Lego Serious Play, la storia dell’Angelo del Castello di Udine. E poi anche un bel viaggio alla scoperta della Natività

Prosegue il festival Dos Doi Due in Uno, promosso dal Teatro del Silenzio – con il finanziamento del Comune di Udine – e imperniato in questa edizione sul tema Nascita/Morte: domani, 19 dicembre, dalle 15 alle 19, lo Spazio Oblò ospiterà un “Lego Serious Play”, innovativo laboratorio sui confini invisibili, condotto dal professor Sergio Pratali Maffei, facilitatore certificato. La metodologia Lego il muSerious Play migliora la risoluzione di problemi in gruppo attraverso il gioco e aiuta a visualizzare e superare barriere creative: il processo di condivisione abbatterà quelle comunicative tra i partecipanti, trasformando pensieri astratti in forme concrete.


Il 21 dicembre, invece, appuntamento al Museo etnografico, alle 16.15: in scena lo spettacolo per bambini “Gabriele e Maria in castello”, che racconta la straordinaria storia dell’angelo del castello di Udine, simbolo di resilienza, caduto e rinato più volte dalle proprie ceneri. Sul palco Federica Sansevero, Mariano Bulligan, al violoncello, e giovani talenti del Palio teatrale studentesco.
Il 27 dicembre, infine, la chiesa della Beata Vergine della Purità accoglierà – alle 16 – “Vivere la speranza”, un “viaggio” attraverso le immagini della natività nell’arte. L’esperta Susi Del Pin guiderà un percorso affascinante, esplorando il tema della speranza attraverso le rappresentazioni sacre della nascita di Gesù. Un’occasione per riscoprire il patrimonio iconografico natalizio e i suoi significati simbolici nel contesto della tradizione artistica locale e universale. L’evento sarà impreziosito da contributi musicali di Francesco Zeloni, promettente giovane mandolinista, e del chitarrista Luca Zurini. Tutti e tre gli eventi sono su prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo federicasansevero@gmail.com

—^—

In copertina, il musicista Francesco Zeloni; all’interno, i protagonisti dello spettacolo l’Angelo del Castello di Udine.

A Udine il “Teatro del Silenzio” cerca nuovi talenti per raccontare la nostra storia con le stragi di Porzûs e Peteano

Un reclutamento di giovani attori, per una formazione teatrale ma anche storica (a titolo gratuito) che sfocerà nella stesura e nell’interpretazione di un testo scenico: a lanciarlo è il “Teatro del Silenzio” di Udine, che sta cercando nuovi talenti – di età compresa fra i 18 e i 35 anni – per il progetto “Avamposto. We are standing on the edge”, inedita iniziativa che punta a trarre da eventi storici complessi una proposta teatrale immersiva e coinvolgente. Finanziata dalla Regione Fvg, l’esperienza è ben distante dal “solito” spettacolo teatrale: «Reinventeremo – spiega la presidente del “Teatro del Silenzio”, Federica Sansevero – il modo di raccontare la storia del Friuli Venezia Giulia nel dopoguerra, prendendo spunto da eventi quali l’Eccidio di Porzûs e la Strage di Peteano e trasformandoli in un dispositivo di analisi storica attraverso il teatro. L’idea è quella di convertire il format della “cena con delitto” in uno strumento di riflessione storica profonda. La drammaturgia presenterà simultaneamente punti di vista diversi, rifiutando interpretazioni definitive e invitando il pubblico a confrontarsi con la complessità del passato».
“Avamposto” diventerà metafora di un territorio ricco di potenzialità geopolitiche inespresse. Il testo che verrà scritto con il contributo dei giovani attori esplorerà l’idea di un’Italia post-bellica strategicamente posizionata tra Oriente e Sud petrolifero, che avrebbe potuto svolgere un ruolo chiave nelle relazioni internazionali ma che, invece, è stata bloccata da un clima di insicurezza costruito ad arte. Il Friuli “raddoppia” questa condizione nazionale: una regione-avamposto ostacolata nella sua crescita. Italia, Friuli e nuove generazioni, dunque, condividono lo stesso destino di grandi potenzialità congelate.
Sotto la guida della regista Federica Sansevero e con il supporto drammaturgico di Valentina Del Toso, i partecipanti produrranno due corti teatrali da 35 minuti ciascuno: uno sarà dedicato a Porzus, il secondo a Peteano. Non si tratterà, come detto, di semplici spettacoli, ma di “dispositivi teatrali” adattabili, che potranno trasformarsi in coinvolgenti cene con delitto, aperitivi culturali, momenti di teatro-documento nei luoghi della memoria. Il progetto integrerà teatro e musica dal vivo, offrendo un’esperienza formativa completa e multidisciplinare. Il percorso formativo si aprirà in autunno, per chiudersi a luglio con la presentazione del lavoro. Per candidarsi basta inviare una mail a federicasansevero@gmail.com

