Tarcento, il Festival dei Cuori al gran finale oggi a Gemona. L’assessore Anzil: offre un prezioso confronto d’identità

«Il “Festival dei Cuori” rappresenta una preziosa occasione di confronto fra identità, un’opportunità per avvicinarci a culture differenti. Valorizzare le proprie radici è importante, ma è altrettanto arricchente aprirsi alla conoscenza dell’altro. La cultura, in fondo, è proprio un confronto fra identità, capace di metterci in relazione con mondi vicini e lontani». Sono le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Cultura e Sport, Mario Anzil, che ieri a Tarcento, nel parco Vivanda, ha partecipato alla serata di gala della 54ma edizione del “Festival dei Cuori”, la storica manifestazione folcloristica che promuove la cultura della pace, della solidarietà e della tolleranza, organizzata dal gruppo folcloristico “Chino Ermacora” con il sostegno del Comune di Tarcento e della Regione Fvg.

L’assessore Anzil con i gruppi ospiti…

Nato nel 1965 grazie al compianto Vittorio Gritti, il Festival porta ogni anno in terra friulana centinaia di giovani danzatori e musicisti provenienti da tutti i continenti, con l’obiettivo di fare incontrare differenti culture, lingue, usi e tradizioni. I gruppi che hanno partecipato all’evento, che si conclude oggi con la grande serata di Gemona , sono giunti dall’Isola di Pasqua (Cile), Italia, Kenya, Martinica, Perù e Serbia.
Anzil ha apprezzato la serata definendola «un’occasione per compiere un viaggio nel tempo e nello spazio» e ha espresso un apprezzamento per l’impegno profuso dagli organizzatori che «da oltre 50 anni consentono alla comunità di poter godere di uno spettacolo entusiasmante e, nel contempo, di conoscere più da vicino culture diverse».

… e con danzerine del “Chino Ermacora”.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

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In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.

Domani grande festa a Cergneu che accoglie il nuovo arcivescovo di Udine

di Giuseppe Longo

Grande festa domani per la comunità cristiana di Cergneu. La frazione orientale di Nimis, infatti, è stata scelta dal nuovo arcivescovo metropolita di Udine per la prima visita in questo territorio della Forania pedemontana, istituita con la riforma voluta pochi anni fa dal suo predecessore e che mette insieme le collaborazioni pastorali di Gemona, Osoppo, Povoletto, Reana del Rojale, Tarcento e Tricesimo, oltre a quella di Nimis che fino a quel momento era titolare della storica Forania, come lo erano a loro volta Gemona, Tarcento e Tricesimo. Monsignor Riccardo Lamba presiederà la Messa, alle 11, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, dove sarà accolto dal parroco Marco Visintini. Cergneu avrà così il privilegio di ospitare, in appena un anno, i due titolari della Chiesa udinese che in questi primi mesi del 2024 si sono avvicendati. Alla fine di agosto dello scorso anno l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato – che poco dopo avrebbe, appunto, lasciato la Diocesi friulana per raggiunti limiti d’età – aveva presentato ufficialmente alla popolazione proprio monsignor Visintini, nella sua qualità di nuovo parroco. E ora è il primo paese nel Comune di Nimis a ricevere la visita del suo successore Riccardo Lamba, il presule che guida la Chiesa udinese dal 5 maggio scorso quando ha fatto ingresso ufficiale nel Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

Ricordiamo che monsignor Riccardo Lamba – come informa una nota biografica dell’Arcidiocesi di Udine – è nato a Caracas, in Venezuela, il 30 novembre 1956, da una famiglia di emigrati originari di Castellammare di Stabia, in Campania. Con la sua famiglia rientrò in Italia nel 1965: l’azienda in cui lavorava il padre, infatti, propose un incarico in un nuovo stabilimento che avrebbe aperto a Roma. Nella capitale Riccardo Lamba proseguì gli studi, conseguendo nel 1982 la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore; alla laurea seguì un anno di specializzazione. Ma oltre alla cura del corpo, il Signore stava chiamando quel giovane medico a una cura più profonda, quella dell’anima: così nel 1983 Riccardo Lamba entrò al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Al termine degli studi fu ordinato presbitero per la Diocesi di Roma: era il 6 maggio 1989. Successivamente conseguì il Baccalaureato in Teologia e la Licenza in Psicologia alla Pontificia Università Gregoriana nel 1991.
Il primo incarico di Lamba da giovane prete fu, dal 1989 al 1991, l’animazione vocazionale in qualità di assistente del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Successivamente iniziò per don Lamba un lungo ministero di assistente spirituale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che gli permise di vivere per nove anni accanto agli studenti dei corsi che lui stesso frequentò. Nel 2000 gli fu affidato il primo ministero di parroco, nella Capitale, al quale seguirono altri incarichi fino al 27 maggio 2022 quando Riccardo Lamba fu nominato vescovo ausiliare di Roma, ricevendo la consacrazione episcopale nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il 29 giugno successivo nella festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Capitale. A Roma monsignor Lamba è stato delegato per il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e responsabile dell’Ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”, come ama definirla Papa Francesco. Tutto fino al 23 febbraio scorso, quando il Pontefice lo ha nominato arcivescovo metropolita di Udine.
Un presule che arriva dunque da lontano. Infatti, risalendo agli arcivescovi che si sono succeduti sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato dagli anni della Seconda guerra mondiale, a parte il friulano-carnico Pietro Brollo, erano tutti veneti come Giuseppe Zaffonato, Alfredo Battisti e Andrea Bruno Mazzocato. Lombardo era invece Giuseppe Nogara a Udine dal 1928 al 1955. Un lunghissimo apostolato il suo, raggiunto soltanto da quello di monsignor Battisti, l’arcivescovo del terremoto e della rinascita del Friuli.

