Pordenone, il “Taccuino del Ritorno” della storica Somsi debutta stamane: farà conoscere la terra d’origine agli italodiscendenti che vivono all’estero

Nell’ambito del progetto “Vite forestiere”, che da alcuni anni contraddistingue un percorso di ricerca e restituzione di esperienze legate alla storia dell’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia, la Storica Società Operaia di Pordenone presenta stamane, 15 novembre, alle ore 11, nella propria sede di Palazzo Gregoris, il “Taccuino del Ritorno”, una nuova pubblicazione curata da Chiara Aglialoro come particolare Guida emotiva al Friuli Venezia Giulia attraverso itinerari ed esperienze che riguardano Storia, Natura, Memoria e Tradizioni delle quattro aree provinciali di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste, con l’aggiunta di due focus tematici su GO! 2025 Capitale Europea della Cultura e su Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.

Il gruppo promotore Somsi.


Scopo del volume (previsto a stampa e in formato digitale, aperto a successive implementazioni) quello di stimolare la curiosità a conoscere il territorio regionale presso gli italodiscendenti all’estero, bacino cui si rivolge il programma nazionale Italea del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che promuove i “viaggi delle radici” per ritrovare i luoghi, le tradizioni, la cultura, il paesaggio, i ricordi legati alle origini italiane di una popolazione che si stima nel mondo intorno agli 80 milioni di persone, dei quali tra 1,5 e 2 milioni di corregionali del Friuli Venezia Giulia. Numeri che potrebbero dare quindi un significativo contributo, anche in termini di sviluppo e di economia, a molti piccoli centri del territorio, custodi di un prezioso patrimonio materiale e immateriale.
Il progetto della Somsi Pordenone, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, conta su una rete capillare di partenariato formata dalle Associazioni attive nei rapporti con i corregionali all’estero (Ente Friuli nel Mondo, Efasce Pordenonesi nel Mondo, Associazione Giuliani nel mondo, Unione Emigranti Sloveni del Fvg, Eraple), dagli Ecomusei regionali (Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Ecomuseo I Mistirs, Ecomuseo Territori. Genti e memorie tra Carso e Isonzo, Ecomuseo della Val del Lago, Ecomuseo Val Resia, Il Cavalir – Ecomuseo della Gente di Collina, Lis Aganis. Ecomuseo delle Dolomiti friulane), dalla Società Filologica Friulana, da Erpac Fvg con l’Archivio multimediale della memoria dell’emigrazione Ammer, da PromoTurismoFVG e il coordinamento regionale di Italea.
La Guida propone dei percorsi molto “personali”, scelti e raccontati da testimoni locali che restituiscono aspetti spesso trascurati dagli itinerari turistici, ma che soprattutto, in moltissimi casi, hanno sperimentato da vicino vicende legate all’emigrazione, per ragioni di studio o di vissuto familiare. Alcuni di loro parteciperanno all’incontro, per presentare i loro suggerimenti di viaggio: Mario Tomadini, scrittore di montagna, guiderà lungo il Sentiero della Storia tra malghe e casere dell’area montana e pedemontana pordenonese, mentre Matteo Basaldella, storico, e Mara Prizzon, divulgatrice culturale, offriranno il loro particolare punto di vista su Pordenone “Città che sorprende”.
Personalizzare la visita e condividerne l’esperienza a distanza, con contenuti dedicati, è un’altra delle opzioni collegate alla Guida, grazie a una speciale Cartolina multimediale (adatta alla spedizione cartacea e digitale) che permetterà, tramite un QR code, di accedere a uno spazio web riservato, dove il turista potrà caricare video, foto, testi e altre testimonianze per i destinatari del suo messaggio. Un altro modo per viaggiare e connettere emozioni.

L’evento è a ingresso libero.
Per informazioni: www.somsipn.it

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In copertina, la nuova pubblicazione della Somsi che sarà presentata stamane.

Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane: sabato a Forni di Sopra il nuovo libro di Mario Tomadini

Sarà la Sala del Centro visite del Parco delle Dolomiti Friulane di Forni di Sopra ad ospitare sabato 2 agosto, alle ore 18, la presentazione del libro “Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane (1874-1915)” di Mario Tomadini, corposo volume di studio e approfondimento storico dedicato al territorio, edito recentemente dalla Storica Società Operaia di Pordenone. Converserà con l’autore Paola Cosolo Marangon, del Cai di Forni di Sopra, che promuove l’evento con il patrocinio del Comune montano, dell’ente Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, di Associazione delle Sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Valcanale, nell’ambito di “LeggiMontagna”. Per la Somsi Pordenone si tratta di uno degli appuntamenti realizzati nel quadro del più ampio progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio”, sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e Gsm Gestione Servizi Mobilità.

