Turismo, in agosto boom di assunzioni. Confermato invece il calo di contratti previsti in manifattura e costruzioni

Crescono anche ad agosto i nuovi contratti di assunzione (di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato) programmati dalle imprese Fvg dei settori industria, servizi e primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca): il sistema di rilevazione Excelsior-Unioncamere, elaborato per la Regione dal Centro Studi Camera di Commercio Pordenone-Udine, registra 6.910 assunzioni previste nel mese, con 250 ingressi programmati in più (+4,1%) rispetto ad agosto 2024. Nel trimestre agosto-ottobre 2025 sono previste 28.070 entrate, +410 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,6%).
Il settore primario, che – lo si ricorda – viene monitorato dal mese di luglio di quest’anno – programma ad agosto 530 assunzioni in Fvg, l’industria nel suo complesso ricerca 1.580 lavoratori nel mese, di cui 1.070 sono i contratti previsti dal manifatturiero e 510 dalle costruzioni. Permane la complessità nel settore industriale: le assunzioni previste sono infatti ancora in calo, -310 (cioè -16,3%) rispetto ad agosto 2024, sia per la componente della manifattura sia per quella delle costruzioni.

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La transizione energetica

Voucher digitali e transizione energetica: la Camera di Commercio Pordenone-Udine li mette a disposizione delle piccole e medie imprese dei due territori, con un bando dal plafond di 250 mila euro. Sono ammissibili a contributo le spese sostenute dall’impresa – fatturate e pagate – a partire dal 1° gennaio 2025 e prima della presentazione della domanda, per gli acquisti elencati espressamente all’articolo 6 del Bando, disponibile con tutta la modulistica e le informazioni di dettaglio nella sezione Contributi camerali del sito www.pnud.camcom.it. In sostanza, si deve trattare di spese sostenute per acquisire servizi e beni per l’adozione e introduzione in azienda di tecnologie digitali 4.0, in un’ottica di “doppia transizione” digitale ed ecologica, o ancora acquisti finalizzati a favorire la razionalizzazione dell’uso di energia da parte delle imprese, attraverso la realizzazione di interventi di efficientamento – ogni spesa ammessa a contributo, in ogni caso, è dettagliata nel bando. L’agevolazione camerale consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale sulle spese sostenute e ritenute ammissibili, nella percentuale massima del 70 percento. Le tipologie di voucher sono due. Il voucher A è dell’importo di euro 5mila euro a fronte di una spesa minima di 7.142,86 euro (Iva esclusa), e il voucher B è di 10 mila euro a fronte di una spesa minima di 14.285,72 euro (sempre Iva esclusa). Alle imprese in possesso del rating di legalità valido sarà riconosciuta una premialità di 250 euro. Le imprese interessate possono presentare domanda alla Cciaa, utilizzando, a pena di inammissibilità, la modulistica presente sul sito entro il 2 settembre prossimo e inviandola esclusivamente via posta elettronica certificata (Pec). Per le imprese con sede destinataria dell’iniziativa in provincia di Udine la Pec a cui indirizzare la domanda è contributi.ud@pec.pnud.camcom.it, per Pordenone contributi.pn@pec.pnud.camcom.it

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Sono invece 4.790 i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso, +570 su agosto 2024 (+13,5%). «A offrire le maggiori opportunità di impiego in questo periodo, e con crescita davvero significativa – commenta il presidente della Cciaa friulana Giovanni Da Pozzo – è ovviamente il turismo», nel quale infatti Excelsior rileva 1.770 lavoratori previsti in ingresso (+610, addirittura +52,6% su agosto 2024), seguito dai servizi alle imprese con 1.340 richieste, sostanzialmente stabili, queste, rispetto all’anno precedente.
Ad agosto le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per più di 4.000 assunzioni programmate (il 58,6% del totale), confermando come causa prevalente la mancanza di candidati. Tra le professioni ad alta specializzazione e tecniche, si faticano a trovare lavoratori nelle professioni tecniche delle attività turistiche e ricettive (difficoltà di reperimento totale, da tutte le imprese intervistate), seguiti dagli analisti e specialisti nella progettazione di app (93,8%). Nelle professioni commerciali e dei servizi sono particolarmente difficili da reperire i professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali (84,7%) e la difficoltà rimane elevata anche per esercenti e addetti alle attività di ristorazione (68,4%). Tra gli operai specializzati si segnalano quelli addetti alle costruzioni e al mantenimento delle strutture edili (85,4%).
Le imprese sono alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire circa 1.600 ingressi programmati nel mese di agosto, pari al 23% del totale contratti. Per una quota pari al 32% le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni.

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In copertina, un’immagine della sede udinese della Camera di Commercio.

Excelsior Fvg, in giugno 10.810 assunzioni trainate dal turismo. Da Pozzo: bene anche le costruzioni

Sono 10.810 le assunzioni programmate dalle imprese, a giugno, in Friuli Venezia Giulia, che diventano 28.190 nell’intero trimestre giugno-agosto. La richiesta è in lieve calo rispetto a giugno 2023 (-350 figure, -3,1%) e al corrispondente trimestre (-310 figure, -1,1%). A trainare i nuovi contratti di lavoro è ancora il turismo e più in generale il settore variegato dei servizi (con 7.580 contratti offerti a giugno e quasi 20mila previsti nel trimestre), mentre sono 2.370 a giugno i lavoratori ricercati dal comparto manifatturiero (5.880 nel trimestre). Nel mese, registrano dinamiche molto positive le costruzioni (+17,8%) con quasi 900 assunzioni previste (2.400 nel trimestre) e il commercio (+16,9%). In flessione, invece, il comparto dell’industria (-13,5% di assunzioni previste). Sono queste le elaborazioni del Bollettino Excelsior realizzate per il Friuli Venezia Giulia dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, diffuse ieri in contemporanea alla pubblicazione del bollettino nazionale che registra mese per mese il fabbisogno, a livello occupazionale, delle imprese italiane.
«Anche vista la stagione, il turismo si conferma il comparto che offrirà le maggiori opportunità di impiego», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, con circa 2.500 lavoratori ricercati nel mese e 6.400 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (2.240 nel mese e quasi 6mila nel trimestre) e dal commercio (1.500 nel mese e poco meno di 4.000 nel trimestre).
Sono circa 5.700 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto: il 52,5% dei profili sono dunque complessi da trovare, con un +1,2% di difficoltà rispetto al 2023 e addirittura + 19.4% di difficoltà rispetto al 2029. Tra le professioni tecniche e a elevata specializzazione spiccano per difficoltà di reperimento, come ormai abituale negli ultimi anni, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni con l’82,2%, ma anche tecnici della salute (80,8%) e tecnici in campo ingegneristico (80,5%). Per le professioni commerciali e nei servizi le figure più difficili da reperire sono quelle relative a professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (64%), seguono gli operatori della cura estetica (63,2%). Infine, tra le figure degli operai specializzati e i conduttori di impianti si distinguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (89%) e gli operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (80,5%).
Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato e il 35,1% delle assunzioni a giugno interesserà giovani con meno di 30 anni. I giovani sono richiesti soprattutto nelle aree commerciali e della vendita (il 43% delle figure richieste), così come nelle aree tecniche e della progettazione (il 38,8%).
Sotto il profilo territoriale, il Mezzogiorno registra una dinamica positiva consistente (+3,8mila su giugno e +19mila sul trimestre) grazie al contributo, in particolare, di costruzioni e commercio; la flessione del manifatturiero penalizza le altre aree geografiche, soprattutto il Nord Est (complessivamente -4,4mila nel mese e -10,3mila nel trimestre); più stabili, sempre rispetto ad un anno fa, Nord Ovest e Centro.