—^—

In copertina, l’attrice Federica Sansevero preesidente del Teatro del Silenzio.

Focus sui giovani che non studiano e non lavorano: domani a Udine il Teatro del Silenzio invita a riflettere sul loro disagio

Un’intensa riflessione sul disagio giovanile, con un focus sull’emergenza dei “Neet”, i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione: domani 6 agosto, alle 21, il Teatro del Silenzio propone a Udine, nella corte di palazzo Morpurgo, lo spettacolo “Il Mostro”, che si prefigge di stimolare la riflessione su dinamiche attuali quanto preoccupanti. Inserito nel programma di “Estate in Città” e finanziato dal Comune di Udine, l’evento impegnerà sulla scena l’attrice e autrice Federica Sansevero e la musicista Cristina Spadotto.
«Qualsiasi risposta al fenomeno – commenta Federica Sansevero – risulta inevitabilmente semplicistica, inadeguata a cogliere la complessità di una condizione che attraversa dimensioni psicologiche, sociali ed economiche, intrecciate l’una all’altra. Per dare loro voce abbiamo scelto una forma giocosa, capace di stemperare la tensione. Sul “palco”, così, ci sono una Neet in forma di mima – o meglio, di clown beckettiano -, una moderna piccola fiammiferaia, e una nonna sciamana, una presenza arcaica che porta con sé il richiamo al sacro, alla magia, alla poesia. Questa contrapposizione generazionale non cerca la facile opposizione tra passato e presente, ma esplora la possibilità di un dialogo tra diverse forme di sapere».

Ingresso libero, con prenotazione a federicasansevero@gmail.com

—^—

In copertina, lo spettacolo teatrale di domani in una immagine di Ingrid Wight.

Fuori dalle narrazioni, con Ruzzier domani a Udine inedito laboratorio di fotografia. E oggi il Teatro del Silenzio

S’intitola “Quello che resta fuori dalle narrazioni – azioni per parole e immagini”: è un inedito laboratorio di fotografia e scrittura che Alessandro Ruzzier proporrà a Udine, domani 28 giugno (dalle 9.30 alle 17.30), alla Legatoria Moderna, in via Zanon 16/A. Il workshop è organizzato dall’associazione Teatro del Silenzio nell’ambito della rassegna Udine Estate e grazie al contributo del Comune di Udine.
«L’arte, ha scritto il filosofo Giorgio Agamben – commenta Ruzzier, artista visivo e sonoro -, non serve per rendere visibile l’invisibile ma per rendere visibile il visibile. E’ un’affermazione nella quale credo sinceramente. L’idea di questo piccolo cantiere in equilibrio precario tra scrittura e immagine è quella di smontare la struttura della visione. Per farlo basta invertire alcuni atteggiamenti, modificare il modo o la velocità di certi comportamenti. E se questo nel quale viviamo è il mondo delle certezze, delle risposte ad ogni quesito, della previsione di un esito attendibile per ogni nostro passo, allora la proposta è quella di rendere unico ed equivocabile il nostro atlante, anziché universale e assolutamente certo. Nel laboratorio vedremo come costruire dei racconti minimi con immagini e parole. Faremo delle foto e le accompagneremo con quello che resta fuori dalla narrazione visiva». L’attrezzatura necessaria per partecipare è una macchina fotografica o anche un semplice cellulare. L’adesione al workshop è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria a federicasansevero@gmail.com: saranno ammesse al massimo 10 persone.
Il lavoro di Ruzzier indaga le correlazioni tra l’uomo e il paesaggio e le diverse forme sociali, politiche e ambientali che tali relazioni assumono. Utilizzando metodologie che includono sia fonti documentaristiche che narrative combina il lavoro sul campo e la ricerca d’archivio con l’intento di ridefinire l’ordine apparente delle cose in una nuova sintesi poetica ed esperienziale.
Per oggi va, invece, segnalato un altro appuntamento con protagonista il Teatro del Silenzio: al Caffè Caucigh di Udine (in via Gemona 36) la giornalista Marta Rizzi ne intervisterà – alle 18 – la direzione artistica.

—^—

In copertina, l’artista Alessandro Ruzzier atteso domani a Udine.

A Povoletto debutta l’inedito festival sul tema del doppio: quattro gli eventi

S’intitola “Dos doi due in uno”: è un inedito festival – al via venerdì 20 settembre a villa Mangilli Schubert, a Marsure di Povoletto – sul tema del doppio, che verrà scandagliato prendendo le mosse dalla cultura popolare. A cura del Teatro del Silenzio Aps e di Valentina Del Toso, la rassegna è stata finanziata nell’ambito del progetto europeo Primis Plus – mirato a potenziare il turismo culturale, valorizzando i luoghi friulani della cultura, appunto, e la marilenghe – e si strutturerà in quattro appuntamenti, fino al 12 ottobre.
«Partiremo dalla cultura popolare – conferma Sansevero – per proporre una visione della vita e dell’arte che aspira a eludere i dogmi, uno stile di pensiero e di vita non basato sul conflitto bensì sulla compresenza di posizioni diverse, che produce arricchimento e rinnovamento. Questo ciclo di eventi darà vita ad un nuovo modo di fare cultura in Friuli: l’auspicio è che con l’appoggio del Comune di Povoletto si possa rendere villa Mangilli Schubert, situata in una posizione strategica e ricca di spazi suggestivi, un fulcro per lo scambio di idee e valori contro il grande nemico, il pensiero unidirezionale». Il tema sarà introdotto e presentato dal punto di vista psicanalitico e filosofico il 20 settembre appunto, alle 21, con una “Conferenza sul doppio”, in programma nel salone della nobile dimora. Interverranno la psicoterapeuta Giuseppina Guarino, il filosofo Damiano Cantone e l’autrice e attrice Federica Sansevero, che proporrà una panoramica sugli spettacoli in cartellone. La serata sarà arricchita da contributi musicali affidati al violoncellista Mariano Bulligan.
Il festival entrerà poi nel vivo sabato 5 ottobre – alle 21, nel folador della villa – con lo spettacolo teatrale “Doppia Visione”, di e con Federica Sansevero e Agata Garbuio e con i musicisti Elias Faccio, al sax, e Alessandro Scolz, al pianoforte. Il pubblico sarà guidato a scoprire come la lettura dell’archetipo della Grande Dea come una “dea della completezza” abbia influenzato la vita dei poeti Sylvia Plath e Ted Hughes. Il testo si basa anche sui contenuti degli studi della sociologa americana Riane Eisler, che l’Università di Udine traduce e distribuisce e il cui pensiero ha ispirato il master “Poesia e sapienza”, incentrato sulle radici culturali del pensiero magico e su nuovi tipi di relazioni umane.
Sabato 12 ottobre, invece (alla stessa ora, valida anche per l’appuntamento successivo), serata – a cura di Valentina Del Toso – sullo scrittore Sergio Maldini: sono previste letture della giovane attrice Serena Costalunga, che sarà accompagnata dall’arpa di Beatrice Tagliapietra e dal violino di Marianna Bouzhar. Il 19 ottobre, infine, nella sala del fogolar il ciclo si chiuderà con lo spettacolo-conferenza con musica dal vivo “PPP: doppia prospettiva” , di e con Sansevero, che avanza due potenti ipotesi sulla morte di Pasolini. Tutti gli incontri sono a numero chiuso, con obbligo di prenotazione a federicasansevero@gmail.com

—^—

In copertina, l’attrice Federica Sansevero protagonista del Festival.

Debutta questa sera a Udine “Il Mostro”: un’anteprima sul disagio giovanile

Un anno di indagine e di studio del fenomeno dei “Neet” – in italiano “Né-né”, ovvero persone che non studiano, non lavorano e non cercano una formazione – è sfociato nello spettacolo “Il mostro”, accurata e inquietante fotografia del disagio giovanile “scattata” dal Teatro del Silenzio Aps, che proporrà l’evento scenico in anteprima oggi, alle 20.30, al Palamostre di Udine.
Scritto e interpretato dall’attrice Federica Sansevero, affiancata sul palco dalla musicista Cristina Spadotto, “Il mostro” – progetto finanziato dalla Fondazione Friuli e patrocinato dal Comune di Udine – spalanca dunque una finestra, attraverso il teatro di maschera e l’arte del clown, su un tema di stretta attualità e di alto interesse.
«In Italia – spiega Sansevero, che ha costruito molti dei suoi spettacoli partendo da casi di cronaca e dall’analisi di varie tensioni sociali – secondo fonti Istat i Neet (“Not engaged in education, employment or training”) sono un giovane su 5, nella fascia di età compresa fra i 15 ed i 29 anni; ci sono inoltre circa 70.000 hikikomori, termine giapponese che designa i giovani che decidono di vivere in disparte, reclusi, per bullismo subito o per paura del giudizio altrui. I due fenomeni, pur indipendenti, si sono acuiti con l’emergenza sanitaria, tanto che i dati – sul mero piano quantitativo – appaiono appunto “mostruosi”». “Il mostro” (sinonimo di solitudine, ansia, depressione, perdita di senso) si configura come una sorta di rituale per indurre gli adulti a maturare un pensiero non giudicante verso la parte oscura della gioventù, «che durante la crisi Covid – ribadisce l’autrice e attrice – ha subito un carico di ansia e di negatività che noi non possiamo immaginare».

Prenotazioni all’indirizzo mail federicasansevero@gmail.com

—^—

In copertina, una scena dello spettacolo che sarà presentato stasera al Palamostre.

 

Affido familiare: conferenza-spettacolo domani a Tarcento

Sarà una conferenza-spettacolo a presentare, domani 28 gennaio (alle 20.30, nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado di Tarcento, in via Angeli), le caratteristiche del nuovo sportello per l’affidamento familiare “Mi affido”, varato dal Servizio Sociale dei Comuni del Torre, in collaborazione con il Distretto sanitario di Tarcento.
A stimolare e guidare la riflessione saranno anche gli spunti che emergeranno dallo spettacolo teatrale “Pelle su pelle”, scritto e diretto da Federica Sansevero, presidente Teatro del Silenzio di Udine, che ha voluto dedicare una performance alla delicata tematica: una selezione di scene della rappresentazione, già proposta in altre sedi,  accompagnerà la presentazione del servizio. L’ultima replica di “Pelle su pelle”, in chiusura dell’omonimo progetto, è poi in calendario per sabato 1 febbraio, alle 20.30, al teatro Garzoni di Tricesimo.
La proposta scenica consiste in un teatro di maschera con musica dal vivo, che si pone l’obiettivo di informare il pubblico su che cosa sia un affido partecipato e che cerca, soprattutto, di demolire i tanti stereotipi sull’argomento. Viene inoltre affrontato in modo profondo il tema della maternità, a partire da testi di Massimo Recalcati. In scena Federica Sansevero, Ivan Buttazzoni, Abidin Lanza e i musicisti Raffaello Indri (che firma le musiche) e Flavia Quass.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini dello spettacolo sull’affido familiare.