Cooperative Fvg, nel 2021 la ripresa Covid c’è stata ma purtroppo ancora non basta

Nel 2021 la ripresa c’è stata, rispetto al drammatico 2020, ma è una ripresa debole e a macchia di leopardo. È il quadro che si delinea nel bilancio di fine anno tratteggiato da Confcooperative che, con 541 associate in Friuli Venezia Giulia, è la principale organizzazione di settore. «La pandemia ha indotto le cooperative ad adottare iniziative imprenditoriali straordinarie, spesso rivedendo l’organizzazione interna e introducendo innovazioni dei processi, ma anche elevando ulteriormente gli standard qualitativi di prestazioni e produzioni. Per molte realtà è quindi in atto un profondo rinnovamento di strategie e obiettivi aziendali», è il commento di Daniele Castagnaviz, al vertice della Confcooperative regionale dal luglio 2020. «Anche come Confcooperative – aggiunge – stiamo portando a termine, in queste settimane, una approfondita ricerca sul comparto cooperativo regionale mentre, sul medio termine, l’obiettivo è costituire una vera e propria Academy cooperativa per formare i dirigenti del futuro».

Nicola Galluà

 

I diversi settori

Confcooperative Fvg ha elaborato le prime anticipazioni sull’andamento del 2021, anche se un bilancio più preciso sarà possibile soltanto con l’analisi dei bilanci. «Le sanificazioni hanno dato una spinta positiva al settore pulizie nel quale operano numerose cooperative. Agricoltura e agroindustria hanno segnato una crescita del 10 per cento, che fa ben sperare anche per sostenere la remunerazione delle imprese agricole», commenta Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg. «Il comparto della cooperazione sociale è in prima linea da un anno e mezzo. Il 2020 è stato un anno molto difficile, oggi il momento più critico è stato superato ma perdurano grossi problemi legati alla disponibilità di figure professionali tipiche del settore, quali infermieri e Oss, la cui scarsità costituisce una vera emergenza». Quello dei servizi è, nel complesso, uno dei settori di punta dove opera la cooperazione e dove, secondo un recente studio di Confcooperative, si concentra l’87 per cento delle start up cooperative innovative. «Pure il comparto culturale viene da un periodo difficile, non ancora del tutto superato, anche se le diverse misure pubbliche di sostegno hanno dato un contributo alla ripartenza, mentre perdurano i segnali di preoccupazione per settori dipendenti dal turismo, come agenzie di viaggio e trasporto persone, con l’eccezione dell’Albergo diffuso, modello di ricettività cooperativa che sta vivendo una fase particolarmente positiva», precisa Galluà.

La sostenibilità

Cresce nel 2021 anche l’impegno delle cooperative per la sostenibilità. Il 69,3 per cento delle cooperative associate – secondo l’Ufficio studi di Confcooperative – ha intrapreso almeno una iniziativa riconducibile ad alcune delle principali tematiche dello sviluppo sostenibile. In particolare, il 25,2 per cento ha optato per l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto; il 18,9 per cento ha avviato percorsi formativi e informativi interni sulla sostenibilità; il 13,4 per cento delle cooperative si è indirizzato verso il riciclo e il riuso dei materiali (anche di scarto); infine, l’11,8 per cento delle cooperative ha scelto di promuovere l’ecoinnovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz; all’interno, la sede. 

Trasporto persone in crisi: bene la Regione Fvg, ma ora si muova anche il Governo

di Gi Elle

Dalla Regione Fvg arriva una boccata d’ossigeno anche per il trasporto di persone, precipitato in una situazione molto preoccupante a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha bloccato ogni movimento, ma si tratta di importi minimi, del tutto insufficienti a ristorare le gravissime perdite del settore, per il quale si auspica che la Giunta Fedriga solleciti il Governo nazionale ad adottare misure concrete, appunto perché gli aiuti concessi finora «non allentano la drammatica crisi del comparto».
Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – commentano infatti le risorse che l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia ha deciso di destinare al terziario: «I 1.400 euro a fondo perduto per le imprese di trasporto non di linea sono certamente un sostegno utile in questo momento di drammatica crisi di liquidità. Fra l’altro, la Regione per prima ha preso in considerazione il nostro settore mentre invece, a livello nazionale, mancano provvedimenti che riconoscano la profonda crisi in cui le nostre imprese si trovano – sottolinea Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici –, ma bisogna essere chiari: importi così minimali non fanno uscire dalla crisi. Per fare un esempio, l’importo annunciato è il costo di appena 4 mesi di assicurazione di un pullman turistico». Da qui, la richiesta di Donatone all’Amministrazione Fvg di farsi parte attiva con l’esecutivo nazionale.
«Chiediamo che la Regione solleciti il Governo ad adottare misure concrete per il nostro comparto che, al momento, è in una situazione disastrosa – aggiunge preoccupato Donatone -. Siamo in chiusura totale dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per la cancellazione dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione e, peraltro, già a giugno termineranno le settimane di Cig autorizzata lasciando scoperti almeno due mesi nel periodo estivo. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg.

 

“Pullman turistici fermi: utilizziamoli almeno per pubblico e scuole”

Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – si fanno avanti con una proposta: «Si utilizzino i nostri servizi a complemento del trasporto scolastico e del trasporto pubblico locale. È chiaro infatti che, in vista della “fase 2”, dovranno essere adottati standard che evitino l’affollamento di tali mezzi. E sarebbe altrettanto assurdo costringere i gestori di questi servizi ad acquistare mezzi e assumere personale aggiuntivo quando altri attori del comparto, quello privati, devono mettere il personale in cassa integrazione. Quello che proponiamo è di essere chiamati a supportare i gestori, per la “fase 2”, con i nostri mezzi e personale. Una situazione temporanea che la Regione potrebbe regolamentare per il tempo necessario», propone Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici, facendosi interprete di una proposta condivisa con gli altri operatori del settore.
«Si, è vero, ci stiamo coordinando con le imprese di altre associazioni per dare una voce unica al comparto che, in questo momento, è in condizioni davvero disastrose – ammette Donatone -. Siamo in chiusura totale sin dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per le continue cancellazioni dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica. Non possiamo nemmeno utilizzare lo strumento dei voucher, a differenza di altri operatori del turismo perché, di norma, non riceviamo acconti sui servizi prenotati. Nel frattempo, dunque, ci sarebbe anche la necessità urgente di un contributo a fondo perduto per consentire la sopravvivenza del settore, in questi mesi».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg .