Sul Carso nei boschi di Basovizza alla scoperta di doline e vecchie “hiške”

Per “Piacevolmente Carso”, domenica 5 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 una visita guidata tra i boschi di Basovizza (a Trieste), alla scoperta di doline e “hiške” (i caratteristici capanni carsici in pietra a secco). Con la guida naturalistica Barbara Bassi e il restauratore di “hiške” Vojko Ražem, che ne illustrerà funzioni, tipologia e storia. Una facile passeggiata, quasi in piano, tra boschi ombrosi, doline dall’atmosfera misteriosa e fiabesca, e le “hiške”, un tempo rifugio per pastori e contadini. Seguirà una piccola degustazione-omaggio di formaggi all’Azienda agricola Vidali, di Basovizza. Dopo la passeggiata possibilità di pasti nei ristoranti di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%.
Ritrovo alle ore 9.10 a Padriciano, al parcheggio sulla Strada Provinciale 1, alla deviazione per il Sincrotrone. Raggiungibile da Trieste con il bus 51. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costo: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Uscita per la “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa a livello nazionale dall’Alleanza per la Mobilità Dolce con le più importanti associazioni impegnate sul tema.

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, ecco una delle caratteristiche “hiške” costruite con le pietre del Carso.

Trieste, sarà un weekend tutto all’insegna dell’antiquariato a Ponterosso e Cavana

Per la gioia degli appassionati, si profila a Trieste un weekend tutto all’insegna dei Mercatini dell’Antiquariato. L’Associazione Mericordo, propone, infatti, un doppio appuntamento con il recupero, domani 30 aprile, del Mercatino di Ponterosso (lungo il canale, sotto Palazzo Carciotti), slittato dalla scorsa settimana a causa del maltempo, mentre domenica 1° maggio – come ogni prima domenica del mese – è atteso il Mercatino di Cavana. Dalle 8 del mattino fino al tramonto si potranno visitare i banchi con oggetti d’altri tempi, porcellane antiche, quadri, vinili e curiosità introvabili. Tra pezzi di antiquariato artistico, oggetti da collezione, libri, e complementi d’arredo, il mercatino offre un vero e proprio tuffo nel passato, ma anche nell’attualità di oggetti senza tempo che attirano sempre l’interesse di collezionisti, così come di semplici curiosi che trovano a loro disposizione una ricchissima e diversificata tipologia di offerte. L’appuntamento con Cavana si rinnoverà, come detto, ogni prima domenica del mese, mentre si conferma per l’ultima domenica di ogni mese il Mercatino di Ponterosso.

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“La Nonna sul Pianeta blu”:
oggi i nomi dei vincitori

Raccogliere storie di memoria fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro del Concorso letterario “La Nonna sul Pianeta blu”, avviato tre anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane e fragili. Sono giunti quest’anno al Concorso 95 racconti da 47 province italiane: 21 tra questi sono di origine regionale e 13 residenti a Trieste. La giuria del Concorso – presieduta dalla nota filosofa e saggista Michela Marzano e composta da Gioia Battista, Marinella Chirico, Tommaso Contessi, Francesco De Filippo, Cristiano Degano, Roberta Giani, Michela Morutto, Daniela Poggi, Ferdinando Schiavo e Ilaria Tuti – ha selezionato i migliori 30 racconti che saranno pubblicati in un libro in uscita a settembre in occasione del Mese mondiale dell’Alzheimer. Per la pubblicazione del libro – edito anche quest’anno da Edizioni Pendragon – viene anche lanciato quest’anno un crowdfunding all’interno del progetto “CiviCrowd” di Civibank per lo sviluppo sociale, culturale o sportivo della comunità. Nel pomeriggio di oggi 29 aprile, a partire dalle 18, in diretta online sul canale Youtube dell’Associazione De Banfield la proclamazione dei vincitori assoluti e dei 30 migliori autori selezionati per la pubblicazione 2022. A suggello dell’incontro la conversazione tra il condirettore del quotidiano Il Piccolo Roberta Giani e la presidente di giuria Michela Marzano. Come spiega la presidente della De Banfield Maria Teresa Squarcina «il concorso letterario che abbiamo ideato vuole essere un’occasione per dare voce ai familiari di persone con demenza, per raccontare le loro storie, ma anche per farli sentire meno soli. Abbiamo voluto attingere alla ricchezza e intensità di sentimenti che sappiamo connotare l’esperienza del rapporto con il malato di Alzheimer così che questa iniziativa letteraria diventi portavoce del mondo sommerso, silenzioso e poco riconosciuto dei caregiver». Il concorso può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Friuli Venezia Giulia e del Cooordinamento Associazioni Alzheimer Fvg.

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In copertina e all’interno immagini dei Mercatini dell’Antiquariato di Ponterosso e Cavana, in centro a Trieste.

