Ferrovie e disabilità, nuovo appello per adeguare la stazione di Casarsa

Restano ancora giù dai treni in stazione, a Casarsa della Delizia, le persone con disabilità. Mentre ha destato scalpore la vicenda delle 27 persone con disabilità che hanno dovuto rinunciare al posto prenotato sul Genova-Milano, l’associazione Laluna Impresa Sociale di San Giovanni sottolinea ancora una volta la situazione problematica della stazione ferroviaria di Casarsa dove nulla è ancora stato fatto per rimuovere le barriere architettoniche che impediscono, a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina, di raggiungere i binari e quindi di poter fruire in autonomia dei servizi offerti da Rfi. Dal Gruppo ferroviario è arrivata una prima risposta in merito, ma per l’associazione occorre accelerare sulle tempistiche degli interventi, al momento programmati entro il 2026.
«Siamo indignati – ha spiegato il presidente Francesco Osquino – per quanto accaduto a Genova ai danni di persone con disabilità, ma lo siamo ancora di più per la poca considerazione per le esigenze specifiche delle persone con disabilità. Questo spiacevole episodio deve aprirci gli occhi per capire che è necessario lavorare all’inclusione, soprattutto a livello culturale. Crediamo sia fondamentale fare un cambio di rotta per ripensare ad una mobilità davvero accessibile per tutti. Non è accettabile – ha affermato – che in un mondo moderno come il nostro, alle persone con disabilità sia ancora impedito l’accesso ai binari in autonomia e che ancora manchino sui convogli di Trenitalia dei sistemi di carico per le carrozzine. Noi auspichiamo che, come risposto già da Trenitalia, i lavori alla stazione di Casarsa vengano fatti, ma sollecitiamo anche che si acceleri sulle tempistiche».
Alcuni mesi fa l’associazione Laluna si era fatta portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie e aveva scritto alcune lettere per chiedere lumi sugli interventi in programma per sanare la situazione, che non solo rende impossibile l’autonomia per le persone con ridotta mobilità, ma costringe le associazioni del nostro territorio all’assistenza continua di operatori ed educatori. Nell’ultima missiva Laluna sollecitava Rfi a dare risposte sulle tempistiche e sulla tipologia di lavori di riqualificazione previsti in stazione a Casarsa. «A questo ulteriore appello – ha concluso Osquino – Rete Ferroviaria Italiana ci ha comunicato che gli interventi per l’adeguamento alle norme STI PRM, previsti nell’ambito degli interventi Easy e Smart Station, sono programmati entro l’anno 2026 e che tali interventi prevedono l’adeguamento di tre marciapiedi con l’installazione di percorsi tattili, la realizzazione degli ascensori a servizio dei suddetti marciapiedi, la riqualificazione delle tre pensiline con la sostituzione dell’impianto di illuminazione, il restyling del sottopasso e scale ed infine la riqualificazione dell’intero Fabbricato Viaggiatori». Per l’associazione Laluna quanto accaduto a Genova ha fatto scalpore, ma purtroppo non si tratta di un’eccezione: bisogna lavorare alla sensibilizzazione della comunità sulle tematiche dell’accessibilità ed inclusione.

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In copertina e qui sopra la stazione ferroviaria di Casarsa dove persistono i problemi per le persone disabili.

Regione Fvg a Trenitalia: vanno riaperte le stazioni di Mossa, Capriva e Palazzolo

«La Regione chiederà a Trenitalia uno studio preliminare di fattibilità per valutare l’ipotesi di riapertura delle stazioni ferroviarie di Mossa, Capriva del Friuli e Palazzolo dello Stella». Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti a margine di una riunione che si è tenuta a Udine, alla quale hanno partecipato i sindaci Emanuela Russian (Mossa), Daniele Sergon (Capriva) e Franco D’Altilia (Palazzolo) e i consiglieri regionali Diego Bernardis e Mauro Bordin. All’ordine del giorno dell’incontro l’esigenza espressa dal territorio di ripristinare al servizio viaggiatori le fermate lungo le direttrici Udine-Gorizia-Trieste e Portogruaro-Cervignano-Trieste.

L’incontro con Pizzimenti a Udine.

