmail.com

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In copertina, lo staff al completo del Diversamente Bistrot; all’interno, animatori del locale udinese.

Inserimento lavorativo e inclusione, ieri a Udine un workshop con il Consorzio Mosaico: sempre a fianco dei disabili. Assessore Riccardi: pensare alle persone

Ha preso il via ieri mattina, nella sala convegni della Torre di Santa Maria, in via Zanon, il workshop dedicato all’Individual Placement and Support, il modello di inserimento lavorativo promosso dal Consorzio Il Mosaico e già sperimentato sul territorio in collaborazione con i servizi di salute mentale. L’incontro era rivolto a operatori, enti,professionisti e istituzioni con l’obiettivo di approfondire strumenti e prospettive per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disabilità e in situazione di svantaggio.


Ad aprire i lavori è stato Marco Bertoli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, dopo i saluti introduttivi di Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico, e dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Nel suo intervento introduttivo, Fontana ha sottolineato il valore del modello Ips e il ruolo del Consorzio nell’accompagnamento delle persone verso il lavoro. «Nel Consorzio Il Mosaico, l’Individual Placement and Support è un impegno a prendersi cura delle persone con disabilità e svantaggio in ogni fase del loro percorso lavorativo: prima, durante e dopo il lavoro. Offriamo supporto personalizzato per l’inserimento, accompagnamento sul posto di lavoro e sostegno continuo per garantirne la stabilità. Questo approccio rappresenta una risorsa per tutti: per le aziende, che possono arricchire il proprio ambiente di lavoro, per le persone, che vedono riconosciuto il loro valore, e per le comunità, che diventano più inclusive e coese. Con Ips, siamo al fianco delle persone per costruire un futuro di opportunità e crescita».
«Continuare a pensare che la risposta ai bisogni di salute delle persone sia solo nelle corsie degli ospedali è un errore – ha fatto notare l’assessore Riccardi -: la salute riguarda la vita delle persone e noi abbiamo risorse che si occupano molto di acuti e troppo poco di cronicità. L’autonomia e la qualità della vita passano anche dal lavoro e dall’inserimento lavorativo, che fanno la differenza tra vivere e sopravvivere. In questo percorso il sistema della cooperazione sociale e dell’economia sociale è un protagonista fondamentale, capace di dare risposte insieme al sistema pubblico. È da qui che nasce un’alleanza necessaria, orientata alle persone e non al profitto, che valorizza modelli innovativi e realmente efficaci, come quello su cui vi confronterete oggi».


«Il metodo Ips che stiamo utilizzando nei servizi di salute mentale – gli ha fatto eco il direttore Bertoli – mette al centro l’attivazione della persona e la sua motivazione, superando logiche passivizzanti. Il lavoro non è solo un obiettivo, ma uno strumento fondamentale per il benessere, l’autonomia e i diritti delle persone. Questa esperienza, sviluppata anche grazie al contributo del Consorzio Il Mosaico, sta dando risultati importanti e apre prospettive di crescita. È un metodo che può diventare culturale e trasformativo, capace di coinvolgere il contesto e di essere utilizzato anche in altri ambiti e servizi oltre la salute mentale».
Nel corso della mattinata si sono poi susseguiti gli interventi di Angelo Fioritti, già direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria di Bologna, Nadia Battello, educatrice professionale al Centro di Salute mentale di San Daniele, Gianluca Stocchi, referente Ips per Il Mosaico, Frida Miotto, responsabile del Collocamento mirato della Regione Fvg, Corrado Cappa, già direttore della Psichiatria di collegamento e inclusione sociale del Dsm di Piacenza, e Fabio Albano, direttore esecutivo dell’Aps Ipsilon Individual Placement and Support. La giornata è quindi proseguita con una tavola rotonda che ha coinvolto Alberto Peressini, direttore dell’Area Dipendenze Alto Friuli, Franco Bin, direttore di Neuropsichiatria infantile dell’Asufc, e Carlo Francescutti, direttore sociosanitario dell’Asfo.
Ips, acronimo appunto di Individual Placement and Support traducibile come “collocamento e supporto individuali”, è una metodologia basata su evidenze scientifiche che nasce nell’ambito dei servizi di salute mentale e che è riconosciuta a livello internazionale come uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione lavorativa. A differenza dei modelli tradizionali, che prevedono lunghi percorsi di preparazione prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, l’Ips punta su un inserimento rapido nel mercato ordinario, accompagnato da un sostegno personalizzato e continuativo, costruito sulle competenze, sulle motivazioni e sulle preferenze della persona.
Numerose ricerche internazionali dimostrano che l’Ips consente a circa il 50% delle persone seguite di ottenere un impiego regolare, con risultati superiori rispetto a modelli tradizionali d’inserimento lavorativo. Il percorso prevede un forte raccordo tra servizi sanitari, servizi sociali e tessuto produttivo e mira a favorire non solo l’accesso al lavoro, ma anche la stabilità occupazionale nel tempo.
L’accompagnamento avviene in modo discreto, per evitare dinamiche di stigmatizzazione, garantendo comunque alle persone un riferimento costante e un supporto professionale sempre disponibile. Negli ultimi anni, Il Mosaico ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nell’implementazione del modello sul territorio, contribuendo a renderlo parte integrante delle pratiche di presa in carico e promuovendo una cultura dell’inclusione fondata sull’autonomia, sulla valorizzazione delle competenze e sulla costruzione di opportunità reali di lavoro. Il workshop ha rappresentato un’occasione per condividere risultati, riflessioni e prospettive future, anche in vista di un possibile ampliamento delle applicazioni del metodo oltre l’ambito della salute mentale.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fontana; all’interno, un’immagine del workshop di Udine e ancora del responsabile del Mosaico.

Educare e crescere insieme rafforzando la fiducia tra famiglie e insegnanti: il progetto Fism Udine e Fondazione Friuli

Crescita della fiducia tra famiglie e insegnanti, rafforzamento delle reti educative sul territorio, riconoscimento di un presidio educativo stabile apprezzato dalla comunità. Sono gli obiettivi più importanti raggiunti dal progetto “Educare e crescere insieme: scuola e famiglie per il futuro dell’infanzia” realizzato da Fism Udine, l’associazione che raggruppa 70 scuole dell’infanzia non statali e paritarie sul territorio, con il sostegno della Fondazione Friuli. Il progetto consiste in un servizio di supporto specialistico da parte di figure professionali specializzate (come psicologi dell’età evolutiva e pedagogisti) a disposizione delle famiglie e degli insegnanti ed educatori della fascia 0-6 anni.

Roberto Molinaro


Nell’ultimo anno sono 44 gli operatori (insegnanti ed educatori) ad aver operato suddivisi tra sportelli di consulenza, osservazioni sul campo, supervisione e momenti di restituzione delle osservazioni. Le attività hanno coinvolto i territori di Udine, Cervignano del Friuli, Grado, Nimis, Tarcento, Aiello del Friuli, Talmassons, Moggio Udinese e Paularo. Il progetto, infatti, è nato anche con l’obiettivo di superare barriere geografiche e culturali, portando il servizio di supporto anche in contesti periferici e meno raggiungibili, rafforzando così l’equità nell’accesso al sostegno educativo e familiare.
Parallelamente al lavoro con le scuole, sono stati attivati anche numerosi spazi di ascolto e consulenza rivolti ai genitori, occasioni preziose per affrontare dubbi educativi, difficoltà relazionali e bisogni specifici legati alla crescita dei figli. La possibilità di accedere a uno spazio non giudicante ha favorito la condivisione di esperienze e la costruzione di strategie concrete, rafforzando il dialogo scuola-famiglia. La fiducia instaurata è stata tale che scuole e famiglie, dopo un primo incontro, hanno spesso richiesto una seconda e, in diversi casi, una terza consulenza di follow-up, segno di continuità e di riconoscenza nei confronti delle scuole FISM e dell’istituzione stessa.
«Il risultato più prezioso di questo percorso è l’essere diventati un punto di riferimento stabile per la comunità educante. – sottolinea il presidente Roberto Molinaro –. La fiducia costruita nel tempo è un segnale concreto: la collaborazione tra soggetti educativi e territoriali è la chiave per sostenere le famiglie e accompagnare le comunità scolastiche. La richiesta di proseguire sul percorso avviato è un importante riconoscimento che il metodo adottato è vincente».
La conclusione del progetto, infatti, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’occasione per valorizzare quanto costruito e guardare avanti. L’auspicio condiviso è proseguire nel solco tracciato, ampliando ulteriormente il raggio d’azione per raggiungere un numero maggiore di famiglie e scuole e rafforzare ancora di più le reti educative territoriali, consolidando un modello di accompagnamento replicabile e sostenibile.

L’affettuoso omaggio di Tarcento a monsignor Duilio Corgnali a due anni dalla scomparsa. E a Udine il ricordo della Vita Cattolica (che diresse a lungo) nella festa del suo centenario