 

Imprese femminili in Fvg, sono giovani e creano sempre più società di capitali

Sono giovani, creano sempre più società di capitali e hanno un peso importante nei sevizi alle famiglie, nei servizi di alloggio e ristorazione, nel primario e nel commercio. Le imprese femminili attive al 31 dicembre in Friuli Venezia Giulia sono 20.508, di cui 10.023 nel territorio di Udine (48,9%), 5.223 in quello di Pordenone (25,5%), 3.214 a Trieste (15,7%) e 2.048 a Gorizia (10%). Come ogni anno, marzo – ricorrendo anche la Festa internazionale della donna – è il mese che offre l’occasione per il Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine di analizzare il mondo dell’economia declinata al femminile e l’andamento registrato in regione. «La nostra Cciaa – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo – è da sempre molto attiva nel sostegno all’impresa femminile, sia attraverso iniziative di sensibilizzazione sia con specifici corsi di formazione e aggiornamento. Anche con l’accorpamento, abbiamo voluto ricostituire il Comitato imprenditoria femminile, che oggi è ampio, su entrambi i territori di Pordenone e Udine, e con rappresentanti di imprese di tutti i settori economici: un punto di riferimento che ricordiamo a tutte le imprenditrici e che aiuta la Camera a mettere in atto iniziative ad hoc per aiutare le donne a mettersi in proprio e a credere nell’attività d’impresa». Il comitato, presieduto da Cécile Vandenheede, può essere contattato a Udine al numero 0432.273508 o a Pordenone allo 0434.381602, oppure inviando una mail a segreteria.comitato@pnud.camcom.it

Giovanni Da Pozzo

(Foto Petrussi)

Natura giuridica. L’analisi dei dati evidenzia che ci sono 3.169 società di capitale femminili, il 16,1% delle società di capitale attive della regione. Come detto, sono in crescita rispetto al 2020 quando le società di capitale femminili erano 3.026 (+4,7%) e rispetto al 2019 quando si attestavano a 2.964 (+6,9%).

Cariche. A livello di cariche e qualifiche detenute nelle società di capitali, le donne al 31 dicembre 2021 ne possedevano 31.935, di cui il 53,5% come socio o socio di capitale, il 37,3% come amministratore e il 9,2% in altre cariche. I titoli posseduti da donne sono in leggera crescita rispetto al 2019 (+74) ma in lieve calo rispetto al 2020 (-59).

Caratteristiche. Le 20.508 imprese femminili attive sono in maggior misura giovanili, ossia guidate da under 35 (sono giovanili il 9,6% delle femminili contro il 6,8% delle non femminili) e straniere ossia guidate da persone di cittadinanza straniera o apolide (sono straniere il 14,5% delle imprese femminili contro il 12,8% delle non femminili). Le imprese artigiane al contrario sono in maggior misura non femminili (il 32,6% delle non femminili è artigiana contro il 25,6% delle femminili).

Settori economici. Quasi un quarto delle imprese femminili attive (4.670, 22,8% del totale) opera nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 3.854 (18,8%) operano nei Servizi alle famiglie (Istruzione, Sanità e Assistenza sociale…), 3.630 (17,7%) nei Servizi alle imprese (Trasporti, Informazione e comunicazione, Attività immobiliari, Attività professionali, scientifiche e tecniche…) e 3.597 (17,5%) nel settore Primario. Le restanti imprese femminili operano in Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (13,8%), nell’Industria (6,8%) e nelle Costruzioni (2,6%).

Occupazione. Fin qui la presenza femminile alla guida dell’impresa, mentre per quanto riguarda l’occupazione, l’analisi del Centro studi rimarca come nel 2020 il tasso di occupazione maschile in Fvg, pari a 75,2%, sia di 8 punti percentuali superiore a quello medio italiano per gli uomini, fenomeno che si riscontra anche per la componente femminile, dove è pari a 58,9% e supera di quasi 10 punti percentuali quello medio italiano per la componente femminile. In sintesi, per quanto riguarda il tasso di occupazione, il divario di genere a livello italiano è pari a 18,2 punti percentuali, in Friuli Venezia Giulia è di 16,3 punti.
https://www.pnud.camcom.it/statistica-e-prezzi/territorio/ricerche-analisi-settoriali-e-distretti-industriali

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Comunicazioni ingannevoli
alle aziende friulane

Ancora comunicazioni potenzialmente ingannevoli alle imprese friulane, come purtroppo accade periodicamente. Alcune ditte, infatti, hanno segnalato alla Camera di Commercio Pordenone-Udine di avere ricevuto bollettini di conto corrente con richieste di pagamento per non meglio precisati abbonamenti o iscrizioni in elenchi di imprese o pubblicazioni, che però nulla hanno a che fare con la Cciaa. Ancora una volta, pertanto, l’Ente camerale ci tiene a raccomandare le imprese, specie quelle di recente iscrizione, invitandole a porre la massima attenzione: leggere sempre accuratamente le informazioni contenute su questi bollettini e ricordare che la Camera di Commercio non richiede alcun tipo di pagamento con versamento su conto corrente. L’unico versamento dovuto è una volta l’anno ed è il diritto annuale, che va però versato solo con F24 o con Pago Pa. Altri eventuali servizi di cui fruisce direttamente un’impresa si pagano oggi con PagoPa. L’ente invita a prestare attenzione anche a eventuali telefonate con richieste di informazioni, anche riservate, sulla propria azienda. Le imprese che si trovassero in situazioni di questo genere possono sempre contattare la Camera di Commercio per verificare, chiamando l’Ufficio relazioni con il pubblico disponibile a fornire supporto e chiarimenti: 0432.273543-210 oppure via mail a urp@pnud.camcom.it. Le segnalazioni vengono poi inoltrate dalla Cciaa alle forze dell’ordine competenti per le opportune verifiche.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

