Quei volti “veri” nelle opere di Tita Gori raccontati da don Alessio Geretti: nella Pieve di Nimis ultimo giorno con la mostra delle otto tele salvate dal sisma

di Giuseppe Longo

NIMIS – «In quel volto di donna riconosco quello di mia nonna Lucia». La Pieve di Nimis, gremita più che mai, era attentissima nell’ascoltare le parole di don Alessio Geretti, quando si leva la voce – non certo per interrompere la illustrazione di una serie di belle diapositive da parte del sacerdote-esperto d’arte, quanto per interloquire con una osservazione molto interessante – di uno dei pronipoti di Tita Gori, figlio di Luisa Tessitori, la quale a sua volta figlia di “Luzine” e dell’indimenticato senatore Tiziano, il “padre” della nostra Regione autonoma. Il giornalista Michele Meloni, da sempre affascinato dalla pittura del bisnonno materno, voleva infatti mettere l’accento su un particolare-chiave: in quei volti così espressivi “raccontati” dall’artista nato nel 1870 e morto nel 1941 si riflettono non solo diversi componenti della sua famiglia cresciuta nella casa all’ombra dell’ultramillenario campanile, ma anche diversi borghigiani o compaesani, se non addirittura avventori che si fermavano alla sua osteria.

Don Geretti, ideatore e curatore delle magnifiche mostre che hanno fatto diventare grande la piccola Illegio, sui monti sopra Tolmezzo – proprio quella sera a Nimis avevano annunciato che l’indomani sarebbe arrivato l’ultimo attesissimo pezzo, un capolavoro di Caravaggio -, ha insistito molto infatti sui volti “veri” di Tita Gori, raffigurati negli affreschi della stessa Chiesa matrice – che oggi celebra i Santi Martiri Gervasio e Protasio -, ma anche nelle otto tele a olio che Ottone, uno dei tanti figli del pittore, riuscì a salvare (e poi a restaurare a proprie spese), prima che quegli impietosi bracci meccanici completassero l’opera demolitrice del terremoto nella comparrocchiale di Santo Stefano, in Centa, e nell’asilo infantile edificato negli anni Venti da monsignor Beniamino Alessio, a pochi anni dal suo arrivo in paese.
Volti veri, dunque, tanto che Tita Gori è stato associato ai “preraffaeliti”, cioè a quei pittori appartenenti al movimento nato a Londra a metà Ottocento e che si rifaceva all’arte esistita, appunto, prima di Raffaello Sanzio. Quindi, volti non più ideali e perfetti, ma che riflettono quelli della vita di ogni giorno e che siamo soliti incontrare, ma che ugualmente fanno descrivere all’artista una “bellezza” che avvicina a Dio. Don Alessio ha ricordato, a tale riguardo, anche quanto sostenne il compianto Licio Damiani, giornalista e raffinato critico d’arte, il quale su incarico del Comune di Nimis nel 1991, in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista di San Gervasio, scrisse un bel libro intitolato “Tita Gori e i Giardini del Paradiso” facendo riferimento, appunto, a un concetto di bellezza vera, non idealizzata, che ha fatto da filo conduttore a tutta l’opera del pittore celebrato e che si ritrova, come detto, anche nelle otto tele che i figli di Ottone – Caterina, suor Sara e Giancarlo – hanno lodevolmente deciso di restituire alla Chiesa di Nimis e che sono rimaste esposte in questa settimana suscitando grandissimo interesse, grazie alla mostra sapientemente allestita dal Centro friulano arti plastiche, presieduto da Bernardino Pittino, che nell’occasione ha abbinato pure l’esposizione di opere di alcuni artisti associati che si sono ispirati proprio al messaggio artistico di Tita Gori. Un artista dalle innate capacità, ma che ha avuto la fortuna – come ha osservato don Geretti – di avviare la propria formazione alla “scuola” di un prete di grande apertura mentale e culturale, quale fu monsignor Agostino Candolini, pastore di Nimis per lunghi decenni prima dell’arrivo di “pre’ Beniamin”.


Insomma, una vera e propria “lectio magistralis” quella di don Alessio Geretti, ascoltata con grande interesse perché esposta con un linguaggio non cattedratico ma immediato, accessibile a tutti, arricchito, come detto, da una serie di proiezioni che non hanno riguardato soltanto le opere di Tita Gori, ma anche altre, esemplificative, che hanno aiutato a inquadrare meglio il pensiero artistito del pittore di Nimis. Sulla cui figura aveva proposto un affettuoso e documentato ritratto anche la trisnipote Francesca Totaro, esperta in beni culturali, la quale aveva parlato in occasione dell’apertura della mostra. Come detto, le otto tele a olio potranno essere ammirate anche oggi, in occasione della Messa solenne delle 11 e di quella vespertina delle 19. Poi l’antica Pieve tornerà alla consueta tranquillità, con il “suo” Tita Gori che rimane impresso nei medaglioni di Santi, Evangelisti e personaggi biblici degli archi e nelle scene che abbelliscono il presbiterio.