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In copertina, monsignor Riccardo Lamba; all’interno, il nuovo arcivescovo festeggiato a Udine il 5 maggio scorso e accolto dall’uscente Andrea Bruno Mazzocato sul sagrato della Cattedrale.

Culture furlane, a Tarcento la consegna alle scuole del Premio “Chino Ermacora”. E a Roma il ricordo di Adriano Degano

Nell’ambito della Setemane de culture furlane, oggi a Tarcento cerimonia di consegna del Premio “Chino Ermacora”. Appuntamento, pertanto, alle 17 al Teatro Margherita. L’evento è promosso da Società Filologica Friulana, Città di Tarcento, Ente Friuli nel Mondo e Ducato dei Vini Friulani. Insieme hanno istituito il Premio che ricordando la memoria dello scrittore friulano onora ogni anno i migliori progetti didattici delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado degli Istituti comprensivi del Friuli che si riferiscono a lingua, storia, ambiente, territorio, discipline didattiche, cultura e tradizioni del Friuli. Per quest’anno ecco i vincitori decretati dalla giuria: per loro diploma e una somma di denaro da utilizzare per attività scolastiche.
Scuola dell’infanzia. Primo premio ex aequo a “Divertîsi cu la nestre musiche” della Scuola dell’infanzia Tenente Silvano Sbrizzai di Paularo e “La leggenda dell’Orcolat” della Scuola dell’infanzia “Papa Giovanni XXIII” di Udine, parrocchia San Gottardo Vescovo.
Secondo classificato “Il vierut Liviut” della Scuola dell’infanzia La Marculine di Bertiolo (Istituto comprensivo Codroipo).
Scuola primaria. Primo premio ex aequo “Guida del Friuli: paesaggio, storie e leggende” della Scuola primaria Collegio della Provvidenza di Udine e “Barba Cosson” della Scuola primaria A. Molaro di Cervignano del Friuli (IC Cervignano del Friuli).
Secondo classificato “Il mus Pinocchio e l’âf” della Scuola primaria di Ciconicco (IC Fagagna). Terzo classificato “La Bernadie: une lûs par nô fruts” della Scuola primaria “O. Marinelli” di Tarcento (IC Tarcento).
Scuola secondaria di primo grado. Primo posto “Il tesaûr de mê tiere” della Scuola secondaria di primo grado Pellegrino da San Daniele di San Daniele del Friuli (IC San Daniele del Friuli).

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Proseguono, intanto, le manifestazioni della XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana, con oltre 200 appuntamenti, fino al 19 maggio.
Alle 16, Palazzo Mantica a Udine, sede della Filologica, e online su www.setemane.it, conferenza “Donne del vino della storia del Friuli”. Conferenza di Miriam Davide dal titolo Margini di azione delle donne nel Patriarcato di Aquileia nell’amministrazione delle proprietà e dei beni, nel campo degli investimenti e nella gestione delle locande e presentazione da parte di Elena Roppa, delegata per il Friuli Venezia Giulia delle Donne del Vino, con un excursus sull’associazione.
Alle 18 sempre a Palazzo Mantica e online “Timavo Natisone Isonzo – Fiumi, uomini e confini”. Tre fiumi che infrangono le frontiere del Friuli Venezia Giulia invitano a percorrere altrettanti itinerari alla scoperta delle regioni che attraversano. Percorrendo le loro sponde emergono storie di incontri, scambi e intrecci che dimostrano la reciproca influenza tra l’uomo e il fiume. La magia della natura si unisce alle testimonianze di vita sul fiume, in una voce corale che invita a cogliere un triplice messaggio di rispetto del mistero, di condivisione e di fratellanza tra i popoli. Elisabetta Feruglio (Saf) dialoga con l’autrice Cristina Noacco. Proiezione con letture tratte dal libro, con la partecipazione del fisarmonicista Liubomyr Bogoslavets.