Come ha spiegato Pizzimenti, il percorso di valutazione con Trenitalia servirà a capire quali potrebbero essere le caratteristiche del servizio ferroviario da riattivare e i relativi costi. Il passaggio più difficile risulta essere quello di integrare nuovi passaggi dei treni con il quadro attuale del servizio, con tutte le conseguenti variazioni di orario. Perciò la prospettiva del ragionamento si sposta verso la fine del 2022, con l’entrata in vigore dell’orario invernale. «Le tre stazioni, disabilitate dal 2013 – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -, sono per lo più in buone condizioni grazie ad investimenti poco antecedenti alla chiusura. Alcune sono dotate di videosorveglianza, pensiline nuove e biglietterie automatiche. Quella di Palazzolo, invece, necessiterebbe di significativi lavori di riqualificazione». Nel corso della riunione è emerso che i Comuni che attualmente si occupano della manutenzione e della pulizia degli accessi sarebbero pronti a intervenire anche direttamente pur di consentire ai propri cittadini l’utilizzo più frequente del treno.
«L’obiettivo – ha evidenziato ancora Pizzimenti – è quello di riaprire con un servizio che non sia limitato, ma che vada realmente incontro alle esigenze del pubblico. Il nostro target non è solo quello dei pendolari o degli studenti: dobbiamo catalizzare l’interesse anche di altri cittadini o turisti che scelgono di spostarsi con il treno per altre motivazioni. Per questo dal 2022 è già attivo un approfondimento sui servizi di trasporto pubblico su gomma e sulla domanda potenziale, per capire le reali necessità dell’utenza e valorizzare le opportunità di integrazione treno-autobus. Il risultato auspicato è quello di definire un piano di mobilità adeguato alle esigenze del territorio in termini complessivi, mettendo a sistema tutte le varie possibilità». «Da questo punto di vista c’è anche da considerare – ha concluso l’assessore – che pandemia e smart working hanno cambiato le abitudini di utilizzo da parte dei pendolari, perciò bisogna puntare ad attrarre un pubblico più ampio possibile. Solo così potremo pensare concretamente a valorizzare località più piccole dando un senso compiuto ad una scelta che, se non ragionata, potrebbe risultare antieconomica».

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In copertina, uno scorcio della stazione ferroviaria di Palazzolo dello Stella.

Regione Fvg: una rivoluzione tariffaria per incentivare il trasporto pubblico

«Sarà una vera rivoluzione tariffaria che potrà cambiare le abitudini di trasporto dei cittadini, favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici sia su gomma che su ferro. La finalità è quella di rendere maggiormente attrattivo il sistema del trasporto pubblico locale nell’utilizzo quotidiano o occasionale, semplificando ed unificando, a vantaggio dei viaggiatori, il sistema tariffario in chiave regionale ed introducendo nuove tariffe, nuovi titoli di viaggio o agevolazioni, con particolare riguardo ai nuclei familiari, ai giovani e alle categorie fragili». È questo il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti nell’annunciare, come informa Arc, il nuovo piano tariffario del trasporto pubblico locale e regionale per il 2022.
«Con l’introduzione di titoli di viaggio e abbonamenti utilizzabili su tutta la rete dei servizi automobilistici di Tpl in regione – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga – viene data concreta evidenza e sostanza alla presenza di un gestore unico ed un unico servizio Tpl gomma/marittimo a livello regionale. Si dà inoltre avvio ad una prima fase sperimentale di integrazione tariffaria gomma-ferro, che sarà ampliata e ulteriormente articolata nei prossimi anni anche nel contesto del nuovo affidamento Trenitalia 2022-2031».

