Terremoto 50, la caserma Goi-Pantanali di Gemona sarà il fulcro delle celebrazioni commemorative di maggio

«La Caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli sarà il fulcro delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del Terremoto del 1976 e tra Regione, Protezione civile Fvg, Esercito italiano e tutti gli altri soggetti coinvolti, c’è totale sintonia e il massimo spirito collaborativo». Lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione di ieri mattina alla caserma Di Prampero di Udine, quartier generale della Brigata Alpina “Julia”, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione dei grandi eventi previsti per mantenere vivo il ricordo del sisma del 1976 e della successiva ricostruzione.

Riccardi e il governatore Fedriga.


«Oltre alla Santa Messa in ricordo delle vittime celebrata dal cardinale Zuppi prevista per il 3 maggio, negli spazi della Goi-Pantanali si terranno anche la seduta straordinaria del Consiglio regionale del 6 maggio e, il giorno successivo, il concerto gratuito di Andrea Bocelli dedicato alla capacità di rinascita della nostra comunità – ha confermato Riccardi -. Dalla caserma il 30 maggio partirà, inoltre, la tappa del Giro d’Italia, mentre dal 19 al 21 giugno ospiterà il Raduno Triveneto degli Alpini 2026, che vedrà la partecipazione di oltre 25mila Penne Nere. La struttura di Gemona sarà inoltre la sede della grande esercitazione internazionale della Protezione civile prevista per ottobre, che confermerà l’efficacia del “modello Friuli” nella gestione delle emergenze».
Ringraziando l’Esercito per aver messo a disposizione la caserma, l’assessore ha confermato che «si tratta di un impegno rilevante sotto il profilo organizzativo, ma la collaborazione interistituzionale è ottima e tutti sono animati da quel forte spirito di squadra, come è giusto che sia per questa importante ricorrenza». Ricordando i rilevanti stanziamenti regionali per le celebrazioni dell’anniversario del Terremoto, Riccardi ha confermato infine che agli eventi in programma sono state invitate le più alte cariche dello Stato e di certo non mancheranno esponenti del Governo.

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In copertina, il monumento che ricorda gli alpini morti sotto le macerie della caserma Goi-Pantanali di Gemona.

L’affettuoso omaggio di Tarcento a monsignor Duilio Corgnali a due anni dalla scomparsa. E a Udine il ricordo della Vita Cattolica (che diresse a lungo) nella festa del suo centenario

di Giuseppe Longo

Con una Messa di suffragio celebrata nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, Tarcento ha reso omaggio a monsignor Duilio Corgnali nel secondo anniversario della scomparsa, che ricorreva il 21 gennaio, e ieri mattina il nome del sacerdote-giornalista è risuonato anche a Udine durante la cerimonia dedicata al ricordo del centesimo anniversario della nascita de “La Vita Cattolica”, il settimanale diocesano di cui è stato a lungo direttore responsabile, rendendosi tenace interprete delle istanze, materiali e culturali, del Friuli uscito dalle devastazioni del terremoto di cinquant’anni fa. Don Duilio, morto settantasettenne a causa di un male rivelatosi ben presto senza speranze, era infatti un grande sostenitore della lingua, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto che i suoi scritti, molto apprezzati, erano il più delle volte nel “ricco” friulano che lui sapeva esprimere. Come è noto, il suo testimone è stato raccolto nell’autunno 2024, l’anno appunto della dipartita, dal giovane arciprete Luca Calligaro, originario della vicina Buja, che in poco tempo si è perfettamente inserito nella realtà tarcentina e dell’Alta Val Torre continuando l’opera del predecessore e di altri illuminati pievani come Francesco Frezza e Camillo Di Gaspero.
Nella ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli organi di informazione, don Duilio Corgnali è stato ricordato, come era doveroso, anche dalla redazione della “Vita Cattolica” e di Radio Spazio. «Per ventuno lunghi anni, a partire dal 1978, Corgnali – scrive il settimanale diocesano – diresse “La Vita Cattolica”, in un tempo di grande fermento per un Friuli chiamato a rinascere dalle macerie del terremoto (altro anniversario importante in questo 2026). Non va dimenticato che, con il consueto sguardo lungimirante, nel 1993 affiancò il suo amato settimanale con Radio Spazio, dando letteralmente voce alla Chiesa e alle istanze del Friuli». E i colleghi giornalisti proseguono: «In questi mesi di preparazione del Centenario del settimanale diocesano abbiamo avuto modo di sfogliare edizioni di archivio de “La Vita Cattolica”, molte delle quali risalenti “agli anni di don Duilio”. La coincidenza tra il ricordo di monsignor Corgnali e questo Centenario ci stimola a guardare a Duilio (come amava farsi chiamare, senza troppi titoli) come a un esempio di tenacia e resilienza, parola quantomai abusata ma altrettanto necessaria allora come oggi. Atteggiamenti che nascono da un confronto tra la realtà che si para davanti agli occhi e il sogno di un mondo un po’ più giusto e buono, migliore e – possiamo dire – “primaverile”».
«Duilio – scrive ancora la redazione udinese – ha saputo leggere il Friuli nei suoi tratti di debolezza e nelle sue enormi potenzialità: ha potuto farlo perché nel Friuli era immerso con sguardo profondo e non superficiale, capace di andare con arguzia e innata determinazione alla ricerca della causa dei problemi, proponendo per contro soluzioni e strade che altri, ancora, non vedevano. Tre esempi su tutti dicono ancora oggi il suo carisma: la tenacia per la nascita dell’Università del Friuli, fortemente sostenuta sulle colonne de “La Vita Cattolica” come espressione di un territorio – Chiesa compresa – che aveva bisogno di trattenere e formare i suoi giovani. Gli anni dell’immediato post-sisma, nei quali Corgnali spesso denunciava la lentezza delle istituzioni regionali e nazionali, spingendo per l’autonomia dei Comuni e della Chiesa e facendosi voce delle comunità disastrate. E poi, negli anni Novanta, la battaglia per il riconoscimento della lingua Friulana, sfociata infine nella legge 482/1999». I giornalisti dei due organi di informazione diocesani, infine, aggiungono concludendo: «Sebbene ricordato anche per la sua risolutezza e per il carattere acceso, monsignor Corgnali era un uomo e un prete di cultura prima che di azione, in cui il pensare precedeva il fare. Non si lasciava soverchiare dalle impellenze nemmeno quando, negli ultimi anni, l’aggravio della pastorale nelle sue amate Parrocchie tarcentine si faceva più pesante. Diversi tra noi (e non solo tra noi) portano nel cuore lunghe chiacchierate in cui si parlava di Friuli e di autonomia, di Chiesa e di territori, di politica e di società. Rigorosamente nella lingua tanto amata e tanto difesa, quella friulana». Insomma, un grato ricordo di un prete, di un parroco e di un giornalista che ha segnato la storia di questa nostra terra, alla quale oggi manca la sua voce competente, puntuale e autorevole.

