Dal terremoto alla rinascita, a Udine martedì un incontro scientifico e filosofico in vista del cinquantesimo

S’intitola “Dal terremoto alla rinascita: il Friuli 1976-2024” un incontro in programma per martedì 18 novembre, a partire dalle 17.15, nel Salone d’Onore della Società Filologica Friulana, a Udine: nell’imminenza, ormai, del cinquantesimo anniversario del dramma, Carla Barnaba e Alessio Compagno proporranno una conversazione a impronta scientifica sul sisma del 1976, appunto, e poi sulla ricostruzione, interpretata come esempio di resurrezione comunitaria.

Carla Barnaba

La conferenza svilupperà un parallelo tra aspetti filosofici e pratici, evidenziando come dalla tragedia abbiano avuto genesi la ricerca sismologica friulana, con il Centro di ricerche sismologiche, e le attuali attività di monitoraggio. L’evento sarà preceduto dalla mini-anteprima di un nuovo progetto a fumetti incentrato sul tema del terremoto e pensato per le nuove generazioni. La partecipazione è libera, previa prenotazione all’indirizzo federicasansevero@gmail.com.
L’appuntamento, finanziato dal Comune di Udine, si inserisce nella terza edizione del festival sul tema del doppio “Dos doi Due in uno”, promosso dal Teatro del Silenzio di Udine e focalizzato stavolta sul binomio “Nascita e Morte”, concetti che non vengono posti in contrapposizione, ma letti come due facce della stessa medaglia. Mostrando come da ogni rottura possa prendere forma una trasformazione, e da ogni alterità un nuovo senso, il progetto tocca qualcosa di profondamente necessario nel nostro tempo, offrendo ai giovani una narrazione alternativa al nichilismo: il messaggio è che non siamo vittime passive delle circostanze, ma co-creatori del nostro divenire.

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In copertina, emblematica immagine del terremoto: il Duomo di Gemona distrutto.

Quelle giovani spose friulane di fine Ottocento e quel bastoncino spezzato: “Crac” va in scena stasera a Lestizza

Una giovane sposa friulana di fine Ottocento, alle prese con i rituali matrimoniali documentati dal professor Gian Paolo Gri nel suo libro “Cose dell’altro mondo”, e un’artista contemporanea alla ricerca di una nuova definizione del Femminile: è sul filo di questo confronto tra epoche e culture diverse che si sviluppa lo spettacolo “Crac”, nuova produzione del Teatro del Silenzio di Udine, al debutto oggi 2 luglio (sipario alle 20.45) nell’auditorium comunale di Lestizza. Il titolo, “Crac”, evoca il suono di un bastoncino spezzato e lanciato alle spalle, antico rituale che segnava per la sposa l’accettazione della separazione dalla famiglia d’origine: un gesto simbolico, che nello spettacolo diventa la metafora dell’apertura al cambiamento, della sua accettazione.
In scena, assieme all’attrice e autrice Federica Sansevero, la giovane cantautrice Cristina Spadotto (del cui cd “Il canto della dea” sarà disponibile, nell’occasione, la ristampa) e la danzatrice Sufi Francesca Ferah della Bernardina, la cui partecipazione conferisce al progetto una dimensione internazionale. Il linguaggio scenico fonde gestualità e parola, creando un ponte fra generazioni e, appunto, dimensioni sociali e culturali lontane. L’approccio narrativo, influenzato dalle tecniche della clownerie (grazie alla consulenza di Davide Peressutti, di Circo all’Incirca), offre un’esperienza teatrale che sfida i canoni tradizionali delle rappresentazioni sceniche. A firmare scenografia e costumi è Gioele Lodolo.

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In copertina, l’attrice Federica Sansevero; all’interno, una danza di Sufi.