Nasce il Patto di Spilimbergo che unisce (per rafforzare l’autonomia) quanti In Fvg parlano friulano, sloveno e tedesco

È nato il Patto di Spilimbergo tra le rappresentanze delle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia (friulano, sloveno e tedesco), dal nome della cittadina che ha ospitato il convegno “Una terra 4 lingue – passato presente futuro del plurilinguismo in Friuli Venezia Giulia” nella Giornata nazionale delle lingue locali e a un quarto di secolo dalla promulgazione della legge nazionale 482/99 di tutela delle minoranze linguistiche.
I lavori – promossi dall’Assemblea Comunità Linguistica Friulana (150 Comuni friulanofoni aderenti tra cui la stessa Spilimbergo) e Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean – hanno visto per la prima volta riuniti allo stesso tavolo oltre alle organizzazioni friulane anche le tre maggiori rappresentanze associative slovene (SKGZ – SSO e ZSKP) e la neonata Aclit (Assemblea Comunità Linguistica Tedesca). Sala consiliare del municipio colma con tanti amministratori locali da tutto il Friuli Venezia Giulia. La quarta lingua citata nel convegno è l’italiano, utilizzata come lingua franca tra tutte e tre le componenti.

«Un momento storico – ha commentato il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – in cui ho lanciato la proposta, condivisa dagli altri esponenti delle nostre lingue locali, di dare il via a una rete sempre più sinergica tra di noi. Un vero e proprio patto tra le nostre lingue, che siamo stati felici di poter avviare come un mosaico a Spilimbergo, città dell’arte musiva, per il futuro della nostra regione, la quale deve puntare sempre più sul plurilinguismo per tutelare l’autonomia amministrativa e politica. Questa varietà linguistica è il nostro futuro, non solo il nostro passato: anche perché, numeri alla mano, sommando tutti coloro che parlano una lingua locale in Friuli Venezia Giulia si capisce chiaramente come non si tratti di una minoranza ma di una larga maggioranza della popolazione. E l’attualità di questo argomento è stata dimostrata anche dal grande interesse che il convegno ha suscitato, con la sala piena di tanti sindaci e amministratori del Friuli Venezia Giulia, compresi i rappresentanti dei Comuni di Udine e Gorizia».
Sul tavolo, come obiettivo di lungo termine, quello di arrivare all’inserimento nello Statuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia della tutela del plurilinguismo. Lo stesso sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, ha auspicato come il Tagliamento, visibile dalla sala consiliare, possa essere sempre più il fiume che unisce e non che divide il territorio regionale. Presente pure l’assessore comunale alla cultura, Ester Filipuzzi, membro anche del direttivo Aclif.
Per la Regione Fvg il saluto del consigliere Markus Maurmair, già presidente della stessa Aclif, che ha pure lui sottolineato il valore delle lingue locali per l’autonomia. Interventi anche di Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, che ha parlato della voglia di friulano delle famiglie che lo richiedono per i propri figli a scuola, e di Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, il quale ha presentato in anteprima la stampa degli atti del convegno “Rai pal Friûl”, rimarcando la richiesta del mondo friulanofono di maggiori ore di lingua friulana nella Tv di Stato con anche un telegiornale dedicato.
Velia Plozner ha, quindi, rappresentato la minoranza tedesca dell’Aclit, della quale è presidente, mentre per la minoranza slovena erano presenti i tre presidenti Ksenija Dobrila (Unione culturale economica slovena SKGZ), Walter Bandelj (Confederazione delle Organizzazioni slovene SSO) e Miloš Čotar (Unione culturale cattolica slovena ZSKP). Nei loro interventi hanno evidenziato quanto fanno e quanto vorrebbero realizzare per la tutela della propria lingua, esprimendo apertura a una maggiore collaborazione con la rappresentanza friulana. In tal senso, è d’esempio il caso dei ladini del Trentino Alto Adige che grazie alla collaborazione con la minoranza di lingua tedesca hanno ottenuto varie forme di tutela nonché una sede Rai loro dedicata nonostante il numero inferiore di cittadini, un ventesimo rispetto a quelli di lingua friulana. Ospite speciale per raccontare quella realtà il procuratore del Comune generale dei ladini di Fassa, Giuseppe Detomas.

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In copertina, Palazzo di Sopra sede municipale di Spilimbergo; all’interno, gli interventi del presidente Sergon e del sindaco Sarcinelli, e il folto pubblico.

Una terra quattro lingue, a Spilimbergo il futuro di friulano, tedesco e sloveno

Le minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia (friulano, sloveno e tedesco) si riuniscono a Spilimbergo per un convegno che, a 25 anni dalla legge nazionale che le tutela, farà il punto su salvaguardia e promozione di queste parlate, confrontandosi anche con casi di successo come quello del ladino. Appuntamento il 17 gennaio, giornata nazionale delle lingue locali, alle 17 al Palazzo di Sopra (Municipio) per l’incontro “Una terra 4 lingue – passato presente futuro del plurilinguismo in Friuli Venezia Giulia”.