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In copertina, monsignor Duilio Corgnali arciprete di Tarcento morto due anni fa.

Dal terremoto alla rinascita, a Udine martedì un incontro scientifico e filosofico in vista del cinquantesimo

S’intitola “Dal terremoto alla rinascita: il Friuli 1976-2024” un incontro in programma per martedì 18 novembre, a partire dalle 17.15, nel Salone d’Onore della Società Filologica Friulana, a Udine: nell’imminenza, ormai, del cinquantesimo anniversario del dramma, Carla Barnaba e Alessio Compagno proporranno una conversazione a impronta scientifica sul sisma del 1976, appunto, e poi sulla ricostruzione, interpretata come esempio di resurrezione comunitaria.

Carla Barnaba

La conferenza svilupperà un parallelo tra aspetti filosofici e pratici, evidenziando come dalla tragedia abbiano avuto genesi la ricerca sismologica friulana, con il Centro di ricerche sismologiche, e le attuali attività di monitoraggio. L’evento sarà preceduto dalla mini-anteprima di un nuovo progetto a fumetti incentrato sul tema del terremoto e pensato per le nuove generazioni. La partecipazione è libera, previa prenotazione all’indirizzo federicasansevero@gmail.com.
L’appuntamento, finanziato dal Comune di Udine, si inserisce nella terza edizione del festival sul tema del doppio “Dos doi Due in uno”, promosso dal Teatro del Silenzio di Udine e focalizzato stavolta sul binomio “Nascita e Morte”, concetti che non vengono posti in contrapposizione, ma letti come due facce della stessa medaglia. Mostrando come da ogni rottura possa prendere forma una trasformazione, e da ogni alterità un nuovo senso, il progetto tocca qualcosa di profondamente necessario nel nostro tempo, offrendo ai giovani una narrazione alternativa al nichilismo: il messaggio è che non siamo vittime passive delle circostanze, ma co-creatori del nostro divenire.

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In copertina, emblematica immagine del terremoto: il Duomo di Gemona distrutto.

“Curare le pietre”, ricordo del sisma nel libro di Antonella Giacon: presentazione a Udine con Sintonie Creative Group

(g.l.) Il Friuli si prepara a celebrare il 50° anniversario del terremoto, ricordando quella indimenticabile sera del 6 maggio 1976 (ma anche le terribili repliche di settembre che completarono l’opera devastatrice della grande scossa primaverile): decine di paesi devastati, che piansero un migliaio di vittime, ma che in pochi anni, neanche una decina, hanno avuto la forza di risollevarsi e ripartire con una ricostruzione ciclopica ed esemplare che è diventata famosa a livello internazionale come “modello Friuli”). E proprio di questa meravigliosa rinascita, che ha innestato anche un altrettanto ciclopico programma di sviluppo, si parlerà domani pomeriggio, dalle 16.30 alle 18, alla Libreria Tarantola Ubik di via Vittorio Veneto 20, a Udine, proprio alle spalle della Cattedrale. “Curare le pietre” (Edizioni Corsare) è, infatti, il titolo del libro di Antonella Giacon, di Sintonie Creative Group, che sarà presentato dalla professoressa Alessandra Flores D’Arcais. Nell’occasione ci sarà anche il Reading poetico sonoro letterario parte del progetto “Si fa rete” guidato da Sintonie Cultura con il secondo evento Civiltà del dialogo avviato a Trieste quest’estate 2025 e che ora continua anche nella città di Udine.


