Lingua friulana, Aclif in assemblea a Udine: Franco D’Altilia (Palazzolo dello Stella) sarà il vice di Daniele Sergon

Un amministratore (assessore o consigliere comunale) delegato al multilinguismo e ai rapporti con l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana in ognuno dei Comuni friulanofoni tra Friuli e Veneto orientale: l’Aclif – prossima a compiere nel 2025 il suo decennale e cresciuta da 55 iniziali fino al numero attuale di 149 Comuni aderenti – ha rilanciato con questa proposta la sua azione di tutela e promozione dell’identità culturale e linguistica friulana nei lavori assembleari che si son tenuti giovedì a Palazzo Belgrado a Udine.


Non solo: durante la riunione, guidata da Daniele Sergon, sindaco di Capriva, i Comuni hanno deciso all’unanimità l’allargamento del direttivo e votato il nuovo vicepresidente. Si tratta di Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella, che ha ricevuto il testimone da Claudio Violino, già sindaco di Mereto di Tomba, al quale è stato tributato un caloroso ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Assieme a D’Altilia sono entrati nel direttivo anche Gabriele Bressan, sindaco di Pozzuolo, e Monica Feragotto consigliere comunale a Gemona. Si vanno ad aggiungere a Ornella Comuzzo (assessore a Tavagnacco), Alessandra Vanone (assessore a Tricesimo) ed Ester Filipuzzi (assessore a Spilimbergo), che sono state confermate.
«Un direttivo ampliato – ha commentato il presidente Sergon – per affrontare con ancora più energia gli impegni che ci attendono nell’anno del decennale. Ricordiamo sempre con orgoglio che la nostra Assemblea nasce dal basso, visto che non c’è nessuna imposizione ma sono i singoli Comuni a decidere l’adesione. Durante l’assemblea abbiamo percepito l’unità di un Friuli coeso pur nelle differenze territoriali, che esistono e sono la ricchezza stessa del Friuli, e che hanno tutte pari dignità all’interno dell’Aclif. E ancora una volta abbiamo sottolineato come il multilinguismo, che nella nostra piccola regione vede fianco a fianco friulano, sloveno, tedesco e italiano, sia la chiave per la conferma della nostra autonomia regionale ora e in futuro. Da qui ripartiamo con ancora più slancio, a fianco della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e delle altre istituzioni del mondo friulano».


Durante l’assemblea è stato approvato il bilancio 2024 e sono stati illustrati gli obiettivi per il 2025, tra i quali un rinnovato impegno per iniziative legate ai giovani anche attraverso il dialogo con le scuole, la collaborazione con le altre realtà istituzionali che operano per la tutela del friulano a partire da Arlef e Società Filologica Friulana, l’impegno per avere più lingua friulana in Rai e il grande appuntamento di Go2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura. Inoltre, è stato annunciato come il lavoro di traduzione delle notizie che ogni giorno compongono il telegiornale in friulano “Gnovis” di Telefriuli, contribuirà a “educare” in lingua friulana la nuova intelligenza artificiale di Google, grazie a un accordo con Arlef.
I lavori si erano aperti con il saluto dell’assessore alla cultura di Udine, Federico Angelo Pirone. Presenti anche il già presidente Aclif, Diego Navarria, e i rappresentanti di alcuni dei Comuni che hanno aderito recentemente all’Assemblea, tra cui Camino al Tagliamento, Cividale del Friuli, Manzano, Torreano e Pinzano al Tagliamento. Interventi in assemblea anche di Fabrizio Mattiussi (sindaco di Rivignano Teor), di Serena Gani (Camino al Tagliamento) e Maurizio Negro (Gorizia).
«Una grande emozione essere eletto vicepresidente” ha affermato Franco D’Altilia, che nel suo discorso in friulano ha ricordato come da giovane, lui originario della Puglia, abbia imparato con orgoglio questa lingua quando arrivò ancora adolescente in Friuli. E – ha aggiunto – grazie al presidente, al direttivo e all’assemblea che mi hanno dato fiducia. Le scuole saranno fondamentali per sensibilizzare sempre più le giovani generazioni nell’uso della lingua friulana».

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In copertina, il nuovo direttivo con il presidente Daniele Sergon e il vice Franco D’Altilia (primo a destra); all’interno, due immagini dell’assemblea riunita a Udine.

Corno di Rosazzo, aperta anche domani la mostra su Carlo da Carona. Pubblico rapito dalla “lezione” di Angelo Floramo

La quattrocentesca Chiesa di San Michele a Casali Gallo, nel Comune di Corno di Rosazzo, ospita in questi giorni la bella mostra fotografica sulle opere friulane rinascimentali dello scultore ticinese Carlo da Carona. Proprio in occasione della vernice della mostra si è appreso dallo storico Vieri Dei Rossi il vero nome dell’artista in assoluta anteprima, ovvero Carlo Solari. L’interesse suscitato dalla rassegna realizzata dalla Società Filologica Friulana ha indotto gli organizzatori, il Circolo culturale Corno, a protrarre la durata dell’esposizione a domani 6 ottobre con un’apertura straordinaria dalle ore 15 alle 17. L’iniziativa gode del patrocinio della Parrocchia e del Comune di Corno di Rosazzo.

L’incontro con Angelo Floramo.


Intanto, ha registrato folta partecipazione, silenzio surreale, commozione collettiva il monologo di Angelo Floramo, “Io figlio della frontiera”, che ha letteralmente rapito il pubblico intervenuto all’evento del festival itinerante “Dialoghi” promosso dall’associazione Culturaglobale e ospitato dal Circolo culturale Corno nella sala consiliare del Municipio.
Lo storico friulano, direttore scientifico dell’antica biblioteca Guarneriana di San Daniele, partendo da episodi biografici, ha analizzato il male assoluto delle guerre di confine, le tragedie delle singole vittime, il riscatto dei sopravvissuti. Dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia al dramma di Gaza, dalle gite scolastiche con i suoi alunni ad Auschwitz e in Bosnia al ricordo dell’esodo giuliano-dalmata e alla sofferenze dei migranti di oggi, in un crescendo di esperienze e ricordi personali, raccontati con afflato quasi mistico, Floramo ha reso vivi e palpabili il dolore umano e il riscatto di chi è sopravvissuto all’orrore dell’odio. Sottile e suggestiva la distinzione che ha fatto tra confine e frontiera: il primo è un termine “maschile”, offensivo e crudele, la seconda è “femminile”, resistente e permeabile. I confini sono artificiali e oggetto di guerre di conquista e odio etnico, le frontiere sono valichi naturali dove l’osmosi tra genti e territori si consuma quotidianamente in modo pacifico.
Il relatore è stato introdotto da Renzo Furlano, presidente di Culturaglobale, dall’assessore comunale alla Cultura Sonia Paolone e dal presidente del Circolo culturale Corno Sergio Paroni che ha posto le basi per ulteriori iniziative congiunte.