Mario Tomadini


La pubblicazione, edita con prefazione firmata dal giornalista e scrittore Maurizio Bait, è dedicata alle guide alpine della Val Cellina e Val Vajont che dalla seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della Grande Guerra accompagnavano gli alpinisti italiani, tedeschi e austriaci nelle salite sulle vette di quelle che in quell’epoca erano definite Prealpi Clautane, ovvero “Die Clautanischen Voralpen”, poi chiamate Dolomiti d’Oltre Piave e oggi divenute Dolomiti Friulane – Patrimonio Unesco. Cuore del volume, i capitoli dedicati ad alcune note guide locali, primo tra tutte il clautano di Massurìe Alessandro Giordani detto “Sandro Nazio”, il nipote Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli” e l’ertano Francesco Filippin “Checo de Costantina”. E quindi, passando al territorio dell’Alto Tagliamento, Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”, prima e storica guida di Forni di Sopra. Il libro riserva inoltre un ampio spazio a ricostruire l’apporto dato dai portatori e specialmente dalle portatrici, giovani donne che per poche lire portavano i bagagli degli alpinisti fin sotto le pareti, mentre alcuni capitoli tratteggiano le condizioni socio-economiche di queste vallate, spopolate dall’emigrazione, dove il supporto agli scalatori costituiva comunque una non trascurabile entrata.


L’autore della pubblicazione, che ha richiesto quattro anni di meticolose ricerche, è Mario Tomadini, dal 2002 Consigliere della Storica Società Operaia di Pordenone e già presidente del sodalizio dal 2021 al 2025. Appassionato studioso del territorio e scrittore, ha al suo attivo sedici pubblicazioni, molte delle quali sulla montagna pordenonese. Già collaboratore di “Piancavallo Magazine”, oggi ha una rubrica fissa nel Magazine “Esplora&Ama”. I suoi articoli si trovano anche nel periodico “Le Dolomiti Bellunesi”. Socio dal 1972 della Sezione Cai di Pordenone, oggi è iscritto alla Società Alpina Friulana di Udine.
Con le sue 480 pagine, 105 testi in bibliografia, un indice di 512 nomi e 700 località citate, il volume si propone già come una guida preziosa per la ricostruzione storica di un periodo e di un contesto sociale e paesaggistico, oltre che un omaggio ai valligiani che contribuirono all’esplorazione di queste montagne.

Info: www.somsipn.it / www.caiforni.it o sulle pagine social della SOMSI e del CAI di Forni di Sopra.

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In copertina e qui sopra Giovanni Battista De Santa “Barbe” alla Casera Meluzzo.

Montagne senza confini, a Pordenone si conclude questa sera in musica il progetto dedicato all’alpinista Julius Kugy

Si conclude in musica il progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” promosso con vivo successo dalla Storica Società Operaia di Pordenone con la direzione artistica di Eddi de Nadai, attraverso un apprezzato calendario di eventi, tra concerti, conferenze e proposte editoriali, nel territorio del Friuli Venezia Giulia da Pordenone all’area goriziano-isontina protagonista di GO!2025, ai cui temi il percorso si è ispirato, intorno alla figura di Julius Kugy, alpinista, scrittore, botanico, umanista e, per diletto, musicista, emblema delle lingue e culture mitteleuropee tra Otto e Novecento.

