Onde Furlane, oggi la radio celebra il “riviel de Joibe Grasse” ricordando la sollevazione popolare del 27 febbraio 1511

Quella del 27 febbraio 1511 è una delle giornate più importanti della storia del Friuli. Proprio in quel giorno cominciò la più grande rivolta popolare passata alla storia con il nome di “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, fu caratterizzata dalla rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali, e proprio per questa ragione il suo anniversario viene celebrato da Radio Onde Furlane come un giorno di festa, per sé e per l’intero Friuli, con il nome di Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti) e con un palinsesto speciale.

Carli Pup

Margherita Cogoi

Mauro Missana

Una tradizione, dunque, che si ripete anche quest’anno, dal mattino sino a sera, con una serie di trasmissioni che tra approfondimenti tematici, informazione e musica, sui 90 Mhz e in streaming all’indirizzo web radioondefurlane.eu, stimoleranno la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli. Già dalle 8 il palinsesto è introdotto da Carli Pup, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa editrice di Onde Furlane, e da Mauro Missana, direttore responsabile dell’emittente. Alle 8.30l’atte nzione sarà puntata sul diritto alla salute con un approfondimento a cura di Giorgia Zamparo, che si confronterà sul tema con il medico Guglielmo Pitzalis. Seguirà, alle 9, uno spazio dedicato a lavoro e disabilità, in cui Caterina Giau metterà a confronto le esperienze di Luca Fontana, presidente del consorzio di cooperative sociali Il Mosaico, Francesca Stella di Diversamente Bistrot e Maria Cristina Schiratti, presidente dell’Anffas di Udine. Alle 9.30 si parlerà più in generale di occupazione e diritti dei lavoratori con gli interventi del ricercatore dell’Ires, Alessandro Russo, e del segretario della Cgil per la Provincia di Udine, Emiliano Giareghi. Alle 10 è previsto un confronto a più voci, a cura di Margherita Cogoi, con Roberto Mezzaroma, Guglielmo Rapino e Lisa Savoia, sul diritto di manifestazione del pensiero con iniziative organizzate nello spazio pubblico e sulle sue limitazioni, anche in forma di repressione. La mezzora successiva sarà dedicata ai diritti ambientali e alla difesa delle acque in uno spazio, coordinato da Mauro Missana, in cui interverranno Franceschino Barazzutti del Comitato “Salviamo il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni”, lo storico militante di Ecologia Sociale Paolo De Toni e l’idrobiologo Andrea Marin.
La seconda parte della mattinata, dalle 11 alle 13, sarà totalmente dedicata ai diritti linguistici e nazionali. Il primo dei quattro speciali sarà dedicato alle comunità di lingua tedesca del Friuli con Junio Sicco che dialogherà con Alfredo Sandrini del Kanaltaler Kulturverein, Lucia Protto del Centro etnografico di Sauris, Stefania Piller Hoffner, assessore del Comune di Sappada, e Fabrizio Dorbolò, vicesindaco di Paluzza. Il secondo, a cura di Milena Zamarian, riguarderà la comunità slovena, con gli interventi di Antonio Banchig, vicepresidente della SKGZ per la Provincia di Udine nonché giornalista del Novi Matajur, e di Cristina Pavletič e Anthony Devetak, provenienti dal Carso goriziano. La comunità friulana sarà al centro dei due approfondimenti successivi: prima Carli Pup dialogherà con Donato Toffoli su diritti linguistici e politiche di tutela e poi Enrico Turloni si confronterà con Daniele Puntel e Gabriele Violino dell’Associazion Sportive Furlane.
Dalle 13 sarà protagonista la musica friulana e internazionale, mentre alle 14 ci sarà uno spazio dedicato alla Joibe Grasse del 1511 con la lettura storica curata di Barbara Minen. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 20, i vari approfondimenti della mattinata saranno riproposti in replica, a partire da quelli dedicati a diritti dei disabili e lavoro e a salute e sanità. Alle 15.30 il tema dei diritti sarà affrontato in musica con una puntata speciale di Golden Years a cura di Andrea Ioime, mentre la serie di repliche degli peciali del mattino riprenderà alle 16.30 con la riproposizione dell’approfondimento dedicato a sport e comunità friulana.

