A Nimis un Carnevale tutto da ricordare: con il ritorno dei carri allegorici la sfilata nata all’indomani del terremoto ritrova finalmente lo smalto degli anni migliori

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Evviva, il Carnevale di Nimis ritorna ai suoi vecchi splendori!», avevano commentato con entusiasmo i social, a metà gennaio, quando la Pro Nimis ha annunciato, nell’ambito del ricco programma del Carnevale 2026, il tanto atteso ritorno dei carri allegorici. E così quel felice auspicio si è tramutato in realtà, anche grazie alle ottime condizioni meteo che, a parte sabato scorso – il maltempo non ha, però, ostacolato l’apprezzatissimo “Trenino del Gusto” -, ha regalato giornate bellissime, da inizio primavera, che, non solo hanno facilitato la complessa organizzazione, ma hanno richiamato, specialmente alla sfilata di domenica pomeriggio, migliaia di persone. Ma anche ieri, ultimo giorno di festeggiamenti – ricorrendo quello che, secondo la tradizione friulana, è noto come “Carnevalon” -, la serata sotto l’ampio tendone allestito in piazza 29 Settembre è stata meta sempre di un pubblico foltissimo e di tante maschere, singole o a gruppi, che hanno ancora una volta messo in mostra fantasia, creatività e tanta voglia di divertirsi in quello che, da sempre, è conosciuto come il periodo più allegro dell’anno. E che nel Comune di Nimis era cominciato il 5 gennaio, vigilia epifanica, con la liberazione del Pust di Cergneu che ora, con l’inizio della Quaresima – oggi si celebra il Mercoledì delle Ceneri – torna nel triste “Cantun” fino al suo nuovo “risveglio” agli albori del 2027.


Tantissima gente pure ieri sera, anche per la molto attesa estrazione della lotteria e dei suoi meravigliosi premi, primo dei quali la Fiat Panda esposta sul sagrato del Duomo dalla festa dell’Immacolata. Grande trepidazione per quei numeri che alcuni bambini prelevavano dal cestello rotante consegnandoli al bravo Luigi Bertolla che li annunciava. Prima di dare al via alla alla cerimonia della “dea bendata” il sindaco Fabrizio Mattiuzza ha portato il saluto del Comune di Nimis ai partecipanti alla serata conclusiva di questo Carnevale 2026 che, nato all’indomani del terremoto di mezzo secolo fa, ha appunto ritrovato lo smalto di un tempo, qualificandosi come la principale manifestazione del paese pedemontano tanto da meritare d’essere sempre più sostenuta e incoraggiata. La Pro Loco guidata da Mario Srebotuyak, con i suoi bravissimi collaboratori, si è spesa infatti al massimo, fruendo prima di tutto del pieno appoggio della civica amministrazione, soprattutto attraverso il giovane assessore Davide Michelizza.
Ma il clou di “Carnevâl a Nimis” è stato, come si diceva, domenica pomeriggio, quando si è snodato per le vie del paese quel magnifico “serpentone”, pieno di colori e allegria, con ben diciassette tra carri allegorici e gruppi. Come già riferito attraverso i social, la qualificata giuria – che si è onorata della presenza anche del consigliere regionale Edy Morandini – ha premiato il mega-carro di Pravisdomini – quello proveniente da più lontano, ai confini con il Veneto -, dal titolo “L’altro mondo” per la coreografia, mentre il premio fantasia è andato al carro di Buja “Il tempo” e quello per la tradizione a quello di Borgo Cecchin “El camarin dal nono” con l’attribuzione del “Tomat”, la caratteristica maschera lignea del Tarcentino. Il premio per la satira è stato assegnato, invece, al folto gruppo dei generosi volontari di Ora Nimis – prezioso il loro lavoro a favore dei bambini durante le vacanze estive – che ha presentato “I manifestanti”. Un premio è andato, inoltre, al gruppo sloveno “I Kurenti di Ptuj”. Quattro, infatti, le compagnie arrivate da oltreconfine: dalla vicina repubblica anche il gruppo Harije, mentre dalla più lontana Croazia hanno sfilato “I batteristi Carolosboom” e i simpatici “Izvor”.

