Ma quanti parlano la lingua friulana! Sono in 444 mila a usarla attivamente. Gli ultimi tre giorni con la “Setemane”

La lingua friulana è oggi parlata attivamente da 444 mila persone (corrispondente a oltre metà della popolazione residente nei Comuni dichiaratisi di lingua friulana del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale), che salgono a circa 700 mila (ossia 9 persone su 10) considerando coloro che anche solo la comprendono. Le aree con le percentuali più alte di utilizzo attivo del friulano sono il Friuli centrale, l’area Collinare e la Carnia. In sostanza, per la grande maggioranza delle zone indagate, il friulano è parlato da almeno una persona su 2 e una su 4 potrebbe riattivare la sua competenza in friulano se incoraggiata all’uso. Anche città quali Udine, Pordenone e Gorizia rivelano positive sorprese.


La generale apertura al plurilinguismo, considerato un grande vantaggio da oltre il 56%, e il desiderio di migliorare la conoscenza della lingua friulana, che riguarda il 63% degli intervistati, sono segnali altrettanto interessanti. Così come il suo uso nelle nuove forme di comunicazione digitale, quale codice adatto all’immediatezza relazionale. I dati rappresentano i principali risultati dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe”, realizzata nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025, per comprendere e analizzare l’utilizzo del friulano e delle altre lingue parlate in Friuli. Sostenuta dalla Regione Fvg e realizzata con il contributo dell’Arlef, l’indagine è stata condotta da Ires Fvg e Forskningscentrum för Europeisk Flerspråkighet. Tra aprile e giugno 2023 sono state raccolte oltre 4.300 interviste, in 178 Comuni tramite la compilazione di un questionario. Il campione di indagine coinvolto ha un’ampia rappresentatività di genere e fasce d’età, grazie al coinvolgimento di ben 74 istituti comprensivi che, con il supporto degli insegnanti, hanno contribuito a diffonderlo nelle famiglie.
I ricercatori sono ora impegnati nell’analisi complessiva della grande mole di dati raccolti, con l’obiettivo di renderli completamente fruibili al pubblico entro la fine dell’anno. Emergono però già molti spunti di riflessione interessanti, primo fra tutti che la lingua friulana è presente in maniera ancora rilevante sulla gran parte del territorio friulano ed è parte fondamentale del patrimonio linguistico e culturale del Friuli.

Un grande senso di identità – Il senso di appartenenza e l’identità friulana si affermano in modo netto nella maggior parte delle areeprese in considerazione: il 52% del campione afferma di sentirsi “molto” friulano, percentuale che sale al 75% se si considera anche chi dichiara di esserlo “abbastanza”. L’indagine mostra poi l’esistenza di un terreno ideologico favorevole, rappresentato dal netto e generale miglioramento degli atteggiamenti verso il friulano, considerato come un codice simbolico e identitario. Al di là dei territori extracittadini, dove il friulano è da sempre utilizzato in maniera più diffusa, interessante è il dato dei parlanti attivi nelle tre città principali del Friuli: Udine, Pordenone e Gorizia. In particolare, per Gorizia e Pordenone, l’indagine rileva una situazione ben più positiva di quella attesa: se a Udine parla il friulano il 40% degli intervistati, a Gorizia il 23% e a Pordenone il 18%; a comprenderlo poi sono rispettivamente l’82%, il 73% e il 55%.

I cittadini chiedono più investimenti per la “marilenghe” – Da sottolineare anche la positività dei cittadini verso l’utilizzo dei soldi pubblici in attività in sostegno al friulano. È stato chiesto di dichiarare quanti euro, tra quelli pagati già in tasse, ritenessero adeguati per finanziare misure di sostegno: è favorevole ben il 77%, con una media di 22 euro pro capite, circa quattro volte quanto attualmente investito su base annua per tali misure.

In famiglia il friulano tiene – Le percentuali dicono che il friulano è una lingua ancora viva nella comunità: risulta maggioritaria tra quelle parlate dai genitori dell’intervistato (51%); mentre con la madre parla in friulano ben il 44% degli intervistati, stessa percentuale con il padre. Da sottolineare poi che il 79% degli intervistati ritiene che l’uso di più lingue in contesto familiare non ostacoli l’apprendimento scolastico, anzi che rappresenti un vantaggio. L’auspicio di una maggiore presenza del friulano nelle scuole interessa l’ampia maggioranza, quasi il 70% – si dichiara favorevole anche il 59% degli intervistati nel Veneto orientale – confermando le percentuali rilevate costantemente nelle scuole del Friuli per quanto riguarda la scelta dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana per i propri figli.