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In copertina, Lucia Gori Tessitori, giovanissima, ritratta dal padre accanto a Gesù; all’interno, don Alessio Geretti, durante la sua applauditissima “lectio magistralis” e due aspetti della mostra dedicata a Tita Gori nella Pieve di Nimis.

Economia Fvg, la Banca d’Italia e il suo report stamane all’ente camerale a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche in Sala Valduga a Udine i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per stamane, 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia.
«Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo.

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In copertina, particolare della facciata della sede della Banca d’Italia a Trieste.

Excelsior Fvg, in giugno 10.810 assunzioni trainate dal turismo. Da Pozzo: bene anche le costruzioni

Sono 10.810 le assunzioni programmate dalle imprese, a giugno, in Friuli Venezia Giulia, che diventano 28.190 nell’intero trimestre giugno-agosto. La richiesta è in lieve calo rispetto a giugno 2023 (-350 figure, -3,1%) e al corrispondente trimestre (-310 figure, -1,1%). A trainare i nuovi contratti di lavoro è ancora il turismo e più in generale il settore variegato dei servizi (con 7.580 contratti offerti a giugno e quasi 20mila previsti nel trimestre), mentre sono 2.370 a giugno i lavoratori ricercati dal comparto manifatturiero (5.880 nel trimestre). Nel mese, registrano dinamiche molto positive le costruzioni (+17,8%) con quasi 900 assunzioni previste (2.400 nel trimestre) e il commercio (+16,9%). In flessione, invece, il comparto dell’industria (-13,5% di assunzioni previste). Sono queste le elaborazioni del Bollettino Excelsior realizzate per il Friuli Venezia Giulia dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, diffuse ieri in contemporanea alla pubblicazione del bollettino nazionale che registra mese per mese il fabbisogno, a livello occupazionale, delle imprese italiane.
«Anche vista la stagione, il turismo si conferma il comparto che offrirà le maggiori opportunità di impiego», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, con circa 2.500 lavoratori ricercati nel mese e 6.400 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (2.240 nel mese e quasi 6mila nel trimestre) e dal commercio (1.500 nel mese e poco meno di 4.000 nel trimestre).
Sono circa 5.700 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto: il 52,5% dei profili sono dunque complessi da trovare, con un +1,2% di difficoltà rispetto al 2023 e addirittura + 19.4% di difficoltà rispetto al 2029. Tra le professioni tecniche e a elevata specializzazione spiccano per difficoltà di reperimento, come ormai abituale negli ultimi anni, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni con l’82,2%, ma anche tecnici della salute (80,8%) e tecnici in campo ingegneristico (80,5%). Per le professioni commerciali e nei servizi le figure più difficili da reperire sono quelle relative a professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (64%), seguono gli operatori della cura estetica (63,2%). Infine, tra le figure degli operai specializzati e i conduttori di impianti si distinguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (89%) e gli operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (80,5%).
Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato e il 35,1% delle assunzioni a giugno interesserà giovani con meno di 30 anni. I giovani sono richiesti soprattutto nelle aree commerciali e della vendita (il 43% delle figure richieste), così come nelle aree tecniche e della progettazione (il 38,8%).
Sotto il profilo territoriale, il Mezzogiorno registra una dinamica positiva consistente (+3,8mila su giugno e +19mila sul trimestre) grazie al contributo, in particolare, di costruzioni e commercio; la flessione del manifatturiero penalizza le altre aree geografiche, soprattutto il Nord Est (complessivamente -4,4mila nel mese e -10,3mila nel trimestre); più stabili, sempre rispetto ad un anno fa, Nord Ovest e Centro.