“Il tempo rimasto”, oggi a Trieste la vecchiaia raccontata da Gaglianone

La Cappella Underground di Trieste e l’Associazione De Banfield onlus ancora insieme per riflettere sui temi della terza età e della vecchiaia attraverso il linguaggio della settima arte. Oggi, alle 18, al Cinema Ariston di Trieste presentazione del documentario “Il tempo rimasto” (Italia 2021), firmato dal regista Daniele Gaglianone, atteso ospite in sala: una produzione di Andrea Segre per Zalab, presentato fuori concorso al 39° Torino Film Festival.


L’appuntamento rappresenta un evento speciale all’interno del ciclo mensile di conferenze “Obiettivo Salute” di CasaViola, ed è realizzato in collaborazione con Zalab e con Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario. Il film è il risultato di un lungo viaggio che il regista – particolarmente conosciuto proprio per i suoi lavori nell’ambito del cinema del reale – ha intrapreso nelIn copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone. 2019 lungo tutta la penisola per raccontare il rapporto con la vita, con il passato e con il futuro di un gruppo di uomini e donne nella terza età. Il vero protagonista di questo lavoro è proprio il tempo. È un film su dei bambini e dei giovani che ora, con le rughe disegnate sul viso, ritornano indietro, a volte come se fossero di nuovo là dove sono stati. In questa distanza che cerca di annullarsi abita il confronto fra il tempo che resta e quello che resterà.

Il film realizza un viaggio dentro questa dimensione, raccontando cosa significa attraversare questa soglia e restarci in bilico fra lacrime inattese e risate improvvise. Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio. I frammenti di vita lontana si inanellano e scivolano uno dentro l’altro legando fra loro persone lontane, ma procedendo per il sentiero si riconosce il filo leggero e solido che può guidare chi percorre questo labirinto.
«Realizzare Il tempo rimasto è stata un’opportunità di ascoltare parole che sembra che la nostra società non voglia più ascoltare; osservare e scrutare volti che la nostra società sembra non voler più vedere – spiega Gaglianone -. Mai come in questi due anni di pandemia si è parlato di chi ha molti anni sulle spalle e vive una condizione di fragilità; ma nello stesso tempo la vecchiaia è sparita dalla nostra quotidianità. Nel film non si parla di emergenze sanitarie e l’attualità non domina il procedere del racconto, tutt’altro. Dopo aver fatto questo lungo viaggio in decine e decine di storie, penso di aver vissuto il privilegio di incontrare un mondo prezioso. Farebbe bene al nostro mondo bulimico, sempre più schiacciato su un presente scivoloso perdersi in questo tempo sospeso», conclude il regista.
La proiezione sarà introdotta dalla presidente di Cappella Underground, Chiara Barbo, e dalla vicepresidente dell’Associazione De Banfield onlus, Mariella Magistri De Francesco. A conclusione l’intervento del regista Daniele Gaglianone.

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In copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone.

Demenza e Alzheimer, Loredana Civita insegna ai “caregiver” a battere la noia

Un nuovo appuntamento a CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield ha ideato a Trieste per affiancare e sostenere i familiari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer – con la conferenza mensile di Obiettivo Salute. In programma oggi, 17 febbraio, alle ore 17.30, c’è infatti l’incontro con Loredana Civita, animatrice nelle case di riposo e alla Dementia Friendly Community di Muggia.
Nel complicato compito di assistenza alla persona con disturbo neurocognitivo, una delle difficoltà più grandi con cui i parenti e gli assistenti familiari si scontrano riguarda le attività da svolgere insieme, cosa fare o cosa proporre per combattere la noia. Partendo, quindi, dalla più tipica delle domande in questo caso, “Che si fa oggi?”, che, non a caso, fa da titolo all’incontro, Loredana Civita illustrerà alcune delle attività più indicate da proporre alla persona di cui ci si prende cura.
Vedremo cosa è più opportuno scegliere tenendo conto delle sue capacità cognitive e facendo in modo di stimolare le cosiddette competenze residue, vale a dire, quelle che la persona è ancora in grado di gestire in autonomia e che vanno stimolate affinché si preservino per il maggior tempo possibile, promuovendo un senso di indipendenza e utilità personale. Proporre delle routine giornaliere, suggerire attività stimolanti, piacevoli e mai frustranti, è un ottimo modo, non solo per combattere la noia e per far trascorrere il tempo più velocemente impiegandolo in maniera proficua, ma rappresenta anche un valido antidoto contro l’insorgenza di sintomi comportamentali, quali irritabilità, comportamento oppositivo, irrequietezza psicomotoria.
Questo incontro sarà un’occasione per scambiare, in modo informale e partecipativo, consigli e idee sulle attività da svolgere in gruppo o in coppia per promuovere una convivenza felice con la persona con disturbo neurocognitivo. È possibile partecipare all’incontro sia in presenza, nella sede di via Fabio Filzi 21/1 (accesso consentito con green pass), che su Zoom, attraverso la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it. Per partecipare in presenza è necessaria la prenotazione, telefonando allo 040.362766(2) o scrivendo a casaviola@debanfield.it

