Nel cuore del Sahara sulle tracce della fede perduta: il pellegrinaggio nel deserto del filosofo Emanuele Franz

Un viaggio di quasi 2 mila chilometri nel cuore del Sahara alla ricerca delle radici dimenticate della fede cristiana: è l’impresa che Emanuele Franz – filosofo, poeta e storico delle religioni di Moggio Udinese – ha compiuto tra le sabbie del deserto, lungo un itinerario che unisce spiritualità, storia e archeologia. Dopo aver attraversato in solitaria il Mar Nero per raggiungere le antiche comunità cristiane della Georgia e dell’Armenia, e aver percorso i confini siriani per documentare le liturgie in aramaico antico ancora vive presso i monaci ortodossi, Franz ha infatti da poco terminato un nuovo pellegrinaggio tra templi e monasteri millenari, cattedrali e oracoli perduti.

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“L’Io autistico” a San Daniele

Oggi, 29 ottobre, alle ore 18, nella prestigiosa cornice della Biblioteca Guarneriana, a San Daniele, avverrà la presentazione del libro “L’Io autistico. Tra esperienza personale e riflessione filosofica” di Emanuele Franz. L’autore è saggista, filosofo, editore e poeta e in questa opera autobiografica racconta la sua esperienza di uomo adulto che scopre di essere autistico, presentando l’autismo non tanto come una condizione clinica, ma esistenziale, una neurodivergenza che rende non conformi, solitari e creativi. Il libro, realizzato in collaborazione con la scrittrice Susanna Tamaro e i neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro, sarà presentato da Lorenzo Meloni Tessitori: l’incontro, aperto a tutti, sarà moderato da Lorenza Ioan.

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Il progetto, nel suo complesso, prevede la realizzazione di un reportage archeologico-filosofico che va a toccare luoghi simbolici e spesso dimenticati: dall’oasi di Siwa, dove sorgeva l’oracolo di Zeus-Ammone interrogato da Alessandro Magno, alla cattedrale copta di San Marco a Heliopolis (Il Cairo), che custodisce le reliquie dell’evangelista. Il viaggio è poi continuato verso il monastero di San Macario nel Wadi el-Natrun, antica Scetes, cuore pulsante del monachesimo egiziano, dove riposano le reliquie di San Giovanni Battista e del profeta Eliseo. Tappa conclusiva è stata il monastero di Sant’Antonio il Grande, fondato dal padre del monachesimo cristiano nel deserto orientale egiziano, vicino al Mar Rosso, assieme al monastero di San Paolo di Tebe, il primo eremita cristiano: essi rappresentano i più antichi monasteri cristiani del mondo.
«Non è stata un’impresa edonistica, ma un atto di conoscenza e riconnessione con la sapienza primigenia dell’uomo», spiega Emanuele Franz, che ha affrontato il percorso partendo da solo, come già fatto nel deserto del Gobi e in altri viaggi estremi. Un pellegrinaggio sacro, che interroga la nostra epoca digitale sulle radici dello spirito e sull’incontro tra religione, tempo e deserto.

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In copertina e all’interno il filosofo e storico e delle religioni durante l’affascinante viaggio nel deserto del Sahara.

L’autismo secondo Emanuele Franz: venerdì il libro a Santa Maria la Longa

(g.l.) L’autismo secondo Emanuele Franz. Il Piccolo Cottolengo Friulano di Don Orione, a Santa Maria la Longa, ospiterà infatti venerdì prossimo, 12 settembre, alle ore 17.30 la presentazione del libro “L’io autistico” del filosofo moggese. L’autore è anche saggista, editore e poeta, e in questa opera autobiografica riferisce della sua esperienza di uomo adulto che scopre di essere autistico.


Da questa scoperta Franz ripercorre l’infanzia e l’adolescenza, quando si sentiva “diverso” e ha vissuto momenti difficili tra atti di bullismo e indifferenza sociale. In queste pagine l’autismo appare non tanto come una condizione clinica, ma esistenziale, “una neurodivergenza che rende – sono le sue parole – non conformi, solitari e creativi”.
Nel libro di Emanuele Franz – autore di numerosi volumi libri (scritti anche dopo importanti viaggi all’estero in luoghi carichi di storia e di valori custoditi da antiche civiltà), oltre che protagonista di clamorose proteste sociali – sono contenuti anche interventi della scrittrice Susanna Tamaro, dei neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro, nonché del professor Silvano Tagliagambe, che da punti di vista diversi, letterario o scientifico, cercano di contribuire ad una visione completa della persona autistica in termini di dignità, rispetto e accoglienza. Modererà l’incontro la professoressa Lucia de Giorgio e sarà presente, oltre all’autore, anche il citato neurologo Sergio Zanini.