Il report Banca d’Italia
sarà presentato a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche a Udine, in Sala Valduga, i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per venerdì 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo, l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia, Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia. «Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, previa registrazione sul sito Cciaa www.pnud.camcom.it. Per informazioni: Telefono 0432.273224 e segreteriagenerale@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

Lavoro sportivo volontario, spiraglio per le Asd (in un convegno di CrediFriuli) con il gettone di 400 euro mensili

«La bozza di decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta di venerdì 24 maggio prevede un gettone di 400 euro mensili per i volontari sportivi, senza tasse e contributi, a fronte di spese per attività svolte, anche nel Comune di residenza. È un “volontario sportivo” chi mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità al fine di promuovere lo sport, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, nemmeno in via indiretta, ma esclusivamente per fini amatoriali. Attualmente non può essere retribuito e ha diritto esclusivamente al rimborso delle spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto al di fuori del Comune di residenza (con eventuale autocertificazione fino a 150 euro mensili)», ha reso noto il commercialista friulano Alberto Rigotto, specializzato nel settore sportivo, intervenendo al convegno sulla riforma del lavoro sportivo organizzato a Udine, da CrediFriuli.
Con la bozza di decreto-legge citata, la disciplina si modificherebbe (ma è doveroso attendere la conferma) come segue: il “volontario” sportivo può ricevere un rimborso forfettario fino a 400 euro mensili, purché sia corrisposto in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi, anche se nel Comune di residenza. Su tale rimborso non sono dovute tasse e contributi, anche se rileva ai fini del limite dei 5.000 euro per Inps e 15.000 euro per Irpef (esenzione contributiva e fiscale). La nuova modalità di rimborso sarà subordinata alla delibera sulla tipologia di spese e sulle attività di volontariato ammesse. Trimestralmente (entro la fine del mese successivo) importi e nominativi dovranno essere comunicati al Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche.
La riforma dello sport della quale si è parlato nell’evento di CrediFriuli, avviata nel 2019, ha trovato compimento con la prima scadenza prevista per il 1° luglio 2024. Si tratta di una norma che sta rivoluzionando lo sport dilettantistico (Asd ed Ssd) e introducendo la figura del “lavoratore sportivo” a tutti i livelli (atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici e sportivi, preparatori atletici e direttori di gara). CrediFriuli, perciò, che ha sempre posto una particolare attenzione al ruolo delle società sportive dilettantistiche nel contesto del Terzo settore, attraverso il suo impegno nell’ambito degli obiettivi Esg (Ambientali, Sociali e di Governance), ha voluto costruire un momento di confronto tecnico per dare indicazioni sui nuovi obblighi e opportunità per queste realtà sportive fornendo, inoltre, informazioni cruciali e aggiornate sulla normativa in evoluzione.
Nell’occasione, il vicepresidente di CrediFriuli, Stefano Fruttarolo, ha sottolineato che: «Entro il 30 giugno, le Asd dovranno aggiornare i propri statuti, in via semplificata, per adeguarli alla nuova normativa. È un’importante occasione per effettuare una serie di valutazioni ponderate e personalizzate in merito alle regole fondamentali destinate a regolare la compagine. Va anche ricordata la possibilità di ricorrere al riconoscimento dell’Asd, che – con l’impegno di un minimo capitale – consente tuttavia di conseguire il beneficio della responsabilità limitata per i debiti assunti durante la vita dell’ente, così evitando il rischio di coinvolgere il patrimonio personale di coloro i quali hanno svolto funzioni di rappresentanza e gestione dello stesso».

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In copertina, Rigotto e il vicepresidente di CrediFriuli Stefano Fruttarolo.

Risparmio e transizione energetica, ecco tre iniziative firmate dalla Cciaa Pn-Ud con la scadenza fissata tra oggi e domani