E proprio alla sua epoca è dedicato il concerto “Paesaggi musicali ai tempi di Julius Kugy” di oggi, 3 luglio, alle 20.45 nel Convento di San Francesco a Pordenone, che vedrà protagonista il duo formato dal soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, vincitrice del Concorso di Canto Cameristico “Seghizzi” 2024, e Tjaša Šulc Dejanović, pianista slovena docente al Conservatorio di Maribor, con un repertorio che proporrà all’ascolto molti degli autori che proprio in quel periodo storico, e specialmente nell’area centro-orientale dell’Europa, hanno lasciato traccia della loro arte.
In programma, accanto a noti brani di autori quali Grieg, Mahler, Richard Strauss, Hugo Wolf, ma anche di Cesare Augusto Seghizzi e di Paolo Tosti, si potranno apprezzare pagine di compositori sloveni e croati, e di compositrici europee di notevole interesse, quali la croata Dora Pejačević (1885-1923) e la belga Eva Dell’Acqua (1856-1930).
Di stampo mitteleuropeo anche il curriculum delle due musiciste: Tamara Ivaniš Zaplatić, nata a Varaždin, in Croazia, ha compiuto i suoi studi presso l’Università della Musica e delle Arti Performative di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo, interpretando già ruoli di primo piano in produzioni liriche in Austria, Ungheria, Croazia. Tjaša Šulc Dejanović, nata a Maribor in Slovenia, ha compiuto i suoi studi all’Università di Zagabria nella classe di Ksenija Kos, e successivamente in Italia presso l’Accademia Musicale Santa Cecilia di Bergamo sotto la guida di Konstantin Bogino. Con un’avviata carriera concertistica internazionale da solista e camerista (in Germania, Croazia, Slovenia e in Cina), è docente di pianoforte al Conservatorio di Maribor.

Il concerto, che si inserisce nella programmazione dell’Estate a Pordenone, è realizzato con il sostegno del Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, della Regione Friuli Venezia Giulia, di Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, in collaborazione con l’Associazione Corale Goriziana C.A. Seghizzi.
Ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram

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In copertina, il soprano Tamara Ivaniš Zaplatić; all’interno, la pianista Tjaša Šulc Dejanović protagoniste a Pordenone.

Guide e portatrici sulle Prealpi Clautane: oggi alla Storica Somsi di Pordenone protagonista il libro di Mario Tomadini

Nell’ambito del progetto dedicato a Julius Kugy (Gorizia, 1858 – Trieste, 1944), alpinista, scrittore, botanico e umanista mitteleuropeo, dal titolo “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio”, la Storica Società Operaia di Pordenone ospita nella sua sede di Palazzo Gregoris oggi, alle 17, il primo evento di presentazione del volume “Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane (1874-1915)”, edito dallo stesso sodalizio, a firma di Mario Tomadini, già presidente della Somsi e oggi ancora membro della direzione sociale, ma soprattutto appassionato ricercatore storico e scrittore, oltre che socio Cai dal 1972 e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
L’evento, che sarà condotto da Lucia Bassan, è sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, con il patrocinio di numerosi enti del territorio: i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo, Cansiglio, la Società Alpina Friulana, le sezioni Cai di Cimolais, Claut, Forni di Sopra e il Cai – Sezione di Pordenone Aps (centenario 1925-2025).

Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli”

Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”

Francesco Filippin “Checo de Costantina”

La pubblicazione, edita con prefazione firmata dal giornalista e scrittore “di frontiera” Maurizio Bait, ricorda le guide alpine della Val Cellina e Val Vajont che dalla seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della Grande Guerra accompagnavano gli alpinisti italiani, tedeschi e austriaci nelle salite sulle vette di quelle che in quell’epoca erano definite Prealpi Clautane, ovvero “Die Clautanischen Voralpen”, poi chiamate Dolomiti d’Oltre Piave e oggi divenute Dolomiti Friulane – Patrimonio Unesco. La prima parte del volume è relativa all’attività intrapresa dai soci della Società Alpina Friulana, primo e importante passo per l’esplorazione delle montagne solcate dai torrenti Vajont, Cellina, Settimana e Cimoliana. Segue il ricordo delle prime guide alpine friulane autorizzate dalla Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, in seguito trasferitasi a Udine come Sezione Friulana e infine assumendo l’attuale denominazione di Società Alpina Friulana. Quindi alcuni capitoli che offrono uno spaccato delle condizioni socio-economiche delle valli Cellina e Vajont, definite tra l’altro dall’isolamento causato dalla mancanza di rotabili da una parte verso la pianura pordenonese e dall’altra verso la Valle del Piave; l’accoglienza offerta nei paesi dove non mancavano locande e la presenza all’interno delle valli di numerose casere che potevano dare ricetto ad alpinisti e guide. Si tratteggia quindi il profilo delle tre guide locali che esercitavano nelle valli Cellina e Vajont, primo tra tutte il clautano di Massurìe Alessandro Giordani detto “Sandro Nazio”, il nipote Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli” e l’ertano Francesco Filippin “Checo de Costantina”. Infine, passando al territorio dell’Alto Tagliamento, Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”, prima e storica guida di Forni di Sopra. Nel volume ampio spazio è riservato a sottolineare l’apporto dato dai portatori e specialmente dalle portatrici, giovani donne che per poche lire portavano i bagagli degli alpinisti fin sotto le pareti. L’ultimo capitolo ricorda le guide ampezzane, cadorine, svizzere, tedesche e austriache che hanno accompagnato fin dal 1874 i loro clienti nelle vette delle Clautane.
L’autore della pubblicazione, che ha richiesto quattro anni di meticolose ricerche, è appunto Mario Tomadini, dal 2002 consigliere della Storica Società Operaia di Pordenone e già presidente del sodalizio dal 2021 al 2025. Appassionato studioso del territorio e scrittore, ha al suo attivo sedici pubblicazioni, molte delle quali aventi come soggetto la montagna pordenonese. Già collaboratore di “Piancavallo Magazine”, oggi ha una rubrica fissa nel Magazine “Esplora&Ama”. I suoi articoli si trovano anche nel periodico “Le Dolomiti Bellunesi”. Socio dal 1972 della Sezione Cai di Pordenone, oggi è iscritto alla Società Alpina Friulana di Udine. È stato uno dei promotori della realizzazione del Museo dell’Alpeggio nella Malga Capovilla, Piano del Cavallo.
Con le sue 480 pagine, 105 testi in bibliografia, un indice di 512 nomi e 700 località citate, il volume si propone già come una guida fondamentale per la ricostruzione storica di un periodo e di un contesto sociale e paesaggistico, oltre che un omaggio ai valligiani che contribuirono all’esplorazione di queste montagne, frequentate anche da Julius Kugy, che fu tra l’altro il primo a salire sul monte Cridola con la guida auronzana Pacifico Zandegiacomo Orsolina, e il primo a scalare il Monte Duranno con la guida Andreas Komac di Plezzo, ma avendo come accompagnatore l’ertano Giacomo Sartor.