Più friulano nei media e nella Pa – Venendo alla comunicazione, emerge che l’uso del friulano è più diffuso sulle piattaforme di messaggistica istantanea, dove ad esempio una persona su 4 utilizza la lingua friulana nei messaggi vocali, e le percentuali di ascolto del friulano online sono maggiori di quelle di lettura e scrittura. Gli intervistati considerano il friulano un codice adatto all’immediatezza comunicativa, testimoniando positivamente la presenza della lingua in un dominio così diffuso. Indagando il settore della pubblica amministrazione, emerge che l’uso del friulano deve ancora affermarsi pienamente negli uffici pubblici e nei rapporti con l’amministrazione comunale, anche se il 42% del campionelo indica tra le lingue ufficiali “auspicabili” in ambito amministrativo locale. È un riconoscimento implicito della percezione del prestigio della lingua friulana, ulteriore segnale che non vi è pregiudizio verso il suo utilizzo anche in ambiti ritenuti “alti” e riprova dell’indebolimento dello stereotipo che vede le lingue minoritarie come inadatte ad ambiti diversi da quello strettamente familiare.

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Intanto, ultimi giorni con la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana (oltre 200 appuntamenti in totale) fino a domenica. Al centro del programma della giornata odierna convegni a ricordo di importanti personalità.
A Udine, palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, alle 18 e online su www.setemane.it convegno “Intorno alla figura di Antonio Bartolini” Il convegno intende illustrare la figura del bibliofilo e bibliografo Antonio Bartolini (1746-1824), inserendolo nel contesto udinese dell’epoca. Intervengono Liliana Cargnelutti (Antonio Bartolini e l’Ordine di Malta), Cristina Moro (Una vita per i libri: il conte udinese Antonio Bartolini) e Paolo Pastres (Antonio Bartolini e le arti figurative). Coordina Fabiana Savorgnan di Brazzà.


Sempre a Udine, alle 20, al Cinema Visionario, incontro e proiezione “La voce di Turoldo e della sua terra”. La serata, promossa dal CEC e dalla Mediateca “Mario Quargnolo” del Visionario, prevede la proiezione del documentario, realizzato dall’Associazione musicale e culturale “Armonie” in collaborazione con il Centro Studi Turoldo e con l’apporto di studiosi. La proiezione sarà accompagnata dall’autrice Chiara Grillo e sarà seguita da una performance canora dal vivo della Cantoria “Santo Stefano” di Gradisca di Sedegliano, che quest’anno festeggia i 120 anni di attività; saranno eseguiti due brani su testo di Padre Turoldo, in friulano, e l’inno del Friuli.
Altri appuntamenti udinesi, alle 16, ancora a Palazzo Mantica la conferenza storica “Eustachio Celebrino e il mancato diluvio del 1524”, con Mario Turello. Al Museo Etnografico del Friuli ale 16 visita guidata alla mostra “Latte, mleko, milk”. Alle 18 alla Biblioteca Civica Vincenzo Joppi conferenza “Parto e lasciovi l’anima mia – Maria Savorgnan, un amore letterario del Rinascimento”. Incontro promosso dall’International Committee Romeo and Juliet in Friuli al fine di presentare lo stato attuale delle ricerche su Maria Savorgnan, protagonista di un’intensa e avventurosa storia d’amore con Pietro Bembo negli anni 1500-1501, testimoniata dalle 154 lettere segrete che i due si scambiarono. Cremasca trapiantata in Friuli, Maria sbalordì, con la sua elevata consapevolezza letteraria e il suo spirito intraprendente, i letterati del Novecento che scoprirono le sue missive. Anche le sue figlie ricevettero omaggi letterari: a Lucina Savorgnan, per esempio, fu dedicata la prima versione della storia di Giulietta e Romeo. Introduce Ugo Falcone, relaziona Gregorio Grasselli.
