Tarcento, i Fisarmonicisti di Pividori celebrano Santa Cecilia: sabato ritorna in Teatro la Rassegna internazionale che festeggia i suoi primi dieci anni

Provengono dall’Ucraina, dal Montenegro e dal Perù i musicisti ospiti a “Uniti dalla fisarmonica”, la rassegna musicale internazionale giunta alla sua decima edizione organizzato dal Gruppo Fisarmonicisti Tarcento diretto da Massimo Pividori. La kermesse è in programma sabato prossimo, 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, alle ore 20.30 nella Sala Teatro Margherita in via Marinelli, evento ad ingresso gratuito realizzato con il patrocinio del Comune di Tarcento ed il sostegno di Pigini e Bugari, ditte costruttrici di strumenti a mantice tra le più rinomate al mondo.

Joko Mićković

Daniel Chiyan Leon Alvarado

I talentuosi virtuosi invitati a questa réunion condotta dal musicologo Alessio Screm che ha già ospitato eccellenti maestri provenienti da Russia, Stati Uniti, Francia, Austria, Slovenia, Italia, Serbia e Cina, sono il fisarmonicista ucraino Mykhailo Sheiko, già direttore musicale del teatro di canto e danza popolare “Melana” e docente all’Accademia della Cultura di Kharkiv, il montenegrino Joko Mićković, che attualmente si sta perfezionando al Conservatorio Tartini di Trieste, già laureato all’Accademia Nazionale di Cetinje e vincitore di importanti premi internazionali, tra cui il British College of Accordionists International Competition ed il Trophée Mondial 2022. Proviene invece dal Perù il giovane e pluipremiato violinista Daniel Chiyan Leon Alvarado, anche lui in corso di perfezionamento al conservatorio giuliano dopo aver compiuto gli studi al Colegio Peruano Chino Diez di Lima: il giovane musicista sudamericano sostituisce il friulano Daniel Longo che a causa di una sovrapposizione di impegni, sorta in seguito al cambio di data del concerto tarcentino (inizialmente previsto per il 15 novembre), ha dovuto purtroppo rinunciare alla serata. La sua presenza era stata, infatti, annunciata al termine del bellissimo concerto che aveva tenuto, proprio con i Fisarmonicisti di Massimo Pividori, l’8 settembre scorso nel Santuario delle Pianelle a Nimis.
La scaletta della serata prevede l’esecuzione dei più vari repertori musicali, dalla musica popolare alle musiche dal mondo, dagli arrangiamenti dei grandi capolavori della classica alla musica contemporanea, a dar forza a questa serata di condivisioni e d’amicizia, tra gli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Tarcento. A condividere il palcoscenico con gli ospiti internazionali sarà l’ensemble Flocco Fiori dell’associazione Gruppo Fisarmonicisti, una fisorchestra guidata dal fisarmonicista e compositore, docente e direttore artistico della manifestazione, Massimo Pividori. La formazione è nata nel 2007 in onore del grande fisarmonicista friulano Belfiore Flocco (1927-2002), nome d’arte Flocco Fiori, concertista di fama internazionale ed illustre insegnante che, dopo molti anni dedicati all’attività concertistica ed ai concorsi, ha fortemente voluto creare una nuova generazione di fisarmonicisti che ben rappresentino il suo stile e la sua tecnica. L’Ensemble ha al suo attivo diversi concerti in Italia ed all’estero, ed il suo repertorio spazia dalle trascrizioni delle più belle pagine di compositori classici come Vivaldi, Pachelbel e Brahms, fino a Morricone, Piazzolla, Bernstein e composizioni originali. Tutte le informazioni sono sul sito gruppofisarmonicistitarcento.it e sulle pagine social del gruppo.

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In copertina e all’interno il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento diretto dal maestro Massimo Pividori.