L’incontro è a ingresso libero.
Info nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi

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In copertina, lo scrittore Mario Tomadini autore del libro e già presidente della Storica Somsi di Pordenone.

Julius Kugy, una cultura senza confini: oggi Maurizio Bait e Valentina Randazzo a Gorizia per il progetto Somsi Pordenone

Si intitola “Julius Kugy, profeta della frontiera aperta” la conferenza che si terrà oggi, alle 18, al Kulturni Dom di Gorizia nell’ambito del progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” che la Storica Società Operaia di Pordenone propone quest’anno nel quadro delle iniziative ispirate ai temi “borderless” di GO!2025. Un progetto realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e Gsm Gestione Servizi Mobilità, per la direzione artistica di Eddi De Nadai.

Maurizio Bait


L’incontro di Gorizia, realizzato in partnership con il Kulturni Dom, vedrà anche la partecipazione di Valentina Randazzo della Fondazione Coronini-Cronberg, istituzione presso la quale si occupa di visite e progetti didattici e dove ha curato lo scorso anno un percorso espositivo dedicato proprio all’alpinista (esploratore di nuove vie sulle Alpi Giulie, ma anche nelle Dolomiti Friulane), scrittore, botanico e, per diletto, musicista Julius Kugy (1858-1944). Una figura emblematica di una cultura “senza confini” già a partire dalla sua origine familiare e formazione, essendo nato a Gorizia (proprio a Palazzo Coronini) da madre slovena e padre austriaco, vissuto a Trieste e intriso di quell’educazione mitteleuropea (linguistica, artistica e umanistica), che oggi, nell’anno della Capitale Europea della Cultura, torna alla ribalta in tutti i suoi aspetti.
Maurizio Bait, giornalista triestino di famiglia austro-italo-slovena, vive a Valbruna. Da sempre attento esploratore del “mondo di confine” verso Est, per “Il Gazzettino” ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Molti i suoi saggi e libri, tra i quali: “Federico “Tavan. La strega sulla testa” (Biblioteca dell’Immagine, 1999), la raccolta di scritti “La frontiera leggera” e i racconti “Per dire domani” (entrambi per Olmis, 2004), “Il fiume degli abissi. Storia, uomini e leggende attorno al Timavo” (Morganti, 2019), “Alpi d’Oriente. Storie di uomini, donne, foreste e animali” (Ediciclo, 2024). Da alcuni anni pubblica con cadenza periodica i “Quaderni di Valbruna” (racconti sulle Alpi Giulie) con le Edizioni Saisera.

L’incontro è a ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social della Somsi.