Ottima, poi, la rappresentanza interna che, oltre al carro di Cergneu “Nostalgia 90” e al gruppo della piccola Vallemontana “I minions”, ha presentato l’allegra combriccola “Contaden cjoc”, il “Castrum Nem-Afs” della classe Terza A della scuola elementare, e “Gnomi e funghi” dell’asilo e del nido parrocchiali “Monsignor Beniamino Alessio”. Una festa di bambini in maschera è scesa anche dalla montagna con “La magia di Taipana”. E per quanto riguarda ancora la partecipazione locale va citata quella di Maglia Nera, la benemerita associazione di bikers guidata da Massimiliano Misdaris che si premura di garantire la percorribilità dei sentieri nel comprensorio del monte Bernadia e non solo. Il suo titolo: “Bik(e)ings”. Ma il lungo corteo mascherato – aperto dalle effervescenti note della Banda di Cassacco e presentato dalle appropriate descrizioni di Antonella Bozzato – ha visto molto applauditi anche i grandi e sontuosi carri di Treppo Piccolo “Lotta tra la Fenice e la Morte” e di Treppo Grande “Le meraviglie di Venezia”, oltre alla sempre scanzonata Banda degli Splumats.
«La sfilata – ha commentato il sindaco Mattiuzza – è stata un vero successo, risultato tutt’altro che scontato se si considera la complessità organizzativa di un evento che richiede grande attenzione anche sotto il profilo della viabilità e della sicurezza. Un sentito ringraziamento va alla Pro Loco del Comune di Nimis, agli uffici comunali, in particolare all’ufficio di polizia locale e all’operatore comunale, alle associazioni coinvolte, alle forze dell’ordine, e a tutti i volontari che con passione, competenza e generosità rendono possibili questi preziosi momenti di comunità. Sono davvero orgoglioso della riuscita della manifestazione: la straordinaria partecipazione della nostra comunità è stata la vera forza di questa bellissima giornata». E ha aggiunto: «Nimis oggi si è riempita di colori, musica e partecipazione: la sfilata di Carnevale ha richiamato un pubblico numeroso e festoso, restituendo al nostro paese il clima di un Carnevale atteso e profondamente sentito dalla comunità». Insomma, un grande successo, quello che mancava da diversi anni – l’ultima sfilata con i carri allegorici era stata nel 2017 – e che le limitazioni imposte dalla triste esperienza pandemica avevano ulteriormente impedito. Nimis è dunque ripartita alla grande, tra generali apprezzamenti: un risultato esaltante che aiuterà a fare ancora meglio fin dalla prossima edizione. E così Nimis sarà sempre più “il paese del Carnevale”, ponendosi tra le mete più gettonate del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno, la fine (Pravisdomini) e l’inizio della mascherata in piazza 29 Settembre e in via Matteotti, ancora una piccola parte della folla che ha applaudito la sfilata, il saluto del sindaco Fabrizio Mattiuzza ieri sera, ultimo di Carnevale, presente un foltissimo pubblico sotto il tendone; la presentatrice Antonella Bozzato, il “Tomat” e gli altri premi.

(Tutte le foto di carri, gruppi e relative premiazioni si possono rivedere sui post Facebook)

Festa grande oggi a Monteaperta per l’ingresso di monsignor Marco Visintini nuovo parroco dell’alta val Cornappo