Si tratta di un romanzo coinvolgente che racconta i pensieri, le passioni, le paure e il coraggio degli adolescenti, pronti a risollevarsi dalle macerie, quali fossero state. Il quarto titolo della collana Border di edizioni corsare è firmato da Antonella Giacon e ci porta nell’Italia degli Anni Settanta proprio durante il terremoto del Friuli, dove Anita, giovanissima volontaria, è protagonista di un’esperienza che le cambierà la vita. A seguire il Reading poetico musical letterario delle scrittrici e degli scrittori con musiche improvvisate proposte da Alessandra Gusso alla fisarmonica per l’incontro con i soci di Sintonie. Reciteranno i percorsi poetici con le loro pubblicazioni: Alessandra Spizzo artista e performer, Mario Buffa artista e performer, Alessandra Flores D’Arcais scrittrice, Oriana Sandrin D’Ascenzi poetessa, Fiorella Frandolic poetessa, Francesca Costa scrittrice, Mauro Cerreto scrittore e Graziella Rota artista.
Ma vediamo di conoscere meglio anche Sintonie Creative Group. «Siamo persone aperte al fare e conoscere la reciprocità nell’arte e tecniche, in tutti i settori della creatività nei periodi della vita», spiega Graziella Rota che aggiunge: «Un Gruppo multiregionale nel fare arte, scrittura e immagini, eventi di promozione e autoproduzione, con reading poetici e mostre». E ancora: «Sintonizzarci è lo scopo principale che manifestiamo negli incontri dove trovate il nostro essere nel fare perché ci esprimiamo insieme con simpatia, scambi, saperi, studi, serenità e collaborazione. Abitiamo insieme la nostra Sintonia Creativa nell’esperienza concreta di ogni cambiamento salutare, per la consapevolezza umana del vivere e condividere un luogo vicino e lontano per la promozione della cultura collaborativa da Trieste, Muggia, Udine, Moimacco, Gradisca, Gorizia, Pordenone, Cordenons, in regione Fvg, e Mestre Veneto, Koper Slovenia, Rovigno, Pola, Fiume Croazia, nei circoli culturali e sociali istriani, e nel mondo degli emigrati friulani, giuliani, dalmati, veneti». «Sintonie Creative Group – conclude Graziella Rota – è uno spazio di diffusione culturale aperto per essere condiviso nel fare azioni per la promozione delle autrici e gli autori, nel piacere di conoscersi e stare assieme associati nella cultura globale da raccontare e condividere le abilità in reciprocità. Sono con noi in rete le associazioni e i gruppi collaborativi nelle attività sociali culturali promozionali editoriali negli eventi progettati e diffusi».
Edizioni corsare nasce, invece, nel 2000 da un progetto di Giuliana Fanti orientato alla pubblicazione di libri di teatro contemporaneo internazionale. Il 2003 è l’anno in cui ha inizio la pubblicazione di albi illustrati per bambini e ragazzi, caratterizzati da una forte cifra autoriale e da un lavoro costante di ricerca e progettazione grafica. I suoi libri sono pubblicati in molti Paesi, tra cui: Brasile, Stati Uniti, Cina, Taiwan, Russia, Corea del Sud, Romania, Francia e Spagna.

INFO:
sintonie2021@libero.it
rotagraziella5@gmail.com
www.edizionicorsare.it

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In copertina, cosa rimaneva del Duomo di Venzone il 15 settembre 1976: in pochi anni la Chiesa è stata ricostruita pietra su pietra, un esempio a livello mondiale.

Anche dalla Bassa nelle “case famiglia” dell’Alta Val Torre: porte sempre aperte a Pradielis e a Villanova delle Grotte

(g.l.) C’è chi, per trascorrere serenamente la vecchiaia, si trasferisce in Paesi dove la vita costa meno. Ma c’è anche chi sceglie semplicemente di ritirarsi tra le nostre amate montagne, per esempio nell’Alta Val Torre, in un ambiente ancora incontaminato, suggestivo e sempre più gettonato dal turismo “mordi e fuggi” o “fuori porta”, che dir si voglia. In questo caso stiamo parlando, però, di anziani il più delle volte soli o con delle difficoltà che, esattamente a Pradielis e a Villanova delle Grotte, vengono ospitati in due strutture dotate di ogni comfort, ma soprattutto gestite con amore e serietà dal personale dell’Associazione costituita fra gli stessi ospiti, coordinato da Carla Lesa – che è anche consigliere di maggioranza al Comune di Lusevera -, la quale lavora in stretta sintonia con le bravissime operatrici che sono tutte della zona.