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In copertina, Julius Kugy a Valbruna nel 1936 (Archivio Cai XXX Ottobre Trieste).

L’omaggio a Julius Kugy della Somsi di Pordenone: oggi prima iniziativa a Gorizia protagonista il New Era Quartet

È la figura di Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944), alpinista, scrittore, botanico, umanista, musicista, il fulcro del nuovo progetto dedicato a Go!2025 che la Storica Società Operaia di Pordenone promuove come proprio speciale contributo all’anno della Capitale Europea della Cultura. “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” nello spazio di un mese presenterà cinque appuntamenti tra Pordenone, Gorizia e il Collio, che ripercorreranno le orme di questo eclettico umanista, intorno ad alcune delle sue più forti passioni, in particolare la musica e la montagna.

Anna Graf


“Austriaco per parte di padre, sloveno di madre, nato a Gorizia ma di fatto triestino, amante delle vette che compongono il panorama delle Alpi Giulie, ma anche delle antiche vie sulle Dolomiti Friulane, e poi musicista per passione, fine intellettuale, Kugy incarna perfettamente la grande ricchezza culturale del mondo mitteleuropeo tra le culture tedesca, slovena e italiana, quello spazio “senza confini” che oggi la Capitale Europea della Cultura mette al centro del suo ambizioso progetto” sottolinea Eddi De Nadai, direttore artistico di questo percorso, realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, e con il patrocinio di numerosi enti artistici e culturali del territorio.
La montagna friulana dunque sarà uno dei fil rouge del programma: da mettere subito in agenda la presentazione sabato 28 giugno, alle 17, nella sede Somsi di Palazzo Gregoris a Pordenone, con il patrocinio dell’ente Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e di varie sezioni del Cai regionale, del nuovo libro di Mario Tomadini “Le guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane” (1874-1915), frutto di una meticolosa ricerca condotta sul territorio dall’ex presidente SOMSI, appassionato studioso, Accademico dell’Istituto d’Arte e Cultura Alpina – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, che converserà con Lucia Bassan.
La prefazione del libro è firmata da Maurizio Bait, giornalista e scrittore con uno sguardo particolare sul “confine”, che animerà, assieme alla studiosa di Kugy Valentina Randazzo, della Fondazione Coronini Cronberg, l’incontro “Julius Kugy profeta della frontiera aperta” in programma giovedì 26 giugno alle 18 al Kulturni Dom di Gorizia.

Tamara Ivaniš Zaplatić

Alina Tabolina

Tjaša Šulc

Quindi il filone musicale presenterà tre appuntamenti, tutti con giovani musicisti di grande talento. Si comincia oggi, 7 giugno, alle 19 nel Parco della Fondazione Coronini Cronberg a Gorizia, con il concerto del New Era Quartet, quartetto d’archi composto da giovani musicisti di area centro-europea (Kristina Mlinar e Teodora Kaličanin violino, Maria Cecilia Villani viola, Alessandro Pietro Dore violoncello), su musiche del tempo di Kugy, con spartiti di Mahler e Brahms, interpretati anche dal soprano russo Anna Graf, premiata al Concorso di canto cameristico “Seghizzi” di Gorizia del 2024.
Venerdì 20 giugno, alle 21, appuntamento sul Collio presso la Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo con la “Serenata in Vigna” dedicata al tema dell’Acqua, realizzata insieme al Piccolo Opera Festival, con Alina Tabolina soprano, Aida Turganbayeva soprano e Andrea Furlan al pianoforte, su musiche di Schubert, Wolf, Brahms, Richard Strauss e Rachmaninov.
Infine il 3 luglio, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone sarà la vincitrice del Concorso “Seghizzi” 2024, il soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, accompagnata dalla pianista slovena Tjaša Šulc Dejanović al pianoforte, a eseguire musiche dall’Europa di Kugy, anche di raro ascolto, da pagine di Grieg, R. Strauss, Mahler, Wolf, Seghizzi, Tosti, Pejacevic, Dell’Acqua, con una prolusione della musicologa Alessia Zangrando.

Maurizio Bait

Maggiori informazioni sugli eventi nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi Pordenone.

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In copertina, un ritratto del famoso alpinista Julius Kugy (Gorizia 1858 – Trieste 1944).