 

Nasce in Fvg Confcooperative Alpe Adria: Trieste, Udine e Gorizia ora sono insieme

«Esprimo l’apprezzamento della Giunta regionale per il grande sforzo compiuto da Confcooperative che è riuscita a unire le esperienze territoriali di Trieste, Udine e Gorizia creando una rete più forte e raggiungendo un risultato non scontato. Una rete di cui sentiamo il bisogno in questo momento di ricostruzione auspicando il superamento della pandemia. Il mondo della cooperazione, in particolare quello della cooperazione sociale assieme al sistema istituzionale, è in grado di trovare soluzioni ai bisogni di salute dei cittadini. Le istituzioni devono utilizzare con maggior forza queste esperienze che, nella ricostruzione immateriale, post pandemia, possono ricoprire un ruolo di rilievo». Lo ha detto al teatro Miela, a Trieste, il vicegovernatore della Regione Fvg, con delega alla salute e alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, all’evento celebrativo per la costituzione di Confcooperative Alpe Adria, unione territoriale che nasce dalla fusione delle unioni delle ex province di Gorizia, Trieste e Udine della Confederazione cooperative italiane. La nuova realtà potrà contare su quasi quasi 400 cooperative, 80 mila soci, compresi i 55 mila delle Bcc, e 500 milioni di euro di fatturato.

Patuanelli con Riccardi e Gardini.


«L’integrazione socio-sanitaria e la sanità territoriale – ha aggiunto Riccardi – hanno bisogno della cooperazione e, in particolare, della cooperazione sociale. Continueremo a lavorare assieme guardando con interesse al rafforzamento nato con Confcooperative Alpe Adria». L’assessore si è soffermato anche sulla capacità di risposta del sistema cooperativo attraverso la cooperazione sociale «che – ha detto – considero insostituibile. È un sistema che deve giocare un ruolo da protagonista in questa fase di ricostruzione dopo la pandemia, una ricostruzione immateriale molto diversa dall’esperienza del sisma del ’76 e più complessa. In questa cornice, si inserisce la necessità di dare risposte anche ad una tensione sociale frutto delle conseguenze del periodo pandemico attraverso la grande esperienza della cooperazione, tramite la coprogettazione fondata sul principio della sussidiarietà». Il vicegovernatore ha, infine, auspicato una maggiore integrazione con il mondo della cooperazione sociale che, ad esempio, nella domiciliarità è in grado di offrire soluzioni significative.
Fra gli interventi della giornata, oltre ai saluti del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, di Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, e del presidente del Consiglio regionale del Fvg Piero Mauro Zanin quelli di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Maurizio Gardini, presidente confederazione cooperative italiane, e Daniele Castagnaviz, presidente Confcooperative Fvg. Hanno partecipato in presenza il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e, da remoto, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani. I lavori, moderati dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, sono stati aperti dal convegno “La mission cooperativa tra pubblico e privato, economia e benessere, territorio e reti comunitarie” con Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Michele Dorigatti, direttore della Fondazione Don Lorenzo Guetti.

Un aspetto della sala.

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In copertina, Maurizio Gardini presidente della Confederazione cooperative italiane.

Imprese straniere, sono quasi 13 mila quelle che operano in Fvg (Udine leader)

In Friuli Venezia Giulia sono quasi 13 mila (esattamente 12.777) le imprese straniere: 5.430 nel territorio di Udine, 3.175 in quello di Pordenone, 2.854 nella provincia di Trieste e 1.318 in quella di Gorizia (dati al 30 settembre 2021). Le imprese straniere sono il 12,7% del totale e collocano la regione al quinto posto in una ideale “classifica” nazionale, dove l’incidenza media è del 10,5% e dove troviamo, con maggior percentuale di straniere sul totale delle imprese registrate, la Toscana (14,5%), la Liguria (14,4%), la Lombardia (13,1%) e l’Emilia Romagna (12,8%). Sono i dati rilevati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato le imprese definite «straniere», ossia quelle in cui la partecipazione di persone fisiche non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando dunque le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da persone straniere. «L’imprenditoria straniera è un fenomeno interessante da monitorare, perché ci insegna a “leggere” con più dettaglio la nostra comunità e l’economia locale – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –: si presenta davvero molto vivace e in crescita, con alcune peculiarità per quanto riguarda la nostra regione e i singoli territori».

Cariche nell’impresa. Per «comunità straniera» si intende l’insieme delle persone nate all’estero che detengono almeno una qualifica (socio, socio amministratore…) o sono titolari di almeno una carica (presidente, consigliere delegato…) in un’impresa italiana o straniera. In Friuli Venezia Giulia ci sono 19.541 persone straniere registrate (pari al 12% del totale di quelle straniere registrate in Italia, la media italiana è del 10%), di queste il 29% sono di provenienza Ue e il 71% extra Ue. Ricoprono per il 48% la carica di titolare, per il 39% quella di amministratore e per il 9% quella di socio. Per quanto riguarda la classe d’età, il 46% delle persone straniere registrate ha da 50 a 69 anni e il 44% da 30 a 49 anni.

Le nazionalità imprenditoriali. Considerando le nazionalità prevalenti all’interno delle imprese, curiosamente e a differenza dell’Italia, dove la maggioranza di persone in aziende straniere è rumena, in Friuli Venezia Giulia risultano al primo posto le aziende svizzere, nazionalità prevalente su cui influisce senza dubbio la cosiddetta “immigrazione di ritorno”. La Svizzera registra nell’imprenditoria regionale 1.903 persone, pari al 9,5% del totale delle persone straniere registrate nelle imprese, seguita da Serbia e Montenegro (1.410, 7,0%), Romania (1.337, 6,6%), Cina (1.294, 6,4%) e Albania (1.278, 6,4%). In classifica seguono poi Francia, Germania, Marocco, Kosovo e Serbia, tutte al di sotto del 5% come incidenza percentuale.

I settori. Costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, servizi, alloggio e ristorazione sono i settori prevalenti fra gli imprenditori stranieri in Fvg. Le persone di nazionalità svizzera con quote o cariche d’impresa sono prevalenti sia a Udine sia a Pordenone, con maggiore operatività nel comparto della ristorazione a Udine e nelle costruzioni a Pordenone. In entrambe le province, la seconda nazionalità imprenditoriale è quella albanese e il settore prevalente è quello delle costruzioni. A Gorizia e Trieste a prevalere sono invece imprese di Serbia e Montenegro, mentre la seconda nazionalità prevalente tra le imprese straniere risulta il Bangladesh per Gorizia e la Cina per Trieste.

Specificazioni settoriali. Entrando più nel dettaglio tra i sottosettori, le imprese straniere operano principalmente in lavori di completamento e finitura di edifici (1.681 imprese, 13,2% del totale delle imprese straniere), ristoranti e attività di ristorazione (846 imprese, 6,6%), costruzione di edifici residenziali e non (749, 5,9%), bar ed esercizi simili senza cucina (575, 4,5%), commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e abbigliamento (456, 3,6%). Seguono i servizi di parrucchieri e altri trattamenti estetici, attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri, rivestimento di pavimenti e muri, commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti non classificati e trasporto di merci su strada.

Effetto Covid. Le iscrizioni di imprese straniere hanno continuato a mantenere un saldo positivo anche nel 2019 e addirittura una crescita nel biennio Covid. Tra iscrizioni e cessazioni, la variazione nel 2019 totalizzava +162, mentre nel 2020 ben +243 e nel 2021 addirittura +512. Le imprese italiane hanno registrato invece andamento diverso. Pur se nel 2021 il saldo iscrizioni-cessazioni è tornato positivo (di +130), il 2020 segnava un -637 e il 2019 un -518.

Ue-Extra Ue. L’incidenza di imprese extra Ue sul totale delle straniere è superiore nei territori di Trieste (81%) e Gorizia (79%), è più bassa invece a Pordenone (75%) e a Udine (73%). Il Friuli Venezia Giulia è al decimo posto con un’incidenza di imprese Extra Ue sul totale di quelle straniere registrate pari al 76%, un dato leggermente inferiore a quello medio italiano. A livello provinciale, la provincia di Prato è prima per incidenza di imprese Extra UE sul totale di quelle straniere registrate (95%), dove si concentra una forte presenza cinese.

Forme giuridiche. La maggior parte delle imprese straniere in Fvg è fatta da imprese individuali (73,6%, contro un valore del 52,4% per quelle italiane), seguono le società di capitale (18%, 24,4% le italiane), le società di persone (7,9% contro 21,1%) e altre forme giuridiche (0,5% contro 2,1%).

Femminili, giovanili, artigiane. Tra i territori del Friuli Venezia Giulia l’incidenza delle imprese straniere artigiane, giovanili e femminili è piuttosto omogenea, ma con alcune peculiarità. Quanto alle straniere femminili, vanno da un minimo di 24% del totale delle straniere a Trieste a un massimo di 26,6% in quello di Udine (media Fvg 25,7%). Le imprese straniere giovanili sono più diffuse nel territorio di Trieste (17,4%) e meno diffuse in quello di Udine (11,7%) – media Fvg 13,7%. Trieste raccoglie anche la maggior incidenza di straniere artigiane (46,5%) mentre Gorizia la minore (33,2%), media Fvg 43%. Le imprese straniere risultano dunque di gran lunga più numerose tra quelle giovani e quelle artigiane, rispetto alle italiane: nelle imprese di nazionalità italiana le femminili sono più o meno analoghe, cioè il 22,6%, ma le giovanili sono solo il 6% e le artigiane solo il 25,9%.

Popolazione straniera residente (Italia e Fvg). La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2021 è 59.236.213 di abitanti. Gli stranieri residenti sono 5.013.215, pari all’8,46% della popolazione totale. La Romania con 1.137.728 residenti in Italia (pari al 22,7% del totale degli stranieri) è la principale nazione, seguono l’Albania con 410.087 (l’8,2%), il Marocco con 408.179 (l’8,1%), la Cina con 288.679 (5,8%) e l’Ucraina con 227.587 (4,5%). Scendendo si trovano poi Filippine, India, Bangladesh, Egitto e Pakistan.
La popolazione residente in Friuli Venezia Giulia a inizio 2021 era di 1.201.510 abitanti. Gli stranieri residenti sono 106.851, l’8,89% del totale. Come per l’Italia, le nazionalità più presenti in Fvg sono quella rumena con 24.966 abitanti (il 23,4% del totale degli stranieri) e albanese con 9.241 (l’8,6%). Seguono la Serbia con 5.621 residenti (5,3%), l’Ucraina con 5.347 (5,0%), il Bangladesh con 5.136 (4,8%) e nell’ordine Marocco, Cina, Croazia, Kosovo e Pakistan.