Risparmio e transizione energetica: tre iniziative della Camera di Commercio Pordenone-Udine con due termini in scadenza ravvicinatissimi. Innanzitutto entro oggi, 30 maggio, ci si può iscrivere al corso sull’efficientamento, che fornirà a tutti gli interessati una comprensione completa di strategie e pratiche per migliorare l’efficienza energetica negli edifici, con focus sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e sugli strumenti di sostenibilità. Sarà suddiviso in tre moduli: nel primo modulo, giovedì 6 giugno, si illustreranno i principi cardine sull’efficientamento energetico di edifici e processi in ambito terziario, industriale e civile, con focus su involucro, impianti e normative. Il secondo e il terzo modulo sono in programma per l’11 luglio e il 19 settembre e si approfondiranno il funzionamento delle Cer e i meccanismi di incentivazione, una panoramica sullo sviluppo sostenibile e delle logiche Esg e gli strumenti a disposizione delle imprese per intraprendere un percorso di sostenibilità. Il costo è di 290 euro. Referente è Daniela Morgante (per info allo 0432.273218 o alla mail daniela.morgante@pnud.camcom.it). Per aderire basta compilare il modulo sul sito www.pnud.camcom.it nella sezione “corsi di formazione”.
Domani, 31 maggio, è invece il termine finale per aderire ad altre due iniziative. Da un lato c’è un bando per le Pmi di Udine e Pordenone con fondi del bilancio camerale. Il plafond complessivo è di 250mila euro, erogati mediante tre “livelli” di voucher, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali allo scopo. Dall’altro, c’è la raccolta di adesioni da parte delle imprese che desiderano partecipare alla Comunità energetica rinnovabile proposta dall’ente camerale friulano.
Per quanto riguarda il bando, si tratta di voucher da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%. L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, consultabile, con la modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, su www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali. Le imprese interessate presentano domanda in bollo esclusivamente da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it.
Per quanto riguarda, invece, l’adesione alla Cer proposta dalla Cciaa friulana, si tratta di una manifestazione di interessa a partecipare, non vincolante. Possono dare adesione soggetti economici, in forma attiva, quali ditte individuali o società, imprese, cooperative, artigiani, commercianti. I Comuni, fermo restando il vincolo della cabina primaria AC001E01008 consultabile sul sito del Gse (www.gse.it), sono Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Pozzuolo, Campoformido e Basiliano. Si può aderire con un diverso ruolo: consumatore, prosumer, produttore, finanziatore o partner tecnologico (per questi due ultimi ruoli non sussiste il vincolo della cabina primaria, sono ruoli aperti a tutti). Per partecipare, basta compilare entro domani la manifestazione di interesse sul sito www.pnud.camcom.it e inviarla via Pec, con copia digitale del documento di identità del dichiarante, a cciaa@pec.pnud.camcom.it o ancora via email, con copia digitale del documento di identità, a pid@pnud.camcom.it

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In copertina, pale eoliche e pannelli solari sono ormai simbolo della transizione energetica nel nostro Paese.

Il dono del sangue, a Udine l’assemblea dell’Afds presenza importante in una sanità regionale che cambia rapidamente

Nella delicata e complessa situazione nella quale viene a trovarsi, nel nostro tempo, il sistema sanitario, è necessario fare uno sforzo di natura culturale per comprendere quanto sia importante assumere decisioni inderogabili per poter continuare a garantire a tutti i cittadini una risposta di salute puntuale, adeguata e sostenibile. Lo ha sottolineato l’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia che l’altro pomeriggio ha preso parte all’assemblea ordinaria dell’Associazione friulana donatori di sangue (che riunisce quasi duecento sezioni), riunitasi a Udine in aula Strassoldo, nel polo economico-giuridico dell’Università del Friuli, sotto la presidenza di Roberto Flora (nella foto).


Nel ringraziare i volontari dell’Afds per la loro fondamentale, generosa e gratuita attività – svolta con costanza e passione durante tutto l’arco dell’anno, per la promozione del dono e per il dono stesso -, l’esponente dell’Esecutivo è entrato nel dettaglio delle difficoltà legate alla denatalità, una situazione che negli ultimi dieci anni ha visto un calo del 20 per cento delle nascite contro un aumento medio della vita che porterà, tra 20 anni, a una composizione della popolazione diversa: gli over 60enni costituiranno il 50% della comunità (oggi costituiscono il 33% circa). E, sempre tra 20 anni, il Friuli Venezia Giulia conterà 100 mila residenti in meno.
A fronte di questo complesso quadro delineato per il prossimo futuro, l’assessore alla Salute ha sottolineato l’urgenza di modificare l’attuale impianto sanitario per dare una risposta a una domanda che diventerà sempre più vasta e importante: quella legata alla gestione della cronicità, una necessità che vede nell’ospedalizzazione solo una parte della soluzione di cura. Il modello organizzativo deve essere pertanto cambiato, percorrendo una via che renda il sistema sanitario aderente alle esigenze mutate della collettività: per imboccare questa strada servono un cambio di paradigma, una maturità nuova, una consapevolezza responsabile, un’azione finalizzata a continuare a garantire a tutti il diritto alla salute. L’esponente della Giunta ha sottolineato, infine, come il cambio necessario possa essere approntato partendo dai fondamentali valori di generosità e di forza che contraddistinguono da sempre le comunità del Friuli Venezia Giulia, prime in Italia per volontariato, esempio nel Paese per la capacità di rinascere, di adattarsi a realtà difficili con proposte di modelli vincenti di rinascita che ci fanno conoscere in tutto il mondo.
Ricordiamo, infine, che sono 198 le sezioni dell’Afds provinciale di Udine; oltre 50mila i volontari iscritti. Nel 2023 le donazioni sono state 35.482, in aumento di 942 unità pari al 2,7% rispetto al 2022.

