Setemane de culture furlane, a Torreano la “Fraie de Vierte” mentre Grado ricorda Biagio Marin e Nimis riflette sulle sue peculiarità. E domani sarà il gran finale

Ultime due giornate ricche di appuntamenti, oggi e domani, per il programma della dodicesima edizione della Setemane de Culture Furlane – Settimana della Cultura Friulana della Società Filologica Friulana (programma completo su www.setemane.it).

FRAIE DE VIERTE – Innanzitutto la “Fraie de Vierte”, la Festa di Primavera della Società Filologica Friulana ospitata per la prima volta dal Comune di Torreano. Appuntamento domani 18 maggio. Questo il programma. Alle 9 Visite guidate alla chiesetta di San Mauro Abate. Alle 10 Santa Messa. Alle 11.30 ritrovo all’Azienda agricola Volpe Pasini via Cividale. Saluto delle autorità e poi intervento di Valentina Ridolfo su “Lis gleseutis votivis di Montine, Roncjis e Toan” e di Enos Costantini con la “Presentazion dal numar speciâl di Sot la Nape dedicât a “Torean e al so teritori”. Premiazione dei docenti dei Corsi pratici di lingua e cultura friulana. Alle 13 momento conviviale.

A UDINE – Stamane, nella sede della Filologica a Palazzo Mantica in via Manin, incontro “Un lascito di un goriziano in guerra”. Due vicende diverse ma parallele, due nonni che devono tutto alla nostra terra. Un orfano che dalla pianura friulana fu inviato al fronte, in vista della città di Gorizia e da cui tornò vittorioso, pur con una grave invalidità. L’altro, partito da Roma per la città isontina che divenne la sua dimora per gli anni a venire, combatté anch’egli a lungo. Una vicenda di uomini e donne di inizio ’900, di sacrifici e sofferenze, di vite e famiglie devastate dalle guerre ma che lasciarono dietro di sé memorie e testimonianze importanti, fino alla scoperta delle sepolture che cento anni dopo, incredibilmente, il nipote ha ritrovato intatte.
Sempre a Palazzo Mantica, alle 18. concerto “Classicismo friulano al fortepiano”. Marius Bartoccini, noto fortepianista udinese, esplorerà il Classicismo friulano presentando un programma che comprende non solamente pagine di autori attivi a Udine, Venzone, Palmanova e Cividale ma importanti musiche inedite tratte dal fondo della Biblioteca “Vincenzo Joppi”, eseguite per la prima volta in tempi moderni. Accattivante è lo strumento: un fortepiano da tavolo originale costruito a Venezia nella bottega di Luigi Hoffer alla fine del ’700.
Alle 10 sempre a Udine, alla Biblioteca civica Joppi, “Verso una bibliografia friulana”. Incontro di studi promosso dal Comune di Udine per presentare agli addetti ai lavori i risultati delle attività svolte dalla Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” con il contributo concesso dalla Regione Fvg con Lr 16/2023: le nuove digitalizzazioni di periodici storici d’interesse locale e di monografie moderne in lingua friulana, nonché alcune riflessioni per una ipotesi di progetto di bibliografia friulana. Sarà l’occasione per aprire un primo tavolo di lavoro e recepire le eventuali suggestioni degli stakeholders. Intervengono Stefania Garlatti Costa, Elisa Nervi, Sandro Themel. Nell’ambito della rassegna “Aspettando la Notte dei Lettori”.
Alle 15 al Museo Etnografico del Friuli visita guidata alla nuova sala di musica dal titolo “Cul sivilot di scusse…” con Roberto Frisano. Alle 17 alla libreria Tarantola presentazione del volume “Radio Judrio”. L’alta valle del Judrio è un luogo di grande bellezza, dove in tanti sognano di stabilirsi, ma dove vivere è per pochi. I nativi sono personaggi singolari, vuoi per l’isolamento o per l’aria che tira. Insoliti sono anche quelli che vi si trasferiscono, alla ricerca di una loro Walden personale. I racconti di Barbara Pascoli e gli scatti di Massimo Crivellari, pubblicati da Kappa Vu, compongono un affresco di questa nuova frontiera: una visione lontana da facili seduzioni idilliache e nostalgiche e, per questo, incredibilmente vera. Nell’ambito della rassegna “Aspettando la Notte dei Lettori”.

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Anche il Premio Smareglia (friulano)

E a Bottenicco di Moimacco, nell’ambito degli eventi della “Setemane de culture furlane”, si terrà oggi, 17 maggio, alle 18, nella scenografica cornice di Villa de Claricini Dornpacher, la cerimonia di premiazione della sezione in lingua friulana dell’8° Concorso internazionale di composizione “Antonio Smareglia”. La manifestazione – organizzata dall’Accademia di studi pianistici Antonio Ricci, presieduta da Flavia Brunetto, e che ha cadenza biennale – vuole rendere omaggio al grande compositore mitteleuropeo (Pola 1854 – Grado1929, nella foto all’epoca della Scapigliatura lombarda) e nel contempo essere incentivo e valorizzazione delle nuove musiche. A coronamento dell’attribuzione del riconoscimento ci sarà anche un concerto che vedrà l’esecuzione di alcuni capolavori di Smareglia, tra cui “Qual presagio funesto” e “Aveva con questo dono” da Nozze istriane, “Balzato è dal giaciglio” da La falena e di composizioni di Gian Francesco Malipiero che di Smareglia fu allievo e collaboratore. Incastonata tra i due compositori ci sarà la prima esecuzione di “Friul” di Paolo Furlan, vincitore di una delle tre sezioni del concorso, dedicata a composizioni per voce e pianoforte con testo, appunto, in lingua friulana. Interpreti saranno il soprano Alessia Nadin e la pianista Franca Bertoli. L’evento è sostenuto dal Ministero della Cultura, Dipartimento dello Spettacolo dal vivo, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Università degli studi di Udine, dalla Fondazione Friuli e dalla Società Filologica Friulana.

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SUL TERRITORIO – Oggi, 17 maggio, nel quadro della manifestazione Sapori Pro Loco a Villa Manin di Passariano,  a Codroipo, dalle 17 alle 20 “Gnot di folclôr”, Spettacoli itineranti a cura dei gruppi folcloristici dell’Unione Gruppi Folcloristici del Fvg.

A Carpacco di Dignano “Festival delle Filande”. Oggi al Centro polifunzionale “1a Scuola di storia orale a Carpacco” tutto il giorno. Domenica 18 maggio alle 10 Passeggiata sul Tagliamento.
Ad Aiello stamane “Aiello il paese delle meridiane”, visita guidata.
A Flambro “Libri e anniversari: la Bassa 2025”, presentazione alle 15 al Mulino Braida. A Pagnacco “Dalle colline di Lazzacco a Udine Il viaggio dell’acqua tra storia e natura”, visita guidata alle 16. A Ronchis ““Eugenio Pilutti” IV edizione del concorso, cerimonia di premiazione alle 16 nella palestra comunale.
A Lauco “Il ’68 nelle caserme Il movimento dei soldati in Friuli (1970-1976)” conferenza e presentazione del volume, alle 17.30, alla Casa del Popolo. A Prato Carnico “Strolic Furlan pal 2025 in Cjanâl”, presentazione alle 18 all’auditorium comunale.
A Blessano di Basiliano “Mangjâ e balâ furlan dut il timp dal an”, cena e spettacolo alle 19.30 in sala polifunzionale. A Gemona “Friuli in musica fra ’800 e ’900” concerto alle 20.30 nel Santuario di Sant’ Antonio di Padova.
A Nimis “I bogns i triscj e chei di Nimis? Il teritori des plui lenghis e la sô int”, incontro e dibattito stasera, alle 20.30, nella sala della Biblioteca comunale di via Matteotti, con il professor Adriano Ceschia e don Rizieri De Tina.
In Carnia “Mulini aperti” iniziativa promossa dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani’. Oggi, a Tolmezzo, alle 17 al Centro Servizi Museali “Mulini e segherie nell’economia e nella cultura popolare”, apertura della manifestazione con la conferenza di Donatella Cozzi ed Erika Di Bortolo Mel. Domani mulini aperti alle visite sul territorio (elenco su www.museocarnico.it).

