Karpòs, vent’anni di cooperativa sociale: sarà festa al Coop Corner di Pordenone

Una delle realtà che tra le prime, in provincia di Pordenone, si è occupate di riciclo e recupero dei materiali in un’ottica di economia circolare e sostenibilità, promuovendo nel contempo l’imprenditorialità femminile: la cooperativa sociale Karpòs di Porcia (attiva anche a Torre di Pordenone) compie 20 anni. Per festeggiarli – proprio il giorno del suo anniversario, domani 1° settembre – ha invitato soci, lavoratori, amici e sostenitori con cui celebrare insieme un traguardo così importante. Appuntamento alle 17.30 al Coop Corner di Confcooperative Pordenone in Corso Vittorio Emanuele (ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica).

I costitutori il 1° settembre 2003.


Karpòs – che in greco significa frutto e qui è utilizzato nel senso di frutto del proprio lavoro – conta 30 lavoratori (dei quali 22 soci), 3 soci cooperatori volontari e 8 soci sovventori. Il 73% di soci e lavoratori è rappresentato da donne e il consiglio di amministrazione è tutto al femminile. In 20 anni di attività, ha accolto in totale 108 persone con inserimenti per lavoratori svantaggiati. Guardando ai dati degli ultimi cinque anni la cooperativa ha avviato al recupero 156 mila chilogrammi di toner esausti, 190 mila di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, 4 milioni di chilogrammi di indumenti, 153 mila di rifiuti ingombranti e 59 mila di carta. Tra i progetti più recenti il Ridoprìn Lab, laboratorio di recupero tessuti e oggetti delle donne e per le donne, con sede a Torre di Pordenone. Un progetto quest’ultimo nato sulle orme di don Giuseppe Lozer e delle donne del borgo che qui oltre 100 anni fa fondarono la Cooperativa dell’Ago.
“La nostra cooperativa – racconta la presidente Paola Marano – è stata fondata il 1° settembre 2003 dalla volontà di socie e soci, i quali, dopo un terribile incendio che aveva completamente distrutto una loro precedente attività (cooperativa C’era L’Acca, ndr), avevano deciso di continuare il proprio impegno costituendo una nuova realtà e mantenendo così il proprio lavoro fornendo servizi di pulizie e facchinaggio. Nel corso del tempo, la cooperativa ha evoluto il proprio campo d’azione alla gestione di tutte le tipologie di rifiuti fino alla costituzione del Ridoprìn lab, nuova unità produttiva dedicata al riuso dei tessuti e degli accessori basandosi sul concetto dell’economia circolare. Per noi il lavoro diventa strumento per raggiungere l’obiettivo dell’inserimento sociale, in un’ottica di valorizzazione e di espressione della persona”.
“Quella di Karpòs – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – è una storia dall’alto valore non solo economico ma anche sociale e ambientale, attenta all’imprenditorialità femminile e alla valorizzazione degli ideali cooperativistici. Ripartire nel Coop Corner, dopo la pausa estiva, proprio con la celebrazione del suo ventennale è un momento prezioso e una testimonianza di cooperazione per il territorio che vogliamo portare nel centro del capoluogo”.
Coop Corner è un’iniziativa di Confcooperative Pordenone con il supporto di Concentro azienda speciale della Camera di commercio Pordenone – Udine e Pordenone with Love. Con il sostegno di FondosviluppoFvg. Collaborano anche C’entro Anch’io Pordenone e Sedit. Oltre alle attività delle cooperative ospiti, attraverso i totem informativi allestiti nel Coop Corner viene mostrato cos’è la cooperazione, quali e quante cooperative operano nel territorio provinciale, cosa fanno e come possono essere utili a enti, associazioni e consumatori. E ora altre informazioni sui progetti della cooperativa.