Si tratta di due “case famiglia” realizzate dopo il terremoto di quasi 48 anni fa, quando si era avvertita la necessità di accompagnare la ricostruzione fisica dei paesi con un’attenzione speciale alla terza età, evitando il ricorso, qualora ne fosse stato il bisogno, alla tradizionale casa di riposo in città. Un modo, insomma, per evitare lo sradicamento delle persone dal proprio territorio e da un ambiente che li aveva accompagnati per tutta la vita e quindi da non abbandonare, neppure per i problemi legati alla terza età. Con il passare degli anni, le due strutture si sono dimostrate, però, sovradimensionate per le esigenze di queste vallate, sia per lo spopolamento che purtroppo era già in atto sia perché per molti anziani ha prevalso la legge di natura. In altre parole, oggi la maggioranza delle persone che abitano queste case proviene da fuori Comune, anche da lontano, come la Bassa friulana.
«A Villanova – riferisce al riguardo la stessa Carla Lesa – c’è un ospite di Maiano che vive in loco con soddisfazione da ben vent’anni. Ma altri sono originari di Gemona, Buia, Magnano in Riviera e di altri paesi friulani ancora. Attualmente, in totale, ci sono 8 ospiti a Villanova e 16 a Pradielis. Sono tutti autosufficienti e beneficiano di queste strutture inserite in posti belli e ospitali, nelle quali ci sono camerette singole con bagno personale». Quindi, niente “casermoni” anonimi dove l’anziano spesso è poco più che un numero, bensì “case famiglia” nel vero senso del termine dove tutti si conoscono, si scambiano qualche parola commentando anche quanto ascoltato dalla televisione e magari si divertono facendo una vivace partita a carte. Case che, ovviamente, hanno sempre le porte aperte anche per altre nuove richieste che dovessero arrivare da parte di coloro che vorrebbero vivere la propria vecchiaia, appunto, tra le bellissime montagne dell’Alto Torre.

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In copertina e all’interno immagini delle case famiglia di Pradielis e Villanova delle Grotte.

A Nimis l’addio all’ex sindaco Tosolini innamorato della politica e del suo paese

di Giuseppe Longo

Ha combattuto con tutte le sue forze, con la tenacia che non gli è mai mancata, in nessuna occasione, ma contro il male, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ieri pomeriggio, dopo lunghe sofferenze, è calata la sera sulla operosa e appassionata “giornata” di Walter Tosolini, nato a Nimis nel 1943 un anno prima che il paese fosse dato alle fiamme, architetto, funzionario pubblico da anni in pensione, ma soprattutto politico. Innamorato di quella politica che l’ha fatto stare praticamente tutta la vita – il Municipio era la sua seconda casa – a contatto con la civica amministrazione dell’amato paese, fino a diventarne sindaco. Sedeva ancora in consiglio comunale – dove per quindici anni, tre mandati, anch’io ho potuto apprezzarlo, spesso con opinioni diverse, ma sempre corretto, scrupoloso, onesto e sincero -, con il ruolo di capogruppo di minoranza, non di opposizione, una parola che non si addiceva al suo modo di operare, tanta era la volontà di mettersi a disposizione per il bene della comunità. La quale oggi lo piange e lo ricorda con gratitudine e affetto, in primo luogo attraverso le parole del suo primo cittadino, Gloria Bressani. Ma anche dei colleghi consiglieri Maria Ceschia e Gabrio Vaccarin.
«Persona molto colta, intelligente, sempre coerente e fedele ai suoi ideali – toccante il ricordo del sindaco di Nimis -, ha dedicato gran parte della sua vita alla passione politica e amministrativa. Il suo primo mandato da consigliere comunale risale al 1975 e da allora è stato quasi sempre presente nei banchi del Consiglio (ha saltato una tornata elettorale), fino a diventare sindaco dal 2011 al 2016. Le sue condizioni di salute nell’ultimo anno si erano progressivamente aggravate, tanto da impedirgli di partecipare a diversi consigli comunali. Quando andavo a fargli visita, il suo pensiero era principalmente rivolto alla comunità per la quale aveva un amore sincero, mi raccontava aneddoti della sua vita e di quanto fosse orgoglioso dei suoi figli e delle loro famiglie. Nei prossimi consigli comunali sarà difficile sapere che Walter non sarà più su quei banchi da lui tanto amati». Per domani, in concomitanza con il giorno dei funerali, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.
Nonostante le cure intense, che l’hanno portato per un intervento anche a Milano – città che gli era cara, perché proprio al Politecnico si era laureato, respirando quei fermenti politico-sociali-culturali che attraversarono l’Italia, e l’Europa, mezzo secolo fa -, Walter Tosolini si è spento tra le braccia della sua adorata Dina, circondato dall’amore di tutta la sua grande famiglia, a cominciare dai quattro figli che tanto amava. Questa sera, alle 20.30, nel Duomo di Santo Stefano, sarà recitato il tradizionale Rosario in sua memoria. I funerali invece saranno celebrati appunto domani alle 17, partendo dall’abitazione di via Torquato Tasso: saranno sicuramente in tanti a dargli l’estremo saluto, non solo del Comune che l’ha avuto come sindaco per un quinquennio, sempre attento alle necessità e quindi disponibile con tutti, ma dell’intero comprensorio, essendo stato per anni anche nella Comunità montana di Tarcento. Oltre che a San Pietro al Natisone, dove era direttore tecnico di quel comprensorio montano, poi trasformato in Torre-Natisone-Collio. Un lungo impegno sottolineato anche dalla riconoscenza dello Stato che gli ha voluto conferire, con la firma del Presidente della Repubblica, il Cavalierato, onorificenza di cui era molto orgoglioso. Un grazie importante quello della massima Istituzione, ma il più grande è senza dubbio quello della gente comune che lui ha “servito” per tutta la vita, dalla vigilia del terremoto fino a oggi, in anni intensi, difficili ma anche esaltanti, di rinascita, lasciandoci un esempio di laboriosità e rettitudine che le nuove generazioni ora devono saper cogliere.