Domani18 maggio a Moggio Udinese alle 9 escursione a Moggessa, alle 18 lettura scenica “Mestri di mont” al Centro polifunzionale. La nuova edizione del libro di Tito Maniacco curato dalla Forum Editrice rivive in una nuova chiave di lettura critica che parla all’oggi nel format del live-Book, ideato e messo in scena dalla critica letteraria Martina Delpiccolo e dall’attore Fabiano Fantini, curatori di un’inedita traduzione in lingua friulana. Intellettuale udinese, scrittore, poeta, critico, maestro, artista, l’autore ricorda il suo primo incarico nel 1956 quando viene mandato a insegnare a Moggessa, un paesino sperduto, dove il tempo è ancora scandito dalle stagioni, ben diverso dal “mondo grande e terribile” che avanza. Il lavoro diventa un’operazione di valorizzazione di un autore friulano, a 15 anni dalla sua scomparsa, in particolare sul tema dell’insegnamento e sulla capacità di comunicare con le nuove generazioni, ponendo interrogativi attuali e rafforzando il territorio e la sua cultura. In più visitabile la mostra al complesso storico abbaziale “Un mondo di tessere colorate L’arte musiva di Mario Copetti”.
Sempre domani a Savogna concerto storico “110 agns indaûr” sulla cima del Monte Matajur alle 14. Sono già passati 110 anni da quando scoppiò la prima guerra mondiale. Su iniziativa dell’Associazione Musicologi, l’Alphorn ensemble ci accompagna a scoprire le musiche di montagna e di trincea, mentre vengono lette storie e poesie friulane di quei tempi. Un evento pieno di emozioni, sulla cima di uno dei monti che ha visto in grande le rovine della guerra. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Rifugio “Guglielmo e Giovanni Pelizzo”.
A Montenars domani rassegna corale “InCjant Furlan”, alle 18, nella chiesa di San Giorgio con l’associazione culturale “Parcè no?”. A Tricesimo alla stessa ora recital “I miei poets Une conte par 5 autôrs In onôr di Pierluigi Cappello”.

Nimis vista da Ramandolo.

FRIULI ORIENTALE – Oggi, 17 maggio, a Farra d’Isonzo incontro “Aga frescja cjantarina Anna Bombig e lis sôs stagjons” alle 18 all’auditorium comunale. Un ricordo della figura e dell’opera letteraria di Anna Bombig (1919-2013), Ana di Fara, insegnante, autrice di poesie e racconti in lingua friulana. I suoi scritti hanno attraversato e descritto tutto il Novecento e sono una testimonianza della storia del Goriziano. Interventi di Maria Chiara Visintin, letture di Serena Fogolini, musica dell’Associazione musicale e culturale di Fara. L’evento rientra nella seconda edizione del festival “Incontro di culture: Nature senza confini” promosso da Zveza kulturnih društev, Unione dei circoli culturali di Nova Gorica e da “Porte a Nordest” di Gorizia.
A Gorizia spettacolo itinerante “Gorizia nascosta – Le voci del silenzio”, oggi e domani, alle 10 e 15 con ritrovo al Giardino Farber, via Ascoli 19. Percorso nei luoghi legati alla cultura ebraica: dall’antico ghetto di Gorizia, con tappa a Casa Ascoli, oggi sede della Società Filologica Friulana, al cimitero Valdirose di Nova Gorica. Una voce narrante che si muove tra presente e passato suggerisce un percorso ricco di evocazioni, suggestioni, canti, video, interventi dal vivo. I luoghi cambiano nel tempo, modificano il loro senso per i singoli e le comunità. Spazio e tempo sono le coordinate di vita che si intrecciano tra loro. E attraverso la voce di chi ha avuto un legame con alcune strade o palazzi è possibile ascoltare la memoria di luoghi, odori, suoni. Percorrendo le strade della città, si scoprono storie che anche se lontane dai nostri occhi sono molto vicine al sentire umano. A cura del CTA – Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia. Il percorso prevede l’utilizzo delle cuffie. Disponibile in lingua italiana, inglese e slovena. A pagamento. Durata 2 ore. Biglietto 20 €. Ridotto (under 25 e over 65) 16 € Prenotazione obbligatoria: tel. 0481 537280 / 335 1753049 organizzazione@ctagorizia.it
Oggi, 17 maggio, a Grado “La poesia di Biagio Marin incontra le iscrizioni dei primi Cristiani di Aquileia”, conferenze con letture. Appuntamento alle 16 nel Lapidario della Basilica di Sant’Eufemia, Campo Patriarca Elia. Con la sua ben nota bravura attoriale Tullio Svettini leggerà, interpretandole, alcune splendide liriche di “Biaseto”, di cui quest’anno ricorrono i 40 anni dalla scomparsa, alternandosi a Francesca Beltrame, specializzata in Epigrafia paleocristiana, allieva del professor Danilo Mazzoleni, che presenterà alcune delle più belle iscrizioni paleocristiane su lastra conservate tra Aquileia e Grado, i cui testi appaiono rivelatori di affettuosi legami familiari senza tempo. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Archeologico Aquileiese.