RIDOPRIN LAB – Il progetto è stato realizzato grazie ad un contributo ricevuto dal Comune di Pordenone a seguito della partecipazione al bando “Per un’impresa accessibile ed inclusiva” ed è non solo un laboratorio sartoriale al femminile di recupero tessuti e oggetti, ma è anche un progetto di economia circolare sostenibile che aiuta il reinserimento lavorativo per le donne in situazioni di fragilità, valorizzando l’artigianato femminile. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. Il nome deriva dalla frase in lingua friulana “tornìn a doprà” che tradotto significa riusiamo. Il progetto prevede anche l’organizzazione di corsi e laboratori sul riuso rivolti sia ai bambini che agli adulti ma anche incontri sull’economia circolare per sensibilizzare al concetto di riuso e di economia circolare.

LABORATORIO RAEEnter– Il laboratorio RAEEnter, realizzato esclusivamente con risorse proprie, è un luogo dedicato all’inserimento di giovani e adulti in stato di svantaggio in un percorso di osservazione e valutazione. Queste persone si dedicano al “disassemblaggio” dei RAEE non pericolosi (nella fattispecie i case dei computer) e, di conseguenza, al recupero dei componenti, attraverso le attività di smontaggio, separazione, imballaggio e stoccaggio. La concentrazione mentale e la capacità di discriminare tra i diversi elementi, hanno connotato questa attività di una forte valenza formativa. L’importanza del progetto è poi rimarcata dal fatto di coinvolgere un settore qualificante come quello del riciclo. La ricaduta di questa attività sulla qualità della vita delle persone coinvolte è decisamente positiva in quanto, il fatto di svolgere un lavoro dall’importante impatto ambientale, comporta una presa di coscienza del proprio ruolo sociale.

HABITUS – Una importante innovazione apportata al settore della raccolta indumenti, si deve al finanziamento da parte della ex Provincia di Pordenone del progetto denominato “Habitus”, finanziato con il Fondo Provinciale per l’occupazione dei disabili. Il progetto ha per oggetto la realizzazione del servizio di raccolta di indumenti usati a domicilio e a titolo gratuito e rivolto ai cittadini over 60 e/o con disabilità residenti nei comuni gestiti dalla municipalizzata Gea. Grazie a questo progetto Karpós ha potuto assumere stabilmente due persone svantaggiate per la gestione del servizio stesso.

SETTORI – Attualmente Karpòs opera in diversi settori: il settore della pulizia e sanificazioni, quello per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e l’avvio al recupero di cartucce esauste, il servizio di raccolta, trasporto, stoccaggio e recupero di Raee, quello relativo allo smaltimento di documenti con dati sensibili e poi ancora il servizio di raccolta, trasporto e stoccaggio di indumenti usati presenti negli oltre 210 cassonetti collocati sul territorio della Diocesi di Concordia Sagittaria e parte di quella di Vittorio Veneto (servendo oltre 60 comuni) e il servizio di facchinaggio e sgomberi. Attualmente la cooperativa è certificata ISO 9001:2015 relativamente alle attività di pulizia e sanificazione, e gestione rifiuti. Inoltre, si occupa anche di sensibilizzazione ambientale e in collaborazione con Gea Spa ha realizzato laboratori di riuso tessile coinvolgendo oltre 500 bambine e bambini di una quindicina di scuole dell’infanzia e primarie di Montereale Valcellina, Pordenone, Prata e San Quirino.

MISSION – Ri-dare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità, con professionalità, nel rispetto dell’ambiente, della legalità e fornendo opportunità lavorative e di re-integrazione sociale. Rimettere in circolo materiali e risorse scartate e ri-generare abilità e capacità delle persone in condizione di difficoltà. Questa è la mission della cooperativa Karpós.

VISION – Il frutto del lavoro di Karpós è un mondo equo e giusto, pulito e bello, dignitoso e armonico, basato sul buen-vivir, senza frontiere materiali e culturali. Karpós vuole rendere possibile, anche con l’ausilio tecnologico adeguato, l’esistenza di un ambiente di vita e di lavoro sostenibile fondato su un sistema socioeconomico cooperativo, fruttuoso, rigenerante e rigenerativo. Karpós è vivere in un ambiente sano, pulito e sostenibile, frutto di una cooperazione senza frontiere.

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In copertina, un’immagine del Ridoprìn Lab messo in atto dalla cooperativa sociale.

Ridoprin Lab, il progetto di Karpòs caso di studio a Pordenone Design Week

Il progetto Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpòs di Porcia, è diventato un caso di studio e di innovazione alla Pordenone Design Week. Una quarantina di studenti dell’Isia Roma Design sede di Pordenone guidati da un team di cinque tra project manager, tutor e insegnanti, hanno lavorato in workshop incentrato sulla ricerca di un nuovo concept e sul lavoro di riposizionamento delle attività della cooperativa così da massimizzare l’impatto sociale del progetto di sartoria dedicato alle donne più fragili e al riciclo di tessuti e materiali di recupero.


“I quaranta studenti universitari che hanno partecipato al workshop sul Ridoprin Lab – ha raccontato Paola Marano, presidente della cooperativa sociale – ci hanno dato molti spunti su come comunicare in maniera efficace le nostre produzioni che sfruttano materiale riciclato o di scarto. Siamo felici che il design si avvicini alle prospettive dell’economia circolare e che le nuove generazioni siano sempre più sensibili all’impronta ecologica della moda e del design”. I ragazzi hanno lavorato al rilancio del laboratorio valorizzando i suoi principi fondanti ovvero la produzione e il consumo responsabile e l’aspetto sociale della sartoria che prevede il reimpiego lavorativo di donne con svantaggio. Hanno poi realizzato alcuni prototipi di prodotti, utilizzando scarti industriali tessili: sono stati progettati così portapranzi, portaborracce e astucci dal design eco-friendly.
Il risultato dei lavori è stato poi presentato venerdì scorso a conclusione della manifestazione. “Quanta energia creativa abbiamo respirato – racconta Marano -. Un sentito ringraziamento va al Consorzio Universitario di Pordenone, l’Isia Roma Design sede di Pordenone, Confindustria Alto Adriatico che hanno organizzato questa bella manifestazione e a Hidra sb Strategia, Processi, Valori per il sostegno, che ci ha permesso di prenderne parte sostenendo la nostra cooperativa”.
Il Ridoprin Lab, che ha la sua sede a Torre di Pordenone in via General Cantore, è un progetto di economia circolare sostenibile che aiuta il reinserimento lavorativo per le donne in situazioni di fragilità. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. “Ci piace quando vengono messe in circolo nuove idee – ha concluso Marano – che aiutano a sensibilizzare le persone all’importanza dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e recuperare oggetti usati dandogli nuova vita. Il nostro sogno è che il nostro Ridoprin Lab diventi sempre più un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali”.

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In copertina e all’interno i protagonisti del progetto Ridoprin Lab di Pordenone.

 

 

A scuola di riciclo con Gea & Karpos: Pordenone riutilizza filati e tessuti

Al via, in una decina di scuole del Pordenonese, la seconda edizione dei laboratori sul riuso tessile a cura di Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa con la fattiva collaborazione della cooperativa sociale Karpós di Porcia. Obiettivo: insegnare ai bambini il valore del riciclo e la bellezza del riuso creativo di filati, promuovendo i valori dell’economia circolare. Questi laboratori, partiti con il mese di novembre, proseguiranno durante tutto l’anno scolastico, e coinvolgeranno oltre 200 studenti delle scuole primarie e una sessantina di piccoli alunni frequentanti l’ultimo anno delle scuole dell’infanzia di Pordenone e di Montereale Valcellina.