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In copertina, l’architetto Walter Tosolini con la pergamena del sua nomina a Cavaliere della Repubblica.

 

Contaminazioni, Piante pioniere a Venzone tra le “macerie” di sisma e virus

E ora Contaminazioni Digitali arriva a Venzone per mettere a fuoco quel parallelo che esiste tra le macerie del terremoto di 45 anni fa e quelle che sta lasciando nelle nostre vite il Coronavirus. È ricominciato, infatti, lo scorso 30 giugno ad Aquileia, il viaggio alla scoperta degli spazi urbani dei piccoli centri, grazie alla nuova edizione, la quinta, del Festival multidisciplinare, itinerante e diffuso, che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani, promosso dal Comune di Turriaco e organizzato dell’associazione Quarantasettezeroquattro. Dopo l’apertura sulle note della Dante Symphonie, Contaminazioni Digitali è proseguito nelle piazze del Comune capofila dell’iniziativa, Turriaco, il primo e il 2 luglio.

Il Duomo è rinato…

L’EVENTO – Oggi invece 4 luglio, alle 11, 17 e 19, la carovana del Festival farà nuova tappa in Friuli con “Piante pioniere: Venzone” (partenza dalla loggia del Municipio per gruppi di massimo 20 persone): una narrazione a cielo aperto con cuffie wireless, che si propone a piantare il seme della riflessione grazie a un parallelo fra le macerie causate dal terremoto e quelle generate dalla pandemia, oggi. Un progetto del Collettivo Wundertruppe (accompagnato, fra le altre, dalla voce di Natalie Norma Fella, che ne è anche autrice), promosso all’interno della rassegna “Tracce. I linguaggi del contemporaneo raccontano il passato”, in cui il pubblico sarà accompagnato in luoghi simbolo della cittadina. «Visiteremo Venzone – ha spiegato Natalie Norma Fella -, in particolare il centro storico, e andremo alla scoperta di tre diversi luoghi simbolo del post terremoto, tra cui: il Duomo, ricostruito com’era, dov’era; la scuola, riedificata da zero; la Chiesa di San Giovanni, con le sue rovine a cielo aperto, ancora immobili”, dopo il 6 maggio 1976». Un luogo, quest’ultimo, che è diventato casa di quelle Piante pioniere” che danno il nome al progetto: «Loro nascono fra i sassi e ricreano un habitat nuovamente vivibile anche ad altre piante. Qui sono cresciute fra le ferite di una catastrofe e sono state capaci di nascere e colonizzare uno spazio, all’apparenza inospitale, in cui anche altre piante potranno ora crescere e vivere. Partendo da questa metafora, rifletteremo insieme al pubblico su quale sarà il futuro per la generazione post Covid: Dovremo ricostruire tutto daccapo? Partire da dove eravamo rimasti? Ricominciare in maniera diversa? Quella a cui stiamo assistendo è un’altra ricostruzione, impalpabile, ma necessaria, dopo una catastrofe altrettanto dolorosa e che ci ha posto davanti a fragilità che non credevamo di avere».

… ma non San Giovanni.

DUINO AURISINA – Il Festival multimediale proseguirà il suo viaggio artistico mercoledì 7 luglio, arrivando a Duino Aurisina, dove, alle 20, si terrà il primo spettacolo site specific, risultato di una residenza artistica di due settimane nell’ambito del progetto Per-Forma, promosso da Quarantasettezeroquattro e finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (bando creatività), in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina, Casa Cave, Karsiart, Cave Romane. Le Cave di marmo diventeranno lo strabiliante palcoscenico in cui una danzatrice, una scultrice, un videomaker e un sound designer, che racconteranno una terra, una comunità e l’imprenditoria del territorio.