di Giuseppe Longo

Con una Messa di suffragio celebrata nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, Tarcento ha reso omaggio a monsignor Duilio Corgnali nel secondo anniversario della scomparsa, che ricorreva il 21 gennaio, e ieri mattina il nome del sacerdote-giornalista è risuonato anche a Udine durante la cerimonia dedicata al ricordo del centesimo anniversario della nascita de “La Vita Cattolica”, il settimanale diocesano di cui è stato a lungo direttore responsabile, rendendosi tenace interprete delle istanze, materiali e culturali, del Friuli uscito dalle devastazioni del terremoto di cinquant’anni fa. Don Duilio, morto settantasettenne a causa di un male rivelatosi ben presto senza speranze, era infatti un grande sostenitore della lingua, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto che i suoi scritti, molto apprezzati, erano il più delle volte nel “ricco” friulano che lui sapeva esprimere. Come è noto, il suo testimone è stato raccolto nell’autunno 2024, l’anno appunto della dipartita, dal giovane arciprete Luca Calligaro, originario della vicina Buja, che in poco tempo si è perfettamente inserito nella realtà tarcentina e dell’Alta Val Torre continuando l’opera del predecessore e di altri illuminati pievani come Francesco Frezza e Camillo Di Gaspero.
Nella ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli organi di informazione, don Duilio Corgnali è stato ricordato, come era doveroso, anche dalla redazione della “Vita Cattolica” e di Radio Spazio. «Per ventuno lunghi anni, a partire dal 1978, Corgnali – scrive il settimanale diocesano – diresse “La Vita Cattolica”, in un tempo di grande fermento per un Friuli chiamato a rinascere dalle macerie del terremoto (altro anniversario importante in questo 2026). Non va dimenticato che, con il consueto sguardo lungimirante, nel 1993 affiancò il suo amato settimanale con Radio Spazio, dando letteralmente voce alla Chiesa e alle istanze del Friuli». E i colleghi giornalisti proseguono: «In questi mesi di preparazione del Centenario del settimanale diocesano abbiamo avuto modo di sfogliare edizioni di archivio de “La Vita Cattolica”, molte delle quali risalenti “agli anni di don Duilio”. La coincidenza tra il ricordo di monsignor Corgnali e questo Centenario ci stimola a guardare a Duilio (come amava farsi chiamare, senza troppi titoli) come a un esempio di tenacia e resilienza, parola quantomai abusata ma altrettanto necessaria allora come oggi. Atteggiamenti che nascono da un confronto tra la realtà che si para davanti agli occhi e il sogno di un mondo un po’ più giusto e buono, migliore e – possiamo dire – “primaverile”».
«Duilio – scrive ancora la redazione udinese – ha saputo leggere il Friuli nei suoi tratti di debolezza e nelle sue enormi potenzialità: ha potuto farlo perché nel Friuli era immerso con sguardo profondo e non superficiale, capace di andare con arguzia e innata determinazione alla ricerca della causa dei problemi, proponendo per contro soluzioni e strade che altri, ancora, non vedevano. Tre esempi su tutti dicono ancora oggi il suo carisma: la tenacia per la nascita dell’Università del Friuli, fortemente sostenuta sulle colonne de “La Vita Cattolica” come espressione di un territorio – Chiesa compresa – che aveva bisogno di trattenere e formare i suoi giovani. Gli anni dell’immediato post-sisma, nei quali Corgnali spesso denunciava la lentezza delle istituzioni regionali e nazionali, spingendo per l’autonomia dei Comuni e della Chiesa e facendosi voce delle comunità disastrate. E poi, negli anni Novanta, la battaglia per il riconoscimento della lingua Friulana, sfociata infine nella legge 482/1999». I giornalisti dei due organi di informazione diocesani, infine, aggiungono concludendo: «Sebbene ricordato anche per la sua risolutezza e per il carattere acceso, monsignor Corgnali era un uomo e un prete di cultura prima che di azione, in cui il pensare precedeva il fare. Non si lasciava soverchiare dalle impellenze nemmeno quando, negli ultimi anni, l’aggravio della pastorale nelle sue amate Parrocchie tarcentine si faceva più pesante. Diversi tra noi (e non solo tra noi) portano nel cuore lunghe chiacchierate in cui si parlava di Friuli e di autonomia, di Chiesa e di territori, di politica e di società. Rigorosamente nella lingua tanto amata e tanto difesa, quella friulana». Insomma, un grato ricordo di un prete, di un parroco e di un giornalista che ha segnato la storia di questa nostra terra, alla quale oggi manca la sua voce competente, puntuale e autorevole.

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In copertina, monsignor Duilio Corgnali arciprete di Tarcento morto due anni fa.

Sport, comunità e innovazione: a Udine grande chiusura per i 150 anni dell’Asu. Il ministro Abodi: “Una società gloriosa”

Per l’Associazione Sportiva Udinese è stato un anno di festeggiamenti, quello che idealmente si è chiuso ieri, con la tavola rotonda “Un modello che unisce. Sport, comunità e innovazione in Fvg”. Un appuntamento al quale ha partecipato anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e che ha riunito, al palazzetto sede di Asu, istituzioni locali, rappresentanti del mondo sportivo anche nazionale, dell’università, dell’impresa e del terzo settore, per riflettere sul ruolo dello sport come infrastruttura sociale, culturale ed economica del territorio, forze dell’ordine.
«Quella dell’Associazione Sportiva Udinese è una lunga storia, fatta di tutto ciò che oggi è stato raccontato e condiviso. Nelle parole ascoltate ritroviamo il senso più autentico dello sport: la celebrazione dell’utilità sociale e del bene comune che esso rappresenta, un valore che va promosso, incentivato e custodito. Valori che, però, – ha precisato Abodi – non basta proclamare, ma che vanno rappresentati nei fatti, attraverso collaborazione e relazioni umane, vero motore di ogni risultato», perché un atleta è conseguenza della sua famiglia, dei suoi allenatori e della sua società. Parlando ancora di Asu il ministro l’ha definita: «una società gloriosa, capace di rendere concreti questi valori», perché lo sport è un bene comune e infrastruttura sociale, culturale ed economica del territorio».