Povoletto, luce sulla Strage di Peteano che anticipò gli “anni di piombo”: domani a Marsure un incontro con Enrico Petris

Domani, 7 novembre, alle 21, villa Mangilli Schubert – a Marsure di Povoletto – ospiterà un’interessante conferenza del professor Enrico Petris, incentrata su una delle pagine più complesse e meno raccontate della storia del Friuli: il secondo appuntamento del progetto “Avamposto” punterà i riflettori sulla strage di Peteano e sul clima teso e misterioso che attraversò questa terra nei primi anni Settanta. Ricordiamo che nella frazione di Sagrado il 31 maggio 1972 tre carabinieri attirati da un’auto sospetta furono uccisi dalla esplosione della vettura.
Petris non inquadrerà il dramma di Peteano, appunto, come un episodio isolato, ma lo inserirà in un quadro più ampio e inquietante, che rese il Friuli – spesso percepito come contesto periferico – un osservatorio centrale e persino un laboratorio anticipatore di ciò che sarebbe poi accaduto nel resto d’Italia. Nel 1972, tra Peteano, il dirottamento di Ronchi e l’attentato all’oleodotto di San Dorligo, il territorio visse una stagione che rappresentò – sottolinea il professore – «un’avanguardia tragicamente espressiva» delle tensioni politiche e sociali che avrebbero segnato gli “anni di piombo”.
«Non si può comprendere quel periodo – anticipa ancora il professore – senza guardare alla cornice internazionale: il Friuli, stretto tra confini fisici e ideologici, fu al tempo stesso frontiera e crocevia della Guerra Fredda: qui si espressero organizzazioni paramilitari come Gladio e si intrecciarono infiltrazioni dei servizi segreti e movimenti civili, in un incrocio tuttora oscuro».

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In copertina, l’auto distrutta dalla bomba che il 31 maggio 1972 uccise tre carabinieri; qui sopra, villa Mangilli Schubert.

Joibe Grasse, oggi Radio Onde Furlane ricorda la rivolta del 1511 con vari focus discutendo su lavoro, scuola, salute, ambiente, digitale e violenza di genere

Già da diversi anni, Radio Onde Furlane celebra con una programmazione dedicata una delle giornate più significative della storia del Friuli. Si tratta del 27 febbraio, l’anniversario dell’avvio della più grande rivolta popolare friulana, nel 1511, conosciuta anche con il nome di “riviel de Joibe Grasse”. La sollevazione, soprattutto nelle campagne, fu caratterizzata dalla rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali e proprio per questa ragione viene ricordata anche da Onde Furlane come Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti). Anche nel 2025 la ricorrenza sarà un’occasione per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli con una programmazione speciale, diffusa in gran parte del Friuli sui 90 Mhz, in Carnia sui 90.2 Mhz e sui 105.6 Mhz e in streaming, ovunque ci sia una connessione Internet, all’indirizzo www.radioondefurlane.eu

Una festa a Radio Onde Furlane.


Il palinsesto di oggi sarà introdotto alle 8 da Carli Pup, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa editrice di Onde Furlane, e da Mauro Missana, direttore dell’emittente. Alle 8.30 l’attenzione sarà puntata sul diritto alla salute con un approfondimento a cura di Giorgia Zamparo, che si confronterà sul tema con il medico Guglielmo Pitzalis. Seguirà, alle 9, il primo spazio dedicato ai diritti linguistici, in cui Carli Pup farà il punto della situazione della comunità slovena con Antonio Banchig, presidente provinciale della SKGZ di Udine. I diritti nel mondo digitale saranno al centro della conversazione, dalle 9.30 alle 10, tra Mauro Missana e Giorgio Jannis. L’ora successiva sarà dedicata alle mobilitazioni popolari per l’ambiente, prima (dalle 10 alle 10.30)
con un focus sulla questione del progetto di polo logistico di Porpetto, di cui parleranno Pauli Cantarut e Roberto Movio del Comitato “No Polo Logistico”, e poi (dalle 10.30 alle 11) con un aggiornamento sulle azioni a difesa del Tagliamento, con Mauro Missana che raccoglierà le testimonianze di Aldevis Tibaldi del Comitato per la vita del Friuli rurale e della geologa Antonella Astori.
Il diritto all’istruzione è il tema affrontato da Caterina Giau, alle 11, con il docente dell’Università di Udine e direttore del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli dello stesso Ateneo (Cirf), Gabriele Zanello, e la studentessa del liceo “Jacopo Stellini” di Udine, Aurora B. Si parlerà di diritti linguistici, con riferimento alla comunità friulana, dalle 11.30 alle 12, con Carli Pup, Donato Toffoli, componente del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef, e Marco Stolfo, ricercatore dell’Università di Torino.
Dalle 12 alle 12.30 l’approfondimento, curato da Margherita Cogoi, sarà dedicato ai diritti dei lavoratori e in particolare al tema del caporalato, di cui parleranno la segretaria della Flai Cgil del Friuli Occidentale, Dina Sovran, e la rappresentante dell’associazione Terra!, Maria Panariello. Seguirà, con inizio alle 12.30, un programma dedicato ai diritti delle donne e al contrasto alla violenza di genere, a cura di Linda Zennaro, con la partecipazione della direttrice del centro antiviolenza IoTuNoiVoi di Udine, Alice Boeri, e dell’educatrice Chiara Cussigh.
Dalle 13 sarà protagonista la musica friulana e internazionale, mentre alle 14 si ricorderà la Joibe Grasse del 1511 con la lettura storica a cura di Barbara Minen. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 19, i vari approfondimenti della mattinata saranno riproposti in replica. Dalle 19 alle 20 Giorgio Cantoni affronterà il tema dei diritti e delle rivolte in musica con un’edizione speciale della sua rubrica settimanale, “Tunnel”. A seguire, la Zornade continua con tanta musica friulana e internazionale.