Somsi Pordenone ricorda la sua Rosetta con una serata dedicata a poesia a musica

Si intitola “Il segno di Rosetta e la sua poesia” l’evento che la Storica Società Operaia di Pordenone dedica oggi, alle ore 18, alla memoria e all’importante lascito culturale di Rosa Saccotelli Pavan, presidente del sodalizio dal 2013 fino alla sua scomparsa, avvenuta a settembre 2021. A pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo settantanovesimo compleanno (era nata il 7 marzo 1946), la Somsi la ricorda e la omaggia, con un saluto del nuovo presidente Sandro Moretti, attraverso un ritrovo di poesia e musica creato da Enzo Santese, che presenterà al pubblico anche la sua passione per la poesia, scegliendo alcuni suoi scritti che saranno interpretati dalla voce di Maria Grazia Di Donato, con le musiche alla chitarra di Enzo Samaritani.

Rosetta con i Papu….


Rosa Saccotelli, per tutti “Rosetta”, era nata ad Andria (Bari) nel 1946, ma poi cresciuta a Pordenone. Il suo percorso di studi la vide ottenere il Diploma alla Scuola Avviamento Commerciale e quindi la maturità tecnica per Ragionieri. A fianco del suo impegno professionale in alcune aziende del settore privato e pubblico, fino alla funzione di vicedirettore della Casa per Anziani Umberto I di Pordenone, iniziò a collaborare con l’Operaia dal luglio 1974, introdotta dal marito Aldo Pavan, socio segretario. Alla Somsi ha attraversato tutte le cariche interne: segretaria volontaria, socia, consigliere e vicepresidente, fino a diventarne la prima donna presidente, riconfermata proprio nel 2021, poco prima della sua scomparsa, avvenuta a causa di problemi di salute aggravatisi nel periodo della pandemia.
Nella sua posizione, Rosetta si dimostrò sempre una donna tenace, piena di vigore e di idee, una donna delle Istituzioni. Durante i tanti anni passati dentro l’Operaia, ebbe sempre il coraggio di inventarsi cose nuove, sperimentare, anche affidandosi a percorsi innovativi, come il progetto per la divulgazione della Costituzione italiana tra i giovanissimi, con la pubblicazione del volume a fumetti “Guida galattica alla Costituzione” assieme al Palazzo del Fumetto di Pordenone; i laboratori di invecchiamento attivo in collaborazione con il Comune; le celebrazioni con i giovani per il 150° della Somsi nel 2016; l’input per il progetto “Vite forestiere” sulla storia dell’emigrazione regionale, che ancora oggi continua a germinare nuove iniziative. Sue grandi passioni, la musica e la poesia, alla quale si dedicava tramite la scrittura. E sarà proprio questo il fil rouge dell’evento in suo ricordo, che permetterà di entrare più da vicino nel suo mondo più intimo ed emozionale.

… e a un convegno.

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In copertina, Rosa Saccotelli Pavan durante la presidenza della Somsi Pordenone.

Somsi Pordenone, da oggi “Il tempo della gentilezza” per poter difendere la Natura

Da oggi, 13 marzo, al 18 maggio per la Storica Società Operaia di Pordenone sarà di nuovo “Il tempo della gentilezza”, con la seconda edizione di un progetto avviato con successo nel 2024, grazie alla curatela di Silvana Vassilli, che prosegue declinando le “parole ritrovate” e i sentimenti di un “Nuovo Umanesimo” rivolgendo quest’anno la propria attenzione verso la Natura. Essere gentili, infatti, non significa solo avere buone maniere, ma assumere un impegno concreto verso il mondo che ci circonda. È rispetto, cura e attenzione per il pianeta e tutte le forme di vita che lo abitano.
“L’essere umano è parte integrante della natura – ricorda Vassilli – e da essa dipende per ogni aspetto essenziale della propria esistenza: l’aria che respira, l’acqua, il cibo, le risorse. Proteggere l’ambiente non è solo una scelta etica, ma una responsabilità collettiva. Ridurre gli sprechi, adottare comportamenti attenti all’ecosistema e preservare la biodiversità sono azioni fondamentali per garantire un futuro più equilibrato e armonioso”. Realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, in collaborazione con Aiab – Associazione Italiana Agricoltura Biologica Fvg, Legambiente Pordenone, Associazione Naturalistica Cordenonese e Cinemazero, il calendario 2025 si snoda attraverso vari appuntamenti di cinema, incontri divulgativi ed escursioni a contatto con il paesaggio regionale, con l’intento di offrire spunti per trasformare la gentilezza in un gesto concreto verso la Terra e le generazioni future.