Domani il Comune di Nimis ricorderà le vittime del rastrellamento di Nongruella

(g.l.) Molto conosciuto è l’Eccidio di Torlano del 25 agosto 1944. Pochi sanno, invece, che pure a Nongruella, una manciata di case sulle montagne sopra Cergneu, nove mesi prima, era il 12 dicembre 1943, ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel quale caddero anche otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee – come quelle di Torlano, dove furono uccisi anche bambini – a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della Seconda guerra mondiale.
Ai Caduti di Nongruella sarà reso omaggio domani, alle 11, quando si ricorderà quel gravissimo fatto di sangue il cui 81° anniversario ricorreva giovedì. Il Comune di Nimis ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia commemorativa durante la quale, come annuncia il programma diramato dal commissario Giuseppe Mareschi, dopo la liturgia della parola con la benedizione del semplice monumento che ricorda le otto vittime sulla piazzetta della borgata, sarà deposta una corona d’alloro con le autorità civili. Al termine una bicchierata assieme alla sempre gustosa pastasciutta offerta dal Gruppo Alpini Nimis-Val Cornappo.
Stamane, dunque, sarà rievocata una pagina, appunto, poco conosciuta, ma certamente fra le più dolorose dell’ultimo conflitto. Un feroce fatto di sangue che si rivelò una tremenda premessa di quanto sarebbe accaduto neanche un anno più tardi proprio a Torlano e alla fine di settembre a Nimis, quando l’intero paese fu dato alle fiamme e molti compaesani furono condotti nei campi di concentramento. Un doveroso ricordo affinché sia un monito contro le violenze che continuano a insanguinare questo povero mondo, a cominciare dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

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In copertina, la lapide che ricorda le vittime del rastrellamento di Nongruella.

Vittime civili di guerra a Torlano: onoreremo queste 33 vittime insegnando ai giovani la cultura della pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Basta con le follie della guerra. Faremo presto un laboratorio per insegnare ai giovani la cultura della pace».  L’annuncio, molto bello e importante, l’ha dato ieri mattina, alla commemorazione dell’Eccidio di Torlano e delle 33 vittime innocenti della ferocia nazifascista, la rappresentante delle Famiglie vittime civili di guerra, Adriana Geretto, che non manca mai all’annuale cerimonia indetta dal Comune di Nimis. «Anche perché – ha osservato -, come diceva Maria Montessori, tutti parlano di pace, ma nessuno fa nulla per farla affermare».

Presente una folta rappresentanza di Portogruaro, la città veneta dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, letteralmente distrutta – ben nove morti! – nel fatto di sangue messo in atto la mattina del 25 agosto 1944 quale rappresaglia all’uccisione di un ufficiale tedesco: era molto attiva, infatti, in quei giorni l’azione di contrasto agli invasori da parte dei partigiani. Ma anche numerose autorità – sindaci e amministratori dei Comuni vicini, tra cui Povoletto e Tavagnacco, e pure della più lontana Ruda -, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Per la Partigiani Osoppo c’era il presidente Roberto Volpetti.
Deposte le corone d’alloro e gli omaggi floreali sul sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime – molte donne con i loro figlioletti -, monsignor Rizieri De Tina, che in precedenza aveva celebrato la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, ha benedetto la tomba, lasciando poi la parola a un giovane del luogo che ha letto l’agghiacciante cronaca di quella indimenticabile mattinata di 79 anni fa. Quindi, oltre alla citata rappresentante delle Famiglie vittime civili, ha parlato il sindaco Giorgio Bertolla, il quale non poteva esimersi dal fare un collegamento tra la Seconda guerra mondiale, che seminò tanti lutti e distruzioni non solo a Torlano ma in tutto il Comune di Nimis, e quanto da oltre unn anno e mezzo sta avvenendo in Ucraina a causa del conflitto scatenato dalla Russia. Bertolla ha dato lettura anche del messaggio inviato dal commissario del Comune di Portogruaro, Iginio Olita, cedendo poi il microfono al consigliere regionale Edy Morandini che ha portato l’adesione dell’Assemblea di piazza Oberdan alla importante cerimonia che – ha sottolineato – ha il significato di tenere desta l’attenzione su questi crimini del passato affinché aiuti, ognuno nel proprio piccolo, a lavorare per la pace. Proprio come aveva esortato all’omelia don De Tina, il quale a commento dell’appropriata pagina del Vangelo, appena letta, ha raccontato anche due significative esperienze vissute nel 2019 a Leopoli, in Ucraina – quindi ben prima dello scoppio della guerra -, e pochi giorni fa in Romania, all’incontro religioso di Timisoara. Un ricordo, dunque, che non verrà mai meno, tanto che il primo cittadino di Nimis ha dato già appuntamento alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario dell’Eccidio, il 25 agosto 2024.

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia: l’intervento di Adriana Geretto, la Messa nella parrocchiale, il saluto del sindaco Bertolla e del consigliere regionale Morandini, autorità, il giovane che legge la cronistoria, labari e gagliardetti schierati.