FRIULI OCCIDENTALE – A Pordenone oggi presentazione del volume “Cuncuardia – Numar unic pal CI Congrès de Societât Filologjiche Furlane” oggi, 17 maggio, nella sede della Società Filologica Friulana in corso Garibaldi. Ogni anno per tradizione, nel giorno del Congresso sociale, la Filologica Friulana pubblica il “numero unico”, un volume che raccoglie saggi e studi sul territorio che ospita il convegno. Per il Congresso del 2024, che si è svolto a Concordia, i curatori Franco Rossi e Luigi Zanin hanno messo insieme un volume di oltre 900 pagine che raccoglie più di 50 contributi su temi di ambiente, archeologia, storia, biografie, arte, lingua, letteratura e società del Mandamento di Portogruaro.
A Tramonti di Sopra domani 18 maggio conferenza “Scene di vita in montagna tra Seicento e Ottocento” alla sala polifunzionale alle 17. Alessandro Fadelli presenta, attraverso vari documenti civili e religiosi, alcuni frammenti di vita quotidiana e di storia tramontina, e più ampiamente della montagna pordenonese, nel periodo compreso fra il Seicento e la prima metà dell’Ottocento, evidenziandone i più rilevanti aspetti demografici, economici e sociali.
Per il progetto “Sul cammino di San Cristoforo, quando l’anima incontra la bellezza – Camminate promosse da Montagna Leader GAL Friuli Occidentale” sabato 17 maggio a Spilimbergo “Mosaico di storie” alle 15, domani 18 maggio alle 9 a Pinzano al Tagliamento “San Cristoforo e i guadi”.
Per il progetto “#Passiparole” Passeggiate di Comunità nel territorio dell’Ecomuseo Lis Aganis oggi 17 maggio a Spilimbergo alle 15 “Il Tagliamento: ambiente, storia, comunità”, alle 16 a Polcenigo “I mulini dell’Ecomuseo Lis Aganis”. Domenica 18 maggio alle 8 a Stevenà di Caneva “Caminadha su par i nostri troi”, alle 8.30 a Cavasso Nuovo “Alla scoperta dell’arte sacra”.

ONLINE  Per la rassegna online “Peraulis” alle 20.30 oggi 17 maggio l’ultima parola che sarà spiegata in friulano sarà “Surîs”. Per la serie di ricette “Gustâ gurizan” sulla cucina goriziana sempre oggi alle 12.30 i Fasoi a’ la serba e domani 18 maggio lo “strucolo”.

Domani 18 maggio su www.setemane.it alle 16 conferenza “Il rito battesimale nella Chiesa aquileiese tra VIII e IX secolo”. Attraverso le testimonianze artistiche e la lettura dei pochi documenti disponibili, si tenta di ricostruire i rituali che presiedevano la celebrazione del battesimo in età altomedievale nella Chiesa aquileiese. Si presenta l’Ordo scrutiniorum del patriarca Lupo, compilato nell’ambito della riforma di Paolino, conservato in Archivi e biblioteche del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli in un codice manoscritto (LXXVII) del XIII-XIV secolo, pubblicato da fra’ Bernardo Maria de Rubeis; si tratta di una copia di un manoscritto più antico, che riportava il formulario dei riti catecumenali. Conferenza con Maria Visintini promossa dal Gruppo Archeologico Aquileiese.

Domani 18 maggio alle 18 su www.setemane.it conferenza “Friulani e Resiani tra affinità e diversità”. Nadia Clemente illustrerà i numerosi punti di contatto tra la cultura friulana e quella resiana, anche sulla scorta del materiale linguistico raccolto da Bauoduin de Courtenay a Resia. L’illustre slavista soggiornò in valle per alcuni periodi dal 1873 in poi, pubblicando poi a San Pietroburgo quasi tutto il materiale resiano raccolto.

