A Tavagnacco questa sera c’è Passion ’90 invitante viaggio nel tempo con la musica

Arrivata, finalmente, la grande serata di Passion ’90! L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per questa sera al “FIVE – The Club” di Tavagnacco per la sua oramai consueta Winter Edition, pronta a riportare in pista le sonorità che hanno fatto innamorare intere generazioni. Una serata pensata per chi ha vissuto intensamente gli anni Novanta, per chi li conserva nei ricordi più belli e anche per chi non c’era, ma sente quella musica vibrare dentro. Il progetto – ideato da Checco Peloi, Davide Jolly, Gio Andreotti e Julio Montana – negli anni è diventato un vero punto di riferimento per gli amanti delle hit che hanno segnato un’epoca.


Questa sera, 30 gennaio, il FIVE di via Palladio si trasformerà, dunque, nuovamente in una macchina del tempo capace di far rivivere emozioni autentiche quelle che, nei fantastici anni ’90 facevano battere forte il cuore e riempivano le piste da ballo. Per una notte si spegnerà il tran-tran quotidiano e si metterà in pausa la frenesia. I cellulari resteranno in tasca, lo spazio sarà tutto per la musica, il divertimento e le emozioni. Una notte da ballare senza pensieri, tra grandi successi, vibrazioni positive e gadget, in un’atmosfera che promette di essere intensa e coinvolgente dall’inizio alla fine.
La serata prenderà il via dalle 21.30 con un dj set interamente dedicato alle migliori special nineties, affidato a Checco DJ e Julio Montana. A dare voce alla notte saranno Lorenzo Meraviglia, affiancato da una special voice d’eccezione come JOJO, mentre a catturare i momenti più belli penserà Massimo Melis. L’ingresso sarà possibile dalle 21.30 alle 23.30 con omaggio donna e ingresso uomo a 12 euro con consumazione; dalle 23.30 in poi l’ingresso sarà di 15 euro con consumazione per le donne e di 18 euro con consumazione per gli uomini. L’evento è riservato ai maggiorenni ed è supportato da KOKI Spa. Per informazioni e prenotazioni tavoli è possibile contattare i numeri 349.3809588 e 393.4413247. Passion ’90 non è solo una serata, ma un vero viaggio nel tempo, da vivere fino all’ultimo beat.

Passion 90, la Winter Edition accende Tavagnacco: venerdì tornano le grandi hit per una notte di musica ed emozioni

Passion 90 torna al “FIVE – The Club” di Tavagnacco con la sua oramai consueta Winter Edition, pronta a riportare in pista le sonorità che hanno fatto innamorare intere generazioni. Una serata pensata per chi ha vissuto intensamente gli anni Novanta, per chi li conserva nei ricordi più belli e anche per chi non c’era, ma sente quella musica vibrare dentro. Il progetto – ideato da Checco Peloi, Davide Jolly, Gio Andreotti e Julio Montana – negli anni è diventato un vero punto di riferimento per gli amanti delle hit che hanno segnato un’epoca.
Venerdì prossimo, 30 gennaio, il FIVE (via Palladio 78) si trasformerà nuovamente in una macchina del tempo capace di far rivivere emozioni autentiche quelle che, nei fantastici anni ’90 facevano battere forte il cuore e riempivano le piste da ballo. Per una notte si spegnerà il tran-tran quotidiano e si metterà in pausa la frenesia. I cellulari resteranno in tasca, lo spazio sarà tutto per la musica, il divertimento e le emozioni. Una notte da ballare senza pensieri, tra grandi successi, vibrazioni positive e gadget, in un’atmosfera che promette di essere intensa e coinvolgente dall’inizio alla fine.
La serata prenderà il via dalle 21.30 con un dj set interamente dedicato alle migliori special nineties, affidato a Checco DJ e Julio Montana. A dare voce alla notte saranno Lorenzo Meraviglia, affiancato da una special voice d’eccezione come JOJO, mentre a catturare i momenti più belli penserà Massimo Melis. L’ingresso sarà possibile dalle 21.30 alle 23.30 con omaggio donna e ingresso uomo a 12 euro con consumazione; dalle 23.30 in poi l’ingresso sarà di 15 euro con consumazione per le donne e di 18 euro con consumazione per gli uomini. L’evento è riservato ai maggiorenni ed è supportato da KOKI Spa. Per informazioni e prenotazioni tavoli è possibile contattare i numeri 349.3809588 e 393.4413247. Passion ’90 non è solo una serata, ma un vero viaggio nel tempo, da vivere fino all’ultimo beat.

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In copertina, un’immagine della passata edizione della serata Anni Novanta.

Quattro novembre, dall’omaggio ai Caduti un auspicio di pace: quello che a Nimis si era levato forte dal ricordo delle tragedie del 29 settembre 1944

di Giuseppe Longo

NIMIS – Quattro novembre, Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. Ma anche, e soprattutto, doveroso ricordo dei Caduti di tutte le guerre. Un omaggio unito a un auspicio sempre più pressante di pace, in un mondo attraversato da conflitti e tante inquietudini. Ma a Nimis questa celebrazione avviene tradizionalmente con un mese di anticipo, in occasione del ricordo del devastante incendio che il 29 settembre 1944 distrusse quasi completamente il paese pedemontano, intrecciandosi con «l’odissea dei profughi e l’orrore della deportazione», come aveva detto nel suo discorso celebrativo per l’80° anniversario il commissario straordinario Giuseppe Mareschi. Pesante il bilancio di quella rappresaglia nazifascista:  le vittime civili furono 22, i partigiani uccisi 40, i deportati nei Lager 86, dei quali solamente 40 fecero ritorno nelle loro famiglie. Ricordiamo, allora, quella cerimonia, avvenuta nel parco della Rimembranza che sorge accanto al Duomo.

«Oggi ricordiamo – aveva esordito il funzionario regionale incaricato di guidare il Comune fino alle amministrative della prossima primavera – l’ottantesimo anniversario dell’incendio e della distruzione di Nimis. Pur nella mancanza di una rigorosa ricostruzione storica, i fatti sono noti e chiari nella loro crudeltà ed efferatezza. L’esasperazione della popolazione friulana alle violenze e angherie nazifasciste ha portato a una ricerca di liberà a cui hanno fatto seguito bestiali operazioni di rappresaglia, che per questa comunità hanno significato l’eccidio di Torlano, le uccisioni di Nongruella e appunto la distruzione di Nimis. Come in Carnia anche qui era stata realizzata la Zona libera del Friuli orientale e la distruzione di Nimis è stata la risposta alla legittima aspirazione di affrancamento e di pace della popolazione. E ancor più disumano, al di la della distruzione di abitazioni ed edifici, è stato il disegno di disgregare una intera comunità. Volontà però – aveva aggiunto il dottor Mareschi – che non ha impedito agli abitanti di Nimis di ricostruire, oltre agli edifici, la propria comunità, grazie alla tenacia, alla volontà e all’amore per la propria terra e identità. Oggi gli strumenti per preservare e mantenere vivi questi ideali e senso di comunità sono il ricordo e la memoria. Ricordo che è richiamare e tenere presente nell’animo e nel sentimento fatti e persone; memoria che nascendo dal ricordo è azione che sorregge e puntella il nostro essere umani e concorre a creare la nostra identità».
«Ed è per questo che ricordo e memoria – aveva sottolineato ancora il commissario – devono essere patrimonio di tutti e specialmente dei giovani, di chi non avendo vissuto direttamente gli eventi, solo attraverso il ricordo e la memoria possono veramente capire quanti sacrifici sono stati fatti, quanto vite sacrificate per la loro libertà di oggi. E quindi operare per rafforzare lo spirito di comunità e volere la pace. Ed è con questo sentimento che a nome di tutti i cittadini di Nimis onoro i Caduti e quanti hanno sofferto e ancora oggi portano su di loro la tragica eredità dell’incendio e della distruzione di Nimis di 80 anni fa. E che questo onore non sia solo testimonianza ma strumento di impegno per il bene della intera comunità di Nimis».


Il commissario straordinario, concludendo il suo intervento commemorativo e interpretando i sentimenti della popolazione di Nimis, aveva quindi avuto parole di riconoscenza per tutte quelle comunità che ospitarono i profughi in seguito a quel “tragico San Michele” – come ebbe a definire quel 29 settembre 1944 monsignor Beniamino Alessio, indimenticato pievano del tempo -, a cominciare da Tarcento, che assicurò un tetto per alcuni mesi a ben 1800 persone, a Reana del Rojale e Tavagnacco, ma anche le più lontane comunità rivierasche di Ruda, Terzo d’Aquileia, Fiumicello e Villa Vicentina che accolsero soprattutto i bambini delle famiglie rimaste senza casa. «Un grazie a Voi tutti qui presenti – aveva concluso Mareschi -, a tutte le autorità, gruppi e associazioni a tutte le personalità civili e militari, che con la loro presenza hanno onorato questa comunità. Portiamo nei nostri cuori questo momento e questi valori, ma che siano cuori che li portano a tutti».
Il discorso ufficiale del commissario era stato preceduto dalla tradizionale deposizione di corone d’alloro dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello delle vittime dei Lager nazisti, la cui costruzione fu promossa dal commendator Bruno Fabretti, presidente della locazione sezione Ex internati, scomparso centenario poco più di un anno fa: a ogni cittadino di Nimis morto nei campi di concentramento è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. E prima ancora della cerimonia civile c’era stato un momento di riflessione e preghiera con la Messa di suffragio celebrata in Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina: davanti all’altare, una originale interpretazione dell’Incendio di Nimis da parte dei bambini della Scuola materna. All’omelia, il sacerdote aveva insistito sui valori della fratellanza e del rispetto reciproco, nelle differenze e diversità di ognuno, gli unici sentimenti che possono assicurare quella pace di cui abbiamo beneficiato per ottant’anni, ma che oggi potrebbe essere messa a rischio da quei conflitti e da quelle inquietudini che, come detto, purtroppo sono in atto anche a poche centinaia di chilometri da questa nostra terra. Che i valori del 4 novembre, ma anche di quel 29 settembre, continuino ad avere vittoriosa affermazione!

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In copertina, la campana della Chiesa di Centa durante i rintocchi dedicati alle vittime dei Lager; all’interno, la cerimonia commemorativa presieduta dal commissario Giuseppe Mareschi dinanzi ai due monumenti, l’altare del Duomo di Santo Stefano con la raffigurazione delle case incendiate fatta dai bambini della Scuola materna parrocchiale e i familiari di Bruno Fabretti davanti al monumento voluto dal loro congiunto scomparso nel 2023.

Vittime civili di guerra a Torlano: onoreremo queste 33 vittime insegnando ai giovani la cultura della pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Basta con le follie della guerra. Faremo presto un laboratorio per insegnare ai giovani la cultura della pace».  L’annuncio, molto bello e importante, l’ha dato ieri mattina, alla commemorazione dell’Eccidio di Torlano e delle 33 vittime innocenti della ferocia nazifascista, la rappresentante delle Famiglie vittime civili di guerra, Adriana Geretto, che non manca mai all’annuale cerimonia indetta dal Comune di Nimis. «Anche perché – ha osservato -, come diceva Maria Montessori, tutti parlano di pace, ma nessuno fa nulla per farla affermare».

Presente una folta rappresentanza di Portogruaro, la città veneta dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, letteralmente distrutta – ben nove morti! – nel fatto di sangue messo in atto la mattina del 25 agosto 1944 quale rappresaglia all’uccisione di un ufficiale tedesco: era molto attiva, infatti, in quei giorni l’azione di contrasto agli invasori da parte dei partigiani. Ma anche numerose autorità – sindaci e amministratori dei Comuni vicini, tra cui Povoletto e Tavagnacco, e pure della più lontana Ruda -, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Per la Partigiani Osoppo c’era il presidente Roberto Volpetti.
Deposte le corone d’alloro e gli omaggi floreali sul sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime – molte donne con i loro figlioletti -, monsignor Rizieri De Tina, che in precedenza aveva celebrato la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, ha benedetto la tomba, lasciando poi la parola a un giovane del luogo che ha letto l’agghiacciante cronaca di quella indimenticabile mattinata di 79 anni fa. Quindi, oltre alla citata rappresentante delle Famiglie vittime civili, ha parlato il sindaco Giorgio Bertolla, il quale non poteva esimersi dal fare un collegamento tra la Seconda guerra mondiale, che seminò tanti lutti e distruzioni non solo a Torlano ma in tutto il Comune di Nimis, e quanto da oltre unn anno e mezzo sta avvenendo in Ucraina a causa del conflitto scatenato dalla Russia. Bertolla ha dato lettura anche del messaggio inviato dal commissario del Comune di Portogruaro, Iginio Olita, cedendo poi il microfono al consigliere regionale Edy Morandini che ha portato l’adesione dell’Assemblea di piazza Oberdan alla importante cerimonia che – ha sottolineato – ha il significato di tenere desta l’attenzione su questi crimini del passato affinché aiuti, ognuno nel proprio piccolo, a lavorare per la pace. Proprio come aveva esortato all’omelia don De Tina, il quale a commento dell’appropriata pagina del Vangelo, appena letta, ha raccontato anche due significative esperienze vissute nel 2019 a Leopoli, in Ucraina – quindi ben prima dello scoppio della guerra -, e pochi giorni fa in Romania, all’incontro religioso di Timisoara. Un ricordo, dunque, che non verrà mai meno, tanto che il primo cittadino di Nimis ha dato già appuntamento alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario dell’Eccidio, il 25 agosto 2024.

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia: l’intervento di Adriana Geretto, la Messa nella parrocchiale, il saluto del sindaco Bertolla e del consigliere regionale Morandini, autorità, il giovane che legge la cronistoria, labari e gagliardetti schierati.

Maratonina Udinese, una gara podistica entra per la prima volta allo Stadio Friuli

Per la prima volta in assoluto una gara podistica entrerà allo Stadio Friuli Dacia Arena: grazie alla collaborazione tra l’Udinese Calcio e l’Asd Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon, la 6a prova della Coppa Friuli 2023 – tradizionale competizione podistica organizzata, nella tranche in questione, proprio dall’Asd Maratonina – varcherà le soglie del “tempio” locale del calcio, dove gli atleti, attesi in 250, percorreranno tutto il perimetro del terreno di gioco, per poi ricollegarsi all’itinerario esterno. La competizione è in calendario per domenica 11 giugno, con partenza e traguardo al Città Fiera di Torreano di Martignacco.
Il ritrovo è fissato per le ore 8, per la consegna dei pettorali, e lo start è previsto per le 9.30, in entrambi i casi di fronte alla Piramide del Città Fiera, appunto (sponsor dell’evento). La sfida si giocherà su un percorso di circa 10 km, un tracciato completamente nuovo e ricco di cambi di ritmo per l’alternanza fra tratti in asfalto e sterrati: al via tutti i migliori runners iscritti al 41° circuito di Coppa Friuli. Punto d’arrivo sempre al Città Fiera, come detto: le premiazioni si terranno nello Show Rondò, all’interno del centro commerciale.
Tre i Comuni toccati dalla gara, Martignacco, Tavagnacco e Udine: la corsa si svilupperà peraltro su viabilità secondaria, dunque non sono previste particolari ripercussioni sul traffico. Le arterie coinvolte verranno chiuse per il tempo strettamente necessario, venendo poi progressivamente riaperte dopo il transito dell’ultimo atleta. «Anche chi non è già iscritto al circuito – informa il Comitato organizzatore – può partecipare, se munito di tessera Fidal o RunCard, pre-iscrivendosi entro martedì 6 giugno o iscrivendosi il giorno della gara».

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In copertina, ecco uno scorcio dello Stadio Friuli Dacia Arena a Udine.

E ora un omaggio alla Mercedes-Benz da Civibank e  Consorzio delle Popolari

“Mercedes-Benz. Una lunga storia tra sogni, tecnica e record” è il titolo del libro di Nicola Bonetti e Roberto Bruciamonti (Gaghi Editore per conto del Consorzio Banche Popolari di Bologna): la sua presentazione è avvenuta nella sede della concessionaria Autotorino Mercedes-Amg di Tavagnacco, in collaborazione con Civibank. Il volume, approntato quale strenna natalizia per il gruppo delle Banche appartenenti a CoBaPo (consorzio attivo dal 1975) di cui Mario Crosta è presidente (oltre ad essere direttore generale di Civibank), si inserisce nel solco di una tradizione ultradecennale.
Cobapo, la cui mission è bancaria e finanziaria, a seguito di quanto emerso nel corso di vari incontri del gruppo marketing delle banche, nel tempo ha sviluppato l’idea di questo libro curandone la realizzazione e distribuzione alle banche aderenti. Negli anni si sono susseguiti volumi tematici su argomenti culturali (musica, pittura, architettura) e poi nel mondo dei grandi marchi delle auto e delle moto: Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Abarth, Guzzi, Ducati e Porsche. Alla presentazione hanno partecipato appassionati del marchio Mercedes da tutta la regione; in rappresentanza di Civibank era presente il dottor Crosta, mentre per la casa editrice c’era Gino Glisenti con i due autori del volume.
«Questo incontro è il coronamento di un progetto in cui crediamo molto – è il commento di Mario Crosta – e che vede l’unione di entusiasmo e professionalità per un marchio d’eccellenza. Civibank è il punto di riferimento in regione per il leasing auto, e con questo progetto abbiamo voluto trasmettere tutto l’entusiasmo e la passione per il settore che unisce i nostri professionisti e i nostri clienti».

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Civibank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, spinti dallo spirito laborioso dei cividalesi e dalle necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2021 è diventata una società Benefit: un passo importante verso la modernità e il futuro, in cui lo spirito originale dei fondatori dell’Istituto – contribuire alla crescita economica, culturale e morale del territorio – trova nuova vita e una nuova forma. In quanto Benefit, Civibank aspira a fare da apripista per tutte le realtà del NordEst che vogliono fare del bene, in modo strutturale e sinergico. Dal 2022 appartiene al Gruppo Cassa di Risparmio di Bolzano Spa – Südtiroler Sparkasse Ag. Civibank opera in 9 province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, con 64 sportelli e circa 600 dipendenti.

www.civibank.it

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In copertina, il dottor Crosta (primo a sinistra) durante la presentazione del volume a Tavagnacco.

 

Klaris, come aiutare genitori e figli a scegliere senza la paura di sbagliare

Aiutare genitori e figli a passare dall’incertezza e dalla paura di sbagliare alla consapevolezza circa la possibilità ed anzi la necessità di fare errori per crescere ed imparare a farne di meno. È quanto si propone Errare humanum est. Sbagliando si impara…, il un nuovo progetto dell’Aps Klaris, sodalizio attivo in Friuli in campo sociale e culturale dal 2016. L’iniziativa, si propone di fornire strumenti di conoscenza per affrontare positivamente un problema che riguarda le famiglie ed è diventato ancor più rilevante dopo la pandemia.
In estrema sintesi, esso può essere definito “paura di sbagliare” e tocca un po’ tutti quanti noi, che normalmente siamo “bombardati” da messaggi che propongono e valorizzano, a tutti i livelli, ciò che è “buono”, “giusto”, forte”, “performante” e “perfetto”. Bambini e ragazzi sono le principali “vittime” di questa situazione, in quanto sono chiamati implicitamente o esplicitamente ad essere competitivi, dall’ambito scolastico a quello sportivo, sino alla dimensione relazionale e affettiva, ma le stesse dinamiche riguardano i genitori, che sono indecisi e frustrati tra difficoltà di scegliere, a monte, e timore di aver effettuato la scelta sbagliata, a valle, e con i loro figli condividono l’incertezza e l’ansia che derivano da aspettative e “responsabilità di risultato”. In queste condizioni ci si dimentica che, come ricorda anche la saggezza popolare, “sbagliando si impara” e che pertanto gli “errori” sono normali e altresì utili. È pertanto necessario, per un verso, non avere paura di sbagliare e quindi “scegliere”, “fare”, “agire” e, per l’altro, affrontare e comprendere gli eventuali “errori”, “sbagli”, “insuccessi”, per affrontarli con un approccio positivo ed efficace: imparare a sbagliare e ad affrontare i risultati negativi (dall’esito di un compito in classe a un risulatto sportivo sino a difficoltà relazionali) per trarre insegnamento dall’esperienza negativa, “imparare sbagliando” per imparare a non sbagliare più o, più correttamente e più concretamente, a sbagliare di meno o a non sbagliare meglio.

Errare humanum est. Sbagliando si impara… vuole dare un contributo in questa direzione mediante una serie di attività, in parte già realizzate nel corso della primavera scorsa, come i laboratori con bambini e ragazzi che si sono tenuti a Martignacco tra aprile e giugno, e in parte in programma nelle prossime settimane, sino alla fine di gennaio. Si comincia martedì 22 novembre, alle 20.30, a Mereto di Tomba con la prima delle quattro conferenze pubbliche in cartellone: il titolo dell’incontro che si terrà nella sala consiliare di Via Divisione Julia 8 è Comunicare con i figli tra messaggi subliminali e parole “che scappano”. La settimana successiva, martedì 30 novembre, alle 20.30, nella sala consiliare di Reana del Rojale a Remugnano in via del Municipio 18 si parlerà di Genitori a bordo campo. Nel mese di gennaio il ciclo di conferenze toccherà anche Moruzzo (mercoledì 18 alle 18.30) e Tavagnacco (mercoledì 25 alle 17.30).

Lunedì 28 novembre, alle 8.30 (in replica il 29 alle 13.30 e il 30 alle 14), comincia anche la parte radiofonica di Errare humanum est. Sbagliando si impara…, una serie di quattro trasmissioni dedicate a questi temi, realizzate da Radio Onde Furlane, diffuse in modulazione di frequenza (90.0 Mhz, 90.2 Mhz e 105.6 Mhz) e in streaming (www.radioondefurlane.eu) e successivamente anche in podcast. Gli appuntamenti successivi hanno la seguente programmazione : lunedì 12 dicembre alle 8.30, martedì 13 alle 13.30 e mercoledì 14 alle 14; lunedì 9 gennaio alle 8.30, martedì 10 alle 13.30 e mercoledì 11 alle 14; lunedì 23 gennaio alle 8.30, martedì 24 alle 13.30 e mercoledì 25 alle 14. Conferenze e labortori sono a cura della psicologa Giulia Stuani, le trasmissioni radio son curate e condotte da Marco Stolfo.

ERRARE HUMANUM EST. Sbagliando si impara… è un progetto realizzato dall’APS KLARIS con il sostegno dell’Area Welfare della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dei Comuni di Carlino, Martignacco, Mereto di Tomba, Moruzzo, Reana del Rojale e Tavagnacco.
Ulteriori informazioni in rete: klarisweb.wordpress.com e www.facebook.com/AssociazioneKlaris

 

Web sicuro e consapevole, le ultime tappe del progetto Klaris a Valvasone e a Feletto

FaSÌN.net (Famiglie Sicure Insieme nella rete) si avvicina alla conclusione. Tra fine maggio e inizio giugno sono, infatti, in programma le ultime attività del progetto realizzato dall’associazione Aps Klaris, che consiste in una serie di percorsi formativi, educativi e informativi dedicati alla cittadinanza digitale e alla promozione dell’uso sicuro e consapevole del web.
Domani 31 maggio, alle 20.45, a Valvasone nella Sala Roma di piazza Mercato 2, è in programma l’incontro dal titolo Libertà di navigazione? Regole, limiti e conoscenze per il web sicuro. L’appuntamento sarà introdotto da Marco Stolfo, di Radio Onde Furlane, e verrà condotto da Davide Sciacchitano dell’associazione Mec, che affronterà il tema delle regole del web e lo metterà in relazione con altri aspetti della navigazione “sana e consapevole”. Si tratta dell’ultimo della serie di incontri pubblici previsti nel quadro di FaSÌN.net (Famiglie Sicure Insieme nella rete). Il progetto, avviato tre mesi fa, comprende anche un ciclo di cinque laboratori formativi per bambini e ragazzi dai 10 ai 13 anni, che hanno avuto luogo a Martignacco tra marzo e aprile, una serie di trasmissioni su Radio Onde Furlane – che dopo le emissioni in modulazione di frequenza (sui 90.0 Mhz, 90.2 Mhz e 105.6 Mhz) e in streaming (all’indirizzo web www.radioondefurlane.eu) sono sempre disponibili in podcast all’indirizzo https://www.spreaker.com/show/fasin-net – ed una tavola rotonda conclusiva.
Quest’ultima è in programma mercoledì 1° giugno, alle ore 18, nella sala del Consiglio comunale di Tavagnacco, a Feletto Umberto, in piazza Indipendenza 2. Esperti, operatori e amministratori locali coinvolti nel progetto tracceranno un sintentico bilancio delle attività svolte. Per l’occasione ci sarà anche la presentazione, ad opera di Andrea Paschetto dell’Università di Udine, dei risultati di una ricerca sull’impatto emotivo della didattica a distanza sugli adolescenti, uno studio condotto dalla stesso Paschetto e da Marco D’Agostini, Damiano Cantone, Stefania Pascut e Susanna Feruglio su un campione di oltre 1300 adolescenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Udine.
La partecipazione ad entrambi gli appuntamenti è libera e gratuita, nel rispetto delle norme sanitarie. Per ragioni organizzative si consiglia di prenotarsi scrivendo all’indirizzo email: segreteria.klaris@gmail.com

FaSÌN.net (Famiglie Sicure Insieme nella rete) è realizzato dall’APS KLARIS, con la collaborazione dell’associazione MEC (Media Educazione Comunità) e della cooperativa Informazione Friulana, con il patrocinio delI’Università degli Studi di Udine e dei Comuni di Bicinicco, Carlino, Capriva del Friuli, Martignacco, Mereto di Tomba, Pagnacco, Premariacco, Tavagnacco e Valvasone-Arzene e con il finanziamento della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia con risorse statali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Ulteriori informazioni in rete: klarisweb.wordpress.com e www.facebook.com/AssociazioneKlaris.

Commercio sulla Tresemane, i sindaci firmano per far nascere il Distretto

Regione Friuli Venezia Giulia, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e imprenditori insieme per costituire il Distretto del commercio Tresemane, per valorizzare e promuovere attività commerciali e terziario, per migliorare i servizi di chi transita lungo l’asse da Tavagnacco a Cassacco (passando per Reana del Rojale e Tricesimo), per attrarre altri nuovi investitori e acquirenti, per rivitalizzare ulteriormente, con l’apertura di nuove attività, i centri storici dei paesi che si affacciano lungo quest’importante asse viario, strada strategica non solo per negozi e servizi ma anche per industria e mobilifici di alta gamma, tecnologia digitale, turismo e food.
A sottolineare l’importanza di questo nuovo progetto è stato l’assessore regionale alle Attività produttive intervenuto ieri mattina a Tavagnacco, nella sede di Confcommercio Udine, in occasione della sottoscrizione di una lettera di intenti finalizzata alla creazione del Distretto del commercio Tresemane. Il documento è stato firmato dai primi cittadini di Tavagnacco (capofila), Reana del Rojale, Tricesimo e Cassacco, dal presidente di “Rete imprese Mercato nuovo” e dal presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine.
L’esponente della Giunta regionale ha sottolineato come l’introduzione dei distretti del commercio nella legge SviluppoImpresa rappresenti uno dei cardini principali per quel che attiene il sostegno e la valorizzazione dello specifico comparto e che sono già previsti in bilancio fondi per avviare le progettualità territoriali. Un plauso, da parte sua, agli amministratori comunali del territorio e alle associazioni di categoria per la lungimiranza ed efficienza che hanno dimostrato nella stesura dei punti del progetto di “decollo”: con la firma di oggi si dà avvio infatti alla costituzione vera e propria del Distretto che mette insieme Tavagnacco (14.800 abitanti), Reana (4.700 abitanti), Tricesimo (7.600), Cassacco (2.800), per quasi 30mila residenti.
L’assessore regionale ha rimarcato come la Regione sostenga con forza gli imprenditori, mettendoli nelle condizioni di investire e creare quindi occasioni di sviluppo, occupazione e benessere. Numerosi, infatti, sono gli strumenti a sostegno del comparto, compreso il bando sui negozi di vicinato che, sperimentalmente, è stato aperto la prima volta lo scorso anno e ha registrato numeri importanti, con oltre 300 domande pervenute che hanno interessato attività di vicinato che sorgono complessivamente in 142 comuni.
Connettività a banda larga, rinnovo dell’arredo urbano, accessibilità diffusa, creazione di zone e attraversamenti pedonali e ciclabili, attività di marketing, iniziative per favorire la transizione ecologica e l’economia circolare sono alcuni degli obiettivi del Distretto che comprendono anche il rinnovamento delle aree destinate a sagre, fiere e mercati, il verde urbano e la mobilità sostenibile. Non mancano, inoltre, specifici progetti di promozione, mirati a valorizzarne storia, cultura e tradizioni dell’area, rivitalizzando l’attrattività turistica, creando occasioni di aggregazione e socialità, promuovendo l’offerta di prodotti del territorio.

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In copertina, la firma per far nascere il Distretto commerciale sulla Tresemane.

Nell’euforico clima del Giro d’Italia anche una bella pedalata tra Cormor e Rogge

Nell’euforico clima di attesa delle due tappe friulane del Giro d’Italia, un bel gruppo di ciclisti si è dato appuntamento a Tavagnacco, presso il Bar Cis, per dare vita alla tradizionale Pedalata del Cormor e delle Rogge. Gli organizzatori del Ciclo Assi Friuli erano soliti proporre la manifestazione in primavera nell’ambito della famosa Festa degli Asparagi, ma, a causa del particolare periodo di emergenza Covid, quest’anno si è svolta in “edizione autunnale”.

I pedalatori, dopo i necessari controlli, nel rispetto delle norme di tutela sanitaria, hanno lasciato il centro Tavagnacco per raggiungere dapprima Branco, poi il Parco del Cormor, nonché le frazioni Rizzi e Colugna. Il percorso prevedeva di usufruire di tutti i tracciati ciclabili presenti nel territorio. Così, dalla fitta rete di Feletto, i ciclisti hanno raggiunto Cavalicco ed Adegliacco, addobbati di rosa in attesa del transito del “Giro”, mentre il Parco Binutti è stato l’ideale location per una sosta per fare merenda tra il verde ed i mulini.
Pedalando tra le rogge e i colori dell’autunno, i ciclisti hanno poi raggiunto Reana del Rojale e Tricesimo. Dopo aver attraversato la pittoresca frazione di Laipacco, la pedalata si è conclusa nuovamente a Tavagnacco con un aperitivo in compagnia, durante il quale l’assessore Alessandro Spinelli, oltre a complimentarsi con chi ha pedalato e ha fatto pedalare, ha promesso: “Il prossimo anno pedalerò anch’io!”.
E’ stata, insomma, una bella mattinata di ottobre sulle piste che si intrecciano a nord di Udine, lungo collaudati itinerari della Ciclovia Alpe Adria, dell’Ippovia e della Ciclabile delle Rogge. La pedalata del Cormor e delle Rogge è stata l’ultima delle cinque manifestazioni che l’Asd Ciclo Assi Friuli organizza da diversi anni in varie località della nostra regione: Bici&Turismo lungo i percorsi ciclabili del Friuli Venezia Giulia, iniziativa che, oltre a far conoscere località facilmente raggiungibili in bicicletta, ha lo scopo di creare una “cultura del pedalare” e promuovere il “turismo lento”, una forma di turismo che non è solamente moda, ma anche e soprattutto una esigenza, nel rispetto del risparmio ecologico e del sano movimento, oltre che una bella opportunità per fare amicizia, perché lo slogan del Ciclo Assi Friuli è: “Chi pedala ha tanti amici!”.

La manifestazione si è svolta nel programma “Tavolo a pedali” del Comune di Udine ed è stata patrocinata anche dai Comuni di Tavagnacco, Pagnacco, Reana del Rojale e Tricesimo.

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In copertina, un gruppo  di pedalatori e all’interno i controlli prima della partenza a Tavagnacco e la sosta rigenerante al Parco Binutti.