Pordenone, Teatro Verdi e Croce Rossa insieme per aiutare i giovani ucraini

A seguito dell’emergenza umanitaria verificatasi in Ucraina, il Teatro Verdi di Pordenone aveva organizzato lo scorso 25 luglio il prestigioso “Concerto per la Pace” con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione di Oksana Lyniv, nota bacchetta di origini ucraine. Nell’occasione, il Verdi aveva attivato una raccolta fondi per mettere a disposizione dei giovani rifugiati di quel Paese opportunità di formazione culturale attraverso specifiche borse di studio. Presentati nel corso di una conferenza stampa gli esiti della benefica iniziativa che nelle scorse settimane aveva consentito di raccogliere 8 mila euro e che proseguirà fino al 31 gennaio prossimo.

«Abbiamo voluto intraprendere un gesto concreto di Umanità, la prima cosa che viene smarrita durante una guerra», ricorda il presidente del Verdi Giovanni Lessio. «Quello della scorsa estate è stato un importante evento artistico, ma ha segnato anche un impegno fattivo per dare un aiuto ai giovani che stanno patendo sulla loro vita e sul loro futuro le conseguenze di questa assurda e spietata guerra: il tutto grazie alla sinergia con Croce Rossa italiana, Comitato di Pordenone e del Friuli Venezia Giulia».
La Croce Rossa Italiana Comitato di Pordenone, attraverso il suo presidente Giovanni Antonaglia, sottolinea l’adesione al progetto che vede anche la partecipazione del Comitato regionale Fvg e il patrocinio del vicepresidente Cri nazionale Rosario Valastro. «La Croce Rossa pone al centro delle proprie attenzioni le persone e in particolare le persone più vulnerabili e maggiormente in difficoltà – spiega Antonaglia -. Questo progetto vuole essere un importante segnale di sviluppo e di crescita per i giovani ucraini che, a causa del conflitto in atto, vedono le loro aspettative di crescita culturale e/o artistica diventare ancora più difficoltose. La cultura, oltre a rappresentare un motore di crescita, è un potente conduttore di cambiamento e di sviluppo dignitoso per le persone e le comunità: un pensiero che condividiamo con il Teatro Verdi con cui possiamo adesso costruire concrete e significative occasioni formative rivolte a questi giovani che hanno dovuto lasciare il loro Paese d’origine».
Si unisce al plauso per l’iniziativa lo stesso Valastro: «Oltre alla gratitudine per l’obiettivo raggiunto, mi complimento per quanto organizzato, e per l’apporto che il Teatro Verdi ha dato in termini di cultura, collaborazione, ed umanità».

Le donazioni hanno raggiunto ad oggi una cifra considerevole che verrà ripartita – assieme a quanto si sommerà a fine gennaio – in Borse di Studio a favore di bambini e bambine, ragazzi e ragazze ucraini/e rifugiati, domiciliati in Italia. Numerose le persone che hanno donato a titolo personale alla campagna, mentre anche Cinemazero, Pordenonelegge e Spk Teatro hanno promosso la raccolta fondi durante la loro programmazione dei mesi estivi.
Per le Borse di studio sono state individuate due fasce d’età: dai 6 ai 18 anni per il sostegno di percorsi culturali (quali, ad esempio, iscrizioni a corsi di scuole di musica o di danza o teatro e, più in generale, di attività culturale), per un importo complessivo di 3 mila euro. Dai 18 ai 26 anni saranno, invece, istituite due borse di studio del valore di 2.500 euro ciascuna per il sostegno di percorsi artistico-culturali.
I candidati potranno ottenere supporto a percorsi formativi o di approfondimento presso Enti o Istituzioni Italiane accreditate nella formazione in materie musicali, tersicoree, teatrali e in generale in ambito artistico-culturale. Le candidature potranno essere inviate entro il 31 gennaio 2023 a borsestudio@cripordenone.it, indirizzo a cui potranno anche essere richieste informazioni e approfondimenti. Le domande potranno pervenire in lingua italiana, inglese o ucraina. Per la valutazione delle candidature sarà incaricata una commissione nominata da Croce Rossa Italiana Comitato di Pordenone. I componenti della Commissione saranno resi noti dopo la scadenza del termine della presentazione delle domande mediante affissione alla bacheca del sito web www.cripordenone.it
L’entità dei fondi erogati varia nei due Bandi, a seconda che si tratti di quello rivolto ai minori (l’importo assegnato non potrà superare gli 800 euro e l’assegnazione avverrà secondo i termini di arrivo delle domande e fino ad esaurimento dei fondi disponibili) o quello per richiedenti fino ai 26 anni (due borse di studio del valore di euro 2.500 ciascuna).
L’esito della valutazione della domanda sarà notificato via mail ai richiedenti entro il 10 febbraio 2023. I candidati beneficiari dovranno accettare la borsa di studio rispondendo alla comunicazione entro 10 giorni dalla ricezione. La borsa per i richiedenti over 18 sarà erogata in cinque rate dell’importo di 500 euro, in base alla durata del percorso formativo complessivo, e comunque previa verifica del buon esito dell’andamento del percorso formativo intrapreso.

borsestudio@cripordenone.it
www.cripordenone.it

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In copertina e all’interno immagini della consegna dei primi 8 mila euro raccolti con l’iniziativa pro giovani ucraini.