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In copertina, la chiesetta di San Michele ai Casali Gallo e qui sopra la cerimonia inaugurale in uno scatto Photo Life.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Dj Tubet e Angelo Floramo divertono con la storia medioevale a Cergneu: quel che resta del Castello sarebbe sede magnifica per eventi sotto le stelle durante l’estate

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella serata al Castello di Cergneu, fatta di storia, lingua, tradizioni e cultura del nostro Friuli, con frequenti occasioni di lasciarsi andare anche ad appaganti risate, tanto apparivano divertenti i “quadri” del professor Angelo Floramo e le appropriate incursioni in rima di Dj Tubet. Il rapper di Nimis – quanto ci tiene al suo paese! – e lo storico sandanielese, esperto di cose medioevali, hanno infatti dato vita a due ore di vero, sano e rilassante, ma anche colto, spettacolo che ha richiamato un pubblico folto ed entusiasta, non solo per quanto visto e ascoltato (facendosi pure coinvolgere direttamente da Mauro Tubetti), ma anche per la fresca temperatura che circondava i resti del maniero, facendo dimenticare le calure della giornata.

Uno spettacolo molto apprezzato, appunto, e che meritava d’essere visto. Un grazie riconoscente è andato pertanto, con le parole di Dj Tubet (ma lui stesso si è tanto impegnato), al Comune di Nimis che ha subito fatto proprie, tramite il commissario straordinario Giuseppe Mareschi, le aspirazioni dell’Associazione culturale Cernedum che da anni opera, in maniera appassionata e senza risparmiarsi, per la valorizzazione del Castello: un luogo veramente suggestivo che si presta a meraviglia per queste manifestazioni di rievocazione storica (proprio per far rivivere meglio le atmosfere dell’Età di Mezzo c’erano anche dei figuranti in costume). E che durante la bella stagione – anche perché il luogo è facilmente raggiungibile con una breve “scarpinata” dopo aver lasciato l’auto nella prima borgata di Cergneu – potrebbe prestarsi egregiamente anche per altre proposte sotto le stelle, come piccole rappresentazioni teatrali in “marilenghe” o concerti dedicati alla musica antica, soprattutto medioevale vista la particolarità del contesto. Insomma, un’iniziativa da ripetere e, magari, da arricchire. Uno spunto certamente non trascurabile che potrebbe rivelarsi utile per integrare i programmi culturali di quanti scenderanno in campo la prossima primavera per esprimere la nuova amministrazione comunale.
Alla riuscita manifestazione hanno assicurato il loro apporto anche la Compagnia dei Riservati con Sonia Cossettini e Michele Pucci alla chitarra, gli Acrobati del sole per lo spettacolo di falconeria, la Compagnia teatrale RetroScena, Daria Miani di Telefriuli (cura la trasmissione “Maman” per bambini) e la Pro Loco del Rojale per gli antiche mestieri. Evento, come detto, organizzato dal Comune di Nimis in collaborazione con Cernedum, nell’ambito dell’iniziativa Primis Plus “Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze”, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 attraverso la Regione Friuli Venezia Giulia e la Società Filologica Friulana. Alla prossima…

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In copertina e all’interno l’applauditissimo spettacolo proposto da Dj Tubet e Angelo Floramo al Castello di Cergneu.

Cultura, tradizione e divertimento invitano domani al Castello di Cergneu: la riscoperta del Friuli antico assieme a Dj Tubet e Angelo Floramo

di Mariarosa Rigotti

Ci sarà anche il rapper di Nimis, Dj Tubet, domani, 2 settembre, all’evento “Cultura, Tradizione e Divertimento al Castello di Cergneu” che troverà suggestiva cornice proprio attorno alle mura dello storico maniero. Un’accattivante proposta organizzata dal Comune di Nimis in collaborazione con l’Associazione culturale Cernedum. Ricchissima la scaletta della giornata, che sarà coronata con Angelo Floramo e, appunto, Dj Tubet, tra racconti saggistici in lingua friulana e musica.
Chiari i motivi della proposta sottolineati dall’organizzazione: «Questa giornata, aperta al pubblico, sarà dedicata alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni friulane attraverso un ricco programma di attività pensate per tutte le età. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Cernedum, offrirà ai partecipanti la possibilità di immergersi in un’atmosfera unica, dove passato e presente si incontrano. Saranno proposte rievocazioni storiche medievali e dimostrazioni di antichi mestieri friulani, spettacoli teatrali e musicali, racconti, falconeria, laboratori e giochi per i più piccoli, il tutto accompagnato da un’accoglienza enogastronomica che valorizza i sapori locali».