L’attività – che rientra nell’alveo del Progetto di educazione ambientale di Gea – intende sensibilizzare i giovani al recupero degli oggetti di uso quotidiano destinati a diventare “rifiuto”, maturando la consapevolezza alla sostenibilità; fantasia e manualità vengono guidate e stimolate fino alla creazione di nuovi oggetti utili e divertenti. Ogni anno Gea nell’esercizio della propria attività istituzionale rileva importanti quantità di indumenti, tessuti e pezzi di stoffa nella spazzatura, materiale ancora integro che viene irrimediabilmente sprecato. È possibile dare una seconda vita agli indumenti usati attraverso la raccolta dedicata, oppure con il riciclo creativo trasformarli in nuovi oggetti: ecco come è nata l’idea di “confezionare” un laboratorio ludico-didattico che valorizzasse tale materiale, rivelandone le potenzialità. Perché il miglior rifiuto è quello non prodotto!
«Ringraziamo Gea – ha detto Paola Marano, presidente di Karpós – che anche quest’anno ci ha coinvolti in questa iniziativa. Dopo il successo dei laboratori realizzati con vecchi tessuti tenuti lo scorso anno scolastico, si è condiviso di riproporre l’attività che tanto è piaciuta ad alunni e insegnanti per creare qualcosa di originale in vista del Natale, magari da regalare alla propria famiglia. È secondo noi – ha affermato – un modo “pratico” che coinvolge attivamente i bambini e fa capire loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite».
Le classi coinvolte si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno potuto sperimentare l’utilizzo di ago e filo. Nei primi laboratori portati a termine, sono stati realizzati dagli alunni degli gnomi natalizi, utilizzando oggetti e tessuti altrimenti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando a sua volta di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Paola Marano – diventasse un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

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In copertina e all’interno alcuni simpatici oggetti ottenuti con l’arte del riciclo.

 

A Pordenone il riuso dei tessuti entra in classe con la cooperativa Karpós e Gea

L’impegno nel riciclo e riuso creativo di filati e tessuti entra a scuola grazie alla cooperativa sociale Karpós di Porcia che, in collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa, ha realizzato durante l’anno scolastico alcuni percorsi di educazione ambientale. Sono stati coinvolti oltre 200 studenti delle primarie dell’area pordenonese, in due periodi, in autunno e in primavera, ciascuno diviso nei rispettivi gruppi classe delle diverse scuole che hanno aderito. Per qualche giorno, le classi si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno sperimentato l’utilizzo di ago e filo e, guidati da sarte esperte, hanno sperimentato il funzionamento anche delle macchine da cucire e del ferro da stiro.
«Grazie alla collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa che organizza i percorsi di educazione ambientale nelle scuole del Pordenonese – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós – abbiamo potuto entrare in alcuni istituti scolastici e fare attività direttamente con gli alunni. Quest’anno abbiamo scelto di lavorare con vecchi tessuti e i bambini hanno realizzato con entusiasmo dei veri capolavori originali. Abbiamo così insegnato loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite». Gli alunni hanno realizzato presine, ma anche collane e braccialetti utilizzando oggetti e tessuti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Marano – diventasse sempre più un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

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In copertina e all’interno tre immagini dei laboratori organizzati nelle scuole.

Gli indumenti usati per “Ridoprin Lab” a Fiume Veneto fino al 27 febbraio

Iniziativa di responsabilità sociale d’impresa a favore del “Ridoprin Lab” di Torre di Pordenone, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpόs, al centro commerciale Gran Fiume di Fiume Veneto. Fino al 27 febbraio sarà possibile donare indumenti usati a favore di questo laboratorio che mira al reinserimento occupazionale di donne fragili e nel contempo si occupa di recupero di tessuti e oggetti.
Il centro commerciale Gran Fiume, con l’iniziativa “Ogni abito diventa buono” propone ai suoi visitatori di donare vecchi abiti che non si usano più per sostenere il nuovo progetto della cooperativa sociale Karpόs di Porcia, guidata da Paola Marano. Chi aderisce all’iniziativa verrà premiato con dei buoni spesa di cui si può usufruire nei negozi del centro aderenti all’operazione. Fino a 2 chili di abiti usati consegnati (puliti e in buone condizioni) danno diritto ad un buono sconto del valore di 5 euro. Dai 2 ai 5 chili il buono raddoppia. Nella galleria commerciale è stato allestito un banchetto ben visibile per la raccolta degli indumenti che verranno poi rigenerati da “Ridoprin Lab”, aiutando con il lavoro donne in difficoltà.
«Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli – ha affermato Paola Marano – rappresentate in primis dal target femminile, oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali. Ringraziamo Gran Fiume per l’attenzione nei nostri confronti e per aver voluto sostenere questo progetto in cui crediamo molto anche perchè dedicato alle donne».