Si comincia proprio oggi, alle ore 20.45, a Cinemazero (ingresso gratuito), con la proiezione del film “The Giants”, documentario di Laurence Billiet e Rachael Antony che traccia il ritratto poetico e gentile dell’attivista e politico Bob Brown, la cui vita si intreccia con quella della foresta pluviale di Tarkine, in Tasmania, e con lo straordinario ciclo di vita degli alberi, i veri giganti della foresta. Bob Brown, medico, ha scelto di lasciare la professione per “curare” e difendere il pianeta. Oggi, dopo cinquant’anni di attivismo, rappresenta una fonte potente e gentile di ispirazione, soprattutto per le giovani generazioni. La serata prevede anche il suo intervento in video con il pubblico in sala.
Sabato 29 marzo, nel Centro Culturale di Palazzo Gregoris, sede della Somsi Pordenone, seguirà il Convegno dal titolo “Semi di Gentilezza: coltivare il rispetto per l’ambiente”, un incontro a più voci alla scoperta di strategie concrete per un rapporto più armonioso con la natura. Il panel di esperti prevede gli interventi di: Roberto Malvezzi, architetto e tecnologo del Cnr, esperto di rigenerazione urbana e territoriale; Cristina Micheloni, agronoma, presidente di Aiab Fvg; Daniele Zovi, forestale, scrittore e divulgatore, esperto di foreste e fauna selvatica; Elisa Cozzarini, scrittrice e giornalista, esperta di tematiche ambientali e fiumi.
Due infine le escursioni proposte a contatto col territorio regionale (su prenotazione obbligatoria alla segreteria Somsi: tel. 0434.520820): il 12 aprile tra vigneti e pascoli del Collio, a Corno di Rosazzo e Villanova del Judrio, in due aziende agricole biologiche, esempio di buone prassi nel custodire biodiversità, suolo e animali; il 18 maggio in passeggiata a Cordenons, alla scoperta del progetto di riqualificazione ambientale delle Risorgive del Vinchiaruzzo.

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Cambio alla Storica Somsi di Pordenone: Moretti riceve il testimone di Tomadini

Cambio al vertice della Storica Società Operaia di Pordenone: Sandro Moretti, vicepresidente dell’ente, è stato eletto per acclamazione dal consiglio nuovo presidente del sodalizio, mentre Mario Tomadini, dimissionario, rimane comunque nella direzione sociale per continuare a dare il proprio sostegno alla Somsi e ai suoi organi. L’avvicendamento era già stato ventilato da Tomadini nei mesi scorsi e ha come unica ragione, come lui stesso ha ribadito di fronte al consiglio di amministrazione dello scorso 16 gennaio, che ha sancito la modifica istituzionale, quella della lontananza da Pordenone (Tomadini, nato in città a poca distanza da Palazzo Gregoris, vive da molto tempo a Poffabro), condizione che comincia a farsi sentire dopo un triennio di serrato lavoro, seguito all’improvvisa vacatio venutasi a creare dopo la scomparsa della presidente Rosa Saccotelli nel 2021, che lo aveva portato ad accettare questo ruolo per assicurare alla Società Operaia la dovuta continuità nelle sue importanti attività culturali, educative e sociali.

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“Contrappunti” al via al Teatro Verdi

Al via “Contrappunti, la nuova rassegna di musica da camera del Teatro Verdi di Pordenone, che mette in dialogo nuove generazioni di musicisti con maestri e acclamati artisti. Il primo appuntamento martedì 21 gennaio, alle 20.30, allo Spazio Due del Teatro: un viaggio nell’universo sonoro delle percussioni, che svela la straordinaria varietà di colori e ritmi che questi strumenti possono generare. Sul palcoscenico il Duo formato da Marco Viel e Ivan Boaro, che guiderà il pubblico in un affascinante percorso attraverso la ricchezza e la versatilità di un linguaggio musicale in costante evoluzione. Ospite speciale il percussionista di fama internazionale Fabián Perez Tedesco, mentore dei due giovani musicisti che si sono formati nella sua classe al Conservatorio di Trieste. Aperte le prevendite per i singoli biglietti, con sconti per chi è già abbonato al Verdi, e per l’abbonamento all’intera rassegna con speciali offerte per gli under 26. Tutte le info su www.teatroverdipordenone.it