TURRIACO – Gran finale a Turriaco, dove la carovana di Contaminazioni Digitali si tornerà a spostare, dal 9 all’11 luglio, con moltissimi appuntamenti fra cui – solo per citarne alcuni – “A come Srebrenica”, spettacolo di e con Roberta Biagiarelli (anteprima del Dedica festival 2021 a Paolo Rumiz), in programma il 9 luglio alle 21.30 in piazza Libertà; la lectio “L’amore e la conoscenza di sé. Un confronto con Platone”, di Pietro Del Soldà, conduttore di “Tutta la città ne parla”, il programma di Rai Radio3, e penna della Domenica del Sole24Ore, il 10 alle 21, in piazza Libertà; e l’evento che vedrà per protagonista Pino Roveredo (alle 19 di domenica 11 luglio) che affronterà, a suo modo, il racconto degli amori ideali a partire dai testi di alcuni grandi cantautori italiani, da Fabrizio de Andrè a Giorgio Gaber e che chiuderà la quinta edizione di Contaminazioni digitali.

FESTIVAL URBANO – Contaminazioni digitali, spin-off di I In\visible Cities, è un progetto a cura del Comune di Turriaco, organizzato dall’associazione 4704, co-finanziato da Regione Friuli-Venezia Giulia, Camera di Commercio della Venezia Giulia e da Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo, un fondo privato gestito da Fondazione Cesvi – organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub. È in rete con Intersezioni e Bando Open Creazione Urbana contemporanea. Il progetto è organizzato in collaborazione con ARS. Arti, relazioni, scienze. Il progetto Ars. Arti Relazioni Scienze e promosso dal comune di Gradisca d’Isonzo con il finanziamento della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Info: contaminazionidigitali | Facebook | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina e qui sopra due immagini di Piante pioniere per  Contaminazioni Digitali a Venzone.

 

Alta Val Torre, la piccola Cesariis ricorda le 10 vittime del terremoto di 45 anni fa

(g.l.) Cesariis è una delle più piccole frazioni del Comune di Lusevera, una manciata di case con appena cinquanta abitanti: un segno inequivocabile di quello spopolamento che anche le montagne della pur bellissima Alta Val Torre risentono. Ebbene, sotto le macerie del terremoto del 1976 furono ben dieci le vittime, una proporzione enorme se raffrontata all’esiguo numero di residenti, sebbene quasi mezzo secolo fa ce ne fossero di sicuro alcuni più di oggi.
E proprio, in occasione del 45° anniversario del sisma, la piccola comunità si è riunita dinanzi al monumento ai Caduti per ricordare i suoi morti. Don Giovanni Menosso ha celebrato la messa di suffragio e al termine è seguito l’omaggio civile con la deposizione di una corona d’alloro e con i brevi interventi di circostanza del sindaco Luca Paoloni e del consigliere regionale Edy Morandini. Nell’occasione, due alunne della scuola di Vedronza hanno recitato una poesia dedicata a quella indimenticabile sera del 6 maggio 1976, quando d’un tratto mezzo Friuli fu devastato dalle scosse causate dal risveglio dell’Orcolat nelle viscere sottostanti il monte San Simeone, in linea d’aria a pochi chilometri di distanza da questi suggestivi paesini bagnati dal Torre che nasce proprio qui, ai piedi del monte Musi.
Il toccante componimento è intitolato “Tra le braccia di un gigante” ed è stato scritto da Gianfranco Ellero che, con vibranti parole, è riuscito a far rivivere l’emozione e la commozione di quei terribili momenti. Da allora, sono passati appunto 45 anni, i paesi sono stati prontamente ricostruiti e oggi sono ancora più belli e accoglienti. Ma, come si diceva, soffrono di quel gravissimo fenomeno dell’abbandono che riguarda tutta la montagna friulana. E che pare, purtroppo, irreversibile!

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In copertina e qui sopra tre immagini della toccante cerimonia a Cesariis nel 45° anniversario del terremoto.

Gli splendidi 100 anni di Amabile alla casa-famiglia di Pradielis

(g.l.) Siamo ormai in Quaresima, ma il periodo di Carnevale, seppur trascorso sotto tono a causa degli ancora purtroppo noti problemi pandemici, nell’Alta Val Torre è ricordato anche per un bellissimo avvenimento: il traguardo dei 100 anni tagliato alla casa famiglia di Pradielis da Amabile Grimaz, originaria di Stremiz una piccola località montana sopra Faedis. Un secolo portato veramente alla grande, con una grinta eccezionale, che dimostra la tempra e la forza di questa simpatica vecchietta – tanto festeggiata dagli altri ospiti della struttura, ma anche da figli, parenti e amici, oltre che dal sindaco di Lusevera Luca Paoloni e da componenti della sua amministrazione, come Carla Lesa sempre molto vicina agli anziani della casa -, venuta alla luce all’indomani della Grande Guerra e che poi ha attraversato una lunga vita, non senza difficoltà, acuite dalla seconda guerra mondiale e infine dal terremoto. Ma Amabile è stata più forte di tutte queste avversità e le ha superate con forza, tanto che oggi brinda alla sua splendida età che ha meritato i complimenti e gli auguri di tutti. Ai quali aggiungiamo, ovviamente, anche i nostri!

