Quando Tarcento viveva i suoi anni d’oro: libro e preziose cartoline d’epoca invitano a un “amarcord” in Biblioteca

di Giuseppe Longo

Nella vicinissima Nimis si è appena conclusa la pluirisecolare sagra di Madonna delle Pianelle. La festa, contraddistinta da sempre dal simpatico e dolce tintinnio delle campanelline di terracotta, era particolarmente “gettonata” prima dell’ultima guerra, quando in Friuli c’erano ancora poche sagre, e Udine vi partecipava in massa, tanto che venivano organizzate corse speciali del famoso “tram bianco”: giunto alla stazione di Tricesimo (dove oggi c’è il Terminal), i viaggiatori scendevano e fruivano di un apposito noleggio di biciclette per raggiungere Nimis con una salutare pedalata.
Ma quel tram, che i più anziani ancora ricordano, aveva il proprio capolinea a Tarcento, dove c’era stata una grande festa nel giorno della sua corsa inaugurale su quei binari che avevano raggiunto la cittadina nel 1927. Erano, quelli, gli anni d’oro dell’amena località attraversata dal Torre che scende, con acque cristalline, dalle cascate di Crosis e dai monti Musi, quando Tarcento aveva giustamente meritato il felice appellativo di “Perla del Friuli”. Per la città di Udine era come il Grinzing per Vienna, dove le famiglie facoltose avevano dimore di lusso in cui trascorrere periodi di villeggiatura in un ambiente di grande fascino e bellezza, racchiuso da quelle colline suggestive che la sera dell’Epifania si punteggiano di luce con i fuochi dei “pignarui” e che in primavera si rivestono di bianchi ciliegi in fiore, quelli che poi regalano le pregiate “duracine” protagoniste alla sagra di San Pietro a fine giugno.
E proprio a quegli anni d’oro è dedicata la mostra di cartoline d’epoca che potrà essere ammirata oggi, 15 settembre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca civica, quando, a cura dell’amministrazione comunale, verrà presentato il libro “La cartella di fibra” di Renzo Frusi (Gianni Sartori Editore). Nell’occasione, brani significativi saranno letti da Elena Armellini.
Ma, appunto, accanto al libro, susciterà sicuramente interesse la esposizione su quella Tarcento che, purtroppo, non c’è più. Certamente, si tratta sempre di una bella e accogliente località, ma che evidentemente ha perso lo “smalto” di un tempo, complici, dapprima la seconda guerra mondiale e poi il durissimo colpo inferto dai terremoti del 1976. Una mostra, dunque, che non mancherà di incuriosire, facendo “assaporare” appunto quella che era la vecchia Tarcento, quando Villa Moretti nel suo splendore, dalla collina di Coja, dominava proprio sulla “Perla del Friuli”. Alla odierna iniziativa ha assicurato la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, che non perde occasione per sostenere proprio quelle proposte che valorizzano l’immagine del nostro Friuli. E questa, dell'”amarcord” della vita tarcentina che fu, è senza dubbio una di quelle.

Le campanelline di Nimis.

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In copertina, una preziosa immagine del “tram bianco” arrivato dalla città di Udine nella piazza centrale di Tarcento.

“Sagre des Campanelis” al gran finale oggi a Nimis: difficile ricordare festeggiamenti con un sole così bello

(g.l.) I festeggiamenti di Madonna delle Pianelle, a Nimis, vantano oltre cinque secoli di storia, ma un tempo splendido, in tutte le cinque giornate, come quest’anno è sicuramente difficile da ricordare. E così, proprio in questa meravigliosa cornice di sole e di caldo quasi estivo, e con quella luce limpida che soltanto il mese di settembre ci sa regalare, va oggi in archivio l’Antighe Sagre des Campanelis.


La 507ma edizione della festa, molto amata dalle popolazioni delle valli del Cornappo, del Torre e del Rojale, ma anche da larga parte del Friuli – prima dell’ultima guerra, come raccontano le cronache del tempo, a Udine si organizzavano addirittura corse speciali del famoso “tram bianco” (fino a Tricesimo) per raggiungere la sagra sul prato delle Pianelle -, oggi vivrà dunque la sua ultima giornata, dopo la grande festa della Natività della Vergine Maria celebrata l’8 settembre. Tra le manifestazioni annunciate per oggi la Camminata con Fare Verde Fvg alla scoperta delle piante commestibili del territorio e per la tutela della natura (partenza ore 10.30) e la festa dei donatori di sangue che comincerà con la Messa in Santuario, alle 11, alla quale seguiranno le premiazioni dei soci benemeriti dell’Afds. Alle 13.30, mentre le cucine sforneranno i piatti della tradizione da accompagnare con i pregiati vini di Nimis proposti dalla fornitissima enoteca, ultima estrazione della tombola. Da ricordare, infine, che oggi ci sarà anche il passaggio del Saporibus, la nuova iniziativa proposta dal Consorzio delle Pro Loco Torre Natisone per la valorizzazione dell’enogastronomia della pedemontana del Friuli orientale.
Scende dunque il sipario sull’antica sagra settembrina che, come detto, sarà ricordata per la bellezza del tempo che l’ha contraddistinta, offrendo la possibilità di trascorrere qualche ora sul prato delle Pianelle, in un’oasi di verde e di tranquillità tra le più belle e accoglienti della nostra regione. Accanto all’amato Santuario, fondato nel 1467 dopo l’Apparizione della Madonna a due boscaioli del luogo, come raccontato dall’affresco di Giacomo Monai sotto il pronao della chiesa, e tra il suono delle campanelline di terracotta, oggi più colorate e lucide di un tempo, con scritte e nomi di persona, ma ugualmente suggestive, simbolo di una tradizione antica che ci auguriamo continui ancora a lungo. Almeno per altri cinque secoli…

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In copertina e all’interno le campanelline di terracotta; qui sopra, l’affresco di Giacomo Monai che all’ingresso del Santuario delle Pianelle racconta l’Apparizione della Madonna di tanti secoli fa.