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In copertina, Giovanni Da Pozzo presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

 

Raccolti in Fvg quasi 165 mila euro per il Burlo. Fedriga si congratula con Despar

«Siamo molto orgogliosi della generosità dimostrata anche in questa occasione dai cittadini di questa regione che, con oltre 350mila donazioni, hanno voluto finanziare un importante progetto a favore del Burlo Garofolo, una eccellenza del nostro sistema sanitario riconosciuta a livello internazionale. La nostra è una comunità che si aiuta e si sostiene reciprocamente. L’importante risultato raggiunto è frutto anche di un grande lavoro fatto da Despar, a partire dalle cassiere e dai cassieri che sono a contatto diretto con i clienti». Lo ha affermato ieri a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel corso della cerimonia di consegna all’Irccs Materno Infantile dell’assegno da 164.762,96 euro, messi insieme attraverso l’iniziativa “Un Natale da donare alla comunità”, la raccolta fondi ideata e promossa da Aspiag Service, concessionaria dei marchi Despar, Eurospar ed Interspar per Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia.

«La collaborazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Despar è su più fronti – ha sottolineato Fedriga – ed è caratterizzata da una grande capacità di dialogo che porta a realizzare progetti concreti proprio grazie alla stretta sinergia fra pubblico e privato. Il nostro desiderio – ha aggiunto il governatore – è che esperienze come quelle maturate nel tempo insieme a Despar si allarghino più possibile ad altre realtà al fine di ottenere risultati sempre migliori a favore della nostra collettività».
La somma raggiunta attraverso questa raccolta fondi, che è avvenuta dal 29 novembre al 19 dicembre nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del Friuli Venezia Giulia, consentirà di migliorare alcuni spazi dedicati all’accoglienza dei piccoli pazienti del Burlo e dei loro familiari e di acquistare una nuova apparecchiatura elettromedicale. «Come nel volontariato, anche per sensibilità e per capacità di dimostrare in modo concreto solidarietà il Friuli Venezia Giulia rimane una delle prime regioni in Italia – ha rimarcato ancora Fedriga -. Siamo contenti che la scelta finale sia ricaduta sul Burlo, una realtà che presenta standard di qualità altissimi e che si occupa di curare bambini provenienti da ogni parte del mondo». Nel ringraziare tutto il personale medico impegnato nelle cure pediatriche, il governatore Fvg ha infine voluto sottolineare la valenza di questa professione: «Per occuparsi di bambini affetti da malattie in alcuni casi molto gravi, queste persone dimostrano ogni giorno una grande forza che va oltre le specifiche competenze professionali».

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In copertina e all’interno due momenti della consegna del generoso assegno al Burlo Garofolo.

 

Fondazione Luchetta, bilancio morale che è termometro dell’anno pandemico

Se Covid-19, dalla sua violenta irruzione agli inizi del 2020, ha fermato o rallentato a lungo sul pianeta la circolazione delle persone, è attraverso attività che hanno come mission specifica le cure sanitarie non garantite nel Paese di origine che si può misurare l’evoluzione della crisi pandemica, e la lenta ripresa verso un’auspicata normalità. Dal 1998 ad oggi la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin ha garantito assistenza sanitaria a 795 bambini non curabili nel Paesi di provenienza, attraverso una policy che prevede l’ospitalità anche dei familiari al seguito: 1960 ad oggi accolti, per un totale di 259.182 giornate di permanenza. Sempre la Fondazione si è fatta carico di ogni spesa relativa ai viaggi, ai trasferimenti, all’accoglienza e alle cure dei bambini e dei loro familiari, direttamente o in cordata con altre associazioni, e ha erogato in questi 23 anni ben 780 mila pasti. Tre le sedi di accoglienza messe a disposizione nel tempo a Trieste, oggi con 68 posti letto complessivi – in via Valussi e via Chiadino, a Sgonico-Bristie nella ristrutturata Casa Steffè – e due le strutture sanitarie di riferimento, l’ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste e l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, salvo esigenze sanitarie che rendano necessaria l’individuazione di altre sedi di cura in Italia.

Ota, Luchetta, D’Angelo e Hrovatin

Bilancio morale

«I primi dati del Bilancio morale 2021 della Fondazione Luchetta – annuncia la presidente, Daniela Luchetta – confermano la tendenza verso una cauta ripresa della normalità per gli interventi di assistenza sanitaria internazionale: il viaggio a Trieste ha restituito la speranza, e la possibilità concreta di sopravvivere nel corso dell’anno a 19 bambini provenienti da Afghanistan, Costa d’Avorio, Eritrea e Iraq, accompagnati da 29 familiari, con permanenza media di 84 giorni per ogni nucleo familiare, e quindi per 4042 giorni complessivi di ospitalità a Trieste». Nei confronti degli assistiti sono state effettuate, da parte dei volontari, 1.101 attività, con 293 accompagnamenti da e per ospedale di cura; 22 accompagnamenti da e per aeroporto/stazione; 786 ulteriori attività legate a cure e assistenza.