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In copertina la centenaria Amabile Grimaz con il sindaco Luca Paoloni; all’interno, altre due immagini della bellissima festa a Pradielis.

Nimis guarda alla svolta dopo il difficile 2020: il primo obiettivo sarà la scuola

di Giuseppe Longo

NIMIS – Quello che è appena cominciato, e che ha mandato in archivio un 2020 che sarebbe meglio poter dimenticare, è un anno che per il Comune di Nimis segnerà una svolta importante nel settore dell’istruzione pubblica. Tanto che il 2021 vedrà «rinascere una scuola nuova, tecnologica, sostenibile e in armonia col territorio», come ha annunciato il sindaco Gloria Bressani in un video registrato assieme alla giunta sul finire dell’anno, riferendo dell’«affidamento dei lavori di ricostruzione delle scuole secondarie di Nimis alla ditta Riccesi di Trieste». I cittadini del paese pedemontano, infatti, il 31 dicembre, oltre ad ascoltare i messaggi del capo dello Stato e del governatore del Friuli Venezia Giulia, hanno avuto anche l’opportunità di apprendere dalla voce del primo cittadino – attraverso un articolato intervento augurale diffuso su Facebook – problemi e prospettive della comunità. E quelle riguardanti le medie intitolate a Tita Goriil pittore di San Gervasio del quale si è appena ricordato il 150° anniversario della nascita, mentre quest’anno ricorre l’80° della morte avvenuta nel 1941 – sono senza dubbio fra quelle più significative e attese, considerata l’importanza che la scuola riveste per la formazione dei cittadini di domani. «In quanto luogo di crescita dei nostri ragazzi, è sempre – ha aggiunto infatti il primo cittadino – al centro della nostra attività amministrativa, non solo sotto il profilo infrastrutturale ma anche della didattica e degli strumenti».

La registrazione video.

Ma il messaggio del sindaco – presenti tutti i componenti della giunta (il vicesindaco Alessandra Domenighini e gli assessori Aldo Attimis, Fabrizio Mattiuzza e Serena Vizzutti) – non poteva cominciare senza prendere spunto dal difficile anno che ci siamo lasciati alle spalle. «Un periodo incredibile – ha osservato -, di certo diverso da ciò che ci immaginavamo solo un anno fa». E il riferimento è ovviamente alla dura esperienza del Coronavirus, ma prima di entrare nel merito dell’emergenza sanitaria, Gloria Bressani ha rivolto un pensiero al sisma che aveva appena sconvolto un’area nelle vicinanze di Zagabria. «Concedetemi innanzitutto – ha detto – di manifestare la vicinanza alla popolazione croata duramente colpita dal terremoto di ieri. Solo chi, come noi, ha avuto modo di vivere in prima persona gli effetti di questa catastrofe può immaginare e capire cosa stiano provando quelle comunità».

Ecco, dunque, il tema sanitario che ha sconvolto città e paesi di tutto il mondo. «La pandemia di Covid-19 – ha commentato il sindaco di Nimis – ha segnato pesantemente le nostre vite, la nostra salute, le nostre abitudini e anche le nostre condizioni economiche e lavorative. Mi sento quindi di manifestare la vicinanza mia e di tutta l’amministrazione a chi ha provato sulla propria pelle la malattia, a chi l’ha combattuta e vinta e a chi purtroppo invece non ce l’ha fatta. Credo che la sensazione di impotenza e di disperazione di chi si è trovato solo in ospedale ad affrontare momenti così drammatici e di chi da casa non poteva essere vicino ai propri cari sia uno degli aspetti più terribili di ciò che stiamo vivendo». E quindi il risvolto economico della terribile vicenda: «Siamo vicini anche a chi, nonostante la fortuna della salute, si è trovato in difficoltà perdendo il lavoro o vedendo chiudere o limitare fortemente la propria attività, trovandosi quindi nella condizione di non farcela a garantire serenità alla propria famiglia e di non avere certezze per il futuro. I vari lockdown che hanno imposto la chiusura di molte attività commerciali del territorio, in particolare i tanti esercizi pubblici: bar, ristoranti, agriturismi hanno sicuramente segnato pesantemente il tessuto economico e produttivo del nostro comune».

L’omaggio alle vittime del virus.

Poi il riferimento agli effetti diretti sulle persone. «Non posso non pensare ai giovani che – ha osservato Gloria Bressani – hanno vissuto mesi di didattica a distanza, lontani dalla ricchezza data dalla scuola in presenza, lontani da quel prezioso aspetto di socialità e confronto che si vive nelle classi. Nulla potrà restituire loro la parte educativa rappresentata dalla relazione con i compagni e con gli insegnanti. Ragazzi che hanno vissuto anche la chiusura di tutte le attività extra-scolastiche, sportive, culturali e ricreative che tanta importanza hanno nella loro formazione e nella loro crescita». E ancora: «Penso alle associazioni, che hanno visto la chiusura o il ridimensionamento delle proprie attività: molte sagre, eventi, manifestazioni sportive e culturali, programmate e organizzate fino all’ultimo nella speranza di un cambiamento, sono state annullate e posticipate al 2021».