«Lo sport è un potente strumento educativo, capace di generare benessere e inclusione a ogni età. Un’eccellenza storica come Asu, che da più di un secolo è un punto di riferimento per il territorio e per il Paese, offre opportunità concrete di formazione e crescita per tanti giovani e le loro famiglie, contribuendo con le diverse attività a una comunità più attiva, consapevole e responsabile. La politica deve continuare a sostenere con continuità queste realtà, perché rappresentano un presidio fondamentale e un investimento sul futuro del territorio, in un momento, tra l’altro, di particolare attenzione che tutti noi vogliamo riservare soprattutto ai giovani», lo ha dichiarato l’onorevole Walter Rizzetto, coordinatore di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati.
«Continuo a sostenere che oggi serva un lavoro culturale profondo e strutturato. La riforma dello sport ci impone di ripensare i modelli organizzativi e formativi, occorre una visione complessiva. L’alto livello esiste e si sostiene solo se poggia su una base solida, fatta di attività di avviamento, formazione continua e crescita all’interno delle società sportive. Il percorso ideale è quello che permette a un giovane di entrare in una struttura, crescere come atleta, diventare eventualmente tecnico, formarsi nella gestione degli impianti e contribuire allo sviluppo della società. È questo il valore di un impianto sportivo moderno: non solo un luogo dove si pratica sport, ma un ecosistema che accompagna le persone lungo tutto il loro cammino. In questo senso ASU è una mosca bianca, in positivo: un’eccezione virtuosa e un punto di riferimento nazionale», ha dichiarato Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia.
«I 150 anni dell’Associazione Sportiva Udinese rappresentano non solo una ricorrenza storica di grande valore, ma anche la dimostrazione concreta di come lo sport possa essere un fattore di coesione, crescita e innovazione per l’intera comunità regionale, con uno sguardo ai giovani, alla valorizzazione del territorio e alla sostenibilità». È questo il concetto espresso oggi dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Cultura e sport, Mario Anzil, e dall’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro che assieme hanno partecipato alla giornata conclusiva dell’anno di celebrazioni per i 150 anni dell’Asu.
«Udine è una città che riconosce da sempre allo sport un ruolo centrale, non solo in termini agonistici ed economici, ma soprattutto come strumento di coesione e valorizzazione del territorio. È un elemento fondante dell’identità della nostra città. Oggi possiamo parlare a pieno titolo di Udine come città dello sport, grazie alla pluralità di discipline, associazioni, impianti e percorsi che convivono in un sistema aperto e radicato. Una rete che promuove salute, rispetto, sostenibilità e qualità della vita. L’Asu, con i suoi 150 anni di storia, è uno dei simboli più concreti di questo modello: un luogo che ha saputo unire la pratica sportiva con la dimensione educativa, il benessere psico-fisico, l’attenzione a temi come la disabilità, alla nutrizione e all’innovazione. Come amministrazione crediamo in uno sport che non si esaurisce nella competizione, ma che genera opportunità di crescita per tutti, a partire dai più giovani. È su questa visione che vogliamo continuare a investire, mettendo al centro le persone e i valori che fanno di Udine una città sportiva, viva e competitiva a livello ormai internazionale», ha rimarcato Alessandro Venanzi, vicesindaco del Comune di Udine.
«Asu rappresenta un’associazione d’eccellenza del nostro territorio, con cui la collaborazione è costante, proficua e di cui possiamo essere orgogliosi. Il lavoro che svolge ogni giorno non si limita alla pratica sportiva, ma ha una forte componente educativa e sociale: è un luogo in cui si promuove l’inclusione, e la crescita comunitaria a partire dai più giovani. Come Comune di Udine crediamo fortemente in questo modello e abbiamo scelto di investire con decisione negli impianti sportivi cittadini. Nei prossimi tre anni, l’Amministrazione ha programmato interventi per oltre 4 milioni di euro, distribuiti su strutture presenti in tutta la città. Tra questi, uno dei progetti più significativi riguarda proprio l’ampiamento, in collaborazione con l’ASU, della palestra, che diventerà uno spazio ancora più moderno, funzionale e aperto alla comunità. Lo sport per noi è una leva di coesione sociale, salute e partecipazione: investire in impianti significa rafforzare tutto questo», ha detto Chiara Dazzan, assessore allo Sport del Comune di Udine.
«Questo evento è stato fortemente voluto da ASU e da tutti i partner progettuali con cui lavoriamo per sviluppare iniziative innovative – ha dichiarato il presidente Alessandro Nutta -. È stato un anno particolarmente significativo, quello che idealmente chiudiamo oggi, con questo evento. Un anno nel quale sentiamo di aver rafforzato quel legame con il territorio e la sua comunità che ci ha sempre contraddistinti fino dal 1875. Oggi non chiudiamo una celebrazione, ma apriamo una nuova fase».
Una fase che, come ha ben spiegato il direttore generale di Asu, Nicola di Benedetto, «è possibile grazie al grande slancio progettuale che ci ha offerto il 2025, e a chi ha creduto in noi, scegliendo di camminare al nostro fianco. Poter lavorare in rete, con e per la comunità, dà un sapore unico a ogni nuovo progetto».