Midollo osseo, in regione crescono gli iscritti all’Admo Fvg che in assemblea ha confermato Paola Rugo alla sua guida

Paola Rugo è stata confermata al vertice dell’Associazione donatori di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia – Admo Fvg che si è riunita in assemblea ordinaria, nell’aula Pasolini di palazzo di Toppo Wassermann, a Udine. Ad aprire i lavori è stata proprio la presidente uscente che ha dato la parola alle autorità e a Donatella Londero, responsabile del registro regionale, la quale ha fornito alla platea dei soci i numeri del Registro regionale per l’anno 2023.

NUOVI DONATORI IN FVG NEL 2023 – È stato evidenziato come lo scorso anno risultano 923, in Friuli Venezia Giulia, i nuovi iscritti all’IBMDR – Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo e cellule staminali emopoietiche. La registrazione avviene attraverso la tipizzazione, procedura che inserisce i possibili donatori di midollo osseo in un registro internazionale. Un’attività possibile grazie al lavoro degli 11 centri di reclutamento distribuiti sul territorio regionale. Come è stato evidenziato, a integrare questo già importante numero ci sono ulteriori 193 donatori (per un totale di 1116), divenuti tali nel corso del 2022, ma registrati formalmente l’anno seguente.

DATI DI UDINE E PORDENONE – Al 31 dicembre 2023 nell’area di Udine e Pordenone i nuovi iscritti sono stati 593 (con un saldo positivo di 227), dei quali il 59.1% sono di genere femminile, il 40.9% di genere maschile. In termini di età, il 69.7% rientra nella fascia 18-25 anni, il 30.1% in quella 26-35, il restante 0.2% è sopra i 35 anni. L’età media di iscrizione risulta 23,3 anni.
Gli iscritti totali nell’area di Udine e Pordenone sono arrivati a quota 11.503 (dei quali il 57% sono di genere femminile, il 43% di genere maschile).

DATI DI TRIESTE E GORIZIA – Nell’area del triestino e goriziano, invece, al 31 dicembre 2023 i nuovi iscritti sono stati 330 (con un saldo positivo di 257 unità), dei quali il 61.8% è di genere femminile, il 38.2% di genere maschile. In termini di età, l’82.7% rientra nella fascia 18-25 anni, il 17.3% in quella 26-35. L’età media di iscrizione risulta 22 anni.
Gli iscritti totali nell’area di Trieste e Gorizia sono 552 (dei quali il 57% sono di genere femminile, il 43% di genere maschile).

DONAZIONI EFFETTIVE DAL FVG – In quanto alle donazioni effettive avvenute nel 2023, il Registro regionale donatori di midollo osseo ha segnalato nell’area di Udine e Pordenone 15 donazioni (9 in Italia e 6 all’estero), da 5 donatrici donne e da 10 donatori uomini. Nella zona di Trieste e Gorizia le donazioni sono state 2 (una donna e un uomo), entrambe destinate a pazienti esteri.

Conclusa l’importante analisi dei dati del 2023, a portare il saluto all’assemblea sono stati anche Andrea Bontadini, responsabile del centro regionale sangue; Roberto Peressutti, direttore centro regionale trapianti, e Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, il quale ha sottolineato: «Il Fvg rappresenta un modello virtuoso ed efficiente nella promozione della cultura del dono grazie all’impegno prezioso di associazioni come l’Admo che testimoniano la forza e l’energia del volontariato sociale. La Regione è a disposizione affinché le realtà associative possano svolgere al meglio le loro attività con particolare attenzione alla promozione nelle scuole, portando così valori positivi e messaggi di speranza e di vita ai giovani. L’impegno di Admo nel promuovere il dono, la prevenzione e la cura, mettendo al centro la vita, è sotto gli occhi di tutti ed è quanto mai indispensabile in un momento in cui le istituzioni, da sole, non potrebbero dare tutte le risposte alle numerose problematiche che interessano l’ambito socio-sanitario».

ODG ED ELEZIONI – Si è quindi passati alla relazione delle attività svolte nel corso del 2023, all’approvazione del bilancio consuntivo; nonché all’approvazione del nuovo Regolamento Admo Fvg; per chiudere con l’elezione delle cariche che avranno mandato per il quadriennio 2024-2028.