Ma, nonostante tutto, ci sono stati nel 2020 anche aspetti positivi. «Inizio – ha detto il sindaco – dai volontari della Protezione civile di Nimis sui quali abbiamo potuto contare durante i momenti più difficili di quest’anno legati sia alla pandemia che alle condizioni meteorologiche avverse. Encomiabile è la loro presenza e disponibilità sul territorio. Impossibile non ricordare le numerose dimostrazioni di solidarietà e di aiuto nate a Nimis: prima tra tutte la mobilitazione delle sarte del paese che hanno cucito migliaia e migliaia di mascherine da distribuire a tutti i cittadini; a queste affianco anche la Misericordia di Torlano che, in collaborazione con l’amministrazione, aiuta sia economicamente che con la distribuzione di generi alimentari le diverse famiglie bisognose del nostro territorio. Ringrazio tutte le associazioni che sono riuscite, nonostante le difficoltà organizzative legate alla sicurezza e al contenimento dei contagi, a regalare momenti di normalità e di serenità ai cittadini quando possibili. Un particolare ringraziamento – ha aggiunto – ai volontari della biblioteca che è sempre stata attiva sia in presenza che con attività online, e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dei due centri estivi, dell’asilo e di OraNimis, che hanno regalato momenti preziosi ed indispensabili a bambini e genitori durante l’estate».  E poi il sindaco annovera, tra i fatti positivi, «anche uno degli ultimi eventi che abbiamo vissuto quest’anno prima delle nuove misure restrittive: il passaggio del Giro d’Italia, annullato a maggio ma riprogrammato ad ottobre, ha dipinto di rosa e di entusiasmo le vie del nostro comune».

Il paese in festa per il Giro d’Italia.

Tornando ai programmi di prossima attuazione, e soffermandosi ancora nell’ambito della edilizia scolastica, il primo cittadino ha poi ricordato «l’affidamento dei lavori per l’efficientamento energetico delle scuole primarie: intervento che prevede la realizzazione di coibentazione delle pareti esterne, della copertura e la sostituzione di tutti i serramenti. Sono inoltre terminati, dopo tante peripezie legate alle vicissitudini finanziare della ditta aggiudicatrice, gli interventi di adeguamento sismico della palestra. A questo punto, finalmente, potremo procedere alla ristrutturazione completa della palestra stessa e all’adeguamento normativo dell’auditorium, forti di 2 importanti finanziamenti, di 430mila e 525mila euro, ottenuti rispettivamente dalla Presidenza del Consiglio, attraverso il bando sport e periferie, e dalla Regione».

«Durante questo anno – ha poi enumerato Gloria Bressani – sono inoltre stati portati a termine altri interventi finanziati dalla Protezione civile e relativi alla messa in sicurezza della viabilità lungo la strada Vallemontana-Monteprato (terzo lotto) e sulla Ramandolo-Chialminis, nonché al recupero dell’ex poliambulatorio ubicato dietro la sede municipale». «Siamo inoltre intervenuti – ha aggiunto – sul campo sportivo comunale completando l’intervento di sostituzione dei fari esistenti con nuova tecnologia led e di coibentazione e ripasso della copertura degli spogliatoi, perseguendo l’obiettivo dell’efficienza energetica. Sono infine stati appaltati altri 3 interventi: la riqualificazione dei percorsi naturalistici, con il recupero, in particolare, dei muri a secco e del sentiero di accesso alla Chiesetta di Santa Maria Maddalena a Cergneu; un ulteriore lotto per la messa in sicurezza della viabilità lungo la strada Vallemontana-Monteprato; la pulizia dell’alveo e degli argini del Cornappo».

«La macchina amministrativa – ha concluso il sindaco di Nimis – ha cercato, pur tra non poche difficoltà, considerando anche i casi di positività al Covid tra i dipendenti, di continuare ad operare con la massima efficienza possibile e di questo va ringraziato tutto il personale. Certo, non possiamo negare che ci siano stati dei disservizi e per questo vi chiediamo comprensione. Sicuramente il virus ha portato alla luce la fragilità dell’uomo e del sistema in cui viviamo, facendoci riscoprire le cose essenziali e vitali sulle quali tutti, in primis noi amministratori, dobbiamo concentrarci: salute, istruzione, relazione e cultura, lavoro e sostenibilità. Assieme all’amministrazione Comunale di Nimis auguro quindi a tutti voi il 2021 migliore possibile, ricco di normalità e di tutto ciò che ci è stato tolto in questo difficile 2020». Un anno, aggiungiamo noi, fatto di tante ombre, ma che ora lascia spazio a quello nuovo nel quale si intravvedono anche incoraggianti luci, seppur non immediate. Perché la pandemia, prima o poi, dovrà finire come è sempre avvenuto. Dobbiamo crederci!

Nimis vista da Ramandolo.

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In copertina, ecco il sindaco Gloria Bressani con i suoi collaboratori.