A Chialminis festa per la Madonna delle Grazie: domani benedizione della “Pietra della Pace” con la Croce di Aquileia

(g.l.) Dopo le tante vittime e distruzioni dell’ultima guerra, che tra poche settimane saranno dapprima ricordate con la commemorazione dell’Eccidio di Torlano e poi con la rievocazione dell’Incendio di Nimis – 25 agosto e 29 settembre 1944 -, abbiamo avuto la fortuna di vivere da oltre ottant’anni in pace, un periodo così lungo che mai si era verificato prima. Ma, purtroppo, venti minacciosi soffiano sempre più forti, per cui invocare la pace è molto importante. E lo si farà anche domani dalla piccola Chialminis, sulla Bernadia.
Dalla frazione montana di Nimis salirà, infatti, al Cielo una invocazione affinché vengano allontanati i nuovi rischi di rottura degli equilibri mondiali con la benedizione della “Pietra della Pace” posta sul campanile della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice rinata dopo il terremoto di quasi mezzo secolo fa. La lastra in marmo è stata scolpita dall’artista Ivan Gervasi: sopra la croce di Aquileia, dalla quale dipartono incorraggianti raggi di luce, è scritto: “pas”, “pace”, “mir”. Cioè la stessa parola, pace appunto, declinata in friulano, italiano e sloveno, le lingue che si parlano in questo angolo di Friuli, anche se per le località delle alte valli del Cornappo e del Torre è più corretto dire “po nasen” (a modo nostro), cioè il dialetto che si sente soltanto in quest’area geografica nel quale s’incrociano vari idiomi.
La cerimonia avverrà in occasione della tradizionale festa della “Madone di Grazie” della prima domenica di agosto che, dopo il “Bacio delle Croci” fissato alle 11 all’esterno del luogo sacro, vedrà la Messa cantata e la processione per le vie del paese. Un rito che segue quello che era stato celebrato domenica scorsa nella piazzetta di borgo Vigant, la località oltre Villanova delle Grotte – ma sempre in Comune di Nimis – famosa per il suo ciclopico Abisso. Insomma, due belle tradizioni che continuano, mantenendo in vita importanti pagine della nostra storia!

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In copertina, la Chiesa di Chialminis: domani sul campanile sarà benedetta la “pietra della pace” scolpita da Ivan Gervasi.

La sera dell’Epifania di cinque anni fa si spegneva monsignor Francesco Frezza pievano che Tarcento non dimenticherà