(g.l.) Grande festa nella quarta domenica di Avvento a Monteaperta. Questa mattina la bellissima frazione di Taipana, adagiata sulle pendici del Gran Monte, accoglierà infatti il nuovo parroco, monsignor Marco Visintini, già titolare delle comunità cristiane di Cergneu, Monteprato e Vallemontana, nel Comune di Nimis. A presentarlo al suo nuovo gregge, del quale fanno parte anche i piccoli paesi di Cornappo e Debellis, sarà l’arcivescovo Riccardo Lamba che, alle 11, presiederà la Messa solenne per l’ingresso ufficiale di don Marco. Il quale la scorsa estate era stato invece accolto nella Parrocchia di Taipana capoluogo, cui fanno capo anche le frazioni orientali. Originario di Tricesimo (cittadina della quale è stato anche arciprete), per il sacerdote settantenne, che vive nella canonica di Nimis, ora si aggiunge dunque anche la responsabilità spirituale dell’alta valle del Cornappo. La sua gente gli si stringerà attorno dandogli un caloroso benvenuto fra tanti auguri per il suo nuovo apostolato.

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In copertina, monsignor Marco Visintini con l’arcivescovo Riccardo Lamba a Cergneu; qui sopra, al suo ingresso a Taipana, accolto dal sindaco Alan Cecutti.

Monsignor Visintini parroco di Cergneu assumerà presto anche la responsabilità delle comunità di Taipana e Monteaperta

(g.l.) Risiede a Nimis il nuovo parroco di Taipana e Monteaperta. Monsignor Marco Visintini, originario di Tricesimo (dove è nato nel 1955 e dove è stato anche arciprete), ha infatti appena ricevuto la nomina da parte dell’arcivescovo di Udine. Nel contempo, il sacerdote resta parroco di Cergneu (assieme a Monteprato e Vallemontana), comunità che si appresta a celebrare il patrono San Giacomo, la cui Messa solenne sarà presieduta venerdì prossimo, alle 19, proprio da monsignor Riccardo Lamba.
Una nuova importante responsabilità, dunque, per don Marco in quella Chiesa dell’alta valle del Cornappo che fu per lunghi anni guidata dall’indimenticabile Mario Totis, anche se va detto che, in via ufficiosa, da parecchio tempo si occupa delle due località montane. Della nomina ha dato notizia stamane l’Arcidiocesi di Udine, riferendo anche di altri importanti incarichi come quello nella citata comunità di Tricesimo, il cui arciprete Dino Bressan è prossimo alla partenza in quanto era stato investito nelle scorse settimane del prestigioso ruolo di vicario generale dell’arcivescovo: al suo posto arriverà don Nicola Degano (che si occuperà anche di Ara e Fraelacco). Don Bressan, in seguito al suo inserimento in Curia, lascerà anche la guida della Forania della Pedemontana che, dopo la riforma promossa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito anche la storica Forania di Nimis.

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In copertina, monsignor Marco Visintini nuovo parroco di Taipana e Monteaperta.

A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

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In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.

 

Torre-Natisone, domenica a Prossenicco alla scoperta delle cascate della Cukula

Domenica 30 luglio si andrà alla scoperta delle cascate della Cukula sui sentieri di Prossenicco con il progetto I Sentieri delle Pro Loco, le escursioni guidate organizzate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža che stanno portando appassionati, turisti ed escursionisti alla scoperta delle Valli del Torre e del Natisone per tutta l’estate. È infatti in programma per fine mese l’escursione sui sentieri di Prossenicco per scoprire tradizioni ed angoli nascosti di un territorio unico. Ad accompagnare gli escursionisti le guide di Wild Routes.
Sarà l’occasione per esplorare i dintorni della frazione di Taipana e l’Alta Valle del neonato Natisone, raggiungendo luoghi poco conosciuti e spettacolari per la loro wilderness. La stretta valle del Rio Namlen permetterà agli escursionisti di raggiungere delle inattese cascate. Qui l’acqua scavalca poderosi banconi rocciosi che raccontano la storia geologica di queste terre orientali.
Al termine dell’escursione sarà possibile riprendere le forze assaporando i prodotti locali al ristoro organizzato dalla Pro Loco Amici di Prossenicco. Il percorso ha una difficoltà media con 8 km per 300 metri di dislivello, adatto a bambini dagli 8 anni in su. Si raccomanda come equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking da poter bagnare durante i guadi, giacca a vento, acqua, snack, bastoncini da trekking obbligatori. La durata dell’escursione è di circa 4 ore. Il ritrovo è fissato alle ore 8.30 a Prossenicco di Taipana, presso l’Osteria “Al Centro” con partenza alle 9.