Il report Banca d’Italia
sarà presentato a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche a Udine, in Sala Valduga, i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per venerdì 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo, l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia, Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia. «Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, previa registrazione sul sito Cciaa www.pnud.camcom.it. Per informazioni: Telefono 0432.273224 e segreteriagenerale@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

Le nuove imprese femminili in Fvg: via alle domande di contributo (Pec) alle due Camere di Commercio territoriali

Scattano, in Friuli Venezia Giulia, dalle 9.15 di martedì 13 febbraio (e fino alle 16.30 del 13 marzo) i termini per la presentazione delle domande di contributo a sostegno di progetti di imprenditoria femminile nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio, del turismo e dei servizi. L’avviso e i fondi sono della Regione Fvg e il procedimento sarà gestito dalle due Camere di Commercio territoriali (Pordenone-Udine e Venezia Giulia). Possono richiedere i contributi le nuove imprese femminili Fvg, con dimensione di pmi, per tutta una serie di spese espressamente indicate nell’avviso (da vari tipi di oneri per investimenti, a quelli per la costituzione, fino a quelle di primo impianto o per microcredito). L’intensità del contributo è del 50% della spesa ammissibile, salvo che l’impresa femminile abbia richiesto un’intensità minore. L’ammontare minimo del contributo è di 2.500 euro e il massimo di 30 mila. Per nuova impresa si intende quella iscritta da meno di 36 mesi al registro delle imprese alla data di presentazione della domanda di contributo.
L’impresa dovrà fare richiesta alla Camera di commercio territoriale competente, esclusivamente da indirizzo Pec alla Pec della Camera competente. Per le imprese con sede destinataria dell’investimento nel territorio di Udine scrivendo a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it, per le imprese con sede nel pordenonese a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it
Tutte le info sulle spese ammissibili e le condizioni per ottenere i fondi sono disponibili sui www.pnud.camcom.it oltre che sul sito della Regione Fvg. Vale l’ordine di arrivo delle domande, generato in automatico dalla posta certificata. I progetti di imprenditoria femminile devono essere realizzati e rendicontati entro il termine massimo di 18 mesi dalla data di ricevimento della comunicazione della concessione del contributo.

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In copertina, il palazzo della sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Tra economia e sviluppo, a Pordenone i premi della Camera di Commercio con il ministro del Lavoro Marina Calderone

Giovedì 23 novembre, alle 17, il Teatro Verdi di Pordenone ospiterà la Premiazione dell’economia e dello sviluppo, cerimonia clou della Camera di Commercio Pordenone-Udine con cui ogni anno conferisce riconoscimenti a lavoratori, imprenditori e personalità che con l’impegno quotidiano fanno grande il Friuli, dentro e fuori dai confini regionali. Quest’anno la cerimonia, ospitata come sempre dal presidente camerale Giovanni Da Pozzo, si terrà alla presenza del ministro del Lavoro Marina Calderone, che interverrà dal palco del teatro pordenonese prima del conferimento delle tre Targhe dell’Eccellenza, momento culminante dell’evento che vedrà in tutto ben 73 premi nelle diverse categorie da bando, riconoscimenti e riconoscimenti speciali.
La cerimonia è sempre occasione per fare anche il punto sullo stato dell’economia del Friuli Venezia Giulia e per gli obiettivi futuri. Interverranno in apertura il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani e il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, quindi il presidente Da Pozzo e infine il ministro Calderone.

La sostenibilità nel turismo:
corso online per due venerdì

Stimolare i partecipanti ad individuare gli elementi di sostenibilità del proprio territorio e della propria impresa e offrire loro strumenti per soluzioni che possano rendere sempre più sostenibile e circolare la propria proposta turistica. È l’obiettivo del corso, gratuito e online, che si terrà venerdì 24 novembre e venerdì 1° dicembre dalle 9 alle 12, per aiutare imprenditori e dipendenti ad approfondire in termini pratici le tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, economica e sociale. Le buone pratiche di sostenibilità presentate permetteranno ai partecipanti di conoscere strumenti e soluzioni operative, anche utili per successive attività di marketing e promozione della propria struttura. Docente del corso è Maria Novella Sbaraglia. Per partecipare basta iscriversi entro lunedì 20 sul sito www.pnud.camcom.it e si riceverà il link per entrare alla doppia lezione.

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In copertina, il ministro del Lavoro Marina Calderone che interverrà alla cerimonia.