A Feletto Umberto, nella sala del Consiglio comunale di Tavagnacco, alle 18 convegno “Egidio Feruglio, geologo tra Friuli e Patagonia”. Illustrazione biografica e scientifica del geologo di Feletto Egidio Feruglio (1897- 1954) nei 70 anni della morte, proposta dal Centro Culturale “Settetorri per il Terzo Millennio”, con particolare riferimento agli studi e alle ricerche eseguiti in Friuli, Italia ed Argentina. Interventi di Javier Grossutti e Umberto Sello. Letture di Danilo D’Olivo. Partecipa Diego Lucchini, sindaco del Consiglio Comunale Ragazzi del Comune di Tavagnacco. Modera Stefano Urbano.
A Carpacco di Dignano al via e fino al 19 maggio il Festival delle Filande, promosso dall’Associazione Heritage in FVG. Il 17 maggio seminari, laboratori, cerimonia di apertura e alle 19.45 nel centro polifunzionale spettacolo teatrale “Filanderis” con Pauli Nauli, Milvia Morocutti, Rossana Di Tommaso e alla armoniche Luigino Squalizza e Giulio Ciccone.
E ancora a Buja, alle 20.30, presentazione del romanzo di Sergio Sarti “Fino all’alba”, edito da Aviani & Aviani, che il Circolo Culturale Laurenziano presenta nel 20° anniversario della scomparsa dell’intellettuale, il quale fu anche partigiano nella divisione Osoppo. Relaziona Paolo Strazzolini.
A Forgaria nel Friuli, alle 20.30, al Curnin Bar prima serata del ciclo “oltre i confini: un viaggio attraverso culture e paesaggi”. Eros Viel presenterà il suo “To(u)riolón” – cronache vagabonde” in cui viene raccontato il girovagare in bicicletta in vari luoghi del Friuli.
Ad Arta terme alle 20.30 incontro “L’altra diga di Luigi Candoni”, in Sala Talotti in Comune. Nel 50° anniversario della scomparsa del drammaturgo carnico (1921-1974) e a 61 anni dal disastro del Vajont, l’Associazione culturale “Luigi Candoni” propone una conferenza con Marc Vezzi, proiezione di documenti tratti dagli Archivi Candoni e Bortolotto e immagini delle rappresentazioni dell’opera dall’archivio Teatro Orazero Padova. Lettura scenica di estratti dai testi L’altra diga di Luigi Candoni e Frana allo scalo nord di Ugo Betti, con Chiara Donada e Giuliano Bonanni.
A Rive d’Arcano alle 20.30 in sala consiliare l’Associazione Latteria Rive d’Arcano propone un incontro con Romano Vecchiet, autore del volume “Quel lento viaggio in collina Storia del tram Udine- Fagagna-San Daniele” edito da Corvino edizioni. Dialoga con l’autore Cristina Noacco.
A Sutrio alle 20.30 in sala polifunzionale “Antîc al è il cûr”: Elisabetta Zambon presenta il libro di poesie del maestro Gianni Moroldo (Samuele Editore), mentre a Joannis di Aiello del Friuli alle 20.30 la Commissione comunale di storia di Aiello del Friuli propone un ricordo di Antonio Deluisa (1906-2004), insegnante, scrittore e poeta nato a Joannis. Ne parleranno Ferruccio Tassin (La figura di Antonio Deluisa), e Stefano Perini (La famiglia Deluisa di Joannis).
A Cividale, alle 20 all’ex convento di San Francesco “L’ombra del Matajur. Le valli del Natisone tra realtà e illusione. Racconti di confine”. Presentazione del libro di Giuliano Citti (Kappa Vu), una raccolta di tredici racconti, graffianti frammenti di vite di uomini e donne che vissero e che ancora vivono in quella terra chiamata Benečija. Con l’Associazione Genealogica del Friuli Venezia Giulia.
Prosegue la rassegna anche nel Friuli orientale. Venerdì 17 maggio a Cormòns alle 21 all’azienda agricola Gradnik si terrà la lettura teatrale musicale “Libars di scugnî lâ”. Gli “AccorDos”, Sara Rigo e Alessio de Franzoni – con le proprie armoniche suonano il repertorio di musiche tradizionali folcloristiche legate al tema del viaggio e della migrazione. Una iniziativa degli Amîs de Mont Quarine, dentro al festival itinerante “Dialoghi”.
Online sul sito www.setemane.it alle 21 concerto “Da font de mê anime
Cjants di glesie “a la vecje” in ricuart di pre ’Sef Cjargnel”.
Sempre online proseguono le proiezioni alle 15 su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Il 17 maggio spazio al Gruppo Folkloristico Caprivese “Michele Grion” – Capriva del Friuli; Gruppo Folkloristico Danzerini di Lucinico – Lucinico.

