Negli ambulatori ci sarà meno burocrazia con i certificati malattia in telemedicina: plauso di Fernando Agrusti (Fimmg Fvg)

Telemedicina per il futuro dell’assistenza medica: anche dal Friuli Venezia Giulia la Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti -, tramite il suo segretario regionale dottor Fernando Agrusti, plaude al provvedimento contenuto nel Ddl Semplificazioni, approvato in Consiglio dei ministri, per i certificati di malattia tramite telemedicina. «Una scelta importante quella di poter d’ora in poi avere certificazioni di malattia più snelle – commenta il leader di Fimmg Fvg – per giustificare l’assenza da lavoro: il tutto grazie all’introduzione della possibilità di valutazione indiretta del medico tramite telemedicina e, dunque, della possibilità di poter certificare anche attraverso teleconsulto a distanza. Questo alleggerirà i carichi di lavoro per i medici di medicina generale, alle prese con un complicato ricambio generazionale e con zone carenti anche in Friuli Venezia Giulia, dove al momento mancano 149 medici. Con meno burocrazia a cui assolvere, per noi ci sarà più tempo da dedicare ai pazienti». «Un provvedimento sostenuto e fortemente voluto da Fimmg che, nei vari incontri con il ministro della Salute Orazio Schillaci, nell’ultimo anno ha fornito proposte documentate proprio per arrivare a questo provvedimento – aggiunge il segretario generale nazionale Fimmg, Silvestro Scotti -: al ministro va riconosciuto il merito di essersi fatto promotore con la Presidenza del Consiglio e con tutte le componenti coinvolte del Governo».
Il provvedimento punta alla semplificazione delle procedure che implicano tipicamente un aggravio del carico di lavoro e sottraggono tempo di cura ad una medicina generale sempre più oberata da pazienti cronici e anziani. Medicina generale che da sempre spinge e si prodiga per poter dedicare ai propri pazienti attenzione e iniziativa, piuttosto che sprecare tempo a valutare in modo diretto sintomi e segni non oggettivabili di pazienti acuti.
«Un primo tassello che indirizza una strada – sottolinea ancora Silvestro Scotti – per alleggerire i carichi di lavoro, troppo spesso più amministrativi che assistenziali, che oggi sottraggono troppo tempo alla cura dei nostri pazienti, che portano in burn out i medici e, non sottovalutabile in un momento di carenza, riducono l’attrattività della medicina di famiglia agli occhi dei giovani laureati. Disciplina che invece è essenziale per il loro futuro professionale, ma anche per il futuro del Ssn». Sentito, dunque, il ringraziamento della categoria nei confronti del Governo che ha mostrato una spiccata sensibilità politica, così come forte è la richiesta di procedere ora con decisione e celerità nel solco della strada intrapresa. «Dopo l’approvazione di ieri – ricorda il leader Fimmg – confidiamo in un percorso parlamentare rapido affinché il provvedimento possa concretamente incidere sull’attività dei medici e sulla vita dei nostri assistiti».
E lungo è anche il percorso verso la sburocratizzazione della medicina generale. Restano, come evidenzia il segretario generale Scotti, vari step da compiere per dare corpo ad una concreta ed efficace semplificazione delle attività della medicina generale. Per Fimmg sono almeno tre gli obiettivi da raggiungere nel breve periodo: va realizzata un’interoperabilità e una forte cooperazione applicativa tra le tante, troppe, piattaforme informatiche nazionali, regionali e aziendali. Inoltre, i medici di medicina generale hanno esigenza di poter contare su credenziali di accesso uniche, ripetitività della prescrizione farmaceutica per i pazienti cronici stabilizzati e, sempre per i pazienti cronici, occorre superare il sistema dei piani terapeutici per farmaci che ormai rientrano nelle terapie di prima scelta.
«Dal Governo è arrivato un segnale positivo – conclude Scotti – noi continueremo a fare quanto in nostro potere affinché si prosegua in questa direzione, provando anche a inserire nei percorsi parlamentari del provvedimento altre azioni che migliorino per i cittadini e i medici le procedure per un reale semplice e coerente accesso alle cure».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg.

Qualità e innovazione in Fvg nei servizi socio-sanitari per gli anziani

Qualità e innovazione nei servizi socio-sanitari per gli anziani. E’ questo l’obiettivo che ha animato un incontro tra i principali soggetti gestori e portatori di interesse del mondo delle case di riposo del Friuli Venezia Giulia. Presidenti e rappresentanti di Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali, Agci solidarietà, in rappresentanza di quasi 8 mila posti letto (pari a circa l’80 per cento del totale disponibile in regione), hanno concordato di avviare un tavolo di confronto sui temi principali e le complessità della situazione che, a seguito della pandemia, riguarda le strutture residenziali per anziani e i servizi socio-sanitari territoriali per le persone anziane.
In considerazione dell’attuale situazione, i partecipanti all’incontro hanno condiviso la necessità di dare ulteriore concretezza – anche attraverso azioni comuni, sinergie e progetti condivisi – ai valori di responsabilità sociale, di crescita delle comunità locali, di umanizzazione degli interventi, di qualità dei servizi che contraddistinguono, da sempre, la loro azione sociale. In particolar modo, è stata condivisa l’importanza di riattivare “progettazioni partecipate” da tutti i soggetti pubblici e del Terzo settore per contribuire a riformare il sistema dei servizi territoriali dedicati alle persone anziane per meglio rispondere alle nuove esigenze. Tra i temi affrontati, l’individuazione di proposte innovative per il futuro delle strutture e dei servizi per le persone anziane, anche tramite le opportunità offerte dal Recovery Fund: tra cui la residenzialità innovativa per le persone non autosufficienti, forme innovative di domiciliarità, Ict, telemedicina e domotica, coinvolgimento delle comunità locali e così via.
Per il presente e nel breve periodo, i partecipanti hanno inoltre affrontato il tema delle notevoli criticità registrate da marzo 2020 e ancora in corso, a seguito della pandemia: dalle criticità finanziarie dei bilanci, alle mancate entrate derivanti dai limiti per i nuovi ingressi di anziani nelle case di riposo, dalle strategie anti-Covid nelle case di riposo, allo stato di avanzamento delle vaccinazioni.
Le principali proposte emerse verranno sintetizzate, entro breve, in un documento destinato alla Regione Fvg, al fine di sostenere, con urgenza, l’azione di contrasto dei danni provocati dalla pandemia e per far ripartire, sempre in sicurezza, questo settore fondamentale per le persone anziane e le loro famiglie. Pertanto, Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci sociali ritengono che il tavolo di lavoro avviato possa diventare una prassi da consolidare e rinnovare, con la finalità di migliorare la qualità dei servizi offerti per la popolazione anziana della nostra regione e offrire all’Amministrazione regionale un’interlocuzione ampia, altamente qualificata e rappresentativa di questo settore e delle comunità locali.

(In copertina, foto dell’Associazione de Banfield – Trieste)