Graziano Pizzimenti


Alcune novità sono entrate in vigore a Capodanno, altre saranno affinate nei prossimi mesi e saranno applicate dal 1° luglio 2022, per organizzare gradualmente le variazioni di maggiore complessità gestionale. Le principali novità dal 1° gennaio riguardano l’unificazione dei biglietti urbani di corsa semplice sul territorio regionale, i nuovi biglietti urbani pluricorsa, una nuova tariffa urbana per i biglietti giornalieri (da 4,60 euro a 3 euro), l’unificazione sul territorio regionale degli abbonamenti urbani quindicinale, mensile, semestrale, annuale, con allineamento al valore più basso oggi applicato; il nuovo abbonamento urbano semestrale a una linea o sull’intera rete; il nuovo abbonamento extra urbano semestrale a una linea o intera rete; la conferma dello sconto del 50 per cento sull’abbonamento scolastico ai residenti in Fvg.
La prima novità, come detto, riguarda il nuovo biglietto giornaliero che passa da 4,60 euro a 3 euro e da luglio sarà utilizzabile indifferentemente su tutte le reti urbane. Il biglietto orario “zona una tratta” attualmente in vigore al costo di 1,35 euro diventerà biglietto orario a 60 minuti, allo stesso prezzo. I biglietti corsa semplice 2 tratte di una linea, orario senza limiti di tratta, orario intera rete 75 minuti (attualmente al costo di 1,65 euro ciascuno) vengono accorpati nel biglietto orario 75 minuti allo stesso prezzo. Il biglietto orario zona una tratta pluricorsa per 10 corse (esclusa Trieste) che attualmente costa 12 euro diventerà biglietto orario pluricorsa valido 60 minuti (10 corse ) a 12,15 euro così come biglietto intera rete pluricorsa 10 corse (Trieste) attualmente in vigore a 12,45 euro. Sarà introdotto un nuovo biglietto orario pluricorsa 75 minuti (10 corse) per 14,85 euro.
Gli abbonamenti quindicinali attualmente in vigore a tariffe diverse vengono ridotti a due tipologie: abbonamento a una linea 19,10 euro; abbonamento all’intera rete 22,25. Allo stesso modo, l’abbonamento mensile sarà disponibile per una sola linea a 28,50 euro, per l’intera rete a 35,20. Dal 1° luglio sarà acquistabile l’abbonamento urbano intera rete regionale allo stesso prezzo della singola rete (quindicinale a 22,25 euro, mensile a 35,20, annuale 352).
Le altre novità in vigore dal 1° luglio riguardano inoltre i nuovi Formula Famiglia, abbonamento Hinterland, abbonamento rete regionale urbano+extraurbano fino a 50 km, l’abbonamento rete regionale urbano+extraurbano oltre 50 km, la Card Under26, l’abbonamento scolastico ora acquistabile per il medesimo periodo di validità anche da non studenti, la possibilità di rateizzazione dell’abbonamento annuale e scolastico, lo sconto aggiuntivo Convenzione Ardiss per studenti universitari non residenti, la tariffa integrata regionale (prima fase) Servizi Tpl Automobilistico Extraurbano e Ferroviario, la tariffa servizi flessibili in area montana (attivabile anche antecedentemente al 1° luglio 2022 ad avvio delle varie sperimentazioni), i biglietti urbani utilizzabili indifferentemente su tutte le reti urbane della regione.
Nel dettaglio con Formula Famiglia, a partire dal prossimo luglio, sugli abbonamenti aventi lo stesso periodo di validità acquistati da componenti di uno stesso nucleo familiare, sarà applicato uno sconto del 20 per cento sul secondo abbonamento, del 50 per cento sul terzo, del 70 per cento dal quarto abbonamento in poi. Gli sconti sono cumulabili con l’abbattimento del 50 per cento dell’abbonamento scolastico per residenti Fvg. Sempre da luglio 2022, con l’abbonamento urbano intera rete regionale (dello stesso costo dell’abbonamento della singola rete urbana) si potranno utilizzare tutti i servizi urbani della regione. Ad esempio, con l’abbonamento mensile urbano acquistato a Trieste (35,20 euro) si potrà viaggiare anche a Pordenone, Udine, Gorizia. La Card Under 26, invece, dedicata ai più giovani, darà diritto all’acquisto di abbonamenti e biglietti per i mesi di luglio e agosto scontati del 30 per cento o all’acquisto di abbonamenti personali e biglietti con sconto del 30 per cento ai clienti con uno storico di abbonamenti acquistati con validità di almeno 240 giorni/anno nei 5 anni precedenti, da documentare da parte dall’utente con apposita autocertificazione (non cumulabile con Formula Famiglia); la Card Under 26 darà, inoltre, accesso ai vantaggi previsti nell’ambito di specifiche campagne promozionali. Da segnalare anche l’estensione ai non studenti dell’abbonamento scolastico con validità 10 mesi e decorrenza dal primo settembre o dal primo ottobre: diventa acquistabile pure da non studenti senza limiti di età e consente l’accesso alle agevolazioni previste dalla nuova Formula Famiglia.
Infine, uno sguardo alla prima fase di integrazione tariffaria sperimentale per i servizi automobilistici Tpl Fvg e ferroviari Trenitalia interni al Friuli Venezia Giulia. Ecco alcuni esempi: Tratta San Daniele – Gorizia: l’attuale costo per due abbonamenti gomma e treno è di 126,75 euro (bus extraurbano fino a Udine e treno), con l’abbonamento integrato passerà a 81,30 euro (con un risparmio di 45,45). Tratta Grado-Trieste (via Monfalcone): l’attuale abbonamento al bus extraurbano fino a Monfalcone più treno e bus urbano Trieste una linea costa 147,25 euro; passerà a 88,05 euro (con un risparmio di 59,20). Tratta Roveredo in Piano-Udine: l’attuale abbonamento multiplo (bus extraurbano fino a Pordenone più treno e urbano Udine intera rete) costa 140,90 euro; passerà con l’abbonamento integrato a 93,20 euro (risparmio di 47,70). Tratta Udine-Gorizia, l’attuale abbonamento (bus urbano Udine intera rete più treno e bus urbano Gorizia intera rete) costa 137,90 euro; con l’abbonamento integrato costerà 82,15 euro (risparmio di 55,75).

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In copertina, un autobus nel centro di Udine e qui sopra un treno pendolari.