di Giuseppe Longo

Era la sera dell’Epifania di cinque anni fa. E, mentre nel cielo sopra Coia si levavano i bagliori del “Pignarûl Grant”, a Udine si spegneva monsignor Francesco Frezza, che per Tarcento rimarrà un pastore indimenticabile. Nimis, infatti, l’aveva nel cuore, perché vi era nato, e lì c’erano i suoi affetti familiari. Ma è nella comunità in riva al Torre che aveva trascorso larga parte della propria vita – 36 anni come arciprete e prima altri dieci come parroco di Segnacco – e qui aveva voluto tornare al termine del suo lungo cammino terreno, nonostante fosse a Udine già dal 2002 quando dovette arrendersi all’avanzare dell’età e ritirarsi in un impegno meno gravoso.
A Tarcento, infatti, aveva desiderato riposare per l’eternità ed era stata proprio la bella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, che con grande tenacia e determinazione volle salvare dopo i terremoti del 1976, ad aprirgli le porte per l’ultimo saluto. Così, pochi giorni dopo la dipartita, “pre Chechin” tornava nella “sua” Tarcento, terra che ha tanto amato e per la quale ha gioito ma anche sofferto. E qui riposa nella chiesetta che sorge in mezzo al cimitero, accanto a quel Camillo Di Gaspero, cui è dedicata la scuola media che rappresenta una delle opere post-sisma più luminose del parroco scomparso alla Fraternità sacerdotale udinese a 95 anni, e a Duilo Corgnali che ne aveva raccolta l’eredità spirituale, e materiale, quando appunto si era ritirato nella Chiesa di San Giacomo. Un incarico ricevuto dall’allora arcivescovo Pietro Brollo e accettato con vero entusiasmo, tanto che l’opera in città dell’anziano sacerdote era molto apprezzata e seguita.
Un apostolato, quello di monsignor Frezza, alimentato da una fede viva, ardente, da uno slancio instancabile sostenuto da forza e saggezza non comuni, come aveva sottolineato l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, che aveva celebrato i solenni funerali in un Duomo gremito. Il presule – ritiratosi la scorsa primavera per raggiunti limiti di età lasciando il posto a monsignor Riccardo Lamba – aveva accanto l’allora pievano Duilio Corgnali, che diciotto anni prima aveva ne raccolto la feconda eredità. Erano presenti numerosi sacerdoti e tra questi l’arciprete di Nimis, Rizieri De Tina. E a rappresentare il Comune d’origine c’era anche l’allora sindaco Gloria Bressani con i nipoti del sacerdote. Mentre il primo cittadino di Tarcento, Mauro Steccati, aveva espresso il cordoglio e la riconoscenza della comunità, che non aveva dimenticato la guida illuminata di “pre Chechin”.
Francesco Frezza era nato nel 1924, era il giorno di Santo Stefano, in una storica famiglia di Nimis ed era cresciuto nella fede alla “scuola” di quel monsignor Beniamino Alessio che nel 1912 era arrivato da Buja, il paese di origine dell’attuale arciprete Luca Calligaro, che stamane celebrerà la Messa solenne dell’Epifania. Il suo lungo e zelante impegno sacerdotale era stato premiato con la investitura a canonico onorario della Cattedrale di Udine, titolo che si era aggiunto alla dignità prelatizia ricevuta con la nomina a pievano di Tarcento. La cittadina che aveva voluto riabbracciare alla fine della sua vita, tornandovi a riposare anche se ormai assente da molti anni. Aveva, infatti, voluto tornare nella terra che aveva amato e che l’aveva visto illuminato pastore per quasi mezzo secolo. Dopotutto, la sua Nimis era comunque a due passi.

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In copertina, monsignor Francesco Frezza nelle vesti di canonico onorario della Cattedrale di Udine.

Nimis, stasera aperitivo letterario con Antonella Sbuelz dopo la bellissima domenica dedicata alle “acque di casa”

(g.l.) Dopo la bellissima domenica dedicata a una migliore conoscenza delle “acque di casa”, che bagnano cioè il territorio di Nimis – i torrenti Cornappo e Torre -, ma anche del Tagliamento, il “re dei fiumi alpini” – tanto che, riteniamo, meriterebbe di essere considerato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità – questa sera, alle 18.30, nella Biblioteca civica di via Matteotti appuntamento con la scrittrice Antonella Sbuelz che presenterà il libro “Il mondo è triste senza di me – Poesie per gioni dritti e storti” (Feltrinelli): durante l’aperitivo letterario, la poetessa dialogherà con la giornalista Martina Del Piccolo. «Ogni giorno regala una scoperta – si legge in una breve presentazione di questo nuovo lavoro dell’autrice udinese -. I sorrisi sdentati, le pozioni magiche, le fantasticherie, i supereroi da riconoscere nella quotidianità, le paure da affrontare e i sogni da custodire. Le poesie di questa raccolta raccontano con brio e giocosità le piccole grandi sfide della vita di bambine e bambini. Un universo di esperienze e sensazioni tutto da scoprire a ritmo di rime, per conoscere se stessi e il resto del mondo e fare della propria vita – anche grazie all’immaginazione – un capolavoro».