Domani 18 maggio alle 21 su www.setemane.it proiezione di “Cjantâ la sperance”. Per il Giubileo della Speranza l’Ufficio Liturgico Diocesano di Udine ha tradotto in friulano l’inno ufficiale “Pellegrini di Speranza”, che è stato cantato dal Coro dei Giovani del Duomo di Gemona diretto dal Maestro Damiano Gurisatti. Questa è la prima versione del canto giubilare in una lingua minoritaria riconosciuta. La registrazione è arricchita da interviste per testimoniare la ricchezza del canto liturgico friulano in chiave contemporanea. Una produzione Agherose per la regia di Dorino Minigutti, location recording e finalizzazione audio di Andrea Peluso.

Palazzo Mantica a Udine.

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In copertina, il poeta Biagio Marin la “vose” di Grado che sarà ricordato oggi.

Anche Cividale (con Manzano e Torreano) nell’Aclif. Sergon: un onore avere la “capitale longobarda” fra i nostri Comuni

A Cividale, si è riunito l’altra sera il direttivo dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, l’organismo che rappresenta i Comuni di lingua friulana: nato nel 2015, conta oggi quasi 150 soci, praticamente più dell’80% di tutte le comunità friulanofone di Udine, Pordenone, Gorizia e del Veneto orientale. La scelta di fare tappa nella città ducale è dovuta alla volontà di festeggiare la sua recente adesione, deliberata dal consiglio comunale nella seduta del 28 giugno scorso. All’incontro sono intervenuti, oltre al sindaco Daniela Bernardi, anche il primo cittadino di Manzano Piero Furlani e il vicesindaco di Torreano Giuliano Lesa, in rappresentanza del territorio. Per Aclif erano presenti, invece, il presidente Daniele Sergon di Capriva del Friuli, il vice Claudio Violino di Mereto di Tomba, la consigliera Ester Filipuzzi di Spilimbero e il presidente onorario Diego Navarria di Carlino.


Sergon, in apertura, ha ringraziato il sindaco Daniela Bernardi per la scelta fatta dall’amministrazione comunale e ha evidenziato che è proprio questa la forza dell’Assemblea Linguistica: «Aclif nasce dal basso, non con un atto imposto, ma con il voto dei consigli comunali, peraltro quasi sempre unanime, mettendo insieme forze di maggioranza e di minoranza. Nostro compito è portare avanti il tema della nostra identità culturale e linguistica». Il direttivo Aclif ha espresso la soddisfazione di accogliere Cividale, oltre che naturalmente Manzano e Torreano, anche per il grande valore simbolico che essa rappresenta, in quanto fu capitale del ducato longobardo del Friuli e per secoli anche sede patriarcale.
Daniela Bernardi ha espresso la sua soddisfazione per l’incontro e ha evidenziato le numerose iniziative legate alla cultura friulana che si svolgono a Cividale, facendo anche un richiamo alla figura del sindaco e senatore Guglielmo Pelizzo, grande friulanista, che fu per oltre dieci anni presidente della Società Filologica Friulana, subentrando a Tiziano Tessitori, il padre della Regione. Lesa, parlando di Torreano, ha ricordato la compresenza di due anime nel territorio, quella friulana e quella slava, che costituiscono una grande ricchezza sociale e culturale. Anche Furlani (Manzano) ha sottolineato lo stretto legame tra lingua e cultura e ha espresso la speranza che «una maggiore conoscenza della storia e della cultura del Friuli possa rafforzare l’identità della nostra terra».

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In copertina, il presidente Sergon con il sindaco di Cividale Daniela Bernardi; all’interno, Navarria, Furlani, Bernardi, Sergon, Lesa, Filipuzzi e Violino.

Mattmark, nella tragedia di 59 anni fa perirono anche tre friulani. Il superstite Ilario Bagnariol al ricordo con Efasce

Non solo Marcinelle. C’è, infatti, anche un’altra tragedia che colpì gli italiani emigrati in cerca di lavoro nel secondo dopoguerra: successe a Mattmark, in Svizzera (valle di Saas, Canton Vallese), il 30 agosto del 1965. Il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere della diga che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. Tra loro anche degli emigranti dal Friuli Venezia Giulia: Mario De Celia di Gorizia, Alessio Ceccon e Luciano Specogna di Torreano.