Imprese del turismo e della cultura: giovedì webinar sui siti Unesco Fvg

Un webinar formativo e un laboratorio di ascolto dedicato alle imprese del turismo. Si terrà online giovedì 15 giugno, dalle 9.30 alle 11, ed è organizzato dalle Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia, in collaborazione con Unioncamere. In particolare, il workshop, approfondirà i siti Unesco del Fvg come leva per una crescita delle offerte del Friuli Venezia Giulia come destinazione turistica di qualità. Interverrà Antonio Scuderi, ceo Capitale Cultura Group. Per info e iscrizioni www.pnud.camcom.it (sezione dedicata in Home page-Agenda). L’attività rientra nel programma regionale Turismo della Camera di commercio di Pordenone-Udine e della Camera di commercio Venezia Giulia nell’ambito del Fondo di Perequazione di Unioncamere 21-22.

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In copertina, un’immagine della sede udinese dell’ente camerale friulano.

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Confcooperative Fvg: virus e costi energetici mettono a rischio il sistema

Crollo vistoso dei ricavi per cultura e turismo (-32,5 per cento); in negativo anche l’agricoltura e la pesca (-2,99 per cento) e il settore delle cooperative di produzione e lavoro (-1,3 per cento). Segno positivo, invece, per le 9 Bcc regionali (+21 per cento di raccolta globale); le cooperative di distribuzione e consumo (+8,9 per cento i ricavi) e per la cooperazione sociale (+2,0 per cento). È questa la sintesi del report di Confcooperative Fvg – presentato a Udine alla stampa e all’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini – che fotografa in maniera realistica gli effetti concreti che, questi due anni di emergenza sanitaria, hanno prodotto sui bilanci delle 523 cooperative aderenti. Complessivamente, nel 2020, il sistema delle imprese di Confcooperative Fvg ha perso l’1,5 per cento in valore; un dato peggiore rispetto al sistema nazionale dove si segnala un sia pur lieve aumento (+1,0 per cento). Altro indicatore preoccupante del pesante impatto del Covid-19 sul sistema, è dato dalla forte riduzione delle nuove iscrizioni al Registro regionale delle cooperative (-41 per cento nel 2021, sul 2020, quando era già in calo del 5,6 per cento, sul 2019).

«Sono dati che testimoniano dell’enorme impatto che la pandemia ha avuto sul tessuto economico e di come essa abbia colpito in maniera estremamente differenziata. I dati che abbiamo raccolto – dice Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg – ci consentono di disegnare un quadro dettagliato della situazione: situazione che, peraltro, sarebbe stata ancora peggiore senza gli importanti interventi pubblici che si sono succeduti in questi due anni. La preoccupazione per la tenuta di molte imprese è però reale, complice anche lo scenario internazionale, la cui incertezza potrebbe aggiungersi a tutti gli altri fattori, come l’incremento dei costi di produzione, nell’allontanare la ripresa».
L’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Bini, ha quindi confermato la vicinanza dell’Amministrazione regionale al mondo della cooperazione e ha annunciato che il sostegno e la concertazione non verranno meno nemmeno in futuro.

Gli addetti delle cooperative aderenti a Confcooperative hanno raggiunto le 19.573 unità, ma anche in questo caso la crisi ha colpito in maniera differenziata i diversi settori: cultura e turismo hanno visto ridursi del 39 per cento l’aggregato delle retribuzioni ai lavoratori del settore. L’emergenza sanitaria ha determinato, invece, la crescita degli addetti delle cooperative sociali (+10,1 per cento) le quali, tuttavia, evidenziano una notevole difficoltà a reperire figure professionali specializzate. Una vera e propria emergenza nell’emergenza: mancano, infatti, 650 operatori sociosanitari, 600 educatori socio-pedagogici, 250 infermieri e 120 educatori sociosanitari.
«Per i settori più colpiti dalla pandemia – commenta il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà – le chances di ripresa sono legate all’effettivo ritorno alla normalità con la progressiva eliminazione delle limitazioni agli spostamenti e alla possibilità di partecipazione agli eventi collettivi. L’incremento dei costi dell’energia e dei trasporti (a due o, addirittura, a tre cifre), però, rischia di erodere in maniera estremamente rilevante le marginalità ridotte tipiche del comparto cooperativo il quale, non solo non è in grado di “scaricare” gli incrementi dei costi sui clienti, ma si è anche già speso molto utilizzando le riserve per salvaguardare l’occupazione e la remunerazione dei soci, in questi due anni difficilissimi. Sulle prospettive di settori, quale quello agroalimentare, potrebbero influire inoltre le tensioni internazionali».
Le azioni di contrasto a tali aumenti, da attivare in sede regionale e nazionale, non mancano secondo Confcooperative Fvg. La rateizzazione del pagamento delle bollette, potrebbe rappresentare un primo sollievo per le imprese più piccole e con ridotta marginalità, insieme alla riduzione delle aliquote fiscali sui prodotti energetici e la riduzione degli oneri di sistema; il sostegno all’avvio delle comunità energetiche e delle forme di autoconsumo individuale e collettivo; l’incentivo allo sviluppo di gruppi di acquisto di energia; la promozione e il sostegno a forme mutualistiche senza scopo di lucro di acquisto collettivo di beni e servizi energetici in forma cooperativa. «È una vera emergenza – conclude Galluà – che rischia di allontanare la ripresa e colpire imprese già indebolite dalla crisi indotta dalla pandemia».

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In copertina, il presidente di Confcooperative Daniele Castagnaviz e all’interno altre immagini dell’incontro con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e con il direttore generale Nicola Galluà.

 

Cooperative Fvg, nel 2021 la ripresa Covid c’è stata ma purtroppo ancora non basta

Nel 2021 la ripresa c’è stata, rispetto al drammatico 2020, ma è una ripresa debole e a macchia di leopardo. È il quadro che si delinea nel bilancio di fine anno tratteggiato da Confcooperative che, con 541 associate in Friuli Venezia Giulia, è la principale organizzazione di settore. «La pandemia ha indotto le cooperative ad adottare iniziative imprenditoriali straordinarie, spesso rivedendo l’organizzazione interna e introducendo innovazioni dei processi, ma anche elevando ulteriormente gli standard qualitativi di prestazioni e produzioni. Per molte realtà è quindi in atto un profondo rinnovamento di strategie e obiettivi aziendali», è il commento di Daniele Castagnaviz, al vertice della Confcooperative regionale dal luglio 2020. «Anche come Confcooperative – aggiunge – stiamo portando a termine, in queste settimane, una approfondita ricerca sul comparto cooperativo regionale mentre, sul medio termine, l’obiettivo è costituire una vera e propria Academy cooperativa per formare i dirigenti del futuro».

Nicola Galluà

 

I diversi settori

Confcooperative Fvg ha elaborato le prime anticipazioni sull’andamento del 2021, anche se un bilancio più preciso sarà possibile soltanto con l’analisi dei bilanci. «Le sanificazioni hanno dato una spinta positiva al settore pulizie nel quale operano numerose cooperative. Agricoltura e agroindustria hanno segnato una crescita del 10 per cento, che fa ben sperare anche per sostenere la remunerazione delle imprese agricole», commenta Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg. «Il comparto della cooperazione sociale è in prima linea da un anno e mezzo. Il 2020 è stato un anno molto difficile, oggi il momento più critico è stato superato ma perdurano grossi problemi legati alla disponibilità di figure professionali tipiche del settore, quali infermieri e Oss, la cui scarsità costituisce una vera emergenza». Quello dei servizi è, nel complesso, uno dei settori di punta dove opera la cooperazione e dove, secondo un recente studio di Confcooperative, si concentra l’87 per cento delle start up cooperative innovative. «Pure il comparto culturale viene da un periodo difficile, non ancora del tutto superato, anche se le diverse misure pubbliche di sostegno hanno dato un contributo alla ripartenza, mentre perdurano i segnali di preoccupazione per settori dipendenti dal turismo, come agenzie di viaggio e trasporto persone, con l’eccezione dell’Albergo diffuso, modello di ricettività cooperativa che sta vivendo una fase particolarmente positiva», precisa Galluà.

La sostenibilità

Cresce nel 2021 anche l’impegno delle cooperative per la sostenibilità. Il 69,3 per cento delle cooperative associate – secondo l’Ufficio studi di Confcooperative – ha intrapreso almeno una iniziativa riconducibile ad alcune delle principali tematiche dello sviluppo sostenibile. In particolare, il 25,2 per cento ha optato per l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto; il 18,9 per cento ha avviato percorsi formativi e informativi interni sulla sostenibilità; il 13,4 per cento delle cooperative si è indirizzato verso il riciclo e il riuso dei materiali (anche di scarto); infine, l’11,8 per cento delle cooperative ha scelto di promuovere l’ecoinnovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz; all’interno, la sede. 

Promozione online del Fvg all’estero: semplificate le norme per gli incentivi

La Regione Fvg punta a rafforzare le azioni di promozione all’estero delle produzioni e lavorazioni di pregio del Friuli Venezia Giulia, per favorire e assecondare quella che sarà la ripartenza, in modo da far trovare le nostre realtà sempre più pronte e competitive sui mercati internazionali, agevolando le imprese che hanno già fatto domanda di contributo all’Amministrazione e sono state costrette a orientare l’azione promozionale verso le modalità online. La Giunta Fedriga, su proposta dell’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha infatti approvato il Regolamento, che facendo riferimento alle istanze già presentate, modifica il regolamento precedente in materia di incentivi per l’attuazione di programmi pluriennali di promozione all’estero.
“L’obiettivo che ci siamo posti – spiega Bini in una nota Arc – è quello di sostenere le attività che si trovano a fronteggiare la crisi causata dall’emergenza pandemica, e colmare lo svantaggio che il settore economico-produttivo dell’intero Friuli Venezia Giulia, alla pari di realtà di pregio di altri Paesi, patisce a causa del blocco delle esportazioni e delle numerose attività di promozione. Attività che, fino allo scorso inverno, potevano venire effettuate anche in presenza direttamente nelle aree dei mercati di destinazione dei prodotti”.
Il Regolamento, così modificato, si riferisce alle imprese che al momento dell’entrata in vigore dello stesso non abbiano ancora presentato rendicontazione rispetto ai contributi assegnati, in quanto impossibilitate a completare l’attività di promozione dalle restrizioni causate dalla pandemia. Per questo, è stato fatto slittare il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione da 60 giorni a 12 mesi.
Ma è anche stata prevista la possibilità di mantenere il contributo all’impresa beneficiaria, nel caso la rendicontazione del progetto ammesso al finanziamento contempli modifiche alle modalità di esecuzione rispetto al progetto originario, se le stesse riguardano la partecipazione a fiere e mostre mediante l’utilizzo della piattaforma digitale, che si considereranno ammissibili anche se non contemplate in precedenza all’atto della domanda.
“Nell’occasione – evidenzia infine l’assessore Bini – sono state introdotte per il futuro misure per la semplificazione della presentazione delle domande, secondo il percorso che abbiamo intrapreso fin dall’inizio per rendere meno onerosi gli aspetti burocratici ad aziende che in periodi come questo sono impegnate a mantenere attivo l’assetto produttivo”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini.

 

Friulia e Civibank alleate per aiutare il turismo a riprendersi dalla crisi

Il turismo è uno dei settori economico-produttivi che in Friuli Venezia Giulia ha maggiormente sofferto i contraccolpi della crisi pandemica. E che continua a subirne le conseguenze in seguito alla recrudescenza dell’emergenza sanitaria, la quale, dopo aver gravemente penalizzato le località balneari, ora si torna ad abbattere pesantemente sugli sport invernali e quindi sul movimento turistico ad essi collegati. Per far fronte alla preoccupante situazione, Friulia e Civibank si sono alleate mettendo a punto uno strumento di finanza alternativa che permetterà alle Pmi della regione di accedere a finanziamenti fino a 1 milione di euro per sostenere nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. La Finanziaria regionale e la Banca di Cividale si sono mobilitate, infatti, a sostegno delle imprese turistiche Fvg, un comparto che rappresenta il 12% circa del Pil regionale e che negli anni ha dimostrato di saper creare opportunità di business capaci di valorizzare il territorio, la cultura e le tradizioni anche in chiave “slow”. Il turismo, però, come si diceva, è anche uno dei settori tra i più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia e necessita ora di una risposta tempestiva per poter ripartire con ritrovata energia per garantire un’offerta ancora più qualificata.
Friulia e Civibank hanno quindi ideato “Turismo FVG Multiloan”, uno strumento innovativo che punta a sostenere le realtà attive nel settore turistico, alberghiero e della ristorazione immettendo nuova liquidità per sostenere progetti relativi a nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. Friulia – in un conto corrente appositamente aperto presso Civibank – metterà a disposizione una provvista che servirà a sostenere finanziamenti alle imprese del settore turistico per arginare la crisi, ma anche per sostenere investimenti, ammodernamenti e nuove opportunità. La partnership è stata pensata, infatti, anche per quelle aziende che necessitino di maggior liquidità con l’obiettivo di espandere la propria attività.

Federica Seganti

Nella prima fase di “Ramp-up”, fino al 31 marzo 2021, Civibank raccoglierà le richieste provenienti dalle aziende, che potranno così usufruire di finanziamenti a tasso fisso fino a 6 anni per importi variabili dai 100mila a 1 milione di euro. I singoli accordi di finanziamento saranno costruiti in maniera flessibile sulle specifiche esigenze delle imprese e gli importi saranno immediatamente erogati affinché si possano utilizzare per sostenere la continuità operativa o nuovi progetti di sviluppo.  Conclusa la fase di “Ramp-up” i finanziamenti potranno essere trasferiti ad una società veicolo appositamente costituita che li acquisterà mediante l’emissione di titoli che saranno sottoscritti da Friulia (come anchor investor), Civibank ed eventualmente da altri investitori istituzionali.
L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini ha dichiarato: «È importante che in questo momento Friulia, con la partnership di un istituto di credito radicato sul territorio, metta a punto strumenti innovativi di sostegno alle imprese fornendo loro la liquidità necessaria a non rinunciare a progetti di investimento. Il turismo in Friuli Venezia Giulia si sta già ristrutturando con nuovi modelli di offerta che intendiamo continuare ad accompagnare e sostenere per affrontare al meglio le prossime stagioni turistiche».

«Il “Turismo FVG Multiloan” rientra tra le iniziative del piano di sostegno alla ripartenza delle imprese che Friulia ha intrapreso già a partire dallo scorso marzo, con i primi 50 milioni di euro di aiuti che sono stati destinati a misure straordinarie per le aziende partecipate – ha sottolineato la presidente di Friulia, Federica Seganti -. Oggi, grazie a questo strumento – ha aggiunto – intendiamo offrire nuove opportunità alle numerose realtà del settore turistico, un comparto fondamentale nel Friuli Venezia Giulia, essendo la nostra regione una terra di confine unica nel suo genere grazie alla presenza di monti, colline, laghi e mare che permettono ai turisti provenienti da tutta Europa di poter beneficiare di un’esperienza unica e variegata. In una situazione complessa e in costante evoluzione come quella che stiamo vivendo, c’è dunque bisogno della collaborazione di tutti i principali attori economici e finanziari presenti sul territorio, che devono far fronte comune per garantire quei finanziamenti necessari alla ripartenza dei settori più in sofferenza, agevolando l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Con “Turismo FVG Multiloan” puntiamo a fornire un valido supporto ad almeno 40 imprese, consapevoli che l’unico modo per investire sul futuro sia quello di assicurare liquidità e finanze subito disponibili al tessuto imprenditoriale».

Sergio Emidio Bini

«Con questa partnership, Civibank rinnova il proprio impegno concreto nel sostenere le attività produttive del territorio, in tutti i settori e soprattutto in quelli più duramente colpiti dall’emergenza sanitaria – ha evidenziato la presidente Michela Del Piero -. Oggi affrontiamo, a partire da tutto il comparto turismo, una crisi durissima; insieme alle Istituzioni regionali, siamo al fianco di tutti gli operatori che vogliono resistere, non arrendersi. Ma in un’ottica più ampia, guardando a quello che sarà il futuro dopo la pandemia, anche questa iniziativa fa parte dell’impegno che Civibank mette da sempre a disposizione per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia – continua la presidente Del Piero -. È fondamentale assistere oggi il comparto turistico regionale per garantire la sua crescita futura, quale settore strategico di sviluppo per la nostra economia. La nostra Regione ha la grande opportunità di poter sviluppare un settore turistico ancora in divenire in modi nuovi, ispirati anche ai principi dell’innovazione, del turismo lento e della sostenibilità. Possiamo e dobbiamo continuare a crescere in questo senso, in sintonia e sinergia con Friulia e la Regione Friuli Venezia Giulia, in modo da fare sistema di fronte alle grandissime difficoltà di oggi».

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In copertina, la presidente di Civibank, Michela Del Piero; qui sopra, la sede dell’istituto di credito cividalese.

Coronavirus, a Grado un milione e mezzo per famiglie e attività

di Gi Elle

Grado vive soprattutto di turismo e Coronavirus ha assestato un colpo durissimo al settore, con riflessi su tutta l’economia dell’isola mettendo in gravi difficoltà molti residenti. E, proprio per venire incontro a questa crisi senza precedenti, la civica amministrazione ha stanziato 1 milione e mezzo di euro per dare un aiuto alle famiglie e alle attività produttive della città balneare, ottenendo i relativi fondi anche attraverso un inasprimento dell’Imu sulle seconde case. Il tutto è contenuto nel bilancio di previsione 2020 che è stato approvato dalla giunta municipale e verrà sottoposto all’esame del consiglio comunale la prossima settimana. Si tratta – come sottolinea l’esecutivo – di un bilancio atipico rispetto al passato, e non potrebbe essere altrimenti vista l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Nel contempo, lo strumento economico-finanziario prevede anche 11 milioni di investimenti che avranno ricadute positive per aiutare a uscire dalla pesante situazione.

Il sindaco Dario Raugna.

“Abbiamo stanziato circa 1 milione e mezzo di euro – spiega il sindaco Dario Raugna – che verranno distribuiti equamente in un fondo tributario rivolto alle attività economiche e un fondo sociale dedicato alle famiglie. Abbiamo istituito un fondo tributario proprio per dare seguito all’impegno che abbiamo assunto con le categorie economiche, sancito inoltre con un voto in consiglio comunale relativamente ad una mozione. Questo fondo prevede 750 mila euro che concorreranno al dimezzamento della Tari, all’abbattimento della Tosap e all’azzeramento della tassa di pubblicità: di questi, 350 mila euro provengono dall’avanzo libero trasportato sulla parte corrente, 230 mila euro dai trasferimenti regionali proprio per Tosap e Tari, 150 mila euro dai proventi dell’imposta di soggiorno 2019. I restanti soldi provengono dalle nostre economie, ovvero dal taglio che abbiamo fatto di tutte le attività non essenziali e dall’aumento dell’Imu per le seconde case di un mezzo punto (lo 0,5 %), che indicativamente graverà sui non residenti per meno di 40 euro l’anno, ma che per noi ha significato ricavare 350 mila euro da destinare alla nostra comunità. Parallelamente, abbiamo attivato i controlli sulle ‘false’ residenze dove sono emerse 500 posizioni discutibili che saranno oggetto di verifica”.

“Il fondo sociale – illustra ancora il primo cittadino gradese – concorrerà ad aiutare i molti cittadini che in questo momento non stanno lavorando e sono in difficoltà. La stagione dovrebbe ripartire anche se a scartamento ridotto, ma siamo consapevoli del fatto che, essendo una località turistica, se saltiamo questa stagione il prossimo treno passerà soltanto nel 2021: nel mezzo c’è un inverno. Nel frattempo, stanno arrivando ulteriori misure dalla Regione e dallo Stato che potremo incamerare in assestamento, ma nel frattempo ci siamo adoperati per dare risposte concrete al nostro paese: ci tengo a sottolineare che si tratta di soldi veri, non sono proclami”.
“Questo bilancio – conclude il sindaco Raugna – ha dovuto tener conto, inoltre, di minori ricavi per il Comune di Grado: abbiamo previsto infatti di incassare il 35% in meno dai parcheggi, da cui ordinariamente incassavamo 1 milione e 200 mila euro. Voglio ringraziare i miei assessori che hanno rinunciato a una parte cospicua dei loro introiti per favorire questi due fondi, e gli uffici per l’ottimo lavoro svolto poiché sono riusciti a far quadrare i conti in questa situazione non facile”.

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In copertina, il municipio di Grado.