Antonella Sbuelz

Ma torniamo a domenica scorsa e all’evento inaugurale di “Cultura in festa” nella sua programmazione autunnale. Una sessantina le persone, anche da fuori paese – come ha riferito la responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, Angelika Pfister -, quelle che si sono raccolte in piazza per partecipare alla passeggiata naturalistica guidata da Renzo Paganello, esperto del Club alpino italiano, lungo il Cornappo, il torrente che, nascendo dal Gran Monte, scende verso Torlano e attraversa tutto il territorio comunale regalando scorci molto suggestivi. «Renzo Paganello ci ha spiegato momenti storici del nostro territorio e ci ha fatto vivere la sua Nimis ed il nostro Cornappo, mentre Cristina Noacco ci ha letto dal suo testo sul Torre esperienze di vita e vicissitudini sul torrente che nasce dai Musi. Dopo un rinfresco nelle sale della Biblioteca, Fabrizio Zanfagnini ci ha portato in un bellissimo viaggio – in volo, ma non solo – lungo il Tagliamento, accompagnando Cristina Noacco nella sua escursione in bicicletta lungo il fiume. Un film meraviglioso – cercate di vederlo se non l’avete visto! -. Il montaggio di Cristina Noacco sulle acque del Torre, poi, ci ha fatto sentire tutt’uno con la bellissima natura che ci circonda».

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In copertina e nelle due foto qui sopra l’escursione sul suggestivo torrente Cornappo con Renzo Paganello; in alto, il fotografo e film-maker Fabrizio Zanfagnini con Angelika Pfister e Cristina Noacco, socia del Club per l’Unesco di Udine.

Il Tagliamento “re dei fiumi alpini” ricchezza naturale da salvaguardare: oggi a Nimis un film di Fabrizio Zanfagnini

di Giuseppe Longo

Oltre al Cornappo e al Torre, oggi a Nimis si porrà sotto la lente anche il Tagliamento, fiume che scorre lontano dal paese pedemontano ma non per questo è poco amato. Tutti, infatti, vogliono bene a quello che è riconosciuto come il “re dei fiumi alpini”, uno dei pochissimi ormai – se non addirittura l’unico – che scorre quasi totalmente nel suo letto naturale, disegnando un suggestivo reticolo di corsi d’acqua, limpidissima, che offrono immagini davvero incomparabili. Una caratteristica che deve essere preservata il più possibile e magari beneficiare un giorno non lontano – questo il nostro modesto auspicio – anche dell’importante riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità, al pari di quelli che l’Unesco ha attribuito anni fa alle Dolomiti Friulane, nel Fornese, e al sito palafitticolo Palù di Livenza (tra Caneva e Polcenigo, in provincia di Pordenone), bellezze naturalistiche fra le più significative della nostra regione.

Fabrizio Zanfagnini


A parlare del Tagliamento oggi a Nimis sarà il documentarista e fotografo – con studi in Agraria – Fabrizio Zanfagnini, il quale concluderà la giornata che, sotto l’importante aspetto della cultura naturalistica, inaugura il cartellone autunnale della Biblioteca comunale di Nimis con il coordinamento della sua responsabile Angelika Pfister. L’appuntamento è alle 18.30 nella sede di via Giacomo Matteotti, al termine della escursione lungo il Cornappo guidata da Renzo Paganello, del Club alpino italiano, e prevede la proiezione del film “I segreti del Tagliamento” dello stesso film-maker udinese. Al termine, Cristina Noacco presenterà un montaggio di foto e video da titolo “La Via del Torre”.
Il Tagliamento – “Taiament” nel friulano parlato a Nimis – è il più importante fiume del Friuli Venezia Giulia, regione nella quale si sviluppa con una lunghezza di ben 170 chilometri. Come dicevamo, è considerato l’unico a carattere torrentizio dell’intero arco alpino ed uno dei pochi in Europa a conservare l’originaria morfologia a “canali intrecciati”, meritando l’appellativo, o meglio, il giusto riconoscimento di “ultimo fiume selvaggio d’Europa”. Nasce nell’Alto Veneto, nel Comune di Lorenzago, nei pressi del Passo della Mauria. Superato il Cadore, entra nel territorio friulano, anzi della Carnia, nel territorio di Forni di Sopra, per scendere poi nel Tolmezzino attraverso quella che è denominata proprio Valle del Tagliamento. Quindi raggiunge il Gemonese e il Sandanielese. Davvero spettacolari le immagini che si possono osservare dal monte di Ragogna sia a nord che a sud, dove il fiume si avvia, placido, dopo aver superato Codroipo e San Vito, verso Latisana e la foce tra tra Lignano Riviera e Bibione.
Un bellissimo modo, insomma, per inaugurare il fitto programma di “Cultura in festa – La nostra Biblioteca comunale di Nimis”, proprio all’insegna della conoscenza, valorizzazione e tutela di questi tre meravigliosi corsi d’acqua – Cornappo, Torre e Tagliamento, appunto – e dei loro ambiti fortunatamente ancora naturali che tutti dobbiamo sentirci impegnati a salvaguardare anche a beneficio delle future generazioni.

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In copertina e qui sopra ecco due suggestive immagini del fiume Tagliamento.

Invito alla scoperta delle cascate del Cornappo il suggestivo torrente (“paradiso” dei bagnanti) che incontra il Torre dopo aver attraversato Nimis

(g.l.) Alla scoperta delle cascate del Cornappo, il suggestivo torrente che nasce sulle pendici del Gran Monte nel Comune di Taipana. Il bellissimo corso d’acqua, dopo avere regalato una serie di angoli magnifici – “paradiso” dei bagnanti che lo preferiscono al mare in questi giorni di grande calura -, raggiunge Torlano dove è oltrepassato dallo storico Ponte degli Angeli che introduce al caratteristico “borgo nieviano” e quindi attraversa l’intero territorio di Nimis prima di incontrare il Torre nella zona della Motta. Un torrente, dunque, molto bello e che merita d’essere conosciuto meglio e questo potrà avvenire grazie alla nuova proposta inserita nel calendario delle escursioni denominate “I Sentieri delle Pro Loco 2024”. Domenica 25 agosto, sarà infatti possibile immergersi nella natura incontaminata della Val Cornappo e ammirare le cascate più suggestive del territorio. L’escursione – organizzata da Consorzio Pro Loco Torre Natisone-Tor Nadisôn-Ter Nediža Unpli Aps con la Pro Loco Val Cornappo e le guide Wild Routes – porterà alla scoperta di sentieri e angoli nascosti del Taipanese.
«Questa escursione offre l’occasione perfetta per trascorrere una giornata all’aria aperta – ha commentato la presidente del Consorzio, Giovanna Rossetto -, in compagnia di amici e familiari, e scoprire le meraviglie del territorio. Non perdetevi l’opportunità di ammirare le cascate del Cornappo e di respirare l’aria pura della montagna accompagnati dalle guide esperte di Wild Routes. Ringraziamo la Pro Loco Val Cornappo che ci ospiterà in questa bellissima escursione». Un’avventura, dunque, alla portata di tutta la famiglia. Il percorso, lungo circa 5 chilometri con un dislivello di 250 metri, è adatto a tutti (bambini dagli 8 anni in su), e si sviluppa in un ambiente naturale di grande bellezza. Ammirare le cascate create dalle sorgenti del Cornappo sarà un’esperienza davvero indimenticabile.

Equipaggiamento – Per affrontare al meglio l’escursione, è consigliato indossare abbigliamento comodo e adatto alla stagione, portare con sé scarpe da trekking, una giacca a vento, acqua, snack, crema solare, un cappello o un foulard e, se lo si desidera, dei bastoncini da trekking.

Informazioni – Il ritrovo è previsto per domenica 25 agosto alle ore 8.30, nella piazza di Cornappo, piccola frazione di Taipana, per partire proprio alla scoperta delle cascate vicine e più suggestive del territorio. L’escursione, della durata di circa 3 ore, è adatta a tutti e si svolgerà su un percorso facile. Il costo è 15 euro (biglietto intero) e 7.50 euro (per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati). Invece è gratuito per i minori 12 anni accompagnati.

