La protesta di Franz contro la superbia tra curiosità e interesse anche a Udine

(g.l.) La singolare protesta di Emanuele Franz contro la superbia degli uomini è arrivata anche a Udine. Suscitando curiosità e interesse, il filosofo e mistico di Moggio si è presentato in piazza Libertà con quella stessa pietra alla quale era già incatenato da una settimana, appunto, quale significativa forma di condanna della superbia che contraddistingue la vita nella civiltà moderna.
Trascinando a fatica la pietra di quasi venti chili – sulla quale ha scritto in rosso il nome di quello che per la fede cattolica è il primo dei sette vizi capitali -, lo scrittore e pensatore friulano ha sottolineato, dinanzi a decine di passanti sorpresi dal suo gesto clamoroso, la necessità di una riflessione su quanto l’orgoglio umano oggi calpesti la natura, pretendendo di riscrivere le leggi biologiche, ma anche la società, alienando il senso della comunità attraverso la tecnologia e il distanziamento sociale, non da ultimo ha accusato il governo di superbia per il fatto di «inviare armi destinate a offendere quando nel Paese ci sono milioni di poveri». Il filosofo si è richiamato a San Francesco e a un modello di vita basato sul perdono reciproco e sull’unità fra i popoli.
Come è noto, Emanuele Franz, non nuovo ad iniziative sociali di grande clamore, è autore anche del libro “Voi siete Uno” (Audax Editrice) che ha avuto il plauso del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo.

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In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz incatenato in piazza Libertà a Udine.

Nuova protesta di Emanuele Franz che s’incatena a una grossa pietra contro la superbia dell’uomo

(g.l.) Nuovo clamoroso gesto di protesta di Emanuele Franz, stavolta contro la superbia dell’uomo moderno. Il filosofo di Moggio Udinese, già noto per le sue provocazioni di stampo filosofico-sociale, come quella di essere andato a vivere in un bidone dell’immondizia nell’estate 2022 ed essersi fatto murare vivo la scorsa primavera, ha lanciato infatti una nuovo “esperimento” sociale.
Assistito da collaboratori e amici, il mistico ha deciso di farsi incatenare il polso a una pietra del peso di 17 chili, legata a sua volta da una catena (il peso totale si aggira attorno ai 20). L’obiettivo? Vivere la sua quotidianità trascinando a fatica questo sasso sul quale ha scritto, in un rosso sgargiante, la parola “superbia”.
Con questa nuova iniziativa, Franz ha voluto invitare a riflettere su quanto «la superbia e l’arroganza umana – sono le sue parole – siano oggi diventate un peso insostenibile, dividendo le persone e devastando i rapporti umani, oltre che il pianeta e la comunità».
Per tutta la durata dell’esperimento, il filosofo incatenato si è prefisso di trascinare appresso la pesante pietra, pur assolvendo le sue incombenze quotidiane e lanciando un messaggio di riflessione sul male della tracotanza e della superbia le cui radici sono ormai ben salde nella società attuale. «Nella società di oggi – afferma infatti Emanuele Franz – si è perso il significato del peccato, e il peccato più grande è la superbia, io stesso ne sono vittima, come tutti, e la porto appresso legata a me con una catena affinché tutti vedano che ci portiamo dietro, anche se invisibile, il peso della nostra arroganza. Sono convinto che solo il perdono può liberare dalle catene della superbia e voglio lanciare un messaggio di perdono reciproco e universale: perdonatevi gli uni con gli altri».  Come si ricorderà, Emanuele Franz ha da poco pubblicato il suo nuovo libro “Voi siete uno”, il cui testo rivendica l’unità perduta.

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In copertina, il filosofo di Moggio Udinese incatenato per protesta a una grossa pietra.