Adriano Degano


A Udine, alle 18, alla Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” presentazione del progetto e inaugurazione mostra “Echi dal Cotonificio Archeologia industriale del Novecento”. I cotonifici, emblema del progresso industriale del Novecento, oggi in stato di abbandono o ristrutturati con diversa destinazione d’uso, costituiscono un baluardo della memoria della nostra gente e dell’operosità del nostro territorio: attraverso il processo artistico articolato nel progetto Echi dal Cotonificio rivivono nelle immagini della mostra fotografica dedicata. Nel corso dell’incontro verrà approfondito lo sviluppo della manifattura cotoniera in Friuli e verrà analizzata la terminologia tecnica utilizzata nella manifattura tessile. Intervengono Silvia Lorusso Del Linz e Silvia Corelli. Segue la lettura scenica Parole di cotone, scritta ed interpretata dall’attore Francesco Cevaro, che narra la vicenda dello storico Cotonificio udinese attraverso le tre generazioni di imprenditori che lo hanno guidato dalla sua fondazione – ad opera di un gruppo di capitalisti udinesi, tra i quali spicca Carlo Kechler – fino alla chiusura negli anni Settanta.
A Cividale due appuntamenti. Nell’aula magna dell’Istituto “Paolino d’Aquileia” stamane “Un secolo di istruzione agraria a Cividale”. Celebrazione dei cento anni di istruzione agraria a Cividale, iniziata nel 1924 con la “Scuola pratica di Agricoltura” e la sua “Colonia Agricola”. Dai primi Agenti rurali, con l’incessante evoluzione didattica e tecnologica, si è giunti al moderno Istituto attuale, specializzato in viticoltura. Intervengono Claudio Mattaloni, Attilio Vuga, Enos Costantini. Si presenta la pubblicazione dedicata all’evento. Alle 20 nell’ex convento di San Francesco “Il profumo della brina”. Memorie di un bambino nel Friuli degli anni ’70 Il libro di Franco Giordani, pubblicato dal Circolo Menocchio ed edito da Olmis di Osoppo, contiene 25 racconti brevi che narrano i ricordi vissuti dall’autore nella sua infanzia friulana trascorsa tra le montagne della Valcellina nei primi anni Settanta. Con contributi di Mauro Corona e Aldo Colonnello.
A Povoletto alle 20.30 nella Parrocchia di San Clemente, sala Amici della solidarietà, incontro “Ny-Ålesund, ai confins de civiltât”. Enrico Maiero racconterà la sua esperienza di vita nelle isole Svalbard con l’Associazione Mtb Friuli.
Spazio per un appuntamento anche a Roma, alle 18, nella Sala Conferenze UnAR – Unione Associazioni Regionali con il ricordo di Adriano Degano (1920-2014) nel decennale della scomparsa. Una conferenza promossa dal Fogolâr Furlan della Capitale per ricordare la figura di Adriano Degano, originario di Povoletto, nei suoi numerosi incarichi e il suo prestigioso operato. Introduce Francesco Pittoni, intervengono i presidenti di Ente Friuli nel Mondo e Società Filologica Friulana. In sua memoria inoltre sabato 18 maggio, decimo anniversario della scomparsa, sarà trasmesso alle ore 16 sul sito setemane.it il filmato “Genesi 29”.
A Budoia alle 18, nella sala conferenze di via Bianco, “De chi soto?”. Francesca Cancian presenta la pubblicazione frutto del lavoro svolto da Fabrizio Fucile, originario di Budoia, che ha condotto negli anni una ricerca sui cognomi e soprannomi della frazione di Santa Lucia. Il soprannome di famiglia è un elemento onomastico utilizzato per identificare diverse famiglie che portano lo stesso cognome e che vivono nella stessa zona, pur non facendo parte dello stesso nucleo familiare o non avendo comunque stretti rapporti di parentela. La ricerca di Fucile ridà storicità alla Comunità di Budoia, affinché l’utilizzo dei soprannomi rimanga alla memoria di tutti. Verrà illustrata anche la mappa interattiva di Santa Lucia di Budoia, uno strumento online a disposizione dei cittadini, che presenta i luoghi del passato, vissuti e frequentati dal 1600 fino ai giorni nostri.
A Cordenons alle 20.30 in sala consiliare al Centro culturale Moro “Uchì cun me, mio papà Toni Lunc”. Presentazione del libro di Anna Venerus edito dal Ciavedal è l’occasione per ripercorrere la Cordenons degli anni ’50 fino ai ’60 del Novecento attraverso le storie e le canzoni originali di Toni Lunc (Antonio Venerus) animatore di feste sia private sia di piazza, con scorribande sulle canzoni in voga in quegli anni eseguite dalla Filarmonica di Cordenons diretta dal maestro Giovanni Maniago. Conduttori e narratori sono Raffaele Cadamuro e Laura Brunetta.
A San Vito al Tagliamento, alle 20.45, nella chiesa di Santa Maria dei Battuti concerto “Viaggio nell’Ottocento friulano: fra sacro e classico”. Il “Quartetto d’archi Montico” nasce da un’idea del violinista Oscar Pauletto (di San Vito al Tagliamento come Domenico Montico) che assieme a Guido Freschi, Stefano Pagotto e Stefania Pellizzer propone un itinerario musicale nell’Ottocento del nobile di Cordovado Antonio Freschi, della scuola di Bazzini, e del prelato cividalese Jacopo Tomadini, a cui è intitolato il Conservatorio di Udine. Presenta il maestro David Giovanni Leonardi.
Per le escursioni con PassiParole alle 16.30 dall’area sosta “Belvedere” alla fine di via Partidor di San Leonardo Valcellina partenza della camminata “Storie del Cellina, le rogge del Quattrocento, da Ravedis a Partidor” che propone, in un quadro storico dal Quattrocento ad oggi, i dettagli dello sviluppo roggiale in sponda destra del torrente Cellina, la visita sulle opere (rovine e in esercizio), legati da una narrazione attenta alle vicende umane.
A Lucinico di Gorizia, alle 20.30 al centro civico, incontro “Il vestito di Lucinico”, promosso dal Gruppo folcloristico “Danzerini di Lucinico” per presentare la riedizione dell’abito storico dei primi dell’Ottocento rinvenuto a Lucinico. Intervengono Massimiliano Antonelli, Ines Macaro e Flavia Turel, autori dell’operazione, che illustrano gli aspetti storici e le fasi di realizzazione del “nuovo” abito.
A Romans d’Isonzo conferenza “Castellieri friulani – Romans, un possibile castelliere di pianura?” alle 20.30 al centro culturale di Casa Candussi-Pasiani. Nell’ambito delle “Conversazioni culturali” promosse dall’Associazione “I Scussons”, si propone un incontro con Susi Corazza, referente tecnico del Laboratorio di Preistoria e Protostoria del Dium – Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine.
Evento online su www.setemane.it alle 21 la conferenza “La vite e il vino nell’arte”. Nel corso dei secoli, la vite e il vino hanno ispirato molti artisti, che li hanno rappresentati in dipinti e in sculture in ogni loro aspetto: dalle immagini di vendemmia, ai momenti conviviali, ai richiami mitologici sacri e profani, ai ritratti e alle scene di genere. La conferenza di Maria Visintini, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Aquileiese, esplora alcune di queste opere. L’introduzione sarà dedicata al ricordo del giornalista Isi Benini (1924-1990) nel centenario della nascita.
Online anche il settimo appuntamento, dedicato a Martina Monfredo, con il progetto Altris Feminis – produzione Agherose: il 16 maggio alle 20.30 su www.setemane.it. Sempre online proseguono le proiezioni alle 15 su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Il 16 maggio spazio al Gruppo Folcloristico Pasian di Prato – Pasian di Prato; Gruppo Folcloristico “Stelutis di Udin” – Udine.