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In copertina, oggetti realizzati da “Ridoprin Lab” e qui sopra alcune sue attrezzature.

 

A Pordenone la moda etica sostenibile in aiuto alle donne vittime di violenze

La cooperativa sociale a maggioranza femminile, l’artigiana della moda e l’artigiana dell’arredo tessile: donne che uniscono le energie a Pordenone per il progetto di moda etica a sostegno dell’Associazione Voce Donna, che offre aiuto alle vittime di violenza. Questo è “LaNina il filo che unisce” progetto che vede la collaborazione tra la cooperativa sociale Karpós con il suo Ridoprin Lab – laboratorio di riuso tessile con sede a Torre di Pordenone -, la Sartoria Creativa Lacibi di Cinzia Cibin di Pordenone e Laboratoriotappeti di Elena Pin pure della città del Noncello. Donne che cooperano in rete producendo capi d’abbigliamento con lana cotta artigianalmente realizzata da filati di qualità, in lana rigenerata certificata, e a zero spreco di materiali, per questo progetto che ha preso il via proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lanciando un messaggio di solidarietà tutto al femminile.

Ecco il Ridoprin Lab.

«Si tratta di un progetto di moda sostenibile, etica, generativa che unisce realtà diverse: noi come cooperativa sociale ci occupiamo degli inserimenti lavorativi di donne fragili all’interno del nostro laboratorio tessile Ridoprin Lab – ha spiegato Paola Marano, presidente della cooperativa Karpós -, Elena Pin produce la lanacotta utilizzando anche lana rigenerata certificata che verrà usata nei capi che sono disegnati e studiati da Cinzia Cibin e che poi verranno prodotti nei nostri laboratori». Una collezione dedicata alle bambine e ai bambini che verrà venduta sia nella sartoria Lacibi in via Vallona 61 a Pordenone, sia al Ridoprin Lab a Torre di Pordenone. Parte del ricavato verrà devoluto ai progetti dell’associazione Voce Donna di Pordenone.
«Un progetto generativo portato avanti e voluto da tre donne che vogliono fare rete e professionalizzare altre donne che sono in attesa di collocazione lavorativa, offrendo loro nuove competenze e sostenendo l’associazione Voce Donne – hanno aggiunto Cibin e Pin insieme a Marano -. Siamo molto entusiaste di questa collaborazione e stiamo già sviluppando il brand “LaNina il filo che unisce” con l’obiettivo di produrre capi d’abbigliamento di pregio che siano anche sostenibili, etici e capaci di associare il valore della lavorazione artigianale tradizionale della lana al valore sociale dell’inserimento lavorativo femminile». Tra le proposte che sarà possibile acquistare ci sono le t-shirt per donna e bambina con l’immagine iconica di LaNina, le prime mantelline in lanacotta con fibra rigenerata per bambini e seguiranno, passo passo la formazione delle sarte, anche tutine, scamiciati e altri accessori, tutti sostenibili e artigianali, progettati e realizzati da donne.

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In copertina e qui sopra una mantellina di lanacotta prodotta a Pordenone.

“Ridoprin Lab”, una menzione speciale per la cooperativa Karpós di Porcia

“Ridoprin Lab”, laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone realizzato dalla cooperativa sociale Karpós di Porcia, che si occupa di recupero tessuti e oggetti mirando al contempo al reinserimento occupazionale di donne fragili, ha ricevuto una menzione speciale al premio PerCoRSI in FVG 2 – Percorsi per la salute, la sicurezza e la qualità della vita lavorativa in Friuli Venezia Giulia, iniziativa cofinanziata dal Fondo sociale europeo nell’ambito dell’attuazione del POR 14-20, con capofila Ires Fvg Impresa Sociale e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. A consegnare i riconoscimenti l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen.

«Siamo molto orgogliosi per questo riconoscimento – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós dopo la cerimonia – che premia la nostra capacità di aver colto una nuova esigenza del territorio: riutilizzare i rifiuti. Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli rappresentate in primis dal target femminile oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali».
La mission di Karpós è da sempre ridare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità e favorendo opportunità lavorative e di reintegrazione sociale: per tutte queste ragioni e per la grande attenzione all’ambiente e al diritto ad avere un lavoro dignitoso, che la cooperativa Karpos, facente parte di Confcooperative Pordenone, è stata insignita della menzione a carattere regionale. Il Premio è stato anche l’occasione per un confronto e un approfondimento sulle sfide future per la sostenibilità e la qualità del lavoro a cui saranno chiamate nei prossimi anni imprese ed enti regionali.

«Il Ridoprin Lab coglie le sfide future per la sostenibilità e intende sostenere le donne che – ha concluso Marano -, impegnate in lavori usuranti come per esempio nei servizi di pulizie o nella professione di Oss, faticano a raggiungere l’età pensionabile e si trovano costrette a lasciare il lavoro oppure donne sole con bambini, senza reti parentali, che necessitano di orari particolari di lavoro, donne anziane, depositarie di abilità manuali ormai desuete, in una logica di invecchiamento attivo, oltre che donne immigrate che provengono da contesti culturali diversi da quelli presenti nel comprensorio pordenonese, in questo senso lavoriamo per rispettare gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 quali: la parità di opportunità tra donne e uomini, la promozione della gestione e uso efficiente delle risorse naturali e lo sviluppo di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile». Il progetto Ridoprin Lab è stato finanziato nell’ambito del bando “Un’Impresa accessibile ed Inclusiva” promosso dal Comune di Pordenone e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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In copertina e qui sopra gli oggetti prodotti nel laboratorio; all’interno, il premio e la sua consegna.

 

Porcia, da Karpόs un appello ad aiutare le donne colpite dal Covid col Ridoprìn Lab

Le donne sono le principali vittime delle crisi scatenate nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19. Un conto non solo sociale, ma anche economico. Per fornire un aiuto concreto alle donne sul territorio, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia lancia un appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille che andrà destinato al nuovo progetto “Ridoprìn Lab”, il laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone di recupero tessuti e oggetti che mira al reinserimento occupazionale di donne fragili. Richiamando il verbo friulano “Tornìn a doprâ” cioè “riusiamo”, il laboratorio mira a dare occupazione alle donne più fragili contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per devolvere il 5 per mille alla cooperativa sociale Karpόs è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01500940935.

Paola Marano

«Ci rendiamo conto che le donne – informa Paola Marano, presidente di Karpόs – sono le principali vittime economiche e sociali della pandemia ed è riflettendo su questa situazione che noi di Karpόs, cooperativa al femminile visto che ben il 60% delle persone che ci lavorano è donna, abbiamo scelto di destinare il 5 per mille al progetto “Ridoprìn Lab” che è incentrato sulla sostenibilità ambientale e sulla creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di donne in situazione di svantaggio o ricomprese nelle fasce deboli».
Il nuovo laboratorio sartoriale “Ridoprìn Lab”, che come detto ha sede a Torre di Pordenone, nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera di don Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione locale.
«Dopo aver lanciato un appello ad aziende, negozi e privati a donarci del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile, anche confezionato, che non utilizzano più – ha aggiunto Paola Marano – per far partire il nostro progetto, ora chiediamo nuovamente il supporto ai nostri soci, amici e simpatizzanti e agli abitanti di Torre dove sorgerà il laboratorio, di devolvere il 5 per mille a favore della nostra cooperativa per dare concretezza a questo bellissimo progetto dedicato alle donne».
La cooperativa Karpόs vanta un’ultradecennale esperienza nell’ambito dell’attività di riciclo e riutilizzo dei beni a “a fine vita”, specializzata nella gestione dei rifiuti, conta 39 tra soci e dipendenti di cui il 52% svantaggiati.

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In copertina, la sede del laboratorio di  Karpόs a Torre di Pordenone.