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Nel suo indirizzo di saluto ai soci e ai consiglieri, Tomadini ha espresso il ringraziamento per una presidenza che ha definito “collegiale”, ovvero improntata a una piena collaborazione e sostegno da parte degli Organi Sociali al suo mandato, dai quali – si legge – si è sentito sempre “ben accompagnato in questo percorso che non esito a definire stimolante. Al nuovo Presidente auguro un “buon lavoro” avendo la certezza che saprà svolgere nel migliore dei modi il suo compito”.
Sandro Moretti, socio della Somsi dal 1983, con già diverse esperienze all’interno degli organi sociali, non ultimo quello della vicepresidenza che ha retto dalle elezioni di maggio a oggi, ha assunto l’incarico con sincera riconoscenza e gratitudine al predecessore per il proficuo lavoro svolto in questi anni. “Auspico di poter essere all’altezza del compito assegnatomi – ha affermato – e nel contempo assicuro entusiasmo, impegno e dedizione nel dare continuità ai valori e alle attività culturali che contraddistinguono l’operato della Storica Società Operaia di Pordenone da quasi 160 anni”.
Nel corso della riunione il Consiglio ha provveduto anche all’elezione del nuovo vicepresidente nella persona di Stefania Cuccarollo, già componente della direzione sociale, che ha accettato l’incarico con grande piacere, invitando il consiglio e i soci a continuare a sostenere l’Operaia e a rappresentarla con impegno in tutte le sedi istituzionali, in quanto parte attiva e rilevante della vita culturale cittadina e del territorio regionale. Info: www.somsipn.it

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In copertina, il passaggio di consegne: Sandro Moretti riceve il testimone di Mario Tomadini alla guida della Somsi di Pordenone; qui sopra, con loro la nuova vicepresidente Stefania Cuccarollo.

“Karsiana”, quell’anima incantata protagonista oggi alla Somsi Pordenone con Angelo Floramo e Paolo Forte

Uno spazio dell’anima fatto di silenzio e di luce, un altopiano profumato di bosco e di terra: questo è il Carso nelle parole di Angelo Floramo, che, su invito della Storica Società Operaia di Pordenone, è stato sollecitato a scrivere una sorta di nuovo “Lessico Umanistico per il Terzo Millennio”, mettendo insieme lingue, storie, personaggi, paesaggi che danno conto di quel meraviglioso intreccio di culture che costituisce la ricchezza del Friuli Venezia Giulia, territorio di confine che, sull’onda anche di GO!2025, è proiettato a oltrepassarlo definitivamente, per riappropriarsi di quella condizione di felice meticciato che ne costituisce l’inconfondibile identità.

Angelo Floramo


Primo atto di questo originale percorso, lo spettacolo di musica e affabulazione dal titolo “Karsiana”, che lo stesso Floramo metterà in scena con la fisarmonica di Paolo Forte oggi, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone, grazie al sostegno della Regione Fvg e del Comune. Nelle intenzioni dell’autore, interpellato proprio per la sua perfetta condizione di moderno cantore di queste terre, con tutte le loro sfumature, il pubblico non assisterà a un vero spettacolo, ma sarà piuttosto preso per mano e condotto attraverso affabulazioni e musica a visitare i sentieri che innervano questi paesaggi di orti e di case di pietra, boschi di castagni e alberi di susine. Un mondo sospeso, dove “le vigne hanno legni antichi, storti come le dita delle vecchie, che ancora indossano vestiti neri. Neri gli scialli, i fazzoletti che raccolgono i capelli. Sogni e fatica, tragedia e bellezza, utopia e dolore, bestemmia e preghiera si sono intrecciate a formare una topografia sensoriale, che ha il passo delle stagioni”.
Se ne potranno ascoltare le voci, respirare i profumi, attorno al tavolo della festa dove esplodono canti e sapori, tra il pentolone di coccio della jota e l’ebbrezza di un calice di vino. Infine la voce narrante porterà in un piccolo paesino dell’Altopiano, a Sveto, nel cui cimitero riposano tutte le storie del mondo, comprese quelle dell’autore: qui hanno risuonato migliaia di passi, miriadi di voci. Illiri, Celti, Slavi, Goti, Unni e Bizantini. Sarà dunque un viaggio intimo e sussurrato dentro le pieghe dell’anima che saprà anche trasformarsi in grassa risata, unta di sugosi accenti, custodita in villaggi aggrappati al bordo del mondo, dove si ferma il fluire dei secoli. Lo spettacolo è ad ingresso libero.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

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In copertina, il fisarmonicista Paolo Forte che questa sera è atteso a Pordenone.