Angelo Floramo


Va evidenziato che il progetto si inserisce all’interno delle iniziative di valorizzazione dei luoghi della cultura del Friuli Venezia Giulia, promosse attraverso la lingua e la cultura friulane. È realizzato nell’ambito dell’iniziativa Primis Plus “Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze”, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 dalla Società Filologica Friulana e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Passando, quindi, al programma dell’evento dettagliato della manifestazione, nell’arco della intera giornata ci saranno rievocazioni storiche in costume medievale, a cura della compagnia teatrale RetroScena, e la mostra “Antichi mestieri friulani”, curata dalla Pro Loco del Rojale, con esposizioni e dimostrazioni pratiche per conoscere i mestieri tradizionali del Friuli. Mentre, durante il pomeriggio, la proposta prevede: laboratori per bambini in lingua friulana, curati da Daria Miani, conduttrice della trasmissione “Maman” su Telefriuli. «I laboratori, ispirati ai giochi e intrattenimenti tradizionali friulani, offriranno ai più piccoli un’esperienza educativa e divertente». In cartellone anche “Mistîrs, Sants e Striis”, uno spettacolo a cura de La Compagnia dei Riservati, con Sonia Cossettini e la chitarra di Michele Pucci. Così, «la tradizione orale del racconto e la musica si fonderanno per creare un’atmosfera magica, che trasporterà gli spettatori nei tempi antichi dei castelli».
Certo da non perdere sarà lo spettacolo di falconeria, a cura degli Acrobati del Sole. «Un’arte antica che sarà mostrata nel pieno rispetto degli animali e delle tradizioni, esaltando le caratteristiche venatorie e biologiche dei rapaci». Inoltre, per chi apprezza i sapori della tradizione, ci sarà un’accoglienza enogastronomica, a cura della citata Associazione Culturale Cernedum, con degustazioni di prodotti tipici del territorio. Quindi, la sera in cartellone: “Medioevo e i suoi sogni”, racconti saggistici in lingua friulana curati dallo studioso Angelo Floramo affiancati agli interventi musicali del rapper Dj Tubet che, con un’originale fusione di villotte friulane, musica antica e rap, coinvolgerà il pubblico con improvvisazioni in rima freestyle.
Insomma, come assicurano gli organizzatori, quella di domani sarà «un’esperienza unica per tutte le età. L’evento “Cultura, Tradizione e Divertimento al Castello di Cergneu” offre un’esperienza completa, che unisce intrattenimento, conoscenza e coinvolgimento della comunità. Un’occasione imperdibile per riscoprire e celebrare la ricchezza culturale e storica del Friuli Venezia Giulia, mantenendo viva la tradizione friulana e trasmettendola alle nuove generazioni».

Il Castello

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In copertina, il rapper friulano Dj Tubet che sarà protagonista domani sera a Cergneu.

Ultima giornata oggi a Gorizia con il Festival delle Lingue: nel programma c’è anche una visita a Casa Ascoli

Seconda e ultima giornata, oggi, a Gorizia con il Festival delle Lingue, rassegna ideata dall’Associazione culturale Kulturhaus Görz ospitata nella Corte di Casa Ascoli, luogo simbolico dell’identità plurale e della storia della città isontina quale è il ghetto ebraico. Anche per questa seconda giornata un’intensa attività di laboratori e workshop oltre agli attesi incontri letterari. Avvio alle 10 con i laboratori di lingue: quello di sloveno, a cura di Lionella Costantini, e quello di friulano, a cura di Serena Fogolini. Completano i laboratori, nel pomeriggio, quello di Disegno Manga per ragazzi con il noto fumettista Federico Bauzon, che con le sue creazioni appassiona il popolo dei social, e il Laboratorio di spagnolo con Francesca Fornasier e Maria Muñoz di Kulturhaus Görz, mentre alle 17 la Società Filologica Friulana guida il pubblico alla scoperta del piano nobile di Casa Ascoli che ospita la mostra “Le lingue di Gorizia e E nas une lenghe”.

Vojko Gorjanc


Dalle 10.30 spazio anche agli incontri a partire dalla presenza di Vojko Gorjanc, docente all’Università di Lubiana sul tema delle “Ideologie linguistiche” dove verranno approfondite le relazioni di potere nel discorso, compresa l’interazione mediata dall’interprete. Ulteriore, appassionante incontro sul tema delle lingue quali possibili “ponti” o motivo di scontro tra popoli, è il dialogo con Jan Brousek in “Conflitti linguistici nella regione Alpe-Adria. È possibile trovare una lingua comune?” (ore 11.30). L’artista visiva Paola Gasparotto sarà protagonista, in conclusione di mattinata (ore 12.30), dell’incontro condotto da Franco Spanò “Time of change. Visioni per un pianeta che cambia”.
Nel pomeriggio, il laboratorio “L’importanza dello studio del carsismo nella regione Fvg nel contesto Mitteleuropeo” a cura di Maurizio Tavagnutti del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer mentre alle 18 ospite del festival sarà la poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso: accompagnata da Walter Chiereghin si racconta in “Poesia e prosa di un’autrice al confine”. Giornalista sempre in movimento tra Milano e Trieste, Tolusso – vincitrice del Premio Pasolini (2004), Premio Fogazzaro (2012), Premio Internazionale Città di Moncalieri (2023) e Premio Acqui Terme (2023) – è autrice dei romanzi L’imbalsamatrice (Gaffi, 2010), L’esercizio del distacco (Bollati Boringhieri, 2018) e delle raccolte poetiche L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003), Il freddo e il crudele (Stampa, 2012), Apolide (Specchio-Mondadori, 2022, finalista al Premio Strega Poesia 2023).
Con Lorenzo Drascek, dell’Associazione Amici di Israele, si andrà invece alla scoperta del ghetto ebraico con una visita guidata in programma alle 19.15, a cui sarà abbinata una degustazione di vini kosher. Ultimo autore in programma (ore 20.30) lo scrittore Kossi Komla-Ebri nell’incontro condotto da Rossana Puntin, “Rinascere in una lingua”. Togolese naturalizzato italiano, dopo essersi trasferito in Italia si è laureato in Medicina e Chirurgia a Bologna, esercitando la professione medica per molti anni. Kossi Komla-Ebri è un esponente di spicco del movimento della Letteratura della migrazione in lingua italiana, vincitore tra gli altri del premio Mare Nostrum per la letteratura nel 2005 e del premio Prato città aperta nel 2019. Ha pubblicato numerosi libri di racconti tra cui i divertentissimi Imbarazzismi (2002) e Nuovi Imbarazzismi (2004), una serie di piccoli racconti di quotidiana ed ilare discriminazione, tradotti in più lingue, Home (2022) in lingua inglese e Neyla (2002-2011), da poco anche tradotto ed edito in Slovenia.
Gran finale per questa seconda edizione del Festival delle Lingue alle 21,30 con la musica di Dj Janko, noto DJ sloveno famoso per la sua scelta musicale europop, lavora nella zona transfrontaliera e coniuga ironia e passione musicale spaziando tra adiversi generi e travalicando confini musicali e temporali in un’unica, grande proposta musicale.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. Per Info: www.kulturhaus-go.it

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In copertina, la giornalista, poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso.