Casarsa, via quelle barriere in stazione! E da Trenitalia arriva una prima risposta

Una stazione ferroviaria veramente per tutti e treni in cui le persone disabili possano accedere in autonomia: a scendere in campo per chiedere lumi su quali siano gli interventi previsti per la rimozione delle barriere architettoniche presenti in stazione a Casarsa della Delizia è l’associazione Laluna, con una lettera-appello recapitata alla Direzione Generale Rete Ferroviaria Italia. Anche l’amministrazione comunale al fianco del sodalizio in questa richiesta dall’alto senso di civiltà. Ma se sulla stazione si attende ancora una risposta, per quanto riguarda i treni con pedane mobili potrebbe esserci a breve una novità positiva, secondo quanto replicato da Trenitalia.
Il tema dell’accessibilità è da sempre prioritario per l’associazione sangiovannese che dal 1994 si batte quotidianamente per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente. Per questo oggi Laluna sceglie di portare alla luce la situazione della stazione ferroviaria casarsese, la quale risulta di difficile accesso per le persone con disabilità: si confida di trovare nelle Ferrovie dello Stato un interlocutore attento al problema.

Francesco Osquino


«Nella stazione di Casarsa non vi sono sollevatori, rampe, scivoli o pendenze – sottolinea nella lettera il presidente Francesco Osquino – che permettano a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina di raggiungere i binari e di poter quindi fruire in autonomia dei servizi offerti dal Gruppo Rfi. Per una persona con disabilità diventa impossibile circolare all’interno della stazione: per poter accedere ai binari, tranne il primo, è infatti costretta ad attraversare i binari, in quanto non sono presenti sistemi negli attuali sottopassaggi adatti alle carrozzine né tantomeno ascensori che ne permettano la movimentazione».
L’associazione Laluna si fa così portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie. «Abbiamo raccolto alcune testimonianze di disagio e sofferenza in merito a questa questione – viene descritto nella lettera da parte dell’associazione – e quindi siamo a richiedere se vi sia già in programma, nel breve periodo, un intervento per poter sanare tale situazione, che non solo rende impossibile l’autonomia per le persone con ridotta mobilità, ma costringe gli enti del nostro territorio che ne hanno a cuore la sorte a ricorrere all’assistenza continua di operatori ed educatori».
Oltre a trovarsi impedito in autonomia l’accesso ai binari (tutti tranne che il primo, che però vede un ridotto passaggio di treni, mentre sui successivi passa il grosso dei convogli passeggeri soprattutto sulla tratta Venezia-Udine e poco oltre su quella Casarsa-San Vito), alla persona con disabilità risulta complicato prendere il treno in autonomia «data la mancanza sui treni di Trenitalia di un sistema di carico per le carrozzine, situazione oltremodo inaccettabile in un mondo moderno, dinamico e automatizzato come il nostro».

All’appello dell’associazione Laluna fa coro anche quello dell’amministrazione comunale che, a più riprese, aveva già sollecitato degli interventi per porre rimedio alla situazione alla stazione ferroviaria. «Siamo al fianco dell’associazione Laluna – ha fatto sapere Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia – per risolvere questa problematica che da tempo anche come amministrazione comunale abbiamo sollevato, da ultimo nel laboratorio di rigenerazione urbana che abbiamo organizzato lo scorso anno: speriamo Rfi possa a breve porvi rimedio. Capiamo bene che per realizzare l’intervento servano risorse importanti, ma questi limiti all’accessibilità della rete del trasporto pubblico non sono più accettabili. Proprio in questo periodo – ha aggiunto il primo cittadino – la nostra amministrazione è impegnata nella redazione del Peba, il piano d’azione per l’eliminazione delle barriere architettoniche, cui faranno seguito degli interventi puntuali per una Casarsa più accessibile ed inclusiva: rimuovere gli ostacoli e consentire a tutti di muoversi in sicurezza e autonomia è una questione di civiltà».

Alla lettera è arrivata una prima risposta di Trenitalia. «In merito all’argomento propostoci e per quanto di nostra competenza (Trenitalia svolge funzione di vettore e in particolare di trasporto di breve percorrenza, pertanto la missiva è stata inoltrata alla Rete Ferroviaria Italiana, ndr) – si legge nella nota –, possiamo riferirvi che il contratto di servizio di prossima sottoscrizione con la Regione Friuli Venezia Giulia prevede gradualmente la completa sostituzione dei convogli più datati con treni di nuova generazione, attrezzati in modo da rendere agevole la salita e la permanenza a bordo alle persone con difficoltà motorie».
«Bene questa notizia per i treni – ha concluso Osquino -: speriamo possa divenire realtà nel più breve tempo possibile. Nel frattempo attendiamo, in pieno spirito collaborativo, risposte sulla stazione, visto che la situazione attuale per le persone con difficoltà motorie è davvero insostenibile».

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In copertina e qui sopra due immagini della stazione ferroviaria di Casarsa.