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In copertina, una suggestiva immagine delle cascate della Cukula a Prossenicco.

 

Vicino/lontano mont, un’anteprima a Udine nel parco di Sant’Osvaldo

Torna questa estate vicino/lontano mont, la rassegna itinerante di vicino/lontano dedicata alla montagna. La terza edizione, sempre curata da Claudio Pellizzari, prenderà il via il 19 luglio a Udine e si concluderà sabato 23 settembre a Dordolla. Toccherà diverse località della montagna friulana – tra cui Tolmezzo, Villa di Verzegnis, Paluzza, Raveo, Taipana, Venzone, Tualis, Cave del Predil e Ovaro – dove saranno proposti, anche in collaborazione con alcuni partner, momenti di riflessione e intrattenimento, nelle forme e nei linguaggi più diversi, sui temi della montagna e delle sue genti. Sono previsti, tra l’altro, percorsi di ricognizione dei luoghi, passeggiate guidate e performance musicali e di spettacolo all’aperto, a beneficio di residenti e visitatori.
Un’importante anteprima, in forma di convegno, è in programma domani, 30 giugno, alle 16 alla Comunità Nove, al Parco di Sant’Osvaldo a Udine, nell’ambito della “Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo”. “I margini al centro. Confronto sulle povertà educative” è l’argomento che vede il confronto tra il sociologo Giovanni Carrosio e Andrea Morniroli del Forum Disuguaglianze Diversità, con la partecipazione di Federico Angelo Pirone, assessore alla Cultura, Istruzione e Università della Città di Udine. L’istanza nasce dall’esame delle criticità e delle esperienze di innovazione sociale delle aree interne del Paese e incontra il tema delle marginalità urbane. «I luoghi ai margini, le aree interne e periferiche – spiega Giovanni Carrosio – sono spazi di critica e di sperimentazione sociale, dove avanzano altri modelli di sviluppo: rappresentano dei laboratori capaci di produrre soluzioni e di contaminare, innovandoli, gli altri contesti territoriali».
L’incontro, introdotto da Claudio Pellizzari, curatore di vicino/lontano mont, e coordinato da Paolo Felice, presidente di Legacoopsociali Fvg, prende spunto dal libro di Giovanni Carrosio I margini al centro. L’Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione (Donzelli 2019), per creare un’occasione di confronto sul tema delle povertà educative e aprire un dialogo tra montagna e città. Realizzato in collaborazione con Legacoopsociali Fvg, Comunità Nove, Coop sociale Itaca, Innovalp, è costruito per favorire la partecipazione attiva di insegnanti, educatori e operatori del sociale che sono invitati a partecipare per condividere esperienze e progetti di sviluppo locali.

Ingresso libero. Informazioni: www.vicinolontano.it

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In copertina e all’interno due immagini della Comunità Nove di Sant’Osvaldo a Udine.

Il Friuli in bici domani sera a Nimis con il libro dei fratelli Vidi e il video di Misdaris

Proseguono le interessanti serate organizzate dalla Biblioteca Comunale di Nimis denominate “Giovedì? Libri!!” e questa volta tocca a Daniele e Manuele Vidi intervenire per presentare la loro seconda opera. L’appuntamento è fissato per domani, 29 settembre, alle ore 20.30, nella sede di via Giacomo Matteotti (ex scuole elementari).
Dopo “Andar per castelli in Friuli”, i fratelli friulani hanno infatti deciso di continuare l’esplorazione della nostra regione e hanno raccolto in 20 itinerari cicloturistici ben 900 chilometri di percorsi che hanno impresso nel libro “Veni Vidi… Friuli in bici”.

