“La casa della nonna”, oggi a Udine il nuovo libro di Enzo Cattaruzzi: le sue poesie in dialogo con l’arte di Celiberti

(g.l.) Cornice prestigiosa oggi, a Udine, per la presentazione del nuovo libro di poesie dello scrittore friulano Enzo Cattaruzzi. Sarà, infatti, lo Studio Celiberti di via Fabio di Maniago a ospitare, alle 18, l’incontro durante il quale verrà presentata al pubblico “La casa della nonna” (Olmis), la nuova fatica letteraria del giornalista di Pasian di Prato. Un racconto intimo e profondo che ci riporta alle radici, ai legami familiari e ai ricordi più autentici dell’autore. Un’occasione per incontrarlo e ascoltare la sua voce, lasciandosi trasportare dalle emozioni della memoria. Il libro sarà presentato da Maurizio Della Negra che dialogherà con l’autore, mentre le letture in lingua friulana saranno a cura di Andrea Benedetti; musiche di Andrea Valent.
Poesie, dunque, nel nuovo libro di Enzo Cattaruzzi, noto volto di Telefriuli, emittente dove conduce una ormai storica e seguita trasmissione, “Il Punto”, nella quale prende in esame soprattutto la politica e l’economia del Friuli Venezia Giulia. Ma oltre che in video e alla radio, è sempre stato attivo anche con la carta stampata. La sua penna ha collaborato, infatti, per numerose testate giornalistiche regionali e nazionali. Notissimi, poi, i suoi saggi politici, oltre che storici e sociali, che ha dedicato in particolare alle figure di due grandi esponenti di quella che fu la Democrazia cristiana, il partito cattolico nel quale Cattaruzzi si è sempre riconosciuto: Aldo Moro e Tina Anselmi, che hanno scritto grandi e indimenticabili pagine della politica italiana. Ma il giornalista friulano è anche appassionato di enogastronomia, con particolare attenzione a quanto di meglio offre la nostra regione. Per questo ha fondato e tuttora presiede il Club della minestra che raccoglie numerosi appassionati della buona tavola.
Alla presentazione odierna del libro di Enzo Cattaruzzi – le cui poesie daranno vita anche a un suggestivo “dialogo” con l’arte di Giorgio Celiberti – ingresso libero fino a esaurimento posti, ma con prenotazione obbligatoria (telefono 351.6281706).

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In copertina, lo scrittore e giornalista friulano Enzo Cattaruzzi.

A Turriaco omaggio a Tina Anselmi e alla sua vita per la libertà domani con il nuovo libro-saggio di Enzo Cattaruzzi

(m.ri.) Nuovo appuntamento a Turriaco, domani, 21 febbraio, nell’ambito della rassegna “Bici è sostenibilità: tra storia e diritti”. Infatti, nella sala consiliare “Nilde Iotti”, alle 18 (in piazza Libertà 3), sarà presentato il
libro “Tina. Una vita per la libertà” dello scrittore e giornalista Enzo Cattaruzzi, mentre ad accompagnare l’autore nel racconto sarà l’editrice Maura Pontoni de “L’orto della cultura”.

Enzo Cattaruzzi


Il saggio di Cattaruzzi – la cui presentazione beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco – pone l’attenzione su Tina Anselmi che, viene ricordato, «è stata una grande protagonista della storia del nostro Paese per il suo impegno e il ruolo determinante che ha ricoperto: fu staffetta partigiana durante la Resistenza, poi attiva nel sindacato e infine protagonista della politica italiana. Autorevole protagonista del Parlamento italiano, si è battuta per il riscatto sociale dell’universo femminile, per la libertà e per i diritti dei cittadini». Va, anche, aggiunto che la rassegna si concluderà il 7 marzo prossimo e fino ad allora, nel salone d’ingresso del Municipio della località isontina, si potrà visitare la rassegna “Bici è poesia”, con gli scatti di Lucio Ulian, con orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13, e il lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18.30.
Ricordiamo, infine, che gli eventi della rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti” sono promossi dall’amministrazione comunale di Turriaco con il sostegno del Gect – Euregio, nell’ambito del progetto Le ciclabili della musica, e organizzati dall’associazione Culturaglobale. Inoltre, tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e non è richiesta prenotazione.

 

La salute è (ancora) un diritto? Domani viaggio con Cirri su Rai3

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane più intense della crisi pandemica Covid-19. Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio sanitario nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978. Che in un anno garantisce 23.600.000 accessi al pronto soccorso, 53 milioni di giornate di degenza e 579 milioni di ricette.
Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar, in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio sanitario nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Quest’anno Massimo Cirri, come tutti, ha trascorso mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure.

Massimo Cirri

Ma da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio sanitario nazionale”, in onda in anteprima su Rai3 domani 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto dallo stesso Cirri attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato Nord-Est che prima del Coronavirus scendeva in piazza per difendere il Servizio sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione. Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio sanitario nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine –, conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio sanitario nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità.

Alla ricerca delle radici profonde del Ssn, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario capitale umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un Ssn a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo? Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani. Altan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

ECCO CHI SONO

Massimo Cirri

Psicologo, conduttore radiofonico, scrittore e autore teatrale. È nato il 27 dicembre 1958 a Carmignano, in Toscana. Inizia la sua attività radiofonica negli anni ’80 a Radio Popolare, parallelamente a quella di psicologo. Dal 1997 lavora a Radio2, dove crea Caterpillar, il programma che ha lanciato “M’illumino di meno”, e di cui è ancora conduttore. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della Città di Milano.

Chiara D’Ambros

Film Maker, collabora con Report Rai3, dal 2017. Autrice e regista teatrale e radiofonica per Rai Radio2 e Radio3, dal 2010. Nata il 22 aprile 1978 a Valdagno, consegue nel 2009 un dottorato in Sociologia presso l’Università di Padova. Collabora dal 2014 con la testata online Globalist. Co-autrice di AAV storia di una B.rava R.agazza”, spettacolo vincitore della prima edizione del Premio Dante Cappelletti, nel 2004. Autrice e regista del documentario “Deai, Incontri. Un viaggio in Giappone”, 2016.

QUEL CHE SERVE. UN VIAGGIO NELLE RADICI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
IN ONDA: Rai 3, venerdì 29 maggio ore 23.15
di Chiara D’Ambros e Massimo Cirri, regia di Chiara D’Ambros, con Massimo Cirri
e con Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot e molti operatori del Servizio sanitario nazionale.

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In copertina, Massimo Cirri mentre incontra i medici in un ospedale.