In forte crescita l’utile netto di CiviBank che ha retto il colpo del Coronavirus

(g.l.) Un istituto bancario dalle radici solidamente ancorate nella storia del Friuli e che oggi continua ad apparire in piena salute. E’ la Banca di Cividale per la quale i dati del primo semestre 2021 confermano il trend di crescita e il rafforzamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contrassegnato dall’avvio dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus con tutti gli effetti devastanti sull’economia che purtroppo conosciamo.

Michela Del Piero


CiviBank ha pubblicato, infatti, i risultati conseguiti al 30 giugno 2021: approvati dal consiglio di amministrazione, confermano un utile netto ancora una volta in forte crescita (5,2 milioni di euro, rispetto ai 2,1 milioni del primo semestre 2020), una solidità patrimoniale (CET1 14,5%) in linea con quanto prospettato dal Piano strategico e la riduzione costante dei crediti deteriorati (-5,3% netto rispetto a dicembre 2020). Si confermano anche i dati preliminari pubblicati poche settimane fa sui finanziamenti, per un totale di 366 milioni di euro di nuovi fondi erogati.

Mario Crosta


Risultati quindi che evidenziano – come si osserva in una nota dell’Istituto di credito cividalese, guidato da Michela Del Piero e diretto da Mario Crosta – una forte ripresa nel periodo successivo alla fase più acuta della pandemia. Allo stesso tempo, i dati confermano che il trend di crescita della banca, già iniziato ben prima del 2020, ha retto il duro colpo dell’emergenza Covid, tornando velocemente ai livelli pre-pandemici. Le previsioni sono quindi quelle di riuscire a centrare gli obiettivi ambiziosi del Piano strategico, che prevede: un utile netto di oltre 14 milioni di euro nel 2023; l’incremento dei finanziamenti di oltre 430 milioni di euro nel triennio; la crescita del credito agevolato alle imprese in Friuli Venezia Giulia; il rafforzamento patrimoniale con CET1 al 15,5% a fine 2023 e un Total Capital Ratio al 16,4%.
«Dopo aver lanciato l’aumento di capitale il 2 agosto, CiviBank presenta ai soci e agli investitori un quadro solido e redditizio – è il commento della presidente Del Piero – di banca capace di sostenere attivamente le famiglie e i comparti produttivi del Nord Est e allo stesso tempo di mantenere la propria autonomia. Questa operazione straordinaria è l’ultima di un periodo che ha visto novità importanti per la banca, che dopo la delibera dell’assemblea dei soci e del Cda si è trasformata in Società per Azioni e Società Benefit. È nostro auspicio che questi risultati, ancora una volta positivi, siano una conferma per i nostri sci e per la loro fiducia in noi». L’aumento di capitale rimarrà aperto ai soci fino al 14 settembre, con due sedute successive per i nuovi investitori che si terranno il 17 e 24 del prossimo mese.

 

I RISULTATI IN SINTESI

L’utile netto si attesta a 5,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 2,1 milioni di euro dell’analogo periodo del 2020.

I crediti alla clientela salgono a 3.117 milioni, rispetto ai 2.978 del 31 dicembre 2020 (+4,7%).

La raccolta diretta, rappresentata già al netto della componente riferita a controparti centrali, registra una consistenza di 3.281 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto al 31 dicembre 2020.

La raccolta indiretta, ammonta a 1.231 milioni di euro, in crescita del 5,9% rispetto al 31 dicembre 2020. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 1.006 milioni di euro, in aumento del 6,6% rispetto al 31 dicembre 2020 e in aumento dello 15,8% rispetto al 30 giugno 2020.

I coefficienti patrimoniali si attestano al 14,5% per il Common Equity Tier1 ratio e al 14,5% per il Total Capital ratio, ampiamente superiori ai minimi regolamentari previsti dalla Vigilanza.

Continua la riduzione dei crediti deteriorati (-5,9% lordo; -5,3% netto) rispetto a dicembre 2020; in ulteriore calo l’incidenza del credito deteriorato (NPL ratio 8,5% lordo – 4,4% netto). Il coverage dei non performing loans (“npl”) si attesta al 51,3%.

I nuovi finanziamenti erogati nel solo primo semestre ammontano a +366 milioni di euro: 120 milioni per le famiglie e 246 per le imprese, di cui 84 assistiti da garanzie statali.

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In copertina, la sede centrale di CiviBank alle porte di Cividale.

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.