Massimiliano Misdaris…

… e il territorio di Nimis.


La serata in cui presenteranno il libro sarà introdotta dalla personale visione di uno degli itinerari attraverso un video realizzato da Massimiliano Misdaris (Asd Maglianera), il quale ha provato il percorso che da Nimis conduce a Campo di Bonis, sopra Taipana, con una delle e-bike di Cristian di Bionic Bike di Povoletto.
«Se siete interessati e avete voglia di approfondire – è al riguardo l’invito di Misdaris -, siete i benvenuti giovedì 29, alle 20.30, alla Biblioteca di Nimis, presso le ex scuole elementari, per una serata dedicata allo sport outdoor che, dulcis in fundo, si concluderà con una degustazione dei prodotti di Tenuta Vallombrosa & Le Rubide».

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In copertina, la bella immagine con cui si presenta il libro cicloturistico dei fratelli Daniele e Manuele Vidi.

Valli del Natisone e del Torre: la Regione annuncia migliorie per 300 mila euro

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato, su proposta dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali e della Montagna, Stefano Zannier, lo schema di protocollo di intesa relativo a interventi per razionalizzare e migliorare i servizi a favore della popolazione montana.
Si tratta, come riferisce Arc, di misure a favore degli ambiti delle Valli del Natisone e del Torre riferite alla legge regionale 20 del 2015 per lo sviluppo delle aree interne e che per il 2022 possono contare su 300mila euro di cui 200mila per spese correnti e 100mila in conto capitale. Accogliendo le indicazioni trasmesse dal Comune di San Pietro al Natisone, capofila dell’ambito territoriale, la Giunta Fedriga ha previsto in questa sesta integrazione del Protocollo la distribuzione delle risorse in ragione del 55% attribuito al Natisone e del 45% al Torre.
L’assessore Zannier ha evidenziato tre aspetti dell’accordo: l’ascolto costante delle comunità della montagna, la previsione di privilegiare interventi in continuità rispetto alle azioni delineate negli anni passati e l’elasticità della misura. In sede di sottoscrizione del protocollo sarà infatti possibile apportare al testo alcune modifiche, seppure di carattere non sostanziale. Ne saranno firmatari, assieme alla Regione Fvg, i Comuni di Attimis, Drenchia, Faedis, Grimacco, Lusevera, Nimis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Taipana e Torreano.

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In copertina, uno scorcio di San Pietro al Natisone Comune capofila dell’ambito.

Nuovo distretto sanitario a Tarcento per undici Comuni: costerà 6 milioni di euro

(g.l.) Si fa sempre più concreta e vicina la realizzazione di una nuova sede, ampia e funzionale, per il Distretto sanitario di Tarcento, a servizio degli utenti di undici Comuni del comprensorio: oltre alla stessa Tarcento, Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo. La Regione Fvg ha infatti assegnato all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale ulteriori 1.815.000 euro per la realizzazione degli interventi di risanamento conservativo, adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico dell’edificio già sede della Comunità montana Valli del Torre che, una volta ultimato, ospiterà appunto la nuova struttura sanitaria.

L’assessore Riccardo Riccardi.