LA RIELEZIONE – I soci hanno confermato alla presidenza Paola Rugo. Consiglieri saranno invece Chiara Sammartini, Mario Calore, Giustina Intini, Gaia Versolatto, Daniela Costantini, Valentina Fornasier, Gaetano Mauro, Sara Zanin.
La presidente ha commentato la sua riconferma ringraziando tutto il consiglio direttivo uscente: «che ricordo ha lavorato in un quadriennio, il 2020-2024, in cui non sono mancate le difficoltà, in ragione della pandemia e di tutto ciò che ha determinato, in primis la diminuzione delle iscrizioni per l’impossibilità di fare le attività, riprese solo negli ultimi 2 anni. Nonostante le indubbie problematiche che ci siamo trovati ad affrontare – ha ricordato -, abbiamo “portato a casa” tanti bei risultati, come la convenzione con la Regione FVG, nuove convenzioni con le scuole, le cerimonie per il 30ennale, il sigillo del Consiglio regionale». Senza dimenticare «i numeri che siamo riusciti a raggiungere, mantenendo un’alta posizione a livello nazionale in quanto a donatori iscritti». Parlando poi delle prospettive future, Rugo ha citato l’ambulatorio mobile, «che speriamo di poter inaugurare a breve. Sarà uno strumento che ci permetterà di essere ancora più capillari sul territorio, oltre che visibili». Continuando poi «a consolidare gli ottimi rapporti con le istituzioni locali e diventare sempre più parte integrante all’interno delle dinamiche sanitarie, per quanto riguarda le cellule staminali emopoietiche» Rispetto al nuovo direttivo eletto ha aggiunto: «Questo quadriennio avremo un direttivo con una quota rosa molto giovane che affiancherà i membri consolidati per portare nuove idee a questo mandato».

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In copertina, Paola Rugo con Donatella Londero; all’interno, il nuovo consiglio con la presidente riconfermata.

“Diversimili”, da oggi a domenica Udine propone il Festival della biodiversità

Sensibilizzare verso l’ambiente, la natura e la biodiversità con un approccio informale, capace di coinvolgere le persone stimolando l’interazione e la curiosità. È questo l’obiettivo del Festival della Biodiversità “Diversimili”, che torna a Udine da oggi a domenica con più di 16 eventi gratuiti rivolti a tutta la famiglia. La tre giorni del festival, organizzata dall’associazione udinese Kaleidoscienza, avrà luogo nella sede di via Brigata Re 29 che per l’occasione ospiterà diversi esperti provenienti dal mondo della scienza e dell’arte. Diversimili si propone infatti di promuovere la consapevolezza ambientale attraverso una combinazione unica di approfondimenti, formazione e intrattenimento pensati per un pubblico eterogeneo. L’obiettivo è quello dialogare su temi fondamentali per il futuro del pianeta attraverso la creatività e l’arte con un programma capace di favorire l’incontro con i professionisti attraverso modalità inconsuete, a volte giocose, altre volte artistiche.

Un esempio è la Dinomostra, un’esposizione scientificamente accurata dei dinosauri e i loro ambienti di vita creata da un gruppo di bambini sotto la guida dell’insegnante Carlo Rigon. Oggi, invece, verrà proiettato alle 16.30 “Esplorando Aurora”, un piccolo video creato da Anna Givani e Stefano Giacomuzzi sul laboratorio multimediale che ha coinvolto un gruppo di bambini: i giovanissimi esploratori, scoprendo il quartiere Aurora, racconteranno agli spettatori la sua biodiversità e ricchezza culturale. Domani, alle 16, Kaleidoscienza sarà presente anche in centro a Udine, sotto la Loggia del Lionello, con il laboratorio scientifico Luce e Colore, un’attività per indagare i fenomeni ottici con specifico riferimento alla teoria del colore. L’appuntamento si inserisce nel programma cittadino pensato in occasione della Giornata Mondiale del Gioco. Nella stessa giornata, alle ore 18.30, il programma Diversimili continua con la performance teatrale Lettere dal Mare di Teatro della Sete, dove due acque sorelle, Atlantica e Mediterranea, raccontano i cambiamenti climatici in corso sulla Terra. E ancora domenica, dalle 15.30, l’esplorazione guidata Foreste elettriche, del duo di ricerca musicale Impero della luce, che farà ascoltare a piccoli gruppi di persone il paesaggio sonoro elettromagnetico della città.
Questo è solo un piccolo assaggio di Diversimili, pronto ad offrire alla città e al quartiere che lo ospita un’occasione per animare gli spazi urbani attraverso il linguaggio della scienza e dell’arte. Da osservare, infine, che durante la settimana del Festival coincidono due significative ricorrenze: il 22 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale della Biodiversità, mentre quella di domani è la Giornata Mondiale del Gioco.

Programma completo e prenotazioni al sito: www.diversimili.it
Diversimili è un progetto dell’Associazione Kaleidoscienza con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il Patrocinio del Comune di Udine e di Citizen Science Italia ETS.

Ritmica Asu, Tara Dragaš in azzurro al Campionato Europeo di Budapest

Dopo le Coppe del mondo di Baku e Portimão, per Tara Dragaš è arrivata anche la convocazione al 40° Campionato Europeo di Ginnastica Ritmica. L’atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, in queste ore, è in viaggio assieme alla responsabile della sezione ritmica, Magda Pigano e a tutta la delegazione azzurra, per raggiungere Budapest, dove, dal 22 al 26 maggio, è in programma la competizione.
La 17enne friulana scenderà in pedana con il cerchio accanto alle altre due individualiste azzurre Sofia Raffaeli, Milena Baldassarri: il programma individuale si aprirà domani con le qualificazioni junior; proseguirà giovedì con le qualifiche all around senior a cerchio e palla, per continuare poi con clavette e nastro venerdì, valide sia per l’accesso alla finale all around, sia per le specialità. La ginnasta bianconera si esibirà giovedì attorno alle 11.40 come prima italiana senior.
Nelle ore in cui Tara sta raggiungendo la capitalo ungherese, la mamma-coach, Śpela Dragaš è a Udine a fare il tifo per lei: «Sono molto contenta che Tara stia ricevendo l’attenzione della Federazione che, dopo averla convocata per due Coppe del mondo, ora l’ha chiamata per l’Europeo, dove sarà la più giovane fra le azzurre senior. Partecipare a una competizione di questo valore al fianco di due atlete del calibro di Raffaelli e Baldassarri, oltre che della squadra azzurra, è senz’altro un onore per lei, ma anche una responsabilità. Il suo obiettivo sarà innanzitutto fare al meglio delle sue capacita l’esercizio, senza commettere errori, avvicinandosi alla finale e soprattutto contribuendo il più possibile, in termini di punti, alla gara di team, dove l’Italia ha buone possibilità, combattendo contro Israele, Bulgaria, Germania e Ucraina».
Da parte della società, oltre a un grosso in bocca al lupo, arriva l’auspicio del presidente, Alessandro Nutta, che ha affermato: «Spero che affrontando con continuità queste gare di altissimo livello si abitui a gestire la pressione che inevitabilmente queste manifestazioni comportano. Sappiamo che ce la metterà tutta, noi facciamo tutti il tifo per lei». L’Europeo si concluderà il 26 maggio con le finali di specialità sia per le individualiste sia per i gruppi senior. Tutto l’evento sarà disponibile su Rai Play (con alcune finestre su Rai Sport).

Intanto, non ha brillato come avrebbe voluto. Tara Dragaš, la promessa della ritmica targata Asu, è scesa in pedana con la maglia azzurra alla Challenge World Cup di Portimão, dove si è classificata 13ma nel concorso generale. «La gara non è andata come speravo – ha commentato l’atleta al suo rientro in Italia – Su cinque esercizi, ho fatto degli errori in quattro. Si è trattato di errori piccoli, causati dalla distrazione, ma ognuno ha avuto un grande peso sul punteggio». Ma è proprio dagli sbagli che si può imparare e pare che questo sia l’insegnamento che la ginnasta diciassettenne si è portata a casa dal Portogallo: «Credo che questa gara mi abbia aiutata molto, ho imparato tante cose. Una gara andata male è indispensabile perché aiuta a comprendere i limiti e a capire cosa migliorare. Detto questo è stata una bellissima esperienza. Mi sono divertita molto. Resta il dispiacere del risultato, ma sono convinta che proprio questo mi sarà di grande aiuto per il futuro».
Dopo le ottime prove alla Coppa del Mondo di Baku, dove ha raggiunto la quarta posizione al cerchio, il sesto posto alla palla e l’undicesimo nel concorso generale, l’atleta friulana è arrivata a Portimão per la Challenge World Cup carica di aspettative ma, come lei stessa ha spiegato, non è andata come avrebbe voluto. «Non è stata la miglior gara della carriera – ha spiegato Magda Pigano, responsabile della sezione ritmica dell’Asu che ha accompagnato l’atleta in gara -. Tara era in un turbinio di emozioni, ma soprattutto aveva tanta voglia di ripetersi dopo gli ottimi risultati di Baku. Gli errori fatti non le hanno permesso di raggiungere i punteggi a cui è solita, ma al di là di questo, come lei stessa ha detto, sicuramente ha acquisito tanta esperienza in più, seppur con un briciolo di rammarico, sapendo che si può fare decisamente meglio». Tara ha infatti maturato 30,900 al cerchio; 30,050 alle clavette; 25,500 al nastro; e 32,150 alla palla, unico attrezzo con cui è entrata in finale dove, però, a causa di un errore, è arrivata solo a 30,950 punti.
«Credo ci sia poco da aggiungere – ha sottolineato il presidente Nutta –. Le parole di Tara ci riempiono di orgoglio. Il risultato non è stato senz’altro quello sperato, ma sapere che da una gara non andata bene ha saputo cogliere un insegnamento tanto fondamentale è forse ancora più importante del risultato stesso».

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In copertina e all’interno due immagini della giovanissima atleta Tara Dragaš.

Quelle vecchie foto di Antonio Grassi calzolaio-guaritore aiuteranno Nimis a “raccontare” la storia del secolo scorso

di Giuseppe Longo

NIMIS – Viveva a Udine, ma il suo cuore era sempre rimasto a Nimis. Tanto che del suo amato paese aveva messo insieme un vero e proprio archivio di fotografie e testimonianze del secolo scorso. Era Antonio Grassi, che qui ormai pochi ricordano, fratello minore del più noto Giovanni, entrambi calzolai della famiglia “Pacjeck”, ma il secondo conosciuto anche come “mago di Nimis”, perché tra una suola e l’altra era abile anche a leggere la mano e a scrutare nel futuro individuale o della comunità. Antonio, invece, aveva la dote non comune di “guaritore”, tanto che aveva inventato delle straordinarie “solette terapeutiche”, che risultavano efficaci per «combattere insonnia, nevrosi, artrosi cervicale, morbo di Burger e altri mali», come si legge in un articolo del Messaggero Veneto che informava della sua scomparsa, avvenuta a 76 anni. Infatti, in viale Volontari della Libertà, «la sua bottega era un ritrovo. Vi entravano in molti, durante una giornata, e non sempre per affidarsi alla sua abilità di calzolaio. Lui consigliava e curava».

Due immagini dell’incontro in Biblioteca.

E proprio la sua preziosa raccolta fotografica farà da base al progetto “… e quelli di Nimis – Un viaggio nella Nimis di un secolo fa attraverso l’archivio di Antonio Grassi, archivi familiari e testimonianze d’oggi” messo a punto dalla Biblioteca comunale diretta dalla bravissima Angelika Pfister con la finalità di costruire una importante “memoria” storica del paese. Il progetto è stato presentato nel salone delle vecchie scuole elementari di via Matteotti, dove ha sede la ricca raccolta libraria, dinanzi a un folto numero di persone incuriosite dalla originale iniziativa. A ricordare il nonno, che volle essere sepolto proprio a Nimis – come del resto il fratello Giovanni, che ormai anziano e malato per anni era andato a vivere a Osoppo ospite del figlio -, Sabrina Tonutti, antropologa e quindi particolarmente sensibile al tema in questione, e Paolo Comuzzi della Cooperativa culturale Varianti che si occupa del progetto di ricerca storico-fotografica. Mentre la prima ha raccontato come, assieme alla mamma Graziella, sia venuta a conoscenza – quasi casualmente – della preziosa documentazione sul paese messa pazientemente assieme da Antonio durante tutta la vita, il secondo ha illustrato come si svilupperà il progetto della Biblioteca civica e le iniziative che vi potrebbero essere collegate, fra cui quella molto interessante, riassunta anche in un libro, realizzata dall’Associazione I Colonos a Villacaccia di Lestizza.
La parola ora passa, dunque, ai cittadini di Nimis. Tutti coloro che desiderano collaborare al progetto di ricerca – sempreché siano in possesso di materiale storico interessante – sono pertanto invitati a portare le immagini alla Biblioteca comunale, dove saranno scansionate e subito restituite. La prima data è quella di martedì prossimo, 21 maggio, dalle 17.30 alle 19. Ma poi ce ne saranno anche altre, con l’obiettivo, appunto, di creare una “storia fotografica” del paese del secolo scorso. Anche se non sarà un lavoro facile. Non va dimenticato, infatti, che il 29 settembre 1944 la maggioranza delle case venne incendiata dai nazisti per rappresaglia, per cui molti ricordi familiari o del paese, purtroppo, andarono irrimediabilmente perduti.

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In copertina, il calzolaio Antonio Grassi con le sue “solette terapeutiche”.