Vaccino e solidarietà

La pandemia 2020-2021 ha avuto molte altre implicazioni sulle attività della Fondazione Luchetta: a cominciare dal tema “vaccino”. Il costante contatto con persone fragili, bambini in cura e spesso immunodepressi, ha determinato l’inserimento dell’istituzione nella categoria prioritaria per accedere alla vaccinazione. Nei mesi di marzo e aprile 2021 tutto il personale della Fondazione è stato invitato quindi a vaccinarsi, inclusi i volontari autisti. Nei casi di mancata adesione al vaccino sono state modificate le mansioni degli operatori, oppure attivate ferie o cassa integrazione (sulla base delle posizioni personali di ogni dipendente), in modo da evitare il contatto con i minori e le famiglie da parte dei non vaccinati. Nel frattempo, sono state costantemente presidiate le misure di sanificazione in tutti i luoghi di operatività della Fondazione, case, ufficio, automezzi, negozio e microarea, e così via.

Povertà in aumento

Ulteriore conseguenza della pandemia è stato l’aumento delle povertà alimentari e del “food divide” a livello internazionale e naturalmente anche in Italia e sul territorio. Nel corso del 2021 l’impegno della Fondazione Luchetta sul versante della solidarietà sociale si è tradotto nel sostegno a 120 famiglie con minori di Trieste segnalate dai Servizi sociali, nell’ambito dei progetti curati dal Banco Alimentare. La Fondazione ha così contribuito al recupero di oltre 17 tonnellate di cibo a ridosso di spreco, in cordata con la grande distribuzione (gastronomia), con Trieste Recupera (ortofrutta) e con Bofrost (surgelati). Contestualmente, e sempre sul fronte dell’impegno per il contrasto al disagio sociale, attraverso il Centro di raccolta “Elide” la Fondazione Luchetta ha sostenuto oltre 1800 nuclei familiari italiani e stranieri per il recupero e redistribuzione di vestiario e articoli per la casa. Ogni famiglia, tramite le associazioni di assistenza, ha avuto la possibilità di accedere settimanalmente al centro di raccolta, che si è aperto anche ai migranti di passaggio e richiedenti asilo appena arrivati in città. “Elide” si alimenta delle donazioni dei cittadini, con oltre 1000 consegne al mese fra vestiti e oggetti per l’infanzia, biancheria per la casa, piccoli elettrodomestici che sono sistematicamente valutati e sanificati, qualora adeguati al riutilizzo.

Progetti all’estero

Nel 2021 è proseguito il progetto in Albania di collaborazione con la clinica sanitaria “Salus” di Tirana, per l’accoglienza di bambini con patologie. Si è invece interrotto il progetto di collaborazione con Atmo (Fundacion para el Transplante de Medula osea) in Venezuela, in ragione delle condizioni critiche del Paese.

Sensibilizzazione

Nel corso del 2021 il Premio Luchetta, storico impegno della Fondazione per la sensibilizzazione sui temi dell’infanzia nel mondo, ha cambiato format, con le Giornate del Premio Luchetta dal 15 al 17 ottobre nella sala Luttazzi al Magazzino 26, Porto Vecchio. In occasione delle Giornate si è celebrata la premiazione dei vincitori 2021, incastonata in cinque panel di approfondimento sui temi dei lavori premiati. Sabato 31 ottobre la messa in onda su Rai1 del programma “I Nostri Angeli”, come sempre dedicato ai temi del Premio Luchetta, girato in suggestive location della città di Trieste.

Emergenza Afghanistan

«L’attività della Fondazione Luchetta – osserva ancora Daniela Luchetta – è spesso una cartina di tornasole anche degli scenari geopolitici in evoluzione: nel corso del 2021 alcune storie si sono intrecciate con un denominatore comune, la provenienza afghana dei bambini presi in carico insieme ai loro familiari. Vicende umane per le quali un positivo sviluppo, con l’intervento della Fondazione Luchetta, è stato propiziato da giornalisti sensibili alle questioni sociali e umanitarie». Nel gennaio 2021, su segnalazione del giornalista Rai Nico Piro – Premio Speciale Luchetta 2021- e grazie all’intervento della comunità di Sant’Egidio, si è finalmente sbloccata la storia di una giovane madre afghana, bloccata nel campo migranti sull’isola greca di Lesbo insieme al figlio gravemente malato. Insieme erano partiti dall’Iran in cerca di possibilità di cura, ma l’arrivo a Lesbo aveva drammaticamente impedito di proseguire nella ricerca di un approdo di assistenza sanitaria. Oggi madre e figlio si trovano al sicuro nella Fondazione per ricevere le cure necessarie all’ospedale di Udine. Ulteriore storia è quella segnalata dalla giornalista Monika Bulaj, relativa ad una famiglia residente a Kabul, composta da madre e 7 figli, due dei quali maggiorenni e con una bambina affetta da grave patologia. La famiglia aveva perso il padre 4 anni fa per mano talebana e dopo la presa del potere del regime nell’agosto scorso era in procinto di evacuare dal Paese, ma l’attentato in aeroporto aveva impedito l’imbarco. Con l’assistenza dell’Ambasciata italiana e attraverso complesse vicissitudini la famiglia è infine riuscita a lasciare l’Afghanistan e si è riunita a Trieste, nella casa di accoglienza della Fondazione Luchetta. La bambina adesso è in cura al Cro di Aviano.