“SeneVierte”, il Teatri Stabil Furlan oggi presenta a Udine la collana di testi della drammaturgia contemporanea europea

Non solo teatro, ma molto di più. L’attività del Teatri Stabil Furlan non si esaurisce con le produzioni e la stagione teatrale, ma prosegue con numerose attività “collaterali”. “SeneVierte” è una di queste. La collana di testi di drammaturgia contemporanea europea, tradotti in lingua friulana, pubblicata dal Tsf in collaborazione con la casa editrice universitaria Forum e diretta dal direttore artistico Massimo Somaglino, sarà presentata al pubblico oggi, alle 16.30, nel salone di palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, nell’ambito della “Notte dei Lettori”, organizzata dal Comune di Udine e curata da Martina Delpiccolo. Il Teatri Stabil Furlan si afferma così come una delle più vive realtà culturali nel settore del teatro presenti in città. La collana, che sarà arricchita anno dopo anno, al momento conta due volumi.

I PRIMI DUE VOLUMI – Il numero uno si intitola “Ce crodistu di fâ!?” e riporta la traduzione realizzata da Serena Fogolini di un testo di Freark Smink, originariamente scritto in lingua frisone (un’altra lingua minoritaria europea) con il titolo ‘Wat Soesto!’. Lo spettacolo è stato allestito dallo stesso TSF nel novembre del 2023, per la regia di Jos Thie, e ha visto in scena Federico Scridel e Carla Manzon. Il numero due contiene invece un testo non ancora rappresentato in lingua friulana, “Il dêt”, tradotto in friulano da Elisa Copetti, dall’originale albanese “Gishti”, di Doruntina Basha. In entrambi i casi, la revisione dei testi tradotti è stata fatta dallo Sportello regionale per la lingua friulana dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.

MASSIMO SOMAGLINO – «I testi teatrali non sono scritture minori – ha ricordato Somaglino, riferendosi ai volumi -, ma scritture autonome e complete. La lingua friulana viene così messa alla prova, a dimostrazione che con essa si può affrontare ogni argomento, ci si può recare virtualmente in ogni luogo, descrivere ogni cultura, parlare dei tempi attuali, andando oltre l’utilizzo che se ne fa nel quotidiano. A sostegno e lode – ha chiuso – dei drammaturghi “di casa nostra” (non molti in verità) che già lo fanno, per lo più ignorati o lasciati alla loro dorata solitudine». È così che il Teatri Stabil Furlan porta a compimento uno dei suoi molti compiti: quello di operare con modalità innovative per una crescita della drammaturgia in lingua friulana, perché possa essere sempre più diffusa e praticata.

LORENZO ZANON – Ecco, allora, che «questa nuova collana è pensata anche a nutrimento delle molte compagnie teatrali regionali (amatoriali e non) che talvolta cercano scritture più impegnative, che le mettano alla prova sull’attualità e sul contemporaneo – ha precisato il presidente di Tsf, Lorenzo Zanon – , nonché come apertura di nuovi rapporti con altre culture, verso la costituzione di una rete di culture minoritarie, che travalichi i confini culturali nazionali, mettendo al centro dei rapporti e degli scambi l’individuo, la persona, con i diversi caratteri, appartenenze, identità perennemente in movimento, da sempre anche al centro del fatto teatrale».

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Fondato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine, il Teatri Stabil Furlan è un’Associazione Culturale riconosciuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha come soci fondatori il Comune di Udine, l’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, la Società Filologica Friulana, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, l’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, e come scopo statutario l’attività di produzione e circuitazione di spettacoli teatrali professionali che valorizzino la lingua e la cultura friulane utilizzando la lingua friulana o di altre minoranze linguistiche e che abbiano caratteristiche di professionalità in tutte le loro componenti artistiche, tecniche ed organizzative.

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In copertina, ecco i primi due volumi realizzati dal Teatro Stabil Furlan.

Culture furlane, sipario sulla Setemane con la Fraie de Vierte a Forni Avoltri e la Gnot di folclôr a Villa Manin

Si conclude la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana che dal 9 al 19 maggio ha visto oltre 200 appuntamenti su tutto il territorio regionale e oltre. Al centro della odierna giornata conclusiva la “Fraie de Vierte”, la Festa di Primavera della Filologica in programma tutta la giornata a Forni Avoltri; la conferenza con letture a Palazzo Mantica a Udine alle 20.45 dedicata alla figura del commediografo Luigi Candoni; la Gnot di folclôr, Notte di Folclore a Villa Manin di Passariano alle 20.30, spettacolo con vari gruppi folcloristici regionali all’interno di Sapori Pro Loco assieme all’Unione gruppo folcloristici del Friuli Venezia Giulia.

Gruppo folcloristico Caprivese.

Holzhockar di Sappada

La “Fraie de Vierte”, organizzata dalla Società Filologica Friulana assieme al Comune di Forni Avoltri, è in programma a Collina al Soggiorno Alpino Aquileia “Luigi Marcuzzi”. Alle 10.30 apertura dei lavori con esibizione del Coro Forni Avoltri. Dopo il saluto delle autorità, convegno con interventi di Mauro Pascolini, No dome bergjos: lûcs, tieris e aghis di For Davuatri; Novella Del Fabbro, presentazione del numero speciale di “Sot la Nape” dedicato a Forni Avoltri e al suo territorio; premiazione dei docenti dei corsi pratici di lingua e cultura friulana 2023; Marta Varutti e Marc Vezzi; presentazione degli Atti della Settimana della Cultura Friulana 2022-2023. Dopo il pranzo su prenotazione, alle 16 a Frassenetto nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista relazione di Enrico Agostinis, La chiesa di “Sopraponti” e a seguire la Messa in friulano celebrata da don Gianluca Molinaro e accompagnata dal Coro Forni Avoltri.
A Palazzo Mantica a Udine – sede della Società Filologica Friulana – e online su www.setemane.it l’incontro con letture “Dal Friuli secondo Candoni Strissant vie pe gnot” alle 20.45. Un ricordo a 50 anni dalla scomparsa del commediografo carnico Luigi Candoni (1921-1974) fondamentale, tra le varie cose, a portare sui palchi d’Italia opere di autori come Beckett e Ionesco. Intervengono Paolo Patui. Giuliano Bonanni, Chiara Donada e Massimo Somaglino. Letture della opera in friulano di Candoni “Strissant vie pe gnot” (Caino).
A Villa Manin alle 20.30 sul palco di Sapori Pro Loco spettacolo Gnot di folclôr con l’Unione gruppo folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Si esibiscono: Gruppo Folcloristico Caprivese “Michele Grion” con i giovani danzerini del “Gruppo Folcloristico Primavera” di Capriva del Friuli; Gruppo Folkloristico Holzhockar di Sappada; Gruppo Folkloristico “Lis Primulis di Zampis” di Pagnacco; Gruppo Folcloristico “Stelutis di Udin”.

Lis Primulis di Zampis

Stelutis di Udine

Inoltre sono previsti altri eventi.
Mulini aperti in Carnia: domenica 19 maggio i mugnai illustreranno la storia e il funzionamento dei macchinari, con la collaborazione dell’Associazione della Carnia “Amici dei Musei” a Tolmezzo (Illegio, Imponzo), Cavazzo Carnico, Arta Terme (capoluogo e Piedim), Cercivento, Ovaro, Prato Carnico, Paluzza.
Previste anche delle escursioni, come a Carpacco di Dignano all’interno del Festival delle filande. Domenica 19 maggio alle 9.30 con ritrovo alle 9 al centro polifunzionale, “Geo-escursione nel Medio Tagliamento” a cura di Corrado Venturini, Università di Bologna. Ci si sposterà poi al Centro visite Oasi naturalistica di Cornino e a Pinzano.
Ultimo appuntamento con “Sul cammino di San Cristoforo, quando l’anima incontra la bellezza” serie di passeggiate patrimoniali promosse da Montagna Leader e dai Comuni del Cammino. Il 19 maggio a Tramonti di Sotto alle 9 con ritrovo nel parcheggio della chiesa di Campone camminata “La bellezza della biodiversità sul Cammino di San Cristoforo”. Aspettando il 22 maggio giornata internazionale della diversità biologica, si andrà con la naturalista Costanza Uboni alla ricerca di curiosità tra diversi ambienti montani lungo il Chiarzò e le antiche borgate di Campone, Sghittosa e Zanon. Ci aspetta un aperitivo all’Agriturismo Al Stalon dei fratelli Gambon, realtà importante per il recupero, produzione e valorizzazione di prodotti tipici
e locali quali Pitina e formaggi ovini.
A Roveredo in Piano passeggiata e visita guidata “Strade d’acqua Mestieri e devozione popolare lungo la Brentella”. Ritrovo stamane al Mulino Pajer. La Brentella è un canale artificiale, realizzato dai Veneziani alla fine del XV secolo allo scopo di fluitare il legname della Valcellina verso il Noncello e farlo giungere a Venezia.

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In copertina, ecco una bella panoramica di Forni Avoltri nell’Alta Carnia.

Culture furlane, oggi la “Setemane” rende omaggio a Erasmo di Valvasone e a Cortale al vescovo Giosuè Cattarossi

Prosegue la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana con oltre 200 appuntamenti che si concluderanno domani, 19 maggio.
Al centro del programma della giornata di oggi l’omaggio a Erasmo di Valvasone, poeta rinascimentale a 500 anni dalla sua nascita. Alle 17 a Palazzo Vida-Dulio in piazza Mercato il Circolo Culturale “Erasmo di Valvason” presenta la copia anastatica del poema “La caccia”, con prefazione di Alberto Pavan, realizzata nell’ambito del progetto Erasmo di Valvason: un nuovo profilo dell’autore nel V centenario della nascita. Segue inaugurazione della mostra documentaria. Interventi dello stesso Alberto Pavan e di Franco Colussi, vicepresidente della Filologica per il Friuli occidentale. Si parlerà di come Erasmo fu importante per la scena culturale non solo friulana ma dell’intero Rinascimento italiano.