A Torre di Pordenone nasce “Ridoprìn Lab” a 100 anni dalla coop di don Lozer

Sulle orme di don Giuseppe Lozer e delle donne del borgo, che qui esattamente 100 anni fa fondarono la Cooperativa dell’Ago, a Torre di Pordenone nasce il “Ridoprìn Lab”, laboratorio di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpόs. Un nome che richiama il verbo friulano “Tornìn a doprâ”, cioè riusiamo, per dare occupazione alle donne più fragili contribuendo nello stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per questo il primo passo è l’appello a chiunque – aziende, negozi o privati – voglia donare del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile (anche confezionato) che non utilizza più.
Infatti, questo nuovo progetto della cooperativa sociale Karpόs di Porcia punta a recuperare e riutilizzare senza sprechi vestiti e tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale e il reimpiego occupazionale di donne in condizione di fragilità. Il nuovo laboratorio sartoriale nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera del prete Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che negli anni ’20, ’30 e’40 del Novecento fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione della borgata di Pordenone.

Paola Marano presidente di Karpόs.


“Abbiamo affittato dei locali in centro a Torre per partire col nostro nuovo progetto – ha spiegato Paola Marano, la presidente di Karpόs – ed essi sono ubicati proprio nei pressi della piazza dedicata a don Lozer. Abbiamo pensato non fosse una casualità, infatti nel 1921, cioè esattamente 100 anni fa, il prete fondò proprio a Torre la Cooperativa dell’Ago, una cooperativa al femminile nata per dare occupazione alle donne che non avevano trovato impiego nel vicino cotonificio. E anche il nostro progetto è dedicato a tutte quelle donne in situazione di fragilità: giovani madri sole con figli a carico, donne che a lungo si sono impegnate in lavori usuranti come possono essere quelli assistenziali o di pulizia, come anche le donne in età vicina alla pensione ma che non l’hanno ancora raggiunta e che faticano a trovare occupazione”.
Nell’ottica dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e di recuperare oggetti usati dandogli nuova vita, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia ha partorito questo nuovo progetto incentrato su sostenibilità ambientale e creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di persone svantaggiate o ricomprese nelle fasce deboli.
“L’idea è quella – ha precisato Marano – di dare vita ad un laboratorio creativo in cui gli accessori, i capi e i complementi d’arredo vengono rinnovati o realizzati in maniera artigianale e poi venduti. Una sorta di laboratorio del riuso sartoriale, per aiutare le persone a rinnovare il guardaroba in modo sostenibile. Si produrranno capi artigianali con tessuti usati. Si effettueranno piccole manutenzioni sartoriali su commessa. Verrà anche prodotta oggettistica con materiale di recupero ed effettuata la vendita di indumenti usati di qualità e di accessori moda. Un atelier vintage che piacerà a chi non ama “sprecare”, ai più giovani in cerca di abiti usati “con carattere” o a chi cerca un capo unico, realizzato con cura sartoriale”.
In questo momento di avvio del progetto, la cooperativa Karpόs lancia un appello a tutte quelle mercerie, tappezzerie, negozi di scampoli e tessuti, aziende tessili affinché donino a favore di questo progetto quei tessuti, filati, bottoni, lana che non utilizzano più, sempre nell’ottica del riuso e quindi nel pieno rispetto per l’ambiente. “Per poter partire – ha detto Paola Marano – abbiamo bisogno di molto materiale: scampoli, tessuti, filati, ma anche lana, filo e simili. Al momento, al progetto stanno lavorando una nostra socia e una lavoratrice in borsa lavoro tirocinio inclusivo, ma contiamo di avviare la produzione di una collezione e quindi pensiamo di poter assumere nuove lavoratrici, ma abbiamo bisogno di aiuto, chiediamo materiali a chi magari non servono più. Per questo, ci appelliamo ai titolari di mercerie dismesse, negozi di scampoli o aziende di tessuti. Da loro attendiamo un aiuto concreto per un progetto a sostegno delle donne e del territorio. Siamo certi che “Ridoprìn Lab” diventerà un luogo di scambio e d’incontro, un volano per altre attività commerciali presenti a Torre”.

La sede di  “Ridoprìn Lab”.

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In copertina, don Giuseppe Lozer storico parroco di Torre.