Una nuova era geoeconomica? Domani un dibattito all’ente camerale di Udine

Per domani 23 maggio, alle 17.30, la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha organizzato in Sala Valduga a Udine (ingresso piazza Venerio, 8) un incontro-dibattito che ha l’obiettivo di aprire una riflessione sul momento che stiamo vivendo, con un particolare focus sull’economia. Un’economia già provata da un biennio di pandemia globale, che ora si trova a fare i conti anche con la guerra in Ucraina, evento che sta già fortemente mutando gli equilibri geoeconomici e politici internazionali. Stiamo entrando in una nuova era? A intervenire, moderati dal direttore del Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, saranno Arduino Paniccia, presidente Asce Scuola di Competizione Economica Internazionale di Venezia, e Niccolò Locatelli, coordinatore di Limesonline, il sito internet di Limes.
L’incontro-dibattito, che sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube della Camera di Commercio, sarà introdotto dal presidente Giovanni Da Pozzo e chiuso dall’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini.
Per partecipare basta registrarsi inviando una mail all’indirizzo promozione.ud@pnud.camcom.it (fino ad esaurimento dei posti).

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio che domani ospiterà il dibattito economico in sala Valduga.

 

Aisdo e Goccia di Carnia insieme: 50 mila bottiglie d’acqua donate all’Ucraina

Cinquantamila bottiglie di acqua naturale Goccia di Carnia trasportate dallo stabilimento di Forni Avoltri fino a Verona e da lì attraverso la Polonia fino in Ucraina: è l’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per la Salute degli Occhi (Aisdo Onlus) assieme all’azienda Goccia di Carnia.
«Le notizie dall’Ucraina riportano che decine di città sono rimaste senza acqua potabile, mentre l’approvvigionamento idrico e l’accesso all’acqua diventano sempre più difficili per la popolazione – commentano Paolo Lanzetta, presidente della Onlus e docente all’Università di Udine, e Samuele Pontisso, amministratore delegato di Goccia di Carnia -. Siamo rimasti profondamente colpiti da questa tragica situazione e ci siamo chiesti cosa potessimo fare per esprimere una concreta vicinanza alla popolazione così duramente colpita. Così ci siamo attivati per portare l’acqua, un bene primario per la sopravvivenza».
«L’acqua è vita e dissetare gli assetati è dovere di ognuno di noi – aggiunge Lanzetta -: allo stesso tempo, l’acqua è simbolo di pace. Ricordiamoci di quanto fosse uso comune nel passato accogliere qualcuno in casa nostra offrendo un bicchiere d’acqua». «Siamo consci che questa iniziativa sia solo una goccia nell’oceano, ma crediamo fermamente anche nel significato simbolico di questo gesto e speriamo che possa portare un messaggio di pace dove ora imperano violenza e sofferenza», concludono Pontisso e Lanzetta.
L’iniziativa vede il prezioso supporto di Confindustria, della Protezione civile di Verona e dell’Ambasciata Ucraina in Italia.

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In copertina e qui sopra l’autocarro carico di bottiglie pronto a lasciare Forni Avoltri.

Fondazione Carigo, erogati 2 milioni per aiutare i profughi in arrivo dall’Ucraina

Con l’obiettivo di offrire una risposta tempestiva all’emergenza in corso in Ucraina, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha contribuito, assieme alle altre Fondazioni di origine bancaria attive sul territorio nazionale, a offrire un sostegno straordinario di complessivi 2 milioni di euro per garantire assistenza ai profughi. In linea con i valori di pace e di solidarietà che da sempre ispirano la loro attività, le Fondazioni di origine bancariahanno stabilito, per tramite di Acri (Associazione che riunisce tali enti a livello nazionale), di destinare i fondi al sostegno umanitario della popolazione ucraina che sta lasciando il Paese a causa del conflitto. Le risorse, a valere sul Fondo Nazionale Iniziative Comuni – il fondo costituito dalle Fondazioni in seno ad Acri per rispondere alle emergenze –, andranno a sostenere l’attività di alcune Ong che si sono già mobilitate a tale scopo, e con cui sussiste un consolidato rapporto di collaborazione nell’ambito di altri progetti.
«La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia è profondamente colpita da quanto sta accadendo in Ucraina», commenta il presidente, Alberto Bergamin, «Crediamo sia nostro dovere attivarci per offrire tutto l’aiuto possibile alle persone costrette ad abbandonare le proprie case. Per questo condividiamo con piena convinzione l’iniziativa di Acri, che ci vede coinvolti insieme alle altre Fondazioni analoghe presenti in Italia. Si tratta di un sostegno rapido e tangibile, che saprà dare risposta ai bisogni di queste persone e auspichiamo possa, almeno in parte, alleviare le loro sofferenze».
«Non avremmo mai pensato di vedere nuovamente la guerra nel cuore dell’Europa. Ribadendo il profondo sdegno per la brutale aggressione russa, e con l’auspicio che si riprenda prestissimo la strada del dialogo e del confronto civile, ora è urgente farsi carico dell’ingente quantità di uomini e di donne in fuga dall’Ucraina», ha detto Francesco Profumo, presidente di Acri, «Le Fondazioni di origine bancaria – ha aggiunto – si mobilitano rapidamente per dare il loro contributo alle Ong in prima linea nell’accoglienza. Si tratta di un primo segnale, all’interno di quella che si sta configurando come una grandissima mobilitazione di solidarietà del nostro Paese e dell’intera Unione, ennesima testimonianza di un’Europa di pace e di convivenza».

Alberto Bergamin

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In copertina, la sede della Cassa di Risparmio e della sua Fondazione a Gorizia.

Trieste, Fondazione Luchetta impegnata a favore dei profughi dell’Ucraina

Nelle settimane che hanno riportato in Europa drammatici venti di guerra, e costretto già quasi 3 milioni di cittadini ucraini a lasciare il loro Paese, la necessità di garantire accoglienza tempestiva a chi ha dovuto lasciare all’improvviso la sua casa e si trova senza riferimenti in terra straniera è diventata emergenza prioritaria.
«Per questo¯- spiega la presidente Daniela Luchetta – la nostra Fondazione si è messa a disposizione in tempi molto rapidi: le prime famiglie, che provengono da zone diverse dell’Ucraina, sono arrivate in questi giorni, attraverso un lungo viaggio in corriera da Leopoli Si tratta di otto donne, delle quali sei madri e due zie, giovanissime, e di 8 minorenni, di età compresa fra 4 e 17 anni. Tutti i bambini hanno già ricevuto una visita medica all’ospedale infantile Burlo Garofolo, sei di questi sono affetti da patologie varie per le quali stiamo predisponendo visite specialistiche e percorsi di cura. Le famiglie al momento si trovano nelle nostre strutture di accoglienza, con tutta l’assistenza necessaria: parte nella nostra sede di via Chiadino e parte nella Casa Steffè, a Bristie-Sgonico. Proprio Casa Steffè – anticipa ancora la presidente Luchetta – sarà sede di riferimento per il Cas, Centro di Accoglienza Straordinaria, che la Fondazione ha avviato questi giorni, d’intesa con la Prefettura di Trieste, per l’accoglienza dei profughi ucraini. Ci sono stati momenti di grande commozione, quando le madri ucraine hanno capito di aver portato i loro bambini al sicuro, e di potersi affidare a noi. Nei giorni precedenti la Fondazione aveva già ospitato un primo bimbo e sua mamma sfuggiti al conflitto in Ucraina, accompagnati dalla giornalista Rai Felicita Pistilli. Il Cas segna un passaggio di testimone con il precedente progetto Sai-Siproimi, in fase di chiusura: è rimasta solo una famiglia pachistana che sarà ospite ancora per qualche tempo a Bristie».
E c’è di più: nelle prossime settimane la Fondazione si appresta ad ospitare ulteriori profughi, questa volta di provenienza afghana. «Prosegue infatti – sottolinea Daniela Luchetta – il nostro impegno per la risoluzione di alcune difficili storie di famiglie afghane con minori gravemente ammalati: bambini che non possono più curarsi regolarmente nel loro Paese, e che contiamo di poter ospitare a Trieste, nelle nostre sedi. L’esperienza della Fondazione Luchetta è diventata un riferimento importante, a livello internazionale, per l’attività di solidarietà sanitaria grazie al networking fra istituzioni italiane ed enti e realtà del territorio. Non vogliamo disperdere questo circolo virtuoso e siamo pronti a fare gli straordinari, con la squadra di operatori e volontari della Fondazione, per garantire assistenza a chi ne ha bisogno: bambini e giovani che cercano di lasciare l’Afghanistan, insieme alle loro famiglie».

Per far fronte alle molteplici emergenze, la Fondazione Luchetta, che non gode di contributi
pubblici permanenti, indice una raccolta fondi sulla pagina Facebook e nel Centro di Raccolta di
Via Valdirivo 16a. È anche possibile donare via bonifico bancario, IBAN IT 39 B 02008 02230
000048893508 – BIC SWIFT UNCRIT2BOPA.

INFO fondazioneluchetta.eu

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In copertina, Casa Steffè a Bristie-Sgonico; all’interno, la presidente Daniela Luchetta.

I medici Fvg della Fimmg sono pronti ad assistere i profughi in arrivo dall’Ucraina

Emergenza profughi dall’Ucraina: i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, pronti a dare la propria totale disponibilità. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) vuole fornire una concreta e fattiva opera professionale-assistenziale nei confronti di un popolo così duramente colpito in quella che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito come la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

Fernando Agrusti


«Accogliendo con favore la decisione dell’Unione Europea di applicare la direttiva sulla protezione temporanea – spiega il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – la Fimmg mette a disposizione la propria rete capillare e diffusa di medici di famiglia e continuità assistenziale, potenziata anche dalla disponibilità dei medici che hanno lasciato l’attività professionale per raggiunti limiti di età. Diamo quindi disponibilità a concordare con le autorità nazionali e regionali le ulteriori modalità organizzative per una efficace erogazione della indispensabile assistenza medica ai profughi di guerra dell’Ucraina».
Il tutto senza venir in meno nel proprio impegno nella lotta al Coronavirus e all’attenzione ai propri assistiti. «Pur nelle gravi difficoltà causate ancora dalla pandemia Covid-19 – aggiunge Agrusti -, che continua a provocare incrementi enormi dei carichi di lavoro, i medici della Fimmg non vogliono esimersi dal fornire il loro concreto aiuto, nelle normali sedi di erogazione del proprio servizio assistenziale o in sedi apposite delle loro Aggregazioni funzionali territoriali, senza distinzioni o differenza dell’assistenza erogata nei confronti dei propri assistiti».

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In copertina, alcuni profughi in partenza dall’Ucraina colpita dalle bombe russe. (Foto Caritas)

 

Crisi energetica, Coronavirus e Ucraina: Magri online con gli artigiani di Udine

La crisi energetica, i rincari delle materie prime, l’inflazione crescente, l’emergenza sanitaria che ancora non è archiviata e non ultima la delicata situazione in Ucraina sono alcune delle variabili che stanno ipotecando la ripartenza dell’economia nel nostro Paese. Un puzzle di grande complessità sul quale Confartigianato-Imprese Udine ha invitato a riflettere il professor Paolo Magri, vicepresidente esecutivo dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi. Magri, che è anche giornalista, spesso ospite di salotti televisivi e radiofonici in qualità di commentatore di politica estera e scenari globali, sarà protagonista di un incontro online in programma per domani 10 febbraio, alle 18. Per iscriversi e ricevere il link utile ad accedere alla diretta è necessario compilare il form on-line sul sito www.confartigianatoudine.com

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Oggi, invece, si terrà l’annunciato incontro sulla sicurezza informatica. Confartigianato Imprese Udine, infatti, se ne occuperà nel corso di un incontro promosso dalla sezione Pmi che si terrà in modalità mista, sia in presenza (in via del Pozzo 8 a Udine) che online in diretta streaming, a partire dalle 17.30 (l’ingresso è libero, previa compilazione del form sul sito Internet dell’associazione www.confartigianatoudine.com). A introdurre il delicato tema della cybersecurity sarà l’avvocato Antonella Fiaschi, che oltre a fare il punto sulla normativa europea e nazionale, spiegherà anche i motivi del forte interesse dell’Europa per la sicurezza informatica. A seguire, Sergio Guarneri, Key Account Large Enterprise Division di Fastweb, illustrerà i rischi e la facilità per le aziende e le reti di essere soggette ad attacchi informatici e si soffermerà sui processi e sulle tecnologie innovative per difendersi.

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In copertina, il professor Paolo Magri vicepresidente dell’Ispi.