Asu in festa per l’Angelo del Castello e per l’oro di Tara Dragaš in Trentino

Sarà una serata all’insegna dello sport friulano, quella in programma oggi, a partire dalle 18, al PalaPrexta, sede dell’Associazione Sportiva Udinese. “Angelo del castello”, il format di UdineseLife.it, dopo il successo della sua prima edizione, si ripropone al grande pubblico in una veste nuova che vedrà salire sul palco “I campioni degli sport senza pallone”. L’evento – sponsorizzato da Romagna Coppe – sarà aperto al pubblico, a ingresso libero, ma con iscrizione obbligatoria attraverso la piattaforma EventBrite (entro le ore 12), fino a esaurimento dei posti disponibili.
Animatori della serata saranno i giornalisti Edi Fabris e Monica Tosolini. Saranno proprio loro a presentare e intervistare brevemente le glorie olimpiche del Friuli, ma anche le giovani promesse che si sono già affacciate alle competizioni internazionali portando alti i colori della bandiera friulana. L’evento è stato presentato al PalaPrexta, alla presenza di Edi Fabris e del direttore generale dell’Asu, Nicola Di Benedetto.
«Oggi (fortunatamente) diventa sempre più difficile sentir parlare di “sport minori”. Anche quelli meno noti al grande pubblico riescono sempre più a ritagliarsi spazio sul web, sui social, e poi anche sugli altri mezzi di comunicazione. Nonostante ciò, c’è ancora strada da fare per “competere”, in termini di audience, con gli sport più popolari, il calcio su tutti. Abbiamo quindi pensato, insieme a Gianni Strizzolo ed Edi Fabris, di dedicare una intera serata a quegli atleti che hanno scelto degli sport che non tutti conoscono come probabilmente meriterebbero. Sport che, al pari (o forse di più) di altri, custodiscono storie umane fatte di passione e sacrificio», ha sottolineato Di Benedetto.
«Una giusta vetrina d’onore a molte discipline che nel tempo hanno espresso campioni assoluti, ma che spesso sono state offuscate dal mondo del pallone. Una passerella, quella che andrà in scena all’Asu, che vedrà sfilare nomi di assoluto prestigio, da quelli di glorie storiche come Gabriella Paruzzi, Daniele Pontoni, Enzo Del Forno e altri ancora ad altri di giovani campioni come l’iridato junior del ciclismo Stefano Viezzi, il campione italiano di nuoto Lorenzo Gargani, i giovani medagliati come schermidore Tiziano Sartogo e la squadra di ritmica di A1 dell’Asu. E chi ci sarà non rimarrà certo deluso», ha affermato Fabris.
Ecco, allora, che al PalaPrexta “sfileranno” i campioni e le campionesse di atletica leggera, arti marziali, ciclismo, danza sportiva, ginnastica ritmica, motociclismo, nuoto, pesistica, pugilato, rally, scherma, sci, tiro a volo, tiro con l’arco. Non mancheranno poi i campioni di Special Olympics Fvg.

Intanto, in Trentino, la 54ma edizione dei Campionati italiani assoluti di ginnastica ritmica, per Tara Dragaš, stellina dell’Asu, si è conclusa con quattro podi, uno per ciascuno degli attrezzi. Tara ha conquistato la medaglia d’oro al nastro, con 31.200, piazzandosi davanti a Giorgia Galli e Milena Baldassarri; due gli argenti, nel cerchio (32.700) e nelle clavette (31.550); il bronzo è invece arrivato alla palla con 32.100. Punteggi che le hanno consentito di raggiungere il quarto posto nel concorso generale con 126.600 dopo Sofia Raffaeli, Milena Baldassarri e Viola Sella.
«La posizione nel concorso generale è l’unica nota stonata di una gara che l’ha vista fare degli esercizi precisi e senza sbavature, tanto da consentirle di superare ginnaste più esperte. Il podio all’all around non c’è stato a causa di due errori alle clavette che l’hanno penalizzata. Si è trattato (nel suo caso, come in quello di Tavano al nastro) di un errore dovuto al soffitto più basso del solito. Le ragazze infatti si allenano in palestra molto più alta, riuscendo a eseguire un maggior numero di rotazioni sotto il volo dell’attrezzo, situazione che in gara era diversa. Detto questo, però, nelle esecuzioni finali è stata più attenta, ma questo l’ha portata a non fare il programma con tutte le difficoltà», ha raccontato Špela Dragaš, che allena Tara e tutta la squadra friulana con Noelia Fernandez, Valeria Pysmenna e il supporto della coreografa Laura Miotti.
Positive anche le prove delle altre atlete bianconere in gara a Folgaria (Trento): «Per Isabelle Tavano – ha spiegato ancora la coach – è arrivato un bel quarto posto nella finale alle clavette. Un risultato che l’ha vista migliorare rispetto al 2023. Gaia Mancini, invece, è stata l’unica neo-senior ad accedere alle gare di specialità, dove è arrivata ottava nella finale al cerchio e 15ma nel concorso generale. Esperienza positiva anche Isabel Rocco, anche lei neo-senior, che si è classificata 16ma all’all around».
«Con questo importantissimo evento chiudiamo un anno ricco di grandi soddisfazioni per la polisportiva e in particolare per la sezione ritmica – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -. Quattro atlete su 21 partecipanti agli Assoluti è già un gran risultato, tante medaglie, poi, ci confermano la bontà del lavoro di squadra e la maturazione tecnica e prestazionale delle atlete. Tutto ciò è frutto di un grande lavoro di pianificazione e programmazione unito al talento delle atlete che hanno fatto di Asu la loro casa. Complimenti a tutte».