I QUATTRO TALK – A moderare l’incontro è stato Andrea Marcon, presidente del CONI Fvg, che ha accompagnato il dialogo tra i diversi relatori mantenendo il filo conduttore della giornata: costruire reti, condividere visioni, generare impatto per la comunità. Il primo panel ha affrontato i percorsi di avvicinamento al lavoro sportivo per le persone con disabilità, con gli interventi di Paola Benini, presidente di Hattiva Lab, di Vincenzo Zoccano, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla disabilità, e di Paola Perabò, EVP Risorse Umane di Danieli & C. Un confronto che ha messo in luce come lo sport e la cooperazione sociale possano diventare strumenti concreti di inclusione, autonomia e dignità lavorativa.
A seguire, il focus si è spostato sul bilancio di sostenibilità integrato, con il contributo del professor Paolo Fedele dell’Università degli studi di Udine e del direttore generale di ASU Nicola Di Benedetto. È stato illustrato il percorso che ha portato ASU a diventare la prima associazione sportiva a dotarsi di un Bilancio sociale integrato di sostenibilità, strumento capace di misurare non solo i risultati sportivi, ma anche gli impatti ambientali, sociali e di governance.
Il tema degli investimenti negli impianti sportivi è stato al centro del terzo momento di confronto, con gli interventi di Mario Anzil, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport, di Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, e di Chiara Dazzan, assessora allo Sport del Comune di Udine. È emersa con forza la necessità di considerare gli impianti non solo come luoghi di pratica sportiva, ma come presidi educativi, culturali e comunitari.
L’ultimo panel ha approfondito l’educazione alla sostenibilità nella vita sportiva, grazie agli interventi di Fabio Scoccimarro, assessore regionale all’Ambiente ed Energia, di Anna Maria Zuccolo, vicepresidente di CAFC Spa, e di Claudio Siciliotti, presidente di Net Spa. Un dialogo che ha evidenziato il ruolo dello sport nella diffusione di comportamenti responsabili, nella sensibilizzazione ambientale e nella costruzione di una cittadinanza consapevole. Le conclusioni sono state affidate al dialogo tra il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il vicepresidente regionale Mario Anzil, che hanno riconosciuto il valore dell’esperienza ASU come modello replicabile di integrazione tra sport, politiche pubbliche, welfare e sviluppo territoriale. La giornata si è chiusa con il pranzo a cura di Eat Ethic della Cooperativa Sociale Hattiva Lab.

IL 150° DI ASU – La tavola rotonda ha segnato il punto di arrivo di un anno straordinario per Asu, che nel 2025 ha celebrato i suoi 150 anni attraverso un percorso articolato e variegato che ha visto la polisportiva essere la prima polisportiva ad adoperarsi per un proprio Bilancio integrato ESG. Ma tutto è cominciato con la cena di gala e la serata delle vecchie glorie. C’è anche stata la Gallery digitale dedicata alla storia della polisportiva, sempre disponibile sul sito di ASU; e la mostra fotografica alla galleria Tina Modotti, lo spettacolo teatrale di Anà-Thema Teatro ispirato alla vicenda dell’associazione, un l logo celebrativo e la riqualificazione della sede, impreziosita dalle opere del Liceo Artistico Sello. Un cammino nel quale ritroviamo anche il Premio Eccellenza di Friuli Doc, che ha riconosciuto il valore sportivo, sociale e culturale di ASU nel panorama regionale.

UN SITO TUTTO RINNOVATO – In occasione della tavola rotonda è stato inoltre presentato il nuovo sito web dell’Associazione Sportiva Udinese, online con un menù riorganizzato, una veste grafica aggiornata e uno spazio ancora più ampio dedicato alle attività per la disabilità, alla persona, al territorio e alla sostenibilità. Uno strumento pensato per rendere visibile e accessibile l’identità di ASU e il suo impegno quotidiano verso una comunità sempre più inclusiva.

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In copertina, un’atleta dell’Asu e all’interno i partecipanti all’incontro con il ministro Andrea Abodi.

Cafc e Hydrogea insieme, una realtà che da Capodanno in Fvg gestisce il servizio idrico sul territorio di 154 Comuni

Dal primo gennaio la fusione per incorporazione tra Cafc Spa e Hydrogea Spa è realtà: approvata nell’ottobre scorso dalle rispettive assemblee dei soci, l’operazione ha dato vita al più grande gestore regionale del Servizio Idrico Integrato a controllo pubblico operante su due province, Udine e Pordenone. Un passaggio che rafforza la capacità di gestione, consente investimenti più efficaci e rende possibile una programmazione coordinata su scala regionale.

Andrea Delle Vedove


Con l’avvio del nuovo anno, quindi, 154 Comuni su 215 totali del Friuli Venezia Giulia vedono il servizio idrico gestito da Cafc. L’operazione, durata quasi due anni, riguarda circa oltre 620 mila abitanti serviti e ha coinvolto numerosi attori del sistema regionale, a partire da Ausir, l’Autorità unica regionale per il servizio idrico integrato e per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, e poi gli amministratori locali, i sindaci, le istituzioni regionali e i tecnici sul territorio.
L’aggregazione rappresenta una prospettiva concreta e vantaggiosa per il futuro del settore, perché migliora efficienza operativa, stabilità finanziaria, innovazione e qualità del servizio per cittadini e imprese. Lo evidenzia il presidente di Ausir, Andrea Delle Vedove, commentando il positivo esito dell’operazione: «si tratta di un importante atto corale, condiviso dal territorio e dai suoi principali attori, che va nella direzione della semplificazione della gestione, dell’interconnessione tra strutture e di una maggiore efficacia progettuale e di investimento. In regione ci sono altri gestori in-house che potrebbero seguire il medesimo percorso virtuoso, con l’obiettivo di garantire qualità del servizio e controllo dei prezzi a beneficio della comunità».
Un gestore unico e strutturato del servizio, infatti, può gestire la risorsa idrica in modo più efficiente e sostenibile: rafforza la capacità di rispondere alle sfide ambientali e tecnologiche, possiede maggiore solidità finanziaria e maggiore resilienza nell’affrontare le eventuali criticità del mercato e i nuovi investimenti, potenzia l’interconnessione delle infrastrutture idriche, attiva economie di scala utili a contenere i costi, implementare l’efficienza e generare benefici tangibili sulla qualità del servizio e sulle tariffe per i cittadini.
«Il progetto industriale – afferma il Presidente di Cafc Spa, Salvatore Benigno – prevede tutele per il personale,investimenti costanti sui territori serviti per circa 60 milioni di Eur/anno, adeguata rappresentanza negli organi di governance societaria. È stato un passo importante, coerente con la nostra storia di crescita continua per linee esterne, coniugando efficienza gestionale e valore aggiunto per le Comunità territoriali. Ora ci aspetta la fase operativa con una completa integrazione organizzativa armonizzando complessi processi aziendali garantendo al contempo continuità nel servizio erogato, senza perdere di vista i nuovi obiettivi di crescita dimensionale che i soci ci daranno a cominciare con l’integrazione con il settore della gestione dei rifiuti urbani».

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In copertina e all’interno due immagini della sede del Cafc in viale Palmanova a Udine.

Udine, Asu prima associazione sportiva in Friuli Venezia Giulia a redigere un bilancio sociale integrato di sostenibilità

La prima Associazione Sportiva in Friuli Venezia Giulia (e una delle prime in Italia) a guardare con attenzione a sostenibilità, ambiente e inclusione è di casa a Udine. L’Associazione Sportiva Udinese ha presentato, infatti, il suo progetto di Bilancio sociale integrato di sostenibilità. Una novità importante che è arrivata nell’anno in cui la polisportiva festeggia l’importante traguardo dei 150 dalla sua fondazione. Una scelta lungimirante sostenuta anche da numerosi partner che concorreranno alla realizzazione della stesso nei prossimi mesi. Alla presentazione, ospitata dal PalaPrexta, hanno partecipato il vicepresidente e assessore regionale allo sport, Mario Anzil; Chiara Dazzan, assessore allo sport del Comune di Udine; il presidente del Coni Fvg, Andrea Marcon; il vicepresidente di Net, Giandavide D’Andreis; Fiorenza Campion, responsabile comunicazione e brand identity di Cafc Spa; e il professor Andrea Garlatti, ordinario di economia aziendale dell’Università degli Studi di Udine. Presenti anche Filippo Pesce, vicepresidente di Asu e Nicola Di Benedetto, direttore generale di Asu e project manager dell’iniziativa.

LA REGIONE FVG – «Un plauso all’Asu, prima polisportiva del Friuli Venezia Giulia ad aver intrapreso la strada del Bilancio sociale integrato di sostenibilità, strumento che renderà chiare le intenzioni, i risultati e gli impatti, e rafforzerà il rapporto con istituzioni, cittadini e investitori. L’Amministrazione regionale sostiene con convinzione questo progetto e metterà a disposizione del Coni le risorse economiche necessarie al fine di divulgare a tecnici e dirigenti sportivi questa innovativa impostazione gestionale e manageriale delle realtà sportive, anche attraverso l’avvio di un corso di formazione dedicato alle buone pratiche per una gestione sostenibile e responsabile di società ed eventi», ha affermato il vicepresidente e assessore regionale allo sport, Mario Anzil.
«Il Comune di Udine ha accolto con entusiasmo il progetto, sin dall’inizio, e sta già mettendo in campo azioni concrete per sostenerlo: dalla riqualificazione dell’illuminazione all’ingresso, alla messa in sicurezza del vialetto ciclopedonale di accesso alla struttura – ha precisato Chiara Dazzan, assessore allo sport -. Iniziative come questa sono di assoluto interesse pubblico e possono diventare un modello da seguire per tante altre realtà sportive. Asu rappresenta infatti un presidio fondamentale sul territorio. Un esempio virtuoso di come un’associazione sportiva possa contribuire al benessere collettivo sotto diversi punti di vista. Ha la capacità di di operare a 360 gradi nel mondo dello sport, non limitandosi a raggiungere risultati di rilievo o a vantare un prestigio agonistico, ma riescendo a restituire molto alla comunità, come ad esempio fa con le attività per la disabilità, ultimo in ordine di tempo il progetto EISI. Questa nuova iniziativa rappresenta un ulteriore passo in questa direzione».

UNA DUPLICE SFIDA – Nel contesto attuale, le organizzazioni sportive si trovano ad affrontare una doppia sfida: da un lato, generare un impatto positivo sul piano sociale e ambientale restando fedeli alla propria missione; dall’altro, comunicare, in modo chiaro e trasparente, i risultati raggiunti, ai diversi interlocutori – cittadini, famiglie, imprese, associazioni e istituzioni, pubbliche e private. È in questo contesto che l’ASU, su idea del suo dg, Nicola Di Benedetto, ha deciso di redigere il primo bilancio integrato di sostenibilità di un’associazione sportiva in FVG, fra le prime in Italia. «Nell’anno in cui ASU festeggia i 150 di storia, mi piace sottolineare come abbia utilizzato il proprio tempo (una delle poche cose certe è proprio il suo scorrere) promuovendo i propri valori con coraggio e innovazione, guardando sempre al futuro. Oggi lo fa ancora una volta con questa nuova sfida, continuando a promuovere i principi e la pratica sportiva, generando un impatto positivo non solo a vantaggio dei tesserati, ma anche della società e della comunità in cui opera – ha sottolineato Filippo Pesce, vicepresidente di Asu -. Il mondo dello sport è infatti uno dei principali veicoli di valori positivi nella società. Se a ciò aggiungiamo valori come sostenibilità, rispetto per l’ambiente e inclusività, allora lo sport può diventare il miglior testimonial possibile per una società più giusta e consapevole. Desideriamo quindi generare valore reale, rafforzare il legame con chi ci sostiene e creare nuove opportunità, condividendo e promuovendo un modello sportivo sostenibile, attento e inclusivo. Nel farlo saremo accompagnati da numerosi partner, che non possiamo che ringraziare».

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ – Il Bilancio sociale integrato di sostenibilità è infatti uno strumento chiave per comunicare con trasparenza intenzioni, risultati e impatti, migliorando la gestione delle relazioni con gli stakeholder, la reputazione aziendale e le decisioni di investimento. La reportistica di sostenibilità fornisce dati e analisi essenziali per valutare le performance e aumentare la trasparenza su rischi e opportunità. Dal punto di vista tecnico, implica misurazione, comunicazione e accountability (responsabilità) rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile. La predisposizione del Bilancio sociale integrato di sostenibilità di Asu seguirà le indicazioni di metodo generale fornite dall’International Integrated Reporting Framework e beneficerà del supporto metodologico del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Udine. Come ha sottolineato Andrea Garlatti, professore ordinario di economia aziendale dell’Università degli Studi di Udine: «Viviamo da tempo in un mondo in cui tendiamo a calcolare il costo di tutto senza comprenderne il reale valore — umano, sociale, ambientale – di ciò che facciamo o produciamo. Il contesto si sta però rapidamente evolvendo verso una richiesta di esplicitare e comprendere il valore che le istituzioni realizzano per le persone ai vari livelli e profili: ritengo quindi che questa iniziativa di ASU sia non solo innovativa, ma anche di grande rilevanza come esempio».

LE ATTIVITÀ – L’ambizioso programma dell’Asu, denominato “Un futuro di sport responsabile”, si concluderà il 31 dicembre in collaborazione con numerose istituzioni del territorio attraverso diversi progetti innovativi, che si aggiungeranno al lavoro quotidiano dell’Associazione. Tra gli obiettivi principali c’è quello di promuovere una maggiore attenzione alle tematiche ambientali, anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli. In quest’ottica, c’era la previsione di acquistare contenitori ecologici per la raccolta differenziata, il cui utilizzo sarà accompagnato da attività formative interattive rivolte ai giovani atleti, realizzate attraverso Edugame e grazie alla partnership con Net Spa; relativamente all’importante sostegno della partecipata udinese Giandavide D’Andreis, vicepresidente di Net Spa ha affermato: «Siamo orgogliosi di affiancare Asu in questo importante percorso verso uno sport sempre più sostenibile, inclusivo e attento al territorio. Insieme a partner istituzionali di grande valore come Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Cafc, vogliamo contribuire a rendere la cultura della sostenibilità una componente naturale della vita sportiva quotidiana. Lo sport può e deve essere un alleato strategico nella transizione ecologica: Net è pronta a fare la sua parte con competenza, passione e spirito di servizio».
Un altro passo concreto verso la sostenibilità sarà rappresentato dalla distribuzione di borracce in alluminio, donate da Cafc, con l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica monouso all’interno delle strutture sportive. Ma l’iniziativa non si ferma qui. Durante l’estate, CAFC promuoverà anche attività formative e interattive rivolte ai giovani atleti, attraverso Edugame, un gioco virtuale che insegna in modo coinvolgente da dove proviene l’acqua e come prendersene cura. «Nella mission di Cafc – ha spiegato Fiorenza Campion, responsabile della comunicazione – c’è una forte attenzione all’educazione ambientale. Che si tratti di scuole o di ambienti sportivi, vogliamo sensibilizzare le nuove generazioni sul valore dell’acqua, bene prezioso e insostituibile. Donare una borraccia è per noi un gesto simbolico: rappresenta l’impegno concreto a offrire ciò che è autentico, vero, sostenibile».

LA FORMAZIONE – Il programma guarda anche alla formazione dei dirigenti sportivi, sostenendo la realizzazione di un corso, primo in Italia (intitolato: “ESG Sportplan: fondamenti per una guida etica e sostenibile delle Asd”), nell’ambito della Scuola dello Sport del Coni Fvg, grazie alla sponsorizzazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. «Questo progetto si inserisce pienamente nel percorso di crescita delle società sportive, in linea con quanto richiesto anche dalla recente riforma dello sport. Il mondo sportivo è in continua evoluzione e oggi è fondamentale cambiare approccio rispetto al passato. Iniziative come questa favoriscono una gestione più moderna ed efficiente delle società, portando benefici all’intero movimento. Siamo felici di essere partner di questa iniziativa di ASU che potrà essere messa a disposizione di tutte le realtà sportive del territorio, perché crediamo davvero che fare rete sia determinante per il futuro dello sport», ha detto Andrea Marcon, presidente del Coni Fvg. Al centro dell’iniziativa c’è, inoltre, la promozione della mobilità sostenibile: in collaborazione con il Comune di Udine erano previste campagne di sensibilizzazione rivolte ad atleti e famiglie per incentivare il car sharing e l’utilizzo dei mezzi pubblici negli spostamenti legati alle attività sportive.

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In copertina e all’interno gli intervenuti alla presentazione con il vicepresidente della Regione Fvg Mario Anzil.

Ausir, ecco le tre borse di studio del Premio Nicola Turello (sindaco di Pozzuolo) assegnate a Lorenzo Ciabelli, Giuseppe Marazza e Sara Zermano

La gestione più sostenibile del vetro e dei rifiuti urbani, il miglioramento qualitativo della distribuzione della risorsa idrica, l’impatto dei cambiamenti climatici sul sistema fognatura-impianto: la seconda edizione del Premio Nicola Turello istituito da Ausir ha premiato a Udine, in Aula Pasolini di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, tre laureati magistrali dell’Università di Udine. Lorenzo Ciabelli, Giuseppe Marazza e Sara Zermano si aggiudicano un premio di laurea di 2 mila euro ciascuno.


Il premio è intitolato alla memoria di Nicola Turello, primo presidente dell’Ausir ed ex sindaco di Pozzuolo del Friuli prematuramente scomparso ad inizio 2024. Ausir è l’Autorità unica regionale per il servizio idrico integrato e per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, un’Agenzia cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni della regione Friuli Venezia Giulia per l’esercizio delle funzioni pubbliche relative ad acqua e rifiuti. Ciabelli, laureato in ingegneria gestionale, ha vinto il premio con la tesi dal titolo: “Ottimizzazione della raccolta del vetro a Trieste: analisi ambientale e modellazione logistica”, mentre Marazza e Zermano, entrambi laureati in Ingegneria per l’ambiente, il territorio e la protezione civile, si sono aggiudicati il premio rispettivamente per la tesi “Sistema fognatura-impianto in relazione ai cambiamenti climatici: un caso studio” e “Modello di distribuzione della risorsa idrica con processo di clorazione: un caso studio in Medio Friuli”.
«Questi premi non sono solo un riconoscimento al merito accademico, – ha sottolineato il presidente di Ausir, Andrea Delle Vedove – sono un investimento nella capacità di portare soluzioni innovative, rigore scientifico e responsabilità civile dentro le scelte che riguardano l’ambiente, le infrastrutture e la gestione sostenibile delle risorse in ambiti strategici per il futuro ambientale della nostra regione. Spero che la figura di Nicola Turello possa accompagnare il percorso professionale di questi giovani come esempio di dedizione, competenza e impegno verso la comunità».

Nicola TurelloNicola Turello


Ognuna delle 17 tesi partecipanti è stata valutata per la rilevanza dell’argomento trattato, la fattibilità della proposta, l’originalità o contenuto d’innovazione e, infine, per il rigore metodologico applicato, la chiarezza e la correttezza espositiva. La commissione giudicatrice era composta dai professori Antonio Massarutto, Dipartimento di Scienze economiche e statistiche, Patrizia Simeoni, Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, e Pier Marco Rosa Salva, Dipartimento di Scienze economiche e statistiche.
«Come presidente dell’Ausir, Nicola Turello aveva avuto modo di avviare numerose collaborazioni con il nostro Ateneo, e riteniamo doveroso ricordarlo con questa iniziativa – ha commentato il professor Alessandro Gasparetto, direttore del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura -. Sono state premiate tesi di laurea innovative che riguardano la sostenibilità ambientale, tematica di notevole rilevanza per la nostra Regione, e a cui l’Università di Udine ha conferito una collocazione centrale all’interno del proprio piano strategico. Vivissime congratulazioni ai tre vincitori, per i quali auspichiamo un brillante percorso professionale ispirato ai principi della sostenibilità, studiati e applicati nelle loro tesi di laurea».

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In copertina e all’interno i tre giovani premiati con il riconoscimento dell’Ausir.