Prosegue, infine, la Setemane pai fruts e pai fantats. Nelle scuole di Forni Avoltri dal mattino la Fraie dai Fruts, la festa dei bimbi della Filologica all’interno della “Fraie de Vierte”, la festa di primavera della società stessa. A Cordovado alle 17 in biblioteca civica invece “Letture e caccia al tesoro in friulano” con il poeta Giacomo Vit e le lettrici di Racconti…amo.

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In copertina, la bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine; all’interno, gli autori dell’indagine promossa dall’Arlef e palazzo Mantica sede della Filologica.

“Setemane de culture furlane”, quanti appuntamenti in programma anche oggi!

Prosegue la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana. Oggi, focus su alcune importanti personalità della cultura friulana. A Palazzo Mantica di Udine, sede della Società Filologica Friulana, alle 18 in presenza e online su www.setemane.it, la conferenza “Fabio di Maniago storico dell’arte e viaggiatore”, a 250 anni dalla nascita del grande studioso autore della “Storia delle belle arti friulane”, pubblicata a Venezia nel 1819. In questo evento vengono raccontati i suoi viaggi in Italia e nel resto d’Europa, che narrò nelle lettere inviate al cugino Cinzio Frangipane (Archivio Frangipane, Joannis di Aiello). Relatrice è Caterina Furlan, incontro promosso dall’Associazione Udinese Amici dei Musei e dell’Arte.
Don Pier Antonio Bellina, sacerdote e grande protagonista della cultura friulana tra Novecento e inizio anni Duemila, verrà ricordato nella sesta edizione del convegno a lui intitolato quest’anno “Pre Toni e il Creât” a Basiliano (dove fu parroco a Villaorba) con il Grop Amîs di Pre Toni, Glesie Furlane e il Comune. Intervengono Angelo Floramo e Angelo Vianello moderati da Gottardo Mitri. Appuntamento alle 20.30 in sala consiliare.
Jacopo Pirona, l’autore del primo e più celebre vocabolario friulano, sarà ricordato nella sua Dignano al Tagliamento nella casa natale in via Garibaldi. Alle 17 laboratorio per i più piccoli con Docuscuele e alle 18 presentazione del terzo numero de “I Cuaders dal Docuscuele” a lui dedicato con le autrici Donatella Bello ed Enza Purino. Alle 19 visita guidata alla casa con Emanuele Cojutti.
A Budoia nella sala conferenze dell’ex latteria, alle 18, conferenza su Giuseppe Lozer a 50 anni dalla morte, straordinaria figura di prete e protagonista della cooperazione locale a Torre di Pordenone, ma originario proprio di Budoia. Intervengono Fabio Metz (L’uomo Giuseppe Lozer) e Alessandro Fadelli (Budoia alla fine dell’Ottocento. Introduzione storica). Presenta Anna Ulian. Nella vicina Stevenà di Caneva presentazione alle 20.45 in Villa Fovra della guida letteraria “Ciclonugae – Sui pedali tra le pagine del Friuli”. L’opera in due volumi di Alberto Pavan (Prospero editore) propone nove itinerari di viaggio alla scoperta del Friuli, ispirati dalle pagine più intense e significative degli scrittori legati a quei luoghi. L’autore dialogherà con Stefania Miotto.
Spazio anche per un appuntamento fuori dai confini nazionali. A Capodistria (Slovenia) oggi si terrà, infatti, uno dei convegni più rilevanti della rassegna, quello dedicato all’Irradiazione del veneziano nell’Alto Adriatico: un momento di riflessione in collaborazione con l’Università del Litorale sulle relazioni tra le lingue e i dialetti di quest’area nell’ambito del progetto Valta – Veneto nell’Alto Adriatico. Appuntamento alle 10 alla Comunità degli italiani.
A Gorizia sempre oggi concerto sulla strage di Peteano intitolato Maggio 1972: alle 20.30, in Casa Ascoli, spettacolo ispirato a “Silvie te catedrâl di Taragone” di Gianluca Franco, premio San Simon 2018. Evento assieme all’associazione Sunraulis di Capriva del Friuli.
Tra gli altri appuntamenti a Palazzo Mantica a Udine, alle 16, conferenza su Vini e bovini in epoca romana a Moruzzo. Maurizio Buora e Massimo Lavarone presentano i risultati più significativi degli scavi archeologici condotti dalla Società Friulana di Archeologia per conto del Comune di Moruzzo in località Muris. A Venzone alle 17 visita guidata nel Duomo con l’architetto Loris Sormani dell’Associazione Amici di Venzone. Ad Aquileia “Bêf e tâs! Bevi e taci! Bibe et claudi!” incontro con degustazione alle 17.30 nell’Azienda Vini Brojli con il Gruppo Archeologico Aquileiese. Intervengono Alviano Scarel (Il vino dei romani), Silvia Blason (Il vino nella medicina dei romani) e Giovanna Motta (I mostaccioli ovvero “mustaceos sic facito”) – evento su prenotazione. A Trieste alle 18 alla Società Alpina delle Giulie l’omaggio all’alpinista Julius Kugy nell’80mo anniversario dalla morte. Cervignano del Friuli ospita dalle 18 nella Casa della Musica, Largo Bradaschia le due parti di una conferenza con proiezione: “Una donna e la guerra. La tragica storia di Adelaide Modena” e “Il decano Giuseppe Maria Camuffo e la nipote Caterina, due vittime dell’odio nazionalista”. A cura di Associazione Cervignano Nostra. Intervengono Adriana Miceu e Ferruccio Tassin. Letture di Addis della Torre Valsassina e Tullio Svettini. Saranno collegati in streaming Lucia Gangale, regista e sceneggiatrice del filmato, e il sindaco di Celle San Vito (Foggia). Domani 11 maggio seguirà una visita guidata a Borgo Modena (ore 10.30) e a Villa Chiozza (ore 11) a Scodovacca, con l’accompagnamento di Adriana Miceu e Michele Tomaselli.
Spilimbergo nello stesso giorno, alle 20.30, al teatro Miotto accoglierà il concerto “Un mosaico di parole e note”. Incontro promosso dal Comune di Spilimbergo per presentare il volume Un mosaico di parole e note a cura di Sandra Lenarduzzi e Paolo Scodellaro, edito dall’Associazione musicale “Bertrando di Aquileia” di San Giorgio della Richinvelda. Il volume raccoglie le musiche originali, le strumentazioni e orchestrazioni dello storico direttore artistico Olinto Contardo su testi di Novella Cantarutti. Interventi musicali del coro e dell’orchestra diretti dal maestro Paolo Scodellaro. Musica anche ad Artegna alle 20.45 con il concerto Note tra le righe nel Teatro Monsignor Lavaroni. Sul palco il gruppo folk Braul e il suo ultimo album. Con Gabriella de Cesco (voce), Giacomo Traina (chitarra, bouzouki, voce), Sonia Altinier (violino), Romano Todesco (fisarmonica), Andrea Gaspardo (basso elettrico), Claudio Mazzer (percussioni, flauti, bouzouki, voce).
A Pordenone presentazione del documentario, della Cineteca del Friuli, Vajont 60 alle 20.45 in Cinemazero. Introduce lo storico Carlo Gaberscek, autore del libretto che accompagna il dvd dedicato alla tragedia del Vajont. A Ronchis alle 21 inaugurazione della mostra sulla coltivazione del riso nella Bassa friulana nella sala della Protezione civile.
A Tarcento con le Biblioteche del Sistema Bibliotecario del Friuli, alle 18, in biblioteca civica “Non sarà l’alba”, presentazione del romanzo giallo della scrittrice udinese Alessandra Zenarola, Solfanelli Editore. Online anche il secondo appuntamento, dedicato ad Aurora Zanchetta, con il progetto Altris Feminis – produzione Agherose: stasera alle 20.30 su www.setemane.it.  Sempre online al via le proiezioni, alle 15, su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Oggi spazio a Gruppo Folcloristico Holzhockar – Sappada; Gruppo Folcloristico “Is Gùldana Péarl” – Timau. Alle 21 sempre online sul sito della manifestazione “A li bandieris” video della omonima canzone del gruppo musicale friulano Vididule.