Ancora li ricorda ogni anno, affinché la memoria di questa tragedia non si affievolisca, un loro compagno di lavoro che invece, in quella triste giornata, riuscì a salvarsi e a prestare i primi soccorsi. Si tratta di Ilario Bagnariol, nato a Fiume Veneto nel 1942, che ancora vive in Svizzera con la famiglia. Presidente del Segretariato Efasce di Ins/Lyss anche in questo 2024 – 59° anniversario dalla tragedia – come ogni anno si è recato alla cerimonia commemorativa ufficiale. Ad accompagnarlo questa volta due nipoti, terza generazione di friulani nel Paese elvetico: Christelle e Krebs Larissa Bagnariol.
“Ritengo doveroso non mancare – afferma Ilario Bagnariol – perché la memoria dei nostri concittadini italiani e in particolare dei tre friulani, va onorata”. Furono oltre un milione i metri cubi di ghiaccio che si abbatterono sul cantiere, situato a quota 2200 metri d’altitudine. Il ricordo di quel giorno è ancora vivo per Bagnariol, che era uno degli addetti ai bulldozer, sui quali stava lavorando. “E il rumore della macchina – ricorda – copriva tutto, tanto che non mi stavo accorgendo di nulla. Ad un tratto sentii un picchiettio: era un capocantiere che attirava la mia attenzione tirandomi dei sassi sul mezzo e grazie a questo, infine, vidi l’enorme massa di ghiaccio che scendeva a valle a una velocità spaventosa”. Un attimo, ma decisivo: Bagnariol si mise in salvo, però vide una scena straziante. “La valanga – aggiunse – travolse tutto, uomini, macchine e baracche seppellendole sotto 20/50 metri, arrestandosi infine in un silenzio assordante”.
Alla cerimonia 2024, alla quale Bagnariol è intervenuto come testimone dei fatti con Maria Testa (95 anni) che all’epoca operava come infermiera, erano presenti per rendere omaggio alle vittime anche l`ambasciatore d`Italia a Berna Gian Lorenzo Cornado, la console generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo, l’onorevole Antonio Ricciardi, presidente del gruppo interparlamentare Italia-Svizzera, Gennaro Praticò, presidente delle Colonie italiane di Briga Vallese. E, inoltre, Domenico Messiano, presidente del Comites Vallesano e nuovo presidente del comitato commemorativo in vista del sessantesimo anniversario, Filippo Ciavaglia, presidente della III Commissione del Cgie svizzero, Michele Scalo, coordinatore Intercomites svizzero, Alwin Zurbriggen, sindaco di Saas Almagell. Padre Costante e padre Giovanni di Bergamo, assieme ad altri sacerdoti, hanno celebrato la Messa in suffragio delle vittime.

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In copertina, Ilario Bagnariol con Maria Testa e padre Costante; all’interno, durante la Messa e con le nipoti.

Anche Manzano e Torreano nell’Aclif che ora conta 147 Comuni. Il presidente Sergon: li coinvolgeremo sul friulano

Salgono a 147 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. I nuovi ingressi sono del Comune di Manzano, centro noto a livello internazionale per la sua industria del legno e dell’arredo, e di quello di Torreano, realtà famosa per le sue cave da cui si estrae la pregiata pietra piasentina, nonché per le produzioni vinicole d’eccellenza (come anche Manzano). Adesioni avvenute qualche settimana fa ma che, per il rispetto del periodo elettorale, l’Assemblea annuncia solo ora.
“Diamo il benvenuto a Manzano e Torreano nella nostra grande “famee”- sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, da poco rieletto sindaco di Capriva del Friuli -, a cui le amministrazioni comunali hanno scelto di aderire. Come non ci stancheremo mai di ricordare che, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Coinvolgeremo, come fatto già in passato con gli altri nuovi Comuni aderenti, anche Manzano e Torreano nei nostri progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi”.

I Comuni aderenti all’Aclif sono: Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, riconfermato sindaco di Capriva.