Erasmo di Valvasone


Tra gli altri appuntamenti a Palazzo Mantica a Udine – sede della Società Filologica Friulana – e online su www.setemane.it l’incontro “Geda Jacolutti Le rose aspettano la notte”. Con l’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti, un omaggio ad una intellettuale e docente, figura significativa nel panorama culturale friulano del secondo dopoguerra. Ne parlano Marisa Sestito e Margherita Piva. Letture di Alessandra Pergolese.
Sempre a Udine, alle 16, proiezione del documentario di Michele Trentini “Latte nostro” al Museo Etnografico del Friuli mentre alla Chiesa di San Domenico alle 18 concerto “Su lis notis dal Friûl” con il Coro Zanon Amico di Udine diretto dal maestro Alessandro Tammelleo.
A Treppo Carnico Ligosullo alle 17 presentazione del progetto e inaugurazione mostra “Piccola Patria ed emigrazione – Girando il Friuli con Gian il Camponese” alla Galleria d’arte moderna “Enrico De Cillia”. Si tratta del progetto “Italea”, rivolto agli italiani residenti all’estero e agli italodiscendenti.
A Cortale di Reana del Rojale in sala parrocchiale, alle 17.30, “Monsignor Giosuè Cattarossi a ottant’anni dalla morte”. Su iniziativa del Circolo Acli Cortale si presenta il volume Memorie su Mons. Giosuè Cattarossi a cura di don Oscar Morandini, con l’intrattenimento musicale di un quartetto di giovani fiati, i “Gras Saxophone Quartet”, della Banda filarmonica di Vergnacco. A seguire momento conviviale e visita guidata alla mostra fotografica presso Casa Monsignor Cattarossi.
A Moggio Udinese nella Torre Medievale alle 17 “Gli incunaboli di Pasolini Edizioni friulane 1942-1953 nella Biblioteca di Bruno Lucci”. Intervengono Bruno Lucci, Marco Menato, Simone Volpato (autore) e Gabriele Zanello. Iniziativa nell’ambito del 50° di fondazione della Pro Loco Moggese.
A San Daniele, alle 15.30, visita guidata “Carlo da Carona in Friuli” a partire dal Duomo di San Michele Arcangelo. Itinerario guidato sulle orme di Carlo da Carona con Carlo Venuti Alle 18 in I Biblioteca Guarneriana presentazione del volume “Carlo da Carona in Friuli”. Atti del convegno di studi (Società Filologica Friulana) che presenta gli atti del convegno tenutosi a San Daniele del Friuli il 31 marzo 2023. Scultore ticinese attivo in Friuli nella prima metà del Cinquecento, Carlo da Carona è autore di altari, fonti battesimali e portali in varie località della nostra regione. Intervengono Giuseppe Bergamini, Vieri Dei Rossi e Isabella Reale.
A Carpacco di Dignano per il Festival delle Filande giornata tutta dedicata al centro polifunzionale al convegno “Per lo studio dell’archeologia industriale” a cura di Gianni Lerussi. A concludere la giornata alle 18 nel cortile interno della filanda di Carpacco inaugurazione della mostra fotografica “Acqua, sassi e gelsi”.
A Tramonti di Sopra, alle 20.30, “Meduna, il femminino sacro Storie di donne, streghe e dee” incontro alla sala polifunzionale. L’incontro con Angelo Floramo, promosso dal Comune di Tramonti di Sopra, si configura come una narrazione incentrata su alcuni temi poco esplorati della storia più remota della Val Tramontina, incentrandosi sulla figura della Dea Meduna, potente divinità protostorica simbolo dello sciamanesimo sacro, che ha dato il nome al fiume della vallata. Sarà l’occasione per una ricognizione sul concetto di femminino sacro che nel corso dei millenni si è manifestato sotto molte forme nei villaggi del territorio, fino alle streghe dell’età medievale e moderna. Intermezzi musicali del Coro degli Angeli di Tramonti di Sotto.
Diverse le camminate e visite guidate in programma.
A Ruda oggi e domani vVisita guidata dalle 10 alle 13 al Museo Amideria Chiozza. L’Associazione Amideria Chiozza propone due mattinate di visite guidate in lingua friulana al museo e alla macchina a vapore, con anche l’intervento di ex lavoratori. Necessaria la prenotazione tramite e-mail (info@amideriachiozza.it).
Alle 16 dal Vecchio Mulino in Via Sega 1 a Polcenigo camminata “Gira la ruota del mulino. Alla scoperta dei mulini del Borgo di Polcenigo”.
L’incontro sarà tenuto presso il vecchio Mulino di Polcenigo dallo storico Alessandro Fadelli che ci racconterà la storia degli opifici idraulici di Polcenigo e poi ci accompagnerà lungo il percorso dei mulini nel borgo.
A Casarsa altra visita guidata “Pier Paolo Pasolini a Casarsa” oggi e domani alle 10.30 e 15.30 dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini accompagnati dalle guide turistiche, i visitatori andranno alla scoperta di Casa Colussi-Pasolini, la casa materna del poeta, con il suo percorso museale permanente e la pinacoteca, la Chiesa di Santa Croce ed il borgo di Versuta, a San Giovanni di Casarsa, con la Chiesa di Sant’Antonio Abate e la Loggia.
Online su www.setemane.it alle 16 proiezione di “Adriano Degano legge Genesi, 29”. Nel decimo anniversario della scomparsa di Adriano Degano, il filmato realizzato dal Fogolâr Furlan di Roma, montaggio di Vito Paterno, ripropone la partecipazione alla maratona udinese Leture continue de Bibie par furlan (2011). Alle 21 sempre online concerto “Un salût ’e furlanie”, registrato lo scorso anno a Pontebba con il gruppo di ottoni Brassevonde, insieme all’attore Massimo Somaglino dedicato al maestro Arturo Zardini nel centenario della morte.
Online anche l’ultimo appuntamento, dedicato a Sonia Venturini, con il progetto Altris Feminis – produzione Agherose: stasera alle 20.30 su www.setemane.it. Sempre online si concludono le proiezioni alle 15 su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Oggi spazio al Gruppo Folcloristico “Santa Gorizia” – Gorizia; Gruppo Folcloristico Stu Ledi – Trieste.

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In copertina, il vescovo Giosuè Cattarossi originario di Cortale nel Rojale.

Ma quanti parlano la lingua friulana! Sono in 444 mila a usarla attivamente. Gli ultimi tre giorni con la “Setemane”

La lingua friulana è oggi parlata attivamente da 444 mila persone (corrispondente a oltre metà della popolazione residente nei Comuni dichiaratisi di lingua friulana del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale), che salgono a circa 700 mila (ossia 9 persone su 10) considerando coloro che anche solo la comprendono. Le aree con le percentuali più alte di utilizzo attivo del friulano sono il Friuli centrale, l’area Collinare e la Carnia. In sostanza, per la grande maggioranza delle zone indagate, il friulano è parlato da almeno una persona su 2 e una su 4 potrebbe riattivare la sua competenza in friulano se incoraggiata all’uso. Anche città quali Udine, Pordenone e Gorizia rivelano positive sorprese.


La generale apertura al plurilinguismo, considerato un grande vantaggio da oltre il 56%, e il desiderio di migliorare la conoscenza della lingua friulana, che riguarda il 63% degli intervistati, sono segnali altrettanto interessanti. Così come il suo uso nelle nuove forme di comunicazione digitale, quale codice adatto all’immediatezza relazionale. I dati rappresentano i principali risultati dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe”, realizzata nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025, per comprendere e analizzare l’utilizzo del friulano e delle altre lingue parlate in Friuli. Sostenuta dalla Regione Fvg e realizzata con il contributo dell’Arlef, l’indagine è stata condotta da Ires Fvg e Forskningscentrum för Europeisk Flerspråkighet. Tra aprile e giugno 2023 sono state raccolte oltre 4.300 interviste, in 178 Comuni tramite la compilazione di un questionario. Il campione di indagine coinvolto ha un’ampia rappresentatività di genere e fasce d’età, grazie al coinvolgimento di ben 74 istituti comprensivi che, con il supporto degli insegnanti, hanno contribuito a diffonderlo nelle famiglie.
I ricercatori sono ora impegnati nell’analisi complessiva della grande mole di dati raccolti, con l’obiettivo di renderli completamente fruibili al pubblico entro la fine dell’anno. Emergono però già molti spunti di riflessione interessanti, primo fra tutti che la lingua friulana è presente in maniera ancora rilevante sulla gran parte del territorio friulano ed è parte fondamentale del patrimonio linguistico e culturale del Friuli.

Un grande senso di identità – Il senso di appartenenza e l’identità friulana si affermano in modo netto nella maggior parte delle areeprese in considerazione: il 52% del campione afferma di sentirsi “molto” friulano, percentuale che sale al 75% se si considera anche chi dichiara di esserlo “abbastanza”. L’indagine mostra poi l’esistenza di un terreno ideologico favorevole, rappresentato dal netto e generale miglioramento degli atteggiamenti verso il friulano, considerato come un codice simbolico e identitario. Al di là dei territori extracittadini, dove il friulano è da sempre utilizzato in maniera più diffusa, interessante è il dato dei parlanti attivi nelle tre città principali del Friuli: Udine, Pordenone e Gorizia. In particolare, per Gorizia e Pordenone, l’indagine rileva una situazione ben più positiva di quella attesa: se a Udine parla il friulano il 40% degli intervistati, a Gorizia il 23% e a Pordenone il 18%; a comprenderlo poi sono rispettivamente l’82%, il 73% e il 55%.

I cittadini chiedono più investimenti per la “marilenghe” – Da sottolineare anche la positività dei cittadini verso l’utilizzo dei soldi pubblici in attività in sostegno al friulano. È stato chiesto di dichiarare quanti euro, tra quelli pagati già in tasse, ritenessero adeguati per finanziare misure di sostegno: è favorevole ben il 77%, con una media di 22 euro pro capite, circa quattro volte quanto attualmente investito su base annua per tali misure.

In famiglia il friulano tiene – Le percentuali dicono che il friulano è una lingua ancora viva nella comunità: risulta maggioritaria tra quelle parlate dai genitori dell’intervistato (51%); mentre con la madre parla in friulano ben il 44% degli intervistati, stessa percentuale con il padre. Da sottolineare poi che il 79% degli intervistati ritiene che l’uso di più lingue in contesto familiare non ostacoli l’apprendimento scolastico, anzi che rappresenti un vantaggio. L’auspicio di una maggiore presenza del friulano nelle scuole interessa l’ampia maggioranza, quasi il 70% – si dichiara favorevole anche il 59% degli intervistati nel Veneto orientale – confermando le percentuali rilevate costantemente nelle scuole del Friuli per quanto riguarda la scelta dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana per i propri figli.

Più friulano nei media e nella Pa – Venendo alla comunicazione, emerge che l’uso del friulano è più diffuso sulle piattaforme di messaggistica istantanea, dove ad esempio una persona su 4 utilizza la lingua friulana nei messaggi vocali, e le percentuali di ascolto del friulano online sono maggiori di quelle di lettura e scrittura. Gli intervistati considerano il friulano un codice adatto all’immediatezza comunicativa, testimoniando positivamente la presenza della lingua in un dominio così diffuso. Indagando il settore della pubblica amministrazione, emerge che l’uso del friulano deve ancora affermarsi pienamente negli uffici pubblici e nei rapporti con l’amministrazione comunale, anche se il 42% del campionelo indica tra le lingue ufficiali “auspicabili” in ambito amministrativo locale. È un riconoscimento implicito della percezione del prestigio della lingua friulana, ulteriore segnale che non vi è pregiudizio verso il suo utilizzo anche in ambiti ritenuti “alti” e riprova dell’indebolimento dello stereotipo che vede le lingue minoritarie come inadatte ad ambiti diversi da quello strettamente familiare.

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Intanto, ultimi giorni con la XI edizione la Setemane de culture furlane – Settimana della cultura friulana, rassegna promossa dalla Società Filologica Friulana (oltre 200 appuntamenti in totale) fino a domenica. Al centro del programma della giornata odierna convegni a ricordo di importanti personalità.
A Udine, palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, alle 18 e online su www.setemane.it convegno “Intorno alla figura di Antonio Bartolini” Il convegno intende illustrare la figura del bibliofilo e bibliografo Antonio Bartolini (1746-1824), inserendolo nel contesto udinese dell’epoca. Intervengono Liliana Cargnelutti (Antonio Bartolini e l’Ordine di Malta), Cristina Moro (Una vita per i libri: il conte udinese Antonio Bartolini) e Paolo Pastres (Antonio Bartolini e le arti figurative). Coordina Fabiana Savorgnan di Brazzà.


Sempre a Udine, alle 20, al Cinema Visionario, incontro e proiezione “La voce di Turoldo e della sua terra”. La serata, promossa dal CEC e dalla Mediateca “Mario Quargnolo” del Visionario, prevede la proiezione del documentario, realizzato dall’Associazione musicale e culturale “Armonie” in collaborazione con il Centro Studi Turoldo e con l’apporto di studiosi. La proiezione sarà accompagnata dall’autrice Chiara Grillo e sarà seguita da una performance canora dal vivo della Cantoria “Santo Stefano” di Gradisca di Sedegliano, che quest’anno festeggia i 120 anni di attività; saranno eseguiti due brani su testo di Padre Turoldo, in friulano, e l’inno del Friuli.
Altri appuntamenti udinesi, alle 16, ancora a Palazzo Mantica la conferenza storica “Eustachio Celebrino e il mancato diluvio del 1524”, con Mario Turello. Al Museo Etnografico del Friuli ale 16 visita guidata alla mostra “Latte, mleko, milk”. Alle 18 alla Biblioteca Civica Vincenzo Joppi conferenza “Parto e lasciovi l’anima mia – Maria Savorgnan, un amore letterario del Rinascimento”. Incontro promosso dall’International Committee Romeo and Juliet in Friuli al fine di presentare lo stato attuale delle ricerche su Maria Savorgnan, protagonista di un’intensa e avventurosa storia d’amore con Pietro Bembo negli anni 1500-1501, testimoniata dalle 154 lettere segrete che i due si scambiarono. Cremasca trapiantata in Friuli, Maria sbalordì, con la sua elevata consapevolezza letteraria e il suo spirito intraprendente, i letterati del Novecento che scoprirono le sue missive. Anche le sue figlie ricevettero omaggi letterari: a Lucina Savorgnan, per esempio, fu dedicata la prima versione della storia di Giulietta e Romeo. Introduce Ugo Falcone, relaziona Gregorio Grasselli.
A Feletto Umberto, nella sala del Consiglio comunale di Tavagnacco, alle 18 convegno “Egidio Feruglio, geologo tra Friuli e Patagonia”. Illustrazione biografica e scientifica del geologo di Feletto Egidio Feruglio (1897- 1954) nei 70 anni della morte, proposta dal Centro Culturale “Settetorri per il Terzo Millennio”, con particolare riferimento agli studi e alle ricerche eseguiti in Friuli, Italia ed Argentina. Interventi di Javier Grossutti e Umberto Sello. Letture di Danilo D’Olivo. Partecipa Diego Lucchini, sindaco del Consiglio Comunale Ragazzi del Comune di Tavagnacco. Modera Stefano Urbano.
A Carpacco di Dignano al via e fino al 19 maggio il Festival delle Filande, promosso dall’Associazione Heritage in FVG. Il 17 maggio seminari, laboratori, cerimonia di apertura e alle 19.45 nel centro polifunzionale spettacolo teatrale “Filanderis” con Pauli Nauli, Milvia Morocutti, Rossana Di Tommaso e alla armoniche Luigino Squalizza e Giulio Ciccone.
E ancora a Buja, alle 20.30, presentazione del romanzo di Sergio Sarti “Fino all’alba”, edito da Aviani & Aviani, che il Circolo Culturale Laurenziano presenta nel 20° anniversario della scomparsa dell’intellettuale, il quale fu anche partigiano nella divisione Osoppo. Relaziona Paolo Strazzolini.
A Forgaria nel Friuli, alle 20.30, al Curnin Bar prima serata del ciclo “oltre i confini: un viaggio attraverso culture e paesaggi”. Eros Viel presenterà il suo “To(u)riolón” – cronache vagabonde” in cui viene raccontato il girovagare in bicicletta in vari luoghi del Friuli.
Ad Arta terme alle 20.30 incontro “L’altra diga di Luigi Candoni”, in Sala Talotti in Comune. Nel 50° anniversario della scomparsa del drammaturgo carnico (1921-1974) e a 61 anni dal disastro del Vajont, l’Associazione culturale “Luigi Candoni” propone una conferenza con Marc Vezzi, proiezione di documenti tratti dagli Archivi Candoni e Bortolotto e immagini delle rappresentazioni dell’opera dall’archivio Teatro Orazero Padova. Lettura scenica di estratti dai testi L’altra diga di Luigi Candoni e Frana allo scalo nord di Ugo Betti, con Chiara Donada e Giuliano Bonanni.
A Rive d’Arcano alle 20.30 in sala consiliare l’Associazione Latteria Rive d’Arcano propone un incontro con Romano Vecchiet, autore del volume “Quel lento viaggio in collina Storia del tram Udine- Fagagna-San Daniele” edito da Corvino edizioni. Dialoga con l’autore Cristina Noacco.
A Sutrio alle 20.30 in sala polifunzionale “Antîc al è il cûr”: Elisabetta Zambon presenta il libro di poesie del maestro Gianni Moroldo (Samuele Editore), mentre a Joannis di Aiello del Friuli alle 20.30 la Commissione comunale di storia di Aiello del Friuli propone un ricordo di Antonio Deluisa (1906-2004), insegnante, scrittore e poeta nato a Joannis. Ne parleranno Ferruccio Tassin (La figura di Antonio Deluisa), e Stefano Perini (La famiglia Deluisa di Joannis).
A Cividale, alle 20 all’ex convento di San Francesco “L’ombra del Matajur. Le valli del Natisone tra realtà e illusione. Racconti di confine”. Presentazione del libro di Giuliano Citti (Kappa Vu), una raccolta di tredici racconti, graffianti frammenti di vite di uomini e donne che vissero e che ancora vivono in quella terra chiamata Benečija. Con l’Associazione Genealogica del Friuli Venezia Giulia.
Prosegue la rassegna anche nel Friuli orientale. Venerdì 17 maggio a Cormòns alle 21 all’azienda agricola Gradnik si terrà la lettura teatrale musicale “Libars di scugnî lâ”. Gli “AccorDos”, Sara Rigo e Alessio de Franzoni – con le proprie armoniche suonano il repertorio di musiche tradizionali folcloristiche legate al tema del viaggio e della migrazione. Una iniziativa degli Amîs de Mont Quarine, dentro al festival itinerante “Dialoghi”.
Online sul sito www.setemane.it alle 21 concerto “Da font de mê anime
Cjants di glesie “a la vecje” in ricuart di pre ’Sef Cjargnel”.
Sempre online proseguono le proiezioni alle 15 su www.setemane.it di Gocce di folclore con i gruppi dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Il 17 maggio spazio al Gruppo Folkloristico Caprivese “Michele Grion” – Capriva del Friuli; Gruppo Folkloristico Danzerini di Lucinico – Lucinico.

Prosegue, infine, la Setemane pai fruts e pai fantats. Nelle scuole di Forni Avoltri dal mattino la Fraie dai Fruts, la festa dei bimbi della Filologica all’interno della “Fraie de Vierte”, la festa di primavera della società stessa. A Cordovado alle 17 in biblioteca civica invece “Letture e caccia al tesoro in friulano” con il poeta Giacomo Vit e le lettrici di Racconti…amo.

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In copertina, la bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine; all’interno, gli autori dell’indagine promossa dall’Arlef e palazzo Mantica sede della Filologica.