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In copertina, un ancora giovane Chino Ermacora in una vecchia immagine.

Nimis, grande ritorno di “Libero Sport” con la Bernadia vera protagonista. Ma ci sarà anche l’amata “Vignalonga”

(g.l.) Un grande ritorno per “Libero Sport Emozione e Natura” che dà appuntamento nel prossimo fine settimana a Nimis, con punto di riferimento il prato di Madonna delle Pianelle, lo stesso che a settembre accoglie la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne – dove la Bernadia è la vera protagonista! – organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale.
La manifestazione sportiva si articolerà in tre proposte, tutte molto invitanti: RandoBike Bernadia Trail Area, Cammina & Vola Bernadia e Vignalonga, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato per domenica prossima dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera. Sono previsti anche dei punti ristoro.


Le altre due proposte sportive sono invece programmate per la prima giornata, quella di sabato. Per quanto riguarda il RandoBike Bernadia Trail Area, si tratta di una manifestazione valida per il Trofeo Fedeltà Megaintersport. Il percorso si snoda sui sentieri riservati alla specialità cui sovrintende l’associazione Maglianera per un totale di ben 38 chilometri con circa 1200 metri di dislivello. La partecipazione è riservata ai tesserati Acsi, Fci e altri enti di promozione sportiva. La partenza avverrà dalle ore 9 e quindi comincerà l’avventura sulla invitante Bernadia – la montagna il cui territorio è diviso appunto tra i Comuni di Nimis e di Tarcento -; per ulteriori informazioni sul percorso, su modalità di partecipazione costi e iscrizioni ci si potrà rivolgere alla stessa Maglianera oppure a Id Chronos.
Cammina & Vola Bernadia è pure una manifestazione che ha quale punto di riferimento la tanto frequentata montagna, vero e proprio “paradiso” anche per gli sportivi che praticano il volo libero. Si tratta di un raduno non competitivo di parapendio specialità Hike e Fly. Gli organizzatori informano che si camminerà per raggiungere l’area di decollo a quota 730 metri – da dove si gode di un panorama impareggiabile sull’intero Friuli fino al mare – e poi via alla gara di precisione fino alla zona dell’atterraggio. Compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti voli in parapendio biposto, con iscrizioni sul sito www.vololiberofriuli.it (max 6-8 persone). Al termine del sabato sportivo ci sarà una serata con Piterpan 90210 con Marco Baxo e Lady Helen che promette un “tuffo nel passato”, vale a dire nel cuore degli anni 1990/2000 con la selezione dei brani dance pop più suonati di sempre.
Come detto, gli sportivi di Maglianera – che si distinguono sempre anche per l’encomiabile lavoro di pulizia e manutenzione dei sentieri boschivi – sono uno dei “motori” più importanti di «Libero Sport, la manifestazione – sottolineano – che ha visto per anni Nimis fulcro delle attività sportive della pedemontana udinese. Quest’anno rinasce in versione “test”, con 3 manifestazioni dedicate allo sport outdoor che qui regna sovrano. Noi di Maglianera, con la collaborazione degli amici di Asd Kicosys, abbiamo ideato la Bernadia Trail Area RandoBike, la prima edizione della randonnè fuoristrada Acsi nella Bernadia Trail Area». E al riguardo avvertono: «La Bernadia Trail Area è una manifestazione sportiva, non competitiva e di resistenza, che si svolge su un percorso obbligato da portarsi a termine in totale ed assoluta autonomia entro il termine massimo di 5 ore dalla partenza. I partecipanti dovranno considerarsi in “escursione individuale” e quindi in regime di totale auto-sufficienza, senza alcun supporto tecnico e senza alcun tipo di assistenza, nemmeno sanitaria da parte dell’Organizzazione. Le iscrizioni chiudono il 16 maggio, ma per pochi fortunati sarà possibile iscriversi anche il 18 maggio, il giorno della manifestazione, dalle 07.30 alle 8.45».
Della Bernadia Trail Area si occupa anche un ricco articolo con bellissime fotografie e grafici pubblicato sul numero 2 aprile-maggio del blog “Esplora & Ama Fvg” – che si apre con una stupenda panoramica sull’isoletta di Barbana nella Laguna di Grado – a firma di Massimiliamo Misdaris con introduzione di Lucia Braida, la responsabile del magazine. Una occasione che si è presentata in concomitanza della collaborazione che Maglianera ha assicurato per la stesura della guida del territorio di Tarcento da parte di Francesco Antonini – di cui avevamo riferito a suo tempo – e la realizzazione della mappa da distribuire fra gli esercenti della Trail Area. Un articolo che si può facilmente trovare «sul portale web della rivista, corredato dalle foto e dai QRCode che servono a vivere l’esperienza di visita del nostro territorio con notizie e approfondimenti mirati ed aggiornati. A voi il compito di “sfogliare” la rivista e farvi catturare dalle bellezze naturali presenti nel territorio e venire a visitarle utilizzando, perché no, l’applicazione Mowibike». E, allora, buon “Libero Sport” a tutti!

 

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In copertina, il panorama su Nimis e il Friuli che si gode praticando la Bernadia in bici; all’interno, una bella immagine della montagna paradiso di bikers e deltaplanisti e la Vignalonga sulle colline del dolce Ramandolo in una delle prime edizioni.

Un affascinante viaggio nelle leggende friulane con il libro di Paron a Tarcento

Uno splendido viaggio tra le leggende friulane è quanto propone il libro “Diaulibus Andaribus… e altri racconti” (Collana Le vie dell’Anello), di Paolo Paron, che sarà presentato questo pomeriggio a Tarcento, nella sede della Biblioteca civica Pierluigi Cappello, durante un incontro che si terrà alle 18. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine. Alcuni passi del libro saranno letti da Stefania Vidoni.

Grande festa di friulanità oggi a Tarcento anticipata dal ricordo di monsignor Corgnali alla serata dedicata agli indimenticabili Meni Ucel, Lelo e Il Pup

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Grande giornata di friulanità oggi a Tarcento che ospita la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Una manifestazione che, dopo la Messa solenne in “marilenghe” nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, avrà il suo culmine nella cerimonia civile che seguirà al Teatro Margherita. E nella bella sala di viale Marinelli la Fieste odierna ha avuto un prologo, bello e sentito, proprio la sera del 3 aprile, quando ricorreva l’anniversario della nascita dello Stato patriarcale avvenuta nel lontano 1077. Sul palco una gigantografia di tre grandi della cultura friulana del Novecento, vale a dire Otmar Muzzolini, Aurelio Cantoni e Riedo Puppo, rievocati da Dino Persello con uno spettacolo riuscitissimo dal titolo significativo “Il trio nus vuardi” dedicato, appunto, a “Meni Ucel”, “Lelo Cjanton” e “Il Pup”.

Parla il sindaco Steccati.

I Petris

Ma prima di loro, Persello e I Petris – tutti brillanti come sempre e compensati da calorosi applausi – hanno reso omaggio a monsignor Duilio Corgnali, l’arciprete di Tarcento mancato lo scorso gennaio in seguito a una malattia rivelatasi ben presto senza speranze. Il prete-giornalista, direttore per tanti anni de La Vita Cattolica, era infatti noto per il suo impegno a favore della salvaguardia della lingua, della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli. Un impegno che manifestava quotidianamente e ogni settimana con la sua arguta rubrica, appunto in friulano, proprio sul periodico diocesano. Una pagina che ha curato anche dopo aver lasciato la direzione dello storico foglio della Chiesa udinese e fino a quando le forze glielo hanno consentito. Sul palco con Dino Persello – che ha raccontato anche un curioso aneddoto ricordando l’amico sacerdote – anche il sindaco Mauro Steccati, che ha avuto parole di riconoscenza per quanto don Duilio ha fatto per la comunità tarcentina durante il suo lungo apostolato. In sottofondo, le note di “Stelutis alpinis”, l’intramontabile canzone di Arturo Zardini alla quale monsignor Corgnali era molto affezionato.
Quindi via all’omaggio ai tre personaggi-pilastri della friulanità, con appropriate rievocazioni che hanno visto risuonare nella sala teatrale anche le voci degli stessi intellettuali commemorati che vennero registrate, all’inizio degli anni Sessanta, nella vicina Billerio – il paese natale di Muzzolini – durante una festa friulana che ebbe l’onore di essere la prima in Friuli, anticipando la stessa “Fieste de Patrie dal Friûl” che oggi rende protagonista Tarcento in una manifestazione che, grazie al tanto atteso ritorno del bel tempo, sarà sicuramente indimenticabile.

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In copertina, Dino Persello mentre ricorda monsignor Duilio Corgnali a Tarcento.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, Tarcento è pronta ad accogliere la giornata dedicata al ricordo dello Stato patriarcale

Sarà Tarcento a ospitare, il 7 aprile, la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, con cui si celebreranno i 947 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. Il ricco programma della festa – organizzata quest’anno da Comune di Tarcento, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è stato presentato ieri nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presenza dell’assessore alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso.

Gli intervenuti alla presentazione.

LA BANDIERA NELLO SPAZIO – La presentazione della Fieste nella “Perla del Friuli” è stata anche l’occasione per lanciare il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, “YouPalTubo”, La bandiere furlane tal spazi in cui si racconta l’incredibile storia dell’astronauta di origini friulane Gregory Thomas Linteris, che ha portato la bandiera del Friuli nello Spazio. Linteris, oggi ingegnere meccanico all’Istituto per gli standard e la tecnologia degli Stati Uniti, informato dell’iniziativa, ha accettato di intervenire alla presentazione inviando un video in cui ha raccontato di come, nel 1997, è riuscito a portare in orbita sullo Shuttle l’aquila friulana, sottolineando il suo grande legame col Friuli.

LA REGIONE FVG – «Sono particolarmente soddisfatto – ha sottolineato l’assessore Pierpaolo Roberti, ringraziando l’Arlef per l’importante lavoro che sta svolgendo -. La Regione ha investito molto in questi ultimi anni nella promozione della lingua friulana e per il rafforzamento dell’identità friulana lungo tutto l’arco dell’anno: oggi veniamo a premiati anche dal territorio che ha scelto di portare avanti numerose iniziative di valorizzazione proprio in concomitanza con la nascita dello Stato Patriarcale, il 3 aprile del 1077. Sono 70 i Comuni del Friuli Venezia Giulia che ospiteranno gli eventi calendarizzati per il 2024 con ben 122 appuntamenti. Un’edizione da record, quindi, che si preannuncia già molto partecipata e apprezzata. Se il Friuli Venezia Giulia è una ragione così ricca e poliedrica dal punto di vista culturale e delle tradizioni – ha proseguito – lo è anche grazie alle sue peculiarità linguistiche, partendo dal friulano per arrivare fino allo sloveno e al tedesco». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è soffermato anche sull’importanza di mantenere l’asticella alta sulla qualità: «Solo due anni fa abbiamo presentato con l’Arlef il nuovo canale YouTube dedicato ai giovani e alla lingua friulana. Oggi quel canale ha raggiunto quasi 2 milioni di visualizzazioni, raggiungendo e unendo friulani che risiedono non solamente nella nostra regione, ma anche nel resto del mondo. Un canale che parla alle nuove generazioni, nella loro lingua madre e attraverso la loro modalità di espressione: un ulteriore successo, un passo avanti importante per il rafforzamento della nostra identità con uno sguardo imprescindibile al futuro».

L’ARLEF – Ringraziando tutti i presenti il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha sottolineato come quest’anno «il cuore delle celebrazioni per i 947 anni dalla nascita della Patria del Friuli sarà proprio Tarcento, uno dei luoghi simbolo dell’identità friulana, avendo dato natali al geniale Chino Ermacora e avendo abbracciato la lodevole attività di don Duilio Corgnali: saranno in molti a celebrare assieme a noi i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce pienamente». Cisilino ha inoltre ricordato, con soddisfazione la varietà di eventi in programma in tutto il Friuli: «Superare quota 100 eventi collaterali è un grande successo e testimonia il forte interesse delle amministrazioni comunali, con le associazioni, verso la cultura friulana celebrata nella Fieste. Si tratta di un dato significativo, tanto quanto il fatto che siano omogeneamente distribuiti su tutto il territorio friulano, sia nella nostra Regione che in Veneto, dove i Comuni del mandamento di Portogruaro hanno impreziosito il calendario con interessanti attività. Elemento altrettanto indicativo è che tutti questi eventi sono connotati da una grande freschezza e da uno sguardo rivolto verso il futuro. Ciò è ben percepibile nella tipologia delle iniziative, spesso attente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva delle nuove generazioni».

L’ISTITUT LADIN FURLAN – «Siamo onorati e orgogliosi di ospitare a Tarcento questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Anche la nostra “Perla del Friuli” sarà finalmente, per un giorno, la capitale del Friuli, accogliendo, il prossimo sette aprile, il popolo friulano per ricordare i 947 anni dalla nascita della Patria nei cui principi e valori anche la nostra comunità si riconosce tutt’oggi», ha ricordato il sindaco Steccati. Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha ricordato, invece, che «assistiamo a un recupero delle relazioni tra le minoranze linguistiche friulana, slovena e tedesca, che stanno lavorando assieme e facendo squadra. Ritengo che questo sia un dato significativo e da sottolineare proprio in questo frangente di celebrazioni. Una nota sicuramente positiva, a fronte di altre che lo sono meno. Come la mancata approvazione del messale romano in una lingua friulana. Ma anche il molto lavoro, ancora da fare, nelle scuole e all’Università, luoghi deputati a insegnare la nostra storia ai giovani. Senza ciò le ragazze e i ragazzi non sapranno mai il ruolo che abbiamo avuto e abbiamo in Europa, sia dal punto di vista politico che religioso».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Le celebrazioni partiranno da piazza Libertà, alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti e il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, che per l’occasione sarà accompagnato dalla Banda musicale ex alpini di Coia. Alle 9.45 il corteo si muoverà verso il Duomo (attraverso via Roma) dove alle 10 avrà inizio la Messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli e con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La funzione sarà accompagnata dal Coro San Pietro Apostolo di Tarcento. Proprio dalle 10 andrà in onda lo speciale “Fieste de Patrie” su Telefriuli (canale 11) che trasmetterà in diretta la liturgia e, a seguire, la cerimonia civile nella trasmissione “Il campanile della domenica”. Terminato il rito, alle 11, in piazza Roma, ci sarà l’esibizione del gruppo folcloristico “Chino Ermacora”. Alle 11.30, in sala Margherita (viale Olinto Marinelli), prenderanno avvio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli e data lettura della Bolla imperiale. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Capriva del Friuli) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità partecipanti. Nel pomeriggio, dalle 15.30, palazzo Frangipane si aprirà agli itinerari culturali: sono previste le visite guidate alla mostra e laboratorio permanente dei Mascarârs; al Museo del Gruppo Folcloristico “Chino Ermacora”; alla Mostra “Universo Donna”, del Circolo Fotografico Grandangolo. Chi vorrà pranzare a Tarcento, potrà farlo con menu a prezzo concordato e previa prenotazione, al Ristorante “Costantini” (a Collalto, 0432.792372), alla pizzeria ristorante “Al Sole 2” (a Tarcento, 0432.785056), e al ristorante pizzeria “Al Tarcentino” (a Tarcento, 0432.785354).

Steccati e Persello ricordano  don Corgnali.

GLI EVENTI COLLATERALI – Ad anticipare le celebrazioni del 7 aprile, il Comune di Tarcento ha programmato una serie di eventi collaterali. Ieri, nella sala Diamante di Palazzo Frangipane, si è tenuto l’interessante convegno “Fantats, infants e zovinutis. Teatro per nuove generazioni e lingue minorizzate”, organizzato in collaborazione con Teatri Stabil Furlan. Mentre, in serata, nella sala Margherita, è andato in scena con grande successo lo spettacolo teatrale e musicale di e con Dino Persello: “Il trio nus vuardi”, dedicato a Otmar Muzzolini (“Meni Ucel”), Aurelio Cantoni (“Lelo Cjanton”) e Riedo Puppo (“Il Pup”). La serata è cominciata con un omaggio a monsignor Duilio Corgnali, mancato nello scorso gennaio, che molto si impegnò per la difesa e la valorizzazione della linga friulana, della cultura, della storia e delle tradizioni di questa terra. Domani, alle 11, l’auditorium della scuola primaria “Olinto Marinelli” ospiterà un incontro con gli allievi delle classi quarte, a cura dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, con la presentazione del fumetto “3 di Avrîl 1077”. Sempre domani, alle 18, alla Biblioteca Civica “Pierluigi Cappello” è invece in programma la presentazione del libro “Quando le montagne si colorano di rosso”, di Stefania P. Nosnan.

Come ogni anno, la celebrazione della Festa della Patria del Friuli sarà arricchita, su tutto il territorio friulano, da un nutrito calendario di eventi culturali collaterali, quali spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, etc. Saranno più di cento gli eventi promossi da oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’Arlef in attuazione alla Legge n. 6/2015.

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In copertina, uno scorcio di Tarcento che accoglierà la grande manifestazione.

Dino Persello sul palco col “Trio nus vuardi” (Meni Ucèl, Lelo e Il Pup) domani sera per la Patrie dal Friûl a Tarcento

«Dio nus vuardi dai Predis ca si ocupin di afârs… lu fasin cun dute la lôr… fede!». Parola di Riedo Puppo, uno del “Trio nus vuardi”, il lavoro teatral-musicale che verrà presentato domani – “Fieste de Patrie dal Friûl”- alle ore 20.30 al Teatro Margherita di Tarcento. Appuntamento voluto dall’amministrazione comunale nell’ambito delle celebrazioni della ricorrenza del 3 aprile, che vede quest’anno proprio nella “Perla del Friuli” la Comunità di riferimento.

Aurelio Cantoni, Otmar Muzzolini e Riedo Puppo.

Alcuni mesi fa era stata la Pro Billerio ad incaricare lo scrittore, attore e regista teatrale Dino Persello per la costruzione di questa importante rappresentazione e la “prima” si era tenuta proprio nello stesso paese in quella storica sala teatrale della Pro Loco, dove sessant’anni prima si erano esibiti i tre protagonisti del “Trio nus vuardi”. E cioè Otmar Muzzolini (“Meni Ucèl”) di Magnano in Riviera, Aurelio Cantoni (“Lelo”) di Udine e Riedo Puppo (“Il Pup”) di Martignacco, per Persello appunto “Il Trio nus vuardi” del nostro ‘900 letterario. Tre artisti all’avanguardia che con le loro innumerevoli opere trasmettono ancora oggi messaggi di pregiata attualità e, che secondo lo stesso autore sandanielese, è un dovere non dimenticare.
«Profondo osservatore “Lelo” – sottolinea Dino Persello -, che ha “radiografato” il Friuli e i Friulani con grande sensibilità e insuperabili sfumature… “I sin in Friûl a vivi, dulâ che lis cretis e scoltin le vôs de marine clare e lontane…”. Stile elengantissimo e acuto per “Riedo”, che ha scritto tanto in merito a usanze e costumi della nostra terra. Enorme e grandiosa satira, ironia, autoironia e saggezza per “Meni”».
La rappresentazione accompagnata dai violini e dalle fisarmoniche de “I Petris” si annuncia originale, con notevoli riflessioni e sorprese, che ci arriveranno anche dalla viva voce degli stessi protagonisti – Otmar Muzzolini (1908-1987), Aurelio Cantoni (1922-2009), Riedo Puppo (1920-2002) -, grazie alle registrazioni audio conservate nel prezioso archivio della Pro Billerio, associazione che ha da sempre riservato al settore culturale una ragguardevole attenzione. «A proposito del fatto che “Lelo” e “Riedo” venivano frequentemente premiati e citati sui media a differenza di “Meni”, quest’ultimo – racconta infine Dino Persello -, a fronte delle rimostranze della bella ed elegante moglie, così si giustificava: “Licia, par plasè, no sta rabiati, jo i fâs e chei doi la, si dan da fâ!”. Erano e lo saranno, per sempre, grandi amici!», conclude il regista e autore dello spettacolo che invita tutti appunto domani sera, alle 20.30, a Tarcento, la cittadina scelta, quest’anno, come palcoscenico della “Fieste de Patrie dal Friûl.

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In copertina, Dino Persello regista e autore dello spettacolo di domani sera a Tarcento.

Anche l’Aclif interverrà a Tarcento per la “Patrie dal Friûl”: l’invito a esporre il 3 aprile la bandiera con l’aquila patriarcale

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana invita a esporre la bandiera della Patria del Friuli in occasione del 3 aprile, giornata in cui ricorre la Fieste de Patrie dal Friûl. Non solo: quest’anno l’Aclif sarà anche tra i protagonisti dell’evento ufficiale per la Fieste organizzato dall’Arlef a Tarcento il 7 aprile assieme all’amministrazione comunale. L’Assemblea avrà un suo punto informativo in cui racconterà i suoi progetti e obiettivi.

Daniele Sergon


«Siamo una realtà – spiega il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco del Comune di Capriva del Friuli – che racchiude 145 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del vicino Veneto, nell’area del Friuli storico, dove è consuetudine parlare friulano. Da questa prospettiva interregionale invitiamo amministrazioni comunali e cittadini a esporre la bandiera con l’aquila patriarcale: un modo per ricordare il giorno del 3 aprile che nel 1077 vide la costituzione dello Stato del Patriarcato del Friuli e per omaggiare l’identità friulana che da allora è ancora viva nei nostri territori. Ma attenzione, non diamola mai per scontata: le lingue, per continuare a vivere, vanno coltivate. Da qui l’impegno dell’Aclif tutti i giorni dell’anno per promuovere e valorizzare l’utilizzo della lingua friulana non solo in ambito familiare ma anche istituzionale. Confidiamo presto di poter andare a Roma per incontrare, rappresentando 145 Comuni friulanofoni, il Governo ed esporre le nostre proposte riguardanti la presenza in Rai di programmi in lingua friulana: programmazione che va aumentata non solo per quanto riguarda l’intrattenimento e l’approfondimento ma anche l’informazione. Le emittenti private lo fanno già da tempo; ma ora il momento è maturo per un tg in friulano anche sulla rete istituzionale».