Iscrizione – È obbligatorio prenotare entro le 18:00 del 24 agosto al numero 333.4564933 (WhatsApp). Maggiori info su www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina e all’interno una cascata alle sorgenti del Cornappo sul Gran Monte;  qui sopra, il torrente a Nimis e Torlano.

Reana, domani mattina appuntamento con il Rojaltour ’24. E questa sera a Remugnano ci sono i Riffs on the Creek

(g.l.) Tradizionale appuntamento domani mattina con il Rojaltour ’24, la pedalata turistica che si snoda tra le frazioni del Comune di Reana nel suggestivo ambiente attraversato dalla Roggia di Udine, originata dalle acque del Torre a Zompitta, che dà appunto il nome alla località a nord della città. Partenza e arrivo sono fissati a Remugnano nell’area CrediFriuli (di fronte al palazzo municipale), dove c’è anche la Vetrina del Rojale nella quale si avvicendano costantemente apprezzate mostre d’arte: le iscrizioni dalle 8.30 e il via un’ora dopo. Lungo il percorso sono previsti anche tre punti ristoro a Rizzolo (ciclabile), Cortale (Acli) e Valle (Chiesa). Tappa finale con pastaparty. Special guest (cioè ospiti speciali) I Splumats.
Stasera, invece, sempre a Remugnano appuntamento con Riffs on the Creek Atto II: ore 20 Conte Manin, ore 21.15 Gorne, ore 22.30 Don Castro. Entrambe le manifestazioni sono proposte dalla Pro Loco del Rojale (telefono 349.4244611, Fb prolocodelrojale).

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In copertina, le caratteristiche ruote di un mulino sulla Roggia di Udine a Cortale.

Quando Tarcento viveva i suoi anni d’oro: libro e preziose cartoline d’epoca invitano a un “amarcord” in Biblioteca

di Giuseppe Longo

Nella vicinissima Nimis si è appena conclusa la pluirisecolare sagra di Madonna delle Pianelle. La festa, contraddistinta da sempre dal simpatico e dolce tintinnio delle campanelline di terracotta, era particolarmente “gettonata” prima dell’ultima guerra, quando in Friuli c’erano ancora poche sagre, e Udine vi partecipava in massa, tanto che venivano organizzate corse speciali del famoso “tram bianco”: giunto alla stazione di Tricesimo (dove oggi c’è il Terminal), i viaggiatori scendevano e fruivano di un apposito noleggio di biciclette per raggiungere Nimis con una salutare pedalata.
Ma quel tram, che i più anziani ancora ricordano, aveva il proprio capolinea a Tarcento, dove c’era stata una grande festa nel giorno della sua corsa inaugurale su quei binari che avevano raggiunto la cittadina nel 1927. Erano, quelli, gli anni d’oro dell’amena località attraversata dal Torre che scende, con acque cristalline, dalle cascate di Crosis e dai monti Musi, quando Tarcento aveva giustamente meritato il felice appellativo di “Perla del Friuli”. Per la città di Udine era come il Grinzing per Vienna, dove le famiglie facoltose avevano dimore di lusso in cui trascorrere periodi di villeggiatura in un ambiente di grande fascino e bellezza, racchiuso da quelle colline suggestive che la sera dell’Epifania si punteggiano di luce con i fuochi dei “pignarui” e che in primavera si rivestono di bianchi ciliegi in fiore, quelli che poi regalano le pregiate “duracine” protagoniste alla sagra di San Pietro a fine giugno.
E proprio a quegli anni d’oro è dedicata la mostra di cartoline d’epoca che potrà essere ammirata oggi, 15 settembre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca civica, quando, a cura dell’amministrazione comunale, verrà presentato il libro “La cartella di fibra” di Renzo Frusi (Gianni Sartori Editore). Nell’occasione, brani significativi saranno letti da Elena Armellini.
Ma, appunto, accanto al libro, susciterà sicuramente interesse la esposizione su quella Tarcento che, purtroppo, non c’è più. Certamente, si tratta sempre di una bella e accogliente località, ma che evidentemente ha perso lo “smalto” di un tempo, complici, dapprima la seconda guerra mondiale e poi il durissimo colpo inferto dai terremoti del 1976. Una mostra, dunque, che non mancherà di incuriosire, facendo “assaporare” appunto quella che era la vecchia Tarcento, quando Villa Moretti nel suo splendore, dalla collina di Coja, dominava proprio sulla “Perla del Friuli”. Alla odierna iniziativa ha assicurato la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, che non perde occasione per sostenere proprio quelle proposte che valorizzano l’immagine del nostro Friuli. E questa, dell'”amarcord” della vita tarcentina che fu, è senza dubbio una di quelle.