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Prosegue anche la La Setemane pai fruts e pai fantats dedicata ai più giovani. Oggi al Teatro Cinema Miotto di Spilimbergo, alle 10, “Sui luoghi di Novella” dedicato a Novella Cantarutti, mentre a Dignano il citato laboratorio “Claputs” in casa Pirona, alle 17.

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In copertina, Palazzo Mantica a Udine sede della Società Filologica Friulana.

La Setemane de culture furlane oggi al via con 200 appuntamenti e l’omaggio a Michele Gortani il geologo umanista

Al via la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana con oltre 200 appuntamenti dal 9 al 19 maggio. Tra i vari appuntamenti della giornata inaugurale, da segnalare a Udine, a palazzo Mantica sede della Sff, l’evento di avvio alle 16 con la presentazione del video documentario “Territorio e folclore” (in contemporanea in diretta streaming su www.setemane.it). L’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia promuove un nuovo documentario che presenta i gruppi folcloristici regionali e le località in cui ciascuno di essi è stato fondato e svolge, prevalentemente, la propria attività. Intervengono Claudio Degano, Romano Polonia, Susi Bragagnini, Mike Tessari e Diego Minisini. Ogni giorno sul citato sito della manifestazione, alle 15, saranno trasmessi due nuovi filmati di altrettanti gruppi.

Michele Gortani

Sempre online su www.setemane.it (alle 21 di oggi), l’omaggio a “Michele Gortani, il geologo umanista”: questo il titolo del video, a cura di Mattia e Paolo Comuzzi, realizzato in occasione del 60° anniversario del Museo Gortani di Tolmezzo. Raccoglie le testimonianze delle persone che hanno conosciuto e collaborato con Michele Gortani e ne traccia la figura. Gortani, fra i più importanti geologi italiani, fu deputato e poi senatore e a lui si devono i commi agli articoli 44 e 45 della Costituzione in favore della montagna e dell’artigianato e la “Legge per la montagna” del 1952. Ne emerge, con spiccata chiarezza, il ritratto di un uomo multiforme e poliedrico, che gioca su più fronti: su quello più naturale della “Piciule Patrie”- la Carnia e il Friuli -, ma anche su quello della nazione, l’Italia, e del mondo rappresentato dalla scienza globale di cui fu un importante e riconosciuto esponente.
A Zoppola invece, alle 20.30 di stasera, al centro giovanile Pasquini, presentazione di “Antonio Panciera, patriarca e cardinale”, secondo volume della collana “Zoppola illustre”. Nell’incontro promosso dal Comune e dalla Pro Loco Zoppola, Stefano Aloisi dialoga con l’autore Luca Gianni. Antonio dei Conti Panciera di Zoppola (1350-1431) fu Patriarca dei Friuli nei tumultuosi anni che precedettero la conquista veneziana. Fu un personaggio di raffinata cultura e un abile politico.
Sempre oggi, a Palazzo Mantica a Udine, alle 18, incontro “Sunìn par furlan” sui 160 anni della Filarmonica di Pozzuolo. A San Giovanni del Natisone con le Biblioteche del Sistema Bibliotecario del Friuli alle 18.30, a villa De Brandis, “Il cjasâl dai animâi”, traduzione in friulano di Luca De Clara dall’originale La fattoria degli animali di George Orwell, Edizioni Kappa Vu. Con letture dal vivo di Claudio Moretti. A Casarsa Erika Adami presenta il libro Feminis Furlanis Fuartis, alle 20.30, nella biblioteca civica Naldini, con le testimonianze di tre donne friulane della cultura e dell’imprenditoria. A Fauglis di Gonars alle 20.30 al Centro civico “Sicurerei air lizêr” presentazione della raccolta di poesia di Laurin Zuan Nardin con Angelo Floramo e le lettura di Luisa Graffiti. A Romans d’Isonzo, alle 20.30, al Centro culturale di Casa Candussi-Pasiani la conferenza “19 novembre 1616 – incursione a Romans” in cui Alberto Prelli parlerà del suo libro “Palma e Gradisca in guerra” aprendo uno scorcio sulla vita dell’epoca.
Online anche il primo appuntamento, dedicato a Lidia Vattolo, con il progetto Altris Feminis – produzione Agherose: il 9 maggio alle 20.30 su www.setemane.it.
Per le uscire sul territorio, prima tappa Sul cammino di San Cristoforo con Montagna Leader e i Comuni del Cammino. A Pordenone il 9 maggio con partenza alle 18 dal Ponte di Adamo ed Eva.

Inizia anche la La Setemane pai fruts e pai fantats dedicata ai più giovani. Oggi, nella Biblioteca di quartiere “Udine Sud”, alle 17, l’Ora delle storie, con letture in friulano per bambine e bambini dai 4 ai 6 anni. A Paularo da oggi al 13 maggio alle 9 durante le lezioni dell’Istituto comprensivo Linussio Matiz i racconti dei nonni alle giovani generazioni. Racconti in friulano per i più piccoli anche a Gonars, Muzzana del Turgnano e Carlino.

In viaggio con Pietro Mastromonaco questa sera alla Biblioteca di Nimis

(g.l.) Appuntamento con un invitante libro di viaggi oggi, alle 19, alla Biblioteca comunale di Nimis, diretta da Angelika Pfister. All’aperitivo letterario sarà infatti presentato il volume di Pietro Mastromonaco dal titolo “Attesa alla stazione” edito da L’Orto della Cultura. Il tutto avviene nell’ambito della rassegna “Aspettando la notte dei lettori”.
«Il viaggio nella tranquillità di uno scompartimento, immersi nella lettura di un libro o di un giornale, le lunghe attese in stazione aspettando una persona cara, gli incontri inaspettati con una donna, lo scorrere di un paesaggio lineare fuori dal finestrino, sono tutte esperienze – si legge in una breve presentazione – che costellano questa sorprendente raccolta di otto racconti di Pietro Mastromonaco legati tra loro da un filo rosso comune: il treno». «Accanto e assieme all’io narrante, che prepotentemente afferma la propria vitalità e le proprie esigenze esistenziali con diffuso e insistito realismo – il treno diventa il coprotagonista effettivo (e affettivo) di queste storie. Lo accompagna per esaltare le sue emozioni, per accentuare il dolore di una perdita o di un inaspettato distacco, per alimentare il vizio del gioco (…), fino a diventare non solo l’ambientazione passeggera per un viaggio per quanto lungo o avventuroso o quotidianamente ripetuto, ma la stessa casa su ruote che un eccentrico intellettuale o degli homeless metropolitani scelgono come dimora perfetta per la propria vita», scrive invece nella postfazione Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine. E, allora, buon viaggio con Pietro Mastromonaco!

Udine “capitale” del Vespa Club d’Italia: oggi e domani c’è il Congresso nazionale con gita tra lo Schioppettino di Prepotto

Brand iconico del Made in Italy, simbolo dell’emancipazione femminile e del boom economico del nostro Paese, la Vespa è divenuta, sin dall’anno della sua produzione, emblema della libertà di movimento, del divertimento e dello svago. Caratteristiche che mantiene tutt’oggi, forte di un seguito importantissimo di amanti di questo mezzo di locomozione che ha attraversato più di 70 anni di vita italiana: 90 mila sono gli iscritti ai club in tutta la Penisola, i cui presidenti e vicepresidenti, da Siracusa a risalire lungo tutto lo Stivale, saranno presenti a Udine oggi e domani, trasformando la città in importante vetrina per la promozione dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Uno storico raduno di vespisti a Udine.


Sono alcuni dei concetti che ha espresso l’assessore regionale al Turismo e alle Attività produttive, intervenuto alla presentazione del 75° Congresso nazionale del Vespa Club d’Italia, evento che si terrà nel capoluogo friulano negli spazi del teatro del Centro culturale delle Grazie di via Pracchiuso. Si tratta del primo Congresso nazionale organizzato a Udine, col fondamentale supporto del Vespa Club Udine, una realtà quest’ultima (già Gruppo vespisti friulani) che ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo del movimento vespistico, già a partire dal 23 ottobre del 1949 quando a Viareggio si riunì il congresso formativo del Vespa Club Italia.
L’esponente dell’Esecutivo regionale ha sottolineato l’importanza di eventi come quello illustrato per la promozione del nostro territorio a livello nazionale: assieme ai referenti dei club, raggiungeranno Udine anche le loro famiglie e molti loro amici, con una ricaduta positiva pure per le attività economiche. Ha ricordato poi come la Vespa sia un mezzo che rimane nel cuore di molti, a tutte le età, che oggi permette in particolare di apprezzare e far conoscere il nostro territorio in modalità slow.
Durante l’illustrazione del programma della due giorni – che prevede visite alla città in sella all’iconico veicolo e una gita fuori porta a Prepotto, alla scoperta dei vini del territorio e in particolare del famoso Schioppettino – è stato anche svelato il poster realizzato per il Congresso nazionale che ritrae cinque donne alla guida della Vespa: una scelta che vuole mettere in risalto l’emancipazione femminile rappresentata anche dalla libertà di movimento che incarna questa storica “due ruote”. Le attività sul territorio regionale previste per la due giorni vedranno attuazione al claim “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Il Festival AreaDanza alla ricerca di assistenti alla logistica under 35

La Compagnia Arearea di Udine sta cercando quattro assistenti per supportare l’organizzazione e la logistica di AreaDanza: il festival di danza urbana che da 15 anni ha come obiettivo primario la valorizzazione degli spazi storici e urbani del Friuli Venezia Giulia attraverso il linguaggio della danza e della performance site-specific. L’evento, per la sua nuova edizione sarà arricchito anche da “Creative, Local, Dance!”, progetto di creazione di performance site-specific nate dall’incontro con i locali storici di Udine e Venzone.
MANSIONI – Le persone selezionate – nelle giornate del 22 e 23 giugno a Udine e Venzone e il 1°, 5 e 6 luglio a Udine – si occuperanno di supportare l’organizzazione generale del festival, dell’assistenza nella pianificazione e nell’esecuzione degli eventi programmati, dell’assistenza logistica alle compagnie ospiti e ai partecipanti al festival, della gestione della biglietteria.
REQUISITI – Fra i requisiti richiesti ci sono il domicilio e/o la residenza in Friuli Venezia Giulia e un’età massima di 35 anni, oltre a una buona conoscenza dell’inglese. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.arearea.it
CANDIDATURE – Gli interessati possono inviare il proprio curriculum vitae e una lettera di presentazione entro il 30 aprile prossimo all’indirizzo info@arearea.it. I candidati che supereranno la prima fase di selezione saranno invitati alla seconda fase di colloqui entro il 5 maggio. I colloqui avranno luogo tra il 6 e il 10 maggio. L’esito dei colloqui sarà reso noto entro il 15 maggio successivo.

Per ulteriori chiarimenti o informazioni, contattare all’indirizzo info@arearea.it oppure al numero +39 345.7680258.

La nascita tra mito, filosofia e attualità domattina al Teatro San Giorgio a Udine

La nascita tra mito, filosofia e attualità è il tema dell’incontro Nascere e far nascere nell’età della tecnica, in programma domani 21 aprile, alle 11, al Teatro San Giorgio, a Udine. L’appuntamento si inserisce nella rassegna “Filosofia in città. Pensare il presente”, curata dalla Società Filosofica Italiana – Sezione Fvg Aps, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. A confrontarsi, da prospettive diverse, saranno le filosofe Rosella Prezzo ed Eleonora de Conciliis, moderate da Beatrice Bonato.
Partendo dal suo recentissimo saggio, Trame di nascita. Tra miti, filosofie, immagini e racconti (Moretti & Vitali, 2023), Rosella Prezzo illustrerà, anche attraverso una carrellata di immagini sorprendenti, i modi in cui l’evento della nascita è stato rappresentato e simbolizzato. Con Eleonora de Conciliis, autrice del recente “Sloterdijk Suite. Espansione e riduzione dell’umano” (Meltemi 2023), l’analisi si sposterà quindi sulle modificazioni della nascita in un’epoca in cui le tecniche della riproduzione consentono di separare la gestazione dal corpo materno, di scomporre la madre in più figure.
Temi, questi, che a loro volta suscitano altre domande. Per esempio, cosa significa per le donne questa metamorfosi in corso? E, per noi esseri umani in generale, cosa significa l’idea di poter dissociare la nostra origine dal legame con il corpo materno? L’ingresso è gratuito. Per le prenotazioni, scrivere a sfifvg@gmail.com

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In copertina, l’ingresso del Teatro San Giorgio a Udine.

Imprese, sostenibilità integrale dell’Esg tra sfide e opportunità, un seminario a Udine con Confcooperative Alpe Adria

Organizzati da Confcooperative Alpe Adria, con il sostegno della Camera di Commercio Pordenone Udine, oggi e domani saranno due giorni intensi di approfondimento e riflessione sugli obiettivi, le sfide e le opportunità degli Esg (ambiente, sociale, governance: i tre pilastri della sostenibilità aziendale) per le imprese. Durante la due giorni, che si terrà a Udine (Terminal Nord), nella sede di Confcooperative, i tecnici di NeXt Economia, alterneranno momenti di formazione ad altri di laboratorio al fine di approfondire i concetti fondamentali legati alla sostenibilità integrale Esg e quelli che coinvolgono l’inquadramento e la valutazione del modello di business delle aziende.
Infatti, il ciclo seminariale è rivolto principalmente ai dirigenti, ai dipendenti e agli imprenditori interessati al tema della sostenibilità integrale, proposta in maniera stringente dal legislatore comunitario e che pure in Italia, nei prossimi anni, coinvolgerà migliaia di aziende. Si sa, inoltre, che pure i consumatori sono sempre più consapevoli dell’impatto delle loro scelte d’acquisto e preferiscono marchi e aziende che dimostrino un impegno serio verso la sostenibilità e l’etica. Infine, una nuova attenzione deriva dal mondo degli investitori che stanno sempre più considerando i fattori Esg nei loro criteri decisionali, poiché riconoscono che le pratiche sostenibili e responsabili possono influenzare la redditività a lungo termine degli investimenti.
Sta alle aziende, singole o associate, saper cogliere le nuove opportunità di business associate a una migliore reputazione, accesso al capitale e fiducia degli investitori e dei consumatori.