Sport, promozione turistica e solidarietà: ritornerà domenica la Corsa per Haiti con un migliaio di ciclisti al via a Cividale

Si correrà domenica 19 maggio, con partenza e arrivo a Cividale del Friuli, l’edizione numero 31 della Corsa per Haiti. Un evento che non è soltanto la principale “Granfondo” ciclistica disputata in regione, ma anche una manifestazione che al confronto sportivo unisce la valorizzazione turistica del territorio e la solidarietà con una delle più martoriate popolazioni della Terra: la parte più povera dell’isola di Haiti.
Dieci i Comuni interessati dalla corsa: Attimis, Faedis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano e naturalmente Cividale dove, nella ex Caserma Francescatto, verrà allestito il “Borgo Haiti”, aperto domani pomeriggio dalle 14.30 e domenica mattina dalle 6.30 per iscrizioni, ritiro numeri e pacchi gara. La partenza verrà data alle 8.30 da via Perusini (di fronte al Palazzetto dello sport), dove è previsto anche l’arrivo. Due i percorsi agonistici, il GranFondo di 142 km e il MedioFondo di 96, ai quali si aggiunge quello della Cicloturistica per Haiti, di 78 chilometri. Tre percorsi, un territorio unico – quello delle Valli del Natisone e del Torre – con salite leggendarie per gli atleti e panorami mozzafiato per tutti. Perché tutto si svolga nel migliore dei modi (meteo permettendo sono attesi un migliaio di ciclisti) con la regia della società organizzatrice, la Asd Chiarcosso Help Haiti, e la collaborazione delle Amministrazione comunali e della Protezione civile delle località interessate saranno impegnati oltre 400 volontari, 200 dei quali addetti alla sicurezza degli incroci.
L’albo d’oro della Corsa per Haiti (la prima edizione risale al 1993) è ricco di nomi prestigiosi, da Daniele Pontoni, ex campione del mondo di ciclocross e attuale plurimedagliato commissario tecnico della Nazionale off-road, fino a Federico Pozzecco, che ha messo in bacheca le ultime due edizioni.
Importante sotto il profilo tecnico, la Corsa per Haiti lo è altrettanto – se non di più – per lo spirito che anima organizzatori e partecipanti: il progetto Help Haiti, al quale sono destinati i proventi della Corsa, la raccolta delle offerte libere, le risorse messe insieme dal patron Sante Chiarcosso e dai numerosi sponsor, da amici e collaboratori. Tutto è finalizzato a portare soccorso alle persone più sfortunate che popolano l’isola caraibica, dove la OdV Pane Condiviso (presieduta da Mary Agosto, moglie di Sante Chiarcosso) ha realizzato una struttura (“Kay”, che in creolo significa casa) pensata per ospitare le “bambine di strada”, togliendole dai pericoli della efferata vita quotidiana sull’isola, rovinata da violenze, soprusi, criminalità e nessun rispetto per la vita. Un progetto che va avanti pur tra mille difficoltà: negli ultimi mesi, la situazione ad Haiti si è ulteriormente incancrenita, con bande di malviventi che spadroneggiano tanto che le autorità non riescono a controllarle.

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In copertina, ciclisti pronti al via a Cividale in una passata edizione.

Valli del Natisone e del Torre: la Regione annuncia migliorie per 300 mila euro

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato, su proposta dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali e della Montagna, Stefano Zannier, lo schema di protocollo di intesa relativo a interventi per razionalizzare e migliorare i servizi a favore della popolazione montana.
Si tratta, come riferisce Arc, di misure a favore degli ambiti delle Valli del Natisone e del Torre riferite alla legge regionale 20 del 2015 per lo sviluppo delle aree interne e che per il 2022 possono contare su 300mila euro di cui 200mila per spese correnti e 100mila in conto capitale. Accogliendo le indicazioni trasmesse dal Comune di San Pietro al Natisone, capofila dell’ambito territoriale, la Giunta Fedriga ha previsto in questa sesta integrazione del Protocollo la distribuzione delle risorse in ragione del 55% attribuito al Natisone e del 45% al Torre.
L’assessore Zannier ha evidenziato tre aspetti dell’accordo: l’ascolto costante delle comunità della montagna, la previsione di privilegiare interventi in continuità rispetto alle azioni delineate negli anni passati e l’elasticità della misura. In sede di sottoscrizione del protocollo sarà infatti possibile apportare al testo alcune modifiche, seppure di carattere non sostanziale. Ne saranno firmatari, assieme alla Regione Fvg, i Comuni di Attimis, Drenchia, Faedis, Grimacco, Lusevera, Nimis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Taipana e Torreano.

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In copertina, uno scorcio di San Pietro al Natisone Comune capofila dell’ambito.