Le campanelline di Nimis.

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In copertina, una preziosa immagine del “tram bianco” arrivato dalla città di Udine nella piazza centrale di Tarcento.

“Sagre des Campanelis” al gran finale oggi a Nimis: difficile ricordare festeggiamenti con un sole così bello

(g.l.) I festeggiamenti di Madonna delle Pianelle, a Nimis, vantano oltre cinque secoli di storia, ma un tempo splendido, in tutte le cinque giornate, come quest’anno è sicuramente difficile da ricordare. E così, proprio in questa meravigliosa cornice di sole e di caldo quasi estivo, e con quella luce limpida che soltanto il mese di settembre ci sa regalare, va oggi in archivio l’Antighe Sagre des Campanelis.


La 507ma edizione della festa, molto amata dalle popolazioni delle valli del Cornappo, del Torre e del Rojale, ma anche da larga parte del Friuli – prima dell’ultima guerra, come raccontano le cronache del tempo, a Udine si organizzavano addirittura corse speciali del famoso “tram bianco” (fino a Tricesimo) per raggiungere la sagra sul prato delle Pianelle -, oggi vivrà dunque la sua ultima giornata, dopo la grande festa della Natività della Vergine Maria celebrata l’8 settembre. Tra le manifestazioni annunciate per oggi la Camminata con Fare Verde Fvg alla scoperta delle piante commestibili del territorio e per la tutela della natura (partenza ore 10.30) e la festa dei donatori di sangue che comincerà con la Messa in Santuario, alle 11, alla quale seguiranno le premiazioni dei soci benemeriti dell’Afds. Alle 13.30, mentre le cucine sforneranno i piatti della tradizione da accompagnare con i pregiati vini di Nimis proposti dalla fornitissima enoteca, ultima estrazione della tombola. Da ricordare, infine, che oggi ci sarà anche il passaggio del Saporibus, la nuova iniziativa proposta dal Consorzio delle Pro Loco Torre Natisone per la valorizzazione dell’enogastronomia della pedemontana del Friuli orientale.
Scende dunque il sipario sull’antica sagra settembrina che, come detto, sarà ricordata per la bellezza del tempo che l’ha contraddistinta, offrendo la possibilità di trascorrere qualche ora sul prato delle Pianelle, in un’oasi di verde e di tranquillità tra le più belle e accoglienti della nostra regione. Accanto all’amato Santuario, fondato nel 1467 dopo l’Apparizione della Madonna a due boscaioli del luogo, come raccontato dall’affresco di Giacomo Monai sotto il pronao della chiesa, e tra il suono delle campanelline di terracotta, oggi più colorate e lucide di un tempo, con scritte e nomi di persona, ma ugualmente suggestive, simbolo di una tradizione antica che ci auguriamo continui ancora a lungo. Almeno per altri cinque secoli…

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In copertina e all’interno le campanelline di terracotta; qui sopra, l’affresco di Giacomo Monai che all’ingresso del Santuario delle Pianelle racconta l’Apparizione della Madonna di tanti secoli fa.

A Taipana domenica sul Gran Monte alla scoperta delle Sorgenti del Cornappo il suggestivo torrente che attraversa Nimis

(g.l.) E ora alla scoperta dell’Anello delle Sorgenti del Cornappo, sulle verdissime pendici del Gran Monte. Nuovo appuntamento, infatti, con le escursioni del progetto “I Sentieri delle Pro Loco” organizzate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža. Domenica prossima, ultima d’agosto, il percorso si snoderà sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco Val Cornappo alla scoperta delle cascate più magnificenti lungo le sorgenti del Cornappo, il suggestivo torrente di Nimis.

Un’occasione unica per conoscere le tradizioni e gli angoli nascosti del territorio inserito all’interno del Comune di Taipana e in particolare del bellissimo corso d’acqua che, scendendo lungo la gola disegnata, in prima battuta, dai monti Bernadia e Plaiul, offrendo d’estate angoli meravigliosi “paradiso” dei bagnanti, arriva a Torlano – molto suggestivo il colpo d’occhio dal Ponte degli Angeli -, arriva appunto a Nimis dove si ammirano gli angoli della “Fonte di Fantin”, della “Scluse” e della “Fonde Nere”. Quindi, tra i borghi Ariis e San Gervasio, attraversa il “Puint dal Plevan” e scende nelle campagne fino ai prati della Motta determinando il confine tra i Comuni di Nimis e Povoletto, per poi confluire nel Torre che, nato sui monti Musi, scende da Tarcento.
Al termine dell’escursione, i camminatori potranno gustare un’ottima pastasciutta e un bicchiere di vino offerti dalla Pro Loco. Ad accompagnare gli escursionisti le guide di Wild Routes. Il percorso ha una difficoltà facile (5km per 200 di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in sù. La durata dell’escursione è di 3 ore. Il ritrovo è fissato alle ore 8.30 nella piazza di Cornappo di Taipana (la località si chiama proprio come il torrente) con partenza prevista alle ore 9. Si raccomanda come equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati). Il prezzo è stato fissato in 15 euro (per adulti) e 7,50 euro per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati, gratis per i minori di 12 anni accompagnati da adulto pagante. La prenotazione all’escursione è obbligatoria e va fatta entro le ore 18 del 26 agosto al cellulare numero 333.4564933 (messaggio Whatsapp).

Maggiori info disponibili su
www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina e all’interno immagini del Cornappo nel territorio comunale di Nimis.

“Rojaltour”, invitante mattinata in bici alla scoperta del paese delle rogge

(g.l.) Appuntamento con “Rojaltour, in bicicletta tra presente e passato” domani, 9 luglio, a Zompitta di Reana. La classica manifestazione estiva del Rojale avrà infatti quale punto di riferimento e di incontro l’area festeggiamenti della frazione in riva al Torre. Organizzata dalla Pro Rojale e dagli Amici di Zompitta, la salutare pedalata beneficia del sostegno della civica amministrazione, del Comitato regionale delle Pro Loco d’Italia e dell’Ecomuseo delle Rogge.
Ecco, pertanto, un cenno all’invitante programma: alle 8.30 ritrovo e iscrizioni proprio nella zona sagra e alle 9.30 partenza del percorso misto di 22 chilometri. Ci saranno quindi, durante l’attraversamento del paese delle rogge scavate per azionare mulini e battiferro, tre soste con altrettanti punti di ristoro: a Qualso (azienda agricola Agnese Blasutti), a Reanuzza (Caserme Sante Patussi) e a Rizzolo (parco tempietto ai Caduti). Alle 12.30 è infine previsto il ritorno a Zompitta dove per tutti i partecipanti ci sarà un abbondante pastaparty. Una proposta, insomma, da prendere al volo, considerato pure che il meteo per domani è promettente!

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In copertina, ecco le suggestive ruote del mulino sulla roggia che attraversa Cortale.