Udine e Pordenone, la Cciaa ha prorogato (e ampliato) il bando per gli addetti ai servizi di controllo nei pubblici esercizi

È stato prorogato al 30 gennaio prossimo il termine di presentazione delle domande per il bando per l’impiego di addetti ai servizi di controllo da parte delle Pmi con sede nei Comuni di Udine e Pordenone, fondi della Regione Fvg in gestione alle Camere di commercio. Contestualmente è stata estesa la possibilità di partecipazione al bando anche alle associazioni di categoria (come espressamente indicato nel bando), che possono così presentare domanda anch’esse, diventando utile punto di riferimento per le realtà imprenditoriali. Il bando, già attivo e volto a sostenere la sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali pubblici dei due capoluoghi per quanto riguarda il territorio di competenza della Cciaa friulana, prevede contributi a copertura delle spese per i cosiddetti “steward”. Sono ammissibili spese sostenute anche prima della presentazione della domanda, purché riferite all’attività svolta nelle sedi legali o unità locali nei due Comuni.
Possono, dunque, presentare domanda: gestori di pubblici esercizi, sia in proprio sia in forma associata, appartenenti ai Codici Ateco specificati nel bando, ma anche soggetti privati ‑ imprese (non persone fisiche) che abbiano sostenuto spese, d’intesa con le autorità competenti, per l’impiego degli addetti ai servizi di controllo e, infine, grazie alla recente estensione, le associazioni di categoria locali che abbiano sostenuto spese per l’impiego, d’intesa con le competenti autorità, anche presso le aree esterne ai locali, di addetti ai servizi di controllo a favore dei gestori di pubblici esercizi dei Comuni di Pordenone e Udine.
L’intensità massima del contributo è pari al 100% della spesa ammissibile, con un contributo minimo di 2 mila euro e un massimo di 30 mila per progetto. Il contributo concesso viene erogato e liquidato contestualmente alla concessione, fino a esaurimento delle risorse disponibili. La presentazione delle domande avviene esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec) agli indirizzi dedicati della Camera di commercio Pordenone‑Udine, in base alla sede dell’azienda, cioè contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure contributi.pn@pec.pnud.camcom.it. Tutte le info, la documentazione e la modulistica sono scaricabili dalla sezione Contributi regionali del sito www.pnud.camcom.it

“Steward” e videosorveglianza per le imprese: due bandi della Regione Fvg per 3 milioni. Le domande alla Camera di Commercio Pordenone-Udine

Un bando da 2 milioni e uno da 1 milione di euro per incrementare la sicurezza delle piccole imprese e pubblici esercizi: li stanzia la Regione Fvg e gestirà tutto il percorso la Camera di Commercio Pordenone-Udine per fornire alle imprese i contributi, da un lato per coprire le spese, anche già sostenute, relative all’impiego di addetti ai servizi di controllo (i cosiddetti “steward”); dall’altro, per l’acquisto di dispositivi di videosorveglianza a tutela dell’unità produttiva. I bandi sono presentati alla presenza dei direttori delle categorie economiche, dall’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti e dal presidente camerale Giovanni Da Pozzo, affiancati dal questore Domenico Farinacci e dal prefetto Domenico Lione.
Il primo bando, da 2 milioni, prevede la possibilità di coprire interamente la spesa sostenuta dal pubblico esercizio, in forma singola o associata, che si trovi nei Comuni di Pordenone e Udine. Il contributo concedibile minimo è di 2 mila euro e massimo di 30 mila a progetto. I termini del bando, aperti il 26 maggio, resteranno accessibili fino al 31 dicembre . Saranno considerate solo le domande trasmesse via Posta elettronica certificata (Pec) e inviate, per le imprese con sede nel Comune di Pordenone, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it; per quelle nel Comune di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it. Il plafond è suddiviso in 500 mila euro per Pordenone e in 1,5 milioni per Udine.

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Parità di genere, oggi incontro

Come già annunciato, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per accompagnare le imprese del territorio nel percorso verso la certificazione della parità di genere, strumento sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle aziende. L’appuntamento è fissato per oggi, 3 giugno, alle ore 17, nella Sala Valduga della sede camerale di Udine (Piazza Venerio 8), e rappresenta il primo passo di un percorso di sensibilizzazione e formazione dedicato a tutte le realtà imprenditoriali interessate a valorizzare la cultura dell’equità e dell’inclusione nei contesti lavorativi.

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Secondo bando, quello per i dispositivi di videosorveglianza e già attivo: in questo caso, le imprese beneficiarie possono avere sede nei territori provinciali di Udine e Pordenone. In particolare, sono ammesse a contributo le spese sostenute, fatturate e pagate a partire dal 1° novembre 2024 e prima della presentazione della domanda, per l’acquisto, l’installazione, il potenziamento e l’attivazione di telecamere, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di video allarme antirapina in grado di interagire direttamente con le sale e le centrali operative e sistemi di allarme anti-intrusione. Anche in questo caso, l’intensità percentuale massima di contributo ammonta al 100% della spesa: il contributo minimo è di mille euro e massimo di 15 mila per progetto.
Se l’assessore Roberti ha sottolineato la consistenza dei fondi e l’opportunità da non perdere per Pmi ed esercenti, «in quanto i contributi – ha evidenziato – sono al 100%», il presidente Da Pozzo ha sottolineato l’importanza «della sicurezza come base per la legalità e per un’economia sana. Questi fondi sono immediatamente operanti e grazie a un dialogo costante fra tutte le istituzioni siamo riusciti a mettere in piedi degli strumenti agili – ha concluso – che possono rappresentare un valido aiuto per le nostre imprese». Sulla stessa linea anche questore e prefetto: il primo ha ricordato come gli strumenti di videosorveglianza siano particolarmente utili, oltre che come deterrente, anche ai fini della qualità della ricostruzione dei fatti, mentre il secondo si è soffermato sull’ottima collaborazione fra istituzioni pubbliche e private per tutelare tutti insieme un modello di sicurezza urbana diffusa e concreta. La modalità di presentazione delle domande è sempre la Pec agli indirizzi indicati, ma questo bando ha termini più ristretti: si chiuderà il 30 giugno. A metà maggio, erano già arrivate una novantina di domande, suddivise equamente fra i due territori.

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In copertina, la presentazione dei bandi mentre parla l’assessore regionale Roberti.