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In copertina, Tara Dragaš e all’interno la squadra Asu che ha partecipato ai campionati di ritmica a Folgaria in Trentino.

 

Lingue minoritarie, il Friuli protagonista alla conferenza dell’Ecca a Trento

Il Friuli protagonista all’European Charter Classroom Activities di Trento. La città ha infatti ospitato la conferenza conclusiva dell’Ecca che ha visto la partecipazione di una rappresentanza giunta anche dalla nostra regione, oltre che ovviamente da Trentino (ladino, mòcheno e cimbro), Frisia (frisone), Comunità valenziana (catalano) e Romania (magiaro). Il progetto, cofinanziato dal Network to Promote Linguistic Diversity, rete paneuropea con sede a Bruxelles che opera nel campo delle politiche linguistiche, è nato nel 2019 con l’obiettivo di sviluppare un percorso didattico volto ad approfondire i punti che si ritrovano nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. Ha fatto interagire numerose regioni, interessando scuole e alunni, da un lato, università e partner istituzionali, dall’altro.

Per il Friuli sono state coinvolte alcune classi dell’Istituto “Magrini Marchetti” di Gemona, dell’Istituto comprensivo di San Daniele e di quello di Tolmezzo. Di rilievo anche il coinvolgimento dell’Università degli studi di Udine: dal 3 al 19 maggio scorsi il Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli e il Dipartimento di Scienze Giuridiche avevano organizzato un seminario intitolato “Tutela delle minoranze e diritti linguistici in Europa: la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie” rivolto agli studenti che dopo cinque lezioni hanno sostenuto una prova finale.

Inizialmente, in dodici mesi, l’Ecca avrebbe dovuto coinvolgere alcuni studenti (e i loro docenti) in una serie di scambi linguistici e culturali. A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, e dopo un iniziale posticipo, sono stati annullati definitivamente. Nonostante ciò, il progetto è proseguito e ha consentito alle classi interessate di produrre diversi materiali. Gli studenti hanno partecipato al contest “Cosa significa per te la tua lingua, adesso e nel futuro?”, a conclusione del quale è stata creata una serie di video che hanno messo in risalto le specifiche caratteristiche delle regioni partecipanti. Sono poi state tradotte le attività scolastiche dall’inglese alle cinque lingue delle regioni. Con lo scoppio della pandemia è stato prodotto un poster contenente una serie di indicazioni per prevenire la diffusione del virus, tradotto nelle lingue regionali e contenente le illustrazioni del fumettista trentino Fabio Vettori, e delle apposite mascherine, spedite a insegnanti e ragazzi. I partner frisoni hanno creato le lezioni Ecca, un volantino e una mappa delle lingue minoritarie rappresentate dal Npld. La conferenza conclusiva di Trento è stata un’occasione per presentare e favorire la massima diffusione e conoscenza dei materiali prodotti (a livello scolastico e accademico), dell’esperienza realizzata e delle attività implementate. Ma è stato anche un modo per porre le basi a future collaborazioni, nella speranza di poter riproporre e sviluppare totalmente le attività inizialmente pianificate.

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In copertina, ecco una bella immagine del centro storico di Trento che ha ospitato il meeting europeo.