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In copertina, il filosofo Emanuele Franz con un suo precedente libro.

Autismo, è in crescita la consapevolezza: oggi luci blu per la Giornata mondiale

Dal fondatore e Ceo di Tesla Elon Musk all’ambientalista Greta Thunberg, fino alla scrittrice Susanna Tamaro. Negli ultimi anni sono stati numerosi i personaggi celebri che hanno fatto coming out rispetto al loro essere neurodivergenti. Le loro confessioni hanno contribuito a far conoscere al grande pubblico in modo più diretto, attraverso canali non circoscrivibili alla comunità scientifica, le diverse forme di espressività legate allo spettro autistico, dimostrando come la neurodivergenza possa manifestarsi in modi molti diversi e non debba essere per forza considerata uno stigma. «Nell’ultimo decennio si è creata maggiore consapevolezza sulle condizioni dello spettro autistico e maggiore capacità di diagnosi di questa modalità di pensare, di essere e di esprimersi, definita neurodivergenza in opposizione alla neurotipicità, ovvero allo sviluppo psiconeurologico di parte della popolazione», spiega Sonia Rigo, professionista dell’Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia, specializzata nelle condizioni dello spettro autistico.

Roberto Calvani


Oggi 2 aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, milioni di luci blu verranno accese in tantissime città del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa condizione. Il colore blu è stato inizialmente attribuito con l’intento di simboleggiare il senso di sicurezza e il bisogno di conoscenza. La sicurezza intesa come possibilità nel presente e nel futuro di vivere un’esistenza libera ma protetta, perché la preoccupazione che scandisce la vita quotidiana delle madri e dei padri dei ragazzi autistici riguarda quello che accadrà quando loro non ci saranno più. E la conoscenza, perché se le persone sono informate su questa condizione possono comprenderla meglio e rapportarsi in modo più efficace con le persone neurodivergenti.
Per quanto i dati non fotografino appieno la situazione, secondo l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, in Italia un bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Anche se, sottolinea Sonia Rigo, oggi questa percentuale è messa in discussione dalla accresciuta conoscenza del profilo femminile, che consente di diagnosticare un numero maggiore di casi.
«La maggiore precisione e puntualità nella diagnosi di questa condizione consente di intervenire in modo più efficace in termini di qualità di vita delle persone, permettendo loro di vivere più serenamente», commenta ancora Sonia Rigo, spiegando come siano in aumento in tutte le fasce d’età le richieste di valutazione a livello psicodiagnostico. «A fronte di queste richieste sta crescendo anche la domanda di presa in carico e la relativa difficoltà dei servizi a soddisfarla: serve personale che abbia un bagaglio formativo ed esperienziale specifico nel settore. Ed è fondamentale il lavoro di rete tra istituzioni, associazioni, famiglie, professionisti e caregiver: è necessario che tutti questi soggetti si confrontino, condividendo un linguaggio e una formazione comune e concertando gli interventi: la vera scommessa è questa». Quanto alle strategie e agli strumenti messi in campo dai professionisti, essi devono essere fortemente individualizzati in base al tipo di condizione del bambino, del ragazzo, e in generale della persona: «Si può operare con un approccio cognitivo comportamentale, comportamentale in senso stretto, cognitivo-emotivo, oppure lavorare con tecniche di gestione della comorbilità, come quelle legate all’ansia, che è una delle fragilità più frequenti. Lo psicologo specializzato possiede strumenti atti a intervenire in maniera puntuale sia in ambito valutativo che di trattamento abilitativo o psicoeducativo», spiega Sonia Rigo. L’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia è impegnato da tempo a sensibilizzare e formare i propri iscritti sul tema con webinar ad hoc: quest’anno ne proporrà uno il prossimo 8 aprile sui disturbi del neurosviluppo.
Qualche consiglio per genitori e insegnanti? «E’ utile, oltre a una formazione specifica, essere osservatori attenti dello sviluppo del bambino fin dalla prima infanzia, dei suoi comportamenti e modi di fare, per indirizzarlo, se è il caso, da uno specialista. Ma è altrettanto importante riuscire a comprendere le diverse modalità di espressione del pensiero e valorizzarle, in un’ottica inclusiva che porterà benefici anche alle persone neurotipiche», conclude Sonia Rigo.

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In copertina, Sonia Rigo professionista dell’Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia, specializzata nelle condizioni dello spettro autistico.