In friulano il saluto dell’arcivescovo Mazzocato che dopo quindici anni lascia la Chiesa udinese: “Tornerò per riposare in questa Cattedrale con i predecessori”

(g.l.) Ultima celebrazione ieri pomeriggio, in una Cattedrale gremita, dell’arcivescovo emerito Andrea Bruno Mazzocato in procinto di lasciare Udine dopo quasi quindici anni di apostolato. Il presule ha presieduto, infatti, la Messa di commiato dal Friuli, presenti decine di sacerdoti con i vertici della Chiesa udinese: in Duomo è stato accolto dall’arciprete Luciano Nobile e dal vicario generale Guido Genero. Mazzocato, che ora ricopre il ruolo di amministratore apostolico, cederà il testimone il 5 maggio al nuovo titolare dell’Arcidiocesi dei Santi Ermacora e Fortunato al suo successore monsignor Riccardo Lamba.


Il solenne rito – come informa una nota dell’Arcidiocesi, una delle più vaste e importanti d’Italia – è stato animato dalla Cappella musicale del Duomo che al termine della celebrazione ha intonato il Te Deum, in segno di ringraziamento a Dio per quanto fatto da monsignor Mazzocato durante la sua permanenza nel capoluogo friulano. «Amerò sempre la Chiesa di Udine. Riposerò in questa Cattedrale accanto ai miei predecessori», ha concluso la sua omelia aggiungendo: «La Chiesa di Udine resterà comunque la mia Chiesa da amare e da aiutare, pur con una certa distanza fisica». Inattesa, ma graditissima, la conclusione dell’omelia, pronunciata in friulano. Una lingua che l’arcivescovo Mazzocato ha cercato fino all’ultimo di portare al riconoscimento liturgico, con l’approvazione del Messale romano in friulano mancata per un soffio lo scorso novembre. «Cjars fradis e sûrs, gracie di cûr pai agns che la providence nus à regalât di vivi insieme e mandi a ducj, tal non dal Signôr», ha concluso tra gli applausi.
La guida di monsignor Mazzocato è stata preziosa e ha seminato tanto di positivo nella società friulana, in particolare nel lavoro con i giovani. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Disabilità e Protezione civile. Nel passaggio di consegne con il nuovo presule c’è un’ideale staffetta – queste le considerazioni dell’esponente della Giunta Fvg – all’insegna di un senso della comunità in cui possono ritrovarsi sia i credenti sia tutte le persone di buona volontà, grazie al magistero episcopale attento alle sofferenze ma anche agli slanci e alle pulsioni solidali della nostra società regionale. Fermarsi a riflettere, guardarsi dentro e misurare la realtà con i valori più profondi e con la fede come è accaduto ieri nella concelebrazione di monsignor Mazzocato – è stato il pensiero del rappresentante dell’Esecutivo regionale – è qualcosa di benefico per tutti, specie per chi è chiamato ad assumere decisioni su delega e con la fiducia dei cittadini.

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In copertina, l’ultima benedizione dell’arcivescovo Mazzocato alla Chiesa udinese; all’interno, il suo arrivo in Duomo e la Metropolitana gremita per la festa dedicata al presule che lascia il Friuli.

Nimis, la pianista Dafne Comelli vincitrice del Premio Luigi Mari oggi pomeriggio in concerto a Udine

(g.l.) Dafne Comelli, promessa della musica, sarà protagonista questo pomeriggio al Conservatorio “Jacopo Tomadini”, a Udine. Alle 16, ci sarà infatti il Concerto della vincitrice del Premio “Luigi Mari”, e questa è proprio la giovane pianista di Nimis che recentemente si era laureata brillantemente dopo aver frequentato la classe del maestro Andrea Rucli, il quale è anche il leader dell’Associazione Sergio Gaggia di Cividale che in queste settimane propone i nuovi concerti di Enoarmonie (domani, alle 18, l’appuntamento è a Brazzacco di Moruzzo).
Il Premio assegna una borsa di studio intitolata alla memoria del professor Luigi Mari da destinare al diplomato in pianoforte più meritevole dello stesso “Tomadini” nell’anno accademico 2022-2023, riconoscimento che è andato appunto a Dafne Comelli, la quale eseguirà un bellissimo e coinvolgente programma con musiche di Hamelin (uno studio per la mano sinistra “After Tchaikovsky”), Mendelssohn- Bartholdy (Variazioni seriose) e Mussorgsky: di quest’ultimo proporrà i famosi “Quadri di un’esposizione”. L’ingresso al recital pianistico è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.

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In copertina, la giovane pianista Dafne Comelli oggi in concerto a Udine.