Daniele Sergon

La città del mosaico è stata scelta dagli organizzatori dell’Aclif (Assemblea Comunità Linguistica Friulana, con 150 Comuni aderenti tra cui la stessa Spilimbergo) e Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” come ideale punto d’incontro, sulle rive del fiume Tagliamento, dei vari idiomi regionali, italiano compreso, a un quarto di secolo dalla promulgazione della legge nazionale 482/99. Un appuntamento in collaborazione con Società Filologica Friulana e Comune di Spilimbergo e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Arlef. Oltre all’Assemblea dei Comuni friulanofoni, saranno presenti tutti i maggiori rappresentanti delle istituzioni ed associazioni slovene del Fvg, e debutterà l’Assemblea della Comunità Linguistica Tedesca (Aclit). Ospite speciale il governatore della Comunità ladina di Fassa, Giuseppe Detomas.
“Incontrare gli amici sloveni e tedeschi a Spilimbergo – afferma il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – sarà un’occasione preziosa per rendere sempre più stretto e proficuo il dialogo intrapreso in questi mesi. La consapevolezza che la nostra specialità è basata sulla nostra pluriculturalità e sul plurilinguismo, deve rafforzarsi sempre di più. La rete e la sinergia tra le realtà istituzionali e associazionistiche che rappresentano le tre lingue minoritarie, che messe assieme sono maggioritarie nella nostra regione, deve essere sempre più forte, ed il fatto che abbiano accettato l’invito tutte le maggiori istituzioni ed associazioni che ne valorizzano l’identità anche linguistica, è per noi motivo di grande soddisfazione. Le lingue minoritarie sul suolo nazionale tutelate dalla legge 482 sono sempre più consapevoli di essere vera ricchezza culturale, territoriale e deve essere sempre più nazionale: come recentemente ho potuto ricordare anche in Val d’Aosta alla “Giornata internazionale della montagna”. In tal senso, il percorso intrapreso dai Ladini, capaci di unire le forze con i tedeschi del Sud Tirolo – Alto Adige, è davvero significativo. A fronte di una popolazione inferiore venti volte quella friulana, hanno per esempio una sede Rai dedicata con tanto di telegiornale in ladino. A Spilimbergo, nella capitale dei mosaici, idealmente rappresenteremo la bellezza del mosaico delle identità regionali offrendo spunti costruttivi per il futuro”.
A Spilimbergo, alla presenza delle massime autorità regionali, interverranno assieme a Sergon, Eros Cisilino presidente dell’Arlef, Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, Geremia Gomboso presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, Velia Plozner rappresenterà la minoranza tedesca dell’Aclit, mentre per la minoranza slovena ci saranno i tre presidenti Dobrila Ksenija (SKGZ), Walter Bandelj (SSO) e Milos Cotar (ZSKP). Presente anche Diego Navarria, primo presidente dell’Aclif alla sua costituzione dieci anni fa, oltre al citato governatore della Comunità ladina di Fassa, Giuseppe Detomas.

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In copertina, il Municipio di Spilimbergo che venerdì ospiterà l’incontro.

Bilinguismo visivo italiano-friulano: l’83% dei Comuni friulanofoni lo assicura nella segnaletica stradale del proprio territorio

L’83% dei 173 Comuni del territorio friulanofono assicura la segnaletica stradale bilingue italiano-friulano sul proprio territorio. Nello specifico, il 91% dei Comuni dell’ex provincia di Udine, il 73% dell’ex provincia di Pordenone e il 75% dell’ex provincia di Gorizia. Un dato in linea con le norme di tutela delle lingue minoritarie stabilite dal Consiglio d’Europa e ratificate dallo Stato italiano. Da questo punto di vista, il Friuli Venezia Giulia è una delle Regioni più virtuose nell’ambito dell’Unione Europea, non solo per l’alta presenza della segnaletica nell’ambito linguistico friulano, ma anche in quello delle aree in cui si parla sloveno e tedesco.


Per quanto riguarda la lingua friulana, a svolgere il ruolo di supporto e consulenza linguistica nel garantire il pieno rispetto della grafia ufficiale della lingua friulana e della forma corretta dei toponimi è l’Arlef, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane. Il servizio è indirizzato a Enti locali, Fvg Strade, Società Autostrade Alto Adriatico, Direzioni centrali e Servizi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Edr di Udine, Pordenone e Gorizia e, in generale, a tutti i soggetti pubblici o privati che hanno necessità di apporre la segnaletica e cartellonistica in lingua friulana. Al fine di agevolare tutti gli enti che si occupano della apposizione della segnaletica, l’ArlefF ha realizzato una pagina web con tutte le indicazioni su come procedere, con gli esempi di segnaletica corretta ed errata, che si trova sul sito www.arlef.it Sempre nel sito dell’Arlef, si trova l’elenco di tutti i toponimi ufficiali in lingua friulana approvato dal presidente della Regione Fvg.
Il bilinguismo visivo non riguarda solo la segnaletica stradale ma anche la cartellonistica, i supporti visivi in genere e i mezzi di trasporto. La Lr 29/2007 prevede che sul territorio friulanofono i cartelli, le insegne e ogni altra indicazione di pubblica utilità negli immobili sede di uffici e strutture operative debbano essere corredati della traduzione in lingua friulana, con pari evidenza grafica dell’italiano. L’ex provincia di Udine è anche in questo la più virtuosa, con il 24% di cartellonistica bilingue.
Il bando che proprio in questi giorni l’Arlef ha emanato a favore degli enti locali, riguarda appunto la cartellonistica esterna agli edifici, la cartellonistica informativa o turistica e i supporti visivi sui mezzi di trasporto. Un’azione pensata per dare ulteriore attuazione alla legislazione di tutela della lingua friulana (la scadenza del bando è il 16 settembre, tutte le informazioni sono disponibili al sito www.arlef.it, sezione Pubblicità legale).

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In copertina, cartellonistica plurilingue in Fvg; all’interno, in italiano e friulano.

Quasi la metà dei sindaci neoeletti ha giurato anche in lingua friulana: esulta l’Arlef con Eros Cisilino

Quarantuno, tanti sono i sindaci neoeletti, in occasione del recente rinnovo delle Amministrazioni comunali, che hanno scelto di prestare giuramento anche in lingua friulana. Un dato particolarmente rilevante, commentato con entusiasmo dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino: «È un fatto molto significativo che quasi la metà dei sindaci dei Comuni friulanofoni abbiano giurato in friulano. Le Amministrazioni hanno colto l’importanza dell’utilizzo della lingua friulana nella pubblica amministrazione, un elemento che peraltro è contemplato anche dal “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ritengo che si tratti del positivo risultato di una politica linguistica che pone i diritti identitari dei cittadini al centro della pubblica amministrazione. È un dato che colloca la Regione Friuli Venezia Giulia in una ottima prospettiva europea per la salvaguardia delle lingue minoritarie. Ci tengo a ringraziare le Amministrazioni per la sensibilità dimostrata, che non potrà che crescere nel tempo, trovando nell’Agenzia regionale per la lingua friulana il partner sicuro e qualificato».
Qualche settimana fa, l’Arlef aveva inviato ai primi cittadini una nota contenente la formula del giuramento in lingua friulana per agevolare coloro che desiderassero prestarlo in doppia lingua. L’alto numero di sindaci (pari al 42% dei Comuni friulanofoni soggetti a elezioni amministrative) che hanno scelto di farlo va a unirsi ai ben 20 consiglieri regionali che hanno recitato anche in friulano la formula rituale in occasione della prima seduta della XIII legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nell’aprile 2023; ai quali si era unito anche il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che aveva prestato giuramento in tutte e quattro le lingue del territorio: italiano, friulano, sloveno e tedesco.

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In copertina, la fascia tricolore del sindaco; qui sopra, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino. (Foto Petrussi)

Opus Loci, il podcast sui 5 siti Unesco Fvg ora anche in inglese, tedesco e sloveno

In inglese, tedesco e sloveno. Si può ora ascoltare anche in queste lingue il podcast “Opus Loci”, voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine per portare i visitatori alla scoperta di percorsi unici all’interno dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia. Le nuove versioni in lingua arrivano dopo la prima in italiano, lanciata all’inizio di quest’anno con la voce di David Angeli e primo podcast in assoluto dedicato ai Patrimoni dell’umanità della regione. Le nuove versioni sono state tradotte e prodotte nell’ultimo mese e sono ora pubblicate sempre su Spotify, per permetterne una più ampia diffusione, a partire dai primissimi Paesi di riferimento, cioè quelli che con il Fvg confinano. L’inglese permette poi la fruizione più generale al pubblico internazionale «che confidiamo possa trovare in questi racconti spunti preziosi per visitare in modo originale il nostro territorio, partendo dai nostri “magnifici cinque”: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza», commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo.
Anche la versione nelle tre lingue è stata realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Aipem di Udine. I podcast in lingua sono già disponibili come playlist autonome, consultabili sia approdando sul canale Spotify dell’ente camerale Pordenone-Udine sia cercando Opus Loci tra i podcast dell’app. Opus Loci, lo si ricorda, nasce alcuni anni fa come originale progetto che mette in sinergia le bellezze storico-culturali dei Siti Unesco Fvg con alcune aziende che rappresentano eccellenze produttive e di servizi legati al turismo. Sul sito www.opusloci.it, in questi anni, sono stati sviluppati percorsi sostenibili tra vestigia storiche e realtà produttive, da percorrere a piedi o in bici, scaricabili direttamente dal sito. Questi percorsi, nel 2024 sono diventati appunto anche un racconto da ascoltare, quasi un’audioguida con cui farsi accompagnare alla scoperta delle cinque località e delle loro aree contermini.