Casa Steffè a Bristie

«L’impegno per la risoluzione di alcune difficili storie di famiglie afghane con minori gravemente ammalati si lega strettamente ai progetti 2022 – anticipa la presidente Daniela Luchetta –. All’accoglienza di ulteriori bambini che non possono curarsi in Afghanistan, insieme alle loro famiglie, potrebbe essere dedicata la struttura di Casa Steffè a Bristie-Sgonico. Ma a seguito della chiusura del progetto SAI-Siproimi e della rinuncia del Comune di Sgonico ai finanziamenti Spar erogati a seguito dell’aggiudicazione del bando del Ministero degli Affari esteri, sono venuti meno i fondi utili al sostegno di qualsiasi progettualità. Al momento solo due famiglie sono tuttora accolte a Casa Steffè, in base alle attività avviate per i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati (Sai-Siproimi). Riteniamo che l’esperienza di Bristie rappresenti un riferimento importante per l’attività di solidarietà sanitaria – osserva ancora la presidente Daniela Luchetta – e che Casa Steffè sia un patrimonio potenziale di accoglienza che non va sprecato». E arriva intanto il video che racconta l’impegno della Fondazione Luchetta, con le testimonianze di tre amici: tre importanti nomi del giornalismo italiano, che a Fondazione Luchetta hanno dedicato un saluto speciale, a cominciare da Riccardo Iacona, volto notissimo di tante inchieste e conduttore di Presa Diretta su Rai3, Premio Speciale Luchetta 2019. E altri due volti altrettanto familiari al grande pubblico: Nico Piro, Premio Luchetta 2009 e Premio Speciale Luchetta 2021, e Alessio Zucchini, anchor del Tg1 e conduttore della Serata “I nostri Angeli” nel 2018. Il video sarà online sul sito e i social della Fondazione, dettagli fondazioneluchetta.eu

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In copertina e all’interno Daniela Luchetta presidente della Fondazione umanitaria.

Neonati prematuri, Culturaglobale aiuta l’Associazione Scricciolo del Burlo

A chiudere in bellezza e a coronare l’anno 2021 del Festival itinerante del Giornalismo e della Conoscenza, nella Terapia Intensiva Neonatale del Burlo Garofolo, a Trieste, è stato consegnato un assegno di 900 euro, somma raccolta durante le varie tappe del Festival con l’iniziativa “dialoghi solidali”, quest’anno dedicata all’Associazione Scricciolo. Questo sodalizio, di riferimento all’Irccs Materno Infantile Burlo Garofolo, è una realtà che promuove interventi di sostegno morale, materiale e psicologico in favore dei familiari dei bambini ricoverati in Tin. In particolare, quest’anno “dialoghi” si è impegnato a raccogliere fondi per Le Case di Scricciolo, residenze nelle quali viene offerta ospitalità alle famiglie che provengono da fuori Trieste, durante la permanenza dei loro neonati in Terapia intensiva. A consegnare l’assegno direttamente nelle mani della presidente di Scricciolo, Serena Bontempi, è stato il direttore artistico di Culturaglobale, Renzo Furlano. Presenti, i dirigenti del Reparto di neonatologia, dottoressa Laura Travan e dottor Gabriele Cont.

«Per Culturaglobale – afferma Furlano – questo è periodo di bilanci e programmazione per il futuro, ma mancava quest’ultima azione a chiudere il nostro anno in positivo. Il pubblico del Festival si è dimostrato particolarmente sensibile a una tematica che, ahimè, coinvolge ogni anno molte più famiglie di quante si possa immaginare. Siamo felici di aver potuto contribuire a sostenere in qualche modo chi aiuta le generazioni future e i neo genitori». E alla domanda, cosa bolle in pentola per il 2022, Furlano risponde: «Nonostante le difficoltà, torneranno tante iniziative culturali fra conferenze, letteratura, musica, teatro, come da nostra tradizione. Non mancherà la sezione dedicata a bambini e ragazzi, con “dialoghi scuole” che in questi anni ci ha dato grandi soddisfazioni e che vorremmo far crescere ulteriormente in futuro».

Il Festival Itinerante del Giornalismo e della Conoscenza “dialoghi” è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia – Cultura e Turismo, Ilcam Spa, Legacoop FVG, Civibank – Banca di Cividale S.C.p.A, Rosenberg Italia Srl; “dialoghi” gode del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti FVG, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi della Svizzera Italiana di Lugano, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ARLEF e di numerose collaborazioni con Associazioni e Aziende del territorio del Friuli Venezia Giulia e all’estero.

www.dialoghi.eu

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In copertina, la consegna dell’assegno di Culturaglobale al Burlo Garofolo.