Lo ha annunciato il vicegovernatore, con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Giunta regionale evidenziando – come informa una nota Arc – che si tratta di un investimento rilevante che, sommandosi agli oltre 4 milioni di euro già stanziati per questo progetto (quindi con un impegno finanziario complessivo di circa 6 milioni), apre la strada alla realizzazione della nuova sede distrettuale. Un’opera attesa da tempo dal territorio e sulla cui realizzazione i sindaci della zona hanno espresso piena condivisione.
Come detto, la struttura verrà ottenuta grazie all’ampliamento e all’ammodernamento dell’immobile che ospita l’attuale sede sanitaria, che, oltre a venire ampliato e completamente ristrutturato, sarà dotato anche di un parcheggio adeguato. Come rimarcato dal vicegovernatore Fvg, il nuovo distretto consentirà di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini degli undici Comuni citati attraverso un presidio della salute moderno e in linea con le necessità e le esigenze di un territorio ampio e complesso.
Come si ricorderà, il progetto preliminare della nuova sede distrettuale era stato presentato nei mesi scorsi durante un incontro al cinema Margherita. «Si tratta – aveva detto nell’occasione l’esponente della Giunta Fedriga – di un’opera attesa da anni, che potrà entro breve assicurare una risposta puntuale alle attese di salute della comunità del Tarcentino: verrà infatti realizzata tenendo conto delle esigenze degli operatori sanitari, per l’erogazione dei servizi, e degli utenti, e finalmente risponderà anche alla necessità di adeguare gli spazi destinati al Centro di salute mentale».

L’ambito distrettuale di Tarcento.

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In copertina, l’attuale sede del Distretto sanitario di Tarcento che inizialmente ospitava la Comunità montana Valli del Torre.

Tarcento, nuova sede per la Croce Rossa: faciliterà il lavoro dei 200 volontari

Hanno una nuova “casa” i volontari della Croce Rossa di Tarcento. «La pandemia non è ancora alle spalle, si combatte ogni giorno con gli strumenti che abbiamo imparato a utilizzare e con le forze su cui possiamo contare: il Servizio sanitario regionale unito in alleanza al mondo del volontariato, di cui la Croce Rossa Italiana è un pilastro. Oggi celebriamo un risultato importante con l’inaugurazione di questa sede che consentirà alla Cri di lavorare al meglio ed è l’occasione per rinnovare la nostra gratitudine ai volontari senza i quali la sfida dell’assistenza alle persone, della sorveglianza sanitaria e della campagna vaccinale non sarebbe così riuscita». Lo ha sottolineato sabato scorso, come informa Arc, il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, all’inaugurazione della nuova sede di Tarcento, alla quale è intervenuto assieme al sindaco Mauro Steccati, al direttore generale di Asuiud Denis Caporale, alle presidenti regionale e del Comitato provinciale di Udine, Milena Maria Cisilino e Cristina Ceruti, e al coordinatore del gruppo locale Pierpaolo Rovere.

«Abbiamo ad oggi un’adesione alla vaccinazione di 700mila persone su circa un milione e 200mila abitanti – ha affermato Riccardi – e per ottenere una quota sufficientemente significativa dovremmo raggiungere almeno altri 200mila cittadini: constatiamo una certa diffidenza nelle categorie più giovani, anche se l’obiettivo più importante è vaccinare la quota di persone maggiormente a rischio e quindi in età più avanzata. Lo faremo cercando di far capire che la strada maestra per uscire dalla pandemia è la vaccinazione, al di là di alcune posizioni che leggo, espresse pur anche da professionisti autorevoli del sistema sanitario: vaccinarsi è un atto di responsabilità verso noi stessi e gli altri».
E’ stato il coordinatore Rovere a ricordare che dal 1986 a oggi quasi 1.200 volontari hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per la crescita del movimento di Croce Rossa nel mandamento che racchiude i Comuni di Tarcento, Tricesimo, Reana del Roiale, Nimis, Attimis, Taipana, Lusevera, Magnano in Riviera, Buia e Treppo Grande. Nel 2020, grazie anche a un lascito, i volontari sono riusciti a individuare e acquistare un immobile idoneo in paese. I lavori, iniziati nel 2020, si sono conclusi la scorsa primavera e successivamente è iniziato il trasferimento dell’attività tra cui la postazione dell’emergenza territoriale 112. Il Gruppo oggi conta su 200 volontari, di cui trenta impegnati nel servizio 118 con un mezzo attrezzato per l’emergenza e coordinato dalla Sores di Palmanova. Nel 2020 sono stati eseguiti 2.500 interventi.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale.